Le prime anticipazioni sulla Legge di bilancio 2018 – Diario quotidiano del 10 ottobre 2017

Pubblicato il 10 ottobre 2017



1) Prime anticipazioni sulla prossima manovra fiscale
2) I prelievi ingiustificati dal c/c dell’artigiano non sono redditi nascosti
3) Proroga dei termini della procedura per la riduzione compensata dei pedaggi autostradali effettuati nel 2016 in G.U.
4) Benefici fiscali ZFU: nuove regole in Gazzetta Ufficiale
5) Eredità accettata con beneficio di inventario: è valido l’accertamento notificato al minore?
6) Bonus fiscale per investimenti in ricerca: modifica esercizio sociale, ecco le indicazioni per la sua corretta determinazione
7) Dal 12 ottobre comunicazione assenze per infortunio di almeno un giorno
8) Antiriciclaggio: il 40,6% delle segnalazioni dei professionisti sono effettuate dai notai
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Prime anticipazioni sulla prossima manovra fiscale (Legge di bilancio 2018) 2) I prelievi ingiustificati dal c/c dell’artigiano non sono redditi nascosti 3) Proroga dei termini della procedura per la riduzione compensata dei pedaggi autostradali effettuati nel 2016 in G.U. 4) Benefici fiscali ZFU: nuove regole in Gazzetta Ufficiale 5) Eredità accettata con beneficio di inventario: è valido l’accertamento notificato al minore ? 6) Bonus fiscale per investimenti in ricerca: modifica esercizio sociale, ecco le indicazioni per la sua corretta determinazione 7) Comunicazione assenze per infortunio di almeno un giorno 8) Antiriciclaggio: il 40,6% delle segnalazioni dei professionisti sono effettuate dai notai ****

1) Prime anticipazioni sulla prossima manovra fiscale (Legge di bilancio 2018)

Entro fine settimana si dovrebbe sapere più dettagli sulla prossima manovra fiscale.

Si cominciano a delineare le prime misure che saranno introdotte nelle prossima manovra:

Rottamazione

Riapertura rottamazione ruoli nonché della chiusura liti fiscali pendenti.

La rottamazione bis verrebbe così articolata:

Apertura nei confronti di chi era stato precedentemente escluso e poi possibilità di aderire per le notifiche ruoli primi 6 mesi 2017 con probabile allungamento nel corso dell’anno.

Lotta alle frodi Iva: Fattura elettronica allargata per obbligo ai privati

Lotta alle frodi Iva mediante l'introduzione della fattura elettronica per i privati si parla da luglio 2018, mentre per gli altri da gennaio 2019.

Ulteriore stretta sulle compensazioni

Oltre i 2.500 euro monitoraggio e controlli ad hoc.

Novita: aumenti di tasse tra cui quella sui cellulari.

Ulteriori dettagli

Ma nei prossimi giorni ne dovremmo sapere molto di più.

******

2) I prelievi ingiustificati dal c/c dell’artigiano non sono redditi nascosti

E’ sbagliato pensare che i prelievi effettuati dai propri c/c bancari/postali siano effettuati per pagare spese da cui poi derivano redditi non dichiarati al fisco.

Lo dice la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 23162 del 4 ottobre 2017, scagiona da ogni sospetto un piccolo artigiano che peraltro lavorava in casa.

Difatti, secondo la Corte Suprema è contrario al principio di ragionevolezza (essendo arbitrario), oltre che della capacità contributiva, “ipotizzare che i prelievi ingiustificati da conti correnti bancari da un lavoratore autonomo siano destinati ad un investimento nell’ambito della propria attività professionale, e che questo sia a sua volta produttivo di un reddito”.

<<Non è più proponibile l'equiparazione logica tra attività d'impresa e attività professionale fatta, ai fini della presunzione posta dall'art. 32, dalla giurisprudenza di legittimità per le annualità anteriori (Cass. n. 23041 del 2015), essendo definitivamente venuta meno la presunzione di imputazione dei prelevamenti operati sui conti correnti bancari ai ricavi conseguiti nella propria attività dal lavoratore autonomo o dal professionista intellettuale, che la citata disposizione poneva, spostandosi, quindi, sull'Amministrazione finanziaria l'onere di provare che i prelevamenti ingiustificati dal conto corrente bancario e non annotati nelle scritture contabili, siano stati utilizzati dal libero professionista per acquisti inerenti alla produzione del reddito, conseguendone dei ricavi (v. Cass. n. 23041 del 11/11/2015, n. 12781 del 21/06/2016).

Data l'estensione al caso in esame degli effetti della pronuncia di incostituzionalità dell'art. 32 D.P.R. 600/73, costituendo l'efficacia retroattiva delle pronunce di illegittimità costituzionale principio generale (che trova un unico limite, non ricorrente nel caso di specie, nei rapporti esauriti in modo definitivo), il ricorso va rigettato e va corretta la motivazione della sentenza impugnata nei termini di cui sopra.>>.

******

3) Proroga dei termini della procedura per la riduzione compensata dei pedaggi autostradali effettuati nel 2016

E’ passato alle ore 19,00 del 17 ottobre 2017 il termine finale per la presentazione della domanda di riduzione compensata dei pedaggi autostradali effettuati nell'anno 2016. Così prevede la Delibera 4 ottobre 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 06 ottobre 2017.

Delibera:

Al paragrafo 26, lettera b), della delibera n. 5 del 22 giugno 2017 le parole «e fino alle ore 19,00 del 6 ottobre 2017.» sono sostituite dalle seguenti «e fino alle ore 19,00 del 17 ottobre 2017.».

Questo in ragione delle molteplici e complesse richieste di assistenza tecnica, accordare un maggior tempo per la firma digitale e l'invio delle predette domande.

******

4) Benefici fiscali ZFU: nuove regole in Gazzetta Ufficiale

Sono ora ufficiali le nuove regole. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato, con il Decreto ministeriale del 5 giugno 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 del 6 ottobre 2017, le modifiche e le integrazioni alla disciplina delle agevolazioni in favore delle attività economiche nelle Zone franche urbane (ZFU), al fine di estendere i benefici fiscali e contributivi anche ai professionisti, regolando l’applicazione degli stessi in considerazione delle ZFU istituite nei comuni colpiti da eventi sismici e climatici, e nel Comune di Lampedusa in risposta all’emergenza immigrazione.

Il Decreto reca modifiche ed integrazioni al Decreto 10 aprile 2013 inerente le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza delle agevolazioni fiscali e contributive in favore di micro e piccole imprese localizzate nelle zone franche urbane delle regioni del Mezzogiorno e rinvia ad un successivo Provvedimento del MISE per ulteriori chiarimenti e specificazioni, con particolare riferimento, tra l'altro, alle modalità di accesso alle agevolazioni ed al modulo di istanza.

Ecco di seguito tutti i dettagli contenuti nella nota redatta dai collaboratori dell’Agenzia delle entrate (notiziario telematico del 09 ottobre 2017):

<<La novità più rilevante è rappresentata dall’estensione delle agevolazioni ai professionisti. Inoltre, si è ritenuto opportuno introdurre meccanismi di accesso ai benefici in grado di garantire un utilizzo più razionale e mirato delle risorse finanziarie disponibili. Si ricorda che, in base all’articolo 4, Dm 10 aprile 2013, le agevolazioni concedibili sono le seguenti:

esenzione dalle imposte sui redditi

esenzione dall’Irap

esenzione dall’imposta municipale propria per i soli immobili situati nella Zfu, posseduti e utilizzati dai soggetti beneficiari per l’esercizio dell’attività d’impresa

esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. 

Il Dm 5 giugno 2017

Il decreto pubblicato lo scorso venerdì modifica in più punti il precedente Dm 10 aprile 2013.

In sintesi:

i contribuenti cui è applicabile il regime fiscale forfettario per le imprese di ridotte dimensioni (disciplinato dalla legge di stabilità 2015 – cfr articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014) possono accedere alle agevolazioni in esame a condizione che abbiano optato per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sui redditi nei modi ordinari, comunicandolo con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata (nuovo comma 4 dell’articolo 3)

le disposizioni che prevedono, per le imprese che svolgono la propria attività anche al di fuori della Zfu, l’obbligo di tenere un’apposita contabilità separata, non si applicano per il periodo d’imposta in corso alla data di emanazione del provvedimento del Mise che determina, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, l’importo massimo dell’agevolazione complessivamente spettante a ciascun soggetto beneficiario. In luogo della contabilità separata, deve essere comunque predisposto un prospetto riepilogativo di tutti gli elementi utili ai fini della determinazione del reddito prodotto nella Zfu (nuova versione dell’ultimo periodo del comma 6 dell’articolo 9)

l’Agenzia delle entrate comunica al Mise, in via telematica, entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre di ciascun anno di durata dei benefici, i dati relativi alle agevolazioni effettivamente fruite dai beneficiari (nuova versione dell’articolo 17)

nelle Zfu già finanziate, le risorse derivanti dalla revoca delle agevolazioni, nonché quelle divenute disponibili a seguito della rinuncia da parte dei beneficiari, sono utilizzate dal Mise per la concessione, nella stessa Zfu dalla quale provengono, delle agevolazioni a favore di altri contribuenti secondo termini e modalità stabiliti con apposito provvedimento (nuovo comma 3-bis dell’articolo 19). 

Il nuovo articolo 20-bis del Dm 10 aprile 2013

Oltre alle modifiche appena ricordate, la novità più rilevante è certamente rappresentata dall’estensione delle agevolazioni fiscali e contributive anche ai professionisti: in tal senso dispone il nuovo articolo 20-bis del Dm 10 aprile 2013, introdotto dal decreto in esame.

Alla luce di tale disposizioni, infatti, le agevolazioni in esame sono concesse alle imprese e ai professionisti che:

rispettano i requisiti previsti per le micro e piccole imprese (ai sensi del regolamento Ue n. 651/2014 e del decreto del ministro delle attività produttive 18 aprile 2005)

svolgono la propria attività all’interno della Zfu

alla data di presentazione al Mise dell’istanza per la fruizione dei benefici sono iscritti al registro delle imprese, ovvero, nel caso di professionisti, agli ordini professionali o sono aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Mise e sono in possesso della relativa attestazione

alla data di presentazione dell’istanza per la fruizione dei benefici hanno già avviato l’attività, ovvero si impegnano ad avviarla, pena la revoca delle agevolazioni, entro e non oltre 180 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di concessione delle agevolazioni. A tal fine, rileva la data di avvio attività comunicata alla competente camera di commercio e risultante dal certificato camerale, ovvero, nel caso di professionisti, la data di inizio attività comunicata all’Agenzia delle entrate mediante la dichiarazione di inizio attività

si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. 

L’articolo 20-bis, comunque, fa salve le ipotesi di esclusione dalla fruizione delle agevolazioni previste dall’articolo 3, comma 2, secondo il quale esse non possono essere concesse:

a imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

per lo svolgimento di attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione

per gli interventi condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti d’importazione

a imprese attive nel settore carboniero

a imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea. 

La disposizione in esame contiene poi una serie di prescrizioni relative alle modalità applicative delle agevolazioni:

per i professionisti, l’ufficio o locale destinato all’attività situato nella Zfu è quello comunicato all’Agenzia delle entrate nella dichiarazione di inizio attività

per il finanziamento delle agevolazioni sono utilizzate le risorse individuate dalla legge, nonché le eventuali ulteriori risorse che si rendessero disponibili, ivi incluse quelle integrative di provenienza regionale. Le risorse sono ripartite tra le zone franche urbane destinatarie degli interventi sulla base dei criteri indicati dalla delibera Cipe n. 14/2009

le agevolazioni sono concesse ai sensi e alle condizioni della normativa europea in materia di aiuti “de minimis”. Pertanto, ciascun contribuente ammesso alle agevolazioni può beneficiarne fino al limite massimo di 200mila euro, ovvero di 100mila euro nel caso di imprese attive nel settore del trasporto su strada per conto terzi, tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute a titolo di aiuto “de minimis” nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti, nonché dei rapporti di collegamento in base alla disciplina dell’impresa unica

i Comuni in cui ricadono le Zfu forniscono informazione e assistenza ai soggetti interessati ad accedere alle agevolazioni, con particolare riferimento alla puntuale perimetrazione della zona franca urbana

l’agevolazione concedibile a ciascun beneficiario è determinata dal Mise, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili per la Zfu e delle riserve finanziarie di scopo eventualmente istituite, con le seguenti modalità: a) il 40% delle risorse disponibili per la Zfu è ripartito in egual misura tra tutti i soggetti beneficiari, accantonando eventuali eccedenze dovute al superamento del limite di aiuti “de minimis” ottenibili da ciascun soggetto; b) il restante 60%, unitamente alle somme eventualmente non distribuite, è ripartito in funzione del rapporto tra il reddito d'impresa, ovvero di lavoro autonomo nel caso di professionisti, registrato da ciascun soggetto beneficiario e la somma dei medesimi redditi registrati da tutti i soggetti beneficiari della Zfu. Per i soggetti richiedenti costituiti o attivi da meno di 12 mesi alla data di presentazione dell’istanza di agevolazione, il reddito è convenzionalmente assunto in misura pari al reddito medio dei beneficiari della Zfu

le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni concesse ai soggetti beneficiari a titolo di aiuti “de minimis” nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti, e tenuto conto dei rapporti di collegamento tra il beneficiario e altri soggetti che qualificano l’impresa unica, nel limite dell’importo di 200mila euro, ovvero di 100mila euro nel caso di soggetti attivi nel settore del trasporto su strada per conto terzi

non possono accedere alle agevolazioni i soggetti, già beneficiari delle esenzioni fiscali e contributive concesse dal Mise che, alla data di pubblicazione di un nuovo bando relativo alla Zfu in cui essi sono localizzati, abbiano fruito delle predette esenzioni in misura inferiore al 10% dell’importo dell’agevolazione concessa in esito ai bandi precedenti. 

Per potere fruire dei benefici, è necessario presentare al Mise un’apposita istanza in cui devono essere indicati:

il reddito d’impresa, al lordo delle perdite pregresse, ovvero di lavoro autonomo nel caso di professionisti, riportato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata

l’ammontare delle eventuali agevolazioni ottenute a titolo di aiuti “de minimis”, a livello di “impresa unica”, nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti. 

Infine, viene prevista l’adozione di un successivo provvedimento del Mise a cui è demandato il compito di fornire ulteriori chiarimenti e specificazioni per l’attuazione delle previsioni contenute nel nuovo articolo 20-bis, con particolare riferimento ai requisiti e alle modalità di accesso alle agevolazioni, al modulo di istanza e all’applicazione del meccanismo di riparto delle risorse.>>.

******

5) Eredità accettata con beneficio di inventario: è valido l’accertamento notificato al minore?

L’eredità è stata accettata con il beneficio di inventario e poi viene notificato avviso di accertamento al minore. Ci si può chiedere: è valido tale atto?

Secondo la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 23389 del 6 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate può notificare un accertamento al figlio che abbia poi accettato un’eredità con beneficio di inventario.

Nel caso di specie, l’eredità del padre risultava accettata con beneficio d’inventario dal figlio.

L’Agenzia delle Entrate ha emesso l’avviso di accertamento ritenendo che il minore fosse comunque soggetto passivo d’imposta e, come tale può ricevere la notifica dell’avviso di accertamento, non avendo rinunciato all’eredità entro l’anno di raggiungimento della maggiore età.

La Suprema Corte ha prima spiegato che l’accettazione con beneficio di inventario comporta che l’accettante, ai sensi dell’art. 490, co. 1, c.c., diventa erede a tutti gli effetti di legge e che, soggetto passivo di imposta, è anche pienamente legittimato a ricevere notifica di un avviso di accertamento.

Indi, ha affermato che il minore può accettare l’eredità con beneficio di inventario, mentre, invece, la Commissione Tributaria Regionale riteneva erroneamente come unico elemento determinante per la nullità dell’accertamento l’accettazione beneficiata.

Peraltro, l’accettazione dell’eredità vi era stata, e non potevano quindi trovare spazio le disposizioni di decadenza previste dall’art. 489 del c.c.

Di tal guisa, la Cassazione ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

Come afferma la Corte, “il ricorrente, infatti, si era limitato ad eccepire di non essere tenuto, in quanto erede beneficiato, al pagamento dei debiti ereditari e dei legati ultra vires, ma tale circostanza, oltre che mai contestata dall'Agenzia delle entrate, riguarda i profili esecutivi e non già l'an debeatur;”.

La tesi della CTR

L'avviso di accertamento veniva annullato dalla CTR in quanto non poteva ritenersi acquisita dal figlio (erede), accettante con beneficio d'inventario, la qualità di erede, non risultando il perfezionamento dell'accettazione definitiva dell'eredità, né il possesso dei beni, né la legittimazione passiva dello stesso ai sensi dell'art. 536 c.c..

In definitiva, la CTR ha ritenuto che il contribuente non è soggetto passivo d'imposta, non risultando, infatti, «che, entro un anno dalla maggiore età, abbia manifestato la volontà di accettare l'eredità per la quale la madre aveva fatto redigere l'inventario»;

La decisione della Cassazione

Non è dubbio che il minore può accettare l'eredità solo con beneficio d'inventario (471 cod. civ.) e, nel caso di specie, è pacifico che il figlio abbia accettato in tal guisa l'eredità paterna e che sia stato redatto l'inventario, come si evince chiaramente dalla sentenza della CTR.

L'accettazione con beneficio d'inventario comporta che l'accettante, a parte la distinzione del patrimonio del defunto da quello dell'erede ai sensi dell'art. 490, primo comma, cod. civ. (con tutte le conseguenze indicate nel secondo comma della menzionata disposizione), diventa erede a tutti gli effetti di legge e, quindi, anche soggetto passivo d'imposta ed è pienamente legittimato a ricevere la notifica dell'avviso d'accertamento;

Ha errato, pertanto, la CTR non solo a ritenere la carenza di legittimazione del figlio, ma a reputare altresì necessaria la prova dell'accettazione dell'eredità da parte di quest'ultimo, atteso che, da un lato, l'accettazione (sia pure beneficiata) vi è già stata e, dall'altro, non trova applicazione in ipotesi l'art. 489 cod. civ., per il quale il minore decade dal diritto ad accettare l'eredità con beneficio d'inventario se, entro l'anno dal raggiungimento della maggiore età, non si sia conformato alle disposizioni codicistiche in materia (che presuppongono, appunto, l'assenza di accettazione).

******

6) Bonus fiscale per investimenti in ricerca: modifica esercizio sociale, ecco le indicazioni per la sua corretta determinazione

Sono arrivate le indicazioni per la corretta determinazione dell’agevolazione dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 121/E del 09 ottobre 2017.

Anche se il periodo si interrompe prima del 31 dicembre, il beneficio non si perde e nell’ipotesi in cui l’impresa non l’abbia applicato è recuperabile con una dichiarazione integrativa.

L’Agenzia delle entrate ha risposto alle richieste di chiarimenti pervenute sulla corretta determinazione del “credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo” nel caso in cui si modifichi l’ambito temporale dell’esercizio sociale, rendendolo non più coincidente con l’anno solare.

Si tratta del bonus introdotto dall’articolo 3, del Dl 145/2013. In particolare, le precisazioni riguardano il comma 1, in base al quale, alle “imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020, è attribuito un credito d'imposta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”.

Chiusura anticipata dell’esercizio: con l’integrativa si recupera l’annualità

L’Agenzia delle entrate, per essere più chiara, si fa aiutare da un esempio concreto: una società anticipa, nel 2015, la chiusura dell’esercizio dal 31 dicembre al 31 agosto 2015.

L’ipotesi determina, per quell’annualità, due periodi d’imposta: 1° gennaio 2015-31 agosto 2015, e 1° settembre 2015-31 agosto 2016. L’agevolazione è applicabile, in tal caso, agli investimenti ammissibili effettuati dal 1° gennaio 2015 al 31 agosto 2015 ed è, quindi, fruibile, anche per i primi otto mesi dell’anno.

La risoluzione dà le istruzioni per definirne correttamente l’ammontare. I valori di riferimento sono sempre riconducibili alla media degli investimenti ammissibili effettuati nei tre anni precedenti (2012, 2013 e 2014), come dice la regola generale, ma il credito va calcolato rapportandolo al periodo di fruibilità del beneficio e, perciò, la media del triennio di riferimento va ragguagliata a otto mesi.

Chi si è comportato in modo diverso e, sempre prendendo ad esempio l’ipotesi descritta, ha applicato l’agevolazione considerando come primo periodo utile quello compreso fra il 1° settembre 2015 e il 31 agosto 2016 (e, come triennio, il 2012-2014), può, assicura l’Agenzia, “recuperare l’annualità presentando - ricorrendone i presupposti - una dichiarazione integrativa, ai sensi dell’articolo 2 del d.P.R. 22 luglio 1998 n. 322”.

La norma agevolativa è fruibile, come già detto, per gli investimenti effettuati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

In base a un’interpretazione letterale della norma, quindi, la società dell’esempio beneficerebbe dell’incentivo dal 1° gennaio 2015 al 31 agosto 2021 e, cioè per sette annualità. L’ultimo esercizio da considerare, infatti, sarebbe quello compreso tra il 1° settembre 2020 e il 31 agosto 2021 (in quanto trattasi di periodo in corso al 31 dicembre 2020). Per conseguenza, per rispettare l’ambito temporale di applicazione stabilito dal legislatore (sei annualità, pari a 72 mesi) e per evitare, al tempo stesso, disparità di trattamento nei confronti degli altri potenziali beneficiari che fruiscono dell’agevolazione per sei periodi d’imposta, nell’eventualità descritta, l’incentivo andrà determinato in riferimento agli investimenti effettuati nei primi quattro mesi e, in particolare dal 1° settembre al 31 dicembre 2020: fuori, quindi, quelli realizzati nel 2021. Il documento di prassi ha cura di precisare che “anche in questo caso, nel rispetto del principio di omogeneità dei valori messi a confronto, occorrerà procedere al ragguaglio della media storica di riferimento”. La media del triennio di riferimento (2012-2014) va quindi ragguagliata a quattro mesi.

******

7) Comunicazione assenze per infortunio di almeno un giorno

Dal 12 ottobre 2017 scatta l’obbligo di denuncia degli infortuni che comportano l’assenza di almeno un giorno oltre a quello dell’evento.

L’obbligo si considera assolto per gli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza superiore a tre giorni, per mezzo della denuncia ai fini assicurativi ex art. 53 del DPR n. 1124/1965.

La comunicazione va effettuata in via telematica all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, attraverso il modulo unificato “denuncia/comunicazione infortuni”.

Le sanzioni applicabili per il mancato assolvimento dell’obbligo di comunicazione sono le seguenti:

  • da 548 a 1978,80 euro per l’assenza di un giorno;
  • da 1096 a 4932 euro per le assenze superiori a tre giorni.

******

8) Antiriciclaggio: il 40,6% delle segnalazioni dei professionisti sono effettuate dai notai

Recepimento IV direttiva antiriciclaggio, notai in prima linea con il 40% delle segnalazioni.

Si è tenuto il 9 giugno 2017 a Roma il convegno, organizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato, “Notariato e antiriciclaggio: le novità del recepimento della IV Direttiva. Gli effetti delle nuove norme sulla realtà degli studi professionali” a cui hanno preso parte il Ministero dell’economia e delle Finanze, la Direzione Nazionale Antimafia, l’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF), la Guardia di Finanza, il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, il Consiglio Nazionale Forense, il Ministero di Giustizia e rappresentanti politici.

Il convegno si è proposto di riflettere sul testo licenziato dal Governo per il recepimento della IV Direttiva UE 2015/849 in vista della sua imminente entrata in vigore.

Nel corso dei lavori è stato ribadito che il testo noto del provvedimento non tiene conto della maggior parte delle osservazioni formulate congiuntamente da notai, avvocati e commercialisti, recepite dai pareri delle commissioni parlamentari competenti, e in particolare: la definizione del sistema sanzionatorio, degli obblighi di conservazione e adeguata verifica. Sono state altresì evidenziate le prospettive di miglioramento del sistema attraverso le regole tecniche che dovranno elaborare i singoli ordini professionali.

"Sul totale di circa 3500 segnalazioni di operazioni sospette effettuate dai notai in 15 mesi tra il 2015 e inizio 2017, il 92% delle SOS non sono state archiviate (meno di 300 sul totale)” Ha ricordato il Presidente del Notariato Salvatore Lombardo, “I numeri dimostrano che le segnalazioni effettuate dai notai sono fondate e ben fatte: le verifiche devono essere fatte sulla base dei comportamenti, indagando la volontà delle parti e l’oggetto delle operazioni, tutte attività proprie della figura di garanzia del notaio”.

Il 40,6% del totale delle segnalazioni da parte dei professionisti e operatori non finanziari sono effettuate dai notai, il cui apporto ha registrato un aumento delle SOS, passate dalle 3.227 nel 2015 alle 3.582 inoltrate nell’arco del 2016. A queste si aggiungono 1.420 SOS raccolte dal Consiglio Nazionale del Notariato nei primi 5 mesi del 2017. Per quanto concerne i valori mediani dei tempi di inoltro delle SOS per i notai è di soli 14 giorni. La trasmissione per il tramite del Consiglio Nazionale del Notariato, garantendo l’anonimato del segnalante, continua ad essere la modalità maggiormente utilizzata dalla categoria.

(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 09 giugno 2017)

Vincenzo D’Andò