Diario quotidiano dell'11 ottobre 2017: chiarimenti sul credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo

1) Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo: nuovi chiarimenti dalle Entrate

2) Esercizi di vendita di prodotti alcolici (anche circoli privati): niente denuncia di attivazione

3) Disagi nell’erogazione dei servizi INPS

4) Eventi sismici: precisazioni sulla compilazione del flusso Uniemens da parte delle aziende con dipendenti

5) Incentivo Occupazione SUD: ulteriore proroga termini recupero arretrati

6) Tirocini per disoccupati sisma Marche

7) Contribuzione Artigiani/Commercianti: chiarimenti dalla Fondazione studi CDL

8) Commercialisti: l’esonero dalla formazione continua si applica anche ai periodi 2014 e 2015

9) Partite IVA: incremento del 1,50%

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1) Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo: nuovi chiarimenti dalle Entrate
E’ arrivata ieri (10 ottobre 2017) un ulteriore documenti di prassi del fisco di consulenza giuridica sul credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo di cui all’articolo 3 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, dopo l’intervento sul tema il 9 ottobre scorso della stessa amministrazione finanziaria (R.M. 121/E/2017).
Il dilemma, che è stato posto da una associazione che rappresenta le imprese e i parchi tecnologici e scientifici che operano in Italia nei diversi settori delle scienze della vita, promuovendo lo sviluppo e la tutela delle biotecnologie in tutte le loro aree di applicazione, riguarda:
– l’individuazione delle attività di ricerca agevolabili;
– l’ammissibilità di alcune tipologie di investimenti.
In particolare, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 122/E del 10 ottobre 2017, fornisce i propri chiarimenti sui dubbi interpretativi, avuto riguardo alla ricerca farmaceutica, del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.
Si tratta di risposte a quesiti riguardanti la riconducibilità di determinate attività tra quelle di ricerca e sviluppo e l’individuazione, nell’ambito delle stesse attività, delle spese ammissibili ai fini della determinazione del credito d’imposta.
Tipologia di ricerca agevolabile
Il primo quesito è relativo alla riconducibilità tra le attività di ricerca e sviluppo degli studi clinici non interventistici e degli studi clinici di fase IV.
I primi sono centrati “su problemi o patologie nel cui ambito i medicinali sono prescritti nel modo consueto conformemente alle condizioni fissate nell’autorizzazione all’immissione in commercio”, mentre i secondi rappresentano degli studi post-registrativi, ossia condotti successivamente all’immissione in commercio del farmaco.
Alla luce degli elementi che caratterizzano le due diverse tipologie di studi, come rappresentate dall’associazione istante, l’Agenzia ritiene che gli studi clinici non interventistici siano sempre riconducibili tra le attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, mentre gli studi di fase IV lo siano solo limitatamente a quelli di natura medico-scientifica, potendo essi rientrare nella “ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per (…) permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti” ovvero nell’ambito della “acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati” (articolo 3, comma 4, lettere b e c, Dl 145/2013).
Tipologia di investimenti ammissibili
Diversi i quesiti relativi alla tipologia di investimenti ammissibili.
Realizzazione di un prototipo
Il primo gruppo di domande concerne l’ammissibilità, ai fini della realizzazione
di un prototipo, dei costi relativi alle seguenti ipotesi:
– acquisto di materiali per la realizzazione del prototipo di un macchinario: la risoluzione esclude – in assenza di un riscontro nel disposto dell’articolo 3 e …

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