Indici di affidabilità fiscale (ISA): pubblicate le prime bozze – Diario quotidiano del 2 novembre 2017

Pubblicato il 2 novembre 2017



1) Legge per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza in G.U.: Esteso organo di controllo nelle Srl
2) Fiscalità delle imprese OIC adopter: intervento più esteso del CNDCEC
3) Attenzione alle false mail con il logo di Agenzia Entrate
4) Indici di affidabilità fiscale (ISA): pubblicate le prime bozze per il 2017
5) Split payment: il Mef ha ripubblicato gli elenchi
6) Sistema UniEmens denunce contributive DM2013: conguaglio arretrati Assegno Nucleo Familiare
7) Gestione Artigiani e Commercianti: Avvisi Bonari rata con scadenza Agosto 2017 nel cassetto previdenziale
8) Chiarimenti sul termine di presentazione delle domande di CIGO Industria ed Edilizia
9) Decesso del lavoratore dipendente: obblighi e adempimenti
10) Garante privacy: Linee guida sulla valutazione di impatto
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Legge per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza in G.U.: Esteso organo di controllo nelle Srl 2) Fiscalità delle imprese OIC adopter: intervento più esteso del CNDCEC 3) Attenzione alle false mail con il logo di Agenzia Entrate 4) Indici di affidabilità fiscale (ISA): pubblicate le prime bozze per il 2017 5) Split payment: il Mef ha ripubblicato gli elenchi 6) Sistema UniEmens denunce contributive DM2013: conguaglio arretrati Assegno Nucleo Familiare 7) Gestione Artigiani e Commercianti: Avvisi Bonari rata con scadenza Agosto 2017 nel cassetto previdenziale 8) Chiarimenti sul termine di presentazione delle domande di CIGO Industria ed Edilizia 9) Decesso del lavoratore dipendente: obblighi e adempimenti 10) Garante privacy: Linee guida sulla valutazione di impatto ****

1) Legge per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza in G.U.: Esteso organo di controllo nelle Srl

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 2017, la Legge n. 155 del 19 ottobre 2017, recante la delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

Il provvedimento è composto dai seguenti 16 articoli:

- Oggetto della delega al Governo e procedure per l'esercizio della stessa (art. 1);

- Principi generali (art. 2);

- Gruppi di imprese (art. 3);

- Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi (art. 4);

- Accordi di ristrutturazione dei debiti e piani attestati di risanamento (art. 5);

- Procedura di concordato preventivo (art. 6);

- Procedura di liquidazione giudiziale (art. 7);

- Esdebitazione (art. 8);

- Sovraindebitamento (art. 9);

- Privilegi (art. 10);

- Garanzie non possessorie (art. 11);

- Garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire (art. 12);

- Rapporti tra liquidazione giudiziale e misure penali (art. 13);

- Modifiche al codice civile (art. 14), in particolare:

Esteso organo di controllo nelle Srl

Vengono estesi i casi in cui é obbligatoria la nomina dell’organo di controllo, anche monocratico, o del revisore, da parte della società a responsabilità limitata, in particolare prevedendo tale obbligo quando la società per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti:

a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;

b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;

c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

Se la Srl, in tutti i casi in cui é obbligata per legge, non nomina l’organo di controllo o il revisore entro il termine previsto (art. 2477, quinto comma), il Tribunale provvede alla nomina, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del conservatore del registro delle imprese.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa, per la società a responsabilità limitata, quando per tre esercizi consecutivi non risulta superato alcuno dei suddetti limiti;

- Liquidazione coatta amministrativa (art. 15);

- Disposizioni finanziarie (art. 16).

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2) Fiscalità delle imprese OIC adopter: intervento più esteso del CNDCEC

A causa della complessità del quadro normativo italiano, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha dovuto predisporre, un ulteriore documento di studio per i propri iscritti, recante l’analisi degli effetti fiscali derivanti dall’adozione dei nuovi principi contabili nazionali, che riprende il precedente documento di studio del 7 agosto 2017, stavolta, però, approfondendo la relativa disciplina.

Tutto questo al fine di aiutare i professionisti chiamati all’arduo compito di calcolare il tax rate dei soggetti OIC adopter alla luce del mutato contesto legislativo.

Difatti, il D.Lgs. n. 139 del 18 agosto 2015, in attuazione della direttiva 2013/34/UE, ha modificato notevolmente le norme del codice civile relative sulla redazione del bilancio e della comunicazione finanziaria, con effetti dai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2016.

Per questo è scaturito l’adeguamento dei principi contabili nazionali redatti dall’Organismo Italiano di Contabilità.

Il coordinamento della disciplina in materia di IRES e IRAP con le nuove disposizioni civilistiche relative alla redazione del bilancio ed i nuovi principi contabili nazionali è stato effettuato con l’art. 13-bis del D.L. n. 244 del 30 dicembre 2016, convertito in Legge n. 19 del 27 febbraio 2017.

Infine, con il Decreto del MEF 3 agosto 2017 sono state emanate le disposizioni di attuazione della disciplina relativa alle ricadute fiscali delle nuove norme in materia di bilancio e dei nuovi principi OIC.

Nel citato documento, dopo una sintesi delle principali novità in ambito civilistico, vengono analizzate le casistiche che possono manifestarsi con maggiore frequenza in sede di passaggio alle nuove disposizioni e che hanno riflessi nella determinazione delle imposte sui redditi e dell’IRAP. In particolare, vengono analizzati e, quindi, approfonditi i seguenti argomenti:

- principio di derivazione rafforzata,

- eliminazione della sezione straordinaria del conto economico,

- obbligazioni convertibili e finanziamenti infruttiferi da parte di soci;

- azioni proprie;

- strumenti finanziari derivati;

- errori contabili;

- effetti ai fini dell’agevolazione dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE);

- regime transitorio.

Lo scopo finale è quello di potere contribuire a fare chiarezza sulla materia, risolvendo al contempo i principali dubbi sorti tra i professionisti e gli operatori in questa prima fase di applicazione della neo disciplina.

(CNDCEC, documento di studio del 30 ottobre 2017)

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3) Attenzione alle false mail con il logo di Agenzia Entrate

Fisco, Agenzia Entrate, mail false con virus, grazie a cittadini per segnalazioni

Agenzia delle Entrate informa che stanno arrivando false mail col logo di Agenzia contenenti, in allegato, un pericoloso software (malware) che potrebbe infettare il computer o le utenze informatiche in uso.

I messaggi di posta elettronica segnalati in queste ore da alcuni cittadini, ai quali va il ringraziamento per la pronta comunicazione e lo spirito di collaborazione, contengono informazioni totalmente false (il nome del file riporta delle cifre e la denominazione F24) relative a presunti avvisi di pagamento predisposti da Agenzia delle Entrate.

Per evitare danni al proprio pc, Agenzia invita a porre la massima attenzione, a non aprire i file allegati né a collegarsi al link contenuto nel testo del messaggio elettronico e a cancellare immediatamente la falsa mail.

(Agenzia Entrate, comunicato stampa n. 189 del 31 ottobre 2017)

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4) Indici di affidabilità fiscale (ISA): pubblicate le prime bozze per il 2017

L'agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet, nell’apposita sezione, le prime bozze provvisorie della modulistica relativa ai nuovi Indicatori di affidabilità fiscale (Isa), destinati a subentrare agli studi di settore (articolo 9-bis del Dl 50/2017) per il periodo di imposta 2017.

Nei commi 3 e 4 dell’articolo 9-bis del Dl n. 50/2017 sono disciplinate le norme relative agli adempimenti dichiarativi correlati agli indici.

I due commi rispettivamente prevedono che:

- i dati rilevanti ai fini della progettazione, della realizzazione, della costruzione e dell’applicazione degli indici sono acquisiti dalle dichiarazioni fiscali previste dall’ordinamento vigente, dalle fonti informative disponibili presso l’anagrafe tributaria, le agenzie fiscali, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’Ispettorato nazionale del lavoro e il Corpo della guardia di finanza, nonché da altre fonti;

- i contribuenti cui si applicano gli indici dichiarano, anche al fine di consentire un’omogenea raccolta informativa, i dati economici, contabili e strutturali rilevanti per l’applicazione degli stessi, sulla base di quanto previsto dalla relativa documentazione tecnica e metodologica approvata con il decreto del ministro dell’Economia e delle finanze indipendentemente dal regime di determinazione del reddito utilizzato. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro il 31 gennaio dell'anno per il quale si applicano gli indici, sono individuati i dati di cui al periodo precedente. Per i periodi d’imposta 2017 e 2018, il provvedimento di cui al secondo periodo del presente comma è emanato entro il termine previsto dall'articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al Dpr n. 322/1998, per l’approvazione dei modelli di dichiarazione relativi ai predetti periodi d'imposta.

L’analisi del contenuto di tali norme aiuta a cogliere alcuni aspetti rilevanti riguardanti la modulistica dichiarativa degli indici.

Documenti disponibili in bozza sul sito

Sono già state pubblicate sul sito le seguenti bozze:

- quadro dei dati contabili relativi agli esercenti attività di impresa;

- quadro dei dati contabili relativi agli esercenti attività di lavoro autonomo;

- circa il 70% delle strutture dei modelli degli indici relativi alle attività del commercio;

- circa l’80% delle strutture dei modelli degli indici relativi ad attività delle manifatture;

- più della metà di quelle relative agli indici destinati alle attività professionali;

- quasi il 65% delle strutture relative al comparto delle attività dei servizi.

Dall’analisi di questa prima tranche fatta dal notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate (fiscoggi.it) del 31 ottobre 2017, sono emersi i seguenti aspetti:

La struttura

I modelli, una volta approvati, si comporranno dei seguenti quadri:

ESERCENTI ATTIVITÀ DI IMPRESA

ESERCENTI ATTIVITÀ DI LAVORO AUTONOMO

Quadro A – Personale 1 tipologia di quadro per tutti i modelli indici delle imprese.

Il contribuente dichiara le medesime informazioni afferenti il personale impiegato nell’impresa già precedentemente richieste ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Quadro A – Personale 1 tipologia di quadro per tutti i modelli indici delle attività di lavoro autonomo.

Il contribuente dichiara le medesime informazioni afferenti il personale impiegato nello studio già precedentemente richieste ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Quadro B – Unità locali

L’impresa o il professionista forniscono le informazioni relative ai locali in cui la propria attività viene esercitata.

Quadro C – Elementi specifici dell’attività

Vengono richieste in questo quadro le informazioni utili a cogliere le specificità dell’attività cui l’indice si applica.

Quadro D – Beni strumentali

Vengono richiesti i dati relativi ai beni strumentali impiegati nell’attività di impresa o di lavoro autonomo.

Quadro E – Dati per la revisione

A differenza degli altri quadri contenenti dati extracontabili, in questo non sono richieste informazioni necessarie per l’applicazione dell’indice ma è prevista la dichiarazione di dati utili per le successive evoluzioni dell’indice stesso (il comma 2 dell’articolo 9-bis del Dl 50/2017 prevede che “gli indici sono soggetti a revisione almeno ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall'ultima revisione”).

Quadro F - Dati contabili (impresa)

1 tipologia di quadro per tutti i modelli indici delle imprese.

Quadro G - Dati contabili (Lavoro autonomo)

1 tipologia di quadro per tutti i modelli indici delle attività di lavoro autonomo.

Il confronto con gli studi studi di settore approvati per il periodo di imposta 2016 fa rilevare anche l’assenza di taluni quadri a vantaggio di una strttura di modello ancora più snella; non risultano, infatti, più presenti i seguenti blocchi di informazioni:

QUADRO V – Ulteriori Dati Specifici, relativo alle modalità applicative degli studi nei confronti di determinate tipologie di soggetti, previste dal dm 11 febbraio 2008, come modificato dall’articolo 7 del dm 22 dicembre 2016;

QUADRO X – Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, previsto per dichiarare dati utili ai fini dell’applicazione dello studio di settore. In particolare, i contribuenti che non risultano congrui alle risultanze degli studi di settore possono, se in possesso dei necessari requisiti, rettificare il peso di alcune variabili. Per la quasi totalità degli studi il quadro era utilizzato per correggere la stima al fine di tener conto dell minor apporto, rispetto ad un lavoratore formato, offerto dall’apprendista;

Quadro T – Congiuntura Economica, in cui è prevista l’indicazione delle ulteriori informazioni necessarie ad adeguare le risultanze dello studio di settore alla specifica situazione di crisi economica.

Focus – i dati contabili

Questi i principali elementi di novità:

Novità

Tipologia di attività esercitata

Note

Ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità

di impresa

Il rigo è destinato alla indicazione delle ulteriori componenti positive, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi dell’Irap e dell’Iva, per migliorare il proprio profilo ovvero per beneficiare delle premialità destinate ai più affidabili

di lavoro autonomo

Maggiorazioni

di impresa

L’indicazione delle maggiorazioni (super e iper ammortamento) non risulta più richiesta distinta tra “costo per il godimento di beni di terzi” e “ammortamenti” per le imprese e tra “ammortamenti” e “altre componenti negative” per i lavoratori autonomi. Risulta presente un unico rigo “maggiorazioni”.

di lavoro autonomo

Oneri e proventi strordinari

di impresa

Vengono eliminati i righi che nei modelli studi di settore erano destinati alla dichiarazione degli oneri e dei proventi di natura straordinaria.

Oneri diversi di gestione ed altre componenti negative

di impresa

Risultano accorpati in unico rigo gli oneri diversi e le altre componenti negative;informazioni che negli studi erano richieste in modo distinto. Sono richiesti, come nuovi “di cui” ti tale importo: le componenti negativi derivanti da trasferimenti di azienda o di rami di azienda, le minusvalenze derivanti da operazioni di riconversione produttiva, ristrutturazione o ridimensionamento produttivo, espropri o nazionalizzazioni di beni, alienazione di beni non strumentali all’attività produttiva, le quote di accantonamento annuale al Tfr per forme pensionistiche complementari e somme erogate agli iscritti ai fondi di previdenza del personale dipendente, gli oneri per imposte e tasse (Irap, Imu, Iva, Tari, Tasi). Non risultano più chieste in modo distinto le spese per abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri e quelle per cancelleria, per omaggio a clienti ed articoli promozionali.

Applicazione del regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e/o del regime dei contribuenti minimi, nel periodo di imposta 2015 e/o in quelli precedenti.

di impresa

Non più richiesta questa informazione presente nei modelli studi di settore.

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5) Split payment: il Mef ha ripubblicato gli elenchi

Il Mef il 31 ottobre 2017 ha provveduto a pubblicare, ai sensi dell’articolo 5-ter, comma 2, del D.M. 27/06/2017, come modificato dall’articolo 1 del D.M. 13/07/2017, degli elenchi, validi per l’anno 2018, dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter, comma 1-bis, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

Non sono incluse, pertanto, le Amministrazioni pubbliche, come definite dall’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni, comunque tenute all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (articolo 17-ter, comma 1, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), e per le quali occorre fare riferimento all’elenco (cd. elenco IPA) pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it). Gli elenchi sono consultabili sulla specifica applicazione informatica (http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) ed è possibile effettuare la ricerca delle società presenti negli elenchi tramite codice fiscale o denominazione. I soggetti interessati, fatta eccezione per le società quotate nell’indice FTSE MIB, potranno segnalare eventuali mancate o errate inclusioni, in conformità con quanto disposto dalla normativa sopra richiamata, fornendo idonea documentazione a supporto ed esclusivamente mediante il modulo di richiesta. Si precisa, inoltre, che tali elenchi non tengono conto dell’estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A., ai sensi dell’articolo 3 del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, in attesa di conversione in legge. Si provvede, infine, alla ripubblicazione degli elenchi definitivi, validi per l’anno 2017, delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali o locali, debitamente rettificati per tenere conto delle segnalazioni pervenute da parte di alcuni contribuenti successivamente alla pubblicazione degli elenchi dello scorso 14 settembre 2017.

(Ministero dell’Economia, nota del 31 ottobre 2017)

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6) Sistema UniEmens denunce contributive DM2013: conguaglio arretrati Assegno Nucleo Familiare

L’INPS ha pubblicato il messaggio n. 4283 del 31 ottobre 2017, con il quale fornisce le informazioni necessaire per il conguaglio degli arretrati per l’Assegno Nucleo Familiare.

L’ Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) spetta ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti iscritti alle casse gestite dall’Inps.

L’importo dell’assegno è calcolato in relazione alla composizione del nucleo familiare ed ai redditi da lavoro dipendente dichiarati e viene corrisposto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente che ha presentato all’azienda l’apposito modello di richiesta con cui è resa una dichiarazione di responsabilità, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.

I redditi si riferiscono all’anno solare precedente a quello della richiesta di ANF.

L’assegno decorre dal mese di luglio dell’anno di richiesta fino a giugno dell’anno successivo.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.

I datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di ANF arretrati, a partire dalle denunce con periodo di competenza Novembre 2017, potranno richiedere per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di € 3.000, valorizzando nel flusso UniEmens, all’interno dell’elemento <CausaleRecANF> di <ANFACredAltre> il codice causale “L036 avente il significato di “Recupero assegni nucleo familiare arretrati”.

Le richieste di arretrati spettanti per importi ulteriori e non conguagliabili secondo le nuove disposizioni, potranno essere effettuate utilizzando esclusivamente flussi di regolarizzazione con l’indicazione del codice causale “L036” e il totale dell’importo.

(INPS, messaggio n. 4283 del 31 ottobre 2017)

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7) Gestione Artigiani e Commercianti: Avvisi Bonari rata con scadenza Agosto 2017 nel cassetto previdenziale

L’INPS comunica l’inizio delle elaborazioni per l’emissione degli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2017 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti.

Gli avvisi bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (di cui al messaggio n. 5769 del 02/04/2012) al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari.

Come di consueto sarà predisposta anche la relativa comunicazione e, contestualmente, sarà inviata una email di alert ai titolari della posizione contributiva e ai loro intermediari, che abbiano fornito tramite il Cassetto il loro indirizzo di posta elettronica.

Qualora l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Comunicazione bidirezionale – Comunicazioni – Invio quietanza di versamento.

In caso di mancato pagamento l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.

(INPS, messaggio n. 4280 del 31 ottobre 2017)

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8) Chiarimenti sul termine di presentazione delle domande di CIGO Industria ed Edilizia

L’INPS ha fornito dei chiarimenti sul termine di presentazione delle domande di CIGO Industria ed Edilizia.

Il comma 2 dell’art. 15 del d.lgs. n. 148/2015 ha stabilito, tra l’altro, che: “………la domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata entro il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa”.

La predetta disposizione si applica ai trattamenti di integrazione salariale richiesti a decorrere dalla data di entrata in vigore del predetto decreto e, quindi, dal 24/09/2015.

Il comma 3 dello stesso articolo 15 ha, altresì, previsto che, qualora l’istanza in argomento sia presentata oltre il termine indicato, l'eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto al predetto limite temporale.

Al riguardo, l’Istituto, con la circolare n. 197 del 2 dicembre 2015, ha chiarito che, nel computo del predetto termine dei 15 giorni, si esclude, secondo i principi generali, il giorno iniziale e, inoltre, ha precisato che se il giorno di scadenza è contestuale ad una festività nazionale la stessa è prorogata di diritto alla prima giornata seguente non festiva.

Il d.lgs. n. 185/2016, nell’apportare disposizioni integrative e correttive alla normativa in parola ha novellato il predetto art. 15, comma 2, del d.lgs. 148/2015, facendo salve dall'applicazione del termine di presentazione di 15 giorni di cui sopra ”……le domande per eventi oggettivamente non evitabili, per le quali si applica il termine della fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l'evento”.

La suddetta disciplina trova applicazione solo per le domande presentate dall'8/10/2016, data di entrata in vigore del citato d.lgs. n. 185/2016.

Ciò premesso, è emerso, dall’esame dei ricorsi sottoposti al Comitato Amministratore della Gestione per le Prestazioni Temporanee ai lavoratori dipendenti, che, non di rado, le aziende che presentano domanda di CIGO per eventi oggettivamente non evitabili (EONE) omettono di indicare il giorno di effettivo inizio della sospensione dell’attività lavorativa, allorquando l’evento che ha determinato la sospensione stessa si verifica nell’ambito della settimana compresa tra la fine di un mese e l’inizio di quello successivo.

A tal fine si precisa che l’azienda è tenuta a valorizzare l’apposito campo “data inizio effettivo” presente sul modulo di domanda, necessario ai fini dell’individuazione dell’esatto giorno in cui ha inizio la sospensione e, conseguentemente, nel caso di istanze per EONE, altrettanto necessario per individuare correttamente il mese in cui si è verificato l’evento.

Solo avendo a disposizione il predetto dato, è dunque possibile stabilire correttamente il termine di scadenza, individuabile nel mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento. Diversamente, in assenza di tale specifica indicazione, viene considerato come inizio della sospensione dell’attività lavorativa il lunedì della prima settimana oggetto della domanda.

Qualora l’azienda ometta la compilazione del campo “data inizio effettivo”, la Struttura territoriale competente attiverà la procedura di cui all'art. 11, comma 2, del D.M. n. 95442/2016, chiedendo all’azienda di fornire il dato mancante.

È emerso, inoltre, che, nel caso di istanze di CIGO per eventi meteo che si verificano in mesi diversi, numerose aziende presentano un’unica domanda entro il termine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’ultimo evento meteo.

Ciò accade anche quando detti eventi sono collocati nella settimana compresa tra la fine di un mese e l’inizio di quello successivo.

Tale condotta comporta il rigetto della domanda per “fuori termine” in quanto le giornate in cui si sono verificati gli eventi meteo, essendo state ricomprese in un’unica domanda, sono considerate come evento continuativo decorrente dalla data in cui si è verificato il primo degli eventi meteo stessi.

Pertanto, la domanda unica ricomprendente eventi meteo verificatisi in mesi diversi, per non incorrere in decadenza, deve essere presentata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il primo evento meteo.

In alternativa, l’azienda può presentare domande distinte con riferimento a ciascuno dei mesi in cui si sono verificati gli eventi meteo, rispettando le relative scadenze di legge.

(INPS, messaggio n. 4275 del 31 ottobre 2017)

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9) Decesso del lavoratore dipendente: obblighi e adempimenti

Il decesso del lavoratore dipendente comporta la risoluzione del rapporto di lavoro per causa di forza maggiore. Di conseguenza, il datore di lavoro deve provvedere ad alcuni adempimenti come quello di comunicare al Centro per l'impiego l'avvenuta risoluzione del rapporto di lavoro e versare a favore dei soggetti indicati dalla Legge il trattamento di fine rapporto, l'indennità sostitutiva di preavviso e tutte le altre competenze.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, il 31 ottobre 2017, ha riassunto in una guida tutte le regole da rispettare in caso di decesso del lavoratore, soffermandosi anche sulla tassazione delle somme già corrisposte al lavoratore o spettanti agli eredi.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 31 ottobre 2017)

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10) Garante privacy: Linee guida sulla valutazione di impatto

Garante privacy: Garanti Ue, varate le Linee guida sulla valutazione di impatto privacy.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la Newsletter n. 434 del 30 ottobre 2017, con la quale, tra le altre cose, informa che sono state adottate, dalle Autorità di protezione dati europee riunite nel Gruppo di lavoro ex art.29, le Linee guida che aiuteranno amministrazioni pubbliche e imprese nella valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA, Data Protection Impact Assessment).

La DPIA, introdotta dal Regolamento europeo 2016/679, consiste in una procedura finalizzata a descrivere il trattamento dei dati, valutarne necessità e proporzionalità e facilitare la gestione dei rischi per i diritti e le libertà delle persone fisiche. La DPIA è uno strumento importante: aiuta il titolare non soltanto a rispettare le prescrizioni del Regolamento europeo, ma anche a dimostrare l’adozione di misure idonee a garantirne il rispetto. In altri termini, la DPIA è una procedura che permette al titolare di realizzare e dimostrare la conformità del trattamento alle norme. Non è obbligatorio condurre una DPIA per ogni singolo trattamento. Essa è però necessaria se il trattamento “può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche”. È possibile utilizzare un’unica DPIA per valutare più trattamenti che presentino delle analogie (ad es. un gruppo di autorità locali che decidano di installare ciascuna un analogo sistema di videosorveglianza). E una analisi di impatto privacy può essere utile anche per valutare l’effetto di un nuovo dispositivo tecnologico. In ogni caso, a prescindere dalla sua obbligatorietà, la DPIA rappresenta sempre una buona prassi per Pa e imprese.

Per assicurare un’interpretazione uniforme dei casi in cui la DPIA è obbligatoria, i Garanti Ue hanno fornito anche alcuni criteri in vista dell’elaborazione degli elenchi dei trattamenti più rischiosi che le Autorità di controllo sono tenute ad adottare (ad es., trattamenti valutativi, compresi lo scoring e la profilazione; decisioni automatizzate dalle quali possono derivare discriminazioni per gli interessati; monitoraggio sistematico; trattamenti su larga scala, in particolare di dati sensibili).

L’inosservanza degli obblighi concernenti la DPIA può comportare l’imposizione di sanzioni pecuniarie da parte delle Autorità garanti. Il mancato svolgimento dell’analisi (quando il trattamento è soggetto a tale valutazione), lo svolgimento non corretto o la mancata consultazione dell’Autorità di controllo competente ove ciò sia necessario, possono comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a un massimo di 10 milioni di euro e, se si tratta di un’impresa, fino al 2% del fatturato globale annuo.

Vincenzo D’Andò