A quando le multe via PEC? – Diario quotidiano del 23 gennaio 2018

Pubblicato il 23 gennaio 2018



1) Dal 1 gennaio 2018 nelle Coop niente più Amministratore Unico
2) Studi di settore nel mirino della UE
3) Multe via PEC: è ancora presto?
4) Aliquote Iva in Europa
5) Nuovi termini per la detrazione Iva: aspetti operativi
6) Richiesta del certificato di agibilità per le imprese dello spettacolo
7) Proroga di un anno per bonus elettrodomestici e mobili
8) Adeguamenti degli statuti di società cooperative
9) Dichiarazioni di importazione: l’Agenzia Dogane favorisce la compliance
10) Sanzionabile lo sdoganamento “post” di merce allo stato estero scortata da documento di transito

1) Dal 1 gennaio 2018 nelle Coop niente più amministratore unico

2) Studi di settore nel mirino della UE

3) Multe via PEC: è ancora presto?

4) Aliquote Iva in Europa

5) Nuovi termini per la detrazione Iva: aspetti operativi

6) Richiesta del certificato di agibilità per le imprese dello spettacolo

7) Proroga di un anno per “bonus elettrodomestici e mobili”: ecco la guida aggiornata dell’Agenzia

8) Adeguamenti degli statuti di società cooperative: nuovo studio del Notariato

9) Dichiarazioni di importazione: l’Agenzia Dogane favorisce la compliance

10) Sanzionabile lo sdoganamento “post” di merce allo stato estero scortata da documento di transito

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1) Dal 1 gennaio 2018 nelle Coop niente più amministratore unico

Nelle Coop non è più possibile nominare l’amministratore unico. Dunque, l’amministrazione delle società cooperative, a decorrere dal 1 gennaio 2018 deve essere affidata ad un organo collegiale formato da almeno tre soggetti.

Questo a seguito della modifica arrecata dall’art. 1, comma 936 della Legge 205/2017 (legge di Bilancio 2018) che ha mutato l’assetto normativo riguardante le cooperative con particolare riguardo, tra l’altro, alla composizione dell’organo amministrativo nonché al sistema sanzionatorio applicabile.

Pertanto, l’amministrazione delle cooperative dovrà essere affidata ad un organo collegiale formato da almeno tre soggetti, con durata massima triennale , scelti a maggioranza tra i soci cooperatori o tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.

Le cooperative già costituite ed attualmente amministrate da un unico soggetto devono convocare, senza indugio, l’assemblea per la nomina dei tre componenti del nuovo organo amministrativo, nonché la modifica dello statuto qualora non prevista la possibilità dell’organo collegiale.

Questo di seguito è il contenuto del citato comma della legge di bilancio:

936. Al fine di contrastare l'evasione fiscale e agevolare l'accertamento e la riscossione da parte dell'Agenzia delle entrate, mediante il potenziamento del sistema di vigilanza nei confronti delle societa' cooperative e delle sanzioni per il mancato rispetto del carattere mutualistico prevalente:

a) all'articolo 12 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) il comma 3 e' sostituito dal seguente:

«3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2638, secondo comma, del codice civile, gli enti cooperativi che si sottraggono all'attivita' di vigilanza o non rispettano finalita' mutualistiche sono cancellati, sentita la Commissione centrale per le cooperative, dall'albo nazionale degli enti cooperativi. Si applica il provvedimento di scioglimento per atto dell'autorita' ai sensi dell'articolo 2545-septiesdecies del codice civile e dell'articolo 223-septiesdecies delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, con conseguente obbligo di devoluzione del patrimonio ai sensi dell'articolo 2514, primo comma, lettera d), del codice

civile »;

2) il comma 5-bis e' sostituito dal seguente:

« 5-bis. Agli enti cooperativi che non ottemperino alla diffida impartita in sede di vigilanza senza giustificato motivo ovvero non ottemperino agli obblighi previsti dall'articolo 2545-octies del codice civile e' applicata una maggiorazione del contributo biennale pari a tre volte l'importo dovuto. Le procedure per l'applicazione della maggiorazione del contributo sono definite con decreto del Ministro dello sviluppo economico »;

3) il comma 5-ter e' sostituito dal seguente:

« 5-ter. Lo scioglimento di un ente cooperativo e' comunicato, entro trenta giorni, dal Ministero dello sviluppo economico all'Agenzia delle entrate, anche ai fini dell'applicazione dell'articolo 28, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175 »;

b) all'articolo 2542 del codice civile, dopo il primo comma e' inserito il seguente:

«L'amministrazione della societa' e' affidata ad un organo collegiale formato da almeno tre soggetti. Alle cooperative di cui all'articolo 2519, secondo comma, si applica la disposizione prevista dall'articolo 2383, secondo comma »;

c) all'articolo 2545-sexiesdecies del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al primo comma, le parole: « irregolare funzionamento » sono sostituite dalle seguenti: « gravi irregolarita' di funzionamento o fondati indizi di crisi »;

2) al terzo comma, le parole: « di cui ai commi precedenti » sono sostituite dalle parole: « di cui al quarto comma »;

3) dopo il terzo comma e' aggiunto il seguente:

« Laddove vengano accertate una o piu' irregolarita' suscettibili di specifico adempimento, l'autorita' di vigilanza, previa diffida, puo' nominare un commissario, anche nella persona del legale rappresentante o di un componente dell'organo di controllo societario, che si sostituisce agli organi amministrativi dell'ente, limitatamente al compimento degli specifici adempimenti indicati ».

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2) Studi di settore nel mirino della UE

Sotto osservazione dalla Corte di giustizia UE: gli studi di settore non garantiscono l’effettività delle prestazioni eseguite dal contribuente, in special modo se da un cluster in cui è individuato il professionista sia poi spostato in un altro dall’Amministrazione finanziaria.

Consulente del lavoro o esperto contabile?

Nei giorni scorsi, si è svolta alla Corte di giustizia dell'Unione europea la trattazione orale della causa pregiudiziale introdotta dalla Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Reggio Calabria sugli studi di settore.

Nel 2014, l'agenzia delle Entrate ha contestato alcune irregolarità nella dichiarazione dei redditi di una signora per l'anno 2010 e ne ha rettificato i redditi, aumentandoli da 10.574 euro a 22.381 euro. Questa correzione ha comportato un aumento delle imposte dovute, tra cui l'Iva.

L'agenzia delle Entrate ha effettuato il predetto adeguamento dei redditi della contribuente applicando un sistema di controllo noto in Italia come “studio di settore”, introdotto dal decreto legge n. 331/1993 (convertito in legge n. 427/1993) e, come è risaputo, costituito da un sistema statistico induttivo per il calcolo del reddito che può potenzialmente essere realizzato in un determinato settore di attività. Pertanto, a seguito di uno studio sulle caratteristiche qualitative e quantitative delle diverse attività economiche, questo sistema consente, in primo luogo, di raggruppare in un unico settore tutti i professionisti che esercitano un'attività simile; in secondo luogo, di delimitare, entro ogni settore, dei sottogruppi (clusters); infine, di realizzare, mediante un calcolo statistico di natura induttiva, una stima del reddito realizzabile in ciascun cluster.

Nel caso di specie, a seguito dei controlli effettuati sulla natura delle attività effettivamente svolte dalla signora nel corso dell'anno 2010, l'Agenzia delle Entrate l'ha spostata dal cluster 7 (con