Aliquota IVA del 10% sui lavori di manutenzione – Diario quotidiano del 5 dicembre 2017

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 5 dicembre 2017



1) Bonus fiscale sull’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori
2) Condomini: detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica
3) Lavori di manutenzione ordinaria/straordinaria e relative cessioni di beni soggette all’aliquota Iva del 10%
4) DDL di Bilancio 2018: Imposta di registro in misura fissa sugli atti di trasformazione del territorio
5) DDL di Bilancio 2018: riduzione dei contributi previdenziali per assunzioni e deduzione IRAP del costo dei lavoratori stagionali
6) Tasse ipotecarie e tributi speciali catastali: Nata la “marca servizi”
7) Adesioni alle forme di previdenza complementare
8) Notariato sui procedimenti amministrativi sulle transazioni di partecipazioni sociali
9) Depositi fiscali di prodotti energetici: autorizzazione all’istituzione ed all’esercizio
10) Nuova normativa antiriciclaggio: Cndcec sugli obblighi di promozione e controllo a carico degli ordini professionali
INDICE: 1) Bonus fiscale sull’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori 2) Condomini: detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica 3) Lavori di manutenzione ordinaria/straordinaria e relative cessioni di beni soggette all’aliquota Iva del 10% 4) DDL di Bilancio 2018: Imposta di registro in misura fissa sugli atti di trasformazione del territorio 5) DDL di Bilancio 2018: riduzione dei contributi previdenziali per assunzioni e deduzione IRAP del costo dei lavoratori stagionali 6) Tasse ipotecarie e tributi speciali catastali: Nata la “marca servizi” 7) Adesioni alle forme di previdenza complementare 8) Notariato sui procedimenti amministrativi sulle transazioni di partecipazioni sociali 9) Depositi fiscali di prodotti energetici: autorizzazione all’istituzione ed all’esercizio 10) Nuova normativa antiriciclaggio: Cndcec sugli obblighi di promozione e controllo a carico degli ordini professionali ****

1) Bonus fiscale sull’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori

All’interno della Legge di bilancio 2018 (DDL in corso di approvazione definitiva), con l’emendamento unico al DDL di recente approvazione, aggiunta la spesa per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti all’elenco di quelle che fruiscono dell’incentivo della detrazione fiscale per interventi di efficienza energetica. Le spese per essere agevolate dovranno essere sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo di 100.000 euro. Per poter beneficiare della suddetta detrazione gli interventi in questione dovranno portare ad un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%. Il D.M. del 4 agosto 2011 del Ministero dello sviluppo economico, all’allegato III definisce il metodo di determinazione del rendimento del processo di cogenerazione, i valori usati per calcolare il rendimento della cogenerazione e il risparmio di energia primaria, la definizione di cogenerazione ad alto rendimento, il calcolo del risparmio di energia primaria. ******

2) Condomini: detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica

Spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio. In tale ambito il DDL di bilancio 2017 apporta modifiche alla Legge n. 90 del 2013, riguardante le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica. Le spese sono quelle sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione spetta nella misura del 70%, elevabile al 75%, qualora gli interventi migliorino la prestazione energetica invernale ed estiva conseguendo almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, e recante l'adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. ******

3) Lavori di manutenzione ordinaria/straordinaria e relative cessioni di beni soggette all’aliquota Iva del 10%

Si prevede che la determinazione del valore dei “beni significativi” deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale come individuato nel decreto ministeriale. Il valore dei predetti beni, risultante dal contratto, deve tener conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi, materie prime e manodopera, che comunque non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni. Come valore dei beni, quindi, deve essere assunto quello assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato tra le parti contraenti che deve tenere conto di tutti gli oneri (comprese le materie prime e la manodopera impiegata). Il comma 9 dell’articolo unico del DDL di bilancio 2018 fornisce un’interpretazione autentica della norma che disciplina l’aliquota IVA agevolata al 10% per le prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, per i beni significativi nell’ambito dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Per quanto riguarda i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, le cessioni di beni sono assoggettate all’aliquota IVA ridotta se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Le nuove disposizioni del DdL di Bilancio stabiliscono che la determinazione del valore dei “beni significativi” deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale. La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni di valore significativo. Vengono fatti salvi i comportamenti tenuti fino a prima dell’entrata in vigore del neo provvedimento. Tuttavia, sulle operazioni già effettuate non sono consentiti rimborsi Iva. Ecco di seguito tutti i particolari, sulla suddetta novità, come illustrati nel Dossier del Servizio Studi parlamentari. <<Il comma 6-bis fornisce una interpretazione autentica (ai sensi dell’articolo 1, comma 2, dello Statuto del contribuente, legge n. 212 del 2000) dell’articolo 7, comma 1, lett. b), della legge n. 488 del 1999 (legge finanziaria 2000) e del D.M. 29 dicembre 1999. Tali norme prevedono che sono soggette all’aliquota IVA del 10 per cento le prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Si tratta degli interventi di: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (articolo 31, primo comma, lettere a), b), c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457). Per quanto riguarda i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, le cessioni di beni sono assoggettate all’aliquota Iva ridotta se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Infatti, l’articolo 7, comma 1, lett. b) della legge n. 488 del 1999 demanda ad un D.M. l’individuazione dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell'ambito delle suddette prestazioni, ai quali l'aliquota ridotta si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all'intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni. In sostanza, tale limite di valore si ricava sottraendo dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, il valore dei beni significativi. Il D.M. 29 dicembre 1999 ha individuato i beni significativi: - ascensori e montacarichi, - infissi esterni e interni, - caldaie, - video citofoni, - apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, - sanitari e rubinetteria da bagni, - impianti di sicurezza. Su questi beni significativi, quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. L’Agenzia delle entrate, nella Guida sulle agevolazioni fiscali nelle ristrutturazioni edilizie, fornisce il seguente esempio di funzionamento del meccanismo. Costo totale dell’intervento 10.000 euro: 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa; 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari). L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. Si ricorda che per quanto riguarda, invece, i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, si applica l’aliquota Iva del 10% alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera). Sono escluse, invece, le materie prime e semilavorate (n. 127-terdecies, della tabella A, parte III, del D.P.R. n. 633 del 1972). L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue. Con la norma in commento si prevede che la determinazione del valore dei “beni significativi” deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale come individuato nel decreto ministeriale. Il valore dei predetti beni, risultante dal contratto, deve tener conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi, materie prime e manodopera, che comunque non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni. In sostanza, afferma il Dossier del Servizio Studi parlamentari, la disposizione riprende una parte della Circolare n. 12/E del 2016 con la quale l’Agenzia delle entrate ha chiarito che le parti staccate che non sono connotate da un’autonomia funzionale rispetto al bene significativo rientrano nel calcolo dei limiti di valore previsti per i beni significativi. Il chiarimento dell’Agenzia risponde alla domanda se le componenti e le parti staccate dall’infisso, come ad esempio le tapparelle e i materiali di consumo utilizzati in fase di montaggio, possano essere considerati come non facenti parte dell’infisso e – ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata del 10% – possano essere trattati al pari della prestazione di servizio. L’Agenzia ritiene che, ove nel quadro dell’intervento di installazione degli infissi siano forniti anche componenti e parti staccate degli stessi, sia necessario verificare se tali parti siano connotate o meno da una autonomia funzionale rispetto al manufatto principale. In presenza di detta autonomia il componente, o la parte staccata, non deve essere ricompresa nel valore dell’infisso, ai fini della verifica della quota di valore eventualmente non agevolabile. Se il componente o la parte staccata concorre alla normale funzionalità dell’infisso, invece, deve ritenersi costituisca parte integrante dell’infisso stesso. In tale ipotesi, il valore del componente o della parte staccata deve confluire, ai fini della determinazione del limite cui applicare l’agevolazione, nel valore dei beni significativi e non nel valore della prestazione. La norma in esame prevede inoltre che la fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni di valore significativo (individuati dal D.M. 29 dicembre 1999). Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in vigore della legge. Non si fa luogo al rimborso dell’Iva applicata sulle operazioni effettuate>>. ******

4) DDL di Bilancio 2018: imposta di registro in misura fissa sugli atti di trasformazione del territorio

Trattamento tributario degli atti di trasformazione del territorio: L'emendamento 13.10 (approvato durante l'esame in sede referente) aggiunge i commi 1-bis e 1-ter, all'articolo 20 della legge n. 10 del 1977, relativo alle norme tributarie per la edificabilità dei suoli. In particolare, si dispone che gli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti in essere mediante accordi o convenzioni fra privati ed enti pubblici, nonché a tutti gli atti attuativi posti in essere in esecuzione dei primi sono soggetti all'imposta di registro in misura fissa e sono esenti dalle imposte ipotecarie e catastali, così come previsto dall'articolo 32, secondo comma, del D.P.R. n. 601 del 1973. Il medesimo trattamento si applica, a date condizioni, anche alle convenzioni urbanistiche e agli atti previsti dall'articolo 40-bis della legge provinciale di Bolzano n. 13 del 1997. ******

5) DDL di Bilancio 2018: riduzione dei contributi previdenziali per assunzioni e deduzione IRAP del costo dei lavoratori stagionali

Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, Finanziamenti nel settore della formazione e dell’apprendistato: deduzioni dalla base imponibile IRAP. Altra novità dal DDL di bilancio 2018 è la seguente: Si introduce una riduzione dei contributi previdenziali, in favore dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018, di soggetti aventi i requisiti anagrafici ivi stabiliti e che non abbiano avuto (neanche con altri datori) precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La riduzione è applicata su base mensile, per un periodo massimo di 36 mesi; la misura massima della riduzione è pari a 3.000 euro su base annua. Per la fattispecie di prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto dopo il periodo di apprendistato professionalizzante. In particolare, prevedono una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, dovuti con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018, di soggetti aventi meno di 35 anni di età, ovvero meno di 30 anni di età per le assunzioni effettuate dal 2019. Lo sgravio, in linea generale, è subordinato alla condizione che i soggetti assunti non abbiano avuto (neanche con altri datori) precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato; i periodi di apprendistato svolti presso altri datori di lavoro - qualora non siano proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato - non costituiscono una causa ostativa. Il beneficio concerne tutti i datori di lavoro privati, ad eccezione di quelli domestici. Dall’ambito di applicazione sono escluse le assunzioni di dirigenti, in base al D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23. L'applicazione dello sgravio non modifica l'aliquota di computo dei trattamenti pensionistici dei lavoratori interessati. La riduzione è pari al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per il medesimo rapporto, con esclusione dei premi e contributi relativi all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ovvero al 100% della medesima base contributiva. La riduzione è applicata su base mensile, per un periodo massimo di 36 mesi; la misura massima della riduzione è pari a 3.000 euro su base annua. Qualora la riduzione relativa ad un determinato lavoratore sia stata applicata per un periodo inferiore a 36 mesi, un altro datore può usufruire dello sgravio per il periodo residuo, nell'ipotesi di assunzione a tempo indeterminato del medesimo soggetto, indipendentemente dall'età anagrafica di quest'ultimo al momento della nuova assunzione. Lo sgravio trova applicazione per i contratti di apprendistato professionalizzante solo con riferimento all'eventuale fase (successiva all'apprendistato) di prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto, sempre che quest'ultima inizi dopo il 31 dicembre 2017 e a condizione che il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età alla data di inizio della prosecuzione. In tale fattispecie, la riduzione è riconosciuta per un periodo massimo di 12 mesi, a decorrere dal primo mese successivo a quello di scadenza degli sgravi contributivi previsti, per il primo anno di prosecuzione del rapporto dopo il periodo di apprendistato, dall'art. 47, comma 7, del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81. Dal beneficio sono esclusi i datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l'assunzione, abbiano proceduto, nella medesima unità produttiva, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nonché i datori che rientrino nelle fattispecie di esclusione dagli incentivi in materia di lavoro contemplate, in via generale, dall'art. 31 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150. Ai fini in oggetto, in base a tale richiamo sono esclusi i casi in cui l'assunzione: costituisca attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva; violi il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore, licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; riguardi un'unità produttiva in cui vi siano in atto sospensioni dal lavoro, connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale e relative a lavoratori inquadrati nel medesimo livello (del lavoratore assunto); concerna un lavoratore che sia stato licenziato nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del nuovo datore di lavoro, ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo. Le riduzioni contributive di cui non sono cumulabili con altri sgravi contributivi nello stesso periodo di applicazione. Il comma inserito dall'emendamento 16.78, approvato in sede referente - modifica, limitatamente all'anno 2018, la disciplina sulla deducibilità dall'imponibile IRAP del costo dei lavoratori stagionali. Il comma citato, approvato in sede referente - modifica, limitatamente all'anno 2018, la disciplina sulla deducibilità dall'imponibile IRAP del costo dei lavoratori stagionali. In merito, la norma generale consente la deduzione, nel limite del 70% del costo dei lavoratori stagionali, limitatamente a quelli impiegati per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco di due anni a partire dalla cessazione del precedente contratto. Il neo comma consente, per l'anno 2018, per la medesima fattispecie, la deduzione integrale, anziché limitata al 70%. ******

6) Tasse ipotecarie e tributi speciali catastali: nasce la “marca servizi” per effettuare i pagamenti

Arriva il contrassegno adesivo per pagare i tributi speciali catastali e le tasse ipotecarie. La nuova “marca servizi” è già disponibile presso le rivendite di generi di monopolio e di valori bollati e potrà essere usata, ad esempio, per richiedere visure catastali, ispezioni ipotecarie o altre certificazioni presso gli sportelli degli Uffici Provinciali - Territorio delle Entrate. L’Agenzia, infatti, con il Provvedimento dello scorso 28 giugno, ha previsto l’introduzione di nuovi sistemi di pagamento delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali catastali, in base all’art. 7-quater, comma 36, del Dl n. 193/2016. I servizi catastali e ipotecari in numeri La novità riguarda circa 4,6 milioni di visure e 3,1 milioni di ispezioni ipotecarie che vengono rilasciate ogni anno dall’Agenzia e circa 850mila domande di volture presentate dai cittadini. Si tratta, comunque, di numeri in diminuzione, grazie al processo di digitalizzazione della documentazione ipotecaria e catastale che ha permesso di erogare, nel 2016, oltre il 90% dei servizi relativi sia alla consultazione che agli adempimenti via web; le visure rilasciate online sono state, infatti, 48 milioni mentre le ispezioni ipotecarie telematiche 44,3 milioni. Anche il numero di domande di volture presentate in forma cartacea è destinato a diminuire, grazie all’uso obbligatorio, a partire dal prossimo anno, del modello unico di successione online. Cos’è la “marca servizi” La nuova “marca servizi” funziona allo stesso modo della comune marca da bollo. Può essere utilizzata per i tributi relativi alle operazioni di visura, ispezione, rilascio di copie e certificazioni, nonché per le volture catastali. La marca andrà apposta sui modelli di richiesta e sulle domande di volture presentati, i cui fac-simile sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia. Stop al contante Dal 1° gennaio 2018 negli Uffici Provinciali - Territorio dell’Agenzia delle Entrate sarà possibile effettuare i pagamenti solo con modalità diverse dal contante. I cittadini potranno, quindi, utilizzare il nuovo contrassegno “marca servizi”, le carte di debito o prepagate, il modello F24 Elide o altre modalità telematiche. In via transitoria, fino al 31 dicembre 2017, sarà possibile continuare a utilizzare il denaro contante e i titoli al portatore, in modo da facilitare il graduale adattamento da parte dei cittadini e dell’utenza professionale. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 195 del 2 dicembre 2017) ******

7) Adesioni alle forme di previdenza complementare

Adesioni alle forme di previdenza complementare: Nel DDL di bilancio 2018 (articolo unico, commi da 100 in poi) è stato introdotto dalla prima parte dell'emendamento 23.0.31, approvato in sede referente. Riguarda la destinazione delle eventuali forme di finanziamento previste in favore di fondi pensione e diverse dalla contribuzione a carico del datore di lavoro e del lavoratore - ove tali forme diverse di finanziamento siano previste da specifiche disposizioni normative o da contratti collettivi -. Si dispone la destinazione ai fondi pensione negoziali territoriali - limitatamente alla relativa area geografica - delle eventuali forme di finanziamento suddette previste in favore di fondi pensione negoziali di categoria operanti su base nazionale, salva la diversa volontà del lavoratore ed anche con riferimento ai lavoratori che non abbiano destinato alla previdenza complementare gli accantonamenti corrispondenti al trattamento di fine rapporto. Qualora il lavoratore sia invece chiamato, dalla disposizione normativa o contrattuale, ad esprimere una scelta circa la destinazione del contributo aggiuntivo in oggetto e non manifesti alcuna volontà, per l'individuazione del fondo si applicano i criteri previsti dalle norme sul silenzio-assenso in materia di previdenza complementare (di cui all'art. 8, comma 7, lettera b), del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252), salva l'ipotesi in cui il lavoratore sia già iscritto ad un fondo pensione negoziale, sia esso nazionale o territoriale, nel qual caso il contributo aggiuntivo affluisce automaticamente alla posizione già in essere. Indi, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, i fondi pensione negoziali territoriali devono adeguare il proprio ordinamento in attuazione delle neo disposizioni stabilite. Dopo tale data, i versamenti aggiuntivi sono in ogni caso effettuati secondo quanto stabilito dalla norma. Entro la predetta data, i fondi pensione negoziali nazionali assicurano la portabilità automatica dei flussi contributivi aggiuntivi accantonati, con riferimento alle posizioni di lavoratori che già destinano a fondi pensione negoziali territoriali gli accantonamenti corrispondenti al trattamento di fine rapporto o i contributi ordinari a carico del lavoratore o del datore di lavoro. ******

8) Notariato sui procedimenti amministrativi sulle transazioni di partecipazioni sociali

I nuovi studi del Notariato - Controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP - Procedimenti amministrativi in materia di sottoscrizione, acquisto, cessione di partecipazioni sociali da parte di pubbliche amministrazioni. Procedimenti amministrativi in materia di sottoscrizione, acquisto, cessione di partecipazioni sociali da parte di pubbliche amministrazioni ed onere di controllo notarile - Studio n. 229-2017/I Lo studio esamina i profili operativi, rilevanti nell’ambito dell’attività del notaio, concernenti gli atti di sottoscrizione, acquisto e cessione di partecipazioni in società pubbliche. Il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica ha introdotto un procedimento comune a tali diverse fattispecie consistente nell’adempimento dell’onere di motivazione analitica e dell’obbligo di trasmissione della delibera motivata alla Corte dei conti e all’autorità garante della concorrenza e del mercato. Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione TROVA STUDIO e hanno approfondito tematiche relative al diritto societario: Considerazioni in tema di controllo, controllo congiunto e controllo analogo nella disciplina del TUSP - Studio n. 228-2017/I La disciplina del T.U. adottato con D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 ha dato corpo a un vero e proprio “diritto speciale” delle società a partecipazione pubblica, definite come “le società a controllo pubblico, nonché le altre società partecipate direttamente da amministrazioni pubbliche o da società a controllo pubblico”. Numerose e pregnanti sono, in particolare, le prescrizioni riguardanti le società a controllo pubblico, “in cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo” secondo l’art. 2359 c.c. ovvero in forza di norme di legge, di statuto o accordi parasociali, e le società in house, su cui una o più amministrazioni pubbliche esercitano, individualmente o congiuntamente, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. (Consiglio nazionale del notariato, nota del 4 dicembre 2017) ******

9) Depositi fiscali di prodotti energetici: autorizzazione all’istituzione ed all’esercizio

In relazione ai depositi fiscali di prodotti energetici l'art. 23 del D.Lgs. n.504/95 fissa rigidi criteri, soggettivi ed oggettivi, per il rilascio dell’autorizzazione, cui adesso l’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 14/D del 4 dicembre 2017, si sofferma in maniera approfondita. ******

10) Nuova normativa antiriciclaggio: Cndcec sugli obblighi di promozione e controllo a carico degli ordini professionali

Nuova normativa antiriciclaggio (D.lgs. 25 maggio 2017, n. 90): Il Cndcec, con la nota informativa n. 68 del 4 dicembre 2017 analizza gli obblighi di promozione e controllo a carico degli ordini professionali. Emerge dal citato documento, intanto, che gli ordini professionali territoriali procedano ad incrementare i corsi di formazione sulla disciplina dell’antiriciclaggio, poi che la norma non attribuisce poteri ispettivi agli ordini professionali. Viene, invece, evidenziato il potere di controllo. Si valuterà, anche a tal fine, di modificare il codice delle sanzioni. Comunque, il Cndcec raccoglierà ogni dato utile pervenuto annualmente dagli ordini territoriali per potere effettuare la comunicazione di cui all’art. 5, co. 7 del Dlgs 231/2007. Vincenzo D’Andò