Ipoteca del Fisco: le ultime dalla giurisprudenza – Diario quotidiano del 7 novembre 2017

Pubblicato il 7 novembre 2017

1) Benefici fiscali per ASD fortemente legati a quanto indicato nello statuto
2) Contenzioso tributario: se non si ricorre contro l’avviso ci si può poi opporre contro l’ipoteca
3) Ok all’ipoteca sui beni facenti parte del fondo patrimoniale
4) Fattura registrata oltre il termine ristretto previsto per la detrazione: Iva costo deducibile?
5) Assunzione dell’incarico di amministratore giudiziario: ampliate le cause ostative
6) Caso in cui il lavoratore non può essere trasferito da una sede di lavoro
7) Regole per operare sulla cessazione del rapporto di lavoro a causa del decesso del dipendente
8) Istituiti codici tributo per il versamento con F24 Accise delle sanzioni su apparecchi da divertimento
9) Fisco: parte faidate per “rottamare” cartelle sul web
10) Entrate tributarie: 316,3 miliardi nei primi nove mesi dell’anno (+0,9%)
1) Benefici fiscali per ASD fortemente legati a quanto indicato nello statuto 2) Contenzioso tributario: se non si ricorre contro l’avviso ci si può poi opporre contro l’ipoteca del Fisco 3) Ok all’ipoteca del Fisco sui beni facenti parte del fondo patrimoniale 4) Fattura registrata oltre il termine ristretto previsto per la detrazione: Iva costo deducibile? 5) Assunzione dell’incarico di amministratore giudiziario: Ampliate le cause ostative 6) Caso in cui il lavoratore non può essere trasferito da una sede di lavoro 7) Regole per operare sulla cessazione del rapporto di lavoro a causa del decesso del dipendente 8) Istituiti codici tributo per il versamento con F24 Accise delle sanzioni su apparecchi da divertimento 9) Fisco: parte il fai-da-te per “rottamare” cartelle sul web 10) Entrate tributarie: 316,3 miliardi nei primi nove mesi dell’anno (+0,9%) *** 1) Benefici fiscali per ASD fortemente legati a quanto indicato nello statuto Di recente, la Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza 4654/2017, si è pronunciata su un accertamento riguardante un golf club, costituito sotto forma di ASD, con uno statuto sociale che prevede quale attività istituzionale quella di “promuovere esclusivamente la pratica, lo sviluppo e la diffusione del golf e del tennis” tra i propri associati. L’associazione, per meglio svolgere l’attività, detiene, tra le altre cose, la piscina, l’area fitness e la club house. Nello statuto dell’ente sportivo (non profit) sono ricompresi anche le seguenti categorie di soci: - “socio frequentatore”: Con diritto di frequentare per tutto l’anno esclusivamente la club house, la piscina e l’area fitness; - il “socio assente”, con diritto di frequentare le strutture soltanto per un periodo di 8 giorni anche non consecutivi. Si tratta di soci che possono frequentare il circolo sportivo ed utilizzare le relative strutture, ma possono per statuto praticare il golf o il tennis. Ebbene, come si nota, l’oggetto sociale “striminzito” dell’associazione dilettantistica (prevede solo il fine di promuovere golf e tennis) non prevede, invece, altre finalità per cui, anche se menziona determinate categorie di soci, le altre attività esercitate rientrano tra quelle commerciali. Quindi, il socio frequentatore/assente che, per statuto, non partecipa all’attività di golf e tennis, ma solo a quella di potere fruire dei servizi di piscina, fitness e club house è un soggetto i cui proventi vanno classificati nell’attività commerciali dell’ente non profit. In tal senso si sono indirizzate le contestazioni mosse dall’Agenzia delle Entrate, con l’apposito atto impositivo poi impugnato dall’ASD. Tuttavia, la Ctp milanese ha ritenuto esatta la tesi esposta dall’Amministrazione finanziaria. Non solo. Il giudice di merito, riguardo al trattamento fiscale dei corrispettivi incassati dall’associazione per l’utilizzo dei campi da golf da parte di non iscritti ad alcun sodalizio, nonché per le prestazioni accessorie relative alle golf-car e ai carrelli elettrici degli associati, e anche, infine, per il riscaldamento e l’illuminazione dei campi da tennis utilizzati dagli associati durante il periodo invernale, ha affermato che in tutti questi casi, i corrispettivi incassati dall’associazione non possono essere considerati come dei corrispettivi specifici e, quindi, detassati ai sensi dell’art. 148, comma 3 del TUIR, dovendosi invece considerare come ricavi tassabili giacché derivanti dallo svolgimento di attività commerciale. Dunque, la neo pronuncia mette in risalto la circostanza che le quote associative versate dal socio all’associazione sportiva dilettantistica per lo svolgimento di attività non istituzionali (ovvero, diverse da quelle istituzionali previste dallo statuto) non possono fruire del regime di detassazione, rientrando nell’attività commerciale espletata dall’ente non commerciale. (Commissione tributaria provinciale di Milano, sentenza 4654/2017) ****** 2) Contenzioso tributario: se non si ricorre contro l’avviso ci si può poi opporre contro l’ipoteca E’ possibile impugnare l’iscrizione ipotecaria (oggetto primario/originario della lite), anche se il contribuente non aveva precedentemente impugnato il preavviso della stessa, poiché si tratta di un atto autonomamente impugnabile. Cosi si è espressa la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26129 del 02 novembre 2017, che ha ribaltato la decisione del giudice di merito risultata quindi solo momentaneamente favorevole all’Amministrazione finanziaria. Infatti, la Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo aveva respinto l’appello proposto dal contribuente contro la sentenza n. 310/1/15 della Commissione tributaria provinciale di L’Aquila che ne aveva rigettato il ricorso contro l’iscrizione ipotecaria per crediti tributari erariali. La Suprema Corte, nel censurare tali decisioni dei giudici sottostanti, ha affermato che: «In tema di contenzioso tributario, l’impugnazione da parte del contribuente di un atto non espressamente indicato dall’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, il quale, tuttavia, abbia natura di atto impositivo .., è una facoltà e non un onere, il cui mancato esercizio non preclude la possibilità d’impugnazione con l’atto successivo .. » (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 14675 del 18/07/2016, Rv. 640514 — 01; conforme Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 14045 del 04/05/2017, non massimata). Sbaglia, dunque, il giudice tributario di appello se applica gli artt. 77, comma 2 bis, d.P.R. 602/1973, 19, d.lgs. 546/1992 allorchè fonda la prop