Diario quotidiano del 17 novembre 2017: la Corte di Giustizia UE e l’IVA – Decreto fiscale 2018

Pubblicato il 17 novembre 2017



1) Corte di giustizia Ue: vendita di fabbricato ristrutturato con Iva se le spese vanno oltre il 30%
2) Corte di giustizia Ue: non occorre nessuna registrazione per la detrazione Iva
3) Accollo del debito d’imposta altrui: no all’estinzione per compensazione
4) ZFU Lombardia: domande agevolazioni dal 20 novembre 2017
5) Decreto fiscale: arrivata la fiducia al Senato
6) Il saldo negativo di cassa non è più solo una spia, arrivate ulteriori cattive conseguenze
7) Split payment esteso agli Ordini professionali
8) Decreto fiscale: approvato maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto fiscale
9) Ecco il nuovo calendario fiscale proposto dai Consulenti del lavoro
10) Versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per il 2017: comunicato del MEF
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Corte di giustizia Ue: vendita di fabbricato ristrutturato con Iva se le spese vanno oltre il 30% 2) Corte di giustizia Ue: non occorre nessuna registrazione per la detrazione Iva 3) Accollo del debito d’imposta altrui: no all’estinzione per compensazione 4) ZFU Lombardia: domande agevolazioni dal 20 novembre 2017 5) Decreto fiscale: arrivata la fiducia al Senato 6) Il saldo negativo di cassa non è più solo una spia, arrivate ulteriori cattive conseguenze 7) Split payment esteso agli Ordini professionali 8) Decreto fiscale: approvato maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2942 9) Ecco il nuovo calendario fiscale proposto dai Consulenti del lavoro 10) Versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per il 2017: comunicato del MEF ***

1) Corte di giustizia Ue: vendita di fabbricato ristrutturato con Iva se le spese vanno oltre il 30%

Se le spese sostenute per la ristrutturazione non siano state superiori al 30% del suo valore iniziale è possibile considerare la vendita del fabbricato in esenzione Iva.

Per la Corte di giustizia Ue, nella sentenza 16 novembre 2017, causa C-308/2016, è applicabile l’imposta nel momento in cui l’immobile subisce variazioni sostanziali, destinate a modificarne l’uso o a cambiarne le modalità di occupazione.

La domanda di pronuncia pregiudiziale, relativa alla tipologia all’esame della Corte Ue, verte sull’interpretazione degli articoli 12, paragrafi 1 e 2, e 135, paragrafo 1, lettera j), della direttiva Iva ed è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone una società all’amministrazione finanziaria polacca, in ordine all’assoggettamento a Iva di un’operazione di vendita di un fabbricato che era stato utilizzato dal proprietario a fini personali e sul quale, prima della vendita, erano stati effettuati lavori di ammodernamento.

In particolare, la società decideva di aumentare il proprio capitale sociale e, nella stessa data, un socio conferiva alla compagine un fabbricato residenziale costruito nel 1992.

Nel 2006, l’immobile veniva adattato alle finalità dell’attività economica esercitata dalla società, con il consenso di quest’ultima a un investimento pari a circa il 55% del valore iniziale del bene.

Trattandosi di un fabbricato usato, la società ha ritenuto che la vendita fosse esente da Iva e non ha indicato, nella sua dichiarazione Iva, il beneficio generato dalla vendita stessa.

L’amministrazione finanziaria polacca, ritenendo che la contribuente avesse errato, ha rideterminato l’Iva dovuta dalla società, aggiungendovi l’importo della vendita del fabbricato.

La controversia è approdata dinanzi alla competente autorità giurisdizionale che ha sottoposto al vaglio pregiudiziale della Corte Ue una questione, con cui il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli articoli 12, paragrafi 1 e 2, e 135, paragrafo 1, lettera j), della direttiva Iva, devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale che subordina l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto delle cessioni di fabbricati alla duplice condizione che l’operazione non riguardi una cessione effettuata nel contesto di una prima occupazione verificatasi nell’esercizio di un’operazione imponibile e che, nell’ipotesi di miglioramento di un fabbricato esistente, le spese sostenute a tal fine siano inferiori al 30% del suo valore iniziale.

Il fabbricato in argomento è stato ammodernato dopo essere stato integrato nel patrimonio della società, sollevando pertanto la possibilità del suo assoggettamento a Iva, in quanto tali lavori hanno generato un valore aggiunto. L’interpretazione della nozione di “trasformazione” è corroborata dalla giurisprudenza della Corte secondo la quale è esentata dall’Iva un’operazione di cessione di un bene immobile composto da un terreno e da un vecchio fabbricato in corso di trasformazione quando, al momento di detta cessione, il vecchio fabbricato era stato demolito solo in parte ed era, almeno parzialmente, ancora utilizzato in quanto tale.

Pertanto, la nozione di “trasformazione” copre l’ipotesi nella quale siano stati effettuati lavori completi o a uno stadio sufficientemente avanzato, in esito ai quali il fabbricato in oggetto sarà destinato a essere utilizzato ad altri fini.

Nel caso di specie, la nozione di “trasformazione” di cui all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva Iva, è stata trasposta nella disciplina polacca sull’Iva, facendo ricorso a quella di “miglioramento”.

Tuttavia, purché quest’ultimo termine sia interpretato dai giudici nazionali come sinonimo di quello di “trasformazione”, la differenza terminologica così rilevata non è tale, di per sé, da comportare un’incompatibilità della legge polacca con la direttiva comunitaria.

Tutto ciò premesso, la Corte Ue perviene alla conclusione che gli articoli 12, paragrafi 1 e 2, e 135, paragrafo 1, lettera j), della direttiva Iva devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale che subordina l’esenzione dall’Iva con riguardo alle cessioni di fabbricati alla condizione che la loro prima occupazione si sia verificata nel contesto di un’operazione imponibile. Queste stesse disposizioni vanno invece interpretate nel senso che non ostano a che una tale normativa nazionale subordini tale esenzione alla condizione che, nell’ipotesi di “miglioramento” di un fabbricato esistente, le spese sostenute non siano state superiori al 30% del suo valore iniziale, a condizione che detta nozione di “miglioramento” sia interpretata nello stesso modo di quella di “trasformazione” di cui all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva, vale a dire nel senso che il fabbricato in oggetto deve aver subito modifiche sostanziali destinate a modificarne l’uso o a cambiarne considerevolmente le condizioni di occupazione.

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2) Corte di giustizia Ue: non occorre nessuna registrazione per la detrazione Iva

Corte Ue: per la detrazione Iva la sostanza prevale sulla forma. Non si può impedire a un soggetto passivo Iva di esercitare il proprio diritto alla detrazione dell’imposta dovuta o assolta a monte, anche se non si era formalmente registrato ai fini Iva prima di utilizzare i beni acquisiti nell’ambito della sua attività imponibile. È il principio generale espresso dalla Corte di Giustizia Ue nella sentenza C-507/16 del 15 novembre 2017, a conclusione di una controversia sorta tra l’Amministrazione fiscale bulgara e una società operativa nel settore multimediale.

La società bulgara forniva prestazioni di servizi nel settore multimediale, quali la concezione di siti Internet, lo sviluppo multimediale o la realizzazione grafica ed era stata registrata a fini Iva a norma della legge bulgara, che prevede la registrazione dei soggetti passivi stabiliti in Bulgaria che forniscono servizi -eseguiti nel territorio di un altro Stato membro.

La società, infatti, riceveva prestazioni di servizi da soggetti passivi stabiliti nel territorio di altri Stati membri, che utilizzava per prestare, a sua volta, servizi in altri Stati membri e in Svizzera e procedeva alla detrazione dell’Iva sulle prestazioni di servizi ricevute a monte nell’ambito del regime di inversione contabile.

Conclusioni della Corte

La direttiva Iva deve essere interpretata nel senso che osta alla normativa di uno Stato membro che impedisce ad un soggetto passivo stabilito nel suo territorio di detrarre l’imposta sul valore aggiunto dovuta o assolta a monte per servizi resi da soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri e utilizzati per fornire prestazioni di servizi in Stati membri diversi da quello in cui il soggetto passivo è stabilito, per il motivo che quest’ultimo è registrato ai fini dell’imposta sul valore aggiunto a norma dell’una o dell’altra delle due fattispecie previste dall’articolo 214, paragrafo 1, lettere d) ed e), della direttiva Iva.

Per contro, l’articolo 168, lettera a), e l’articolo 169, lettera a), della direttiva Iva devono essere interpretati nel senso che non ostano alla normativa di uno Stato membro che impedisce a un soggetto passivo stabilito nel suo territorio e che beneficia di un regime di franchigia d’imposta di esercitare il diritto a detrazione dell’Iva dovuta o assolta a monte in tale Stato per servizi resi da soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri e utilizzati per fornire prestazioni di servizi in Stati membri diversi da quello in cui tale soggetto passivo è stabilito.

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3) Accollo del debito d’imposta altrui: no all’estinzione per compensazione

Il debito accollato non può essere estinto utilizzando in compensazione crediti vantati dall’accollante nei confronti dell’Erario.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 140/E del 15 novembre 2017.

Tuttavia, considerate le condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni, la stessa Agenzia afferma che non punibili i comportamenti tenuti in difformità a quanto chiarito in questa sede. Sono, dunque, da considerarsi validi e non sanzionabili i pagamenti dei debiti accollati, effettuati tramite compensazione, prima della pubblicazione del presente documento di prassi, qualora siano stati spesi crediti esistenti ed utilizzabili. Resta, invece, recuperabile in capo all’accollato l’imposta non versata se compensata dall’accollante con crediti inesistenti o non utilizzabili. In tale evenienza tornano applicabili anche le relative sanzioni.

Per i pagamenti successivi alla pubblicazione del presente documento di prassi, ancorché riferiti a contratti di accollo antecedentemente stipulati - nel presupposto che la compensazione operata non estingue l’obbligazione tributaria e non libera il contribuente originario - occorre distinguere la posizione dell’accollato da quella dell’accollante.

Per l’accollato, soggetto passivo del rapporto tributario e debitore originario, comunque tenuto all’adempimento ai sensi dell’articolo 8, comma 2, della L. n. 212 del 2000, l’omesso pagamento comporterà il recupero dell’imposta non versata e degli interessi, nonché l’applicazione dell’articolo 13, comma 1, primo periodo del D.Lgs. n. 471 del 1997, che punisce con una sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato «Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell'imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l'ammontare dei versamenti periodici». La medesima sanzione si applica altresì «in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto» (cfr. l’articolo 13, comma 3, del medesimo D.Lgs. n. 471).

Resta fermo che «Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione di cui al primo periodo è ridotta alla metà», ed è fatta «Salva l'applicazione dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al secondo periodo è ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo» (così sempre l’articolo 13, comma 1, del D.Lgs. n. 471 del 1997).

Alla predetta sanzione a carico del debitore originario si affiancano quelle in capo all’accollante.

Per quest’ultimo, l’utilizzo di un credito d’imposta in violazione delle modalità dettate dalle norme vigenti - fatta salva l’eventualità, da dimostrare secondo gli ordinari criteri probatori, che l’utilizzo del credito sia avvenuto contro la sua volontà o a sua insaputa - comporterà l’irrogazione della sanzione di cui:

- all’articolo 13, comma 4, del D.Lgs. n. 471 del 1997, pari al trenta per cento del credito utilizzato, qualora questo sia effettivamente esistente. In detta ipotesi, recuperata l’imposta in capo all’accollato, il credito dell’accollante tornerà utilizzabile secondo le regole ordinarie;

- all’articolo 13, comma 5, del D.Lgs. n. 471 del 1997, ossia dal cento al duecento per cento della misura dei crediti utilizzati, laddove inesistenti. Peraltro, «Per le sanzioni previste nel presente comma, in nessun caso si applica la definizione agevolata prevista dagli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472» (si veda l’articolo 13, comma 5, secondo periodo).

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4) ZFU Lombardia: domande agevolazioni dal 20 novembre 2017

Zona franca della Lombardia: sono arrivati i chiarimenti su alcuni aspetti dei benefici, alla luce delle novità introdotte dalla Manovra correttiva 2017 (Dl n. 50/2017, convertito in legge n. 96/2017).

Al via le agevolazioni per il 2017: a seguito della proroga prevista dal decreto “conti pubblici”, le microimprese interessate sono tenute a presentare un’apposita comunicazione a partire dal prossimo 20 novembre.

Con la circolare n. 171549 del 15 novembre 2017, il Mise ha fornito chiarimenti sulle modalità di fruizione dei benefici alla luce delle novità introdotte dal citato Dl 50/2017.

Le microimprese localizzate nella zona franca della Lombardia, istituita nei comuni colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012, già beneficiarie delle agevolazioni fiscali per il 2016, potranno usufruirne fino al 31 dicembre 2017 attraverso le modalità indicate dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) con la circolare n. 171549 del 15 novembre 2017.

Zona franca Lombardia

Nei comuni della Lombardia interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, la legge di stabilità 2016 ha istituito una zona franca, il cui perimetro comprende i centri storici o i centri abitati dei comuni di San Giacomo delle Segnate, Quingentole, San Giovanni del Dosso, Quistello, San Benedetto Po, Moglia, Gonzaga, Poggio Rusco e Suzzara (articolo 1, comma 445, legge 208/2015).

Alle microimprese presenti in tali Comuni sono riconosciute agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali.

La stessa legge di stabilità 2016 indica dettagliatamente le caratteristiche dei beneficiari e le agevolazioni concedibili, individuando anche le aree dei comuni che rientrano nella zona franca, le risorse finanziarie disponibili, gli specifici requisiti di accesso alle agevolazioni nonché le tipologie di esenzioni fiscali (articolo 1, commi da 446 a 452).

Peraltro, il comma 451 limita l’operatività delle agevolqzioni solo al periodo d’imposta 2016.

Il Mise, con la circolare n. 21801 del 10 marzo 2016, ha stabilito le modalità e i termini di presentazione delle istanze di accesso ai benefici.

Successivamente, con il decreto direttore 31 maggio 2016, è stato approvato l’elenco delle imprese ammesse alle agevolazioni.

Proroga

Il decreto legge 50/2017 ha prorogato la fruibilità delle agevolazioni fino al 31 dicembre 2017, incrementando, inoltre, la relativa disponibilità finanziaria (articolo 46-sexies).

Per conseguenza, le imprese già beneficiarie delle esenzioni fiscali possono fruirne anche per il 2017. A tal fine, le agevolazioni sono incrementate, compatibilmente con il massimale de minimis, di un importo pari a quello già concesso.

Modalità e termini per fruire delle agevolazioni

Le imprese (indicate nell’elenco allegato al decreto direttoriale 31 maggio 2016), già ammesse ai benefici per il 2016, per poter accedere alla proroga delle agevolazioni devono trasmettere apposita comunicazione sulla base del modello il cui facsimile è allegato alla circolare.

Le comunicazioni devono essere firmate digitalmente e vanno presentate esclusivamente in via telematica attraverso la procedura informatica accessibile dalla sezione “Zona Franca Lombardia” del sito internet del Mise.

Per accedere alla procedura è necessaria l’identificazione e l’autenticazione tramite il codice fiscale dell’impresa beneficiaria. La circolare evidenzia che la verifica dell’identità dell’impresa viene effettuata attraverso il Registro delle imprese presso le Camere di commercio e invita, quindi, le imprese interessate a verificare tempestivamente la propria posizione, con particolare riferimento all’iscrizione al Registro di una casella di posta elettronica certificata (Pec) attiva. Possono accedere alla procedura solo i soggetti rappresentanti legali dell’impresa o altri soggetti delegati di potere di rappresentanza.

Colui che compila e presenta la comunicazione deve firmala digitalmente. In caso di presentazione da parte di un delegato, è necessario trasmettere anche il documento di delega sottoscritto con firma digitale o in modalità autografa con copia del documento di identità.

Le comunicazioni possono essere presentate a decorrere dal 20 novembre 2017 e comunque in data utile per la fruizione delle agevolazioni per il periodo di imposta indicato.

La circolare del Mise, inoltre, ricorda che non verranno prese in considerazione le comunicazioni trasmesse con modalità diverse.

Intensità delle agevolazioni

I benefici sono concessi nei limiti stabiliti dalla disciplina europea sugli aiuti de minimis, che prevede per ciascun soggetto un’agevolazione fino al limite massimo di 200mila euro (cfr regolamento (Ue) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

Più precisamente, l’importo dell’agevolazione è riconosciuto a ciascuna microimpresa beneficiaria nella misura massima pari all’importo già concesso per il 2016, tenuto conto dei massimali di aiuto previsti dal ricordato regolamento europeo e al netto degli eventuali aiuti a titolo di de minimis ottenuti a titolo di “impresa unica” nell’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti. Sul punto, la circolare precisa che i limiti di aiuto devono essere riferiti al soggetto beneficiario, prendendo in considerazione le sue relazioni con altre imprese e che qualificano la nozione di “impresa unica” ai sensi della disciplina europea. Il regolamento europeo n. 1407/2013, in particolare, stabilisce che per “impresa unica” si intende l’insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle seguenti relazioni:

un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa

un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa

un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima

un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima.

Ne consegue che anche per la fruizione delle agevolazioni in esame le imprese tra le quali intercorre una di tali relazioni per il tramite di una o più altre imprese sono considerate “impresa unica”.

Peraltro, nel modulo di comunicazione devono essere indicati gli importi delle agevolazioni eventualmente già ottenute, alla data di presentazione della comunicazione, a titolo di de minimis in qualità di “impresa unica”.

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5) Decreto fiscale: arrivata la fiducia al Senato

Il governo ha posto nell’Aula del Senato la questione di fiducia sul maxiemendamento al decreto fiscale collegato alla Manovra che recepisce le modifiche della Commissione Bilancio con una correzione di tipo contabile. Nel testo sono entrati l'equo compenso per tutti i professionisti, non solo gli avvocati. Ma anche stretta sul reato di stalking, bollette di tlc e pay tv che tornano mensili.

Il testo dovrà poi andare alla Camera, dove si registra un pressing per poter intervenire anche sul decreto, e non solo sulla manovra, tanto che la commissione Bilancio ha già stilato un programma serrato promettendo di chiudere entro il 1 dicembre.

Stop bollette a 28 giorni

La fatturazione diventa obbligatoriamente mensile per telefoni e pay-tv, con l'esclusione di promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Gli operatori avranno 4 mesi per adeguarsi. Già si solleva da più parti il nodo dei rimborsi per il passato.

Equo compenso per tutti

Viene esteso a tutti i professionisti, anche se non appartenenti ad un ordine, il riconoscimento economico proporzionato al lavoro svolto. Un principio che anche la P.a. è tenuta a riconoscere.

Mini scudo per frontalieri

I lavoratori frontalieri o chi ha lavorato all'estero spostando anche la residenza potranno sanare depositi rimasti all'estero, compresi gli introiti della vendita degli immobili, versando il 3% forfait.

Sconti fisco a fuorisede

Per poter usufruire delle detrazioni si dovrà sempre risiedere ad almeno 100 km di distanza dall'università dove si studia ma non è più necessario che i due comuni debbano appartenere ad una provincia diversa. Inoltre, se gli studenti fuorisede risiedono in montagna o in zone disagiate la distanza viene dimezzata a 50Km.

Rottamazione diventa maxi

La definizione agevolata ora vale per tutte le cartelle degli ultimi 17 anni, dal 2000 al terzo trimestre 2017. Inclusi anche i contribuenti esclusi dalla prima edizione perché non in regola con le rate di piani precedenti.

Cambia lo spesometro

I contribuenti potranno trasmettere i dati annualmente o semestralmente, semplificando la procedura. Per gli errori commessi nell'invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016, sono abolite le sanzioni, purché tali errori siano sanati con un nuovo invio entro febbraio 2018.

Sconti per alimenti a fini medici speciali

La norma estende per il 2017 e il 2018 la detrazione già prevista per protesi dentarie e sanitarie alle spese sostenute per alimenti, ad esclusione di quelli per i lattanti, da persone affette da malattie metaboliche congenite, ovvero disturbi del metabolismo.

Stalking, non basta rimborso in denaro

Il reato di stalking non sarà più estinguibile esclusivamente con una pena pecunaria.

Ok a confische allargata contro corrotti

L'obiettivo è quello di adeguare le misure del cosiddetto codice antimafia alle norme europee per reprimere le condotte corruttive anche da parte dei vertici delle società.

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Registri Iva su PC non stampati, purché aggiornati

Secondo stampa specializzata dovrebbe essere stata inserita anche la seguente novità:

Registri Iva in formato elettronico: Documenti relativi a fatture e acquisti tenuti in formato elettronico, in difetto della stampa cartacea sono da considerare regolari, purché siano aggiornati.

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Retribuzioni: niente più contante

Ed ancora, secondo stampa specializzata è in arrivo la tracciabilità delle retribuzioni. Dipendenti e co.co.co. non potranno più essere pagati in contanti, ma esclusivamente con bonifico, assegno o disposizioni di pagamento alle banche e poste. Questo sulla base di un ddl approvato il 15 novembre 2017 alla camera e che passa ora all’esame del senato. Le nuove norme, assistite dalla sanzione da 5 mila a 50 mila euro, rendono inoltre irrilevante la firma apposta sul cedolino quale prova di pagamento della retribuzione.

Non si applicheranno alle famiglie, per colf e badanti, e alle pubbliche amministrazioni.

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6) Il saldo negativo di cassa non è più solo una spia, arrivate ulteriori cattive conseguenze

Il saldo negativo di cassa non è più solo una spia, dal giudice di legittimità sono arrivate ulteriori spiacevoli conseguenze.

Difatti, come sostiene la Corte di cassazione, con l’ordinanza del 15 novembre 2017 n. 27041, il Fisco può contestare il saldo negativo di cassa a tal punto da considerarlo come un ricavo in nero.

Si tratta di un tipo di anomalia talmente evidente e grave da rendere superflue altre prove.

Dunque, la Suprema Corte ritiene che “In tema di accertamento induttivo del reddito di impresa a fini IRPEG ed IVA la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati in misura almeno pari al disavanzo”.

Accogliendo il ricorso delle Entrate e rimandando la sentenza alla decisione della CTR in diversa composizione, la Corte ha inoltre affermato che le società obbligate ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. n. 600/1973 devono registrare tutte le operazioni nel libro giornale entro 60 giorni dalla data in cui le operazioni sono state effettuate, senza che rivesta importanza la data in cui avviene la registrazione, e successivamente nel libro degli inventari. Il libro giornale è un registro cronologico-analitico nel quale vanno indicate giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa, mentre il libro degli inventari è un registro periodico-sistematico ed ha la funzione di fornire il quadro della situazione patrimoniale dell’imprenditore. E ciò porta ad escludere una registrazione cumulativa delle operazioni effettuate. (potrebbe interessarti anche: Cassa in rosso e ricavi in nero - https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/11/cassa-rosso-ricavi-nero.html )

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Indennità di trasferta abituale

La Corte di cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 27093 del 15 novembre 2017, si è soffermata sulle indennità di trasferta abituale, spettanti agli addetti tenuti per contratto all’espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi.

Secondo la Suprema Corte si configura il trattamento fiscale e previdenziale tipico del 50% dell’imponibile del trasfertista, qualora si verifichino le tre seguenti condizioni:

- assenza dell’indicazione della sede di lavoro nel contratto di assunzione;

- attività lavorativa che richieda continua mobilità del dipendente;

- attribuzione al lavoratore di un’indennità indipendentemente dall’effettiva prestazione in trasferta.

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Cumulo giuridico per i ritardi degli intermediari

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 27059 del 15 novembre 2017, afferma che per le violazioni degli intermediari nella trasmissione delle dichiarazioni si applicano le regole sul cumulo giuridico con l’irrogazione della sanzione per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio. Nel caso analizzato a una società di servizi era stata contestata la trasmissione, tardiva e omessa di 745 dichiarazioni, con l’irrogazione delle sanzioni per tanti file inviati tardi od omessi, senza applicazione del cumulo giuridico ma di quello materiale.

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7) Split payment esteso agli Ordini professionali

Estensione dello split payment agli Ordini professionali: chiarimenti dal CNDCEC.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, con la nota informativa n. 11486 del 15 novembre 2017, ha fornito chiarimenti sull’esatta decorrenza dell’estensione dello split payment agli Ordini professionali e sui termini di versamento dell’Iva, anche in relazione agli acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività professionali.

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8) Decreto fiscale: approvato maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2942

Con 148 voti favorevoli e 116 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando un maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2942 di conversione in legge del Decreto Legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale).

Il testo ora passa alla Camera.

Il provvedimento contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020 e a correggere i conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis.

Il testo originario prevede quattro tipi di interventi: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta rottamazione dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre; misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso; misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; misure per esigenze indifferibili, tra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. La Commissione bilancio ha approvato modifiche e integrazioni che riguardano il differimento dei termini per il pagamento delle rate della definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle esattoriali, la semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, il sostegno alla finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, il divieto di fatturazione a 28 giorni per gli operatori della telefonia, i cosiddetti certificati bianchi, l'ampliamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, la sicurezza dei trasporti, l'agevolazione del rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, il principio dell'equo compenso e l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti, l'uscita da scuola dei minori di quattordici anni. Alcuni temi (previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver) sono stati rinviati alla legge di bilancio.

Alla discussione sulla fiducia hanno partecipato i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV), Divina (LN); Malan, Ceroni (FI-PdL), Barani (ALA) e Laura Bottici (M5S). Il Vice Ministro Morando ha accolto tre richieste di modifica al testo avanzate, sulla base della relazione tecnica, dal presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD). Nelle dichiarazioni di voto, tra coloro che hanno annunciato la fiducia, il sen. Langella (ALA) ha posto l'accento sulle novità introdotte in Commissione (divieto di fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche, regolamentazione fiscale per i lavoratori transfrontalieri, misure per il terremoto di Ischia, rateizzazione più lunga per la rottamazione delle cartelle, revisione dello spesometro, detrazione per malattie metaboliche congenite); il sen. Uras (Misto) ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto per affrontare alcune emergenze individuate in modo concorde; il sen. Zeller (Aut) ha apprezzato in particolare le norme sulle detrazioni, l'equo compenso, le farmacie nelle zone montane e le concessioni per l'autostrada del Brennero; la sen. Vicari (AP) ha approvato in particolare l'incremento del Fondo di garanzia per le imprese e il principio dell'equo compenso per i professionisti e ha difeso il divieto di commercializzazione on line delle sigarette elettroniche con nicotina. Il sen. Santini (PD) ha posto l'accento sulla crescita del Pil e sul raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2020. In dissenso dal Gruppo, il sen. Sacconi (AP) non ha partecipato al voto di fiducia. Tra coloro che hanno negato la fiducia, la sen. Bonfrisco (FL) ha imputato al Governo l'assalto alla diligenza, ovvero l'ampliamento delle norme di spesa, rivendicando all'opposizione il merito di un atteggiamento responsabile rispetto all'esigenza di un'adeguata copertura finanziaria; la sen. Comaroli (LN) ha criticato in particolare l'estensione dello split payment e ha ricordato che il decreto rimedia agli errori commessi dal Governo (introduzione delle clausole sull'IVA e sovrastima delle entrate della voluntary disclosure). La sen. Ricchiuti (Art.1-MDP) ha criticato il condono previsto all'articolo 1, i mancati stanziamenti per la sanità e per i treni pendolari, la sottrazione di fondi alla bonifica dell'Ilva, la bocciatura della proposta per abolire il superticket; il sen. Giovanni Mauro (GAL) ha criticato il carattere omnibus e l'orientamento propagandistico del decreto, denunciando la finta abolizione di Equitalia, l'inefficacia della voluntary discolsure, l'assenza di politiche per il Mezzogiorno. La sen. Petraglia (SI-Sel), pur condividendo l'intervento contro la depenalizzazione del reato di stalking e l'autorizzazione a produrre farmaci a base di cannabis, ha criticato le sanatorie del decreto e ha ricordato le numerose proposte del Gruppo che sono state respinte: misure per gli esodati, istituzione di una banca pubblica di investimenti per interventi organici sulle crisi aziendali, finanziamento aggiuntivo del fondo per l'occupazione a sostegno degli ammortizzatori sociali. Secondo il sen. Endrizzi (M5S), che ha criticato in particolare le norme su Alitalia e la concessione in regime di monopolio del gratta e vinci, il provvedimento elargisce favori, rimedia ad errori, affronta in modo superficiale alcune emergenze e lascia al prossimo Governo la pesante eredità delle clausole di salvaguardia sull'IVA. Pur esprimendo un giudizio complessivamente negativo su un provvedimento eterogeneo e sovradimensionato, il sen. Azzollini (FI-PdL) ha posto l'accento sul contributo determinante dato dall'opposizione alla riapertura dei termini per la definizione agevolata dei carichi fiscali.

(Senato della Repubblica, nota del 16 novembre 2017)

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9) Ecco il nuovo calendario fiscale

Ecco il calendario fiscale secondo i Consulenti del Lavoro: al tavolo di confronto sulla semplificazione fiscale del 13 novembre 2017 il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha presentato all'Agenzia delle Entrate alcune proposte che possono facilitare la gestione delle scadenze e degli adempimenti 2018 a cui devono dare seguito i contribuenti, le imprese ed i professionisti intermediari. Di seguito le proposte riguardanti il calendario fiscale.

1. Certificazione unica

PROPOSTA: POSTICIPAZIONE DEL TERMINE DI TRASMISSIONE TELEMATICA ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE DAL 7 MARZO AL 31 MARZO

Mantenere la data del 7 marzo, quale termine di presentazione telematica, crea criticità in quanto entro appena 7 giorni prima (28 febbraio) i sostituti d'imposta hanno la possibilità di procedere ai conguagli fiscali di fine anno, che hanno rilevanza ai fini dei redditi da certificare. Non si ritiene, inoltre, che il differimento del termine di scadenza abbia effetti negativi sulla gestione del 730 precompilato, in quanto la dichiarazione precompilata deve poter poggiare su basi solide, rappresentate proprio dai dati reddituali.

2. Modello 770

PROPOSTA: DIFFERIMENTO STABILE DEL TERMINE DI SCADENZA DAL 31 LUGLIO AL 31 OTTOBRE

Si propone di fissare la data di presentazione al 31 ottobre dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento. L’attuale scadenza, fissata al 31 luglio, coincide con numerosissimi adempimenti fiscali che sono, oltretutto, quelli notoriamente più importanti, complessi e delicati. Il 770 è un modello dal quale non conseguono liquidazioni d’imposta e dunque non produce alcuna conseguenza in termini di gettito, né per i controlli. Inoltre, i dati reddituali sono già stati dichiarati con la certificazione unica.

3. Modello redditi persone fisiche, società di persone e società di capitali PROPOSTA: CONDIVISIONE DELL’ATTUALE SCADENZA GENERALE DEL 30 GIUGNO OVVERO DEL 30 LUGLIO CON MAGGIORAZIONE DELLO 0,40% CON PREVISIONE DI DIFFERIMENTO AUTOMATICO DI TALI TERMINI IN CASO DI RITARDO DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA NELLA ELABORAZIONE DEI MODELLI UFFICIALI E DEI MODULI DI CONTROLLO ENTRATEL NECESSARI AL CALCOLO E LIQUIDAZIONE DELLE IMPOSTE.

Tale proposta è finalizzata a fornire un quadro di certezze stabile nel tempo, evitando la costante necessità di chiedere proroghe di termini ed evitare gravi disagi ai contribuenti e ai professionisti.

4. Imu, Tasi, addizionali all’Irpef e altri tributi locali

FAR COINCIDERE LE SCADENZE DI DICHIARAZIONE E VERSAMENTO DEI TRIBUTI LOCALI CON QUELLE PREVISTE PER LE DICHIARAZIONI DEL MODELLO REDDITI. CREARE UNO STANDARD UNIFICATO PER LA GESTIONE DELLE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLE DELIBERE COMUNALI

Raggruppamento degli adempimenti IMU ed altri tributi locali la cui base imponibile è analoga, unitamente al modello Redditi, intendendo far coincidere il pagamento del tributo con il pagamento delle imposte scaturenti dalla liquidazione della dichiarazione dei redditi. Tale forma di semplificazione consentirebbe un duplice beneficio: il primo, a favore dei professionisti, di evitare la duplicazione di adempimenti nei confronti dello stesso contribuente; il secondo, una certezza di debito del contribuente e la possibilità di poter compensare, in automatico, eventuali crediti derivanti dal modello Redditi. Inoltre, si segnala che esigenze di semplificazione sussistono con particolare riferimento agli adempimenti relativi ai tributi comunali (IMU, TASI e TARI). Le informazioni necessarie (delibere comunali contenenti aliquote e detrazioni) vengono pubblicate dai Comuni senza alcuno standard. Si propone, pertanto, di estendere anche ai Comuni modalità uniformi di comunicazione telematica di tali dati, al fine di consentire ai contribuenti e alle software house il prelievo automatizzato delle informazioni utili per l’assolvimento degli adempimenti relativi al pagamento dei tributi locali.

In tal modo, oltre a rendere più semplice a contribuenti e professionisti l’accesso all’adempimento tributario, si otterrà una riduzione degli errori presenti nell’Anagrafe tributaria del nostro Paese.

5. Proroga tempi di gestione relativi allo “scarto” delle dichiarazioni fiscali PROPOSTA: PROROGA DA 5 A 30 GIORNI IL TERMINE PER IL RINVIO DELLE DICHIARAZIONI “SCARTATE”

Modificare in 30 giorni il termine attualmente stabilito in 5 nell’ipotesi di “scarto” delle dichiarazioni fiscali inviate telematicamente. L’attuale termine di 5 giorni rende, infatti, estremamente difficoltoso procedere alla correzione essendo necessario anche il coinvolgimento del contribuente al fine della sottoscrizione del reinvio.

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10) Versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per il 2017: comunicato del MEF

Il versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per il 2017 deve essere eseguito entro il prossimo 18 dicembre (il termine ordinario del 16 dicembre, infatti, quest’anno cade di sabato).

A ricordarlo è il Ministero dell’Economia e Finanze, con il comunicato del 16 novembre 2017.

Il pagamento deve essere eseguito a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base di quanto stabilito dalle delibere comunali pubblicate, alla data del 28 ottobre 2017, nell’apposita sezione del sito.

Per determinare correttamente le aliquote applicabili per il versamento del saldo, nel comunicato il MEF invita i contribuenti a consultare le indicazioni messe a disposizione dal dipartimento.

In particolare, viene ricordato che il versamento del saldo deve essere effettuato sulla base delle delibere approvate dal comune per il 2017 a condizione che:

- la delibera sia stata adottata entro il 31 marzo 2017 e sia stata pubblicata sul sito internet www.finanze.gov.it entro il 28 ottobre 2017;

- l’aliquota fissata per la singola fattispecie impositiva non sia stata aumentata rispetto a quella applicabile nel 2015.

Al contrario, il saldo Imu-Tasi deve essere versato sulla base delle aliquote vigenti nell’anno 2016:

- in caso di delibera approvata dal comune oltre il termine del 31 marzo 2017 (fatte salve specifiche ipotesi in cui il l’ente locale può, in base a disposizioni di legge, adottare la delibera anche oltre il termine del 31 marzo, come, ad esempio, dissesto finanziario e accertamento negativo in ordine al permanere degli equilibri di bilancio);

- nel caso in cui non vi sia nessuna delibera relativa alle aliquote dell’Imu e della Tasi pubblicata per il 2017 oppure nell’ipotesi in cui la delibera sia stata pubblicata oltre il termine del 28 ottobre 2017 (fatti salvi i casi in cui la legge prevede che siano efficaci anche le delibere pubblicate oltre tale termine).

Il MEF ricorda, inoltre, che prima del versamento è opportuno confrontare le aliquote determinate per il 2017 e quelle vigenti nel 2015 (la consultazione delle delibere comunali può essere eseguita sul sito www.finanze.gov.it).

Infatti, qualora emerga che la delibera relativa al 2017 stabilisca un aumento delle aliquote Imu e Tasi rispetto al 2015, tale aumento è inefficace. Di conseguenza, il versamento deve essere effettuato sulla base dell’aliquota deliberata nel 2016, eccetto il caso in cui essa costituisca a sua volta un aumento rispetto al 2015. In tale ipotesi, infatti, il versamento per il 2017 dovrà essere effettuato sulla base dell’aliquota applicabile nel 2015 (peraltro, la sospensione degli aumenti dei tributi locali non si applica per i comuni che deliberano il dissesto e il predissesto).

Infine, qualora nel 2015 il Comune abbia deliberato la maggiorazione della Tasi dello 0,8 per mille, la stessa può essere applicata ne 2017 solo se espressamente confermata nel 2016.

Per maggiori e ulteriori approfondimenti, il comunicato del MEF del 16 novembre 2017 rinvia alle Faq relative al versamento della seconda rata dell’Imu e della Tasi per il 2016, pubblicate il 2 dicembre 2016.

Vincenzo D’Andò