Superammortamento e autocarri acquistati nel 2018 – Diario quotidiano del 26 gennaio 2018

Pubblicato il 26 gennaio 2018



1) Ai beni immobiliari attribuiti al trust si applica l’imposta di registro in misura fissa
2) Per i controlli automatici non occorre la comunicazione di irregolarità
3) Bonus prima casa: prova del trasferimento della residenza entro 18 mesi
4) Comunicazione erogazioni liberali agli Enti Terzo Settore
5) Comunicazione delle spese per asili nido
6) Super ammortamento 2018 anche sugli autocarri
7) Uniemens: istituiti nuovi codici contratto
8) Responsabilità da reato degli enti con sede all’estero
9) Applicazione split payment 2018: elenchi aggiornati
10) Iva: Comunicazione Lipe, aggiornato software di compilazione e controllo, altre di fisco

1) Ai beni immobiliari attribuiti al trust si applica l’imposta di registro in misura fissa

2) Per i controlli automatici non occorre la comunicazione di irregolarità

3) Bonus prima casa: prova del trasferimento della residenza entro 18 mesi

4) Comunicazione erogazioni liberali agli ETS: specifiche tecniche, software di compilazione e controllo in bozza

5) Comunicazione delle spese per asili nido: specifiche tecniche, software di compilazione e controllo in bozza

6) Super ammortamento 2018 anche sugli autocarri

7) Uniemens: istituiti nuovi codici contratto

8) Responsabilità da reato degli enti con sede all’estero

9) Applicazione split payment 2018: elenchi aggiornati

10) Iva: Comunicazione Lipe, aggiornato software di compilazione e controllo, altre di fisco

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1) Ai beni immobiliari attribuiti al trust si applica l’imposta di registro in misura fissa

Ai beni attribuiti al trust, rimasti distinti e separati da quelli del trustee e del disponente si applica il regime di tassazione residuale.

Difatti, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 975 del 17 gennaio 2018, ritiene che il regime di tassazione di tale atto non possa essere quello dell'imposta proporzionale di cui agli artt. 1 (atti traslativi a titolo oneroso), 9 (atti diversi, aventi ad oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale), e 3 (atti di natura dichiarativa) della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, ma quello della categoria residuale, disciplinata dall'art. 11 della tariffa stessa, con conseguente applicabilità, nella specie, dell'imposta nella misura fissa ivi indicata.

Alla luce del principio, quindi, è errata l'affermazione dell'Agenzia delle Entrate per cui il trasferimento dei beni in trust, pur non avendo natura onerosa, deve ritenersi operazione di carattere patrimoniale, come tale comunque assoggettabile, sin da subito, ad imposta, nella misura proporzionale del 3% ex art. 9 della tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986.

Quanto detto vale anche per le imposte ipotecaria e catastale, giacché va ricordato che l’atto soggetto a trascrizione, ma non produttivo di effetto traslativo in senso proprio (id est, definitivo), postula l’applicazione di dette imposte in misura fissa (art. 1 del D.Lgs. n. 347 del 1990 e 4 dell'allegata tariffa, quanto all'ipotecaria; art. 10, comma 2, del D.Lgs. cit., quanto alla catastale).

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2) Per i controlli automatici non occorre la comunicazione di irregolarità

La Comm. Trib. Reg. per la Campania ribadisce la posizione della Cassazione sull’omessa notifica della comunicazione di irregolarità successiva a controllo automatizzato.

In caso di riscossione a seguito di controllo automatizzato, l’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità è dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un’imposta o una maggiore imposta.

In base a tale principio pronunciato dalla Suprema Corte nella sentenza n. 29408 del 07/12/2017 i giudici regionali campani hanno ritenuto infondato l’appello del contribuente che aveva impugnato la sentenza di rigetto del proprio ricorso avverso l’intimazione di pagamento ricevuta. Infatti il caso di specie tratta di una ipotesi di omesso o tardivo versamento che implica un controllo di tipo documentale sulla dichiarazione, senza margini di tipo interpretativo, neppure spettando, in tale caso, la riduzione delle sanzioni amministrative.

(Comm. Trib. Reg. per la Campania, sentenza n. 10976/2 del 27/12/2017)

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3) Bonus prima casa: prova del trasferimento della residenza entro 18 mesi

Non basta allacciare le forniture delle utenze domestiche (contratti elettrici, ecc.) per dimostrare di avere effettivamente cambiato la residenza entro 18 mesi. Al contribuente può essere così revocata l’agevolazione sulla prima casa.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 971 del 17 gennaio 2018.

E’ errata la tesi della CTR, secondo cui "l'effettiva residenza nel Comune ove l'interessato ha deciso di trasferirsi è desumibile da ogni elemento di prova, dal che il contratto di allacciamento e le bollette di fornitura dell'elettricità sono valida prova della sua residenza a Zelo Buon Persico ben prima della scadenza dei 18 mesi decorrenti dal suo acquisto dell'appartamento ove egli si era trasferito".

Viceversa, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 971 del 17 gennaio 2018, afferma che l'ottenimento della residenza, presupposto per la concessione del beneficio del bonus prima, richiede la prova del trasferimento della residenza che è data dalla doppia dichiarazione resa al comune dove si intende fissare la dimora abituale e a quello che si abbandona, in base all'unicità del procedimento amministrativo di mutamento dell'iscrizione anagrafica, sancita anche dall'art. 18, comma 2, D.P.R. n. 223 del 1989 (contenente il regolamento anagrafico della popolazione residente), che, nell'affermare la necessità della saldatura temporale tra cancellazione dall'anagrafe del comune di precedente iscrizione ed iscrizione in quella del comune di nuova residenza, aggancia la decorrenza alla dichiarazione di trasferimento resa dall'interessato nel comune di nuova residenza, nella specie, quella del 6/2/2006.

In tema di imposta di registro, questa Corte si è più volte espressa nel senso che, "ai sensi del comma II bis della nota all'art. 1 della tariffa allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (comma, applicabile "ratione temporis", introdotto dall'art. 16 del d.l. 22 maggio 1993, n. 155, conv. in legge 19 luglio 1993, n. 143) - che ricalca sostanzialmente la disposizione contenuta nell'art. 2 del d.l. 7 febbraio 1985, n. 12, conv. in legge 5 aprile 1985, n. 118 - la fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa richiede che l'immobile sia ubicato nel comune ove l'acquirente ha la residenza. Attesa la lettera e la formulazione della norma, nessuna rilevanza giuridica può essere riconosciuta alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico, o all'eventuale successivo ottenimento della residenza, essendo quest'ultima presupposto per la concessione del beneficio che deve sussistere alla data dell'acquisto" (Cass. n. 4628/2008), ed ancora, che "I benefici fiscali per l'acquisto della prima casa, previsti dall'art. 16 del d.l. 22 maggio 1993, n. 155 (conv. in legge 19 luglio 1993, n. 243), spettano unicamente a chi possa dimostrare in base ai dati anagrafici di risiedere o lavorare nel comune dove ha acquistato l'immobile senza che, a tal fine, possano rilevare la residenza di fatto o altre situazioni contrastanti con le risultanze degli atti dello stato civile." (Cass. n. 1530/2012).

Nello stesso senso è la sentenza n. 14399/2010, nella quale, per quanto qui d'interesse, si precisa che "nessuna rilevanza giuridica può rivestire, pertanto, l'eventuale conseguimento della residenza in data successiva al termine all'uopo fissato, ovvero, come nella specie, il mancato accoglimento da parte del Comune di una domanda di trasferimento della residenza anteriormente formulata dall'interessato, in assenza dell'accertamento di vizi inficianti il provvedimento che respinga tale richiesta o attinenti al procedimento che lo origina, essendo necessaria, ai fini predetti, l'esatta identificazione della decorrenza degli effetti dell'iscrizione anagrafica."

Bonus Prima casa: Ecco come evitare di perderlo per il ritardo del costruttore

Per non perdere i benefici fiscali c.d. prima casa l’acquirente, se il costruttore-venditore ritarda a consegnare l’immobile, può trasferire la residenza entro il termine di legge presso un altro indirizzo. L'articolo 1, Nota II bis, lett. a), Parte prima della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 subordina il riconoscimento dell'agevolazione alla circostanza che la residenza sia trasferita, nel termine di diciotto mesi, nel Comune in cui è ubicato l'immobile e non necessariamente nell'abitazione acquistata.

In tal senso anche Cass. n. 13346 del 2016, secondo cui “la circostanza che l'acquirente non abbia potuto trasferire la residenza nell'immobile per il mancato rilascio da parte del conduttore, nonostante la tempestiva comunicazione della disdetta, non costituisce causa di forza maggiore, atteso che l'art. 1, nota II bis, lett. a), parte prima della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986 subordina il riconoscimento dell'agevolazione alla circostanza che la residenza sia trasferita, nel termine di diciotto mesi, nel comune in cui è ubicato l'immobile e non necessariamente nell'abitazione acquistata, sicché possono assumere rilevanza, al fine della configurabilità della forza maggiore, solo fatti che abbiano impedito il trasferimento della residenza nel comune.
(Corte di Cassazione, ordinanza n. 1588 del 23 gennaio 2018)

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4) Comunicazione erogazioni liberali agli Enti del terzo settore: specifiche tecniche, software di compilazione e controllo in bozza

Il 24 gennaio 2018 l’Agenzia delle entrate ha pubblicato le specifiche tecniche, software di compilazione e controllo in bozza.

I soggetti che effettuano erogazioni liberali per progetti culturali e il Ministero dei Beni Culturali devono trasmettere, per via telematica, i dati relativi all'ammontare delle erogazioni e dei beneficiari nei termini e secondo le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 marzo 2002. Le comunicazioni devono essere inviate entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, per i soggetti privati che effettuano le erogazioni. Entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, il Ministero dei Beni Culturali comunica l'elenco nominativo dei soggetti che effettuano elargizioni in denaro e il relativo ammontare.

Entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, il Ministero dei Beni Culturali, qualora ricorrano i presupposti di cui all'art. 2, comma 1, lettera b), del decreto 11 aprile 2001, comunica per ciascuno dei soggetti beneficiari, l'ammontare delle erogazioni ricevute, la quota spettante e la conseguente somma da versare all'erario.

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5) Comunicazione delle spese per asili nido: specifiche tecniche, software di compilazione e controllo in bozza

L’Agenzia evidenzia che è in corso l’iter di approvazione del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del relativo provvedimento del direttore dell’Agenzia del entrate con il quale saranno disciplinate le modalità e i termini per la trasmissione dei dati ai fini della dichiarazione precompilata. Pertanto, le informazioni pubblicate devono considerarsi nella versione di bozze.

A partire dalle informazioni relative all’anno 2017, gli asili nido pubblici e privati e gli altri soggetti a cui sono versate le rette, comunicano all’Anagrafe tributaria, con riferimento a ciascuno iscritto, i dati relativi alle spese per la frequenza degli asili nido e per i servizi formativi infantili (“sezioni primavera”) sostenute nell’anno precedente dai genitori.

Con la medesima comunicazione e con riferimento ai dati relativi all’anno precedente, i soggetti che erogano rimborsi riguardanti le citate rette trasmettano in via telematica all’Agenzia delle entrate, con riferimento a ciascun iscritto all’asilo nido, una comunicazione contenente i dati dei rimborsi delle rette, con l’indicazione dell’anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata.

Le comunicazioni sono effettuate, in via telematica, entro il 28 febbraio con riferimento ai dati dell’anno precedente.

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6) Super ammortamento 2018 anche sugli autocarri

Il 24 gennaio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti, precisando che spetta il superammorta