Esame dei casi cui non è ammissibile il bonus assunzioni

Con l’articolo 1, commi da 100 a 109, della Legge di Bilancio per il 2018 il Legislatore ha introdotto nell’ordinamento attualmente vigente un ulteriore strumento di agevolazione alle assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori in età giovanile (il provvedimento in parola trova infatti applicazione in riferimento agli under 35 per il 2018 ed agli under 30 negli anni successivi).

L’agevolazione, rivolta come detto alle imprese che intendono assumere con un contratto a tempo indeterminato, potranno beneficiare di uno sgravio contributivo pari al 50% calcolato sui contributi previdenziali, ad esclusione di contributi e premi da versare a favore dell’INAIL, per un importo massimo di 3.000 euro all’anno e per una durata complessiva di tre anni, pari a 36 mesi.

Dopo avere esaminato in un altro contributo i casi di applicazione delle norme in parola approfondiamo in questa sede i casi in cui, invece, non è possibile applicare il regime contributivo agevolato.

Per beneficiare dell’esonero contributivo è infatti necessario che sia il lavoratore che la tipologia di contratto di assunzione rispettino determinati requisiti pena l’inapplicabilità del beneficio. In realtà per individuare i casi in cui il regime non trova applicazione occorre verificare attentamente quali sono le fattispecie agevolabili e quindi dedurre i casi di inapplicabilità in quanto il legislatore non ha provveduto, forse in questo senso interverranno i necessari documenti interpretativi di prassi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad individuare, anche solo a scopi esemplificativi e senza intenzioni esaustive, fattispecie in riferimento alle quali le disposizioni in parola non possono trovare applicazione.

I commi dell’articolo 1 che delimitano il perimetro applicativo dello sgravio sono il 101, il 102 ed il 103 per quanto riguarda i soggetti da assumere ed il 104 per quanto riguarda i datori di lavoro. Il comma 105 prevede una fattispecie di revoca dell’agevolazione.

Esaminiamo ora attentamente il testo dei citati commi.

Secondo il comma 101 “L’esonero spetta con riferimento ai soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata ai sensi dei commi da 100 a 108 e da 113 a 115, non abbiano compiuto il trentesimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dal comma 103. Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato”. Dal contenuto letterale del testo si può dedurre che per quanto riguarda quali siano i contratti di lavoro cui spetta lo sgravio contributivo devono sostanziarsi le fattispecie costituite o da una assunzione stabile con contratto a tempo indeterminato o da una trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a termine o dalla prosecuzione di un contratto di apprendistato professionalizzante a tempo indeterminato stabilita nel 2018 ma soltanto a condizione che il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età alla data della prosecuzione. Sino a questo punto il dettato normativo è chiaro e non discutibile: nell’ipotesi in cui il datore proceda ad una assunzione, diciamo ex novo, che non sia a tempo indeterminato o ad una assunzione che non rappresenti una trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato o da una prosecuzione di un contratto di apprendistato (tenendo conto delle limitazioni di età citate più sopra) non sarà possibile rientrare nell’agevolazione di cui all’articolo 1, comma 100 della Legge di Stabilità 2018.

Tuttavia il legislatore pone un’ulteriore condizione all’applicazione del regime di cui al comma 100 limitazione che complica alquanto il quadro: i lavoratori assumendi non devono essere stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. In sostanza, se il soggetto che si intende…

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