Le opzioni per la istanza di rimborso TARI – Diario quotidiano del 22 novembre 2017

Pubblicato il 22 novembre 2017

1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci
2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente
3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl
4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili
5) Istanza di rimborso TARI ad hoc: il MEF fornisce i suoi chiarimenti
6) Fisco: Ruffini, strada giusta, lotta evasione aiuta Paese a crescere
7) Reddito di inclusione: arrivate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle domande
8) MISE: le FAQ sui Voucher digitalizzazione PMI
9) Enti del terzo settore: progetti da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale
10) Stima delle capacità fiscali di ogni Comune: la nota metodologica
1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci 2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente 3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl 4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili 5) Istanza di rimborso TARI ad hoc: il MEF fornisce i suoi chiarimenti 6) Fisco: Ruffini, strada giusta, lotta evasione aiuta Paese a crescere 7) Reddito di inclusione: arrivate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle domande 8) MISE: le FAQ sui Voucher digitalizzazione PMI 9) Enti del terzo settore: progetti da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale 10) Stima delle capacità fiscali di ogni Comune: ecco il D.M. 16 novembre 2017 per l’adozione della nota metodologica ***

1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci

Il Consiglio notarile di Milano, nella massima 168 di novembre 2017, afferma che se agli strumenti finanziari partecipativi di cui all'art. 2346, comma 6, c.c., sia attribuito il diritto di nominare «un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o [...] un sindaco», ai sensi dell'art. 2351, comma 5, c.c., lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può liberamente disciplinare le modalità con cui tale diritto può essere esercitato, fermo restando il divieto di attribuire agli strumenti finanziari partecipativi il diritto di voto «nell'assemblea generale degli azionisti». È pertanto possibile, ad esempio, che la decisione o la deliberazione degli strumenti finanziari partecipativi dia luogo a una nomina immediatamente efficace oppure che abbia ad oggetto una nomina i cui effetti si producono contestualmente alla deliberazione assembleare di nomina dei restanti membri del nuovo organo.

Lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può altresì attribuire agli strumenti finanziari partecipativi il diritto di nominare o di designare i componenti degli organi sociali che siano eventualmente cessati dalla carica, per qualsivoglia motivo, durante il mandato dell'organo di cui facevano parte.

In caso di emissione di diverse categorie di strumenti finanziari partecipativi, lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può attribuire a ciascuna di esse il diritto di nominare o di designare «un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o [...] un sindaco», fermo restando che il numero totale dei membri di spettanza degli strumenti finanziari partecipativi deve comunque essere inferiore alla metà dei componenti del rispettivo organo.

(Consiglio notarile di Milano, massima n. 168 di novembre 2017)

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2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente

La dimora in cui si convive può provare la residenza. Secondo il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni la persona fisica è considerata residente nello stato in cui ha una abitazione permanente di cui può disporre stabilmente a qualsivoglia titolo. La Suprema Corte, alla luce di tale principio ha interpretato la Convenzione Italia – Russia contro le doppie imposizioni e, dunque, deciso per l’accoglimento del ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate.

Tale Convenzione, ratificata con legge numero 372/1997, all’articolo 4, comma 2, recita, infatti, che quando il contribuente “dispone di un’abitazione permanente in entrambi gli Stati Contraenti, è considerata residente dello Stato nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette (centro degli interessi vitali).”

Nel caso di specie il contribuente russo risiedeva, invero, in Italia nell’abitazione della propria convivente con cui aveva una relazione stabile, situazione, tra l’altro, oggi riconosciuta e disciplinata dalla legge 20 maggio 2016 n. 76.

(Corte di cassazione. Sentenza n. 26638/5 del 10/11/2017)

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3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl

L’art. 14 della Legge n. 155 del 19 ottobre 2017, recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 2017, autorizza il Governo, nell'esercizio della delega, ad apportare alcune modifiche al Codice civile.

In particolare, il Governo dovrà:

- prevedere l'applicabilità dell'art. 2394 del Codice civile, relativo alla responsabilità degli amministratori delle società per azioni verso i creditori sociali, anche alle società a responsabilità limitata;

- abrogare l'art. 2394-bis del Codice civile, sulle azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali (art. 14, comma 1, lett. a);

- affermare nel Codice civile il dovere dell'imprenditore e degli organi della società di “istituire assetti organizzativi adeguati per la rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale”, per potere altrettanto tempestivamente attivarsi per l'adozione di uno degli strumenti di superamento della crisi e di recupero della continuità aziendale (art. 14, comma 1, lett. b);

- integrare l'elenco delle cause di scioglimento delle società di capitali (di cui all'art. 2484 c.c.), includendovi anche l'assoggettamento alla procedura di liquidazione giudiziale (art. 14, comma 1, lett. c);

- prevedere, nell'ambito delle misure protettive che si attivano a seguito delle procedure di allerta, di composizione assistita della crisi, di accordo di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi, la sospensione delle cause di scioglimento della società relative alla perdita del capitale sociale o alla sua riduzione al di sotto del minimo legale (art. 2484, n. 4 e articolo 2545-duodecies c.c.), nonché la sospensione di alcuni obblighi degli organi sociali (art. 14, comma 1, lett. d);

- definire i criteri di quantificazione del danno risarcibile in caso di azione di responsabilità verso gli amministratori che abbiano violato l'articolo 2486 C.C., recando danni alla società e ai soci, ai creditori sociali e ai terzi, attraverso una gestione non limitata alla conservazione del patrimonio sociale (art. 14, comma 1, lett. e);

- prevedere l'applicabilità alle società a responsabilità limitata, anche prive di organo di controllo, delle disposizioni dell'articolo 2409 C.C., in tema di denunzia al tribunale delle irregolarità commesse dagli amministratori (art. 14, comma 1, lett. f);

- estendere i casi nei quali per le società a responsabilità limitata è obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore, prevedendo comunque la nomina obbligatoria quando la società, per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti: totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità (art. 14, comma 1, lett. g);

- prevedere che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessi quando, per tre esercizi consecutivi, i ricordati requisiti dimensionali non vengono superati (art. 14, comma 1, lett. i);

- prevedere che, in caso di violazione delle disposizioni sulla nomina dell'organo di controllo, il tribunale possa provvedere, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del Conservatore del Registro delle imprese (art. 14,. Comma 1, lett. h).

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4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili

Impresa familiare: spettano gli utili al convivente di fatto poiché tale soggetto (convivente di fatto) corrisponde, nell’impresa familiare, al coniuge del titolare.

Lo afferma l’Agenzia delle entrate, nella risoluzione n. 134/E del 26 ottobre 2017.

Dunque, secondo il parere dell’Amministrazione finanziaria, il convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera all'interno dell'impresa familiare dell'altro convivente, partecipa agli utili secondo le regole dell'impresa familiare, e cioè: in proporzione alla sua quota di partecipazione e per un ammontare non superiore al 49% dell'utile complessivo.

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5) Istanza di rimborso TARI ad hoc: il MEF fornisce i suoi chiarimenti

L’istanza per ottenere quanto versato in più ai vari comuni, non richiede particolari formalità, tuttavia dovrà contenere tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso nonché i dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della TARI.

Il MEF precisa poi che i regolamenti comunali di disciplina della TARI in molti casi non contengono un’espressa e univoca previsione in ordine alle concrete modalità di calcolo della tassa nell’ipotesi di cui si tratta, potendosi manifestare l’errore in sede di applicazione degli atti regolamentari ai fini dell’emissione degli inviti di pagamento che specificano le somme dovute per ogni utenza.

Qualora, peraltro, i comuni abbiano adottato disposizioni il cui contenuto si riveli difforme rispetto ai criteri di calcolo in questa sede chiariti, dovranno procedere ai necessari adeguamenti delle proprie previsioni regolamentari.

Il MEF con la nota n. 41836 del 20 novembre 2017 ha fornito dei chiarimenti sull’applicazione della tassa sui rifiuti (TARI): Calcolo della parte variabile.

Ecco di seguito la circolare:

<<A seguito della notevole risonanza che ha avuto sui vari mezzi di informazione la questione concernente il calcolo della parte variabile della tassa sui rifiuti (TARI) relativa alle utenze domestiche, si forniscono i seguenti chiarimenti anche in ordine alle eventuali richieste di rimborso da parte dei contribuenti.

In particolare, la problematica prende spunto dalla risposta all’interrogazione in Commissione n. 5-10764 dell’On. le L’Abbate nella quale è stato chiesto se la quota variabile debba essere calcolata una sola volta anche nel caso in cui la superficie di riferimento dell’utenza domestica comprenda quella delle pertinenze dell’abitazione, poiché è emerso che i comuni talvolta computano la quota variabile sia in relazione all’abitazione che alle pertinenze, determinando, in tal modo, una tassa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una volta sola rispetto alla superficie totale.

Al riguardo, è opportuno, innanzitutto, fare un cenno alla normativa che governa la determinazione delle tariffe della TARI.

L’art. 1, comma 651, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, prevede che “Il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158”.

In ordine alla determinazione del