Diario quotidiano del 31 gennaio 2018 – Certificazione unica e 770: anticipiamo le scadenze per il 2018

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 31 gennaio 2018

1) Imposte di registro, ipotecarie e catastali: interpretazione degli atti non retroattiva
2) Prestiti alle società cooperative con “paletti”
3) Debutta il credito d’imposta per le imprese culturali e creative
4) Detrazione Iva, la querelle delle fatture tardive: attenzione ai termini per regolarizzare
5) Determinazione per l’anno 2018 delle retribuzioni convenzionali per i lavoratori operanti all’estero
6) Bonus per la frequenza di asili nido pubblici: istruzioni operative per presentare le domande per il 2018
7) Previdenza complementare e versamento del TFR pregresso
8) Imprese alimentari artigiane: possibilità di stipulare contratti di lavoro intermittente o meno
9) Iva: la Corte Ue sulla direttiva “servizi”
10) Certificazione unica 2018: invio telematico entro il 7 marzo 2018

1) Imposte di registro, ipotecarie e catastali: interpretazione degli atti non retroattiva

2) Prestiti alle società cooperative con “paletti”

3) Debutta il credito d’imposta per le imprese culturali e creative

4) Detrazione Iva, la querelle delle fatture tardive: attenzione ai termini per regolarizzare

5) Determinazione per l’anno 2018 delle retribuzioni convenzionali per i lavoratori operanti all’estero

6) Bonus per la frequenza di asili nido pubblici: istruzioni operative per presentare le domande per il 2018

7) Previdenza complementare e versamento del TFR pregresso

8) Imprese alimentari artigiane: possibilità di stipulare contratti di lavoro intermittente o meno

9) Iva: la Corte Ue sulla direttiva “servizi”

10) Certificazione unica 2018: invio telematico entro il 7 marzo 2018

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1) Imposte di registro, ipotecarie e catastali: interpretazione degli atti non retroattiva

Il comma 87, articolo 1, della L. 205/2017 (Legge di bilancio 2018) dispone che gli atti sono tassati solo in base al contenuto degli stessi e senza considerare elementi esterno o contenuti in negozi giuridici collegati.

Quindi, per stabilire la tassazione da applicare all’atto presentato per la registrazione non vanno considerati elementi interpretativi esterni all’atto o contenuti in altri negozi giuridici collegati.

Adesso, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2007 del 26 gennaio 2018, le modifiche apportate all’art. 20 del DPR 131/86 dalla legge di bilancio 2018 non sono applicabili retroattivamente, poiché non si tratta di norme interpretative.

La novella normativa precisa che l’interpretazione dell’atto presentato alla registrazione, finalizzata alla corretta applicazione dell’imposta di registro, deve essere operata con esclusivo riguardo all’atto presentato, senza considerare elementi ad esso estranei, come atti collegati o altri elementi extratestuali.

Tuttavia, secondo quanto affermato dalla Cassazione nella sentenza n. 2007/2018, questi nuovi principi, introdotti dalla L. 205/2017, non sono applicabili al caso di specie, giacché la causa fa riferimento a un’operazione posta in essere prima del 1° gennaio 2018, alla quale la nuova disciplina non può applicarsi, non avendo efficacia retroattiva.

Nel caso di specie, una società aveva stipulato un mutuo con una banca per la ristrutturazione di un immobile. La medesima società ne costituiva una nuova società conferendo per il proprio 50% la proprietà dell'immobile ed accollando alla nuova società il mutuo. L'Agenzia delle entrate riqualificava l'atto considerando che l'imposta di registro doveva essere applicata in maniera proporzionale al prezzo della cessione e non, quindi, al valore netto dell'iniziale conferimento.

La questione è infine giunta in Cassazione, ove i contribuenti chiedevano, peraltro, anche la sopravvenuta modifica dell’art. 20 del DPR 131/86 che esclude la possibilità di riqualificare gli atti, ai fini dell’imposta di registro, sulla base di elementi ad esso estranei.

Ma la Suprema Corte non si è dimostrata disponibile a ciò, escludendo che la nuova norma possa avere valenza interpretativa.

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2) Prestiti alle società cooperative con paletti

I prestiti alle società cooperative non possono superare il triplo del capitale sociale. Ulteriori novità dalla legge di bilancio 2018. I commi da 238 a 242 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), riguardano le società cooperative che ricorrono al prestito sociale stabilendo che i finanziamenti dei soci alle cooperative devono essere "strettamente funzionali al perseguimento dell'oggetto o scopo sociale" e non possono superare, come limite massimo, il triplo del capitale sociale.
Dunque, secondo le nuove disposizioni:

a) il prestito sociale potrà essere impiegato soltanto per operazioni strettamente funzionali al perseguimento degli scopi istituzionali e quindi le cooperative non potranno essere enti che gestiscono il risparmio. Pertanto, nell'ambito della cooperativa, l'area finanziaria, alimentata dai prestiti sociali, deve avere soltanto una funzione accessoria e strumentale alla propria attività istituzionale (comma 238);

b) l'ammontare complessivo del prestito sociale, a regime, non potrà superare il limite del triplo del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato. A tale proposito viene disposto che sia introdotta una norma transitoria che preveda il graduale adeguamento delle cooperative a tale limite, nel termine di tre anni, con facoltà di estendere tale termine in casi eccezionali motivati in ragione dell'interesse dei soci prestatori.

Si ricorda che tale limite è, peraltro già previsto dalla delibera 8 novembre 2016, 584/2016 di Banca d'Italia per le cooperative con più di 50 soci, in vigore dal 1° gennaio 2017. Con delibera da adottare entro il 1° giugno 2018, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) dovrà definire i limiti alla raccolta del prestito sociale nelle società cooperative e le relative forme di garanzia, attenendosi ai criteri fissati al comma 240. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sessanta giorni dall'adozione della delibera del CICR, dovranno, inoltre, essere definite le forme e le modalità del controllo e del monitoraggio in ordine all'adeguamento e al rispetto delle prescrizioni in materia di prestito sociale da parte delle società cooperative. Con la modifica del comma 1, dell'art. 4, del D.Lgs. n. 220/2002, la revisione coopera