Diario quotidiano del 28 novembre 2017 tra cui: le principali novità fiscali previste dalla Legge di Bilancio 2018

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 28 novembre 2017



1) Split payment IVA: ennesimo aggiornamento degli elenchi
2) Legge di Bilancio 2018: ecco le principali novità fiscali
3) Lavoratore italiano trasferitosi in Svizzera: OK al rimborso Irpef sul TFR e sull’incentivo all’esodo
4) Società: obbligo di rimborso o meno sugli strumenti finanziari partecipativi
5) La notifica a mezzo posta privata del ricorso di primo grado è inesistente
6) MISE: con il “cassetto digitale”, i dati aziendali sullo smartphone
7) ASD: non basta l’iscrizione al CONI per potere fruire dei rilevanti benefici fiscali
8) Manovra 2018: 60 milioni in 3 anni per i caregiver familiari
9) CNDCEC: nuove sanzioni si applicano solo ai successivi provvedimenti disciplinari
10) CNDCEC: altri pronto ordini, libretto digitale tirocinio e funzione disciplinare territoriale
Indice: 1) Split payment IVA: ennesimo aggiornamento degli elenchi 2) Legge di Bilancio 2018: ecco le principali novità fiscali 3) Lavoratore italiano trasferitosi in Svizzera: OK al rimborso Irpef sul TFR e sull’incentivo all’esodo 4) Società: obbligo di rimborso o meno sugli strumenti finanziari partecipativi 5) La notifica a mezzo posta privata del ricorso di primo grado è inesistente 6) MISE: con il “cassetto digitale”, i dati aziendali sullo smartphone 7) ASD: non basta l’iscrizione al CONI per potere fruire dei rilevanti benefici fiscali 8) Manovra 2018: 60 milioni in 3 anni per i caregiver familiari 9) CNDCEC: nuove sanzioni si applicano solo ai successivi provvedimenti disciplinari 10) CNDCEC: altri pronto ordini, libretto digitale tirocinio e funzione disciplinare territoriale *** 1) Split payment IVA: ennesimo aggiornamento degli elenchi Split payment IVA: Il Ministero dell’Economia e Finanze ha aggiornato al 21 novembre 2017 tre dei quattro elenchi all’indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/. Si tratta, peraltro, del sito internet che dal 31 ottobre 2017 consente la ricerca delle società interessate inserendo il codice fiscale nell’apposito campo. Non cambia l’elenco delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB che rimane aggiornato al 31 ottobre 2017 Gli elenchi che sono stati aggiornati al 21 novembre 2017 sono quelli riguardanti: - le società controllate di diritto (art. 2359 comma 1 n. 1 c.c.), direttamente o indirettamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri; - le società controllate di fatto (art. 2359 comma 1 n. 2 c.c.), direttamente o indirettamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri; - le società controllate di diritto (art. 2359 comma 1 n. 1 c.c.), direttamente o indirettamente, dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di Comuni. Nota bene Questa volta la notizia non è apparsa sul sito istituzionale del MEF (Dipartimento finanze), ma è consultabile solo nell’indirizzo sopra descritto, come noto accessibile dal 31 ottobre 2017, area web che consente la ricerca del soggetto “pubblico” mediante l’inserimento del codice fiscale.   ******   2) Legge di Bilancio 2018: ecco le principali novità fiscali L’iter parlamentare di approvazione del DDL Bilancio per il 2018, la cui conclusione viene prevista entro la fine dell’anno, inserisce talune novità tra cui quelle di natura fiscale. Di particolare evidenza: - La proroga delle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di riqualificazione energetica e il bonus mobili ed elettrodomestici; - l’introduzione di nuovi bonus fiscali, come il “Bonus verde” e la detrazione IRPEF per gli abbonamenti di trasporto pubblico e le polizze contro rischi ed eventi calamitosi; - la conferma di alcune misure relative al pacchetto “competitività e sostegno alle imprese”: super-iperamortamento e rifinanziamento Sabatini ter; - la modifica del regime impositivo dei capital gains e dividendi, nonché la proroga delle rivalutazioni di terreni e partecipazioni. - disposizioni in materia di fatturazione elettronica tra soggetti privati. Riqualificazione Energetica e recupero edilizio Vengono confermati anche per il 2018 i bonus fiscali relativi agli interventi di riqualificazione energetica e recupero degli edifici. In particolare il disegno di legge prevede: - La proroga della detrazione, ai fini IRES/IRPEF, del 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici sostenute fino al 31.12.2018. La proroga non riguarda invece gli interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali, per i quali resta ferma la detrazione del 70%-75% per le spese sostenute fino al 2021; - la riduzione al 50% della detrazione, per le spese sostenute dal 2018 e fino al 31.12.2018, in relazione agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi; acquisto e posa in opera di schermature solari; sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione; acquisto e posa di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore a biomasse combustibile, fino a un massimo di detrazione pari a 30.000 euro. - la proroga della detrazione IRPEF al 50% per gli interventi di recupero edilizio realizzati ai sensi dell’art 16-bis TUIR, fino a un massimo di 96.000 euro. Bonus mobili ed elettrodomestici Viene estesa fino al 31.12.2018 la detrazione IRPEF del 50% prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici che rientrano nella categoria A+ (A per i forni), finalizzato all’arredo dell’immobile oggetto di recupero edilizio. La detrazione spetta per le spese sostenute nel 2018 a condizione che i lavori di recupero siano iniziati a decorrere dall’1.1.2017. Bonus verde Viene introdotto un nuovo bonus ai fini IRPEF, nella misura del 36%, su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare ad suo abitativo, fruibile dal proprietario/detentore dell’immobile per gli interventi di: - Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; - realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione è ammessa anche qualora gli interventi siano effettuati su parti comuni di edifici condominiali, nonché per le spese di manutenzione e progettazione connesse all’esecuzione degli interventi agevolabili. Per beneficiare della detrazione, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, è necessario che i pagamenti siano effettuati mediante strumenti tracciabili. Bonus trasporto pubblico Tra le novità del disegno di legge si segnala la detrazione IRPEF pari al 18% delle spese sostenute, anche nell’interesse dei soggetti a carico, per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale/regionale/interregionale fino ad un massimo di 250 euro. Super-iperammortamento Sono oggetto di proroga le agevolazioni destinate a favore dei soggetti che investono in beni strumentali nuovi, nonché in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi: - Super-ammortamento: Possono accedere al beneficio le imprese e gli esercenti arti e professioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1.1.2018 al 31.12.2018, ovvero al 30.6.2019 a condizione che entro il 31.12.2018 il relativo ordine sia accettato e sia versato l’acconto del 20%. La maggiorazione del costo di acquisizione è ridotta dal 40% al 30%. Di rilievo l’esclusione degli investimenti in veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa, sia che vengano usati in modo promiscuo; Iper-ammortamento: Possono accedere al beneficio le imprese che investono in beni nuovi ricompresi nell’allegato A della legge di Bilancio 2017, entro il 31.12.2018, ovvero entro il 31.12.2019 a condizione che entro la data del 31.12.2018 risulti accettato il relativo ordine e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari al 20% del costo di acquisto. La maggiorazione del costo di acquisizione rimane ferma al 150%. Stessa proroga subisce la maggiorazione, nella misura del 40%, del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) funzionali all’impresa che ha effettuato investimenti ammissibili all’iper-ammortamento. Si tratta dei beni ricompresi nell’Allegato B della citata legge di Bilancio 2017 e l’agevolazione si applica ai soggetti che usufruiscono dell’iper-ammortamento 2018, con riferimento agli investimenti effettuati nel medesimo periodo, ovvero fino al 31 dicembre 2019 a condizione che entro la data del 31.12.2018 risulti accettato il relativo ordine e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari al 20% del costo di acquisto; Nel caso dell’iperammortamento per la fruizione del beneficio rileva l’interconnessione al sistema di gestione aziendale, da assolvere mediante: - Dichiarazione del rappresentante legale per gli investimenti il cui costo sia inferiore ai 500.00 euro; - Perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere/perito industriale/ente certificatore per i beni di valore superiore ai 500.000 euro. La dichiarazione del legale rappresentante, l’eventuale perizia e l’attestato di conformità devono essere acquisite dall’impresa entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Pertanto, chi ha effettuato investimenti nel corso del 2017, entrati in funzione nel medesimo esercizio, deve provvedere in tal senso entro il 31.12.2017. Sabatini ter E’ confermato il rifinanziamento della Sabatini-ter, a sostegno degli investimenti per l’acquisizione, anche in leasing, di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. Il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo del: - 2,75% per gli investimenti ordinari; - 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Credito d’imposta per spese di formazione Viene introdotto a favore delle imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, settore economico di appartenenza e regime contabile adottato, un credito d’imposta del 40% per le spese sostenute nel 2018 in relazione all’attività di formazione del personale dipendente. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 300.000 euro solo per le attività di formazione per acquisire o consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano Impresa 4.0 (quali a titolo non esaustivo: big data e analisi dati, cloud e fog computing, cyber security, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva e altre). Non è inclusa nella spesa ammissibile la formazione ordinaria/periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e alle altre normative obbligatorie in materia di formazione. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e non concorre alla formazione del reddito/base imponibile IRAP. I costi relativi alle spese agevolabili devono essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale/collegio sindacale/professionista iscritto nel Registro dei revisori legali (la certificazione deve essere allegata al bilancio). Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti è necessario avvalersi, ai fini della certificazione, di un revisore legale o società di revisione legale dei conti. Rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni Confermata anche per il 2018 la possibilità di rideterminare il costo d’acquisto dei terreni e delle partecipazioni detenute alla data 1.1.2018 da persone fisiche, società semplici, associazioni professionali, enti non commerciali. La riapertura dei termini riguarda: - I terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi; - le partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà o usufrutto. La scadenza per la redazione della perizia asseverata di stima e per il versamento dell’imposta sostitutiva dell’8% o la prima rata della stessa nel caso in cui si opti per il pagamento rateale, è fissata al 30.06.2018. Patent box In tema di Patent Box, il D.L. n. 50/2017 ha escluso i marchi d’impresa dal regime agevolato, ma solo per le opzioni esercitate dal 2017. La norma stabilisce che le imprese che hanno optato nel 2015 e nel 2016 potranno continuare a detassare il reddito dei marchi, sia ad uso diretto che concessi in licenza, fino al termine del quinquennio e in ogni caso non oltre il 30 giugno 2021. Pertanto dal 2017, le opzioni restano valide solo per brevetti, software, disegni, modelli e know how. I contribuenti che decideranno di optare per il regime di tassazione agevolata, ad esempio a partire dall’anno d’imposta 2017, dovranno comunicare l’opzione mediante il modello Unico 2018. Tassazione capital gains e dividendi A decorrere dal periodo di imposta 2018, la legge di Bilancio parificherà il regime impositivo delle plusvalenze e dei dividendi relativi alle diverse tipologie di partecipazioni (qualificate e non). Viene, infatti, introdotta una totale equiparazione nella tassazione delle componenti reddituali (dividendi e capital gains) relative alle diverse tipologie di partecipazioni (qualificate e non), prevedendo per entrambe una tassazione nella misura del 26% (con ritenuta a titolo d’imposta per i dividendi e imposta sostitutiva per le plusvalenze). Con il nuovo regime sarà possibile compensare le plusvalenze e minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate con quelle delle partecipazioni non qualificate. Il nuovo regime si applicherà: - alle plusvalenze realizzate a partire dal 1° gennaio 2019; - agli utili percepiti a partire dal 1° gennaio 2018, mentre la distribuzione degli utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 resterà assoggettata al regime vigente (con aliquota del 58,14%). La ritenuta è inoltre applicabile agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, a prescindere dal valore dell’apporto. Novità IRI L’introduzione dell’IRI, prevista dalla Legge di Bilancio 2017, è rimandata al 2018. Come è noto, la nuova imposta sul reddito d'impresa consiste in un’imposizione proporzionale e separata del reddito d'impresa, con aliquota allineata a quella stabilita in ambito Ires (24%), avente carattere opzionale e riservata ad imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Novità IVA Vengono sterilizzati gli aumenti IVA inizialmente stabiliti a decorrere dal 2018, mentre sono oggetto di variazione (salvo future sterilizzazioni) gli aumenti previsti per le annualità successive: - IVA ordinaria: l’aumento dell’aliquota è fissato al 24,2% nel 2019, 24,9% nel 2020 e al 25% nel 2021; - IVA ridotta: l’aliquota passerà all’ 11,50% nel 2019 e al 13% dal 2020. Fatturazione elettronica tra privati La bozza di manovra 2018 estende anche alle operazioni tra privati l’obbligo della fatturazione elettronica. Il nuovo obbligo sarà articolato in due momenti: - Dal 1° luglio 2018 si applicherà solo alle cessioni di benzina o gasolio per motori e alle prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalto con la pubblica amministrazione; - dal 1° gennaio 2019 l’obbligo sarà esteso a tutte le operazioni business to business (B2B) e transiterà attraverso il sistema di interscambio (Sdi), lo stesso canale in cui sono già transitate le fatture elettroniche verso la Pa e i dati delle comunicazioni delle liquidazioni Iva e quelli per lo spesometro. Dichiarazioni IVA e redditi precompilate Novità amministrative vengono previste per i soggetti esercenti arti e professioni e delle imprese in contabilità semplificata. Sulla base dei dati delle fatture elettroniche (e dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizi trasmessi telematicamente) tali soggetti potranno optare per le dichiarazioni IVA e redditi precompilate. La norma stabilisce infatti che l’Agenzia delle entrate metterà a disposizione: - gli elementi informativi necessari per la predisposizione dei prospetti di liquidazione periodica dell’IVA; - una bozza di dichiarazione annuale dell’IVA e di dichiarazione dei redditi, con i relativi prospetti riepilogativi dei calcoli effettuati; - le bozze dei modelli F24 di versamento recanti il riepilogo delle imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso. Per i soggetti che decideranno di avvalersi degli elementi messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, cadrà l’obbligo di tenuta dei registri IVA delle fatture emesse/acquisti. La web tax entrerà in vigore dal 2019 e non dal 2018 Legge di bilancio 2018: Emendamento sposta la web tax al 2019. Lo spostamento di un anno dell’introduzione dell’imposta digitale è contenuta nella riformulazione dell’emendamento alla legge di bilancio 2018 presentata in commissione Bilancio del Senato al fine di implementare il novero dei soggetti obbligati al pagamento del 6% sulle prestazioni di servizi digitali. Viene, infatti, previsto di applicare la tassa non solo sul business to business ma anche al business to consumer. Spetterà al Mef provvedere con apposito decreto, entro il 30 aprile 2018, a definire le singole prestazioni di servizi soggette all’imposta. Inoltre, l’emendamento stabilisce che non siano le imprese a fungere da sostituti d'imposta ma gli intermediari finanziari, prima di tutto le banche.   ******   3) Lavoratore italiano trasferitosi in Svizzera: ok al rimborso Irpef sul TFR e sull’incentivo all’esodo Riconosciuto al contribuente trasferitosi in Svizzera il diritto al rimborso dell'IRPEF pagata sul trattamento di fine rapporto e sull'incentivo all'esodo corrispostigli dal datore di lavoro italiano nel 2003 a seguito dell'istanza di rimborso dell'IRPEF presentata all’Agenzia delle entrate, su cui si era formato il silenzio rifiuto. La Corte di Cassazione, confermando quanto statuito dalla Commissione regionale, con la sentenza n. 27773 del 22 novembre 2017, ha respinto il ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria italiana, condannandola anche al pagamento delle spese processuali ammontanti ad oltre 4 mila euro. Questo poiché il TFR corrisposto da un datore di lavoro residente in Italia e percepito dal lavoratore residente in Svizzera non è tassato in Italia. In particolare, sulla base della convenzione italo-svizzera del 9 marzo 1976, il presupposto rilevante ai fini della tassazione in Italia o in Svizzera sta nel luogo di erogazione delle retribuzioni, e a tal fine, il lavoratore aveva trasferito la residenza in Svizzera nel 1999 e l’indennità di fine rapporto era stata corrisposta quando il percettore risiedeva ormai fuori dal territorio italiano. Difatti, dall'orientamento della Suprema Corte, “in tema d'imposte sul reddito, le somme corrisposte a titolo di t.f.r. da datore di lavoro residente in Italia ad un soggetto residente in Svizzera sono imponibili in Svizzera, ove l'attività lavorativa sia stata ivi prestata, in base all'art. 15 della Convenzione italo-svizzera, che prevale sull'art. 23, coma 2, lett. a, del d.P.R. n. 917 del 1986, essendo la norma pattizia gerarchicamente sovra-ordinata alla legge ordinaria interna” (Cass. sent 14474 del 2016), prevalendo del resto “le norma pattizie derivanti dagli accordi fra gli stati, attesane la specialità e la ratio di evitare fenomeni di doppia imposizione, su quelle interne” (Cass. n. 23984 del 2016; si veda inoltre Cass. n. 2912 del 2015). Segue la sentenza 27773/2017 della Cassazione, con alcune correzioni: I fatti L'Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione con un motivo nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale dell'Abruzzo che, rigettandone l'appello, nel giudizio promosso da Aldo T., cittadino italiano residente in Svizzera, con l'impugnazione del silenzio rifiuto serbato sull'istanza di rimborso dell'IRPEF pagata sul trattamento di fine rapporto e sull'incentivo all'esodo corrispostigli dalla Alcoa I. spa nel 2003 ed assoggettati a tassazione separata, ha riconosciuto al contribuente il diritto al rimborso. Secondo il giudice d'appello, alla luce dell'art. 15 della convenzione italo svizzera del 9 marzo 1976 contro le doppie imposizioni, ratificata con la legge 23 dicembre 1978, n. 943, il presupposto rilevante ai fini della tassazione in Italia o in Svizzera sta nel luogo di erogazione delle retribuzioni, comunque denominate, e nella specie il tfr era maturato nel periodo dal 10 aprile 1996 al 30 settembre 2003, mentre il lavoratore aveva trasferito la residenza a Lugano il 10 luglio 1999, sicché l'indennità di fine rapporto era stata corrisposta nella sua interezza quando il percettore risiedeva a Lugano, avendo svolto ivi l'attività lavorativa. Quanto all'incentivo all'esodo, la relativa erogazione andava senza dubbio "tassata secondo la legge svizzera, non essendo maturata in costanza di rapporto". Il contribuente resiste con controricorso, illustrato con successiva memoria. Decisione Col primo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 23, comma 2, del tuir e dell'art. 15, carni 1 e 2, della Convenzione Italia Svizzera contro le doppie imposizioni, l'amministrazione ricorrente lamenta la mancata applicazione della presunzione assoluta, posta dalla prima norma, in base alla quale si considerano prodotti in Italia, se corrisposti da soggetti, come è nella specie l'INPDAI, residenti ed operanti in Italia, indipendentemente dal fatto che le attività da cui derivano siano esercitate nel territorio dello Stato, tutta una serie di redditi, tra i quali va compreso il tfr, avente natura di diritto di credito a pagamento differito, che matura anno per anno in relazione al lavoro prestato ed all'ammontare della retribuzione dovuta. Ne conseguirebbe che la tassazione operata dal sostituto d'imposta italiano Alcoa sarebbe del tutto legittima per la particolare e complessa natura di tale reddito, non spettando quindi il rimborso delle ritenute IRPEF sul tfr e sull'incentivo all'esodo corrisposti da una società italiana ad un cittadino italiano residente all'estero che ivi ha svolto la propria attività lavorativa. Con il secondo motivo si duole della violazione dell'art. 15 della Convenzione Italia Svizzera in relazione alla ripartizione della potestà impositiva fra i due Stati, assumendo che la soluzione più equa sarebbe consentire a ciascuno Stato di applicare la propria imposta sulla quota di tfr rispettivamente maturata nella propria giurisdizione. I due motivi, da trattare congiuntamente in quanto strettamente legati, sono infondati, alla luce dell'orientamento di questa Corte, dal quale non si ravvisano motivi di discostarsi, secondo cui "in tema d'imposte sul reddito, le somme corrisposte a titolo di t.f.r. da datore di lavoro residente in Italia ad un soggetto residente in Svizzera sono imponibili in Svizzera, ove l'attività lavorativa sia stata ivi prestata, in base all'art. 15 della Convenzione italo-svizzera, che prevale sull'art. 23, coma 2, lett. a, del D.P.R. n. 917 del 1986, essendo la norma pattizia gerarchicamente sovra-ordinata alla legge ordinaria interna" (Cass. sent 14474 del 2016), prevalendo del resto "le norma pattizie derivanti dagli accordi fra gli stati, attesane la specialità e la ratio di evitare fenomeni di doppia imposizione, su quelle interne" (Cass. n. 23984 del 2016; si veda inoltre Cass. n. 2912 del 2015). Il ricorso è stato, pertanto, rigettato. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente (Agenzia delle entrate) al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 4.000 per compensi di avvocato, oltre alle spese generali determinate forfetariamente nella misura del 15%.   ******   4) Società: obbligo di rimborso o meno sugli strumenti finanziari partecipativi Massima del Notariato sui diritti patrimoniali degli strumenti finanziari partecipativi (art. 2346, comma 6, c.c.): Gli strumenti finanziari partecipativi emessi ai sensi dell'art. 2346, comma 6, c.c., possono prevedere o meno, a carico della società, l'obbligo di rimborso dell'apporto o del suo valore. Nel primo caso, l'obbligo di restituzione comporta l'iscrizione di una voce di debito nel passivo dello stato patrimoniale; nel secondo caso, invece, l'apporto comporta l'iscrizione di una riserva nel patrimonio netto della società nella misura in cui esso sia iscrivibile nell'attivo dello stato patrimoniale o nella misura della riduzione del passivo reale. Agli strumenti finanziari partecipativi con o senza diritto al rimborso del valore dell'apporto possono essere attribuiti uno o più dei diritti patrimoniali spettanti alle azioni (diritto all'utile, diritto alla distribuzione delle riserve, diritto al riparto del residuo attivo di liquidazione) e/o altri diritti patrimoniali di diversa natura (ad esempio: interessi fissi o variabili, etc.). Salva diversa disposizione contenuta nello statuto o nel regolamento degli strumenti finanziari partecipativi allegato allo statuto, i diritti patrimoniali spettanti agli strumenti finanziari privi di diritto al rimborso del valore dell'apporto non dipendono dall'esistenza e dalla permanenza in essere della riserva costituitasi a fronte dell'apporto. Qualora gli strumenti finanziari partecipativi siano privi di diritti patrimoniali di natura partecipativa (diritto all'utile, diritto alla distribuzione delle riserve, diritto al riparto del residuo attivo di liquidazione), la loro qualificazione in termini di strumenti finanziari partecipativi ai sensi dell'art. 2346, comma 6, c.c., è subordinata alla attribuzione di uno o più diritti amministrativi di natura partecipativa (come ad esempio il diritto di nominare un componente degli organi di amministrazione e/o di controllo, ai sensi dell'art. 2351, comma 5, c.c.). (Consiglio notarile di Milano, massima n. 164 di novembre 2017)   ******   5) La notifica a mezzo posta privata del ricorso di primo grado è inesistente Inesistenza della notifica del ricorso effettuato a mezzo posta privata: La notifica a mezzo posta privata del ricorso di primo grado è da ritenere inesistente e non suscettibile di sanatoria in seguito alla costituzione in giudizio delle controparti. Resta ad oggi valido il principio, più volte ribadito dalla Corte di Cassazione e rimarcato nelle sentenze delle Sezioni Unite nn. 13452 e 13453 del 29 maggio 2017, relativo all’esclusività in capo a Poste Italiane S.p.A. dei servizi inerenti le notificazioni e le comunicazioni a mezzo posta connesse agli atti giudiziari di cui alla L. 20-11-1982 n. 890 e successive modificazioni. La Suprema Corte si sofferma, poi, sull’entrata in vigore della l. 4 agosto 2017, n. 124 che, con l’art. 1, comma 57, lett. b), sottrae alla società Poste Italiane S.p.A. l’attribuzione esclusiva dei suddetti servizi. Gli ermellini al riguardo affermano che, fino a quando non saranno rilasciate le nuove licenze individuali relative allo svolgimento dei servizi riguardanti le notificazioni di atti a mezzo della posta connesse con la notificazione di atti giudiziari, debba trovare ancora conferma l’orientamento sinora espresso in materia dalla Corte di Cassazione. (Corte di cassazione, ordinanza n. 23887/6 del 11/10/2017)   ******   6) MISE: con il “cassetto digitale”, i dati aziendali sullo smartphone In arrivo il “cassetto digitale dell’imprenditore”. Con un clic tutti i documenti della propria azienda sono visibili sullo smartphone. Lo rende noto il MISE, con il comunicato del 24 Novembre 2017. Ecco il “cassetto digitale dell’imprenditore” Con un clic tutti i documenti della propria azienda sullo smartphone. Avere sotto controllo le informazioni sulla propria azienda in qualunque momento accedendo da smartphone e tablet in modo facile, sicuro e veloce. È questo lo scenario che si apre a cittadini-imprenditori attraverso il servizio impresa.italia.it, una piattaforma online - realizzata da InfoCamere per conto delle Camere di commercio - con cui ogni imprenditore potrà accedere senza oneri alle informazioni e ai documenti ufficiali della propria impresa. Progettata secondo la logica mobile first e in linea con i paradigmi di design promossi dal Team Digitale e da AgID – la nuova piattaforma è integrata con SPID, il Sistema Pubblico di identità digitale. Offre un utilizzo delle informazioni veloce e di immediata comprensione e mette l’imprenditore in condizione di avere a disposizione - sempre e ovunque, sul suo smartphone o tablet - la carta d’identità digitale della propria impresa: visura, bilancio, pratiche in corso e molto altro ancora. Non solo: dal cassetto è possibile accedere direttamente ai company profile delle imprese più innovative su startup.registroimprese.it. (MISE, comunicato del 24 Novembre 2017)   ******   7) ASD: non basta l’iscrizione al CONI per potere fruire dei rilevanti benefici fiscali Lo ha stabilito  la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28175 del 24 novembre 2017, secondo cui - «Affinché un'associazione sportiva dilettantistica possa beneficiare delle agevolazioni fiscali previste in materia di IVA e di IRPEG, rispettivamente, dall'art. 4 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e dall'art. 111 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, non è sufficiente la sua astratta sussumibilità in una delle categorie previste da tali norme, ma è necessario che essa dia prova di svolgere la propria attività nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni imposte da esse» (Sez. 5, Sentenza n. 8623 del 30/05/2012, Rv. 622732 - 01). La Commissione tributaria regionale del Piemonte aveva accolto l’appello proposto dalla Unione Sportiva Dilettantistica, respingendo l’appello incidentale proposto dall’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza n. 53/4/13 della Commissione tributaria provinciale che aveva parzialmente accolto il ricorso di detta Associazione contro l’avviso di accertamento IRAP, IRES, IVA ed altro 2007. La CTR osservava in particolare che essendo l’associazione contribuente affiliata al CONI ed alla FIGC nonché avendo regolarmente partecipato alle competizioni da tali Enti organizzati ed essendo perciò anche iscritta al Registro nazionale delle Associazioni e Società sportive dilettantistiche, alla medesima andava senz’altro riconosciuto il regime agevolato previsto dalle correlative disposizioni legislative e pertanto doveva affermarsi l’infondatezza delle pretese fiscali, portate dall’atto impositivo impugnato, basantesi sul disconoscimento dei presupposti di applicabilità di tale regime. Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate deducendo un motivo unico, ovvero della violazione/falsa applicazione degli artt. 148, TUIR, 4, D.P.R. 633/1972, 1, legge 398/1991, poiché la CTR ha ritenuto sufficiente presupposto di applicabilità del regime fiscale agevolato delle associazioni sportive dilettantistiche la circostanza che la contribuente fosse affiliata al CONI/alla FIGC, registrata nel Registro nazionale delle ASD e svolgesse regolarmente l’attività sportiva organizzata da detti Enti di promozione sportiva. La censura delle Entrate, risultando fondata, è stata accolta dal giudice supremo che ha ribadito come: - «In tema di agevolazioni tributarie, l'esenzione d'imposta prevista dall'art. 111 (ora 148) del D.P.R. n. 917 del 1986 in favore delle associazioni non lucrative dipende non dall'elemento formale della veste giuridica assunta (nella specie, associazione sportiva dilettantistica), ma dall'effettivo svolgimento di attività senza fine di lucro, il cui onere probatorio incombe sulla contribuente e non può ritenersi soddisfatto dal dato del tutto estrinseco e neutrale dell'affiliazione alle federazioni sportive ed al Coni» (Sez. 5, Sentenza n. 16449 del 05/08/2016, Rv. 640774 - 01); - «Affinché un'associazione sportiva dilettantistica possa beneficiare delle agevolazioni fiscali previste in materia di IVA e di IRPEG, rispettivamente, dall'art. 4 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e dall'art. 111 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, non è sufficiente la sua astratta sussumibilità in una delle categorie previste da tali norme, ma è necessario che essa dia prova di svolgere la propria attività nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni imposte da esse» (Sez. 5, Sentenza n. 8623 del 30/05/2012, Rv. 622732 - 01). La sentenza del giudice di merito è, quindi, risultata contrastante con i principi di diritto espressi in tali arresti giurisprudenziali sia perché ha ritenuto presupposto sufficiente per l’applicazione del regime fiscale agevolato de quo l’affiliazione al CONI ed alla FIGC sia perché ha completamente omesso qualsiasi considerazione sulla conformazione statutaria dell’associazione contribuente alle specifiche prescrizioni date dall’art. 148, TUIR ed altresì sull’effettiva attuazione delle previsioni statutarie stesse, essendo stato ciò contestato con l’avviso di accertamento impugnato e non contro provato dalla contribuente medesima.   ******   8) Manovra, 60 milioni in 3 anni per i caregiver familiari Via libera all'unanimità in Commissione Bilancio Nasce il Fondo per il sostegno dei caregiver familiari: La Commissione Bilancio del Senato ha dato via libera all'unanimità all'emendamento (a prima firma Laura Bignami, ma poi sottoscritto da tutti i gruppi e da centinaia di senatori singolarmente) che stanzia 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per "la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare". L'emendamento definisce quindi il caregiver come "la persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, anche di un familiare entro il terzo grado, che a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata, o sia titolare di indennità di accompagnamento". I 60 milioni stanziati in tre anni saranno attinti dal fondo speciale di parte corrente, utilizzando in parte l'accantonamento del Ministero dell'economia. Arriva uno sconto fiscale per tutelare le librerie La Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento del Pd che prevede per la vendita di libri al dettaglio un credito di imposta su Imu, Tasi, Tari e sull'eventuale affitto. Lo sconto è più sostanzioso, fino a 20.000 euro, per le librerie indipendenti, "che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite", e arriva invece a 10.000 euro per gli altri esercenti. Il limite di spesa è fissato a 4 milioni nel 2018 e a 5 milioni annui a decorrere dal 2019. Alla Camera arriva lo spazio per i lobbisti A partire dal 28 novembre la Camera in vista della sessione di bilancio destinerà in via sperimentale un locale del piano Aula di Montecitorio, vicino alla Galleria dei Presidenti, all'attività dei rappresentanti di interessi iscritti nell'apposito registro, recentemente istituito dall' ufficio di Presidenza. L'allestimento dello spazio, realizzato senza alcuna spesa per il bilancio della Camera, prevede - si apprende da fonti di Montecitorio - la possibilità di seguire i lavori della sessione con il circuito chiuso, la web tv e il canale sat della Camera, postazioni informatiche. (ANSA, nota del 27 novembre 2017)   *****   9) CNDCEC: nuove sanzioni si applicano solo ai successivi provvedimenti disciplinari  Regolamento sanzioni disciplinari in vigore dal 1° gennaio 2017. Lo chiarisce il Consiglio nazionale dei commercialisti con il PO 274/2017 del 27 novembre 2017. Si chiedeva se il nuovo Codice delle sanzioni disciplinari si applicasse anche al triennio 2014-2016. Ma il CNDCEC risponde che non è così. Difatti, lo stesso regolamento all’art. 28, comma 2, prevede che le norme del citato codice si applicano solo ai provvedimenti disciplinari avviati dopo.   ******   10) CNDCEC: altri pronto ordini, libretto digitale tirocinio e funzione disciplinare territoriale Il CNDCEC, in data 27 novembre 2017, ha pubblicato anche i seguenti altri pronto ordini: - Tirocinio ex art. 14 del DM 143/2009 (PO 295/2017) - Applicazione del Regolamento per l'esercizio della funzione disciplinare territoriale (PO 284/2017) - Libretto digitale del Tirocinio (PO 234/2017).   Vincenzo D’Andò