Prestazioni occasionali le nuove regole dopo il DL 50/2017

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditatePrestazioni occasionali le nuove regole: anche se è passato poco più di qualche mese dall’approvazione definitiva dell’articolo 54-bis della Legge n. 96/2017 (titolata Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”) può essere opportuno sviluppare qualche riflessione in merito alle norme che sono in esso contenute relativamente alle prestazioni lavorative rese con carattere di occasionalità.

Il lavoro di esame delle disposizioni normative in parola può ragionevolmente avere inizio a partire da una accurata esegesi della Circolare n. 107 dell’INPS del 5 luglio u.s. (il cui titolo èLavoro occasionale. Articolo 54 bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, introdotto dalla Legge di conversione 21 Giugno 2017, n. 96. Libretto Famiglia e Contratto di Prestazione Occasionale”) e con lo studio del successivo messaggio INPS n. 2887 del 12 luglio, oltre all’esame della Risoluzione n. 81/E dell’Agenzia delle Entrate datata 3 luglio u.s. con cui sono stati definiti i codici relativi alle causali dei versamenti da impiegare utilizzando il Modello F24, interventi che rappresentano gli unici chiarimenti amministrativi destinati a tutti coloro che intendono avvalersi delle stesse: la medesima piattaforma informatica, operativa dal 10 luglio è ancora work in progress.

Fatta questa breve doverosa premessa, si ritiene possa essere opportuno provvedere all’esame di alcune questioni che hanno suscitato perplessità tra i commentatori, seguendo attentamente il percorso suggerito dai vari commi del testo legislativo.

Che cosa si deve intendere per prestazioni occasionali

Il primo problema che si presenta nel lavoro di interpretazione dell’articolo 54-bis della Legge n. 96/2017 è rappresentato dal disposto del comma 1 che sembrava aver finalmente risolto la questione relativa alle corrette modalità di identificazione dei contratti di lavoro occasionale, ancorandole a due distinti parametri l’uno di natura temporale e l’altro di natura economica:

“1. Entro i limiti e con le modalità di cui al presente articolo è ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro”.

Con il primo il legislatore fa riferimento all’anno civile (ovvero a partire dall’1 gennaio sino al 31 del mese di dicembre) ed ha il pregio di non aver riproposto, come in passato era accaduto per un certo periodo in riferimento ai voucher, la distinzione tra l’anno solare e l’anno civile.

Il secondo, invece, si affida ad alcuni valori economici: 5.000 euro complessivi netti per ogni utilizzatore a prescindere da quello che risulta essere il numero dei prestatori, con la possibilità di sforamento del tetto per un massimo del 25% se a prestare l’attività sono lavoratori cosiddettisvantaggiati” (così come vengono definiti dall’articolo e dall’articolo 13 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276: “qualsiasi persona appartenente a una categoria che abbia difficoltà a entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro ai sensi dell’articolo 2, lettera f) del regolamento (CE) n. 2204/2002”.

Ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 276/2003 sono da considerarsi “lavoratori svantaggiati”:
i giovani con meno di 25 anni o che…

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