I controlli fiscali del 2018 nella circolare della Guardia di Finanza – Diario quotidiano del 25 gennaio 2018

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 25 gennaio 2018



1) Nuovi controlli fiscali: maggiore contrasto alle frodi Iva e sotto mira anche il Terzo settore
2) Contenzioso tributario: inammissibilità dell’appello più difficile
3) E’ valida la notifica via pec effettuata prima dell’avvio del PTT
4) Agenzia delle entrate-Riscossione: nuove campagne di Phishing
5) Nuovi indirizzi e-mail per gli ispettori del lavoro
6) Rei: nuovo modello di domanda online
7) Solidarietà nel pagamento dell’IVA: esteso ambito di applicazione
8) Fisco e Multinazionali: nuovo progetto-pilota Ocse
9) Canone Rai tv: nuova riscossione 2017
10) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2018

1) Nuovi controlli fiscali 2018: maggiore contrasto alle frodi Iva e sotto mira anche il Terzo settore

2) Contenzioso tributario: inammissibilità dell’appello più difficile

3) E’ valida la notifica via pec effettuata prima dell’avvio del PTT

4) Agenzia delle entrate-Riscossione: nuove campagne di Phishing

5) Nuovi indirizzi e-mail per gli ispettori del lavoro

6) Rei: nuovo modello di domanda online

7) Solidarietà nel pagamento dell’IVA: esteso ambito di applicazione

8) Fisco e Multinazionali: nuovo progetto-pilota Ocse

9) Canone Rai tv: nuova riscossione 2017

10) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2018

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1) Nuovi controlli fiscali 2018: maggiore contrasto alle frodi Iva e sotto mira anche il Terzo settore

Nella circolare n. 1/2018 la Guardia di Finanza, oltre a soffermarsi sugli strumenti investigativi già previsti dal Codice di procedura penale e regolarmente applicati durante gli accertamenti della Guardia di Finanza, procede ad analizzare le nuove metodologie operative di indagine e di nuovi e sempre più sofisticati applicativi in grado di svelare le situazioni anomale meritevoli di controllo, che ogni contribuente dovrebbe conoscere per tutelare al meglio i propri interessi.

Emerge che il sistema viene comunque improntato su un rapporto di reciproca fiducia tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, che ha visto nella L. 23/2014 e nel D.Lgs. 157/2015 i suoi capisaldi, e deve necessariamente trovare applicazione anche durante le attività ispettive.

Quanto al rispetto delle garanzie del contribuente, il manuale pone l’accento sull’esigenza di assicurare la minore turbativa possibile all’attività del soggetto controllato: a tal fine, il Comando Generale raccomanda ai propri reparti che la presenza dei verificatori presso la sede del contribuente sia discreta e non «traumatica» e che il contraddittorio abbia luogo compiutamente anche nel corso della verifica, ponendo il contribuente nelle migliori condizioni di rispondere alle richieste formulategli e/o di fornire elementi probatori a suo discarico.

La circolare 1/2018 raccomanda poi sempre il riesame degli atti della verifica in caso di sopravvenuta conoscenza di elementi che delineano una nuova rappresentazione della complessiva posizione fiscale ricostruita in esito all’attività ispettiva in senso più favorevole al contribuente - seppure i predetti atti, come noto, non sono soggetti all’autotutela in ragione della loro natura endoprocedimentale - nonché la loro tempestiva comunicazione all’Ufficio delle Entrate, affinché questo sia posto nella migliore condizione di esercitare la propria funzione in modo legittimo e senza recare ingiusti danni al contribuente.

Pertanto, qualora gli elementi sopravvenuti comportino una rettifica in favore del contribuente, la circolare prevede che i reparti riaprano il processo verbale di constatazione per dare contezza dell’effetto che i nuovi elementi comportano sulla quantificazione della pretesa impositiva già proposta per il recupero a tassazione, informandone le Entrate e il contribuente il quale, in tal modo, potrebbe anche decidere di non avvalersi della facoltà di presentare, ai sensi dell’art. 12, co. 7, L. 27.7.2000, n. 212 (Statuto del contribuente), memorie difensive entro 60 giorni.

Inoltre, al verificato deve essere fornita chiara evidenza degli aspetti di irregolarità eventualmente sanabili mediante il ravvedimento.

Contrasto alle frodi Iva

Nella circolare sui controlli 2018, al tema delle frodi Iva sono dedicati diversi approfondimenti e importanti indicazioni metodologiche, che cercano di orientare l’attività dei reparti territoriali. Le frodi Iva non si configurano solo nelle frodi carosello. In effetti il manuale specifica che alle frodi carosello possono essere equiparate le frodi realizzate con l’utilizzo di dichiarazioni d’intento false (collegate alla dichiarazione non veritiera di essere degli esportatori abituali), oppure lo sfruttamento illecito del regime del margine o dei depositi Iva.

Dunque, il manuale sensibilizza i reparti operanti sul territorio ad incentrare l’attività investigativa su operazioni particolarmente a rischio.

Sulla repressione amministrativa delle frodi Iva il manuale descrive un percorso ben preciso.

In primo luogo e sul piano generale viene sottolineato che ogni qualvolta la legge consente l’effettuazione di acquisti senza addebito dell’Iva (acquisti intracomunitari, o acquisti con lettere d’intento) l’operazione si presta potenzialmente alla realizzazione di condotte fraudolente.

In secondo luogo, il manuale specifica con forza che la sussistenza di una frode Iva deve essere adeguatamente dimostrata e documentata dagli organi di controllo. Questo per le frodi carosello significa che i verificatori devono fornire la prova dell’accordo fraudolentemente posto in essere tra interposto e interponente, nonché della consapevole partecipazione alla frode stessa dei soggetti diversi che a vario titolo risultano coinvolti.

Controlli sul Terzo settore

In attesa della progressiva entrata in