Spesometro e registri IVA: in arrivo semplificazioni – Diario quotidiano del 20 novembre 2017

Pubblicato il 20 novembre 2017

1) Reddito società tra professionisti: interpelli dell’Agenzia Entrate
2) Il patrimonio accantonato copre l’accertamento redditometrico
3) Avviso di accertamento IVA: dietro richiesta del contribuente, accesso libero al fascicolo delle violazioni
4) Responsabilità amministrativa della società: ampliata la fattispecie dei reati-presupposto
5) Spesometro alias trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute: situazione aggiornata con il maxi-emendamento
6) Regolarità dei registri IVA anche se non stampati
7) Operazioni di soccorso alpino: nuove modalità di presentazione della domanda di rimborso della retribuzione
8) Operatività del sistema degli esportatori registrati REX
9) Istituita causale contributo (EBFW) per la riscossione con modello F24
10) CNDCEC: guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari e Mandato 2.0, ingorgo fiscale e nuovo calendario per il CNCL
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Reddito società tra professionisti: interpelli dell’Agenzia Entrate 2) Il patrimonio accantonato copre l’accertamento redditometrico 3) Avviso di accertamento IVA: dietro richiesta del contribuente, accesso libero al fascicolo delle violazioni 4) Responsabilità amministrativa della società: ampliata la fattispecie dei reati-presupposto 5) Spesometro alias trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute: situazione aggiornata con il maxi-emendamento 6) Regolarità dei registri IVA anche se non stampati 7) Operazioni di soccorso alpino: nuove modalità di presentazione della domanda di rimborso della retribuzione 8) Operatività del sistema degli esportatori registrati REX 9) Istituita causale contributo (EBFW) per la riscossione con modello F24 10) CNDCEC: guida in tema di disciplina e di Codice delle sanzioni disciplinari e Mandato 2.0, ingorgo fiscale e nuovo calendario per il CNCL

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1) Reddito società tra professionisti: interpelli dell’Agenzia Entrate

Reddito società tra professionisti e soci senza partita Iva. L’argomento è stato anticipato nel Diario quotidiano fiscale del 9 novembre 2017.

Adesso, ecco la sintesi degli interpelli dell’Agenzia Entrate n. 954-93/2014; n. 904-1126/2017.

Oggetto: Determinazione reddito prodotto S.t.P (art. 10, comma 3, legge n. 183 del 2011; artt. 6, comma 3, 81, comma 1 e 73, comma 1, lett. a) e b) del TUIR - Qualificazione del reddito dei soci professionisti e degli amministratori della società senza partita IVA.

La legge 12 novembre 2011, n. 183 ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità di “costituzione di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del codice civile” ossia ricorrendo a tipi di società di persone, di capitali o società cooperative.

Preliminarmente è utile rimarcare che la disciplina costitutiva delle predette società S.t.P. nulla dice in merito alla qualificazione del reddito delle predette società, dei soci professionisti e soci professionisti che svolgano anche l’attività di consigliere di amministrazione della predetta S.t.P.. Pertanto, è emersa la necessità di chiedere chiarimenti all’Agenzia delle Entrate sui seguenti quesiti:

- Qualificazione dei redditi prodotti delle S.t.P.

- Determinazione ai fini IRAP, del valore della produzione netta

- Eventuale assoggettamento dei compensi alla ritenuta di acconto di cui all’art. 25 del D.p.r. n.600 del 1973

- Soci professionisti senza partita iva consigliere di amministrazione - qualificazioni ai fini fiscali dei compensi erogati dalla S.t.P. agli stessi in relazione agli uffici di amministratore

- Soci professionisti senza partita iva - qualificazione fiscale del compenso percepito in relazione alla collaborazione coordinata e continuativa prestata a favore della S.t.P.

In merito agli interrogativi indicati nei punti precedenti l’Agenzia, in premessa agli interpelli sopracitati, evidenzia che dette società professionali sono regolate dalla disciplina civilistica- legale del modello societario prescelto e, fatte salve le deroghe e le integrazioni previste per la disciplina speciale contenute nella predetta legge n. 183 del 2011 e nel regolamento attuativo, alle stesse si applicano le previsioni di cui agli artt. 6, ultimo comma, e 81, del TUIR, per effetto dei quali il reddito delle stesse, da qualunque fonte provenga, è considerato reddito di imprese.

Pertanto :

- I redditi prodotti dalle S.t.P. sono redditi di impresa ai sensi dell’art. 81 del TUIR;

- la predetta qualificazione rileva anche ai fini dell’applicazione dell’IRAP di cui al D.Lgs n. 446 del 1997;

- le prestazioni rese dalle S.t.P. non sono soggette a ritenute d’acconto di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600 del 1973;

- il compenso previsto per il socio professionista senza partita iva di una S.t.P. società di capitale costituisce reddito di capitale e pertanto verrà tassato solo in caso di distribuzione degli utili come redito di capitale ai sensi dell’art. 44 comma 1, lett. e) TUIR (fatta salva, se ammessa, l’opzione per il regime di trasparenza ex art. 116 del TUIR).

- il compenso erogato dalla S.t.P. al socio non titolare di partita iva per l’attività di amministratore è qualificato come reddito assimilato ai redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma1, lett. c-bis del TUIR.

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2) Il patrimonio accantonato copre l’accertamento redditometrico

Patrimonio accantonato sufficiente a coprire l’accertamento basato sul redditometro.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 26321 del 7 novembre 2017, è tornata in tema di accertamenti con redditometro, chiarendo che i fidi e le disponibilità sul conto corrente del contribuente fanno cadere l’atto impositivo, se risalgono a qualche anno prima dell’accertamento.

Nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate aveva notificato un accertamento sui beni indice, superiori rispetto alla dichiarazione dei redditi del contribuente. La CTR aveva giustificato la capacità contributiva dell’uomo negli anni in contestazione, ritenendo sufficiente la prova del contribuente grazie alla copia del conto corrente bancario dal quale si evinceva una forte somma derivata da fidi e redditi degli anni pregress