E’ legge il decreto fiscale: ecco le novità – Diario quotidiano dell’1 dicembre 2017

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 1 dicembre 2017



1) Detrazione per lavori antisismici da ripartire in 5 anni
2) Intimazione della cartella da effettuare entro 5 anni dalla notifica
3) Ai co.co.co. le ferie si pagano
4) Acquisto immobile: deposito del prezzo dal Notaio
5) Firmato il decreto di attuazione del Patent box
6) Controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP: nuovo studio del Notariato
7) Iniziative speciali clientela: deducibile come spesa di pubblicità su stampa specializzata
8) Ok definitivo della Camera: è Legge il decreto fiscale
9) Manovra in Senato: il governo pone la fiducia
10) Trasformazione della domanda di NASpI in domanda di indennità DIS-COLL; Rilevazione delle retribuzioni contrattuali di O.T.D. e O.T.I

1) Detrazione per lavori antisismici da ripartire in 5 anni

2) Intimazione della cartella da effettuare entro 5 anni dalla notifica

3) Ai co.co.co. le ferie si pagano

4) Acquisto immobile: deposito del prezzo dal Notaio

5) Firmato il decreto di attuazione del Patent box

6) Controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP: nuovo studio del Notariato

7) Iniziative speciali clientela: deducibile come spesa di pubblicità su stampa specializzata

8) Ok definitivo della Camera: è Legge il decreto fiscale

9) Legge di bilancio 2018 in Senato: il Governo pone la fiducia

10) Trasformazione della domanda di NASpI in domanda di indennità DIS-COLL; Rilevazione delle retribuzioni contrattuali di O.T.D. e O.T.I

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1) Detrazione per lavori antisismici da ripartire in 5 anni

Detrazione per lavori antisismici (ovvero, cd. sisma bonus potenziato) da ripartire in 5 anni, questo poiché la norma, in tale caso, non prevede la possibilità di scegliere il numero di rate in cui fruire del beneficio e, pertanto, il contribuente se intende avvalersi della maggiore detrazione del 70% (o dell'80%) dovrà necessariamente ripartire la detrazione in 5 rate.

Resta, invece, la possibilità di avvalersi dell’agevolazione ai sensi dell'art. 16- bis, lett. i) del TUIR, fruendo della detrazione del 50% della spesa da ripartire in 10 rate di pari importo.

Libera scelta, dunque, del contribuente. La seconda soluzione, comunque, potrebbe risultare meno conveniente

E’ quanto ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 147/E del 29 novembre 2017, con la quale ha chiarito tre dubbi che attanagliavano un soggetto intende procedere alla ristrutturazione di un fabbricato effettuando interventi di ristrutturazione edilizia ex art. 3, comma 1, lett. d), del DPR n. 380 del 2001 e, dato che l'immobile è ubicato in zona sismica ad alta pericolosità (zona 2), ai sensi dell'art. 16, comma 1-quater, del D.L. n. 63 del 2013, ottenere anche una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio presumibilmente a una classe di rischio inferiore (così come determinate sulla base delle Linee guida ministeriali).

In relazione al secondo quesito, l’Agenzia, concordando con l’istante, è del parere che anche per gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche possa valere il principio secondo cui l'intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore ad esso collegati o correlati. La detrazione prevista per gli interventi antisismici può quindi essere applicata, ad esempio, anche alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie al completamento dell'opera (circ. n. 7 del 2017).

Infine, in ordine al terzo quesito, riguardante il limite di spesa agevolabile in caso di effettuazione sul medesimo edificio di interventi antisismici, di interventi di manutenzione straordinaria e di interventi di riqualificazione energetica, l’Agenzia precisa che per gli interventi di cui all'art. 16-bis del TUIR il limite di spesa agevolabile, attualmente stabilito in euro 96.000 annuali, è unico in quanto riferito all'immobile.

Ciò posto, interventi di consolidamento antisismico per i quali è possibile fruire della detrazione in cinque anni ed, eventualmente, nella maggior misura del 70% o dell'80%, ai sensi dell’art. 16 del D.L. n. 63 del 2013, non possono fruire di un autonomo limite di spesa in quanto tale norma non individua una nuova categoria di interventi agevolabili ma rinvia alla lett. i) del citato art. 16-bis del TUIR.

Peraltro, nell'ipotesi in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti, sulla stessa unità immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese ammesse in detrazione, occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi.

Si ha, quindi, diritto all'agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione nell'anno di sostenimento non ha superato il limite complessivo.

Questo ulteriore vincolo non si applica se in anni successivi sono effettuati interventi autonomamente certificati dalla documentazione richiesta dalla normativa edilizia vigente, ossia non di mera prosecuzione di quelli iniziati in anni precedenti (circ. n. 7 del 2017).

Nel predetto limite di spesa non sono compresi, invece, gli interventi di riqualificazione energetica di cui all'art. 1 della Legge 296 del 2006, comma 344 (riqualificazione globale dell'edificio) o, in alternativa, di cui ai commi 345 (interventi su strutture opache e infissi) e 347 (sostituzione impianti termici), per i quali l’istante potrà beneficiare della detrazione del 65% nei limiti specificatamente previsti dalle norme di riferimento.

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2) Intimazione della cartella da effettuare entro 5 anni dalla notifica

Secondo la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28069 del 24 novembre 2017, non si può ricorrere dal giudice tributario contro l’atto con il quale l’Agenzia delle entrate manifesti il rifiuto di ritirare in via di autotutela cartelle di pagamento divenute definitive. La controversia ha ad oggetto il silenzio-rifiuto formatosi sulle istanze di autotutela e di sgravio relative a cartelle di pagamento delle quali il contribuente ha asserito (anche) di non aver ricevuto alcuna notifica nei termini di legge.

Viceversa, si prescrive l’intimazione della cartella oltre i cinque anni, come asserito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza 28576 del 29 novembre 2017.

Si è, dunque, estinta la pretesa dell'ente impositore nei confronti del contribuente perché l'intimazione ad adempiere risulta notificata a più di cinque anni dal recapito della cartella di pagamento non opposta, mentre il termine decennale si applica soltanto quando è la sentenza e non più l'atto amministrativo il titolo sulla base del quale viene intrapresa la riscossione.

Via libera, dunque, al ricorso della contribuente contrapposta al comune nel contenzioso per l'imposta sugli immobili. Sbaglia il giudice d'appello nell’applicare il termine ordinario ex articolo 2946 cc e non quello quinquennale previsto per il tributo. Il fatto che il credito del fisco sia diventato irretrattabile non converte nel termine decennale quello di prescrizione breve previsto per il titolo solo perché è scaduto il termine perentorio per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, secondo il principio stabilito dalle Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza 23397/06. Quando il termine di prescrizione matura dopo la notifica della cartella non opposta, la definitività dell'accertamento data dall'omessa impugnazione non può determinare un mutamento del regime di prescrizione del credito iscritto a ruolo.

Infine, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28512 del 29 novembre 2017, ha respinto il ricorso dell’INPS contro la decisione del giudice di secondo grado che dichiarava nulla la cartella esattoriale inviata al lavoratore autonomo per il mancato versamento di contributi previdenziali.

In particolare, i giudici della Corte Suprema hanno chiarito che, in base alla “riforma Dini”, operata con la Legge n. 335/1995, la prescrizione sui contributi a percentuale dei lavoratori autonomi decorre dalla scadenza del termine per il loro versamento.

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3) Ai co.co.co. le ferie si pagano

Come stabilito dalla Corte di giustizia Ue, nella sentenza del 29 novembre 2017, causa C-214/16, il co.co.co. che non ha fatto ferie ha diritto a essere risarcito. Se le ha fatte ma senza compenso ha diritto a riceverne il pagamento.

Secondo la corte Ue il diritto alle ferie annuali retribuite, per almeno quattro settimane, spetta a tutti i lavoratori non soltanto a quelli dipendenti, ma anche a quelli autonomi (collaboratori, occasionali, intermittenti).

I giudici europei ritengono che il lavoratore deve percepire la retribuzione alla quale ha diritto ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/88, al momento della fruizione delle ferie annuali. Infatti, lo scopo del diritto alle ferie annuali retribuite è consentire al lavoratore di riposarsi e di beneficiare di un periodo di distensione e di ricreazione. Ma il fatto di trovarsi nella situazione di avere, durante il periodo di ferie annuali, un’incertezza riguardo alla retribuzione, comporta che il lavoratore non beneficia di tale periodo di risposo in serenità. Inoltre, tali circostanze possono dissuadere il lavoratore dal richiedere le ferie annuali.

Risulta, quindi, incompatibile con il diritto UE una legislazione nazionale che consente di non pagare le ferie del lavoratore o che impedisce di far valere davanti al giudice il diritto di usufruire delle ferie retribuite, obbligando prima a fruire della ferie senza retribuzione e, solo dopo, a presentare ricorso per ottenerne il pagamento.

Inoltre, sono contrarie al diritto dell’Unione disposizioni o prassi nazionali secondo le quali un lavoratore non può riportare, ed anche cumulare, fino al momento in cui il suo rapporto di lavoro termina, i diritti alle ferie annuali retribuite non godute nell’arco di più periodi di riferimento consecutivi, a causa del rifiuto del datore di lavoro di retribuire tali ferie.

Dunque, secondo la Corte europea, il lavoratore che non ha potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite prima della cessazione del rapporto di lavoro, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, ha diritto all’indennità finanziaria.

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4) Acquisto immobile: deposito del prezzo dal Notaio

Il legislatore si è da sempre preoccupato di predisporre una efficace tutela di chi compra la casa: così nel 1996 ha previsto la possibilità di trascrivere il preliminare; nel 2005 l’obbligo del costruttore di case “nuove o ristrutturate” di consegnare al promissario acquirente una fideiussione a garanzia del rischio del suo fallimento nelle more tra il preliminare e il definitivo.

Con la legge sulla concorrenza (legge n. 124/2017, articolo 1, commi 63 e seguenti, entrata in vigore il 29 agosto) ha chiuso il cerchio prevedendo la facoltà dell’acquirente di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita.

Chi compra si vede esposto al rischio che, tra la data del rogito e la data della sua trascrizione nei predetti registri, venga pubblicato un gravame inaspettato a carico del venditore: un’ipoteca, un sequestro, un pignoramento, una domanda giudiziale, eccetera. Scenari del tipo appena descritti si sono verificati assai raramente. I notai adempiono infatti all’obbligo della trascrizione in tempi molto brevi quasi azzerando i rischi.

La “scena” tradizionale (al rogito il venditore consegna le chiavi e l’acquirente paga il prezzo) è dunque destinata a cambiare. La nuova legge infatti afferma (importando in Italia una prassi già da tempo vigente in Francia) che se ne sia «richiesto da almeno una delle parti», il notaio deve tenere in deposito il saldo del prezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami.

EFFETTI DEL DEPOSITO

Le somme che il notaio si vede versare da parte dell’acquirente (e che dovranno necessariamente essere intestate non al venditore, bensì al notaio stesso) saranno da lui segregate su di un conto corrente dedicato che ha appositamente acceso in banca con la destinazione di “conto dedicato ai sensi della Legge 147/2013”.

Queste somme sono assolutamente al sicuro: sia perché sono separate dal patrimonio del notaio (non cadono nella sua successione, in caso di premorienza; non vanno nella comunione legale del coniuge; sono impignorabili da parte dei suoi creditori) sia perché sono impignorabili anche dai creditori del venditore.

Non solo. Gli interessi attivi che produce il conto dedicato vanno a beneficio delle piccole e medie imprese.

POSSIBILI ULTERIORI UTILIZZI DEL DEPOSITO PREZZO

Il deposito del prezzo protegge dal rischio di trascrizioni o gravami pregiudizievoli nelle more tra la stipula e la trascrizione dell’atto.

Ma può tornare utile alle parti nelle seguenti ipotesi:

- PRESENZA DI UN PIGNORAMENTO O DI UNA IPOTECA PREGRESSA – La casa è gravata da un pignoramento o da un’ipoteca. In atto si conviene che il prezzo venga pagato solo ad avvenuta cancellazione di dette formalità.

- CASA SOGGETTA A PRELAZIONE LEGALE – L’immobile è soggetto a prelazione legale. In atto si conviene che il prezzo venga pagato una volta che sia venuta meno la possibilità di esercitare la prelazione.

- CASA NON AGIBILE – Nell’atto si conviene che il prezzo venga pagato solo ad avvenuta presentazione della segnalazione certificata di agibilità.

- CASA NON LIBERA DA PERSONE O COSE – L’immobile è ancora occupato dal venditore. Si conviene che il prezzo venga pagato solo ad avvenuta consegna della casa all’acquirente libera da persone e cose.

- PRESENZA DI DEBITI DEL VENDITORE - Il venditore non ha ancora saldato tutte le spese condominiali a suo carico (ad es. spese straordinarie deliberate prima dell’atto per opere non ancora eseguite al momento della stipula). Al fine di garantire l’acquirente (che potrebbe essere chiamato a rispondere di tali spese ex art. 63 disp. att. c.c.) presso il notaio vengono depositate le somme necessarie a coprire tali spese con l’incarico per il notaio di effettuare i pagamenti richiesti dall’amministratore di condominio.

FACOLTATIVITA’ DEL DEPOSITO PREZZO

A differenza di come avviene in Francia, la tutela del deposito prezzo è facoltativa: in sede di rogito l’acquirente, a seconda dei casi, può optare per avvalersene o rinunziarvi.

Sarebbe conforme a correttezza e buona fede nelle trattative tra le parti (ed anche nei rapporti con il notaio) che tale opzione venga manifestata in tempo utile perché il venditore si possa organizzare. Nulla esclude, comunque, che di fronte a motivi gravi sopravvenuti e imprevedibili, si possa manifestare l’opzione anche direttamente alla stipula.

TUTELA ANCHE PER IL VENDITORE

Il deposito del prezzo garantisce il corretto e sicuro perfezionamento del trasferimento del denaro dall’acquirente al venditore, il quale incasserà le somme dopo qualche giorno ma non correrà alcun rischio in ordine all’effettivo incasso della somma pattuita.

(Consiglio nazionale del Notariato, nota di novembre 2017)

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5) Firmato il decreto di attuazione del Patent box

Pubblicato sul sito internet del MEF il 30 novembre 2017 il decreto di attuazione del Patent box.

Ha ottenuto il via libera dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze il D.M. 28 novembre 2017, recante disposizioni di attuazione del Patent box, concernente il regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Il decreto è in corso di pubblicazione sulla G.U..

D.M. 28 novembre 2017 - revisione del regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali, cd. Patent Box

E’ stato firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan il decreto di revisione del regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali, cd. Patent Box.

Il provvedimento, che sostituisce il decreto interministeriale 30 luglio 2015, è stato emanato in attuazione degli impegni assunti dall’Italia in sede Ocse e prevede l’esclusione dei marchi d’impresa dall’ambito oggettivo di applicazione del beneficio con riferimento alle opzioni esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Nello stesso provvedimento sono dettate, inoltre, disposizioni volte a salvaguardare le opzioni sui marchi d’impresa esercitate in precedenza, che restano efficaci per cinque anni, comunque non oltre il 30 giugno 2021, senza possibilità di rinnovo alla scadenza.

Infine, sempre con riferimento ai marchi, la disposizione regola lo scambio spontaneo d’informazioni con i Paesi terzi membri dell’Inclusive Framework on Beps con i quali è in vigore uno strumento giuridico internazionale che lo consente. Il decreto è in corso di pubblicazione sulla G.U. della Repubblica Italiana.

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6) Controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP: nuovo studio del Notariato

L'ultimo lavoro approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato è consultabile nella sezione TROVA STUDIO e ha approfondito tematiche relative al diritto societario:

Considerazioni in tema di controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP - Studio n. 228-2017/I.

La disciplina del T.U. adottato con D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 ha dato corpo a un vero e proprio “diritto speciale” delle società a partecipazione pubblica, definite come “le società a controllo pubblico, nonché le altre società partecipate direttamente da amministrazioni pubbliche o da società a controllo pubblico”. Numerose e pregnanti sono, in particolare, le prescrizioni riguardanti le società a controllo pubblico, “in cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo” secondo l’art. 2359 c.c. ovvero in forza di norme di legge, di statuto o accordi parasociali, e le società in house, su cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano, individualmente o congiuntamente, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi.

(Consiglio nazionale del Notariato, nota del 30 novembre 2017)

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7) Iniziative speciali clientela: deducibile come spesa di pubblicità su stampa specializzata

E’ deducibile la spesa per pubblicità su stampa specializzata. Si tratta, infatti, di una spesa pubblicitaria è finalizzata all'aumento del volume di vendite dei prodotti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28578 del 29 novembre 2017, accogliendo uno dei diversi motivi (il n. 13), che ha ribaltato la decisione della Commissione tributaria regionale, sulle “iniziative speciali clientela”.

In particolare, l’Agenzia delle entrate procedeva, tra gli altri, al rilievo conto “iniziative speciali clientela” con cui l'Ufficio disconosceva la deducibilità del costo di euro 23.755, poiché non inerente ai sensi dell'art. 75 comma 5 D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, poiché riferito a costi per la pubblicità di prodotti realizzati da I. spa ma sostenuti (e riaddebitati) dalle controllate I. Italia e Siapa, società distributrici dei medesimi prodotti sul mercato italiano.

Tuttavia, la Suprema Corte ha osservato che la pretesa dell'Agenzia delle Entrate che ha disconosciuto, per difetto del requisito della inerenza previsto dal Tuir, il costo di euro 23.755 e la successiva motivazione della Commissione tributaria regionale non sia conforme alla nozione di inerenza delle spese desumibile dall'art. 75 (ora 109) comma 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e mostra profili di contraddittorietà.

Il requisito della inerenza richiesto da tale norma ai fini della deducibilità delle spese, sussiste qualora il componente negativo del reddito sia afferente all'attività di impresa, ossia funzionale alla produzione di ricavi. Nel caso in esame, lo stesso giudice di appello ha rilevato che la spesa pubblicitaria di euro 23.755 è finalizzata all'aumento del volume di vendite dei prodotti realizzati dalla I. spa, la quale quindi beneficiava dell' aumento delle vendite verificatosi sul complessivo mercato nazionale, a prescindere dai vantaggi derivanti alle due società controllate, distributrici sul mercato interno, in via non esclusiva, dei prodotti pubblicizzati. La circostanza che la spesa pubblicitaria sia stata sostenuta in prima battuta dalle società controllate e poi riattribuita alla società controllante, anziché essere sostenuta direttamente da quest'ultima, rientra nelle scelte imprenditoriali di tipo discrezionale, prive di incidenza sulla deducibilità del costo di cui sia assodata l'inerenza.

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8) Ok definitivo della Camera: E’ Legge il decreto fiscale

L'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo al decreto fiscale, collegato alla manovra finanziaria 2018.

Approvato in via definitiva il decreto relativo alla materia finanziaria

La Camera, dopo aver votato, con 284 voti favorevoli e 162 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del Decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell'estinzione del reato per condotte riparatorie, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato (C. 4741), ha approvato in via definitiva il provvedimento.

Arriva l’estensione dell’ambito applicativo della rottamazione delle cartelle e della scissione dei pagamenti.

Ecco di seguito le principali disposizioni fiscali, che comprendono sia quelle già contenute nel testo originario del decreto sia quelle introdotte durante l’iter di conversione conclusosi oggi alla Camera.

Definizione agevolata dei carichi fiscali

(Articolo 1)

Sono molto numerose le novità relative alla “rottamazione delle cartelle”, il cui ambito applicativo viene significativamente esteso.

Definizione agevolata 2016 - proroga dei termini di pagamento delle rate In primo luogo, sono dettate disposizioni a favore dei contribuenti che hanno aderito alla prima “versione” della definizione agevolata (“definizione agevolata 2016”):

- i termini per il pagamento delle rate riferite al 2017 in scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre sono fissati al 7 dicembre 2017

- il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di aprile 2018 è fissato nel mese di luglio 2018.

Posticipo dei pagamenti da parte delle Università che hanno aderito alla definizione

Per consentire alle Università degli studi che hanno aderito alla definizione agevolata di completare i relativi versamenti entro il 2018 e di usufruire dei benefici derivanti dalla “rottamazione”, il pagamento delle rate in scadenza nel mese di novembre 2017 è differito al mese di novembre 2018. Estensione della definizione agevolata

Attraverso una serie di disposizioni innovative viene notevolmente ampliato l’ambito operativo della “rottamazione”.

In particolare, si prevede che possano essere “rottamati”:

- i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 per i quali in precedenza non è stata presentata istanza di adesione. In tal modo, vengono riaperti i termini della definizione agevolata, dando la possibilità di accedere alla “rottamazione” a tutti coloro che, pur essendo in condizione di avvalersene, nei mesi scorsi non vi avevano aderito

- i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata esclusivamente a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016. In tal modo, si consente la riammissione alla “rottamazione” di tutti coloro che in precedenza non erano stati ammessi perché non in regola con il pagamento delle rate scadute relative ai piani di rateazione in essere al 24 ottobre 2016

. i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Definizione agevolata per gli enti territoriali

Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai soggetti iscritti all’albo dei concessionari della riscossione, tali enti territoriali possono stabilire, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame, l’esclusione delle sanzioni relative alle medesime entrate.

A questa tipologia di “rottamazione” si applicano le disposizioni dettate dall’articolo 6-ter, Dl 193/2016 (a esclusione del comma 1). Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dagli enti in base a quanto previsto dall’articolo 11, Dl 50/2017.

Trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (Articolo 1-ter)

Molte novità anche per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (articolo 1, comma 3, Dlgs 127/2015 e articolo 21, Dl 78/2010):

- nei confronti dei soggetti passivi Iva che hanno erroneamente trasmesso i dati delle fatture emesse e ricevute per il primo semestre 2017 viene prevista la disapplicazione delle sanzioni previste dalla legge (articolo 11, commi 1 e 2-bis, Dlgs 471/1997) a condizione che le comunicazioni siano eseguite correttamente entro il 28 febbraio 2018

- viene introdotta la facoltà dei contribuenti di effettuare la trasmissione dei dati con cadenza semestrale, limitando i dati da inviare alla partita Iva dei soggetti coinvolti nelle operazioni (ovvero, per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni, al codice fiscale), alla data e al numero della fattura, alla base imponibile, all’aliquota applicata e all’imposta nonché alla tipologia dell’operazione ai fini Iva nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura

in luogo dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente, è possibile trasmettere i dati del documento riepilogativo (articolo 6, comma 1, Dpr 695/1996). In tal caso, i dati da trasmettere comprendono almeno la partita Iva del cedente o del prestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive, la partita Iva del cessionario o committente per il documento riepilogativo delle fatture passive, la data e il numero del documento riepilogativo nonché l’ammontare imponibile complessivo e l’ammontare dell’imposta complessiva distinti secondo l’aliquota applicata

- le amministrazioni pubbliche sono esonerate dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali

- vengono esonerati dalla comunicazione anche i produttori agricoli con un volume d’affari non superiore a 7mila euro, costituito per almeno 2/3 dalla cessione dei prodotti agricoli (cfr articolo 34, comma 6, Dpr 633/1972).

Con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate verranno stabilite le modalità di attuazione delle nuove disposizioni.

Agevolazioni per i territori colpiti da calamità naturali (Articoli 2 e 2-bis)

Ampio e variegato è il ventaglio delle disposizioni di favore previste a favore dei contribuenti dei territori che sono stati colpiti da calamità naturali.

Alluvione del 9 settembre 2017 in Toscana

Per le persone fisiche e le imprese che, alla data del 9 settembre 2017, avevano rispettivamente la residenza e la sede legale (ovvero la sede operativa) nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento e da avvisi di accertamento esecutivi, con scadenza compresa tra il 9 settembre 2017 e il 30 settembre 2018. È escluso, tuttavia, il rimborso di quanto eventualmente già versato.

La sospensione, peraltro, non si applica alle ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d’imposta. In caso di impossibilità dei sostituti a effettuare gli adempimenti e i versamenti nei termini previsti, è applicabile la causa di non punibilità della forza maggiore (articolo 6, comma 5, Dlgs 472/1997). La sospensione è subordinata alla presentazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente di un’apposita richiesta nella quale si deve dichiarare l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda. Gli adempimenti e i versamenti sospesi devono essere effettuati, in unica soluzione, entro il 16 ottobre 2018.

Per coloro che non dichiarano l’inagibilità della casa, dello studio professionale o dell’azienda, la sospensione si applica dal 9 settembre 2017 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame. Gli stessi soggetti effettuano gli adempimenti e i versamenti sospesi entro il 19 dicembre 2017.

Terremoto del 21 agosto 2017 sull’isola di Ischia

Introdotte misure più favorevoli (rispetto a quelle già previste nei mesi scorsi) nei confronti delle persone fisiche, che alla data del 21 agosto 2017, avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio:

- il termine di scadenza della sospensione dei termini relativi ai versamenti e agli adempimenti tributari (già previsto dal Dm 20 ottobre 2017) è prorogato al 30 settembre 2018

- la sospensione è subordinata alla richiesta del contribuente che deve contenere anche la dichiarazione di inagibilità, in tutto o in parte, della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda. La richiesta deve essere trasmessa agli uffici dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti

- gli adempimenti e i versamenti che scadono nel periodo di sospensione dal 21 agosto 2017 al 30 settembre 2018 sono effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018

- non si procede al rimborso di quanto già versato

- i redditi dei fabbricati ubicati nei tre comuni sopra indicati, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 31 dicembre 2017, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef e Ires, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati e, comunque, fino all’anno di imposta 2018

- per gli stessi fabbricati viene prevista l’esenzione da Imu e Tasi, a decorrere dalla rata scadente successivamente al 21 agosto 2017 fino alla definitiva ricostruzione o agibilità dei fabbricati e, comunque, fino all’anno di imposta 2018

- per beneficiare delle agevolazioni il contribuente può dichiarare, entro il 28 febbraio 2018, la distruzione o l’inagibilità totale o parziale del fabbricato all’autorità comunale, che, nei successivi 20 giorni, trasmette copia dell’atto di verificazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente.

Terremoti 2016 e 2017 nel Centro Italia

Previste nuove e più favorevoli misure agevolative a favore dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017:

- viene modificata la disciplina della sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Si prevede, infatti, che tali adempimenti e versamenti, oggetto di sospensione, sono effettuati entro il 31 maggio 2018 senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2018

- i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento esecutivo e delle somme dovute all’Inps, nonché le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione e i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, ivi compresi quelli degli enti locali, riprendono a decorrere dal 1° giugno 2018.

Split payment

(Articolo 3)

Ulteriormente ampliata la sfera soggettiva di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti che viene esteso anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:

- enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona

- fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%

- società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri

- società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment

- società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment

- società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana identificate agli effetti dell’Iva.

Viene rimesso a un successivo decreto del Mef il compito di definire le modalità di attuazione del nuovo perimetro degli enti ricompresi nell’ambito di applicazione della scissione dei pagamenti.

Le nuove disposizioni, peraltro, sono efficaci a decorrere dal 1° gennaio 2018 e si applicano alle operazioni per le quali è emessa fattura a partire dalla stessa data. Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari e in materia di audiovisivo

(Articolo 4)

Modifiche anche per la disciplina del credito d’imposta relativo agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali: l’agevolazione viene estesa anche agli enti non commerciali e anche a fronte di investimenti effettuati sulla stampa online.

Per il 2018 il credito di imposta è concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, pari a 62,5 milioni di euro. Si prevede che una quota pari a 20 milioni di euro, a valere sullo stanziamento relativo al 2018, è destinata al riconoscimento del credito d'imposta esclusivamente per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati dagli stessi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo del 2016. In tal modo, viene esteso l’ambito temporale di applicazione del credito di imposta, sia pur limitatamente a uno dei settori per il quale il beneficio è previsto a regime. Non sono, infatti, considerati gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati su emittenti televisive e radiofoniche locali.

Sterilizzazione dell’incremento delle aliquote Iva per il 2018 (Articolo 5)

Si prevede il reperimento di ulteriori risorse per evitare l’aumento delle aliquote Iva nel 2018.

Decorrenza di disposizioni fiscali contenute nel codice del terzo settore (Articolo 5-ter)

Attraverso la modica dell’articolo 99, comma 3, Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore) si stabilisce che la previgente agevolazione fiscale prevista per le liberalità a favore delle Onlus e delle associazioni di promozione sociale (deducibilità del 10%, nella misura massima di 70mila euro annui, prevista dall’articolo 14, Dl 35/2005) continua ad applicarsi fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017.

Detrazione fiscale per contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso

(Articolo 5-quater)

Attraverso la modifica dell’articolo 83, comma 5, del Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore) viene variata la soglia massima della detrazione del 19% dei contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso. In particolare, si stabilisce che l’importo di 1.300 euro rappresenta la soglia massima di contributi associativi detraibili.

Detraibilità degli alimenti a fini medici speciali

(Articolo 5-quinquies)

Prevista una nuova ipotesi di detrazione per spese sanitarie e cioè quella relativa alle spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali (inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’articolo 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001), con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti. La detrazione si applica limitatamente ai periodi d’imposta 2017 e 2018.

Interpretazione autentica dell’articolo 104 del Codice del Terzo settore

(Articolo 5-sexies)

Attraverso una norma di interpretazione autentica si stabilisce che l’articolo 104 del Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore) deve essere letto nel senso che i termini di decorrenza indicati nei commi 1 e 2 valgono anche ai fini dell’applicabilità delle disposizioni fiscali che prevedono corrispondentemente modifiche o abrogazioni di disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore del Codice stesso. Pertanto, le disposizioni di carattere fiscale richiamate dagli articoli 99, comma 3, e 102, comma 1, del Codice continuano a trovare applicazione senza soluzione di continuità fino al 31 dicembre 2017.

Collaborazione volontaria per l’emersione di redditi prodotti all’estero (Articolo 5-septies)

Si introduce la possibilità di regolarizzare attività depositate e somme detenute su conti correnti e su libretti di risparmio all’estero, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, in violazione degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale (articolo 4, comma 1, Dl 167/1990) da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero. Per la regolarizzazione è necessario versare il 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi. Possono essere regolarizzate anche le somme e le attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività lavorativa in via continuativa.

L’istanza di regolarizzazione può essere trasmessa fino al 31 luglio 2018 e gli autori delle violazioni possono provvedere al versamento spontaneo di quanto dovuto in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2018, senza avvalersi della compensazione.

Il versamento può essere ripartito in tre rate mensili consecutive di pari importo. In questo caso il pagamento della prima rata deve essere eseguito entro il 30 settembre 2018.

Il perfezionamento della procedura di regolarizzazione avviene dal momento del versamento di quanto dovuto in un’unica soluzione o dell’ultima rata. In deroga a quanto previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente, i termini per l’accertamento che scadono a decorrere dal 1° gennaio 2018, sono fissati al 30 giugno 2020 limitatamente alle somme e alle attività oggetto della procedura di regolarizzazione.

Le disposizioni di attuazione della procedura di regolarizzazione saranno definite con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Sono escluse dalla regolarizzazione le attività e le somme già oggetto della voluntary disclosure.

In ogni caso, comunque, non è previsto il rimborso delle somme già versate.

Regime fiscale per i lavoratori rimpatriati

(Articolo 8-bis)

Viene modificato il regime speciale per i lavoratori rimpatriati (disciplinato dall’articolo 16, Dlgs 147/2015), stabilendo che:

- i lavoratori rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015 possono applicare, per il 2016, il regime previgente disciplinato dalla legge 238/2010. L’opzione per il nuovo regime produce effetti per il quadriennio 2017-2020

- con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità di restituzione delle maggiori imposte eventualmente versate per il 2016.

Disposizioni in materia di 5 per mille

(Articolo 17-ter)

Gli enti gestori delle aree protette vengono inclusi nel novero dei soggetti a cui i contribuenti possono destinare, a decorrere dal 2018, in sede di dichiarazione dei redditi, una quota pari al 5 per mille dell’Irpef.

Disposizioni in materia di riscossione

(Articolo 19-octies)

Numerose sono le disposizioni in materia di adempimenti dei contribuenti e attività di accertamento e riscossione.

Vigilanza sull’ente Agenzia delle entrate-Riscossione

La vigilanza sull’operato dell’ente Agenzia delle entrate-Riscossione in relazione alla garanzia della trasparenza, dell’imparzialità e della correttezza nell’applicazione delle norme, con particolare riguardo ai rapporti con i contribuenti, viene affidata al ministero dell’Economia e delle finanze, in luogo dell’Agenzia delle entrate (come previsto dalla previgente disciplina).

Notifica delle cartelle

Nell’ipotesi in cui la notifica di una cartella di pagamento sia eseguita da messi comunali o da agenti della polizia municipale, si stabilisce che, quando ai fini del perfezionamento della notifica sono necessarie più formalità, le stesse possono essere compiute, in un periodo di tempo non superiore a 30 giorni, da soggetti diversi tra quelli indicati, ciascuno dei quali certifica l’attività svolta mediante relazione datata e sottoscritta.

Esecuzione di provvedimenti giurisdizionali con efficacia esecutiva In materia di esecuzione forzata nei confronti di pubbliche amministrazioni, si chiarisce che l’Agenzia delle entrate-Riscossione rientra nel novero degli enti che sono tenuti a completare le procedure per l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali con efficacia esecutiva e che comportano il pagamento di denaro entro 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo.

Proroga dei termini per gli adempimenti dei contribuenti

I termini per l’adempimento degli obblighi dichiarativi e comunicativi relativi ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate possono essere prorogati con provvedimento del direttore dell’Agenzia in presenza di eventi o circostanze che comportino gravi difficoltà per la loro regolare tempestiva esecuzione e comunque in caso di ritardo nella pubblicazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi agli adempimenti stessi.

La proroga deve garantire un termine congruo, comunque non superiore a 60 giorni, per l’effettuazione degli adempimenti.

Regolarità dei registri Iva

La tenuta con sistemi elettronici dei registri Iva relativi a fatture e acquisti è, in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge, se, in sede di accesso, ispezione o verifica, gli stessi risultano aggiornati e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti e in loro presenza.

Detrazione d’imposta per studenti fuori sede

(Articolo 20, da commi 8-bis a 8-quater)

La detrazione d’imposta per canoni di locazione, prevista per gli studenti universitari fuori sede, viene estesa anche all’ipotesi in cui l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza almeno 50 km e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate. Viene soppressa la previsione secondo cui il comune di ubicazione dell’università deve essere situato in una provincia diversa da quella di residenza dello studente.

Si prevede, infine, che la detrazione in esame si applica limitatamente ai periodi d’imposta 2017 e 2018.

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9) Legge di bilancio 2018 in Senato: il Governo pone la fiducia

Alla Camera invece l’esecutivo ha già incassato la fiducia sul decreto fiscale collegato alla manovra, decreto fiscale che diventa legge.

Il governo, il 30 novembre 2017, ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento alla manovra così come approvato dalla commissione con “alcune correzioni e integrazioni di carattere tecnico e istituzionali”.

Segue il voto di fiducia in aula al Senato sul maxiemendamento alla manovra per il 2018. Al termine si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione al bilancio. L'assemblea di palazzo Madama procederà poi con le votazioni sulle tabelle del bilancio e il via libera finale al provvedimento. Il ddl bilancio, una volta incassato l'ok del Senato, passerà alla Camera per la seconda lettura.

Intanto i tecnici del Senato parlano di un rifinanziamento del bonus bebè ma solo per il primo anno di vita dei nuovi nati nel testo approvato in commissione. “Rispetto alla disciplina relativa al periodo 2015-2017 - si legge nel dossier - le differenze concernono l'importo base dell'assegno e la durata, che, per i figli nati o adottati nel periodo 2015-2017, è pari a 3 anni, anziché ad 1 anno”.

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10) Trasformazione della domanda di NASpI in domanda di indennità DIS-COLL per gli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1 gennaio 2017

Ad integrazione dei messaggi n. 2884 del 30 giugno 2016 e n. 3242 del 4 agosto 2017, relativi alla trattazione della casistica afferente alle domande di disoccupazione NASpI erroneamente presentate in luogo di domande di indennità DIS-COLL, si precisa quanto segue.

In sede di conversione del D.L. 30 dicembre 2016 n.244, la Legge 27 febbraio 2017, n. 19, con la previsione contenuta all’articolo 3, comma 3 octies, ha ulteriormente prorogato la sperimentazione relativa al riconoscimento dell’indennità DIS–COLL agli eventi di disoccupazione verificatisi a far data dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017.

Successivamente, la Legge 22 maggio 2017, n.81, all’art. 7 ha disposto, mediante la modifica e l’integrazione dell’art. 15 del D.Lgs n. 22 del 2015, la stabilizzazione e l’estensione dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL; in particolare, a seguito della modifica normativa, è stato previsto che - a decorrere dal 1° luglio 2017 - l’indennità venga riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – già destinatari della prestazione – nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dalla predetta data del 1° luglio 2017.

In relazione all’impianto normativo sopra richiamato, nel caso in cui la domanda di prestazione NASpI abbia tutti i requisiti per essere valutata come domanda di DIS-COLL e solo per errore materiale sia stata presentata come domanda di NASpI, è possibile la trasformazione dell’istanza in domanda di DIS-COLL per gli eventi di disoccupazione verificatisi a far data dal 1° gennaio 2017, anche a valere sulle risorse residue stanziate dall’articolo 1, comma 310, della legge n. 208 del 2015. Al riguardo, si rende opportuno precisare che per quanto attiene agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, la trasformazione è possibile esclusivamente per le cessazioni verificatisi a partire dal 1° luglio 2017.

In tutte le ipotesi di cui sopra in cui è consentita la trasformazione delle domande di NASpI in DIS-COLL, le strutture territoriali procederanno all’acquisizione di una nuova e corretta domanda, esclusivamente su istanza di parte, corredata dalla documentazione eventualmente richiesta ai fini dell’accesso alla prestazione di disoccupazione spettante.

Le nuove domande dovranno comunque essere acquisite con la medesima data di presentazione di quelle erroneamente inoltrate.

In conclusione, in presenza di istanze di parte o di ricorsi amministrativi riferiti a domande erroneamente presentate per le quali non sia intervenuta decadenza dal diritto, le strutture territoriali potranno agire in autotutela secondo le indicazioni sopra esposte.

(INPS, messaggi n. 4804 del 30 novembre 2017)

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Rilevazione delle retribuzioni contrattuali degli operai a tempo determinato (O.T.D.) e degli operai a tempo indeterminato (O.T.I.) del settore agricolo, in vigore alla data del 30.10.2017, per la determinazione delle medie salariali

Rilevazione delle retribuzioni medie provinciali dei lavoratori agricoli, determinate annualmente con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita la Commissione Centrale di cui all’art. 9 sexies, comma 3, L. 608/96, operata dalle Sedi provinciali con la collaborazione delle Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dei contratti provinciali e regionali, nonché dei rappresentanti delle Sedi Circoscrizionali e delle Sedi I.N.A.I.L..

(INPS, circolare n. 179 del 30 novembre 2017)

Vincenzo D’Andò