Diario quotidiano del 30 novembre 2017 – Decreto fiscale: conferma per l’equo compenso per tutti

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 30 novembre 2017



1) Il Governo pone la fiducia sul decreto sulle disposizioni in materia finanziaria
2) Ricalcolo degli acconti d’imposta per il 2017
3) Niente incentivi per il rientro dall’estero di docenti e ricercatori presso le aziende ospedaliere/universitarie
4) Installazione impianti audiovisivi: autorizzazioni più rapide
5) La produzione in giudizio della copia conforme all’originale non vincola il giudice tributario
6) Anticorruzione e trasparenza per le società pubbliche: linee guida ANAC
7) Enti locali: pubblicato il parere sul bilancio di previsione 2018-2020
8) Microfinanza: firmato accordo di promozione tra ENM e CNDCEC
9) Decreto fiscale: conferma per l’equo compenso per tutti
10) Rebus scadenze rottamazione cartelle
Indice: 1) Il Governo pone la fiducia sul decreto sulle disposizioni in materia finanziaria 2) Ricalcolo degli acconti d’imposta per il 2017 3) Niente incentivi per il rientro dall’estero di docenti e ricercatori presso le aziende ospedaliere/universitarie 4) Installazione impianti audiovisivi: autorizzazioni più rapide 5) La produzione in giudizio della copia conforme all’originale non vincola il giudice tributario 6) Anticorruzione e trasparenza per le società pubbliche: linee guida ANAC 7) Enti locali: pubblicato il parere sul bilancio di previsione 2018-2020 8) Microfinanza: firmato accordo di promozione tra ENM e CNDCEC 9) Decreto fiscale: conferma per l’equo compenso per tutti 10) Rebus scadenze rottamazione cartelle  
  1) Il Governo pone la fiducia sul decreto sulle disposizioni in materia finanziaria La ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, a nome del Governo ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. La Conferenza dei Presidenti di gruppo ha stabilito che le dichiarazioni di voto sulla fiducia si svolgeranno giovedì 30 novembre, a partire dalle 8,30, il voto di fiducia alle 10,30. Il voto finale sul provvedimento avrà luogo nella stessa giornata alle ore 15. (Camera, nota del 29 novembre 2017)   ******   2) Ricalcolo degli acconti d’imposta per il 2017 Il 30 novembre, come è noto, è il giorno in cui scade il termine per il versamento della seconda o unica rata degli acconti Irpef, Ires, Irap e di diverse altre imposte. All’appuntamenti sono interessate tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, società di persone ed equiparate e soggetti Ires), anche se con alcune differenze relative sia alla misura dell’acconto sia alle modalità di versamento. L’Agenzia delle Entrate ha ricordato tale scadenza, fornendo, al contempo, le seguenti precisazioni. Metodo storico e metodo previsionale In genere sono due i criteri attraverso i quali procedere al calcolo dell’acconto: - metodo storico - il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente (2016), al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi; - metodo previsionale – il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso (2017), considerando, quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare nonché gli oneri deducibili/detraibili che dovrebbero essere sostenuti e i crediti d’imposta spettanti. Acconto Irpef In generale, la misura dell’acconto deve essere determinata in base a quanto dichiarato in Redditi Pf 2017. In pratica, il contribuente deve riprendere la sua dichiarazione e leggere il risultato evidenziato nel rigo RN34 (differenza): su questo importo deve essere applicata una determinata percentuale normativamente prestabilita che, per il 2017, è fissata al 100%. Tuttavia, in alcuni casi l’acconto non è dovuto: ad esempio, se l’importo indicato nel rigo RN34 non supera 52 euro oppure nell’anno precedente non sono stati conseguiti redditi e, quindi, non è stata presentata la dichiarazione. Se l’importo risultante dal rigo RN34 è pari o superiore a 52 euro, ma non superiore a 258 euro, l’acconto deve essere versato in un’unica soluzione entro il prossimo 30 novembre. Qualora, invece, l’importo risultante dal rigo RN34 è superiore a 258 euro, l’acconto deve essere versato in due rate: - la prima, stabilita nella misura del 40%, andava pagata entro il 30 giugno scorso, in corrispondenza del saldo 2016, ovvero nel termine del 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%; - la seconda, il restante 60%, entro il prossimo 30 novembre. Quanto detto si addice ai contribuenti che hanno una situazione reddituale “stabile”. Al contrario, coloro che, per l’anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore possono ricorrere al metodo previsionale. Questa scelta può essere vantaggiosa, ma sicuramente più incerta e rischiosa. Infatti, da un lato, comporta la riduzione (o il non pagamento dell’acconto), dall’altro espone al rischio di errore, con il conseguente versamento di un acconto in misura inferiore rispetto a quanto realmente dovuto e la successiva applicazione di sanzioni e interessi sulla differenza non versata. Al di là del metodo scelto per la sua determinazione, per il versamento, entro il 30 novembre, della seconda o unica rata dell’acconto Irpef 2017 deve essere utilizzato il modello di pagamento F24, nel quale va indicato il codice tributo 4034 (Irpef - acconto seconda rata o acconto in unica soluzione). Acconto Ires Il 30 novembre, all’appello dell’acconto 2017 sono chiamati anche i soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Anche per questi soggetti l’acconto è fissato nella misura del 100%. Se viene utilizzato il metodo storico, per il calcolo dell’acconto dovuto bisogna fare riferimento al rigo RN17 del modello Redditi Sc 2017 o al rigo RN28 del modello Redditi Enc 2017 (“Ires dovuta o differenza a favore del contribuente”). L’acconto non è dovuto se gli importi indicati in tali righi non supera i 21 euro. I versamenti di acconto Ires sono effettuati in due rate salvo che il versamento della prima rata non superi 103 euro. Il 40% dell’acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo (60%) alla scadenza della seconda, cioè entro il prossimo 30 novembre. Per la determinazione dell’acconto Ires, non si può tener conto, nella misura del 70%, delle ritenute sugli interessi, premi e altri frutti dei titoli, scomputate per il periodo d’imposta precedente. In alternativa al metodo storico, è possibile ricorrere al metodo previsionale: in tal caso, il soggetto Ires, che ritiene di realizzare un minor reddito nel 2017, può parametrare l’acconto all’imposta che presume di dover versare per l’anno successivo. Anche in questo caso il contribuente si espone al rischio di errore con la possibilità di dover successivamente pagare sanzioni e interessi sull’importo non versato. I soggetti Ires, in sede di compilazione del modello F24, devono indicare il codice tributo 2002 (Ires acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione). Acconto Irap Il versamento in acconto dell’Irap deve essere effettuato secondo le stesse regole stabilite per le imposte sui redditi. Il codice tributo da utilizzare per il pagamento, entro il prossimo 30 novembre, della seconda rata (o, nei casi previsti, dell’acconto in unica soluzione) e da indicare sul modello F24 è il 3813. Acconto cedolare secca RB12 è il rigo del modello Redditi Pf riservato all’acconto della cedolare secca, l’imposta sui canoni derivanti dalla locazione di immobili a uso abitativo che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali, nonché l’imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione. Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto relativo alla cedolare secca per il 2017 bisogna controllare l’importo indicato nel rigo RB11, colonna 3, (“Totale imposta cedolare secca”). Se questo importo non supera 52 euro, l’acconto non è dovuto; se, invece, è superiore, è dovuto l’acconto nella misura del 95% del suo ammontare. Per quanto riguarda modalità e termini di versamento si applicano le regole previste per l’Irpef. Per il pagamento con F24 della seconda rata si utilizza il codice tributo 1841. Altri contribuenti e tributi All’appuntamento del 30 novembre sono chiamati anche coloro che si avvalgono del regime agevolato per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, comma 1, Dl 98/2011) e i contribuenti “di piccole dimensioni” che aderiscono al regime forfetario agevolato (articolo 1, commi 54-89, legge 190/2014). Tali contribuenti, nell’F24 indicano i seguenti codici tributo: 1794 – imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – acconto seconda rata o in unica soluzione 1791 – imposta sostitutiva sul regime forfetario - acconto seconda rata o in unica soluzione. La scadenza del 30 novembre interessa anche altri tributi, come l’Ivie e l’Ivafe, rispettivamente “imposta sul valore degli immobili situati all’estero” e “imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero”. E, poi, naturalmente, le addizionali e le maggiorazioni all’Irpef e/o all’Ires. Questi i codici tributo per il pagamento della seconda rata o dell’acconto in unica soluzione: 4045 – imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinato dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato 4048 – imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato 4004 – addizionale Irpef 2005 – addizionale Ires 2014 – addizionale Ires 4% settore petrolifero e gas 2019 – maggiorazione Ires (per le società di comodo). Casi di ricalcolo dell’acconto In alcuni casi è necessario effettuare il ricalcolo dell’acconto dovuto per il 2017, attraverso la rideterminazione dell’imposta dovuta con riferimento ai redditi 2016. Quest’ultima deve essere utilizzata come nuovo parametro di riferimento per la determinazione dell’acconto 2017. Ad es.,  come spiega l’Agenzia delle Entrate, devono procedere al ricalcolo dell’acconto: - gli esercenti di impianti di distribuzione di carburante (l’acconto dovuto deve essere calcolato senza tener conto degli effetti della deduzione forfettaria prevista per la determinazione del reddito di tali contribuenti); - gli esercenti attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto (per il calcolo dell’acconto non deve essere considerata l’eventuale applicazione dell’imposta sostitutiva del 20%); - gli enti creditizi e finanziari che, nel 2016, hanno dedotto svalutazioni e perdite su crediti. Per questi componenti reddituali, infatti, il Dl 83/2015 ha sancito l’integrale deducibilità nell’esercizio di imputazione a conto economico, con la previsione di uno specifico regime transitorio. In merito alla determinazione degli acconti dovuti, tali soggetti non devono tener conto delle nuove regole; - i contribuenti Ires che nel 2016 hanno beneficiato dell’Ace, i quali devono ricalcolare l’acconto relativo al 2017 sulla base del nuovo coefficiente applicabile per il 2017, cioè 1,6%. ---> potrebbe interessarti: Contribuenti forfettari e minimi: gestione dell'acconto e pianificazione fiscale ---> potrebbe interessarti: Il secondo acconto INPS 2017 ******   3) Niente incentivi per il rientro dall’estero di docenti e ricercatori presso le aziende ospedaliere/universitarie L’attività ospedaliera del ricercatore trasferito in Italia non rientra nella disciplina agevolativa prevista dall’art. 44, del Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78. Il docente e medico universitario può però ricorrere al regime speciale per i lavoratori rimpatriati valido per tutti i redditi di lavoro dipendente o autonomo a prescindere dall’attività. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 146/E del 29 novembre 2017. Pertanto, il trattamento economico percepito da un professore universitario per lo svolgimento di attività assistenziale presso aziende ospedaliero–universitarie, non è ammesso a fruire della suddetta agevolazione prevista per i redditi derivanti da rapporti aventi a oggetto attività di docenza e ricerca. La disposizione agevolativa in questione si occupa di garantire, per un massimo di quattro periodi di imposta, benefici fiscali a soggetti italiani e stranieri che abbiano svolto una comprovata attività di ricerca o docenza all’estero e decidano di trasferire la residenza fiscale nel nostro Paese. L’agevolazione consiste in una parziale tassazione dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia per lo svolgimento dell’attività di docenza e ricerca, i quali concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10%. Inoltre, le predette somme, non concorrono alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap. Nel caso proposto, l’università istante chiede se i redditi prodotti da un docente universitario nello svolgimento dell’attività assistenziale prestata, anche in regime libero professionale, nel quadro della convenzione tra l’università e l’azienda ospedaliero–universitaria, siano riconducibili tra i redditi derivanti da attività di docenza e ricerca al fine di beneficiare, anche per essi, del regime agevolativo previsto dall’articolo 44 del Dl 78/2010. Viene infatti rappresentato che è frequente che professori universitari delle discipline mediche svolgano anche attività assistenziale presso l’azienda ospedaliero–universitaria, secondo le disposizioni del Dlgs 517/1999, che disciplina i rapporti fra Servizio sanitario nazionale e Università. L’Agenzia, alla luce della normativa di riferimento, ha ritenuto che i trattamenti economici aggiuntivi previsti per lo svolgimento delle attività assistenziali presso le aziende ospedaliero-universitarie (come, ad esempio, l’esercizio di attività assistenziale intramuraria), non possono essere considerati alla stregua di redditi derivanti da rapporti aventi ad oggetto attività di docenza e ricerca e, pertanto, non possono fruire della tassazione agevolata prevista dall’articolo 44 del Dl 78/2010. Tuttavia, l’Agenzia ricorda che, nell’ipotesi in cui un soggetto con esperienza di docenza o ricerca all’estero rientri in Italia per svolgere una qualunque attività di lavoro dipendente o autonomo, diversa dall’attività di docenza e ricerca, può fare ricorso al regime speciale per lavoratori impatriati di cui dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015 (fermo restando, comunque, il possesso di tutti i requisiti previsti da tale regime), ai sensi del quale l’agevolazione si applica a tutti i redditi di lavoro dipendente o autonomo percepiti dal soggetto, senza distinguere l’attività dalla quale sono prodotti. Per i requisiti e le modalità di accesso al regime di favore previsto dal detto articolo 16, l’Agenzia rinvia alle precisazioni contenute nella parte II, capitolo 3, della circolare 17/2017. Infine, la risoluzione in commento rammenta che condizione necessaria per accedere a entrambi i regimi di favore citati è che il soggetto interessato acquisisca e mantenga la residenza in Italia ai sensi dell’articolo 2 del Tuir. Il richiamo al Testo unico delle imposte dirette implica che debba farsi riferimento al concetto di residenza valido ai fini reddituali, in base al quale, il citato articolo 2, al comma 2, considera residenti le persone fisiche che, per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni l’anno (o 184 giorni in caso di anno bisestile), sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile. Le condizioni appena indicate sono tra loro alternative, pertanto, la sussistenza anche di una sola di esse è sufficiente a far ritenere che un soggetto sia qualificato, ai fini fiscali, residente in Italia. Tenuto conto della rilevanza del solo dato dell’iscrizione nel registro anagrafico della popolazione residente, il soggetto che non si è mai cancellato da tale registro e, quindi, che non si è iscritto all’Aire, non può essere ammesso all’agevolazioni in esame. Con la neo risoluzione viene precisato, pertanto, che non possono trovare applicazione le precisazioni contenute nella circolare 14/2012 relativamente alla mancata iscrizione all’Aire del soggetto interessato, in quanto con tale circolare sono stati forniti chiarimenti interpretativi in relazione a un diverso regime di favore, quello disciplinato dalla legge 238/2010, recante incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia. Tale legge, a differenza dell’articolo 44 del Dl 78/2010 e dell’articolo 16 del Dlgs 147/2015, non rinvia espressamente al concetto di residenza valido ai fini reddituali – articolo 2 del Tuir – ai sensi del quale è sufficiente che il soggetto integri una sola delle condizioni ivi previste per essere considerato residente nel territorio dello Stato.   ******   4) Installazione impianti audiovisivi: autorizzazioni più rapide In relazione all’esigenza di celerità nell’attivazione degli impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo, il rilascio del provvedimento autorizzativo dovrà avvenire in tempi assolutamente rapidi, stante l’inesistenza di qualunque valutazione istruttoria. Con la nota prot. 299/2017/RIS del 28 novembre 2017 l’Ispettorato nazionale del lavoro ha diramato indicazioni operative per rendere più celeri le procedure. Qualora le videocamere o fotocamere si attivino esclusivamente con l’impianto di allarme inserito, non sussiste alcuna possibilità di controllo “preterintenzionale” sul personale e, pertanto, non vi sono motivi ostativi al rilascio del provvedimento. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 29 novembre 2017)   ******   5) La produzione in giudizio della copia conforme all’originale non vincola il giudice tributario Pronuncia sull’accertamento da parte del giudice della conformità all’originale della copia fotostatica di un documento prodotta in giudizio. L’avvenuta produzione in giudizio della fotocopia di un documento, se impegna la parte contro la quale essa è prodotta a prendere posizione sulla conformità della copia stessa all’originale, non vincola invece il giudice all’avvenuto disconoscimento della riproduzione, potendo egli apprezzarne comunque l’efficacia rappresentativa. La CTR calabrese, basandosi sulla ricca giurisprudenza della Corte di Cassazione in merito (Cass. sentt. nn. 13384/2016, 4476/2009, 4395/2004, 659/1999 e ord. n. 14145/2014), approfondisce in questa sentenza gli aspetti peculiari che caratterizzano il disconoscimento della conformità di una copia fotostatica all’originale di una scrittura. In definitiva quest’ultima si avrà per riconosciuta, tanto nella sua conformità all’originale quanto nella scrittura e sottoscrizione, se la parte comparsa non la disconosca in modo formale alla prima udienza, fatta salva la facoltà del giudice di accertare tale conformità anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni (Comm. Trib. Reg. per la Calabria, sentenza n. 2621/4 del 28/09/2017)   ******   6) Anticorruzione e trasparenza per le società pubbliche: linee guida ANAC Con la delibera 1134/2017 del 20 novembre scorso Anac ha adottato, dopo una consultazione pubblica le nuove linee guida per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazione e dagli enti pubblici economici. Le linee guida, che sostituiscono la determinazione n. 8/2015, chiariscono la disciplina applicabile facendo riferimento a diverse categorie di soggetti tra cui in particolare società in controllo pubblico, società a partecipazione pubblica non di controllo ed enti privati affidatari di funzioni amministrative, di attività di servizio pubblico e di produzione di beni e servizi resi a favore delle amministrazioni pubbliche. Viene precisato che le linee guida non si applicano alle società quotate sulle quali, anche in base al parere del Consiglio di Stato, si è ritenuto necessario un ulteriore approfondimento che sarà svolto dall'Anac insieme al Ministero dell'economia e delle finanze e alla Consob. Le linee guida si soffermano anche sui compiti delle amministrazioni controllanti o partecipanti chiamate a promuovere l'adozione delle misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza e sui poteri di vigilanza dell'Anac. (Assonime, nota del 29 novembre 2017)   ******   7) Enti locali: pubblicato il parere sul bilancio di previsione 2018-2020 Il documento, messo a disposizione dal Consiglio nazionale dei commercialisti, è redatto in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Certificatori e Revisori degli Enti Locali Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC), in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Certificatori e Revisori degli Enti Locali (Ancrel), ha reso disponibile il format del parere dell'organo di revisione degli enti locali sulla proposta di bilancio di previsione 2018-2020. Il documento, aggiornato in base alle ultime disposizioni di legge, si compone di un testo word - con traccia della relazione dell'organo di revisione - e delle tabelle in formato excel per l'inserimento di dati e note con riferimenti normativi e di prassi. “Lo schema – precisano il Vice Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Davide Di Russo, il Consigliere nazionale Remigio Sequi, entrambi delegati agli enti locali, e il presidente dell’Ancrel, Antonino Borghi – non è ovviamente vincolante, ma si pone come valido supporto pratico all’attività di verifica e controllo, in grado di semplificare l’elaborazione della relazione da parte dell'organo di revisione”. (CNDCEC, comunicato del 29 novembre 2017)   ******   8) Microfinanza: firmato accordo di promozione tra ENM e CNDCEC È stato siglato ieri alla Camera dei Deputati il protocollo di intesa per lo sviluppo e il sostegno della Microfinanza tra l’Ente nazionale per il Microcredito e il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili E’ stato, quindi, sottoscritto il 29 novembre 2017, presso la sala conferenze stampa della Camera dei Deputati, il memorandum di intesa tra l'Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) ed il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (CNDCEC). L'accordo prevede un impegno comune per la promozione della microfinanza come strumento di welfare sostenibile e di inclusione finanziaria e intende avviare una fattiva collaborazione per la diffusione dello strumento del microcredito per la lotta alla povertà e all'esclusione finanziaria. “Questo accordo – spiega il presidente ENM, Mario Baccini – segue l’indirizzo voluto dalle Nazioni Unite per la promozione dello strumento microfinanziario per la lotta alle povertà e all’esclusione sociale e finanziaria che presuppone il recupero di quei cittadini comunemente definiti “non bancabili” attraverso un programma di microcredito. Per loro questo strumento è oggi è una delle ultime speranze per reimmettersi nel circuito contributivo e per sviluppare la propria idea d’impresa con il sostegno della mano pubblica senza dover concedere garanzie reali. La sigla di questo accordo con i Dottori commercialisti e gli esperti contabili rende più efficace la qualità dei servizi offerti alla persona, servizi che sostanziano la microfinanza e il microcredito nel processo attuativo dell’economia sociale e di mercato”. “Quello del microcredito – afferma il presidente del Cndcec, Massimo Miani – è un tema molto importante per il Paese, ancora non del tutto fuori dalla lunga crisi economica che lo ha colpito ormai dieci anni fa. Specie per i soggetti più piccoli e più deboli, l’accesso al credito resta un problema molto presente. L’accordo che sottoscriviamo oggi è dunque strategico: le competenze professionali dei commercialisti li rendono soggetti centrali sia nella fase di concessione del credito, sia in quella successiva di monitoraggio e tutoraggio. Con questo protocollo ci impegniamo a promuovere questa attività professionale sia presso i nostri clienti che presso i nostri iscritti. Oltre che attività dalle importanti ricadute sociali, questo può essere infatti un nuovo, importante filone di attività professionale, specie per i nostri giovani colleghi”. (CNDCEC, comunicato del 29 novembre 2017)   ******   9) Decreto fiscale: conferma per l’equo compenso per tutti Decreto fiscale, giovedì fiducia e voto finale alla Camera: rimane l’equo compenso per tutti. Come riferisce Il Sole 24 Ore, è ormai vicina la conversione per il decreto legge fiscale n. 148/2017, arrivato all’attenzione dell’Assemlea di Montecitorio, senza modifiche rispetto al testo licenziato in prima lettura dal Senato. Ieri in Aula la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto per conto del Governo la questione di fiducia sul provvedimento collegato al ddl Bilancio che ha il compito di “anticipare” alcune misure della manovra. La conferenza dei capigruppo ha stabilito che il voto sulla fiducia si terrà giovedì 30 novembre dalle 10,30. Il voto finale sul provvedimento è programmato a seguire alle 15. In precedenza, l’Aula aveva bocciato le pregiudiziali di costituzionalità al Dl presentate dalle opposizioni. I voti favorevoli sono stati 168, i voti contrari 229, 2 gli astenuti. Stretta su E-cig e stop a vendita online Tra le novità contenute nel provvedimento, la stretta sulla vendita della sigaretta elettronica, che sarà consentita solo nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate. Doppio lo scopo: combattere un mercato che anche la relazione tecnica stima per il “50% illegale” e garantire gli adeguati controlli sul fronte sanitario dei liquidi venduti. Stop bollette a 28 giorni La fatturazione diventa obbligatoriamente mensile per telefoni e pay-tv, con l’esclusione di promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Gli operatori avranno 4 mesi per adeguarsi. Già si solleva da più parti il nodo dei rimborsi per il passato. Equo compenso per tutti i professionisti Viene esteso a tutti i professionisti, anche se non appartenenti ad un ordine, il riconoscimento economico “proporzionato” al lavoro svolto. Un principio che anche la P.a. è tenuta a riconoscere. Occorre però ricordare la bocciatura senza appello da parte dell'Antitrust per le norme sull'equo compenso. In una segnalazione ai presidenti delle Camere ed al premier, il Garante ha sottolineato che l’equo compenso «in quanto idoneo a reintrodurre un sistema di tariffe minime, peraltro esteso all’intero settore dei servizi professionali, non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale» e si pone «in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione» che hanno riguardato anche «il settore delle professioni regolamentate». Il parere non è vincolante. E il governo, intenzionato a far licenziare il dl fiscale «blindato», non ha voluto apportare modifiche al testo nel passaggio a Montecitorio. Estesa la rottamazione Viene estesa poi la rottamazione, che vale per tutte le cartelle degli ultimi 17 anni, dal 2000 a settembre 2017. Inclusi anche i contribuenti esclusi dalla prima edizione perché non in regola. L’operazione porterà nelle casse dello Stato 209 milioni di euro. Cambia anche lo spesometro. I contribuenti potranno trasmettere i dati annualmente o semestralmente. Per gli errori commessi nell’invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016, sono abolite le sanzioni, purché é tali errori siano sanati con un nuovo invio entro febbraio 2018.   ******   10) Rebus scadenze rottamazione cartelle Come osservato da Il Sole 24 Ore (in particolare da Mauro Meazza), dopo la confusione sullo spesometro, il pasticcio sulla split payment (poi corretti in corsa), l’avvio e il rinvio della nuova imposta Iri, non poteva non mancare il caos sulla rottamazione delle cartelle di pagamento. A tal fine, seguendo il seguente percorso: - la rottamazione delle cartelle esattoriali (già in corso a pieno regime, con un possibile e non trascurabile incasso da 5 miliardi solo per il 2017) viene riaperta e modificata con un decreto legge il 16 ottobre, fissando una delle scadenze al 30 novembre. La scadenza riguarda i contribuenti della rottamazione 1 e non la rottamazione 2 (introdotta ex novo dal decreto legge), quindi arriva a partita in corso. Il Parlamento prima propone lo slittamento di quella data al 7 dicembre, ma solo in parte, poi corregge la proposta per estenderla a tutti gli interessati. Occorre poi auspicare che entro il 7 dicembre ci siano sia il voto finale sulla correzione al decreto legge sia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Quindi: oggi (30 novembre) bisognerebbe pagare la terza rata. Ma, come spiega Meazza, si potrebbe aspettare il 7 dicembre. Sperando però che in quel giovedì 7 dicembre ci sia finalmente la legge a dire che è giusto pagare il 7 dicembre. ---> potrebbe interessarti: FISCUS di novembre: Legge di bilancio e rottamazione bis, riforma del fallimento e agevolazioni contributive   Vincenzo D’Andò