Iperammortamento e perizia tecnica consegnata nel 2018 – Diario quotidiano del 9 febbraio 2018

Pubblicato il 9 febbraio 2018

1) Nuove regole TARI: arrivate le linee guida dal MEF
2) Comunicazione telematica per rette asili nido alle Entrate entro il 28 febbraio 2018
3) Rinuncia al Tfm imponibile ma non automatica
4) Iperammortamento nel caso di perizia tecnica giurata consegnata alle imprese nel 2018
5) Dalla Commissione europea arriva la guida al nuovo regolamento generale in materia di privacy
6) Partecipazione dei Comuni all’accertamento: intesa tra Entrate, GdF, Anci e Ifel
7) Le nuove organizzazioni non lucrative si iscrivono ancora nell’Anagrafe Onlus anche dopo il codice del terzo settore
8) Obblighi di pagamento dell’IVA su benzina e gasolio per autotrazione
9) Criteri di approvazione degli interventi CIGS per le annualità 2018 e 2019
10) Revisori degli enti locali: aggiornato il parere sul bilancio di previsione 2018/2020

1) Nuove regole TARI: arrivate le linee guida dal MEF

2) Comunicazione telematica per rette asili nido alle Entrate entro il 28 febbraio 2018

3) Rinuncia al Tfm imponibile ma non automatica

4) Iperammortamento nel caso di perizia tecnica giurata consegnata alle imprese nel 2018

5) Dalla Commissione europea arriva la guida al nuovo regolamento generale in materia di privacy

6) Partecipazione dei Comuni all’accertamento: è intesa tra Entrate, GdF, Anci e Ifel

7) Le nuove organizzazioni non lucrative si iscrivono ancora nell’Anagrafe Onlus anche dopo il codice del terzo settore

8) Obblighi di pagamento dell’IVA su benzina e gasolio per autotrazione: nota delle Dogane

9) Criteri di approvazione degli interventi CIGS per le annualità 2018 e 2019

10) Revisori degli enti locali: aggiornato il parere sul bilancio di previsione 2018/2020

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1) Nuove regole TARI: arrivate le linee guida dal MEF

Tari e fabbisogni standard: disponibili le Linee guida. Pubblicate sul sito del dipartimento delle Finanze, hanno lo scopo di coadiuvare e supportare i Comuni nella determinazione delle tariffe del tributo in base alle nuove regole.

La legge di bilancio 2018 non ha prorogato l’entrata in vigore della disposizione che prevede che i comuni devono avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard nella determinazione dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti.

Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato l’8 febbraio 2018 le “Linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653 dell'art. 1 della Legge n. 147 del 2013” per supportare gli Enti che nel 2018 si misureranno con la prima applicazione della nuova disposizione.

In particolare, fornisce elementi che possono guidare gli Enti locali nella lettura e utilizzazione delle stime dei fabbisogni standard per la funzione “Smaltimento rifiuti” riportate nella tabella allegata alla nota metodologica concernente la procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard per i comuni delle regioni a statuto ordinario.

Le novità sono rivolte nei confronti dei Comuni che nel 2018 prenderanno in considerazione, per la determinazione dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti, anche le risultanze dei fabbisogni standard, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 653, legge 147/2013).
La Tari è finalizzata al finanziamento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le relative tariffe sono stabilite con delibera del consiglio comunale in conformità al piano finanziario redatto dal soggetto a cui è affidato il servizio di gestione dei rifiuti e approvato dallo stesso consiglio (o da altra autorità competente a norma delle leggi vigenti in materia).

La disciplina in materia prevede espressamente che nella determinazione delle tariffe deve in ogni caso essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio, compresi i costi dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche, a esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali (articolo 1, comma 654, legge 147/2013).

A partire dal 2018, i Comuni, nella fissare le tariffe Tari, devono tener conto di un ulteriore elemento: le risultanze dei fabbisogni standard del servizio raccolta e smaltimento rifiuti (comma 653).

Alla luce del fatto che il 2018 sarà un anno di transizione, essendo il primo in cui verrà applicata la disposizione, il dipartimento, con le Linee guida pubblicate oggi, vuole fornire uno strumento di supporto ai Comuni.

Viene precisato, però, che i comuni che hanno già approvato i propri piani finanziari e, quindi, hanno già deliberato le tariffe Tari, non sono tenuti a rivedere le decisioni già prese.

Le Linee guida, inoltre, chiariscono che:

le risultanze dei fabbisogni standard a cui fa riferimento il comma 653 non sono quelle attualmente reperibili sul sito internet “OpenCivitas”, bensì quelle contenute nella “Tabella 2.6: Stime puntuali OLS dei coefficienti della funzione di costo - Smaltimento rifiuti” della “Revisione della metodologia dei fabbisogni standard dei comuni” del 13 settembre 2016, adottata con il Dpcm 29 dicembre 2016

il comma 653 non è applicabile nei confronti dei comuni delle regioni a statuto speciale, poiché, ad oggi, l’elaborazione dei fabbisogni standard è prevista per legge solo per le regioni a statuto ordinario.

Pertanto, le Linee guida sono dirette a rendere più semplice la lettura e l’utilizzazione, da parte degli enti locali, della Tabella 2.6 (riportata come Allegato 1) nell’ambito della procedura di determinazione dei fabbisogni standard.
Infine, alle Linee guida sono allegate:

le modalità di calcolo delle risultanze dei fabbisogni standard (Allegato 2)

le variabili considerate nella stima dei fabbisogni standard del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani.

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2) Comunicazione telematica per rette asili nido alle Entrate entro il 28 febbraio 2018

Nella precompilata trova posto anche la comunicazione per rette per asili nido ed erogazioni liberali.

Con due decreti del MEF, entrambi datati 30 gennaio 2018, e poi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2018, viene disciplinata la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi a ulteriori tipologie di oneri detraibili e deducibili.

Lo ha evidenziato la stessa Agenzia delle entrate con una nota diramata nel notiziario fiscale telematico.

Diventano sempre più numerose le informazioni che i contribuenti potranno trovare all’interno della propria dichiarazione precompilata. A partire da quest’anno, infatti, all’Agenzia delle entrate saranno trasmessi, affinché vengano utilizzati per la predisposizione della dichiarazione, anche i dati relativi alle spese sostenute per il pagamento delle rette per la frequenza degli asili nido e alle erogazioni liberali effettuate a favore delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni e di ulteriori associazioni. A stabilirlo due decreti del ministero dell’Economia e delle finanze pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Dati delle rette per la frequenza degli asili nido

Il primo dei due decreti pubblicati ieri riguarda la trasmissione dei dati delle spese relative alle rette pagate dai genitori per la frequenza degli asili nido (sia pubblici sia privati) da parte dei figli.

Per questa tipologia di spesa è riconosciuta una detrazione Irpef del 19%, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio: la detrazione massima, quindi, è di 120 euro a figlio (articolo 1, comma 335, legge 266/2005 e articolo 2, comma 6, legge 203/2008).

A partire da quest’anno, quindi, gli asili nido devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate un’apposita comunicazione contenente le informazioni relative alle spese sostenute dai genitori, nell’anno precedente, per ciascun figlio per il pagamento delle rette di frequenza e delle rette per i servizi formativi infantili.

La comunicazione deve essere inviata entro il 28 febbraio di ciascun anno.

Obbligati alla trasmissione sono anche tutti quei soggetti, diversi dagli asili nido, che ricevono il versamento delle rette.

Devono essere comunicati all’Agenzia delle entrate (entro il medesimo termine) anche i dati dei rimborsi delle rette erogati nell’anno precedente. In questo caso, deve essere indicato anche l’anno in cui è stata sostenuta la spesa rimborsata. Non devono essere comunicati, invece, i rimborsi indicati nella Certificazione unica rilasciata dai sostituti d’imposta.

Il decreto, infine, rimanda a un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate il compito di stabilire le modalità tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni.

Dati delle erogazioni liberali

Il secondo decreto di ieri, invece, disciplina la trasmissione dei dati relativi alle erogazioni liberali effettuate dai contribuenti a favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e ulteriori associazioni. Ai fini Irpef, queste erogazioni costituiscono, a seconda dei casi, oneri detraibili o deducibili.

Per questa tipologia di dati, la trasmissione all’Agenzia delle entrate viene introdotta in via sperimentale e facoltativa per gli anni d’imposta 2017, 2018 e 2019.
Più precisamente, possono scegliere di inviare i dati:

-le Onlus,

-le associazioni di promozione sociale

-le fondazioni e le associazioni che hanno come scopo statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico

-le fondazioni e le associazioni che hanno come scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate con apposito Dpcm.

Se si esercita la facoltà, deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, un’apposita comunicazione contenente:

-i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro costituenti oneri deducibili o detraibili effettuate nell’anno precedente dalle persone fisiche tramite banca o ufficio postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili (ad esempio, carte di debito, di credito e prepagate)

-i dati relativi alle erogazioni liberali restituite nell’anno precedente, con l’ind