Tutte le news della Legge di bilancio 2018, fra cui ampio spazio allo split payment – Diario quotidiano del 17 ottobre 2017

Pubblicato il 17 ottobre 2017



1) Aumento Iva neutralizzato e split payment esteso a tutte le società controllate dalla P.A.
2) Prossima realizzazione del fabbricato: Iva sugli acquisti di beni subito detraibile
3) Deduzione integrale per auto aziendale: i requisiti necessari del mezzo chiariti dalla Cassazione
4) Notifica al domicilio fiscale italiano se il contribuente sia in un paese black list
5) Infortuni con prognosi di almeno un giorno, scattato obbligo comunicazione
6) Istat: coefficiente TFR di settembre a 1,72
7) Revisori legali: ora vanno bene anche le materie relative alla formazione dei revisori degli enti locali
8) Consulenti del lavoro: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso
9) Enti del Terzo Settore: novità civilistiche e contabili, focus dalla Fondazione GDG
10) Manovra, ok dal governo, no a nuove tasse e autorizzata golden power
1) Aumento Iva neutralizzato e split payment esteso a tutte le società controllate dalla P.A. 2) Prossima realizzazione del fabbricato: Iva sugli acquisti di beni subito detraibile 3) Deduzione integrale per auto aziendale: i requisiti necessari del mezzo chiariti dalla Cassazione 4) Notifica al domicilio fiscale italiano se il contribuente sia in un paese black list 5) Infortuni con prognosi di almeno un giorno, scattato obbligo comunicazione 6) Istat: coefficiente TFR di settembre a 1,72 7) Revisori legali: ora vanno bene anche le materie relative alla formazione dei revisori degli enti locali 8) Consulenti del lavoro: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso 9) Enti del Terzo Settore: novità civilistiche e contabili, focus dalla Fondazione GDG 10) Manovra, ok dal governo, no a nuove tasse e autorizzata golden power ***

1) Aumento Iva neutralizzato e split payment esteso a tutte le società controllate dalla P.A. (Legge di Bilancio 2018)

Come è noto (si veda ne il Diario quotidiano del 16 ottobre 2017), il Consiglio dei Ministri si è riunito il 13 ottobre 2017 ed in tarda serata è stato rilasciato il comunicato stampa n. 50.

Di seguito riportiamo le parti più attinenti la materia fiscale:

Neutralizzazione aumento Iva

Si reperiscono ulteriore risorse per evitare l’aumento delle aliquote Iva previsto nel 2018, che sarà completamente neutralizzato con le misure che saranno adottate con la legge di bilancio.

Estensione della definizione agevolata dei carichi fiscali e contributivi

La misura, conosciuta come “rottamazione delle cartelle”, amplia la possibilità per i contribuenti che non hanno completato gli adempimenti della definizione agevolata introdotta con il D.L. 193/2016, di mettersi in regola e accedere alle agevolazioni previste per il pagamento del debito tributario o contributivo affidato all’agente della riscossione (si versano le cifre del tributo e gli interessi legali senza sanzioni ed interessi di mora).

In particolare:

- viene consentito al debitore di effettuare entro il 30 novembre 2017 il pagamento delle rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre 2017. In questo modo i contribuenti che per errori, disguidi o mancanza di liquidità non avevano potuto effettuare i versamenti vengono riammessi alla “rottamazione” senza ulteriore addebito;

- viene data la possibilità di accedere alla definizione agevolata dei carichi ai debitori che in precedenza si erano visti respingere le istanze perché non in regola con il pagamento delle rate, in scadenza al 31/12/2016, dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016. Tale facoltà può essere esercitata presentando istanza all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017. I contribuenti interessati dovranno versare entro il 31 maggio 2018 le rate non corrisposte dei piani di dilazione. In caso di mancato versamento l’istanza è improcedibile;

- si amplia il raggio d’azione della definizione agevolata che potrà essere applicata anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017 (la precedente ‘rottamazione’ comprendeva i carichi fino al 31 dicembre 2016). Il contribuente dovrà presentare domanda entro il 15 maggio 2018 e il pagamento delle somme dovute dovrà essere effettuato in un numero massimo di cinque rate di pari importo nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

Estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A.

Il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi, strumento efficace per contrastare l’evasione fiscale e attualmente previsto per tutte le amministrazioni dello Stato, gli enti territoriali, le università, le aziende sanitarie e le società controllate dallo Stato, viene ulteriormente esteso. Vi rientrano gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche, le società controllate direttamente o indirettamente da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica e quelle partecipate per una quota non inferiore al 70% da qualsiasi amministrazione pubblica o società assoggettata allo split payment.

Investimenti pubblicitari

Le imprese e i lavoratori autonomi possono fruire anche per gli investimenti sostenuti nella seconda metà del 2017 del credito di imposta previsto per le campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, e sulle radio e tv locali. Il credito di imposta è pari al 75% della quota incrementale dell’investimento rispetto all’anno precedente, e aumenta al 90% nel caso di microimprese, Pmi e start-up innovative.

Disposizioni anti-scorrerie

Per migliorare il grado di trasparenza e salvaguardare il corretto funzionamento del mercato, accrescendo il livello di informazione degli stakeholder nelle operazioni di acquisizione societaria, si è esteso il contenuto degli obblighi di comunicazione che gravano sui soggetti che acquisiscono partecipazioni rilevanti in una società quotata, imponendo agli stessi di chiarire le finalità perseguite con l’operazione.

Revisione della disciplina della Golden Power

E’ stata modificata e integrata la disciplina dei poteri speciali al fine da un lato, di colmare talune lacune evidenziate in sede di applicazione della normativa, dall’altro di potenziare gli strumenti di garanzia anche nell’alveo della tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico. In questa prospettiva si è provveduto ad estendere, con esclusivo riferimento alle ipotesi di operazioni poste in essere da soggetti esterni all’UE, l’ambito di applicazione dei poteri speciali nel quadro della garanzia della sicurezza ed ordine pubblico. In particolare, con appositi regolamenti, saranno individuati ai fini della verifica in ordine alla sussistenza di un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, i settori ad alta intensità tecnologica oggetto della nuova disciplina, quali, ad esempio, le infrastrutture critiche o sensibili, tra cui immagazzinamento e gestione dati e le tecnologie critiche, compresa l'intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, le tecnologie con potenziali applicazioni a doppio uso, la sicurezza in rete, la tecnologia spaziale o nucleare, ecc.. Inoltre, è stata inserita una specifica ipotesi sanzionatoria per il caso di mancata notifica nei casi in cui la stessa è obbligatoria, ipotesi che risultava, a legislazione vigente, contemplata solo nell’ambito dei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Sostegno grandi imprese in crisi

Nell’ambito del fondo per la crescita sostenibile è istituito uno specifico stanziamento destinato all’erogazione di finanziamenti in favore di imprese di grande dimensione che presentano rilevanti difficoltà finanziarie ai fini della continuazione delle attività produttive e del mantenimento dei livelli occupazionali.

Fondo garanzia PMI

Viene incrementata la dotazione del Fondo di 300 milioni per l’anno 2017 e di 200 milioni per il 2018.

Liberalizzazione in materia di diritti d’autore

E’ superato il monopolio della SIAE in materia di raccolta dei diritti d’autore, estendendo a tutti gli organismi di gestione collettiva - ossia gli enti senza fine di lucro e a base associativa - operanti sul territorio dell’UE la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza alcuna intermediazione da parte della SIAE.

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2) Prossima realizzazione del fabbricato: Iva sugli acquisti di beni subito detraibile

L’Iva relativa ad acquisti di beni è detraibile (o rimborsabile) se i costi siano inerenti all'attività imprenditoriale, senza necessità di un attuale concreto esercizio della stessa, purché sia preparatori (come è avvenuto nel caso di specie per i costi sostenuti da un consorzio) per la realizzazione del fabbricato in vista della sua successiva utilizzazione a fini dell'espletamento della progettata attività imprenditoriale.

Lo ha precisato la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 23817 del 11 ottobre 2017, che ha ribaltato la decisione della CTR.

Peraltro, secondo la Suprema Corte, la CTR non spiegato la ragione per la quale nel caso di specie sarebbe propriamente ingiustificato l'inizio dell'attività nel 2007, a quattro anni dalla costituzione del consorzio (fine anno 2003), quando la costruzione era già in corso nel 2006 (anno a cui si riferiscono gli acconti sui SAL posti a base della richiesta di rimborso IVA) e l'immobile risulta essere stato utilizzato immediatamente dopo la sua realizzazione, come risulta dalla produzione documentale del consorzio, di cui la CTR ha incomprensibilmente sminuito nella sua portata dimostrativa.

(Corte di cassazione, ordinanza n. 23817 del 11 ottobre 2017)

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3) Deduzione integrale per auto aziendale: i requisiti necessari del mezzo chiariti dalla Cassazione

La Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 23362 del 6 ottobre 2017, elenca i presupposti necessari per il riconoscimento del diritto alla detrazione dell'Iva e alla deduzione dei costi prevede: Sono autoveicoli per uso speciale i “veicoli caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli e consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d'uso delle attrezzature stesse”. La norma agevolatrice, attribuendo rilevanza ai fini delle agevolazioni fiscali all'installazione permanente delle attrezzature montate per rendere il veicolo ad uso ufficio, rende irrilevante la eventuale situazione psicologica di buona fede dell'utilizzatore, ma, in relazione alla lettera e alla ratio del beneficio, prende in esame la condizione oggettiva del veicolo. Aveva, quindi, ragione (sotto il profilo dell'interpretazione e applicazione delle norme) la sentenza della CTR secondo cui l'installazione di un kit removibile non aveva il carattere della permanenza richiesto dalla norma per l'applicazione delle agevolazioni fiscali.

Non è, inoltre, ravvisabile alcuna violazione dell'onere della prova, considerato che la rimovibilità del kit non era mai stata contestata.

La CTR aveva dato atto che la rimovibilità del kit risultava dalle indagini della GdF che erano state ritenute sufficienti dall'Agenzia e trasfuse nel l'avviso di accertamento in rettifica. La sentenza ha quindi ritenuto l'inesistenza dei presupposti applicativi dell'agevolazione e ha disapplicato il provvedimento omologativo emesso dalla Motorizzazione Civile, siccome contra legem. Dal canto suo, la società verificata non aveva indicato quali elementi di giudizio siano stati pretermessi dalla CTR, né aveva contestato che le speciali attrezzature installate a bordo del veicolo erano rimovibili.

(Corte di cassazione, ordinanza n. 23362 del 6 ottobre 2017)

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4) Notifica al domicilio fiscale italiano se il contribuente sia in un paese black list

Gli atti possono essere notificati al domicilio fiscale italiano se il contribuente si sia spostato in un paese black list.

Difatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con l’ordinanza del 6 ottobre 2017 n. 23354, sono, infatti, validi gli avvisi di accertamento notificati all’ultimo domicilio fiscale italiano, se il contribuente si sia trasferito in uno Stato a fiscalità privilegiata.

Il ricorso verteva sulla ritualità della notificazione degli avvisi di accertamento prodromici alla cartella di pagamento, effettuati dall’Amministrazione finanziaria al domicilio fiscale identificato dall’ultima residenza del contribuente, trasferitosi in un paese a fiscalità privilegiata. Nel caso in esame, risultava che il ricorrente avesse trasferito la sua residenza nel Principato di Monaco. Il contribuente sosteneva che l’amministrazione avrebbe dovuto notificargli gli avvisi nel paese estero di nuova residenza, in quanto egli era già iscritto all’Aire.

Eppure, la Cassazione evidenzia come in tal caso operi una presunzione legale relativa di residenza nel territorio dello Stato. Infatti, qualora il contribuente si trasferisca in uno stato a fiscalità privilegiata – come, nel testo vigente ratione temporis, aveva fatto il ricorrente – “si considerino residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministero delle Finanze”. Per tali soggetti, il domicilio fiscale è quello del comune di ultima residenza e, quindi, quello al quale l’amministrazione aveva notificato gli atti.

(Corte di cassazione, ordinanza n. 23354 del 6 ottobre 2017)

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5) Infortuni con prognosi di almeno un giorno, scattato obbligo comunicazione

A partire dal 12 ottobre scorso tutti i datori di lavoro e i loro intermediari devono segnalare i casi all’Istituto, a fini statistici e informativi, utilizzando il nuovo servizio online. Dalla stessa data novità anche per la trasmissione telematica delle informazioni sui lavoratori esposti ad agenti biologici, cancerogeni e mutageni.

Per tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, e per i loro intermediari, a partire da oggi, giovedì 12 ottobre, scatta l’obbligo di comunicare in via telematica all’Inail, e per il suo tramite al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp), i dati relativi agli infortuni dei lavoratori – subordinati, autonomi o a essi equiparati – che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

La segnalazione entro 48 ore dalla ricezione dei dati del certificato medico

Come precisato nella circolare Inail n. 42 del 12 ottobre, la segnalazione all’Istituto – a fini statistici e informativi – deve essere effettuata entro 48 ore dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico, utilizzando esclusivamente il nuovo servizio online “Comunicazione di infortunio”. Il mancato rispetto dei termini previsti determina l’applicazione di una sanzione amministrativa. Se la prognosi riportata sul primo certificato medico è superiore a tre giorni, per il datore di lavoro assicurato all’Inail resta invece l’obbligo di presentare la denuncia di infortunio. In questo caso l’obbligo della comunicazione dell’infortunio all’Istituto è assolto per mezzo della denuncia.

L’utilizzo della Pec consentito solo in casi eccezionali

Nel caso in cui, a causa di eccezionali e comprovati problemi tecnici, non fosse possibile l’inserimento online, le comunicazioni di infortunio dovranno essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec), utilizzando il modello scaricabile sul portale Inail, all’indirizzo Pec della Direzione dell’Istituto competente per territorio, individuata rispetto al domicilio dell’infortunato, allegando anche l’immagine della schermata di errore restituita dal sistema.

Semplificata la procedura di aggiornamento dei registri di esposizione

Da oggi sul portale dell’Istituto è disponibile anche il nuovo servizio online per la trasmissione delle informazioni per l’istituzione e l’aggiornamento del registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e del registro di esposizione ad agenti biologici. La circolare n. 43 del 12 ottobre illustra le modalità di invio telematico, che rappresenta una semplificazione importante in quanto consente di rispettare, con un’unica operazione online, l’obbligo previsto dalla normativa vigente nei confronti sia dell’Inail sia dell’organo di vigilanza. I funzionari dei servizi di prevenzione delle Aziende sanitarie locali, infatti, potranno accedere al registro attraverso il portale dell’Istituto.

Il servizio nella prima fase disponibile per i titolari di una Pat

Nella prima fase il nuovo servizio online per l’istituzione e l’aggiornamento dei registri di esposizione sarà disponibile per i datori di lavoro, o loro delegati, titolari di posizione assicurativa territoriale (Pat). I datori di lavoro, pubblici e privati, non titolari di una Pat dovranno invece inviare i dati relativi ai lavoratori esposti ad agenti biologici, cancerogeni e mutageni utilizzando la posta elettronica certificata. Anche in questo caso sarà possibile procedere a un unico invio contestuale tramite Pec all’Inail e alla sede della Asl territorialmente competente.

Assistenza telefonica e online

Per informazioni generali e assistenza sulla procedura di acquisizione delle credenziali per l’accesso ai servizi online o sull’utilizzo degli applicativi è possibile contattare il Contact Center Inail al numero 803164, gratuito da rete fissa, oppure al numero 06-164164, a pagamento da rete mobile in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico. Nella sezione “Contatti” del portale dell’Istituto è inoltre disponibile il servizio “Inail Risponde”, che permette di inviare una mail strutturata con eventuali allegati.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 13 ottobre 2017)

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6) Istat: coefficiente TFR di settembre a 1,72

A settembre il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,723205. L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 101,1.

Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: settembre 2017

Aggiornato: 13 ottobre 2017

Indice generale FOI*

101,1

Variazione % rispetto al mese precedente

-0,3

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+1,1

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+1,2

(*) Indice generale FOI (base di riferimento 2015=100, il coefficiente di raccordo con la precedente base 2010=100 è 1,071)

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7) Revisori legali: ora vanno bene anche le materie relative alla formazione dei revisori degli enti locali

Il MEF ha aggiornato il programma annuale di formazione continua 2017 ex art. 5 d.lgs. n. 39 del 2010

Con determina del Ragioniere generale dello Stato prot. n. 183112 dell’11 ottobre 2017 è stato adottato un aggiornamento del programma annuale relativo all’anno 2017 per l’aggiornamento professionale dei revisori legali. Rispetto alla precedente determina n. 37343 del 7 marzo 2017, nel programma annuale sono incluse le materie relative alla formazione dei revisori degli enti locali. La frequenza di corsi relativi a queste materie consente ai revisori degli enti locali – o canditati all’iscrizione nel relativo elenco – di maturare, se revisori legali, anche i crediti richiesti dall’iscrizione al registro della revisione legale. La determina e l’allegato programma sono pubblicati, su questo sito del Mef, revisione legale.

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Da gennaio 2018 il reddito d'inclusione

Pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2017, il Decreto 147/2017 sulla nuova misura di contrasto alla povertà.

Da gennaio il Rei. L'erogazione è fissata al 1° gennaio 2018: si chiama Rei e rappresenta la misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale. La misura si rivolge ai nuclei familiari in condizione di povertà e si articola in due componenti: un beneficio economico (erogato con una carta di pagamento elettronica, «Carta Rei»), e uno di servizi alla persona. Il Rei spetta, a domanda e non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, di Naspi o di altro ammortizzatore sociale per disoccupazione. L'importo dipende dalla composizione del nucleo familiare e su base annua è pari al 75% del prodotto di 3 mila euro per il parametro della scala di equivalenza (utilizzata per l'Isee). In ogni caso, l'importo non può eccedere la misura dell'assegno sociale. È erogato mensilmente, in 12 rate, mediante la carta acquisti che assume nuova denominazione di «Carta Rei» e che consentirà di fare anche prelievi di contanti per la metà dell'importo dell'assegno. Il Rei è erogato al massimo per 18 mesi. Può essere rinnovato, per altri 12 mesi, solo dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla precedente fruizione. Per la presentazione della domanda sarà necessaria la modulistica ad hoc, che l'Inps dovrà rendere disponibile entro 60 giorni dall'entrata in vigore del dlgs 147.

Reddito d'inclusione, in sostituzione di Sia e Asdi

Dal 2018 sarà, quindi, operativa la nuova prestazione di contrasto della povertà, a valore universale. Il nuovo assegno, che vale mensilmente da 187,50 (un solo componente) a 485,41 euro (cinque componenti), abroga le vigenti Sia (sostegno all'inclusione attiva) e Asdi (assegno di disoccupazione). A stabilirlo, tra l'altro, è il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, recante «Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà», pubblicato sulla G.U. n. 240 del 13 ottobre 2017 e in vigore dal 14 ottobre 2017.

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8) Consulenti del lavoro: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso

Grande manifestazione per gli Ordini professionali: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso, lo ha reso noto il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con il comunicato stampa del 16 ottobre 2017.

Professionisti iscritti ad Ordini e Collegi in piazza a Roma, il 30 novembre 2017, per reclamare l'introduzione nell'ordinamento di un equo compenso per le prestazioni.

A decidere di rompere gli indugi i due organismi che li riuniscono, il Cup (Comitato unitario delle professioni) e Rete delle professioni tecniche (Rtp): «L'equo compenso non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie - affermano i due presidenti Marina Calderone ed Armando Zambrano, contestando le “presunte criticità” evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della presidenza del Consiglio dei ministri a proposito del Ddl per la giusta remunerazione dei servizi professionali del presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Epi) - e, pertanto, non c'è alcun motivo per fermare l'iter legislativo avviato in parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006».

Il testo, proseguono, prevede di usare per determinare le soglie di pagamento “i parametri ministeriali” che sono “fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza”. L'appuntamento per i consigli nazionali aderenti al Cup e alla Rtp, nonché per le rappresentanze territoriali, si chiude la nota, «è fissato per il 30 novembre a Roma, dove è stata organizzata una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti che esprimono la volontà di andare fino in fondo” in una “battaglia di civiltà giuridica».

Professioni compatte per l'equo compenso

L’equo compenso per i professionisti non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie e pertanto non c’è alcun motivo per fermare l’iter legislativo avviato in Parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006”. Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche fanno quadrato intorno alle presunte criticità evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri. La nota del Dipartimento ritiene che il disegno di legge sull’equo compenso, su cui si sta concretizzando un’ampia convergenza politica, punti ad una surrettizia reintroduzione di tariffe minime obbligatorie, con conseguente necessità di previa notifica alla Commissione della proposta. In realtà, Cup e Rpt precisano che il disegno di legge all’esame del Parlamento non prevede tariffe minime obbligatorie ma, molto più semplicemente, una presunzione giuridica (quindi superabile) per cui i compensi inferiori a quelli fissati dai parametri ministeriali sono appunto iniqui.

I parametri ministeriali sono, infatti, fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza. Inoltre, dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato che legittima di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese, il Comitato e la Rete annunciano la volontà di andare fino in fondo in quella che definiscono una “battaglia di civiltà giuridica”. Il 30 novembre 2017 i Consigli nazionali aderenti al Cup ed a Rpt, nonché le rappresentanze territoriali, si daranno appuntamento a Roma per una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti italiani.

Lunedì, 16 Ottobre 2017 11:15

Equo compenso, Sacconi invita il Governo ad essere esplicito

"Il confronto tra Commissione Lavoro del Senato e governo sull’equo compenso deve svolgersi nel segno della trasparenza. Ipotizzare attraverso la nota della segreteria tecnica di un sottosegretario che occorre un negoziato con la Commissione europea è un modo ipocrita per cercare di fermare il provvedimento. L’ipotesi parlamentare non reintroduce il sistema tariffario, peraltro tuttora presente in Germania perché compatibile con il diritto europeo, ma si limita a ribadire i vigenti criteri ministeriali ad uso del giudice chiamato a risolvere un contenzioso, definendo una presunzione di nullità, salvo prova contraria, delle clausole contrattuali che non li rispettano. Mai la Commissione Europea ha contestato questi criteri perché non poteva farlo. Così come mi auguro che il Mef non ipotizzi oneri aggiuntivi per le amministrazioni pubbliche partendo dal presupposto della possibile gratuita delle prestazioni professionali. Sarebbe infatti un presupposto in contrasto con quei criteri e con l’art. 36 della Costituzione". Così il Presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, in una nota pubblicata sul sito "Amici Marco Biagi", dopo il freno dell'Esecutivo al ddl sull'equo compenso. Lo scorso 11 ottobre, infatti, sono stati presentati in Commissione lavoro del Senato due pareri tecnici che bocciavano la proposta di legge del Senatore.

"Se il Governo è contrario all’equo compenso lo deve dire al Parlamento in modo esplicito - continua Sacconi - nonostante abbia recentemente approvato un ddl in materia per i soli avvocati. La tesi mercatista, secondo la quale il mercato deve essere privo di regole per esprimere tutta la sua energia benefica confligge con la constatazione della rincorsa al ribasso della remunerazione e della qualità delle prestazioni. In ogni modo, la Commissione Lavoro presto voterà sugli emendamenti o sulle proposte sospensive e ciascun gruppo parlamentare dovrà esprimersi rendendo evidenti tutte le volontà politiche. Compresa quella del Governo", conclude.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, note del 16 ottobre 2017)

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9) Enti del Terzo Settore: novità civilistiche e contabili, focus dalla Fondazione GDG

E’ arrivata ieri (16 ottobre 2017) la nota operativa n. 9 del 13 ottobre 2017 della Fondazione Accademia di Ragioneria GDG in tema di Enti del Terzo Settore: novità civilistiche e contabili.

Come è noto, il 2 agosto 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017 e, pertanto, è entrato in vigore il Codice del Terzo Settore (CTS) emanato in attuazione dei principi contenuti nella Legge delega 106/2016.

Il legislatore con il detto decreto 117/2017 ha revisionato e riordinato gli Enti del Terzo Settore, cioè tutti quegli enti non riconducibili né al mercato né allo Stato.

Il Codice si compone di 104 articoli, raggruppati in 12 Titoli, e si pone l’obiettivo di dare piena attuazione ai principi costituzionali volti a sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a:

- perseguire il bene comune;

- elevare il livello di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona;

-valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa.

In particolare la Legge 106/2016, nell’articolo 1, comma 1, fornisce una definizione giuridica degli enti del Terzo settore: “Per Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi”.

Ricordiamo di seguito alcuni requisiti di quelli contemplati nel terzo settore:

- natura giuridica privata;

- assenza di scopo di lucro;

- disporre dello statuto o atto costitutivo;

- perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale;

- attuazione del principio di sussidiarità;

- promozione e realizzazione di attività di interesse generale.

Terzo settore ed obblighi contabili

In particolare, l’articolo 13 del decreto 117/2017 si occupa di stabilire gli obblighi in merito alle scritture contabili e alla redazione dei bilanci degli enti appartenenti al Terzo settore, specificando che essi devono redigere un bilancio di esercizio composto di stato patrimoniale e rendiconto finanziario nel quale trovino allocazione, e quindi vengano rappresentati, i proventi e gli oneri rispettivamente conseguiti e sostenuti dall’ente stesso.

Un aspetto particolare degli obblighi previsti per gli enti appartenenti al Terzo settore è la previsione normativa secondo cui l’ente debba redigere anche una apposita relazione di missione con la quale illustrare le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario e le modalità con cui verranno perseguite le finalità statutarie.

Il legislatore ha poi previsto una semplificazione per gli enti del Terzo settore con ricavi e proventi di importo inferiore a 220.000 euro.

Infatti, per tali casi gli enti possono redigere il bilancio nella più semplice forma del rendiconto finanziario per cassa.

Forma del bilancio

Viene specificato che il bilancio deve essere redatto in conformità ad apposita modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il consiglio nazionale del Terzo settore.

Oltre all’obbligo di redazione del bilancio viene previsto che gli enti del Terzo settore, per l’attività svolta in forma di impresa commerciale, devono tenere le scritture contabili ex articolo 2214 c.c., ovvero l’ente è tenuto a redigere:

- il libro giornale;

il libro degli inventari;

- le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa.

Lo stesso articolo 2214 c.c. prevede che occorre conservare per ciascun affare gli originali delle lettere, delle fatture ricevute, e la copia delle lettere e fatture spedite.

Ed ancora è fatto obbligo agli enti del Terzo settore di redigere e depositare presso il Registro delle imprese (si evidenzia che gli enti del Terzo settore non iscritti nel Registro delle imprese devono depositare il bilancio presso il Registro Unico Nazionale del Terzo settore) il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti (bilancio ordinario), 2435 bis (bilancio abbreviato) o 2435 ter del codice civile (bilancio delle microimprese).

Viene poi previsto (articolo 14 del D.Lgs. 117/2017) che detti enti, aventi ricavi (complessivamente intesi e in ogni modo denominati) superiori ad 1 milione di euro, debbano depositare presso il Registro Unico Nazionale del Terzo settore (oltre a pubblicarli sul proprio sito internet) il bilancio sociale.

Mentre, invece, gli enti con ricavi superiori a 100.000 euro annui devono solo pubblicare annualmente (e aggiornare) l’elenco degli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.

Infine, l’articolo 15 del neo decreto prevede che gli enti del Terzo settore devono tenere una serie di libri obbligatori:

- Libro degli associati o aderenti;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione;

- libro dell’organo di controllo e di eventuali altri organi sociali.

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10) Manovra, OK dal Governo, no a nuove tasse e autorizzata golden power

Via libera del Consiglio dei ministri alla legge di bilancio (Consiglio dei ministri n. 51 del 16 ottobre 2017). Una manovra che contiene misure per sostenere la crescita e il lavoro giovanile. In particolare, si prevede per le assunzioni di giovani una decontribuzione fino al 50% per tre anni, che sale al 100% al Sud. Nel 2018 la soglia delle assunzioni incentivate sarà valida fino al compimento dei 35 anni.

Obbligo del Bancomat

Continua la lotta all'evasione fiscale che si declina nella possibile sanzione con una molta di 30 euro per i negozianti che non si allineeranno all'obbligo di accettare pagamenti con moneta elettronica anche per importi ridotti. Per diffondere l'utilizzo dei Pos, verranno inseriti nell'iter parlamentare della manovra anche correttivi alla normativa già esistente, per favorire l'adeguamento di commercianti come benziani o tabaccai. Dal 2019, poi, diventerà obbligatoria anche la fatturazione elettronica per le imprese.

Incentivi agli anticipi pensionistici

Nella manovra ci sono anche misure che riguardano forme di incentivazione degli anticipi pensionistici, l’ape sociale, condizioni particolari delle lavoratrici in Ape sociale, condizioni particolari dei contratti a termine negli anticipi ed altri ancora più specifici. Sull’età «c’è una legge in vigore e rispetteremo la legge in vigore» ha precisato Gentiloni. Nella manovra è previsto il «rafforzamento del reddito di inclusione, il rafforzamento dell’ape sociale e misure per i contratti a termine: continua l’attenzione per il rafforzamento delle fasce più deboli coperte dal sistema previdenziale» ha poi precisato Padoan.

Risorse per il sud e bonus verde

Nella manovra appena varata anche risorse importanti per il sud e un bonus verde che prevede la detrazione del 36% per la «sistemazione a verde» di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere (terrazzi, giardini, anche condominiali) anche mediante impianti di irrigazione, nonché a lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.

Assunzioni giovani

E' prevista una decontribuzione fino al 50% per tre anni e nel 2018 la soglia delle assunzioni incentivate sarà valida fino al compimento dei 35 anni di età, ma per questi ultimi solo per il 2018. Un capitolo che vale 338 milioni e con cui il governo punta a 300mila nuove assunzioni stabili. Diventerà stabile il dimezzamento contributivo dal 33 al 16,5%, anche per il prossimo anno e al 100% per le assunzioni al Sud.

Conti

Nessuna sorpresa invece sui saldi generali dell'intervento. La manovra parte da una base di 20 miliardi. Le coperture ammontano a 8,6 miliardi, di cui 3,5 miliardi sono tagli di spesa e 5,1 miliardi da entrate aggiuntive.

Rottamazione delle cartelle e delle liti pendenti

Gli incassi complessivi della rottamazione delle cartelle e delle liti si attesteranno nel 2017 a 6.263 milioni di euro. La stima contenuta nel decreto fiscale dello scorso anno sulla misura indicava in 5.073 milioni il gettito, relativo ai ruoli di pertinenza erariale, Inps e Inail. Queste sole tre voci valgono 700 milioni di extragettito. Dalla rottamazione delle liti si ricava invece un maggior gettito di circa 400 milioni. Dalla rottamazione bis si stimano incassi per circa 1 miliardo nel 2018, sia dalla riammissione di chi era stato escluso sia attraverso l'estensione ai primi nove mesi del 2017.

Statali

Quanto alle misure, conferma per i 600 milioni che saranno destinati a finanziare il reddito di inclusione e le misure per la lotta alla povertà mentre per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che servono a garantire 85 euro di aumento ai 3,2 milioni di statali la dote è di 2,6 miliardi. Previsto anche un aumento degli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori.

Figli a carico

Tra gli impegni chiesti dalla maggioranza anche il potenziamento degli assegni per i figli a carico che vivono in famiglia ma che lavorano. L'ipotesi è di alzare la soglia di reddito entro la quale si ha diritto alle detrazioni da 2.840 euro a 4mila euro l'anno. In campo fiscale, estensione dell'obbligo di fatturazione elettronica ai privati, prevista attualmente nei rapporti con la Pa, partendo prima dalle categorie più a rischio di frodi.

Fondo per la povertà

Previsto l'incremento del fondo per la povertà con l'allargamento della platea dei cittadini over 55.

Bonus 18enni

Probabile il rinnovo del bonus da 500 euro per i ragazzi per spese destinare a spese per la cultura.

Imprese ed ecobonus

I superammortamenti dovrebbero essere confermati anche se leggermente più bassi, si parla del 130%. Non verrebbe toccato invece l'iperammortamento al 250%. In arrivo anche il nuovo credito d'imposta al 50% per le spese in formazione digitale 4.0. Conferma per l'Ecobonus sui lavori edili anche se all'interno del governo c'è chi vorrebbe stabilizzarlo o renderlo almeno quinquennale per i condomini. Sicuramente sarà confermato anche nel 2018, con uno sconto fiscale un po' più basso (al 50% anziché al 65%) per finestre e caldaie a condensazione, ma allargato anche agli incapienti grazie alla possibilità di cessione del credito.

Golden power

La sanzione per la mancata notifica di un'operazione sottoposta al Golden Power potrà ora arrivare fino al doppio del valore dell'operazione e comunque non dovrà essere inferiore all'1% del fatturato realizzato dalle imprese coinvolte. Norma anti-scorrerie

Sono tre le soglie anti-scorreria previste dal decreto fiscale per l'acquisto di quote di società quotate da parte di soggetti extra-Ue. Superato il 10%, 20% e 25%, l'acquirente dovrà dichiarare i modi di finanziamento, se agisce solo o in concerto, se intende fermarsi o proseguire fino al controllo, le sue intenzioni sui patti parasociali, se intende proporre integrazione o revoca degli organi amministrativi o di controllo.

Entrate tributarie, boom dei ruoli incassati (+23,1%)

Crescono le entrate tributarie e contributive del 2017 rispetto al 2016: lo confermano i dati resi noti oggi dal ministero dell’Economia, secondo i quali nel periodo gennaio-agosto c’è stato un incremento del 2,6% (+11.197 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’aumento registrato è la risultante tra la crescita delle entrate tributarie (+6.005 milioni di euro, +2,1%) e quella evidenziata, in termini di cassa, dalle entrate contributive (+5.192 milioni di euro, +3,6%).

Vincenzo D’Andò