Arriva il titolo di Commercialista Specialista – Diario quotidiano del 6 novembre 2017 – Chiarimenti INAIL sul lavoro agile

Pubblicato il 6 novembre 2017



1) ZFU sisma centro Italia: prorogato termine finale presentazione istanze
2) Lavoro agile chiarito dall’INAIL
3) In arrivo le scuole d’alta formazione per i Commercialisti?
4) Bilanci: nuova tassonomia XBRL disponibile in bozza
5) Monopoli: RIES prorogato
6) Somme accertate a titolo di marchi esportazione
7) Sgravi contributivi sulle di misure conciliazione tra vita professionale/privata
8) Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali
9) Trattamenti di mobilità in deroga per taluni lavoratori
10) Il Cinque per mille alle O.N.L.U.S. non rientra nella giurisdizione del giudice tributario
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) ZFU sisma centro Italia: prorogato termine finale presentazione istanze 2) Lavoro agile chiarito dall’INAIL 3) In arrivo le scuole d’alta formazione per i Commercialisti ? 4) Bilanci: nuova tassonomia XBRL disponibile in bozza 5) Monopoli: RIES prorogato 6) Somme accertate a titolo di marchi esportazione 7) Sgravi contributivi sulle di misure conciliazione tra vita professionale/privata 8) Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali 9) Trattamenti di mobilità in deroga per taluni lavoratori 10) Il Cinque per mille alle O.N.L.U.S. non rientra nella giurisdizione del giudice tributario ***

1) ZFU sisma centro Italia: prorogato termine finale presentazione istanze

La istanze possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 20 novembre 2017.

IL MISE, con apposita circolare ha disposto la proroga del termine finale per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita, ai sensi dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a decorrere dal 24 agosto 2016.

Il precedente termine finale, fissato con circolare direttoriale 4 agosto 2017, n. 99473 alle ore 12:00 del 6 novembre 2017, è prorogato sino alle ore 12:00 del 20 novembre 2017.

Dunque, per effetto di tale proroga, le istanze possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 20 novembre 2017.

(Ministero dello Sviluppo Economico, circolare direttoriale 2 novembre 2017, n. 157293)

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2) Lavoro agile chiarito dall’INAIL

L’INAIL, con la circolare n. 48 del 2 novembre 2017, ha fornito le prime indicazioni in merito alla nuova modalità di gestione del personale al di fuori dai locali aziendali. Ovvero sul lavoro agile.

Obbligo assicurativo e classificazione tariffaria

Il lavoro agile è una modalità flessibile di lavoro subordinato rispetto all’orario e al luogo della prestazione lavorativa che, per la parte resa fuori dai locali aziendali, è eseguita senza una postazione fissa, che comunque comporta l’estensione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

Infatti, lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile non fa venir meno il possesso dei requisiti oggettivi (lavorazioni rischiose) e soggettivi (caratteristiche delle persone assicurate) previsti ai fini della ricorrenza dell’obbligo assicurativo, rispettivamente, dagli articoli 1 e 4, n. 1) del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

In relazione allo specifico rischio della prestazione lavorativa, il corretto riferimento tariffario va ricercato nella previsione contenuta nell’art. 4 delle modalità per l’applicazione delle tariffe, secondo cui, “agli effetti delle tariffe, per lavorazione si intende il ciclo di operazioni necessario perché sia realizzato quanto in esse descritto, comprese le operazioni complementari e sussidiarie purché svolte dallo stesso datore di lavoro ed in connessione operativa con l’attività principale, ancorché siano effettuate in luoghi diversi.

Ne consegue che l’analisi della lavorazione eseguita in modalità di lavoro agile non differisce da quella normalmente compiuta in ambito aziendale, ai fini della riconduzione al corretto riferimento classificativo da adottare.

Coerentemente con la previsione della norma, alla stregua della quale la prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, la classificazione tariffaria della prestazione lavorativa segue quella cui viene ricondotta la medesima lavorazione svolta in azienda.

D’altro canto, sia per le attività svolte in azienda, sia per quelle svolte al di fuori di tale ambito, gli strumenti tecnologici sono sempre forniti dal datore di lavoro tenuto a garantirne anche il buon funzionamento e, quindi, a parità di rischio deve necessariamente corrispondere una identica classificazione ai fini tariffari, in attuazione del principio alla stregua del quale il trattamento normativo e retributivo dei lavoratori “agili” rispetto ai loro colleghi operanti in azienda deve essere il medesimo, ivi compresa l’adozione delle norme di sicurezza sul lavoro.

Tutela assicurativa

L’articolo 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, dopo aver esteso espressamente la tutela assicurativa Inail al lavoratore “agile” (comma 2) prevede, al comma 3, che il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, … quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Se ne deduce che l’art. 23 circoscrive la ricorrenza dell’infortunio sul lavoro all’esistenza di una diretta connessione dell’evento con la prestazione lavorativa, e ciò anche con riguardo alla fattispecie dell’infortunio in itinere, che viene riconosciuto, come si è visto, solo quando la scelta del luogo della prestazione è dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza (comma 3).

In tale ambito, i lavoratori “agili” devono essere assicurati all’Inail se, per lo svolgimento della loro attività, sono esposti alle fonti di rischio previste dall’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, fra le quali rientra anche il rischio elettrico connesso con l’uso di macchine di ufficio (quali per esempio, mezzi telematici, computer, videoterminali).

Una volta entrati nel campo di applicazione della tutela, i suddetti lavoratori sono assicurati, applicando i criteri di carattere generale validi per tutti gli altri lavoratori, col solo limite del rischio elettivo.

Per quanto concerne gli aspetti peculiari del lavoro agile, gli infortuni occorsi mentre il lavoratore presta la propria attività lavorativa all’esterno dei locali aziendali e nel luogo prescelto dal lavoratore stesso sono tutelati se causati da un rischio connesso con la prestazione lavorativa.

Gli infortuni occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali sono tutelati quando il fatto di affrontare il suddetto percorso sia connesso a esigenze legate alla prestazione stessa o alla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Il lavoratore “agile” è tutelato non solo per gli infortuni collegati al rischio proprio della sua attività lavorativa, ma anche per quelli connessi alle attività prodromiche e/o accessorie purché strumentali allo svolgimento delle mansioni proprie del suo profilo professionale.

In tale quadro, l’accordo di cui agli articoli 18 e 19 della legge 22 maggio 2017, n. 81, si configura come lo strumento utile per l’individuazione dei rischi lavorativi ai quali il lavoratore è esposto e dei riferimenti spazio–temporali ai fini del rapido riconoscimento delle prestazioni infortunistiche.

La mancanza di indicazioni sufficienti desumibili dall’accordo in ordine ai predetti elementi, nonché in generale a quanto previsto dal citato articolo 19 della legge 22 maggio 2017, n. 81 comporta che, ai fini dell’indennizzabilità dell’evento infortunistico saranno necessari specifici accertamenti finalizzati a verificare la sussistenza dei presupposti sostanziali della tutela e, in particolare, a verificare se l’attività svolta dal lavoratore al momento dell’evento infortunistico sia comunque in stretto collegamento con quella lavorativa, in quanto necessitata e funzionale alla stessa, sebbene svolta all’esterno dei locali aziendali.

Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori

All’articolo 22, comma 1, la norma in argomento prevede che a garanzia della salute e sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, il datore di lavoro consegni al lavoratore stesso e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa.

Il datore di lavoro deve fornire al lavoratore un’adeguata informativa circa il corretto utilizzo delle attrezzature/apparecchiature eventualmente messe a disposizione nello svolgimento della prestazione in modalità di lavoro agile, assicurandosi che detti strumenti siano conformi al titolo III del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modificazioni, nonché alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, facendosi carico di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza con un’adeguata manutenzione.

Il lavoratore che svolge la propria prestazione in modalità di lavoro agile è comunque tenuto, ai sensi del comma 2 del suindicato articolo 22, a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro, al fine di fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Istruzioni operative

I datori di lavoro (privati o pubblici non statali) non hanno alcun obbligo di denuncia ai fini assicurativi se il personale dipendente, già assicurato per le specifiche attività lavorative in ambito aziendale, sia adibito alle medesime mansioni in modalità agile che non determinano una variazione del rischio.

Laddove, viceversa, i suindicati datori di lavoro non abbiano in essere un rapporto assicurativo con l’Istituto, devono produrre apposita denuncia di esercizio, tramite i servizi on line disponibili sul portale dell’Istituto, per assicurare i lavoratori dipendenti ivi compresi quelli svolgenti le attività in modalità agile.

Lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile forma oggetto di comunicazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 23, comma 1 della norma in argomento.

A tal fine, a partire dal 15 novembre 2017 sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (www.lavoro.gov.it) sarà disponibile un apposito modello per consentire ai datori di lavoro pubblici e privati di comunicare l’avvenuta sottoscrizione dell’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile.

Le informazioni contenute nel modello saranno trasmesse all’Istituto nell’ambito dell’accordo di cooperazione applicativa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali concernente il trasferimento dei dati contenuti nelle predette comunicazioni.

Ciò al fine di realizzare un monitoraggio sulla concreta diffusione di tale modalità lavorativa e sui relativi effetti prodotti sul piano assicurativo, ai fini di un eventuale aggiornamento dei rischi assicurati.

Per quanto riguarda i dipendenti delle Amministrazioni statali addetti al lavoro agile che rientrano nelle previsioni normative degli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, la tutela obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali è attuata con la speciale modalità prevista dall’articolo 127 del succitato decreto e regolamentata dal decreto del Ministro del tesoro di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il Ministro della sanità 10 ottobre 1985.

(INAIL, circolare n. 48 del 2 novembre 2017)

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3) In arrivo le scuole d’alta formazione per i Commercialisti

Secondo quanto riferisce stampa specializzata, è in arrivo un emendamento governativo che prevede la possibilità per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti di consentire ai propri iscritti di conseguire il titolo di specialista e l'iscrizione all'Albo, dopo la partecipazione alle Scuole di alta formazione.

In altri termini, gli “specialisti”, dopo la partecipazione alla Saf, possono ottenere direttamente l'iscrizione alla sezione A dell'Albo. Lo stesso correttivo prevede, inoltre, che nella sezione A dell’albo professionale gli elenchi siano suddivisi in base alle specializzazioni e che gli iscritti vengano annotati in base al possesso del titolo di specializzazione professionale collegato ad attività previste tra le competenze riconosciute. Si devono indicate anche le modalità di conseguimento della specializzazione raggiunta.

Le Saf saranno istituite dagli Ordini territoriali in collaborazione con le università e per accedervi e diventare “commercialista specialista” occorre essere iscritti da almeno 5 anni nella sezione A dell’albo e avere almeno 200 ore di percorsi formativi, oppure avere un diploma di specializzazione universitaria o la qualifica di professore universitario di ruolo in materie giuridiche ed economiche.

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4) Bilanci: nuova tassonomia XBRL disponibile in bozza

Tassonomia PCI_2017-07-06 (Bozza)

Il 2 novembre 2017 é stata pubblicata in bozza la nuova Tassonomia delle imprese di capitali che redigono il bilancio secondo le disposizioni codicistiche, denominata PCI_2017-07-06.

La tassonomia è disponibile nella sezione TASSONOMIE del sito XBRL.

Tassonomia Principi Contabili Italiani 2017-07-06 (Bozza)

E’ stata pubblicata in bozza la nuova Tassonomia delle imprese di capitali che redigono i bilanci secondo le disposizioni codicistiche, denominata PCI_2017-07-06.

In seguito alla richiesta pervenuta dal mercato di avere una maggior flessibilità, al fine di indicare separatamente le imposte anticipate all’interno della voce CII Crediti dell’attivo dello Stato Patrimoniale in forma abbreviata, è stata realizzata una nuova Tassonomia ver. 2017-07-06.

Al riguardo OIC (Organismo Italiano di Contabilità) ha deciso di emendare l’OIC12 e OIC25 in tal senso.

L’OIC non ha manifestato obiezioni alla modifica proposta, poichè l’emendamento traduce in regola quanto riformulato da XBRL Italia,

Il processo di emendamento avviato da OIC potrà concludersi soltanto nel mese di dicembre 2018, in attesa della pubblicazione definitiva, è stata resa disponibile la bozza della nuova versione che a giorni sarà disponibile anche sul sito ufficiale agid.gov.it.

La nuova Tassonomia sostituirà la precedente ver. 2016-11-14 e per il resto rimarrà invariata.

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5) Monopoli: RIES prorogato

Prorogato il termine di rinnovo d’iscrizione all’elenco RIES 2018 per tutti coloro che svolgono attività funzionali alla raccolta di gioco mediante NewSlot e Video Lottery Terminal (VLT).

Difatti, per l’anno 2018, il rinnovo d’iscrizione al RIES può essere effettuato a decorrere dal 1° dicembre 2017 e non oltre il 28 febbraio 2018.

La proroga è dovuta ad una serie di eventi particolari, tra cui:

- l’intesa, raggiunta in data 7 settembre 2017 in sede di Conferenza Unificata Stato Regioni, concernente le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico che di conseguenza comporterà modifiche all’attuale configurazione della rete di raccolta favorendo, nel periodo, il consolidamento di processi di razionalizzazione della filiera degli operatori;

- la prossima conclusione della fase di sperimentazione delle procedure per l’assolvimento dell’imposta di bollo in modalità telematica, in linea con le direttive impartite dall’Agenzia per l’Italia Digitale;

- l’armonizzazione sistematica delle disposizioni attinenti ai criteri di installazione degli apparecchi da divertimento presso gli esercizi commerciali con quelle relative alle modalità di iscrizione all’elenco.

Dunque, per l’anno 2018, il rinnovo dell’iscrizione al suddetto elenco, di cui all’art. 1, co. 82, L. n. 220/2010, può essere effettuata a partire dal 1 dicembre 2017 e fino al 18 febbraio 2018.

(Agenzia Dogane e Monopoli, provvedimento n. 118286 del 31 ottobre 2017)

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6) Somme accertate a titolo di marchi esportazione

Sono ancora in vigore le disposizioni relative alla istituzione dei marchi per l’esportazione di alcuni prodotti ortofrutticoli (attualmente accertate col codice tributo 904) e per l’esportazione di riso (attualmente accertate col codice tributo 905) nonché alla assegnazione, a questa Agenzia, della competenza a liquidare e a riscuotere tali tributi.

Al riguardo, l’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 123914 /RU del 31 ottobre 2017, ma pubblicata il 3 novembre 2017, evidenzia che sono stati istituiti i seguenti nuovi codici tributo che adesso dovranno essere utilizzati (la nota riporta la seguente frase: “a decorrere dal ricevimento della presente”):

- il codice 161, che tiene luogo del codice 904, per le somme accertate a titolo di marchio per l’esportazione di alcuni prodotti ortofrutticoli;

- il codice 162, che tiene luogo del codice 905, per le somme accertate a titolo di marchio per l’esportazione del riso.

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7) Sgravi contributivi sulle di misure conciliazione tra vita professionale/privata

Lo sgravio è riconosciuto in favore dei datori di lavoro del settore privato che abbiano sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali recanti l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata, innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente, dai contratti nazionali di settore e da precedenti contratti aziendali.

Gli istituti di conciliazione previsti nel contratto aziendale devono essere minimo due tra quelli elencati nel decreto e almeno uno deve rientrare nelle aree di intervento genitorialità o flessibilità organizzativa. Il contratto aziendale deve riguardare almeno il 70% dei dipendenti. I contratti collettivi aziendali devono essere sottoscritti e depositati telematicamente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro tra il 1° gennaio 2017 e il 31 agosto 2018.

Le risorse finanziarie complessivamente disponibili sono pari a 55 e 54 milioni di euro, rispettivamente per il 2017 e il 2018. Con la circolare sopracitata si dà avvio alla prima fase, a valere sulle risorse 2017. Il termine per la presentazione delle domande è il 15 novembre 2017. I datori di lavoro devono inoltrare la domanda online all’INPS, tramite il modulo “Conciliazione Vita-Lavoro”, all’interno del servizio “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”.

L’ammissione al beneficio avviene a decorrere dal trentesimo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione delle istanze. La fruizione dello sgravio è subordinata al possesso della regolarità contributiva attestata tramite il DURC e al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Chiarimenti sullo sgravio contributivo per i contratti collettivi aziendali contenenti misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata.

L’INPS, con la circolare n. 163 del 3 novembre 2017, si è soffermato sulle modalità di attribuzione dello sgravio contributivo previsto dal decreto interministeriale del 12 settembre 2017, per i datori di lavoro che stipulino contratti collettivi aziendali contenenti misure volte a favorire la conciliazione tra la vita lavorativa e la vita privata dei lavoratori.

Lo sgravio spetta per i contratti aziendali stipulati dal 1° gennaio 2017 al 31 agosto 2018 e ciascun datore di lavoro può usufruirne una sola volta nel biennio 2017-2018. Il contratto deve essere depositato ai sensi dell’articolo 14 del D.lgs. n. 151 del 2015. I datori di lavoro dovranno richiedere lo sgravio in via telematica all’Inps, che procederà al calcolo dello stesso ripartendo le risorse disponibili secondo i criteri stabiliti nel predetto decreto interministeriale.

AREA DI INTERVENTO GENITORIALITÀ

estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità;

estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità;

previsione di nidi d’infanzia/asili nido/spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali;

percorsi formativi (e-learning/coaching) per favorire il rientro dal congedo di maternità;

buoni per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

AREA DI INTERVENTO FLESSIBILITÀ ORGANIZZATIVA

lavoro agile;

flessibilità oraria in entrata e uscita;

part-time;

banca ore;

cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti.

WELFARE AZIENDALE

convenzioni per l'erogazione di servizi time saving;

convenzioni con strutture per servizi di cura;

buoni per l’acquisto di servizi di cura.

Misura e calcolo dello sgravio

Lo sgravio in esame non è correlato alla retribuzione dei lavoratori ma consiste in una riduzione contributiva, per il datore di lavoro, la cui misura è modulata in base al numero dei datori di lavoro complessivamente ammessi allo sgravio e alla loro dimensione aziendale.

Nel dettaglio, il beneficio attribuito a ciascun datore di lavoro è articolato in due quote:

- Quota A: ottenuta dividendo il 20% delle risorse finanziarie per il numero dei datori di lavoro ammessi nell'anno;

- Quota B: ottenuta ripartendo l'80% delle risorse finanziarie di ciascun anno in base alla media dei dipendenti occupati, nell'anno civile precedente la domanda, dai medesimi datori di lavoro.

L'algoritmo di ripartizione è il risultato delle seguenti operazioni:

a) si somma la media dei dipendenti occupati dai datori di lavoro ammessi;

b) si divide l'80% delle risorse finanziarie per il totale determinato al punto precedente;

c) si moltiplica il risultato ottenuto al punto b) per la media occupazionale di ciascun datore di lavoro.

Lo sgravio fruibile sarà dato dalla somma QuotaA+QuotaB associata al datore di lavoro.

Modalità di accesso

I datori di lavoro - anche per il tramite degli intermediari autorizzati – devono inoltrare, in via telematica, apposita domanda all’INPS a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della presente circolare.

La domanda deve essere presentata avvalendosi del modulo di istanza on-line “Conciliazione Vita-Lavoro”, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Istituto all’indirizzo: www.inps.it.

Ammissione allo sgravio e fruizione

L’ammissione al beneficio avviene a decorrere dal trentesimo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione delle istanze. Entro tale termine, a seguito dell’invio dell’istanza, l’INPS:

- controlla il deposito del contratto aziendale, sulla base dei dati indicati nella domanda;

- procede al calcolo della misura del beneficio.

Nel caso di scarto della domanda per esito negativo nella verifica del deposito del contratto aziendale la procedura DiResCo emette un avviso e la domanda non è considerata nella fase di calcolo.

Per quanto concerne le domande presentate a valere sulle risorse 2017, l’Istituto procede ad ammetterle allo sgravio a partire dal 16 dicembre 2017, informando – esclusivamente in modalità telematica mediante comunicazione all’interno del medesimo modulo di istanza - dell’esito della domanda e dell’importo di sgravio riconosciuto.

(INPS, circolare n. 163 del 3 novembre 2017)

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8) Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali

Il requisito per l’applicazione dell’esonero sussiste in tutti i casi in cui alla nuova iscrizione del coltivatore o IAP con età inferiore ai 40 anni sia riconducibile un’innovazione nell’oggetto dell’impresa, concretizzabile anche attraverso lo sviluppo o il mutamento dell’attività preesistente.

Nuovo chiarimento dell’INPS, con la circolare n. 164 del 3 novembre 2017, che fornisce ennesime precisazioni, ad integrazione della precedente circolare n. 85/2017.

Con tale circolare erano state fornite le precisazioni normative e le indicazioni operative per il godimento dell’esonero contributivo previsto, in favore dei coltivatori diretti (CD) e degli imprenditori agricoli professionali (IAP), dall’art. 1, commi 344 e 345, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Al paragrafo 1 (“Destinatari del beneficio”), sono stati descritti i requisiti per l’ammissione al beneficio.

Adesso, quindi, l’Istituto con la presente circolare fornisce chiarimenti in merito al requisito delle “nuove iscrizioni nella previdenza agricola”, contenuto nell’art. 1, commi 344, della legge in oggetto.

L’individuazione del citato requisito di nuova iscrizione nella previdenza agricola è correlata alla esplicita finalità della norma, che è quella di promuovere nuove forme di imprenditoria in agricoltura, circoscritta, per espressa previsione di legge, ai coltivatori e agli imprenditori professionali con età inferiore ai quaranta anni.

In merito, non si è reso necessario dare disposizioni attuative per le fattispecie caratterizzate da nuove iscrizioni di soggetti non appartenenti a nuclei CD già esistenti, i quali rientrano indubbiamente nella previsione normativa di applicazione dell’esonero.

Per i casi, invece, di derivazione da un nucleo preesistente, la circolare n. 85 ha previsto che si accerterà “…il nucleo del coltivatore diretto che richiede l’ammissione all’incentivo non sia composto, anche se con ruoli diversi, dai medesimi soggetti”.

Alla luce del contesto normativo di cui sopra, l’INPS chiarisce che tale condizione, per la quale il nucleo non debba essere composto dai medesimi soggetti, è da intendersi soddisfatta, ai fini della concessione dell’esonero contributivo, con la positiva verifica del requisito della mancata precedente iscrizione esclusivamente per il c.d. capo nucleo coltivatore diretto.

In tal senso si è espresso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale che, con il parere n. 6811 del 3 ottobre 2017, ha precisato, inoltre, che “non rileva, ai fini civilistici e ai fini della norma citata (art. 1, commi 344 e 345, legge 11/2/2016), la circostanza che antecedentemente i medesimi soggetti siano già stati iscritti in qualità di semplici collaboratori componenti di un nucleo preesistente”.

Va considerato, inoltre, che si è in presenza di nuova forma imprenditoriale agricola anche quando il cambiamento ricade sulla coltivazione dei fondi, sulla silvicoltura, sull’allevamento del bestiame e attività connesse, stante la definizione dell’imprenditore di cui all’art. 2135 c.c.

Pertanto, viene precisato, ad integrazione della circolare n. 85/2017, che il requisito per l’applicazione dell’esonero sussiste in tutti i casi in cui alla nuova iscrizione del coltivatore o IAP con età inferiore ai quaranta anni sia riconducibile un’innovazione nell’oggetto dell’impresa, concretizzabile anche attraverso lo sviluppo o il mutamento dell’attività preesistente.

(INPS, circolare n. 164 del 3 novembre 2017)

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9) Trattamenti di mobilità in deroga per taluni lavoratori

Tassazione ordinaria sui trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori che operano in un’area di crisi complessa.

L’INPS, con la circolare n. 159 del 31 ottobre 2017, con la quale fornisce le istruzioni contabili circa i trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori che operino in un’area di crisi complessa.

Regime Fiscale

L’indennità (prestazione) in questione riconosciuta ai soggetti in relazione alle condizioni sopra esposte è considerata ai sensi del comma 2, art.6 del Tuir, reddito imponibile della stessa categoria dei redditi sostituiti o integrati e, pertanto, è soggetta al regime della tassazione ordinaria, ai sensi dell’art. 23 del DPR 600/73, con le aliquote previste all’art. 11 del Tuir e con il riconoscimento delle detrazioni di cui agli artt. 12 e 13 del Tuir se richieste.

L’Istituto, in qualità di sostituto d’imposta, opererà a fine anno 2017 il conguaglio fiscale e rilascerà la relativa certificazione fiscale (mod.CU).

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10) Il Cinque per mille alle O.N.L.U.S. non rientra nella giurisdizione del giudice tributario

Le controversie relative alle iscrizioni delle ONLUS nell’elenco delle associazioni ammesse al “beneficio del cinque per mille” non rientrano nella giurisdizione del giudice tributario. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno così risolto la questione di giurisdizione sollevata dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito di un contenzioso derivato dall’impugnazione, da parte di una o.n.l.u.s., della comunicazione con cui l’Agenzia aveva respinto la richiesta di iscrizione dell’associazione all’elenco delle organizzazioni ammesse al c.d. “beneficio del cinque per mille”. Gli ermellini, rifacendosi alla pronuncia della Consulta che aveva difatti escluso la natura tributaria del “beneficio del cinque per mille” (sentenza Corte Costituzionale n. 202/2007), spiegano che la dichiarazione volontaria del contribuente di cedere il proprio cinque per mille trasforma la quota in questione da pretesa tributaria in somma che lo Stato è obbligato a corrispondere ai soggetti indicati dal contribuente. Stante dunque la natura non fiscale della quota del cinque per mille è, secondo la Suprema Corte, da escludere la sussistenza della competenza ratione materiae del giudice tributario in favore del giudice ordinario.

(Corte di cassazione. Sentenza del 23/10/2017 n. 24964/SU)

Vincenzo D’Andò