Congelate le sanzioni su eventuali accertamenti antiriciclaggio? – Diario quotidiano del 3 ottobre 2017

Pubblicato il 3 ottobre 2017



1) Congelate le sanzioni su eventuali accertamenti antiriciclaggio?
2) Comunicazione liquidazione periodica IVA: occorre una revisione complessiva del sistema
3) Spesometro: nuovo chiarimento
4) Controllo della situazione finanziaria della società di capitali
5) Decreto per convenzioni INPS-medici per visite mediche in caso di malattia
6) Agevolazioni alle imprese: tasso di rivalutazione aggiornato
7) ANPAL: DIDonline – rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità
8) Correzioni errori rilevanti o meno in bilancio
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Congelate le sanzioni su eventuali accertamenti antiriciclaggio? 2) Comunicazione liquidazione periodica IVA: occorre una revisione complessiva del sistema 3) Spesometro: nuovo chiarimento 4) Controllo della situazione finanziaria della società di capitali 5) Decreto per convenzioni INPS-medici per visite mediche in caso di malattia 6) Agevolazioni alle imprese: tasso di rivalutazione aggiornato 7) ANPAL: DIDonline – rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità 8) Correzioni errori rilevanti o meno in bilancio ****

1) Congelate le sanzioni su eventuali accertamenti antiriciclaggio?

Stop al registro antiriciclaggio. Buone notizie per il Commercialista che avesse subito un accertamento in studio per l’antiriciclaggio (o suscettibile di averlo). Sono, infatti, a rischio gli accertamenti che vengono eseguiti senza che vengano emanate le previste direttive dei comitati tecnici preposti dai vari Ordini professionali (Consigli nazionali Avvocati, Commercialisti, Notai). O quantomeno nessuna applicazione di sanzioni. A seguito della recente riforma (avvenuta con il D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017) ora le verifiche vanno sospese almeno riguardo agli accertamenti effettuati ai fini della verifica della corretta tenuta degli adempimenti previsti da tale delicata disciplina. Difatti il tutto viene demandato alle successive regole su come effettuare al meglio l’adeguata verifica a cura degli organismi di autoregolamentazione preposti (art. 11 del D.Lgs. 231/2007).

Si tratta di procedure che sono al vaglio delle commissioni tecniche preposte a ciò dagli Ordini professionali.

Per chi (avvocati, notai, commercialisti), quindi, dovesse in atto ricevere una verifica della Gdf potrebbe perciò contestare quasi tutto, tranne:

- Omessa identificazione cliente, compresa quella dei rappresentati legali per le società;

- infrazioni sui pagamenti in contanti e titoli al portatore;

- violazioni sulla segnalazione di operazioni sospette.

E tutte queste circostanze positive per i professionisti valgono ora anche per il passato come ha precisato la stessa Guardi di Finanza con la circolare n. 210557 del mese di luglio 2017. Infatti, le novità, se positive per i professionisti, hanno effetto retroattivo (vale l’applicazione del favor rei).

Con l’avvento del D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017 è stata data attuazione alla Direttiva UE relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Il D.Lgs. n. 231/2007 ha quindi subito numerose e significative modifiche a partire dal 4 luglio 2017.

Tra le tante novità appena arrecate a tale disciplina emerge tra tutte l’abolizione della tenuta del registro antiriciclaggio.

Le registrazioni riguardavano alcune informazioni sui dati soggettivi del cliente ed eventualmente del soggetto per conto del quale operava, nonchè quelle inerenti dati oggettivi sulla data di instaurazione del rapporto, la tipologia della prestazione professionale oppure dell’operazione, e così via.

Tali dati, a scelta del professionista tenuto agli obblighi antiriciclaggio, potevano poi confluire in un archivio formato e gestito a mezzo di strumenti informatici oppure nel registro della clientela tenuto in forma cartacea.

Adesso assumerà maggiore valore la tenuta del fascicolo con nuove modalità ancora da meglio definire, che, comunque, conterrà tutti i dati e le informazioni riguardanti il cliente, compresa la scheda di valutazione del rischio, l’informativa privacy e la dichiarazione del cliente.

Dunque, l’art. 11 del D.Lgs. 231/2007 ora stabilisce che anche gli organismi di autoregolamentazione sono chiamati, come le autorità di vigilanza, ad intervenire nel processo di valutazione e analisi del rischio per supportare i propri iscritti nella individuazione, comprensione, gestione e mitigazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, inerenti alla categoria di appartenenza.

A fronte di violazioni gravi, reiterate e plurime delle disposizioni antiriciclaggio da parte dei propri iscritti, i richiamati Organismi sono chiamati ad irrogare sanzioni disciplinari. per apporfondimenti sulla materia dell'ANTIRICICLAGGIO si veda l'apposita SEZIONE su Commercialista Telematico

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2) Comunicazione liquidazione periodica IVA: occorre una revisione complessiva del sistema

In relazione alla Comunicazione della liquidazione periodica IVA, tutte le principali associazioni dei Commercialisti, con il comunicato stampa congiunto del 02 ottobre 2017, chiedono la revisione complessiva del sistema.

In particolare, secondo ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO, occorre la modifica della disposizione normativa che regola tale adempimento, inserendola nella più ampia proposta di nuova revisione del sistema sanzionatorio secondo i principi di proporzionalità ed equità. Viene ricordato che lo scorso 12 giugno è scaduto il termine per la trasmissione dei dati della liquidazione iva al riguardante il primo trimestre 2017, obbligo introdotto con il DL 193/2016. Per le anomalie riscontrate, l’Agenzia delle Entrate, dopo le lettere d’invito alla compliance spedite ai contribuenti nel mese di luglio, sta provvedendo, in questi giorni, con l’invio degli avvisi di irregolarità di cui all’art. 54 bis del DPR 633/72, a richiedere la regolarizzazione delle posizioni, per omesso o carente versamento dell’imposta, entro il termine di 30 giorni. Gli avvisi di irregolarità, che seguono alla prima lettera, escludono per il contribuente il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso, prevedendo la sola possibilità di riduzione della sanzione al 10%. Non viene messo in discussione il rispetto dei doveri fiscali e neppure la necessità di misure capaci di contrastare seriamente il fenomeno dell’evasione fiscale. La previsione del ravvedimento operoso ha rappresentato un passo avanti nel rapporto fisco-contribuente. Interromperne la possibilità di applicazione significa venir meno alla politica di vera compliance che l’Amministrazione porta avanti e non tenere in debito conto l’attuale situazione economica delle imprese, soprattutto delle piccole e medie attività. Qual è il tempo che deve intercorrere tra l’invio della lettera di compliance e l’emissione dell’avviso di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate? Può sembrare assurdo ma questo la legge non lo stabilisce, pertanto, si presume che sia a discrezione dell’Agenzia delle Entrate decidere quando emettere l’avviso che inibisce il ricorso al ravvedimento operoso. Si tratta di un’anomalia i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. La situazione che si è venuta a creare costituisce un motivo in più per ritenere che il nuovo adempimento abbia come unica finalità quella di anticipare i tempi della riscossione. Le Associazioni di Categoria, sin dal principio, hanno segnalato, anche con singoli interventi ripresi dalla stampa specializzata, le conseguenze che il nuovo adempimento delle comunicazioni trimestrali iva avrebbe comportato sul piano delle sanzioni e delle oggettive limitazioni all’utilizzo dell’istituto del ravvedimento operoso e, nonostante le varie proposte formulate in occasione degli incontri ufficiali, prima della conversione in Legge del DL 193/2016, nulla è stato fatto per evitare quanto lamentato in questi giorni dai vari attori coinvolti. Per questo le Associazioni riunite in coordinamento chiedono, ancora una volta, la modifica di tale disposizione normativa, inserendola nella più ampia proposta di nuova revisione del sistema sanzionatorio secondo i principi di proporzionalità ed equità.

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3) Spesometro: nuovo chiarimento

I dati sulle fatture per prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altro Stato UE si indicano con il codice natura N6. L'Amministrazione finanziaria ha pubblicato una nuova risposta nelle FAQ relative al servizio Fatture e Corrispettivi. L'Agenzia delle Entrate, con l'introduzione di una nuova FAQ sulla comunicazione delle fatture emerse, chiarisce i dubbi relativi all'indicazione in comunicazione della natura delle fatture per prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato dell'Unione Europea. L'Agenzia informa che in linea generale, vale il principio che nella comunicazione dati fattura vada riportata l'imposta o la sua “natura” così come è riportata nel documento emesso.

Nel caso di prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato dell’Unione Europea, sulla base del comma 6-bis dell'art. 21 del DPR 633/72, occorre indicare nel documento l'annotazione inversione contabile. Per questo motivo nella comunicazione dati fatture, questa tipologia di operazione va indicata con la natura N6 che identifica le fatture con annotazione inversione contabile. Le Entrate quindi confermano quanto già anticipato da Assosoftware.

Per quanto concerne invece le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti extra UE, sempre secondo la risposta alla FAQ fornita dall'Agenzia delle Entrate, la natura da indicare in comunicazione dati fatture sarà N2, operazione non soggetta, poiché questa è l'indicazione richiesta su questa tipologia di documento sempre in base al omma 6-bis dell'art. 21 del DPR 633/72.

Ecco di seguito i particolari:

Nella Comunicazione delle fatture emesse i dati delle fatture per prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato dell'Unione Europea (Art. 7-ter), vanno comunicate con il codice natura N6 o N2?

In linea generale, vale il principio che nella comunicazione dati fattura vada riportata l'imposta o la sua “natura” così come è riportata nel documento emesso.

In base al comma 6-bis dellart. 21 del D.P.R. n. 633/72 le operazioni "non soggette" ad IVA per mancanza del requisito territoriale devono essere fatturate indicando nel documento:

a. l'annotazione "inversione contabile" per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi (con le eccezioni di quelle indicate allart. 10, nn. da 1) a 4) e 9) del d.P.R. 633) effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato dell’Unione Europea;

b. l'annotazione “operazione non soggetta” per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuati nei confronti di un soggetto stabilito fuori dall’Unione Europea.

Ai fini della trasmissione dei dati delle fatture, andranno quindi selezionate le seguenti nature:

a. Fatture con annotazione "inversione contabile": N6,

b. Fatture con "operazione non soggetta": N2.

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4) Controllo della situazione finanziaria della società di capitali

Come valutare se l'impresa ha la capacità di continuare l’attività imprenditoriale intrapresa (going-concern).

A tal fine soccorre la nota operativa n. 8/2017 del 02 ottobre 2017 incentrata sul controllo della situazione finanziaria della società di capitali.

La situazione finanziaria dell’Impresa è uno degli elementi fondamentali per stabilire se la stessa ha la capacità di continuare l’attività imprenditoriale intrapresa (going-concern). Il principale strumento informativo per la sua conoscenza è il bilancio di esercizio.

Il Bilancio di esercizio, ai sensi dell’art. 2423 c.c., è composto da:

- Stato Patrimoniale;

- Conto Economico;

- Rendiconto Finanziario;

- Nota Integrativa.

E’ da premettere che il bilancio di esercizio persegue vari obiettivi e non fornisce esclusivamente informazioni agli investitori nei mercati di capitali o agli altri soggetti coinvolti, ma rende conto anche delle operazioni passate e per tali ragioni è uno strumento essenziale per conoscere e favorire il “buon governo” delle aziende.

Lo Stato Patrimoniale è un “rendiconto di fondo” che indica una situazione statica riferita ad un dato momento, mentre il Conto Economico e il Rendiconto Finanziario sono “rendiconti di flusso” nel senso che riportano movimenti registrati durante un dato intervallo di tempo.

Per controllare la situazione dell’azienda e quindi il suo equilibrio, è necessario approfondire i tre ambiti cui il bilancio è composto:

a) Patrimoniale: la capacità aziendale di conservare e migliorare il proprio assetto patrimoniale;

b) Economico: la capacità dell’azienda di remunerare adeguatamente tutti i fattori produttivi;

c) Finanziario: la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni finanziari attraverso le diverse fonti di cui dispone (capitale proprio e di debito e flusso reddituale).

Al fine di valutare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria aziendale si deve procedere all’analisi di bilancio, vale a dire un procedimento di indagine sui dati contabili dell’impresa avente lo scopo di ottenere informazioni aggiuntive attraverso una riaggregazione delle voci del bilancio di esercizio.

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5) Decreto per convenzioni INPS-medici per visite mediche in caso di malattia

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ed il Ministero della Salute, ha pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre 2017, il Decreto 2 agosto 2017, con l’approvazione dell’atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni tra l’INPS e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia.

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6) Agevolazioni alle imprese: tasso di rivalutazione aggiornato

MISE: aggiornamento del tasso per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per la concessione delle agevolazioni alle imprese.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre 2017, il Decreto 22 settembre 2017, con l’aggiornamento del tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore delle imprese.

A decorrere dal 1° ottobre 2017, il tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle imprese è pari allo 0,85%.

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7) ANPAL: DIDonline – rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità

L’ANPAL ha pubblicato la circolare n. 1 del 28 settembre 2017, con la quale fornisce indicazioni operative relative al rilascio del dichiarazione di immediata disponibilità (DIDonline) sul portale ANPAL come previsto dall’articolo 19 del D.Lgs. n. 150 del 2015.

Nella circolare viene riportato che, allo scopo di consentire alle amministrazioni regionali l’adeguamento dei propri sistemi, dal 1 ottobre 2017 al 30 novembre 2017, ANPAL rende disponibile, alle Regioni e P.A., la modalità di conferimento delle DID in staging, per finalità di test operativo, tecnologico e organizzativo, in vista dell’entrata a regime della procedura. Nel periodo indicato il cittadino potrà, quindi, continuare a rilasciare la DID secondo le modalità attualmente operative, con il riconoscimento dello stato di disoccupazione, ai sensi dell’articolo 19 del d.lgs.150/2015. Con riferimento alla domanda di NASPI, che ai sensi dell’articolo 21, comma 1, del d.lgs. 150/2015 “equivale a dichiarazione di immediata disponibilità”, si fa presente che la stessa perviene al Portale Nazionale, in virtù della cooperazione applicativa con INPS, già funzionante.

I medesimi dati sono resi disponibili alle Regioni e Province autonome per il tramite del sistema di cooperazione applicativa. Si comunica inoltre che è in corso una interlocuzione, a livello tecnico, per la cooperazione applicativa delle agende elettroniche, finalizzata alla fissazione dell’appuntamento con il Centro per l’Impiego, tramite SIL regionali. Fermo restando, pertanto, la validità delle DIDonline rilasciate secondo le modalità e le tempistiche sopra descritte, l'ANPAL ricorda inoltre che nelle more della messa a regime della cooperazione delle agende, all’utente saranno fornite, sul Portale Nazionale, le informazioni utili a contattare il Centro per l’Impiego di riferimento, al fine di confermare lo stato di disoccupazione e di sottoscrivere il patto di servizio, ai sensi degli articoli 20 e 21 del d.lgs. 150/2015.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 2 ottobre 2017)

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8) Correzioni errori rilevanti o meno in bilancio

Dopo i decreti ministeriali su Oic e Ace, imprese e consulenti sono alle prese con gli effetti fiscali delle novità dettate per i bilanci dal Dlgs 139/2015. Tra i temi più caldi c'è senz'altro l'imputazione contabile degli errori. Le novità del principio contabile Oic 29, infatti, vanno lette alla luce delle recenti aperture sulle dichiarazioni integrative, del principio di derivazione rafforzata per i soggetti Oic diversi dalle microimprese e delle modifiche Ace. Il nuovo principio Oic 29 stabilisce che l'errore è rilevante se può influenzare le decisioni economiche che gli utilizzatori assumono in base al bilancio. La rilevanza dipende dalla dimensione e dalla natura dell'errore. La correzione varia a seconda della tipologia dell'errore. Inoltre, il principio regola l'intervento da apportare ai dati comparativi degli esercizi precedenti, prevedendo alcune semplificazioni quando sia troppo complicato determinare gli effetti di competenza. Sotto l'aspetto fiscale occorre ricordare l'estensione ai soggetti Oic della regola in base alla quale si considerano imputati a conto economico i componenti imputati direttamente a patrimonio per effetto dei principi contabili adottati dall'impresa.

Il principio Oic 29 ha avvicinato la disciplina interna della rilevazione degli errori in bilancio a quella dello Ias 8, differenziando il comportamento da tenere a seconda della rilevanza o meno dell’errore.

Un errore «consiste nell’impropria o mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui viene commesso, le informazioni e i dati necessari per la sua corretta applicazione sono disponibili». Detto ciò, secondo il nuovo principio (paragrafo 46), l’errore è rilevante se può – individualmente o insieme ad altri – influenzare le decisioni economiche che gli utilizzatori assumono in base al bilancio. La rilevanza dipende dalla dimensione e dalla natura dell’errore stesso ed è valutata a seconda delle circostanze.

La correzione varia a seconda della tipologia dell’errore commesso in esercizi precedenti:

- se l’errore è rilevante, la correzione è contabilizzata sul saldo d’apertura del patrimonio netto dell’esercizio in cui si individua l’errore. Solitamente la rettifica viene rilevata negli utili portati a nuovo, ma vi sono casi in cui sono più appropriate altre componenti del patrimonio netto;

-se l’errore non è rilevante, la correzione è contabilizzata nel conto economico dell’esercizio in cui si individua l’errore.

Vincenzo D’Andò