Voucher digitalizzazione PMI: accessibili anche ai professionisti? – Diario quotidiano del 3 novembre 2017

Pubblicato il 3 novembre 2017



1) Voucher digitalizzazione PMI: accessibili anche ai professionisti?
2) Accordi per l’innovazione: modalità e termini per l’erogazione delle agevolazioni
3) Polo unico: chiarimenti visite ambulatoriali lavoratori pubblici
4) Osservatorio sui bilanci: le Srl fanno da traino all’economia italiana
5) Operazioni di vendita giudiziaria: rinnovo elenchi dei Commercialisti delegati per le esecuzioni
6) Bilancio in forma abbreviata e applicazione dei principi contabili internazionali
7) Riforma delle procedure concorsuali: i principi generali
8) E’ legittimo l’accertamento emesso prima dei 60 giorni dall’ispezione se fondato sostanzialmente su documenti?
9) La delega di firma si estingue col trasferimento del dirigente delegante, nullo l’avviso di accertamento
10) No a nuovi adempimenti con una circolare delle Entrate
1) Voucher digitalizzazione PMI: accessibili anche ai professionisti? 2) Accordi per l’innovazione: sono ora ufficiali modalità e termini per l’erogazione delle agevolazioni 3) Polo unico: chiarimenti visite ambulatoriali lavoratori pubblici 4) Osservatorio sui bilanci: le Srl fanno da traino all’economia italiana 5) Operazioni di vendita giudiziaria: rinnovo elenchi dei Commercialisti delegati per le esecuzioni 6) Bilancio in forma abbreviata e applicazione dei principi contabili internazionali 7) Riforma delle procedure concorsuali: i principi generali 8) E’ legittimo l’accertamento emesso prima dei 60 giorni dall’ispezione se fondato sostanzialmente su documenti? 9) La delega di firma si estingue col trasferimento del dirigente delegante, nullo l’avviso di accertamento 10) No a nuovi adempimenti con una circolare delle Entrate ***

1) Voucher digitalizzazione PMI: accessibili anche ai professionisti?

Gli studi professionali e, più in generale, i liberi professionisti possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni previste ai sensi del decreto 23 settembre 2014?

Alla domanda ha risposto il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito delle FAQ aggiornate al 30 ottobre 2017.

Dunque, secondo il MISE ai fini dell’accesso alle agevolazioni, le imprese sono tenute al rispetto di tutti i requisiti individuati all’articolo 5 del Decreto 23 settembre 2014, tra cui è previsto l’obbligo, alla data di presentazione dell’istanza di Voucher, di essere iscritti al Registro delle imprese.

Pertanto, gli studi professionali e, più in generale, i liberi professionisti possono accedere alle agevolazioni solo qualora svolgano la propria attività in forma di impresa e siano iscritti, alla data di presentazione della domanda, al Registro delle imprese.

Soggetti ammissibili

In relazione ai soggetti che possono presentare domanda di agevolazione, ai sensi del Decreto 23 settembre 2014, il Ministero risponde che il Voucher può essere concesso in favore di micro, piccole e medie imprese (mPMI), costituite in qualsiasi forma giuridica, che risultano possedere, alla data della presentazione della domanda, i requisiti previsti all’art. 5 del decreto 23 settembre 2014.

Sono poi previste delle restrizioni in ordine ai settori di attività economica dei soggetti beneficiari, infatti, possono beneficiare del voucher le imprese operanti in tutti i settori di attività economica ad eccezione di quelli esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 (aiuti “de minimis”) quali il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e acquacoltura. Tuttavia, qualora le imprese che operano in tali settori svolgano anche attività economiche ammissibili, le stesse possono beneficiare del Voucher a condizione che siano in possesso di un adeguato sistema di separazione delle attività o di un sistema contabile che assicuri la distinzione dei costi.

Spese ammissibili

Come prevede l’articolo 2 del Decreto 23 settembre 2014, le spese ammissibili devono essere riferite all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il raggiungimento delle seguenti finalità:

a) miglioramento dell'efficienza aziendale;

b) modernizzazione dell'organizzazione del lavoro;

c) sviluppo di soluzioni di e-commerce;

d) connettività a banda larga e ultralarga;

e) collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;

f) formazione qualificata nel campo ICT del personale.

L’articolo 7 dello stesso decreto prevede, inoltre, delle ulteriori condizioni in merito all’ammissibilità delle spese, come sintetizzato nella tabella seguente:

Tabella su attività e spese ammissibili

Ambiti di attività

Spese ammissibili

a) miglioramento dell'efficienza aziendale

b) modernizzazione dell'organizzazione del lavoro

c) sviluppo di soluzioni di e-commerce

Hardware, software e servizi di consulenza specialistica

d) connettività a banda larga e ultralarga

Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se strettamente correlate agli ambiti di attività a), b) e c)

Spese di attivazione del servizio per la connettività sostenute una tantum (con esclusivo riferimento ai costi di realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche e ai costi di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga)

e) collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare

Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se strettamente correlate agli ambiti di attività a), b) e c)

Spese relative all'acquisto e all'attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare

f) formazione qualificata nel campo ICT del personale

Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se attinenti ai fabbisogni formativi strettamente correlati agli ambiti di attività a), b), c), d) ed e)

Spese per la partecipazione a corsi e per l'acquisizione di servizi di formazione qualificata (a favore di titolari, legali rappresentanti, amministratori, soci, dipendenti dell'impresa beneficiaria)

Tempi in cui possono essere sostenute le spese ammissibili alle agevolazioni

Le spese devono essere sostenute solo successivamente all’assegnazione del Voucher. L’avvio del progetto deve essere, quindi, successivo alla pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero (www.mise.gov.it) del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.

Termini entro cui occorre ultimare il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico oggetto della domanda di Voucher

Come previsto all’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico deve essere ultimato entro sei mesi dalla pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero (www.mise.gov.it) del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile riferibile al progetto stesso.

Viene, inoltre, evidenziato che le prestazioni svolte a titolo di servizi di consulenza o di formazione, facenti parte del progetto agevolato, devono essere realizzate entro il medesimo periodo.

Agevolazioni concedibili

Riguardo l’importo del Voucher concedibile, ai sensi di quanto disposto all’articolo 6, comma 1, del decreto 23 settembre 2014 per ciascun soggetto beneficiario può essere riconosciuto un Voucher nella misura massima del 50 per cento del totale delle spese ammissibili e, comunque, di importo non superiore a 10.000,00 euro.

La predetta agevolazione è concessa nel rispetto del regolamento (UE) n. 1407/2013 che disciplina gli aiuti a titolo “de minimis” tenuto conto anche della eventuale procedura di riparto delle risorse prevista dall’articolo 8, commi 5 e 6 del decreto 23 settembre 2014.

Nel caso in cui l’importo complessivo dei Voucher richiesti dalle imprese, per una determinata regione, risulti superiore all’ammontare delle risorse finanziarie disponibili il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione alle richieste effettuate dalle singole imprese.

Attribuzione del Voucher alle imprese

Il Ministero provvede alla prenotazione del Voucher a favore delle imprese che hanno presentato domanda di accesso alle agevolazioni attraverso un provvedimento cumulativo di prenotazione pubblicato sul sito istituzionale www.mise.gov.it. Il predetto provvedimento cumulativo conterrà, su base regionale, l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata. Successivamente alla presentazione da parte dell’impresa della rendicontazione delle spese sostenute, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 6 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, il Ministero provvederà all’assegnazione definitiva e alla conseguente erogazione del Voucher.

Cumulo

Altra domanda: Il Voucher per la digitalizzazione delle PMI è cumulabile con altre agevolazioni? In particolare è cumulabile con norme che prevedono benefici di carattere fiscale applicabili alla generalità delle imprese (come ad es. Super e Iper ammortamento)?.

Ebbene, secondo il MISE, le agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014, in base a quanto stabilisce l’articolo 3, comma 4, dello stesso, non sono cumulabili con altri contributi pubblici concessi a valere sugli stessi costi ammessi. Tuttavia, il predetto divieto di cumulo agisce solo qualora i suddetti contributi pubblici siano inquadrabili come aiuti di stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il Voucher risulta, invece, fruibile unitamente a tutte le misure di carattere generale che, prevedendo benefici applicabili alla generalità delle imprese, non sono da considerare aiuti di Stato e non concorrono, quindi, a formare cumulo, quali a titolo esemplificativo Super e Iper Ammortamento (circolare dell’Agenzia delle Entrate del 30 marco 2017 n. 4/E).

Termini per la trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni

L’invio delle domande di accesso alle agevolazioni può essere effettuato, utilizzando esclusivamente la procedura informatica accessibile nella sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Le imprese possono iniziare la compilazione della domande a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018, seguendo la procedura indicata all’articolo 3, comma 7, lettera a) del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.

Non viene previsto un ordine cronologico per l’attribuzione dei Voucher. Le domande di agevolazioni presentate nel periodo di apertura dello sportello sono considerate come pervenute nello stesso momento. Nel caso in cui le risorse disponibili a livello regionale non siano sufficienti a coprire le richieste pervenute da parte delle imprese è prevista una procedura di riparto delle risorse finanziarie in proporzione alle richieste delle imprese.

Procedura informatica finalizzata alla trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni

La procedura informatica sarà accessibile nell’apposita sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero, a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018. La suddetta procedura prevede l’identificazione e l’autenticazione attraverso la Carta nazionale dei servizi (CNS), ovvero un dispositivo (una Smart Card o una chiavetta USB) che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale.

L’accesso alla procedura informatica è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente, come risultante dal certificato camerale della medesima o ad un altro soggetto interno alla sua organizzazione a cui sia delegato (attraverso la procedura informatica – “Gestione Deleghe”) il potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Dove è possibile richiedere la "Carta nazionale dei servizi" funzionale all'accesso alla procedura informatica ?

La “Carta nazionale dei servizi” viene rilasciata a persone fisiche e titolari di cariche di impresa. È possibile farne richiesta alle Camere di Commercio o presso enti quali Regioni, Comuni o organismi privati. Per conoscere l’elenco pubblico degli enti adibiti al rilascio è possibile visitare il sito DigitPa (archivio.digitpa.gov.it).

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2) Accordi per l’innovazione: sono ora ufficiali modalità e termini per l’erogazione delle agevolazioni

Sono ora ufficiali le modalità ed i termini per la concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore dei progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito degli Accordi per l’innovazione.

E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 31 ottobre 2017, il Decreto 25 ottobre 2017 che stabilisce le modalità e i termini per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito di accordi con le Regioni interessate, denominati “Accordi per l’innovazione”.

Si tratta degli incentivi che spettano alle imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria nonché attività di ricerca e sostengono i progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo di una o più delle tecnologie identificate dal Programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione 2014–2020 “Orizzonte 2020” (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC); nanotecnologie; materiali avanzati; biotecnologie; fabbricazione e trasformazione avanzate; spazio; tecnologie volte a realizzare i seguenti obiettivi della priorità “Sfide per la società” prevista dal Programma Orizzonte 2020).

Modalità e termini per la presentazione della proposta progettuale

Ai fini dell'attivazione della procedura negoziale diretta alla definizione degli Accordi per l'innovazione di cui al decreto 24 maggio 2017, i soggetti proponenti sono tenuti a presentare, secondo le modalità indicate al comma 2, la proposta progettuale (redatta secondo lo schema di cui all'allegato n. 1, unitamente alla scheda tecnica, redatta secondo lo schema di cui all'allegato n. 2) contenente, tra l'altro, la descrizione di ciascun progetto e il piano strategico industriale aggiornato del soggetto proponente, nonché la tipologia e l'importo dell'aiuto richiesto per la realizzazione del progetto stesso. Nel caso di progetti presentati in forma congiunta devono essere illustrati i piani industriali di ciascuno dei soggetti co-proponenti.

La documentazione deve essere presentata in via esclusivamente telematica all'indirizzo PEC dgiai.segreteria@pec.mise.gov.it.

Modalità di presentazione delle domande di erogazione

Le agevolazioni sono erogate dal Soggetto gestore secondo quanto indicato all'art. 8 del decreto direttoriale 4 agosto 2016, fermo restando che, ai sensi di quanto stabilito dall'art. 10, comma 3, del decreto 24 maggio 2017, l'eventuale anticipazione delle agevolazioni, qualora prevista dall'Accordo per l'innovazione, può riguardare l'intero finanziamento agevolato o, in alternativa, una quota dell'intera agevolazione concessa, nella misura richiesta dall'impresa e, comunque, non superiore al 30% dell'agevolazione stessa; tale anticipazione è erogabile solo previa presentazione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

Le richieste di erogazione devono essere redatte secondo gli schemi (previsti all'art. 8, comma 7, del decreto direttoriale 4 agosto 2016) che sono resi disponibili nella piattaforma del Soggetto gestore nel sito internet https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, come adeguati al fine di considerare le specificità previste per lo strumento degli Accordi per l'innovazione.

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3) Polo unico: chiarimenti visite ambulatoriali lavoratori pubblici

L’INPS, con il messaggio n. 4282 del 31 ottobre 2017, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle visite mediche ambulatoriali, conseguenti all’assenza del lavoratore pubblico, al domicilio di reperibilità (e questo in relazione ai precedenti messaggi n. 3265/2017 e, n. 3384/2017).

A seguito di tali indicazioni, che riguardano tutte le nuove attività degli uffici medico legali e le documentazioni amministrative e sanitarie da presentare, l’Istituto precisa che il medico dovrà sempre effettuare la convocazione a visita ambulatoriale, sia nel caso in cui la visita domiciliare sia stata richiesta dal datore di lavoro pubblico, sia se disposta d’ufficio dall’Istituto. Ciò al fine di completare in maniera adeguata il processo di verifica delle assenze per malattia del dipendente pubblico, alla luce dell’attuale normativa che attribuisce all’INPS la competenza esclusiva in materia.

(INPS, nota del 02 novembre 2017)

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4) Osservatorio sui bilanci: le Srl fanno da traino all’economia italiana

Imprese, le Srl trainano l’economia: crescono in termini di fatturato, di addetti e di valore aggiunto.

I dati sono emersi dall’ “Osservatorio su bilanci delle SRL. Anni 2014 – 2016” della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Tra i settori più dinamici: riguardo gli addetti, il comparto dei servizi professionali, finanziari e assicurativi (+7,5%), per il fatturato, quello delle costruzioni (+4,9%) e come valore aggiunto, il commercio (+7,5%).

Dopo il primo report diffuso a luglio di quest'anno, in cui è stata presentata la metodologia di raccolta, elaborazione e analisi dei dati estratti dai bilanci delle Srl per il triennio 2013-2015, con un focus sul settore commercio, con questo numero presentiamo una prima analisi dei dati relativi ai bilanci 2016 sulla base di quanto reso disponibile nel mese di settembre dalla banca dati AIDA.

Si tratta di quasi 332 mila Srl per le quali sono disponibili i bilanci degli ultimi tre anni (2014-2016) rispetto a un totale di quasi 820 mila Srl (considerando quelle che hanno presentato almeno un bilancio negli ultimi tre anni).

Infine, presentiamo un'analisi dei dati di bilancio tradotti in indici di natura reddituale, patrimoniale e finanziaria per il sottogruppo di Srl con patrimonio e utile netto positivi pari a circa 226 mila società.

Si tratta di una prima panoramica dei dati di bilancio delle Srl che permette di osservare il trend 2014-2015-2016.

Economia in ripresa trainata dalle SRL che crescono sia in termini di fatturato (+3,3%) che di addetti (+3,7%), oltre al valore aggiunto(+5,3%). A dirlo la Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha pubblicato il documento “Osservatorio sui bilanci delle SRL. Anni 2014-2016”.

L’analisi, sulla base della banca dati Aida di Bereau van Dick, riguarda quasi 332mila Srl per le quali sono disponibili i bilanci degli ultimi 3 anni (2014-2016) rispetto ad un totale di quasi 820mila srl.

Queste aziende in Italia hanno un peso significativo: occupano poco meno di 5 milioni di addetti ( con una media di 6 per impresa) e realizzano ricavi per 1.090 miliardi di euro con un valore della produzione totale di 1.131 miliardi e un valore aggiunto di 251 miliardi di euro.

La maggior parte delle Srl, il 61,9%, sono microimprese con un fatturato che non supera i 350 mila euro. Quelle che superano i 10 milioni di euro di fatturato sono l’1,8% e generano il 39,5% del valore aggiunto totale. La fetta più significativa è rappresentata dalle Srl con un fatturato tra 2 e 10 milioni, pari al 9,4% del totale, cioè 77.407 imprese che occupano il 30,8% degli addetti totali e generano il 31,7% del valore aggiunto totale. Migliora anche la redditività con il Roe aggregato che passa dal 20% al 24,2% e il ROI dal 5,7% al 6,6%.

Il trend positivo è in linea con l’aumento del PIL nazionale e la crescita economica che, a partire dal 2015, sta interessando l’economia nazionale.

L’aumento non è generalizzato a tutte le classi dimensionali anche se interessa tutti i settori produttivi. Particolarmente virtuose le medie imprese che fanno registrare un aumento degli addetti del 6,2% e un incremento del valore aggiunto del 7,3% rispetto alle grandi imprese (fatturato superiore a 10 milioni di euro) che pure mostrano ottime performance con un aumento degli addetti del 5,7% e del valore aggiunto del 6,2%. Sottotono le performance di micro e piccole imprese.

Tra i settori produttivi, il ruolo di locomotiva va, in termini di addetti, al comparto dei servizi professionali, finanziari e assicurativi (+7,5%) seguito da trasporti (+5,9%), commercio (+3,8%) e industria (+2%); quasi nulla la variazione nel comparto costruzioni (+0,2%). In termini di fatturato, invece, il settore più dinamico risulta quello delle costruzioni (+4,9%), seguito da commercio (+4,3%), trasporti (+2,8%), servizi (+2,7%) e industria (+2,4%). Infine, prendendo come parametro il valore aggiunto, il comparto più dinamico è risultato il commercio (+7,5%), seguito da trasporti (+7,2%), servizi (+6,7%), industria (+5%) e costruzioni (+2,9%).

Secondo Massimo Miani, Presidente del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti “Le Srl rappresentano uno straordinario patrimonio di imprenditorialità italiana molto spesso composto da realtà aziendali dinamiche e flessibili. Oggi, i loro dati di bilancio, ci dicono che questo segmento si sta rafforzando e sta beneficiando della ripresa economica in atto. Soprattutto la crescita degli addetti dimostra una straordinaria spinta ad investire per rafforzare la struttura aziendale. Anche i dati sulla redditività che migliora soprattutto nelle Srl più grandi sono un indice importante di dinamismo diffuso in tutti i settori produttivi. L’Osservatorio è uno strumento di analisi comparativa per gli addetti al settore e gli analisti dei bilanci, in particolare i Commercialisti, ma è anche un utile riferimento per le policy nazionali. Perciò, come Commercialisti, non possiamo che chiedere al governo di mantenere l’impegno all’attuazione di politiche e misure pro crescita a favore soprattutto delle piccole e medie imprese che, per recuperare più rapidamente i livelli pre-crisi, hanno bisogno di stimoli ed agevolazioni consistenti”.

(Consiglio nazionale dei Commercialisti, nota del 02 novembre 2017)

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Norme di comportamento delle quotate. Al via tavolo Cn - esterni

Ne fanno parte, con gli esponenti del Consiglio nazionale della categoria, esperti e componenti dei collegi sindacali di Unicredit, Eni, Generali, Banca IFIS e Bracco.

Si è insediato presso la sede del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili il tavolo di lavoro per la revisione delle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate a cui partecipano, oltre ai Consiglieri Nazionali della categoria delegati allo studio della materia, esperti e componenti dei collegi sindacali dei grandi gruppi italiani quali Unicredit, Eni, Generali, Banca IFIS e Bracco.

L’attività del tavolo che ha appena preso il via -afferma il Presidente Massimo Miani- sarà molto importante e di estremo interesse per tutta la categoria e in particolare, per quanti, oggi e in futuro, ricopriranno gli incarichi nelle società emittenti. La revisione delle Norme aspira a creare un contributo che possa fornire uno strumento tecnico aggiornato e funzionale all’attuale disciplina normativa”.

Il tavolo tecnico, spiega Miani, “è nato in considerazione del fatto che dalla pubblicazione delle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate, avvenuta nel mese di aprile 2015, ad oggi, le previsioni in materia hanno conosciuto profonde ed incisive modifiche che mutano in talune circostanze le funzioni del collegio sindacale”.

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5) Operazioni di vendita giudiziaria: rinnovo elenchi dei Commercialisti delegati per le esecuzioni

Operazioni di vendita giudiziaria (ex art. 179 ter disp. att. c.p.c.): rinnovo elenchi dei Commercialisti delegati dal Giudice delle esecuzioni.

Sul tema è intervenuto il Cndcec, con la nota informativa n. 57 del 02 novembre 2017.

Viene sostanzialmente ribadito che, poiché il decreto ministeriale non è stato ancora emanato, i nuovi criteri di formazione ed aggiornamento per i professionisti da iscrivere nell’elenco non possono essere applicati.

Per cui, al fine di non interrompere le attività dei Tribunali, e quindi continuare a scegliere gli ausiliari competenti nelle operazioni di vendita e considerata la scadenza del triennio (2015/2017) il Consiglio territoriale dovrà acquisire la disponibilità degli iscritti ai fini dell’aggiornamento degli elenchi dei professionisti delegati alle operazioni di vendita, comunicando (entro il 31.12.2017) ai presidenti dei Tribunali tali elenchi.

(Cndcec, nota informativa n. 57 del 02 novembre 2017)

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6) Bilancio in forma abbreviata e applicazione dei principi contabili internazionali

Nella prassi è emersa la questione dell'applicabilità dei principi contabili internazionali IAS/IFRS anche alle società che vedono mutare in corso di esercizio i presupposti per la redazione del bilancio in forma abbreviata.

Nel Caso n. 13 del 31 ottobre 2017, redatto da Assonime, ci si chiede se il divieto di applicazione dei principi contabili internazionali si estenda anche all'ipotesi di una società appartenente a un gruppo che applica i principi IAS/IFRS, la quale, pur rientrando nell'ambito di applicazione delle regole sul bilancio in forma abbreviata, sia destinataria nel corso dell'esercizio di un conferimento di ramo d'azienda, tale da modificarne significativamente le dimensioni.

Le maggiori dimensioni assunte dalla società, appartenente peraltro a un gruppo soggetto ai principi IAS/IFRS, inducono a concludere nel senso dell'applicazione degli stessi principi per diverse ragioni.

Vengono esaminati:

- i principi generali di chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della società a tutela dei soci e dei terzi;

- l'esigenza di razionalizzare l'uso dei principi contabili all'interno del gruppo;

- l'inopportunità di ricorrere alla doppia contabilità.

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Sviluppi in tema di pagamenti dei debiti commerciali delle PA e attuazione della disciplina sui ritardi di pagamento

Assonime, nella circolare n. 23 del 31 ottobre 2017, illustra lo stato di attuazione delle misure adottate in Italia per i pagamenti dei debiti commerciali pregressi delle pubbliche amministrazioni sulla base degli ultimi dati forniti da Mef, Banca d'Italia e Eurostat. Sul fronte della normativa, sono analizzate le più recenti misure in tema di modalità di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità e di compensazione delle cartelle esattoriali nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La seconda parte della circolare è dedicata alla relazione della Commissione europea sull'attuazione negli Stati membri della direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e alle azioni che la Commissione ha intrapreso nei confronti dell'Italia per violazioni della direttiva.

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7) Riforma delle procedure concorsuali: i principi generali

Assonime, con una recente nota, dopo avere ricordato che è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 254 del 30 ottobre 2017) la legge delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi e dell'insolvenza (L. 19 ottobre 2017, n. 155), espone i connessi principi generali.

I principi di delega promuovono l'abrogazione dell'attuale legge fallimentare e la riscrittura generale delle regole dell'insolvenza, prevedendo norme anche in materia di sovraindebitamento del consumatore e degli altri debitori non soggetti al fallimento. Resta esclusa la disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese, oggetto di un autonomo disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento.

La delega delinea una serie di principi generali e di regole più specifiche volte a modificare gli istituti già esistenti (fallimento, concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti) e ad introdurne di nuovi.

Tra i principi generali di maggior rilievo Assonime segnala in particolare:

- la sostituzione del termine fallimento con l'espressione "liquidazione giudiziale";

- la definizione dello stato di crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza;

- la previsione di un unico modello processuale per l'accertamento dello stato di crisi o dell'insolvenza, applicabile a tutte le categorie di debitori (civile, commerciale, artigiano, piccola e grande impresa) con la sola eccezione degli enti pubblici;

- la specializzazione dei giudici addetti alla materia concorsuale;

- la semplificazione dei riti processuali;

- la priorità di trattazione alle proposte di superamento della crisi che prevedono la continuità aziendale.

Con riguardo ai nuovi istituti, la delega introduce le procedure di allerta e composizione assistita della crisi, procedure gestite da un apposito organismo istituito presso le Camere di Commercio, cui spetta il compito di valutare insieme al debitore le cause della crisi, individuare le misure più idonee al superamento della stessa e agevolare la conclusione di accordi con i creditori. La procedura ha una durata massima di sei mesi e può essere avviata:

- su istanza del debitore;

- su segnalazione obbligatoria dell'organo di controllo quando l'organo amministrativo non adotta provvedimenti adeguati per affrontare la crisi;

- su segnalazione dei creditori pubblici qualificati, in caso di rilevanti inadempimenti. L'esito può essere: un accordo con i creditori o, in assenza di accordo, la comunicazione al pubblico ministero da parte dell'organismo per l'accertamento dell'insolvenza in sede giudiziale. Sono escluse dalla procedura di allerta le società quotate e le grandi imprese. Sono previste misure premiali per il debitore che si attiva tempestivamente.

E' introdotta una disciplina specifica per la crisi del gruppo in base alla quale è possibile:

- lo svolgimento di una procedura unitaria per tutte le imprese del gruppo (concordato di gruppo, accordo di ristrutturazione di gruppo, liquidazione), ferma restando l'autonomia delle singole masse attive e passive; oppure

- lo svolgimento di procedure diverse, ma comunque coordinate attraverso la previsione di obblighi di informazione e collaborazione tra organi. AI fini dell'applicazione della disciplina il gruppo è definito mediante rinvio alla nozione di direzione e coordinamento ex art. 2497 e ss. c.c.

Le modifiche più rilevanti agli istituti già esistenti riguardano il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti. In tema di concordato preventivo la legge, in particolare, prevede:

- l'abrogazione del concordato liquidatorio puro con la possibilità di presentare un piano che preveda la cessione dei beni solo se è accompagnato dall'apporto di risorse esterne che aumentino le possibilità di pagamento dei creditori ed è assicurato il pagamento del 20% dei chirografari;

- regole di favore per il concordato con continuità aziendale;

- l'estensione dei poteri di controllo del Tribunale sulla fattibilità del piano;

- il rafforzamento delle maggioranze necessarie per l'approvazione del piano; - l'obbligatorietà della formazione delle classi.

Con riguardo alla disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti, la delega prevede:

- l'eliminazione o almeno la riduzione della soglia del 60% dei crediti per ottenere l'omologa dell'accordo, purché i creditori estranei siano pagati tempestivamente per l'intero e non sia chiesto il blocco delle azioni esecutive durante le trattative;

- l'estensione degli effetti dell'accordo nei confronti di tutti i creditori quando vi sia il consenso dei creditori che rappresentino almeno il 75% dei crediti;

- l'applicazione della disciplina del blocco delle azioni esecutive prevista per il concordato preventivo.

La delega introduce, infine, alcune modifiche di rilievo al codice civile prevedendo, in particolare:

- l'introduzione del dovere dell'imprenditore e degli organi sociali di istituire assetti organizzativi adeguati a rilevare tempestivamente la crisi, nonché il dovere di adottare gli strumenti necessari per il suo superamento;

- l'estensione dell'obbligo di nomina dell'organo di controllo nelle s.r.l.;

- l'estensione alle s.r.l. della disciplina dell'azione di responsabilità verso i creditori e della denuncia di gravi irregolarità al Tribunale prevista per le s.p.a.

La legge entrerà in vigore il 14 novembre 2017.

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8) E’ legittimo l’accertamento emesso prima dei 60 giorni dall’ispezione se fondato sostanzialmente su documenti?

L’accertamento basato sul carteggio tra contribuente e Ufficio (accertamento “a tavolino”) è legittimo anche se emesso prima dello scadere dei 60 giorni dal compimento dell’ultimo atto della verifica. La Suprema Corte, ribaltando il giudizio di primo grado, accoglie l’appello dell’Agenzia delle Entrate che aveva rivendicato l’inapplicabilità alla controversia del disposto dell’art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000. L’ordinanza della Corte di Cassazione ha, infatti, ritenuto corretto il richiamo dell’Agenzia delle Entrate al principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 24813 del 9 dicembre 2015. In base a tale principio non si applica agli accertamenti “a tavolino” il sopra citato articolo poichè un obbligo generale di contraddittorio, la cui violazione comporti la nullità dell’atto, nel nostro ordinamento, sussiste solo con riguardo ai tributi armonizzati e purchè il contribuente enunci in concreto le ragioni che avrebbe inteso far valere al fine di valutare la natura non pretestuosa dell’opposizione. Nel caso di specie, avendo l’accertamento ad oggetto imposte dirette e IVA, la corretta applicazione di tale principio comporta l’illegittimità delle conclusioni della CTR in merito ad IRPEF e IRAP, mentre, riguardo all’IVA, il giudice dovrà “accertare che il contribuente, in sede contenziosa, abbia addotto quegli elementi idonei, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato, ad evitare l’emanazione dell’accertamento medesimo con riferimento a detto tributo armonizzato”.

(Corte di cassazione. Sentenza del 23/10/2017 n. 25044/6)

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9) La delega di firma si estingue col trasferimento del dirigente delegante, nullo l’avviso di accertamento

La delega di firma decade con il trasferimento del dirigente che l’aveva conferita, per cui gli atti posti in essere dal funzionario delegato sono da ritenersi nulli. A questa conclusione giunge la Suprema Corte ribadendo il proprio orientamento secondo cui “l’avviso di accertamento è nullo, ai sensi dell’art. 42 del d.p.r. n. 600 del 1973, se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro funzionario della carriera direttiva da lui delegato: In caso di contestazione l’Amministrazione finanziaria è tenuta a dimostrare la sussistenza della delega.” Nel caso di specie la CTR aveva accolto il ricorso del contribuente dichiarando nullo l’avviso di accertamento impugnato poiché mancante di regolare sottoscrizione da parte dell’impiegato delegato in quanto la delega doveva ritenersi venuta meno a seguito del trasferimento del dirigente delegante ad altro ufficio.

(Corte di cassazione. Sentenza del 13/10/2017 n. 24123/5)

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10) No a nuovi adempimenti con una circolare delle Entrate

L’Agenzia delle entrate, con nuove circolari, non può introdurre nuovi obblighi contabili.

Le circolari delle Entrate non possono imporre nuovi adempimenti. A confermare questo principio è stata la Suprema corte con una nuova ordinanza.

L’agenzia delle Entrate non può, quindi, introdurre nuovi adempimenti attraverso una circolare: Non si tratta, infatti, di una fonte normativa e pertanto non può disciplinare situazioni e circostanze non espressamente previste per legge. L’agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, con specifico atto, un credito di imposta utilizzato da un contribuente perché sulla fattura di acquisto del bene non era stata apposta una apposita dicitura.

(Corte di cassazione, ordinanza 25905/2017)

Vincenzo D’Andò