Associazioni non riconosciute e responsabilità del legale rappresentante - Diario quotidiano del 21 Febbraio 2018

1) L’avviso di accertamento notificato solo ad alcuni impedisce la decadenza per il fisco

2) Associazioni non riconosciute: responsabilità del legale rappresentante

3) Contributo unificato per tutti comprese le Onlus

4) Fringe benefit tassabili anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro

5) La firma digitale è valida solo per le notifiche via PEC

6) Detrazione dei costi di riqualificazione energetica anche per immobili non strumentali

7) Canone RAI: ampliata soglia di esenzione

8) Aziende sottoposte a procedure concorsuali: esonerate dal versamento del contributo addizionale

9) Dispositivi di videosorveglianza: legittimi solo dopo l’utilizzo di misure di prevenzione meno invasive

10) Per il dirigente penitenziario vale ancora il trattamento giuridico che spetta a quello della Polizia di Stato

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1) L’avviso di accertamento notificato solo ad alcuni impedisce la decadenza per il fisco

La notifica dell’accertamento solo ad alcuni condebitori blocca la decadenza per tutti.

L’avviso di accertamento validamente notificato solo ad alcuni condebitori impedisce la decadenza per l’amministrazione dal diritto all’accertamento nei confronti di tutti gli altri. La Suprema Corte, ribadendo il proprio orientamento espresso con l’ordinanza n. 13248 del 25/05/2017, ha ritenuto quindi che la disciplina dettata dal codice civile con riguardo alla solidarietà tra coobbligati sia applicabile anche alla solidarietà tra debitori d’imposta. In conclusione i giudici di Cassazione sostengono che, pur avendo altra giurisprudenza in materia civile della stessa Corte diversamente opinato (sentenze nn. 16945/2008 e 8288/2000), “vi è da tener conto della diversità e della specialità della disciplina tributaria, in particolare procedimentale, trattandosi di attività di diritto pubblico regolata da sue proprie norme, quali appunto quella che risulta applicabile nel caso di specie (art. 25, primo comma, D.P.R. 602/1973), secondo l’interpretazione che sopra si è profilata, ovvero quella analoga in materia sanzionatoria di cui all’art. 20, comma 2, d. lgs. 472/1997”.

(Corte di cassazione. Ordinanza n. 2545/6 del 01/02/2018)

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2) Associazioni non riconosciute: responsabilità del legale rappresentante

Per i debiti di imposta contratti da una associazione non riconosciuta è chiamato a rispondere solidalmente il soggetto che, in forza del ruolo rivestito, abbia diretto la complessiva gestione associativa nel periodo considerato. La Suprema Corte, in base a tale proprio consolidato principio, ha ribaltato l’esito della pronuncia della CTR peraltro in linea anche con il giudicato della CTP. In buona sostanza il giudice tributario aveva ritenuto, in evidente contrasto con il principio di diritto su esposto, che non sussistessero obbligazioni a carico del legale rappresentante dell’associazione, difettando la prova del compimento da parte del medesimo di attività negoziale.

Testo dell’Ordinanza

RILEVATO che:

Con sentenza in data 16 giugno 2014 la Commissione Tributaria Regionale della Basilicata respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 85/3/11 della Commissione Tributaria Provinciale di Potenza che aveva accolto i ricorsi dell’Associazione Sportiva Football Club Lavello e di R.M.A., quale legale rappresentante della medesima nel periodo 6 novembre 2004/1 luglio 2006, contro gli avvisi di accertamento per II.DD. ed IVA 2005-2006. La CTR osservava in particolare che le pretese fiscali non avevano fondamento nei confronti del R., poichè non vi era prova che egli avesse svolto attività negoziale in nome e per conto di detta associazione, della quale era stato Presidente fino al primo luglio 2006.

Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione 1’Agenzia delle Entrate deducendo un motivo unico.

Gli intimati associazione contribuente e R. non si sono difesi.

CONSIDERATO che:

Con l’unico mezzo dedotto – ex art. 360 c.p.c. ,…

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