Diario quotidiano del 2 febbraio 2018: per i Commercialisti è necessario rinviare la fatturazione elettronica

1) Adeguate le tasse e diritti marittimi per l’anno 2018
2) Depenalizzazione di numerose ipotesi di reato in materia di lavoro: determinazione dell’importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui
3) Pubblicato nuovo Format di Borsa per la relazione di governance
4) Monte Titoli: modifiche alle Istruzioni del servizio di gestione accentrata in tema di aumenti di capitale
5) Nuovo modello per il bollo assolto in modo virtuale
6) Fisco: invio dati spese sanitarie entro l’8 febbraio in extremis
7) Approvati 193 modelli per la comunicazione dei dati ai fini degli studi di settore
8) Dogane: riesame/modifica delle autorizzazioni
9) CNDCEC: la fatturazione elettronica a luglio 2018 è proprio da evitare
10) Ruffini: sull’evasione fiscale niente soluzioni immediate

1) Adeguate le tasse e diritti marittimi per l’anno 2018

2) Depenalizzazione di numerose ipotesi di reato in materia di lavoro: determinazione dell’importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui

3) Pubblicato nuovo Format di Borsa per la relazione di governance

4) Monte Titoli: modifiche alle Istruzioni del servizio di gestione accentrata in tema di aumenti di capitale

5) Nuovo modello per il bollo assolto in modo virtuale

6) Fisco: invio dati spese sanitarie entro l’8 febbraio in extremis

7) Approvati 193 modelli per la comunicazione dei dati ai fini degli studi di settore

8) Dogane: riesame/modifica delle autorizzazioni

9) CNDCEC: la fatturazione elettronica a luglio 2018 è proprio da evitare

10) Ruffini: sull’evasione fiscale niente soluzioni immediate

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1) Adeguate le tasse e diritti marittimi per l’anno 2018

Dal 1 febbraio 2018, presso i punti franchi del porto di Trieste, l’adeguamento delle aliquote è dell’1,1%, lo comunica l’Agenzia delle Dogane con la nota 11075/RU del 29 gennaio 2018.

L’adeguamento in parola deve essere calcolato in ragione del 75% del tasso di inflazione FOI accertato dall’ISTAT per l’anno precedente di ciascun anno.

Tenuto conto che il tasso accertato dall’Istituto nazionale di statistica per il 2017 è stato del 1,1%, l’adeguamento da effettuare in ragione del 75% è pari a 0,825%, con decorrenza dal 1° febbraio 2018.

Tale criterio di calcolo si applica a tutte le realtà portuali del territorio nazionale, fatta eccezione per il Porto franco di Trieste ove, in forza del successivo comma 5 della stessa disposizione citata, si applicano, per la tassa erariale e portuale, i criteri di adeguamento come sopra descritti, prendendo tuttavia come base il 100% del tasso ufficiale di inflazione. Pertanto, presso i punti franchi di detto porto, l’adeguamento delle aliquote sarà del 1,1%.

Ai fini della corretta liquidazione dei suddetti tributi si allegano due tabelle riepilogative delle aliquote aggiornate che, si rammenta, resteranno in vigore sino al 31 gennaio 2019: Tabella A e Tabella B (PUNTI FRANCHI DEL PORTO DI TRIESTE).

Per la riscossione della tassa di ancoraggio, continuerà, invece, a farsi riferimento agli ordini di introito rilasciati dalle Capitanerie di porto territorialmente competenti (art. 1 DPR n. 1340/1966).

(Agenzia delle Dogane, nota 11075/RU del 29 gennaio 2018)

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2) Depenalizzazione di numerose ipotesi di reato in materia di lavoro: determinazione dell’importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui

Il decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8, attuativo della legge 28 aprile 2014, n. 67, entrato in vigore dal 6 febbraio 2016, ha disciplinato la depenalizzazione di numerose ipotesi di reato in materia di lavoro e previdenza obbligatoria, prevedendone la trasformazione in illeciti amministrativi.

Nell’ambito della materia previdenziale, la novella legislativa di depenalizzazione ha riguardato, in particolare, l’articolo 2, co. 1-bis, del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, che è stato sostituito dall’articolo 3, co. 6, del decreto legislativo n. 8/2016 (1).

La norma, che ha parzialmente depenalizzato il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali, ha introdotto una distinzione correlata al valore dell’omissione compiuta dal datore di lavoro: per le ipotesi di omessi versamenti di importo superiore a euro 10.000 annui è stata prevista la sanzione penale della reclusione fino a tre anni, congiunta alla multa fino a euro 1.032; per le ipotesi di omessi versamenti di importo inferiore alla predetta soglia di euro 10.000 annui, nei confronti del datore di lavoro si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000.

Con la circolare n. 121 del 5 luglio 2016 l’Istituto ha precisato che l’arco temporale da considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi, al…

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