Diario quotidiano del 27 novembre 2017 – Fermo amministrativo e rimborso IVA: si rischia il blocco

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 27 novembre 2017

1) Vale il criterio di effettività gestionale dell’impresa per definirne la sede amministrativa
2) Competenza all’emissione degli strumenti finanziari partecipativi
3) Vanno dichiarati anche i redditi derivanti da attività illecita
4) Entrate: partito il servizio di consultazione dinamica della cartografia catastale
5) Conferimento di stabile organizzazione a società estera: ok alla sospensione delle imposte sulle plusvalenze
6) Spesometro: niente esclusione totale per gli agricoltori minimi
7) Fermo amministrativo blocca il rimborso Iva
8) Decontribuzione dei contratti di solidarietà
9) Super ammortamento: beni strumentali modesti non spesati nell’anno, la quota extra segue la deduzione pluriennale
10) Corte UE: onorari minimi derogabili, altrimenti ledono la concorrenza

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Vale il criterio di effettività gestionale dell’impresa per definirne la sede amministrativa

2) Competenza all’emissione degli strumenti finanziari partecipativi

3) Vanno dichiarati anche i redditi derivanti da attività illecita

4) Entrate: partito il servizio di consultazione dinamica della cartografia catastale

5) Conferimento di stabile organizzazione a società estera: ok alla sospensione delle imposte sulle plusvalenze

6) Spesometro: niente esclusione totale per gli agricoltori minimi

7) Fermo amministrativo blocca il rimborso Iva

8) Decontribuzione dei contratti di solidarietà

9) Super ammortamento: beni strumentali modesti non spesati nell’anno, la quota extra segue la deduzione pluriennale

10) Corte UE: onorari minimi derogabili, altrimenti ledono la concorrenza

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1) Vale il criterio di effettività gestionale dell’impresa per definirne la sede amministrativa

L’individuazione della sede amministrativa della società si fonda su un criterio di effettività gestionale della stessa.

La sede dell'attività economica di una società è il luogo ove vengono adottate le decisioni essenziali concernenti la direzione generale di tale società ed ove sono svolte le funzioni di amministrazione centrale di quest'ultima. Secondo questo significativo principio individuato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea (Sez IV sent. 28-6-2997 n. 73/06) la definizione di sede amministrativa si fonda su un criterio di effettività gestionale dell’impresa in base al quale i giudici trentini hanno ritenuto di rigettare l’appello della società contribuente che, al contrario, rivendicava la propria residenza all’estero. Nel caso specifico tutti gli elementi probatori raccolti hanno confermato la tesi dell’Ufficio in base alla quale la costituzione della società in uno stato diverso dall’Italia, caratterizzato tra l’altro da un regime di tassazione molto favorevole, altro non era che un tentativo di esterovestizione della stessa.

(Comm. Trib. di Secondo Grado di Trento, sentenza n. 108/1 del 23/10/2017)

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2) Competenza all’emissione degli strumenti finanziari partecipativi

Competenza all’emissione degli strumenti finanziari partecipativi (art. 2346, comma 6, c.c.) chiarita dal Consiglio notarile di Milano, nella massima n. 163 di novembre 2017:

L'istituzione di una o più categorie di strumenti finanziari partecipativi ai sensi dell'art. 2346, comma 6, c.c., e l'approvazione delle clausole statutarie (o del regolamento allegato allo statuto) disciplinanti «le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione» rientrano nella competenza inderogabile dell'assemblea straordinaria, non delegabile all'organo amministrativo.

L'assemblea straordinaria è altresì competente ad assumere la decisione di emettere gli strumenti finanziari partecipativi di cui ha approvato la relativa disciplina statutaria, mentre l'effettiva emissione degli stessi (ossia l'offerta in sottoscrizione e il perfezionamento dell'apporto) costituisce attività esecutiva, rientrante nella competenza dell'organo amministrativo.

Tuttavia, la competenza ad assumere la decisione di emettere gli strumenti finanziari partecipativi può ritenersi spettante anche all'organo amministrativo qualora tra le modalità e le condizioni di emissione l'assemblea straordinaria abbia determinato la tipologia degli apporti e il grado massimo di possibile diluizione dei diritti spettanti alle azioni, con ciò delegando - implicitamente o esplicitamente - all'organo amministrativo la decisione di emissione.

La decisione di emettere gli strumenti finanziari partecipativi e l'effettiva emissione degli stessi non costituiscono modificazioni statutarie e non sono soggette a pubblicità legale ai sensi dell'art. 2436 c.c., qualora siano già state approvate le relative clausole statutarie, a meno che queste ultime prevedano l'indicazione del numero e/o dell'ammontare degli strumenti finanziari partecipativi effettivamente emessi.

In caso di strumenti finanziari partecipativi convertibili in azioni, l'attribuzione all'organo amministrativo della facoltà di deciderne l'emissione può costituire oggetto di delega da parte dell'assemblea straordinaria con le modalità e nei limiti dell'art. 2420-ter c.c., ferma restando la necessità che l'adozione della relativa disciplina statutaria sia deliberata dall'assemblea straordinaria.

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3) Vanno dichiarati anche i redditi derivanti da attività illecita

Il contribuente che non comunica al Fisco i redditi di provenienza illecita commette reato di omessa dichiarazione. Trattandosi di proventi effettivi, devono essere assoggettati a tassazione e questo non costituisce una confessione dell’imputato.

Lo afferma la Corte di cassazione, con la sentenza 53137 del 22 novembre 2017, secondo cui l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi costituisce violazione dell’art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000 anche quando abbia ad oggetto redditi di provenienza illecita.

Nel caso di specie, il titolare di una ditta individuale ven