Voucher per la digitalizzazione delle PMI: modalità e termini di presentazione delle domande – Diario quotidiano del 26 ottobre 2017

Pubblicato il 26 ottobre 2017

1) L’ASD deve provare che per i minori abbiano votato in assemblea tramite i genitori, altrimenti perde le agevolazioni fiscali
2) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale entro il 31 ottobre 2017
3) Omessa notifica dell’ingiunzione fiscale e diniego al beneficio del 5 per mille: a chi presentare il ricorso?
4) Contratti collettivi: indice retribuzioni contrattuali di settembre
5) Ape sociale: valorizzati anche i periodi di contribuzione estera
6) Al via le domande per la contribuzione figurativa
7) Voucher per la digitalizzazione delle PMI
8) Colpa professionale: nuove decisioni della Cassazione
9) Agenzia delle entrate-Riscossione: attenzione a false email e sms su rimborsi o avvisi di pagamento
10) Tutte le regole sulle locazioni brevi: pronta la guida delle Entrate
1) L'ASD deve provare che i minori abbiano votato in assemblea tramite i genitori, altrimenti perde le agevolazioni fiscali 2) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale entro il 31 ottobre 2017 3) Omessa notifica dell’ingiunzione fiscale e diniego al beneficio del 5 per mille: a chi presentare il ricorso? 4) Contratti collettivi: indice retribuzioni contrattuali di settembre 5) Ape sociale: valorizzati anche i periodi di contribuzione estera 6) Al via le domande per la contribuzione figurativa 7) Voucher per la digitalizzazione delle PMI: modalità ed i termini di presentazione delle domande 8) Colpa professionale: nuove decisioni della Cassazione 9) Agenzia delle entrate-Riscossione: attenzione a false email e sms su rimborsi o avvisi di pagamento 10) Tutte le regole sulle locazioni brevi: pronta la guida delle Entrate ****

1) Per i minori, l’ASD deve provare che abbiano votato in assemblea tramite i genitori, altrimenti perde le agevolazioni fiscali ?

Bonus fisco ASD: per i minori, l’Associazione deve provare che abbiano votato nell’assemblea degli associati, tramite i propri genitori, in caso contrario perde le agevolazioni fiscali.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23228 del 4 ottobre 2017, ha, infatti, affermato che non spetta all’Agenzia delle entrate tale onere probatorio.

L’Associazione sportiva dilettantistica è, quindi, stata condannata a restituire quanto fruito in maniera indebita dopo che era uscita vittoriosa in sede di appello.

In particolare, secondo la Commissione Tributaria Regionale il contribuente aveva in concreto rispettato le regole normative dettate al fine del riconoscimento del regime fiscale agevolato previsto per le ASD dalla legge 398/1991, con particolare riguardo alla “democrazia interna”, trattandosi di associati prevalentemente minori e quindi inabilitati partecipare alle assemblee ed alla tenuta della contabilità, semplificata, tipicizzante il regime agevolato.

Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate deducendo tre motivi.

Con il primo motivo (ex art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.) l’Amministrazione finanziaria ha evidenziato la violazione/falsa applicazione degli artt. 148, commi 3-8, TUIR, 90, comma 18, legge 289/2002, 2697, cod. civ., poiché é emerso che sia statutariamente sia in concreto l’ASD avesse rispettato la norma sulla sua democraticità, con specifico riguardo alla partecipazione degli associati alla vita associativa e particolarmente alle assemblee.

Come è noto, «Le agevolazioni tributarie previste in favore degli enti di tipo associativo non commerciale, come le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, dall’art. 111 (ora 148) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 si applicano solo a condizione che le associazioni interessate si conformino alle clausole riguardanti la vita associativa, da inserire nell'atto costitutivo o nello statuto» (Sez. 5, Sentenza n. 4872 del 11/03/2015, Rv. 634692 - 01), inoltre, «In tema di agevolazioni tributarie, chi vuole fare valere una forma di esenzione o di agevolazione qualsiasi deve provare, quando sul punto vi è contestazione, i presupposti che legittimano la richiesta della esenzione o della agevolazione» (Sez. 5, Sentenza n. 21406 del 30/11/2012, Rv. 624363 - 01).

La sentenza della C.T.R., ha concluso la Cassazione, si pone in contrasto con entrambi i principi di diritto espressi in questi ultimi anni, ed, inoltre, attribuisce all’Agenzia delle entrate un onere probatorio che non gli compete, anche in considerazione delle dichiarazioni sostanzialmente confessorie rese dal legale rappresentante dell'associazione circa la disapplicazione di fatto delle norme statutarie inerenti l’esercizio dei diritti partecipativi degli associati, non essendo giuridicamente corretto ravvisarne un’eccezione nella circostanza che si trattasse di persone minori, posto che essi sono rappresentati ex lege dai genitori ovvero dal responsabile genitoriale.

Osservazione

Dal tenore della decisione non è data capire i particolari della vicenda esaminata dalla Suprema Corte.

Poiché l’art. 148, comma 8, lettera c) del TUIR (DPR 917/1986) pone, tra le altre, la seguente condizione:

Le disposizioni di cui ai commi 3, 5, 6 e 7 si applicano a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata:

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c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;”.

Per cui la norma prevede che il diritto di voto spetti solo ai maggiorenni (e non, quindi, ai minori d’età). Per cui, in tale chiave normativa bene aveva operato la Commissione tributaria regionale ad accogliere il ricordo del contribuente (ASD).

Magari la decisione in questione (favorevole al fisco) potrebbe essere plausibile se nell’associazione gli associati siano prevalentemente minori (cosa che in effetti si evince dalla lettura del testo dell’ordinanza) e magari lo statuto preveda espressamente il loro diritto di voto e quindi la partecipazione “politica” nella vita associativa, tale da rispettare il principio della “democrazia interna”. In caso contrario, non si potrebbe ben accettare quanto affermato dal giudice di legittimità che ha rovesciato l’orientamento del giudice di merito.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 23228 del 4 ottobre 2017)

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2) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale entro il 31 ottobre 2017

Il Legislatore, nell'introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone (art. 10, comma 4 del Dlgs 503/1992) che, ai fini dell'applicazione del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all'ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all'anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell'IRPEF per il medesimo anno.

Pertanto, come precisa l’INPS con il messaggio n. 4189 del 25 ottobre 2017, i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l'anno 2016, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per tale anno devono dichiarare entro il 31 ottobre 2017 (data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell'anno 2016 come da DPCM del 26 luglio 2017) i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2016.

Per questo l’istituto previdenziale ha fornito dei chiarimenti in merito all'individuazione dei pensionati tenuti alla