Ecco le tassonomie XBRL per il deposito dei bilanci d'esercizio - Diario quotidiano dell'8 febbraio 2018

1) Sanzioni meno pesanti sulla tardiva presentazione del CBCR (Country-by-Country reporting)

2) Riqualificazione degli atti nell’imposta di registro retroattiva

3) Esenzione Ires: Pubblicato in G.U. il decreto che individua le associazioni folcloristiche

4) Deposito dei bilanci al Registro delle imprese: pubblicate in G.U. le nuove tassonomie XBRL

5) In G.U. il decreto di revisione del regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright

6) Principio di trasparenza nella Sas e risvolti sull’IRI

7) Revisori: bisogna aspettare per vedere i propri crediti formativi nella piattaforma del MEF

8) Fondo patrimoniale sulla casa attaccabile nel caso di fallimento

9) Split payment: nota del MEF sull’efficacia costitutiva degli elenchi

10) Per i consulenti del lavoro arriva il nuovo regolamento sulla formazione continua

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1) Sanzioni meno pesanti sulla tardiva presentazione del CBCR (Country-by-Country reporting)

Come riferisce Assonime, nella nota del 6 febbraio 2018, durante il Telefisco tenutosi del 1 febbraio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti indicazioni in merito, tra l’altro, ai profili sanzionatori collegati al tardivo invio del c.d. CBCR (Country-by-Country reporting).

In particolare, si tratta di indicazioni molto utili e per certi versi rassicuranti.

Questo poiché la norma primaria prevede esclusivamente che in caso di omessa presentazione della rendicontazione o di invio dei dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000 (art. 1, comma 145, ultimo periodo, legge 28 dicembre 2015, n. 208; c.d. legge di stabilità 2016).

Il tema delle sanzioni, in effetti, continuava a destare notevole apprensione tra le imprese interessate dal nuovo adempimento dichiarativo e ciò nonostante l’emanazione del Provvedimento dell’11 dicembre 2017 (prot. n. 288555); provvedimento con il quale – si ricorderà – l’Agenzia delle Entrate ha prorogato al 9 febbraio 2018 il termine ultimo per trasmettere la rendicontazione CBCR relativa all’anno 2016 (termine originariamente individuato nel 31 dicembre 2017). Come confermato anche dal comunicato stampa dell’Agenzia – diramato, in realtà, anche con finalità di errata corrige, visto l’ambiguo tenore letterale del citato provvedimento – la proroga riguarda tutti i contribuenti per i quali il termine ordinario relativamente al primo anno di rendicontazione sarebbe scaduto al 31 dicembre 2017 e, quindi, sia le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1° gennaio 2016 o in data successiva e chiude al 31 dicembre 2016, sia le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1° gennaio 2016 o in data successiva e chiude prima del 31 dicembre 2016.

Nonostante la predetta proroga, però, permaneva a tutt’oggi una certa preoccupazione tra gli operatori del settore in ordine alle eventuali conseguenze del non corretto adempimento dell’obbligo di rendicontazione, visto il grado di dettaglio delle informazioni richieste, il ritardo con cui sono state diramate le disposizioni attuative di riferimento nonché, in ultimo, la mancata predisposizione di un apposito software, con le relative istruzioni, da parte dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione della rendicontazione, come di norma invece accade.

Opportunamente, l’Agenzia ha chiarito che in caso di presentazione della rendicontazione CBCR entro 30 giorni dalla scadenza del termine la sanzione prevista dall’art. 1, comma 145, della legge di stabilità 2016 nella sua misura minima (euro 10.000) deve essere ridotta alla metà, ai sensi dell’art. 7, comma 4-bis, del D.lgs. n. 472 del 1997 (il citato comma, infatti, dispone che “in caso di presentazione di una dichiarazione o di una denuncia entro trenta giorni dalla scadenza del relativo termine, la sanzione è ridotta della metà”).

Peraltro, resta applicabile anche l’istituto del ravvedimento operoso per cui, in ipotesi di presentazione del…

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