Redditi esteri non dichiarati: arrivano le lettere di compliance - Diario quotidiano del 21 febbraio 2018

1) Redditi esteri non dichiarati: arrivano le lettere di compliance, le possibili soluzioni
2) Come regolarizzare le violazioni del quadro RW
3) Mini scudo fiscale per i lavoratori transfrontalieri
4) Rappresentante fiscale in Italia: sentenza Cassazione a Sezioni Unite sul “pregresso” reverse charge Iva
5) Semplificazioni in tema di elenchi INTRASTAT solo dal 2018
6) Disciplina delle erogazioni pubbliche
7) Riforma del Terzo Settore: è intesa tra CNDCEC e Alleanza cooperative
8) L’indennità risarcitoria erogata ai lavoratori per coprire il danno dalla riduzione di orario è soggetta a tassazione ordinaria
9) Criteri distintivi sussidiari per differenziare i lavoratori dipendenti da quelli autonomi
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1) Redditi esteri non dichiarati: arrivano le lettere di compliance, le possibili soluzioni
Obblighi dei contribuenti con redditi all’estero e lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate: il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento dello scorso 21 dicembre, ha fatto sapere ufficialmente di volere “stimolare il corretto assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale in relazione alle attività detenute all’estero” (“asset esteri”) e di “favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili derivanti dagli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”.
Ne è seguito l’invio di una comunicazione (cd. lettera di compliance) indirizzata ai contribuenti italiani (persone fisiche soggette agli obblighi di monitoraggio fiscale di cui all’art. 4, D.L. 167/1990) per i quali sono emerse possibili anomalie dichiarative per l’anno di imposta 2016, a seguito dell’analisi dei dati comunicati all’Amministrazione finanziaria italiana – per effetto dell’attivazione delle procedure di scambio automatico di informazioni – da parte delle Autorità fiscali di circa 50 Paesi del mondo, relativamente ai conti finanziari (e.g. conti correnti, dossier titoli, polizze assicurative a scopo di investimento e simili) detenuti in tali Paesi da soggetti fiscalmente residenti in Italia.
In particolare, le lettere di compliance sono state inviate a partire dal mese di gennaio 2018, segnalando presunte omissioni o irregolarità dichiarative relative al Quadro RW (avente ad oggetto gli Investimenti all’estero e/o le attività estere di natura finanziaria) del Modello Redditi 2017 relativo al periodo di imposta 2016, nonché eventuali omissioni o infedeltà dichiarative relative ai redditi finanziari connessi ai suddetti asset esteri.
Il tutto è derivato dell’avvio delle procedure internazionali relative al c.d. scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali, attivato su scala internazionale a partire dal 2017, con riferimento ai dati dei rapporti finanziari relativi all’anno 2016.
Sulla base degli schemi del Common Reporting Standard elaborato dall’OCSE (“CRS”), a settembre 2017 più di 50 Amministrazioni fiscali estere hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate italiana – in modo automatico, senza previa richiesta da parte del nostro Paese – i dati identificativi dei soggetti, fiscalmente residenti in Italia, titolari di rapporti e/o altre attività di natura finanziaria detenuti all’estero nel corso del 2016 (“conti esteri” o semplicemente “conti”).
In particolare, i dati trasmessi dalle Amministrazioni estere includono:
– dati identificativi dei titolari dei conti esteri (nel caso di conti intestati a persone giuridiche soggette ad obblighi di monitoraggio, anche i dati delle persone fisiche che ne esercitano il controllo);
– numero identificativo di ciascun conto;
– nome e identificativo dell’intermediario finanziario presso cui il conto è detenuto;
– saldo o valore del conto;
– importi degli interessi, dividendi, capital gain ed altri redditi generati dalle attività estere detenute nei conti oggetto di comunicazione.
Inoltre, nel mese di settembre 2018 si procederà con lo lo scambio …

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