Diario quotidiano del 25 ottobre 2017: novità IVA in tema di importazioni, trasporti e estrazioni da depositi

Pubblicato il 25 ottobre 2017

1) Le discordanze contabili non rendono legittimo l’atto impositivo
2) Importazioni di merci: niente IVA sulle spese di trasporto
3) Regime del margine sull’importazione di auto usate: onere della prova
4) Criteri di classamento a fini ICI
5) E’ giusto licenziare per il furto di caramelle: ecco le motivazioni dei giudici
6) Ammortamento ridotto per le autovetture destinate all’autonoleggio
7) Sanzione sull’infedele dichiarazione: l’Ufficio decide se applicare la circostanza attenuante o meno
8) Super e iper ammortamento in caso di beni acquisiti in leasing: nuovi chiarimenti ministeriali
9) Estrazione di beni da depositi Iva: istituiti due nuovi codici tributo
10) Consulenti del lavoro: il Consiglio nazionale perché il Consiglio di Stato sbaglia sull’appalto gratuito
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Le discordanze contabili non rendono legittimo l’atto impositivo 2) Importazioni di merci: niente IVA sulle spese di trasporto 3) Regime del margine sull’importazione di auto usate: onere della prova 4) Criteri di classamento a fini ICI 5) E’ giusto licenziare per il furto di caramelle: ecco le motivazioni dei giudici 6) Ammortamento ridotto per le autovetture destinate all’autonoleggio 7) Sanzione sull’infedele dichiarazione: l’Ufficio decide se applicare la circostanza attenuante o meno 8) Super e iper ammortamento in caso di beni acquisiti in leasing: nuovi chiarimenti ministeriali 9) Estrazione di beni da depositi Iva: istituiti due nuovi codici tributo 10) Consulenti del lavoro: il Consiglio nazionale perché il Consiglio di Stato sbaglia sull’appalto gratuito ****

1) Le discordanze contabili non rendono legittimo l’atto impositivo

Illegittimità dell’atto impositivo scarsamente motivato: è illegittimo l’atto impositivo motivato dall’Amministrazione unicamente sulla base di rilevate discordanze tra i dati desunti dalla documentazione contabile e fiscale, acquisita in sede di verifica, e quelli esposti nella comunicazione IVA annuale. Sulla base di tale assunto la CTR calabrese ha ritenuto meritevole di accoglimento l’appello proposto dal contribuente contro la sentenza, favorevole all’Ufficio, della CTP di Cosenza. Nel caso di specie i giudici calabresi hanno rilevato come l’Ufficio non abbia svolto i necessari approfondimenti, ma si sia limitato a richiamare generiche e stereotipate irregolarità semplicemente trasferendo i dati della comunicazione IVA nell’atto impositivo.

(Comm. Trib. Reg. per la Calabria, sentenza n. 2543/2 del 19/08/2017)

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2) Importazioni di merci: niente IVA sulle spese di trasporto

Non si applica l’IVA alle spese di trasporto relative ad importazioni di merci di valore trascurabile, nei limiti in cui tali spese siano comprese nella base imponibile dell’operazione esente dall’IVA all’importazione (artt. 143 e 144 della direttiva IVA). Nell’enunciare tale principio la Corte di Giustizia europea aggiunge, altresì, che tale esenzione opera anche nel caso in cui le operazioni contestate non abbiano scontato l’IVA in dogana all’atto dell’importazione. In definitiva, secondo i giudici, l’obiettivo dell’esenzione controversa non è quello di evitare situazioni di doppia imposizione, bensì quello, strettamente tecnico, di semplificare l’applicazione dell’imposta.

(Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza n. 273/1 del 04/10/2017)

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3) Regime del margine sull’importazione di auto usate: onere della prova

Le sezioni unite della Corte di Cassazione, alla luce della recente pronuncia della Corte di giustizia europea (causa C-624/15, del 18 maggio 2017), si sono espresse sul tema dell'onere della prova con riferimento al regime del margine relativo alla compravendita di autoveicoli usati. Nel caso in esame gli ermellini si sono soffermati sulla posizione del cessionario, il quale deve sempre provare la propria buona fede dimostrando di aver agito in assenza di consapevolezza di partecipare ad un’evasione fiscale. In particolare quest’ultimo deve eventualmente procedere altresì all’individuazione dei precedenti intestatari del veicolo, ai fini di accertare, anche solo in via presuntiva, l’assolvimento dell’IVA a monte. Il principio enunciato è il seguente: "In tema di IVA, il c.d. regime del margine, previsto dall'art. 36 del d.l. 23 febbraio 1995, n. 41 e dagli articoli da 311 a 325 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 per le cessioni, da parte di rivenditori, di beni d'occasione, di oggetti d'arte, da collezione o di antiquariato, costituisce un regime d'imposizione speciale, facoltativo e derogatorio, in favore del contribuente, del sistema normale dell'IVA: ne consegue che la sua disciplina va interpretata restrittivamente e applicata in termini rigorosi, nei limiti di quanto necessario al raggiungimento dello scopo dell'istituto".

(Corte di cassazione, sentenza n. 21105/SU del 12/09/2017)

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4) Criteri di classamento a fini ICI

Ai fini del classamento di un immobile è sempre necessario che lo stesso venga effettivamente comparato ad altri aventi le medesime caratteristiche tenendo conto anche delle peculiarità costruttive, tipologiche e posizionali degli immobili circostanti al fabbricato oggetto di classamento. La CTR di Aosta ha così respinto l’appello dell’Ufficio ritenendo condivisibile l’assunto del contribuente peraltro basato su una perizia di un tecnico. In particolare quest’ultimo ha, secondo i giudici, ben descritto la stato dell’immobile, caratterizzato da finiture modeste e riconducibile ad un alloggio di tipo popolare, giustificando il classamento dello stesso in categoria inferiore, come richiesto dalla contribuente.

(Commissione Tributaria Regionale di Aosta, sentenza n. 18/2 del 28/7/2017)

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5) E’ giusto licenziare per il furto di caramelle: ecco le motivazioni dei giudici

Furto di caramelle e licenziamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24014 del 12 ottobre 2017, si è soffermata sulla tematica del furto di scarsa entità, che, in passato, non era stato ritenuto, dallo stesso organo, come sufficiente per giustificare un licenziamento come legittimo.

Ora, la Suprema Corte, valutando la ricostruzione giuridica del datore di lavoro, pone l’accento sul comportamento intenzionale del lavoratore che, operando in