Le opzioni della rottamazione bis – Diario quotidiano del 27 ottobre 2017

Pubblicato il 27 ottobre 2017



1) Rottamazione bis dei ruoli: più chance per i debitori
2) Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: per la mancata comunicazione all’ENEA è dovuta solo la sanzione
3) Manovra 2018: prescrizione decennale cartelle esattoriali, non ci sta l’Unione nazionale Avvocati
4) Convenzione Italia/Romania in G.U.
5) Trasferimenti societari nella UE liberi
6) Rassegna giurisprudenziale tributaria
7) Bonus Sud: decreto in G.U.
8) Cartelle esattoriali: Agenzia riscossione pubblica moduli rottamazione bis 2017
9) Approvato il contributo 2018 per il CNDCEC: tutto confermato per i Commercialisti
10) Prestazioni occasionali con pochi click: arrivato il vademecum INPS
1) Rottamazione bis dei ruoli: più chance per i debitori 2) Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: per la mancata comunicazione all’ENEA è dovuta solo la sanzione 3) Manovra 2018: prescrizione decennale cartelle esattoriali, non ci sta l’Unione nazionale Avvocati 4) Convenzione Italia/Romania in G.U. 5) Trasferimenti societari nella UE liberi 6) Rassegna giurisprudenziale tributaria 7) Bonus Sud: decreto in G.U. 8) Cartelle esattoriali: Agenzia riscossione pubblica moduli rottamazione bis 2017 9) Approvato il contributo 2018 per il CNDCEC: tutto confermato per i Commercialisti 10) Prestazioni occasionali con pochi click: arrivato il vademecum INPS ****

1) Rottamazione bis dei ruoli: più chance per i debitori

La cd. rottamazione bis delle cartelle, riguardante i carichi dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, concede più opportunità ai debitori.

Alla nuova sanatoria (D.L. 148/2017 nella G.U. n. 242 del 16 ottobre 2017) può accedere anche chi non ha versato le rate dei piani di dilazione.

Come in precedenza, non rileva la data di notifica della cartella di pagamento o di comunicazione al contribuente della trasmissione del carico, ma quella in cui il credito erariale è uscito dalla disponibilità dell’ente creditore (circolare 2/E/2017). Occorre, quindi che il debitore chieda all’Agenzia delle Entrate – Riscossione la stampa dell’estratto di ruolo per conoscere l’entità delle somme definibili.

Nuovo calendario per la rottamazione-bis

Entro il 31 marzo 2018 l’Agente della Riscossione comunica per posta ordinaria al debitore l’importo dei carichi definibili dei quali non è ancora stata ufficializzata l’esistenza. La mancata trasmissione di tale comunicazione non esime il contribuente dal rispetto dei termini di legge.

Nuovo calendario

31 marzo 2018

15 maggio 2018

30 giugno 2018

Comunicazione

L'Agente della Riscossione comunica per posta ordinaria l'importo dei carichi definibili.

Adesione

La domanda deve essere presentata su appositi moduli, che al momento non sono ancora disponibili.

Importo dovuto

L'Agente della Riscossione comunica l'importo da versare, in un numero massimo di 5 rate.

Il debitore che ne ha interesse e vantaggio potrebbe anticipare i tempi di presentazione della domanda per prevenire misure cautelari (fermo e ipoteca) o peggio ancora esecutive (pignoramento presso terzi). Pertanto, se si teme che venga aggredito il conto bancario o lo stipendio, bisogna inoltrare quanto prima l’istanza.

Risparmio in caso di definizione

Ai debitori viene data la possibilità di estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi, gli interessi di mora nonché le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Restano invece dovuti la sorte capitale (l’imposta, il tributo o il contributo assistenziale), gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e l’aggio esattoriale, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, oltre alle spese per eventuali procedure esecutive e le spese di notifica della cartella di pagamento.

Nel caso invece di contravvenzioni stradali, occorrerà versare per intero la multa, nonché l’aggio della riscossione commisurato però soltanto a tale importo, le eventuali spese di esecuzione e le spese di notifica della cartella, mentre saranno stralciate le eventuali maggiorazioni irrogate ai sensi della Legge 689/81 e gli interessi di mora.

Sospesi con Equitalia sanabili

E’ possibile definire i carichi inclusi in ruoli, affidati all’Agente della Riscossione, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 30 settembre 2017. Possono essere rottamati tutti i ruoli relativi a imposte, compresa l’Iva, ai tributi, nonché a contributi previdenziali e assistenziali affidati rispettivamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps o Inail all’Agente della Riscossione.

Anche i ruoli emessi da Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, relativi per esempio all’Ici, l’Imu o alla tassa sui rifiuti, rientrano nella rottamazione. Per i ruoli relativi a sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada la definizione è ammessa unicamente per le somme aggiuntive alla sanzione.

Ruoli non definibili in modo agevolato

Restano invece fuori dalla nuova procedura agevolata i ruoli relativi a:

- l’Iva riscossa all’importazione;

- le somme recuperate per aiuti di Stato;

- i crediti da danno erariale per condanna della Corte dei Conti, B.Italia e Consob;

- le risorse comunitarie, come i dazi e le accise;

- le sanzioni pecuniarie di natura penale;

- le sanzioni per violazioni al codice della strada ma attenzione perché per queste ultime la definizione è ammessa ma unicamente in relazione alle somme aggiuntive alla sanzione.

Rapporti con la precedente definizione dei ruoli

Per chi ha aderito alla precedente rottamazione dei ruoli, introdotta con il D.L. n. 193/2016 (c.d. Collegato alla Finanziaria 2017), non è più condizione indispensabile, per accedere alla nuova rottamazione, aver pagato le rate scadute. Non sarà necessario verificare di essere in regola con i pagamenti delle rate, a prescindere dal fatto che la dilazione sia decaduta o meno.

Il decreto fiscale dispone ora che i termini in scadenza a luglio e a settembre 2017 riferiti alla rottamazione sono prorogati al 30 novembre 2017.

Esclusi dalla precedente definizione dei ruoli

Il nuovo decreto fiscale prevede anche l’accesso alla definizione dei ruoli da parte di chi era stato escluso dal precedente beneficio, a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate scadute alla data del 24 ottobre 2016. Per questi soggetti il nuovo calendario è il seguente:

31 dicembre 2017

31 marzo 2018

31 luglio 2018

Adesione

Prorogata al 2 gennaio 2018 la presentazione dell'istanza di definizione all'Agente della Riscossione con l'indicazione delle modalità prescelte.

Comunicazione

L'Agente della Riscossione comunica l'importo del debito pregresso scaduto e non versato. Il pagamento dovrà avvenire in unica soluzione entro il 31 maggio 2018.

Importo dovuto

L'Agente della Riscossione comunica l'importo da versare con il piano di rateazione prescelto (da 1 a 3 rate).

Le rate scadute nel 2016 dovranno essere versate in un’unica soluzione entro la fine di maggio 2018. L’importo dovuto per la definizione va invece pagato in un massimo di 3 rate: settembre, ottobre e novembre 2018.

Effetti sulla presentazione dell’istanza

La presentazione dell’istanza di adesione alla definizione agevolata ha l’effetto di interrompere le azioni esecutive / cautelari dell’Agente della Riscossione con riferimento alle somme/carichi iscritti a ruolo ed oggetto della definizione stessa.

In particolare, a seguito della presentazione del modello:

a) sono sospesi i termini di prescrizione / decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione stessa;

b) sono sospesi gli obblighi di pagamento connessi a precedenti dilazioni in essere relativamente alle rate in scadenza. La sospensione opera fino alla scadenza della prima/unica rata delle somme dovute;

c) l’Agente della Riscossione, relativamente ai carichi/somme oggetto della richiesta di definizione agevolata, non può:

- avviare nuove azioni esecutive;

- iscrivere nuovi fermi amministrativi/ipoteche;

- proseguire le azioni di recupero coattivo precedentemente avviate, sempreché non abbia avuto luogo il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione o emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Sono fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione dell’istanza di adesione alla definizione agevolata.

Definizione parziale di ruoli con rate in scadenza

La definizione agevolata è applicabile anche per i soggetti:

che sono decaduti da precedenti piani di rateazione;

che hanno in corso piani di rateazione precedentemente concessa.

In tal caso, per la definizione della cartella:

a) si tiene conto delle sole somme in generale dovute in sede di rottamazione, e, dunque, vanno scomputati i soli importi già versati a titolo di:

- capitale e interessi inclusi nei carichi affidati

- aggio e rimborso spese per procedure esecutive

- spese di notifica della cartella di pagamento

b) restano acquisite e non rimborsabili le somme versate a titolo di:

- sanzioni incluse nei carichi affidati

- interessi di mora e interessi di dilazione per il rateizzo

- sanzioni/somme aggiuntive ex D.Lgs. 46/99

riconducibili, cioè, alle somme che in generale rimangono dovute in sede di rottamazione.

Contenziosi tributari in corso

Ne caso di iscrizioni provvisorie a ruolo, a seguito ricorsi presentati alle Commissioni Tributarie, con la presentazione della domanda si assume l’impegno a rinunciare allo stesso. Tale impegno produce però effetti solo se e quando la definizione si perfeziona con il pagamento tempestivo di tutte le rate.

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2) Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: per la mancata comunicazione all’ENEA è dovuta solo la sanzione

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (con la sentenza n. 853 del 9 febbraio 2015) ritiene che l’omesso invio della documentazione all’ENEA non va ad intaccare la fruizione del bonus fiscale ma comporta soltanto l’applicazione della sanzione che va da 250 a 2.000 euro (art. 11 del D.Lgs. n. 471/97).

Questo poiché “la decadenza dal beneficio della detrazione deve essere espressamente prevista dalla legge e che l’invio della documentazione all’ENEA non riveste il contenuto di vaglio o controllo, ma di una mera comunicazione formale e da essa non può discendere alcuna decadenza, ma può venire solo applicata una sanzione in misura fissa, così come prevista dall’art. 11 del D.Lgs. n. 471/97, per l’omesso o irregolare invio di ogni comunicazione prescritta dalle norme tributarie”.

Dello stesso tenore si è ora espressa la Commissione provinciale di Milano (CTP sentenza n. 5287/2 del 12 settembre 2017).

Ricordiamo, invece, che secondo l’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui non si rientri nei termini per poter effettuare la remissione in bonis, l’omessa comunicazione all’ENEA comporta la decadenza dall’agevolazione (limite massimo dei 90 giorni per l’invio della documentazione all’ente decorre dalla data del collaudo dei lavori e non dalla data di effettuazione dei pagamenti).

Tutta al più, secondo le Entrate, all’omessa comunicazione nei termini può essere applicato l’istituto della “remissione in bonis” (art. 2, co. 1 del DL n. 16/2012) che consente di non perdere il beneficio fiscale a patto che si invii la comunicazione entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile e contestualmente si versi la sanzione minima prevista di 258 euro.

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Formazione dei revisori legali: nuovi corsi dal MEF

On line dal 25 ottobre 2017 i sette nuovi corsi per la formazione dei revisori legali.

Sono accessibili da oggi, 25 ottobre 2017, sulla piattaforma della revisione legale 7 nuovi corsi riguardanti i principi di revisione, la disciplina della revisione legale, i principi contabili e la contabilità generale. Come precisato nella circolare del 19 ottobre 2017, n. 28, a completamento dell’offerta formativa Mef per l’anno 2017, ulteriori 6 corsi verranno inseriti sulla piattaforma della revisione legale entro il mese di novembre.

(MEF, nota del 25 ottobre 2017)

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3) Manovra 2018: prescrizione decennale cartelle esattoriali, non ci sta l’Unione nazionale Avvocati

Avvocati tributaristi su bozza Manovra 2018: E’ illegittima e gravemente vessatoria la prescrizione decennale delle cartelle esattoriali non contestate, con effetto retroattivo. Insieme con la cartolarizzazione dei crediti fiscali, le misure prefigurano lo scardinamento di principi costituzionali e il principio di certezza del diritto con grave danno dei cittadini contribuenti, totalmente ingiustificato.

<<L’Uncat, l’Associazione nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, giudica inaccettabili le norme che, secondo quanto risulta dalla cronaca di questi giorni, sarebbero inserite nella bozza del disegno di legge di Stabilità 2018 (ancora attesa di essere inviato in Parlamento) e che riguardano il termine di prescrizione decennale delle cartelle esattoriali non contestate, con effetto retroattivo (cioè con effetti su cartelle già prescritte), e la cessione a privati dei crediti fiscali affidati alla riscossione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Ciascuna di per sé, esse presentano gravi elementi di iniquità a danno dei cittadini ed in aggiunta, se lette congiuntamente, paiono adombrare l’inammissibile fine di favorire la cartolarizzazione dei crediti fiscali (conferendo

loro maggiore appetibilità), di punire coloro che non hanno scelto di aderire alla cosiddetta “rottamazione” (confidando nella avvenuta prescrizione) e di “salvare” la posizione del fisco da annosi contenziosi in materia di prescrizione rispetto ai quali si delineerebbe una costante soccombenza dell’Ufficio.

Con un articolato documento, inviato ai rappresentanti di Parlamento e Governo con l’obiettivo di sventare e promuovere la rimozione dal testo finale del disegno di legge di queste misure gravemente lesive, l’Uncat ha evidenziato gli aspetti critici ed eccentrici rispetto ai dati normativi attuali e alla interpretazione della Suprema Corte sui termini di prescrizione e della stessa Corte Costituzionale sul principio di retroattività delle norme.

In sintesi, riportiamo i passaggi principali del documento.

Con riferimento alla norma sulla prescrizione decennale delle cartelle non contestate l’Uncat rileva che non si tratta, in sostanza, di interpretazione “autentica” ma (illegittimamente) “additiva”.

1) L'intento del legislatore è di introdurre surrettiziamente una norma di interpretazione autentica, dunque con effetto retroattivo, allo scopo di prolungare in modo artificioso la durata della prescrizione in tutti quei casi nei quali il credito Erariale (o comunque vantato dall'ente pubblico) sia soggetto ad una prescrizione più breve in virtù di una specifica disposizione di legge.

2) L'incipit della norma (secondo la quale " Gli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, si interpretano nel senso che .... ") è capzioso: appare trattarsi di una norma interpretativa autentica delle norme di cui agli artt. 49 e 50 cit, norme che - tuttavia - non trattano né disciplinano in alcun modo il tema della prescrizione della azione di riscossione.

3) La disposizione suscita forti dubbi di costituzionalità per diverse ragioni:

a) Sul piano strettamente formale, la disposizione appare strutturata come norma di interpretazione autentica, sebbene non venga qualificata espressamente come tale. Sotto questo profilo non è rispettosa dei dettami dello Statuto del Contribuente (L. 212/00) ed in particolare dell'art. 1 che ammette norme interpretative in materia tributaria in presenza di condizioni di eccezionalità

b) L'impiego dello strumento dell'interpretazione autentica in una materia così delicata appare assolutamente inappropriato e lesivo del canone della certezza del diritto, oltre che dei principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza. L’Uncat ricorda che le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 23397/2016, ha già dipanato il contrasto giurisprudenziale formatosi sul punto e dunque il ricorso alla norma di interpretazione autentica sembra configurare un'ipotesi di eccesso di potere legislativo.

c) Inoltre, l’utilizzo (e l’abuso) della tecnica dell’interpretazione autentica da parte del legislatore comporta, peraltro, una sorta di alterazione rispetto ai veri criteri sottesi al principio del consenso all’imposizione ignorando il costante insegnamento della giurisprudenza costituzionale in materia (Corte Cost., Sent., 05-04-2012, n. 78).

La Corte ha ammesso la retroattività della legge, anche di interpretazione autentica, limitandola tuttavia ad ipotesi ben circoscritte (la tutela di principi, diritti e beni di rilievo costituzionale, che costituiscono altrettanti «motivi imperativi di interesse generale») e alla sola evenienza di conferire alla disposizione interpretata un significato già in essa contenuto, riconoscibile come una delle possibili letture del testo originario; è evidente come la bozza di legge di bilancio non riprenda “una delle possibili letture del testo originario” ma, al contrario, lo stravolga in toto.

d) Modificare la disciplina della prescrizione rispetto a termini in corso è operazione gravemente scorretta sul piano legislativo. Una scorrettezza che risulta intollerabile nel caso di prescrizioni già maturate, oltre che contraria allo Statuto del Contribuente e all’art. 11 delle Preleggi. Si traduce in un pregiudizio gravissimo per la parte privata, in tutti i casi nei quali il processo si trovi già in uno stadio avanzato, con conseguente formazione di preclusioni/decadenze e/o giudicati interni, a detrimento del diritto di difesa (si veda anche giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo).

e) La scelta di modificare il regime della prescrizione in questo particolare momento storico appare ingiustamente vessatoria per tutti quei contribuenti che avevano deciso di non aderire alla definizione agevolata dei ruoli ex lege 193/16 (c.d. "rottamazione"), confidando nella prescrizione già maturata alla luce del diritto vivente. La sensazione è che il legislatore intenda “punire” i contribuenti che hanno preferito difendersi in giudizio, anziché optare per il condono.

f) La norma appare strumentalmente connessa alla cessione dei carichi iscritti a ruolo (c.d. cartolarizzazione) prevista dal comma 2 dello stesso articolo. In pratica con essa si accresce artificialmente il valore dei crediti oggetto di cessione, aumentandone l'appetibilità in funzione della successiva vendita a terzi (in relazione alla quale è stato già predeterminato il prezzo). Si intuisce perciò che la reale finalità della norma non è di chiarire un dubbio interpretativo (che non esiste), ma di garantire il successo dell'operazione di cartolarizzazione, procurando all'Erario un'entrata straordinaria.

Con riferimento invece alla cessione pro-soluto, a titolo oneroso, dei crediti relativi alle quote affidate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 all’Agenzia delle Entrate Riscossione, si tratta a ben vedere, di una “mercificazione” dei crediti erariali.

Pur richiamando l’operazione già realizzata con la cartolarizzazione dei crediti Inps (art. 13, L. 23 dicembre 1998, n. 448), ne differisce profondamente, sia quanto ai presupposti che soprattutto con riguardo alle cautele, demandandone

la disciplina a futuri provvedimenti da adottare. Nulla viene previsto a carico di Agenzia Entrate Riscossione nella bozza in esame: al contrario, l’operazione di cartolarizzazione lascia un evidente vuoto di tutela, laddove pare orientata a spogliarla di ogni responsabilità nei confronti dei cittadini (essendo strutturata come una cessione pro soluto, oltretutto non soggetta neppure alla garanzia dell'art.1266 c.c.). Si aggiunga una osservazione sul fatto (evidenziato in questi giorni dai media) che la laconicità della norma, come prevista in bozza, è tale da poter ingenerare conseguenze pericolose per il contribuente il quale potrebbe vedersi privato di tutele (quale quella di cui all'art. 76 DPR 602/73 in materia di espropriazione immobiliare) espressamente riconosciute nei confronti del solo agente della riscossione.>>.

Alla luce di ciò, l’Uncat chiede pertanto che il testo finale del disegno di legge sulla Manovra 2018 non contenga più le modifiche contenute in atto nella bozza che circola in questi giorni.

(Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi, comunicato del 25 ottobre 2017)

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4) Convenzione Italia/Romania in G.U.

E’ entrata in vigore la Convenzione tra l’Italia e la Romania, per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Riga il 25 aprile 2015.

Si é perfezionato lo scambio delle notifiche previsto per l'entrata in vigore della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Romania, per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Riga il 25 aprile 2015.

La ratifica é stata autorizzata con legge n. 78 del 16 maggio 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2017.

In conformità al suo art. 29.2, la Convenzione é entrata in vigore il 25 settembre 2017.

(Comunicato in Gazzetta Ufficiale n. 250 del 25 ottobre 2017)

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5) Trasferimenti societari nella UE liberi

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 25 ottobre 2017, ha dato il via libera ai trasferimenti societari senza vincoli all’interno della Ue.

Dunque, secondo la Corte di giustizia Ue, causa C-106/16, una società con sede legale in uno Stato Ue può trasferire la sua sede “legale” in altro Stato Ue senza trasferire la sua sede “effettiva” (in sostanza, la sua direzione generale e i suoi stabilimenti produttivi).

Non sono pertanto conformi al diritto Ue le norme di uno Paese membro che subordinano il trasferimento intracomunitario della sede di una società al previo svolgimento di una procedura di liquidazione nello Stato Ue dal quale tale società si trasferisce.

La Corte di giustizia Ue è dovuta intervenire a causa del diniego della magistratura polacca al trasferimento in Lussemburgo della sede legale di una società.

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6) Rassegna giurisprudenziale tributaria

Di seguito si propongono alcune delle ultime novità in giurisprudenza, prevalentemente, tributaria, come commentate dalla stampa specializzata:

- Corte Costituzionale salva la mini-indicizzazione

Non è incostituzionale la mini rivalutazione delle pensioni corrisposta nel periodo 2012-2015 in risposta alla bocciatura da parte della Consulta del blocco attuato nel 2012-2013 per gli assegni di importo superiore a tre volte il minimo.

Così si è pronunciata la stessa Corte costituzionale, al termine della camera di consiglio che si è svolta il 25 ottobre 2017.

La Corte ha ritenuto che, diversamente dalle disposizioni contenute nel decreto legge salva Italia e annullate nel 2015. la nuova e temporanea disciplina prevista dal decreto legge 65/2015 realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze di finanza pubblica”.

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- Per le violazioni tributarie risponde solo la società

Delle violazioni tributarie risponde solo la società. L'amministratore di fatto resta immune. Difatti, secondo la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 25284 del 25 ottobre 2017, l’istituto del concorso di persone nell’illecito che potrebbe ipotizzarsi è infatti antecedente alla previsione normativa del 2003 che ha previsto la sanzione solo a carico della persona giuridica.

Nel caso analizzato dai giudici di legittimità il fisco sanzionava una persona ritenuta amministratore di fatto per le violazioni contestate alla Srl. Il provvedimento veniva impugnato poiché in virtù del dl 269/2003, articolo 7, la responsabilità è esclusivamente dell'ente e non sussiste l'intervento solidale a carico dell'amministratore, anche di fatto. La Ctp rigettava il ricorso, la Ctr accoglieva invece l'appello. In Cassazione gli ermellini hanno bocciato il ricorso affermando che le sanzioni amministrative relative al rapporto tributario proprio di società sono esclusivamente a carico della persona giuridica anche quando la società sia gestita da un amministratore di fatto.

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- Fatture false contestabili con le dichiarazioni di clienti e fornitori alla GdF

Le dichiarazioni di clienti e fornitori rese alla Guardia di finanza sono sufficienti per contestare le fatture false. Non sono necessari ulteriori riscontri documentali o indagini in azienda. E' infatti legittimo l'accertamento basato su presunzioni semplici. La Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 25291 del 25 ottobre 2017, ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate presentato contro un'azienda che aveva utilizzato delle fatture emesse da imprese risultate in alcuni casi scatole vuole e in altri titolari di attività diverse da quelle dichiarate nei documenti contabili.

*** - Attenzione al fornitore troppo costoso: si rischi che le spese siano poi indeducibili

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sul fatto che le spese troppo costose non sono deducibili.

La Corte di cassazione, nell'ordinanza n. 25257 del 25 ottobre 2017, afferma che sono indeducibili le spese sostenute per il fornitore che, sul mercato, risulta essere il più costoso. Secondo questa decisione il contribuente non potrebbe difendersi dalla contestazione della condotta antieconomica sulla base di un servizio opponendo la ricerca di un servizio qualitativamente superiore rispetto alla media. In particolar modo se vi sia un collegamento, anche indiretto, tra le due società.

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- Invio telematico: è l’Agenzia delle entrate che deve provare gli errori bloccanti

La comunicazione attestante l'avvenuto ricevimento della dichiarazione telematica è il documento in formato elettronico trasmesso dall'Agenzia delle Entrate al contribuente che prova la presentazione e la ricezione da parte dell'amministrazione. Se il contribuente sostiene di aver ricevuto tale comunicazione di conferma della ricezione del file telematico relativo alla trasmissione della dichiarazione, spetta al fisco dimostrare la prova contraria cioè provare gli errori bloccanti. Il caso riguardava una società alla quale era stato contestato il disconoscimento di un credito di imposta indicato nella dichiarazione relativa all'anno precedente che, secondo l'amministrazione, non era stata presentata. Nel ricorso la contribuente evidenziava di aver presentato la dichiarazione telematica. Sia la Ctp che la Ctr condividevano la tesi della società e annullavano la pretesa. Sulla stessa linea la Cassazione.

(Corte di cassazione, ordinanza 25266 del 25 ottobre 2017)

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7) Bonus Sud: decreto in G.U.

Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: le modifiche sul cd. bonus Sud sono ora ufficiali.

È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2017, il Decreto 9 agosto 2017, con il quale sono state apportate modifiche al Decreto 29 luglio 2016, relativo all’assegnazione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, istituito dall’art. 1, commi da 98 a 108, L. n. 208/2015.

In particolare, queste sono le novità:

- Cumulabilità delle risorse in favore delle imprese del Mezzogiorno, previste per gli anni 2014-2020, con altri incentivi UE, a condizione che “la voce di spesa indicata in una domanda di pagamento per il rimborso da parte di uno dei fondi SIE non riceva il sostegno di un altro fondo o strumento dell’Unione”;

- riduzione delle risorse previste dalla L. n. 208/2015. Le risorse passano: da euro 163.000.000 a euro 161.800.000 a valere sull’Asse III - “Competitività PMI” del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività”; da euro 40.000.000 a euro 38.800.000 in favore delle Regioni in transizione;

- utilizzo del nuovo modello, approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 24 marzo 2016.

Attuazione degli interventi finanziati a valere sui programmi operativi 2014-2020 relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale delle regioni in cui si applica l’incentivo.

Viene, infine, disposto che ai fini dell’attuazione degli interventi finanziati a valere sulle risorse dei programmi operativi 2014-2020 FESR delle regioni in cui si applica l’incentivo, qualora la direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico assuma il ruolo di organismo intermedio per la gestione dello strumento agevolativo ai sensi dell’art. 123, paragrafi 6 e 7, del regolamento (UE) n. 1303/2013, mediante sottoscrizione di formale atto di delega delle autorità di gestione dei programmi operativi regionali interessati, sono recepiti con successivi provvedimenti del Ministero dello sviluppo economico i criteri di selezione approvati nell’ambito degli stessi programmi operativi regionali.

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8) Cartelle esattoriali: Agenzia riscossione pubblica moduli rottamazione bis 2017

Entra nel vivo la definizione agevolata 2017, la cosiddetta rottamazione delle cartelle e degli avvisi, prevista dal dl 148/2017. Sul portale istituzionale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione è disponibile il modello per presentare la domanda di adesione per i debiti affidati alla riscossione nei primi nove mesi di quest’anno e il modello destinato a quei contribuenti ai quali era stata rigettata l’adesione alla definizione agevolata (dl 193/2016), perché non in regola con i vecchi piani di rateizzazione in corso al 24 ottobre 2016, e intendono presentare una nuova domanda di adesione. Il decreto 148/2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 242/2017, consente inoltre ai contribuenti che hanno aderito alla ‘prima definizione agevolata’, ma non hanno pagato la prima (o unica) rata di luglio né quella prevista a settembre 2017, di mettersi in regola entro il prossimo 30 novembre per essere riammessi ai benefici previsti dalla definizione agevolata.

Vediamo nel dettaglio le novità del dl 148/2017.

ROTTAMAZIONE BIS  PER LE CARTELLE 2017

La definizione agevolata è applicata ai carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. Chi aderisce dovrà pagare l’importo residuo del debito senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si devono pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Per aderire il contribuente deve presentare, entro il 15 maggio 2018, la propria richiesta di adesione compilando il modello DA-2017 disponibile sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it o presso gli sportelli dell’Agenzia. Il DA-2017 può essere presentato agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione oppure, per chi ha una casella di posta elettronica certificata (pec), inviato insieme alla copia del documento di identità all’indirizzo pec della Direzione regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

L’elenco degli indirizzi pec regionali è allegato al modello DA-2017 e pubblicato sul portale web. Entro il 30 giugno 2018 l’Agenzia delle entrate-Riscossione deve inviare la comunicazione con l’importo da versare ed i bollettini di pagamento in base al piano di rate indicato dal contribuente nel modello DA-2017. Il dl 148/2017 prevede che si possa pagare in unica soluzione (luglio 2018) o a rate, fino ad un massimo di 5: oltre a luglio, nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018, mentre la quinta rata è fissata a febbraio 2019. Entro il 31 marzo 2018 l’Agenzia delle entrate-Riscossione invierà al contribuente una comunicazione per posta ordinaria sulle somme che le sono state affidate entro il 30 settembre del 2017 e per le quali non risulta ancora notificata la relativa cartella di pagamento.

OPPORTUNITÀ PER RESPINTI

Hanno la possibilità di accedere nuovamente alla “rottamazione” anche i contribuenti che si sono visti respingere la domanda perché non erano in regola con il pagamento di tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 di una dilazione in corso al 24 ottobre 2016. I contribuenti interessati devono presentare, entro il 31 dicembre 2017, una nuova istanza di adesione alla definizione agevolata compilando il modello DA-R disponibile sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it o presso gli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Chi possiede una casella di posta elettronica certificata (pec) può inviare il modello DA-R, insieme alla copia di un documento di identità, all’indirizzo pec della Direzione Regionale di riferimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. In alternativa, la domanda di adesione può essere presentata consegnando il modello DA-R direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Il decreto n. 148/2017 stabilisce che gli interessati debbano versare, entro il 31 maggio 2018, le rate non corrisposte del 2016 dei vecchi piani di dilazione. L’Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare ai contribuenti che presenteranno la nuova domanda di adesione: entro il 31 marzo 2018 una comunicazione con l’importo relativo al debito pregresso non versato che dovrà essere pagato entro il 31 maggio 2018; entro il 31 luglio 2018 l’ammontare complessivo dovuto per la “rottamazione” e le scadenze per il relativo pagamento che dovrà avvenire in un massimo di tre rate di pari importo, con scadenza settembre, ottobre e novembre 2018.

PROROGA A NOVEMBRE 2017

Chi non ha pagato la prima (o unica) rata prevista a luglio o quella di settembre 2017 (dl 193/2016 convertito con legge 225/2016), potrà mettersi in regola e quindi non perdere i benefici previsti dalla definizione agevolata, pagando quanto previsto entro il prossimo 30 novembre, senza oneri aggiuntivi e senza comunicazioni all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Per pagare si devono utilizzare i bollettini ricevuti dall’agente della riscossione con la comunicazione delle somme dovute.

DOVE PAGARE

I contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento: il portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it; la App EquiClick; gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione anche mediante la compensazione con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica amministrazione (secondo le modalità previste dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9 agosto 2017); gli sportelli bancari e gli uffici postali; l’home banking; i punti Sisal e Lottomatica; i tabaccai convenzionati con Banca 5; gli sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL e gli sportelli postamat (ATM) di Poste Italiane.

Da oggi sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it oltre ai moduli, i contribuenti possono trovare delle guide sintetiche utili per la compilazione, le risposte alle domande più frequenti e le pagine informative relative alla definizione agevolata.

(Agenzia Entrate/Riscossione, comunicato del 26 ottobre 2017)

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9) Approvato il contributo 2018 per il CNDCEC: tutto confermato per i Commercialisti

Niente aumenti e niente riduzioni: rimane confermato il contributo da pagare al CNDCEC anche per il 2018.

Batte cassa il Consiglio nazionale dei commercialisti, con la nota informativa n. 53/2017 pubblicata il 26 ottobre 2017, sul proprio sito istituzionale.

Si tratta, in particolare, del contributo dovuto al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ai sensi dell’art. 29 lett. h) del D.lgs. 139/2005 per l’anno 2018, stabilito nella misura di:

130,00 per tutti gli iscritti;

65,00 per gli iscritti all’albo speciale con età non superiore ai 36.

Prima rata si paga entro il 15 maggio 2018, mentre la seconda entro il 15 luglio 2018.

(CNDCEC, nota informativa n. 53/2017 pubblicata il 26 ottobre 2017)

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10) Prestazioni occasionali con pochi click: arrivato il vademecum INPS

Per utilizzare in modo corretto Presto, la piattaforma telematica predisposta sul sito dell'Inps per le prestazioni di lavoro occasionale, l'Istituto ha inviato al Consiglio nazionale un vademecum che riepiloga la procedura di registrazione a Presto per utilizzatore e prestatore e gli adempimenti da rispettare. La procedura, precisa l'Istituto nella comunicazione, può sembrare rigida per alcuni aspetti per la necessità di "adeguare i singoli passaggi procedurali al dettato normativo, i cui cardini sono la totale automatizzazione/tracciabilità delle transazioni e la tutela del prestatore di lavoro".

Il vademecum è scaricabile dal sito internet dei Consulenti del lavoro.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, comunicato del 26 ottobre 2017)

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INPS: ISEE – prosegue il servizio di compilazione delle DSU da parte dei CAF

L’INPS, con un comunicato del 26 ottobre 2017, informa che si è impegnato ad assicurare, per l’anno 2017, ulteriori 4 milioni di euro sull’attività ISEE. Queste risorse sono disponibili grazie ai risparmi di gestione realizzati sul servizio di compilazione dei RED, anch’esso svolto dai CAF.

Con la disponibilità economica, gli utenti avranno la possibilità, fino a fine 2017, di rivolgersi gratuitamente ai CAF per la compilazione delle DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), necessarie per il rilascio delle attestazioni ISEE (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente).

Le parti hanno convenuto sulla necessità di avviare rapidamente il confronto sul rinnovo della convenzione ISEE per le annualità future e di aprire un tavolo tecnico sulla dichiarazione ISEE precompilata.

Vincenzo D’Andò