Un riassunto ragionato del decreto fiscale che anticipa la manovra di bilancio - Diario quotidiano del 18 ottobre 2017

1) Carried interest: reddito di capitale e non di lavoro

2) Split payment dal 2018 esteso a tutte le società controllate dalla P.A.: decreto fiscale in Gazzetta Ufficiale

3) Decreto fiscale in G.U.: ecco tutte le misure fiscali (Decreto Legge n. 148 del 16 ottobre 2017)

4) Audizione parlamentare del direttore delle Entrate: Al via le due nuove divisioni Servizi e Contribuenti

5) Flusso UNIEMENS: invio note di rettifica

6) Prestazioni economiche per unioni civili e convivenze di fatto

7) Enti locali: Commercialisti favorevoli all’uso della contabilità economico-patrimoniale

8) Società di Persone: dalla Fondazione Commercialisti arrivano le proposte di modifica della disciplina

9) Assonime: ecco le proposte di riforma degli scambi intracomunitari

10) Arrivano le semplificazioni sullo spesometro?

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1) Carried interest: reddito di capitale e non di lavoro
Proventi da partecipazioni a società, enti o OICR di dipendenti e amministratori: il c.d. “carried interest”- art. 60 d.l. n. 50 del 2017.
Si tratta di una forma di incentivo riconosciuto al realizzarsi di determinati risultati allo scopo di accomunare, nella condivisione del rischio, la loro posizione a quella degli altri soci.
L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 25/E del 16 ottobre 2017, si è soffermata sul trattamento fiscale dei proventi derivanti da strumenti finanziari aventi diritti patrimoniali rafforzati, percepiti da dipendenti e amministratori di società (o di società da esse controllate), enti o società di gestione dei fondi (Sgr), disciplinati dall’articolo 60 del Dl 50/2017.
Questo tipo di provento, nato nel settore del private equity, è denominato “carried interest” e rappresenta una forma di incentivo riconosciuto al realizzarsi di determinati risultati, ai soggetti maggiormente esposti al rischio derivante dall’investimento.
La norma richiamata prevede che detti proventi, al ricorrere di determinati requisiti stabiliti dall’articolo stesso, “si considerano in ogni caso redditi di capitale o redditi diversi” (comma 1), con una presunzione di qualificazione del reddito operante ope legis.
Il duplice ruolo rivestito dal manager in seno alla società, vale a dire amministratore o dipendente (e, quindi, titolare di reddito di lavoro dipendente o assimilato) e azionista/quotista della società di cui egli è amministratore dipendente (titolare di redditi di capitale) aveva destato tra gli operatori incertezze in ordine alla qualificazione reddituale dei proventi rivenienti da questi strumenti.
L’incertezza era dovuta all’ampiezza della definizione di reddito di lavoro dipendente, idonea a ricomprendere ogni erogazione riconducibile al rapporto di lavoro, inclusi i compensi in natura.
La norma dispone che i proventi derivanti da strumenti finanziari con diritti patrimoniali rafforzati siano qualificati, al ricorrere di determinate condizioni, redditi di capitale o diversi con una presunzione di qualificazione del reddito operante ope legis.
La circolare illustra tali condizioni, legate alla consistenza dell’investimento, alla postergazione nella distribuzione di utili e a un periodo di detenzione minimo degli strumenti così acquisiti.
Fornisce, inoltre, chiarimenti in merito alla qualificazione reddituale dei proventi derivanti da strumenti non aventi i requisiti fissati dalla disposizione, la cui natura deve essere ricostruita sulla base di una verifica caso per caso.
Infine, fornisce precisazioni sulla data di entrata in vigore della nuova misura, facendo un cenno al regime fiscale applicabile nel periodo di prima applicazione dell’articolo 60.
Il carried interest
Il diritto patrimoniale rafforzato, definito nella prassi “carried interest”, rappresenta una forma di incentivo riconosciuto al realizzarsi di determinati risultati ai manager e amministratori della Sgr e di società operanti nel settore del private equity, i quali sottoscrivono quote, azioni o strumenti …

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