Se manca la firma digitale l’atto notificato via PEC è inesistente - Diario quotidiano del 22 febbraio 2018

1) Se manca la firma digitale l’atto notificato via PEC è inesistente

2) La costituzione in giudizio telematica è valida anche per i vecchi procedimenti del processo tributario

3) Comunicazione Dati Fatture: software Ade adeguato anche per intermediari

4) Contrasto frodi nel settore dei carburanti: istituito codice tributo per le novità sui depositi fiscali

5) Principi di redazione del bilancio: arrivate da Assirevi le liste di controllo

6) Tax Credit Riqualificazione strutture alberghiere: proroga termine ultimo

7) Nuova detrazione Irpef sui disturbi specifici di apprendimento: primi chiarimenti Ade

8) Compensi sportivi: redditi diversi esenti da contributi previdenziali

9) Il MEF pubblica la sintesi delle misure fiscali per il 2018: i compensi erogati da ASD E SSD non lucrative sono qualificati come redditi diversi

10) Periodicità di presentazione dei Modelli INTRASTAT: nota delle Dogane

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1) Se manca la firma digitale l’atto notificato via PEC è inesistente

È inesistente l’atto notificato via PEC in formato PDF senza firma digitale. Questo secondo quanto stabilito dalla Comm. Trib. Reg. per la Liguria con la sentenza n. 1745/3/2017.

Questo secondo quanto stabilito dalla Comm. Trib. Reg. per la Liguria con la sentenza n. 1745/3/2017.

È, dunque, giuridicamente inesistente l’intimazione di pagamento notificata tramite PEC, in formato PDF, senza la firma digitale.

A questa conclusione sono giunti i giudici di appello della CTR di Genova spiegando come solo l’estensione “.p7m” permetta l’apposizione della firma digitale e che nessun formato da esso difforme possa ammettere una sottoscrizione riconosciuta ex lege. In conclusione la difformità dell’estensione prescritta e la relativa mancanza di valida sottoscrizione digitale implicano l’inesistenza giuridica dell’atto e non la semplice nullità della notifica.

(Comm. Trib. Reg. per la Liguria: Sentenza n. 1745/3 del 07/12/2017)

Leggi qui un interessante approfondimento sulle notifiche via PEC

 

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2) La costituzione in giudizio telematica è valida anche per i vecchi procedimenti del processo tributario

La Comm. Trib. Prov. di Foggia, con la sentenza n. 1507/4/2017, si è pronunciata sulla validità della costituzione in giudizio telematica.

La costituzione in giudizio telematica di una parte è, quindi, valida anche nei procedimenti già pendenti all’entrata in vigore del processo tributario telematico se non sono prospettate dalla controparte “le ragioni per le quali l’erronea applicazione della regola processuale abbia comportato una lesione del diritto di difesa o possa comportare altro pregiudizio per la decisione finale della Corte” (Cass. n. 7665/2016). La CTP di Foggia, rifacendosi al citato orientamento della Corte di Cassazione , ha respinto il ricorso del contribuente che, successivamente alla costituzione in giudizio telematica della controparte, aveva eccepito che le modalità telematiche avrebbero potuto essere applicate solo ai procedimenti relativi ai ricorsi notificati a partire dal mese successivo al termine indicato dall’art. 20 del D. M. 23-12-2013, n. 163. I giudici foggiani spiegano, altresì, come non esista alcun obbligo in capo al resistente di costituirsi secondo le forme adottate dal ricorrente, salva la necessità di proseguire con le forme telematiche in capo a chi tale modalità abbia adottato, ad eccezione della ipotesi di sostituzione del difensore.

(Comm. Trib. Prov. di Foggia: Sentenza n. 1507/4 del 29/09/2017)

Scopri la nostra sezione dedicata al Contenzioso Tributario

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3) Comunicazione Dati Fatture: software Ade adeguato anche per intermediari

In relazione al noto adempimento della Comunicazione Dati e Fatture in scadenza (come è risaputo la scadenza del 28 febbraio 2018 è stata spostata al 6 aprile prossimo), l’Agenzia delle entrate (Ade) ha reso disponibile nei giorni scorsi sul proprio sito internet un software gratuito (in alternativa a quello…

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