Errore tecnico in caso di comunicazione telematica – Diario quotidiano del 6 ottobre 2017

Pubblicato il 6 ottobre 2017



1) Revisori legali: è partita la formazione gratuita sul web del MEF
2) Si va verso la conferma della cedolare secca sia pure allargata
3) Entrate: reso disponibile l’aggiornamento del software di compilazione modello Iva Tr
4) Entrate tributarie: 287 miliardi nel periodo gennaio-agosto 2017 (+1,4%)
5) SIA: Protocollo Quadro tra Inps e Regioni
6) Studi professionali: siglata l’intesa per il fondo di solidarietà
7) Responsabilità del fornitore del sedicente esportatore abituale
8) Doppia imposizione: per il rimborso occorre la prova del concreto assoggettamento dei dividendi a tassazione
9) Raddoppio dei termini ordinari di accertamento in caso di violazione di norme penali
10) Errore tecnico in caso di comunicazione telematica
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Revisori legali: è partita la formazione gratuita sul web del MEF 2) Si va verso la conferma della cedolare secca sia pure allargata 3) Entrate: reso disponibile l’aggiornamento del software di compilazione modello Iva Tr 4) Entrate tributarie: 287 miliardi nel periodo gennaio-agosto 2017 (+1,4%) 5) SIA: Protocollo Quadro tra Inps e Regioni 6) Studi professionali: siglata l’intesa per il fondo di solidarietà 7) Responsabilità del fornitore del sedicente esportatore abituale 8) Doppia imposizione: per il rimborso occorre la prova del concreto assoggettamento dei dividendi a tassazione 9) Raddoppio dei termini ordinari di accertamento in caso di violazione di norme penali 10) Errore tecnico in caso di comunicazione telematica ****

1) Revisori legali: è partita la formazione gratuita sul web del MEF

Al via la formazione on - line sul portale dei revisori legali. Con una nota pubblicata sul proprio sito internet, il Ministero dell’Economia e finanze ha comunicato che a dal 5 ottobre 2017 sono accessibili agi iscritti al registro della revisione legale i corsi predisposti dal Ministero dell’economia e delle finanze ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo, previsto dall’art. 5 del Decreto Legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010.

I corsi consistono in moduli riguardanti le principali materie che caratterizzano la preparazione professionale del revisore, suddivise tra materie caratterizzanti la revisione e materie riguardanti, tra l’altro, la contabilità generale, il bilancio di esercizio e consolidato, i principi contabili nazionali e internazionali e il diritto societario. I 7 moduli accessibili dal 5 ottobre 2017 saranno integrati, con due successivi rilasci a partire dalla fine del mese di ottobre, con quelli necessari a colmare l’intero debito formativo.

La nota è accompagnata da una guida operativa, in formato PDF, che spiega come effettuare l’accesso nel sito sia per coloro che sono accreditati al portale del MEF sia per quelli che non lo sono.

Accesso alla Piattaforma di Formazione a Distanza (FAD)

Una volta effettuato l’accesso nell’Area riservata del Revisore è possibile avere accesso alla piattaforma di FAD cliccando sull’apposita voce Formazione.

Una volta entrati nell’area Formazione, il sistema fornirà una tabella riepilogativa dei corsi fruiti dall’utente. Le informazioni contenute in tabella sono ricavate dai dati che annualmente vengono forniti al Registro dei Revisori dagli enti di formazione (Enti accreditati – Ordini) o che vengono caricati successivamente al completamento della fruizione dei moduli presenti sulla Piattaforma FAD.

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2) Si va verso la conferma della cedolare secca sia pure allargata

Lo scorso 4 ottobre il Parlamento ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla nota di aggiornamento del DEF 2017 e la risoluzione che autorizza lo scostamento dal piano di rientro dal deficit di bilancio.

Prima il Senato e, poi, anche la Camera hanno espresso il loro voto favorevole alla risoluzione sulla nota di aggiornamento al Def, con maggioranza assoluta.

In relazione alla cedolare secca è stato accolto con favore l’impegno del governo di voler prorogare la riduzione al 10% della cedolare secca sugli affitti ed a estenderla sui redditi derivanti da locazioni su tutti gli altri immobili, a partire da quelli commerciali.

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3) Entrate: reso disponibile l’aggiornamento del software di compilazione modello Iva Tr

L’Agenzia delle entrate, il 05 ottobre 2017, ha messo a disposizione la versione 1.2.2 del software Modello Iva Tr che consente ai contribuenti di trasmettere telematicamente alla stessa Agenzia il modello Iva Tr da utilizzare a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al trimestre.

Difatti, il 31 ottobre 2017 scade la presentazione dell’istanza di rimborso o compensazione del credito Iva infrannuale, relativo al terzo trimestre (luglio-settembre) 2017, previa la verifica delle condizioni previste. Si tratta dell’ultima richiesta di rimborso o compensazione dell’Iva per il corrente anno, poiché il quarto trimestre confluisce nella dichiarazione annuale dell’Iva, da presentarsi non prima del mese di febbraio 2018.

Nel terzo trimestre 2017, a seguito dell’ampliamento della platea dei contribuenti soggetti allo split payment dal 1° luglio 2017, si verifica l’incremento dei fornitori che si trovano in posizione creditoria verso l’Erario.

Per ridurre l’impatto del meccanismo dello split payment sulla liquidità aziendale, il credito Iva maturato può essere chiesto a rimborso e/o utilizzato in compensazione.

I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione il credito per importi superiori a € 5.000,00 annui (€ 50.000,00 per le start up innovative) hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità.

Non è cambiato nulla, invece, l’ipotesi della richiesta del credito Iva trimestrale a rimborso.

2) La compensazione potrà avvenire già dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza, senza dover aspettare il giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione del modello. Pertanto, in caso di presentazione del modello TR relativo al terzo trimestre del 2017 entro il 20 ottobre, il credito Iva emergente potrebbe essere utilizzato in compensazione già in occasione dei versamenti scadenti il 30 ottobre 2017.

Aggiornamenti versione 1.2.2 del 05/10/2017

E’ stato corretto il controllo sul limite della richiesta di rimborso.

Software RLI: pronta la versione software: 2.0.2 del 05/10/2017

Il software Registrazione Locazioni Immobili (RLI), serve per richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e comunicarne eventuali proroghe, cessioni o risoluzioni.

L’RLI può essere utilizzato anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto.

Nel modello, quindi, confluiscono tutti gli adempimenti fiscali legati alla registrazione dei contratti di locazione e affitto immobiliare, che prima erano inglobati all’interno del modello “69”.

Questi i motivi dell'aggiornamento alla versione 2.0.2 del 05/10/2017

- Aggiornamento della sezione canoni variabili in relazione alla durata del contratto.

- Aggiornamento messaggi e gestione dati obbligatori in caso di adempimenti successivi.

- Modifica controlli cedolare secca.

Procedura di controllo Irap/2017: E’ on line la versione software: 1.0.3 del 05/10/2017

Aggiornamenti versione 1.0.3 del 05/10/2017

- Corretto controllo per l’indicazione del codice aliquota XX per le regioni che non hanno aliquota ordinaria “OR”.

- Corretto controllo sulla ripartizione del credito da quadro IS nella sezione III del quadro IR.

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4) Entrate tributarie: 287 miliardi nel periodo gennaio-agosto 2017 (+1,4%)

Nel periodo gennaio-agosto 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 287.045 milioni di euro, in aumento dell’1,4% (+ 3.968 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016.

Nel mese di agosto risultano completati i versamenti delle imposte in autoliquidazione che presentano un andamento in linea con il gettito atteso. In particolare si segnala che l’Ires registra una crescita di 670 milioni di euro, recuperando in parte il calo verificatasi nei mesi di giugno e luglio a causa del differimento delle scadenze di versamento.

Neutralizzando gli effetti sul gettito del pagamento del canone Tv attraverso la bolletta elettrica (i cui primi versamenti si sono avuti a partire dal mese di agosto 2016 mentre nel 2017 i versamenti erano affluiti all’erario da gennaio), la crescita delle entrate tributarie nel periodo considerato risulta pari a +1,0%.

IMPOSTE DIRETTE Registrano un gettito complessivamente pari a 155.470 milioni di euro, con un aumento di 552 milioni di euro (+0,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le entrate IRPEF ammontano a 120.093 milioni di euro, in crescita di 1.809 milioni di euro (+1,5%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente e da pensione che mostrano un aumento di 1.578 milioni di euro (+1,6%) in linea con la crescita tendenziale dell’occupazione. Il risultato riflette anche gli effetti di alcune misure introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 (Legge n.232/2016) e, in particolare, dell’aumento delle detrazioni per i pensionati di età inferiore a 75 anni, equiparate a quelle previste per i pensionati di età pari o superiore ai 75 anni (art.1, comma 210) e delle revisioni al regime della tassazione dei premi di produttività (art.1, comma 160). Si tratta di interventi di alleggerimento del carico tributario che riducono il gettito Irpef.

Gli introiti dell’IRES registrano una diminuzione di 389 milioni di euro (-2,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il minor gettito è imputabile essenzialmente alla riduzione, a partire dall’anno di imposta 2017, dell’aliquota dal 27,5% al 24%, prevista dalla legge di stabilità per il 2016, che ha determinato un significativo alleggerimento del carico fiscale per le imprese, e ad altri provvedimenti come la maggiorazione degli ammortamenti e la più vantaggiosa deducibilità della svalutazione e delle perdite sui crediti delle banche e delle imprese di assicurazione.

All’andamento delle imposte dirette di gennaio-agosto 2017 ha contribuito anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 457 milioni di euro.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 131.575 milioni di euro, in aumento del 2,7% (+3.416 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate dell’IVA sono pari a 79.430 milioni di euro con un incremento di 2.468 milioni di euro (+3,2%). L’andamento è positivo sia per la componente dell’IVA sugli scambi interni (+1,7%) sia per quella sulle importazioni (+17,3%). Il gettito dell’IVA sugli scambi interni riflette per 6.825 milioni di euro l’applicazione del meccanismo dello split payment, in diminuzione di 115 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) mostrano un incremento di 258 milioni di euro (+1,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 2.284 milioni di euro.

ENTRATE DA GIOCHI

Il gettito relativo ai giochi, pari a 9.327 milioni di euro, presenta, nel complesso, una variazione negativa di 101 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, si sono attestate a 6.953 milioni di euro e presentano una variazione positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1.304 milioni di euro, pari a +23,1%).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–agosto 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

(MEF, comunicato n. 165 del 05 ottobre 2017)

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5) SIA: Protocollo Quadro tra Inps e Regioni

Protocollo con le Regioni per l’integrazione della SIA. L’INPS ha pubblicato la circolare n. 134 del 5 ottobre 2017, con la quale illustra la Determinazione Presidenziale numero 95 del 7 giugno 2017, con la quale è stato approvato il Protocollo Quadro tra l’Inps e le Regioni per l’integrazione, a livello regionale, della misura di sostegno per l’inclusione attiva (SIA).

Con la sottoscrizione del Protocollo quadro in oggetto, la Regione e l’INPS intendono consentire l’erogazione, nel territorio Regionale, di un beneficio integrativo del SIA, finanziato con risorse dell’Amministrazione regionale, al fine di ampliare la platea dei beneficiari, e/o di incrementare la misura del beneficio concesso.

Soggetti beneficiari e modalità di erogazione della misura

I destinatari della misura integrativa del SIA sono individuati dalla singola Regione, la quale (in base a quanto stabilito dall’articolo 2, comma 4 del decreto 26 maggio 2016) può estendere la platea dei destinatari e/o la misura della prestazione.

Il beneficio economico viene concesso dalla Regione, con cadenza bimestrale, in relazione alla composizione del nucleo familiare beneficiario e all’esito della trasmissione di informazioni da parte dell’Istituto, previa verifica dei criteri di accesso alla prestazione a livello regionale.

Il sostegno economico viene erogato attraverso l’utilizzo di una carta di pagamento elettronica, così come previsto dal protocollo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’utilizzo del servizio messo a disposizione da Poste Italiane in relazione a Carta Acquisti e la disciplina dei rapporti finanziari.

Modalità di presentazione e di gestione delle domande

La domanda per l’accesso alle misure regionali è presentata ai Comuni territorialmente competenti, mediante lo stesso modello usato per il SIA. Tali domande, per il tramite della Regione in qualità di ente concessore della misura regionale, vengono inoltrate ad INPS dopo aver effettuato le verifiche anagrafiche sui richiedenti.

L’Istituto provvede a trasmettere alla Regione, relativamente alle domande ricevute, le informazioni di natura socio-economica richieste per il riconoscimento del beneficio. Dopo tale trasmissione, la Regione procede con l’istruttoria e, in caso di esito positivo, accoglie la domanda ed invia all’INPS la disposizione di pagamento del beneficio economico regionale per la successiva trasmissione a Poste Italiane.

In sede di rinnovo dei pagamenti per i bimestri successivi al primo, L’INPS fornisce alla Regione lo stesso flusso di informazioni fornito in sede istruttoria, al fine di consentire la verifica della permanenza dei requisiti.

Si rappresenta che gli esiti delle domande e le relative disposizioni sono visibili sulla procedura SIA presente nella intranet dell’Istituto, con modalità di visualizzazione analoghe a quelle del SIA ordinario.

Responsabilità e contenzioso

Poiché il potere concessorio compete alla Regione, non vi è nessuna responsabilità in capo all’INPS in conseguenza di pagamenti risultati indebiti a causa di un’errata comunicazione della Regione stessa.

Conseguentemente, il recupero di importi corrisposti indebitamente deve essere effettuato direttamente dalla Regione.

Eventuali ricorsi amministrativi sono ugualmente di competenza esclusiva della Regione, che è anche l’unico titolare della legittimazione passiva per eventuali controversie giudiziarie.

La Regione si impegna, altresì, a rifondere all’INPS eventuali spese legali riconducibili al protocollo in oggetto, anche se intervenute successivamente alla sua scadenza.

Risorse economiche, monitoraggio e durata della Convenzione

Per finanziare l’integrazione della misura regionale SIA, la Regione versa al Fondo Carta acquisti – di cui all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge n. 112 del 2008 – le risorse necessarie per il pagamento della misura regionale.

Al fine di permettere il monitoraggio della spesa, l’Istituto rende disponibili, bimestralmente, i prospetti di monitoraggio con i dati finanziari riepilogativi.

Il Protocollo avrà durata fino al 31 dicembre 2017, in coerenza con la legge n. 33/2017, che delega il Governo a prevedere nuove misure a sostegno della povertà, con conseguente superamento della misura c.d. SIA e delle connesse integrazioni regionali.

L’INPS procederà comunque anche oltre tale data a completare gli adempimenti finalizzati all’erogazione del beneficio regionale per i nominativi pervenuti entro i termini di vigenza del protocollo.

E’ prevista la possibilità di recesso per entrambe le parti, da comunicarsi tramite PEC, recesso che decorrerà dal novantesimo giorno dalla comunicazione.

Costi del servizio

Il servizio prestato dall’INPS nei confronti delle Regioni è a titolo oneroso. E’ previsto, infatti, il pagamento da parte della Regione di un importo una tantum, come corrispettivo per le attività amministrative ed informatiche svolte.

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6) Studi professionali: siglata l’intesa per il fondo di solidarietà

Lo scorso 3 ottobre, Confprofessioni e le organizzazioni sindacali, Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno sottoscritto l’accordo per il varo di un nuovo strumento per il sostegno al reddito dei lavoratori del settore Studi professionali.

Il nuovo Fondo di solidarietà, come prevede il D.Lgs. 148/2015, ha lo scopo di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. Nella fase di avvio, il Fondo coprirà gli studi professionali che occupano mediamente più di tre dipendenti.

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INPS: Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige

L’INPS, con il messaggio n. 3815 del 4 ottobre 2017, ha fornito le modalità di presentazione della domanda di assegno ordinario al Fondo di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige (così come previsto dall’articolo 26 e seguenti del Decreto Legislativo n.148/2015).

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Convenzione per l’erogazione dell’indennità di tirocinio

Determinazione Presidenziale n. 134 del 2 agosto 2017. Convenzione per l’erogazione dell’indennità di tirocinio, di cui all’Avviso pubblico finalizzato alla realizzazione di tirocini, a favore di soggetti disoccupati, ai sensi del D.Lgs n. 150/2015, residenti nell’area marchigiana del cratere e/o che lavoravano in realtà economico produttive, ubicate nelle zone del cratere. Istruzioni contabili. Variazione al Piano dei conti.

(INPS, circolare n. 137 del 5 ottobre 2017)

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7) Responsabilità del fornitore del sedicente esportatore abituale

Non è sostenibile l’assoluta deresponsabilizzazione del fornitore dell’esportatore abituale nell’effettuare operazioni commerciali in regime di non imponibilità. La CTR di Trieste si è pronunciata su un complesso caso relativo alla responsabilità del fornitore dell’esportatore abituale che rilascia una dichiarazione d’intento falsa, vale a dire in assenza dello “status” di esportatore abituale. Le disposizioni di riferimento (art. 8, comma 3, D.P.R. 633/1972 e art. 7, comma 3, D. Lgs. 471/1997), sebbene sembrino orientate a ritenere come unica fattispecie di responsabilità in capo al fornitore quella relativa all’effettuazione di operazioni senza pagamento del tributo in mancanza della dichiarazione d’intento, lasciano comunque aperta la posizione di responsabilità del fornitore laddove sia consapevole della falsità della dichiarazione d’intento. Quest’ultimo sarebbe, infatti, quanto meno tenuto a dimostrare la propria totale estraneità agli intenti fraudolenti del sedicente esportatore abituale. Nel caso di specie i giudici friulani, ritenendo non sufficienti gli elementi di prova apportati dall’Ufficio al fine di sostenere la consapevolezza del fornitore nella presunta frode, rigettano l’appello dell’Ufficio e confermano la decisione dei giudici di prime cure.

(Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia-Giulia: Sentenza n. 146/3 del 21/06/2017)

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8) Doppia imposizione: per il rimborso occorre la prova del concreto assoggettamento dei dividendi a tassazione

Il diritto al credito di imposta, nei rapporti transfrontalieri tra società madre e società figlia, non può derivare dalla mera astratta soggezione della prima all’imposizione sui redditi di impresa nello Stato del Lussemburgo, ma occorre la prova che i dividendi percepiti dalla società distributrice italiana siano stati concretamente sottoposti a tassazione nel Paese estero, intendendosi non la semplice riconducibilità della società ad un determinato regime fiscale, ma il concreto assoggettamento, nel proprio Stato, a uno dei tributi indicati nell’allegato alla direttiva n. 435/90/CEE del Consiglio del 23 luglio 1990. Tale principio, a più riprese rinvenibile nella giurisprudenza della Suprema Corte (Cass. nn. 4164 e 4165 del 2013; Cass. n. 10792 del 2016; Cass. n. 4771 del 2017), è alla base del rigetto da parte della CTR Abruzzo dell’appello proposto da una società lussemburghese contro la sentenza di primo grado che correttamente aveva escluso il diritto al rimborso per assenza del requisito oggettivo della doppia imposizione. Nel caso di specie l’appellante si è limitata a produrre una generica attestazione da parte dell’autorità fiscale lussemburghese in cui si afferma che la stessa è assoggettata all’imposta sui redditi, ma nulla prova in concreto rispetto all’assoggettamento degli utili in questione.

(Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo: Sentenza n. 652/7 del 07/07/2017)

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9) Raddoppio dei termini ordinari di accertamento in caso di violazione di norme penali

I termini ordinari di accertamento sono raddoppiati per il periodo di imposta in cui sia stata commessa una violazione che implichi obbligo di denuncia ex art. 331 c.p.p., laddove il fatto acclarato integri concretamente tutti gli elementi costitutivi di uno dei reati di cui al d.l. n. 74 del 2000, e anche qualora emerga successivamente allo spirare del termine di decadenza per l’accertamento. In base a tale principio i giudici calabresi hanno accolto l’appello del contribuente ribadendo, altresì, che spetta al giudice tributario verificare anche nell’ipotesi di archiviazione della “notitia criminis”, se sia configurabile il reato denunciato, poiché se non vi è stata alcuna violazione di norme penali la proroga non può operare. Nel caso di specie, infatti, essendosi accertato che i capitali costituiti all’estero non erano frutto di redditi sottratti a tassazione, il contribuente non era incorso in alcuna violazione di norme penali per cui la proroga non poteva essere esercitata.

(Comm. Trib. Reg. per la Calabria: Sentenza n. 2434/4 del 28/08/2017)

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10) Errore tecnico in caso di comunicazione telematica

È regolare la comunicazione eseguita tramite deposito in cancelleria quando la stessa non è stata consegnata per via telematica a causa di un errore tecnico presso il gestore ricevente. In tal caso, spiega la Corte di Cassazione, la comunicazione è regolarmente avvenuta a norma dell’art. 16 del decreto legge 179/2012 comma 6 che recita “le notificazioni e comunicazioni ai soggetti per i quali la legge prevede l’obbligo di un indirizzo di posta elettronica, che non hanno provveduto a istituire o comunicare il predetto indirizzo, sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria”.

(Corte di cassazione: Ordinanza n. 20579/6 del 30/08/2017)

Vincenzo D’Andò