Responsabilità professionale: per il Commercialista non serve nascondersi dietro società scudo - Diario quotidiano del 15 febbraio 2018

1) Responsabilità professionale: per il Commercialista non serve nascondersi dietro società scudo
2) Corte di giustizia Ue: il diritto alla detrazione Iva si mantiene sempre, anche se il fornitore sia dichiarato inattivo
3) APE Volontario: online il Simulatore e la domanda di certificazione
4) Dall’INPS sono arrivate le istruzioni applicative per l’APE
5) Enti non commerciali verso la trasparenza “leggera”
6) L’avviso di reato della GdF comporta il sequestro dei beni del manager
7) Fattura elettronica: avvio graduale
8) Contrasto alle frodi IVA nel settore degli oli minerali
9) Pagamento differito dei diritti doganali: stabilito il tasso di interesse
10) Antiriciclaggio: sull’applicazione nuove regole prime indicazioni della Banca d’Italia

1) Responsabilità professionale: per il Commercialista non serve nascondersi dietro società “scudo”

2) Corte di giustizia Ue: il diritto alla detrazione Iva si mantiene sempre, anche se il fornitore sia dichiarato “inattivo”

3) APE Volontario: online il Simulatore e la domanda di certificazione

4) Dall’INPS sono arrivate le istruzioni applicative per l’APE

5) Enti non commerciali verso la trasparenza “leggera”

6) L’avviso di reato della GdF comporta il sequestro dei beni del manager

7) Fattura elettronica: avvio graduale

8) Contrasto alle frodi IVA nel settore degli oli minerali

9) Pagamento differito dei diritti doganali: stabilito il tasso di interesse

10) Antiriciclaggio: sull’applicazione nuove regole prime indicazioni della Banca d’Italia

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1) Responsabilità professionale: per il Commercialista non serve nascondersi dietro società “scudo”

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 3429 del 13 febbraio 2018, ha respinto il ricorso di una Srl (schermo del Commercialista) che aveva errato nel compilare il modello 770 del cliente, facendo così scattare l’emissione della cartella di pagamento.

Non sfugge, dunque, alle proprie responsabilità nei confronti dei propri clienti, quel Commercialista che si faccia schermare da una società al fine di andare immune da ogni sorta di risarcimento di natura professionale. E il risarcimento per la consulenza fiscale errata riguarda anche la redazione della dichiarazione dei redditi. La difesa si era difesa di fronte alla Corte d’appello e poi in sede di legittimità che il sodalizio non potesse rispondere per una responsabilità di natura professionale. Secondo la Suprema Corte la responsabilità rientra nel modello di natura contrattuale, per cui l’accordo tra legale rappresentante (il commercialista dominus) ed il cliente, in caso di inadempimento, fanno scattare il risarcimento del danno.

Anche il Tribunale prima, e la Corte d’Appello poi, avevano accolto la domanda di risarcimento dei danni per mala gestione professionale, basandosi, in particolare, sulla lettera con cui il consulente si era impegnato a farsi carico della cartella esattoriale in caso di mancato accoglimento dell’istanza di annullamento in autotutela.

In particolare, secondo i giudici di secondo grado, l’impegno assunto, nell’ambito del rapporto contrattuale, “comportava la responsabilità non solo per l’importo della cartella, bensì anche di ogni altra conseguenza di una responsabilità facente capo a un’obbligazione a carattere negoziale.”

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2) Corte di giustizia Ue: il diritto alla detrazione Iva si mantiene sempre, anche se il fornitore sia dichiarato “inattivo”

Il diritto alla detrazione Iva non può essere negato anche se poi il fornitore sia risultato essere “inattivo”.

Assonime, con Il Caso 3/2018 del 13 febbraio 2018, si è soffermata sul: Diritto di detrazione dell’IVA nel caso di “inattività” del prestatore di servizi: una pronuncia della Corte di Giustizia.

Dunque, il contribuente che riceve una fattura da un fornitore dichiarato “inattivo” dall’autorità fiscale non perde il diritto alla detrazione Iva. Ciò purché l’operazione sia stata regolarmente effettuata, documentata e registrata.

La legge nazionale non può imporre agli operatori economici l’obbligo di accertare la “vitalità” delle proprie controparti. Anche laddove la norma lo prevedesse, un simile inadempimento deve essere considerato “di carattere formale, che non può quindi, in quanto tale, avere l’effetto di inibire il diritto alla detrazione del tributo qualora sussistano i requisiti sostanziali posti alla base del medesimo diritto”.

Come spiega Assonime, la Corte di Giustizia europea, con la sentenza n. C-101/2016 del 19 ottobre 2017, ha dichiarato non legittima – in quanto in contrasto con la disciplina comunitaria – la normativa IVA di uno Stato membro (nella specie, Romania) che negava ad un’impresa ivi…

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