Continuano gli aggiustamenti alla Manovra di Bilancio 2018 – Diario quotidiano del 23 ottobre 2017

Pubblicato il 23 ottobre 2017



1) Controlli fiscali: con un solo processo verbale non si possono contestare più annualità
2) Proroga disciplina di maggiorazione della deduzione di ammortamenti (super ed iper ammortamento)
3) Manovra di bilancio 2018: al via la società sportiva dilettantistica lucrativa
4) Manovra di bilancio 2018: rilevanti modifiche fiscali e previdenziali sui compensi agli sportivi dilettanti
5) Manovra di bilancio 2018: istituito lo sport bonus
6) Manovra di bilancio 2018: sale l’imposta unica sulle scommesse sportive
7) Manovra di bilancio 2018 pro sport: contributo straordinario per l’acquisto di ausili per disabili e campagna di sensibilizzazione per minori extracomunitari
8) Altre di fisco
9) POS con costi a carico dei professionisti: in arrivo migliorie
10) Nuovo quadro giuridico su risanamento e risoluzione degli enti creditizi
1) Controlli fiscali: con un solo processo verbale non si possono contestare più annualità 2) Proroga disciplina di maggiorazione della deduzione di ammortamenti (super ed iper ammortamento) 3) Manovra di bilancio 2018: al via la società sportiva dilettantistica lucrativa 4) Manovra di bilancio 2018: rilevanti modifiche fiscali e previdenziali sui compensi agli sportivi dilettanti 5) Manovra di bilancio 2018: istituito lo sport bonus 6) Manovra di bilancio 2018: sale l’imposta unica sulle scommesse sportive 7) Manovra di bilancio 2018 pro sport: contributo straordinario per l’acquisto di ausili per disabili e campagna di sensibilizzazione per minori extracomunitari 8) Altre di fisco 9) POS con costi a carico dei professionisti: in arrivo migliorie 10) Nuovo quadro giuridico su risanamento e risoluzione degli enti creditizi ***

1) Controlli fiscali: con un solo processo verbale non si possono contestare più annualità

Per ogni annualità sottoposta ad accertamento fiscale, l’ufficio deve emettere un PVC. Non basta, quindi, emetterne solo uno per un periodo d’imposta e poi estenderlo ad altre annualità.

Difatti, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 24636 del 19 ottobre 2017, ha affermato che è necessario uno specifico PVC per le contestazioni riferite ad annualità diverse da quella oggetto di verifica. In assenza del verbale, infatti, l’atto di accertamento conseguente è illegittimo per violazione del diritto al contraddittorio.

Nel caso di specie, ad un contribuente veniva effettuata una verifica fiscale presso la sede della propria impresa per il controllo di un unico periodo di imposta (2006).

Nella fattispecie, l’interessato dichiarava che anche per un esercizio precedente (2004) aveva omesso la tenuta delle scritture contabili. L’Agenzia delle entrate, quindi, notificava per entrambi i periodi di imposta due distinti accertamenti, rettificando il reddito.

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2) Proroga disciplina di maggiorazione della deduzione di ammortamenti (super ed iper ammortamento)

La bozza di Legge di bilancio 2018, come afferma la relazione illustrativa, prevede, in primo luogo, la proroga, sia pure in misura diversa e con alcune eccezioni, dell’agevolazione relativa agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi di cui all’art. 1, comma 91, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, già in precedenza prorogata dall’art. 1, comma 8, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in termini parzialmente coincidenti.

In particolare, il comma 1, riconosce per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1 gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018 ovvero fino al 30 giugno 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, l’aumento del 30% del costo di acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Sono esclusi da tale previsione gli investimenti in veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Sono, inoltre, esclusi dall’agevolazione gli investimenti che si avvalgono delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 8, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Si prorogano, inoltre, le agevolazioni già previste dall’art. 1, comma 9 e 10, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, riguardanti gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0.

In particolare, il comma 2, proroga la maggiorazione, nella misura del 150%, del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0 (beni ricompresi nell’Allegato A annesso alla Legge 232/2016).

La maggiorazione (c.d. iper ammortamento) è riconosciuta per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018 ovvero fino al 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il comma 3 proroga la maggiorazione, nella misura del 40%, del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0 (beni ricompresi nell’Allegato B alla legge 232/2016),per i soggetti che usufruiscono dell’iper ammortamento, di cui al comma 2, per gli investimenti effettuati nel medesimo periodo previsto dal comma 2. Quindi, per quanto riguarda l’estensione del periodo di agevolazione al 31 dicembre 2019, anche per tali beni immateriali devono essere soddisfatte, entro il 31 dicembre 2018, le due condizioni sopra indicate.

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3) Manovra di bilancio 2018: al via la società sportiva dilettantistica lucrativa

Nella Manovra di bilancio 2018, almeno nella bozza che circola in questi giorni, il Legislatore introduce la possibilità di esercitare l’attività sportiva dilettantistica in forma di impresa.

Difatti, si stabilisce che le attività sportive dilettantistiche possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie previste dal codice civile (titolo quinto del libro quinto).

Contenuto obbligatorio dello statuto (in caso contrario è nullo)

Lo statuto delle società sportive dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere:

a) nella denominazione o ragione sociale, la dicitura “società sportiva dilettantistica lucrativa”;

b) nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche;

c) il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società e/o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina;

d) l’obbligo di prevedere la presenza nelle strutture sportive aperte al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e Gestione dei Servizi per lo Sport e le Attività Motorie (LM47) o in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (LM67) o in Scienze e Tecniche dello Sport (LM68), purché in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.

Deduzione di tutti i ricavi netti nella misura del 50%

Tutti i ricavi derivanti dall’attività istituzionale delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni, al netto dei costi di diretta imputazione, concorrono a determinare la base imponibile (di cui all’articolo 75 del TUIR, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) per il 50% del loro ammontare, comunque entro il limite consentito dal regime degli aiuti di Stato de minimis di cui al Regolamento dell’Unione Europea 18 dicembre 2013, n. 1407.

Alternativa è l’opzione per il regime speciale L. 398/1991

Ai fini dell’imposta sul reddito derivante dall’attività commerciale, le società sportive dilettantistiche lucrative possono esercitare l’opzione di cui all’articolo 1 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, entro il limite indicato dall’articolo 90, comma secondo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

I ricavi derivanti dall’attività istituzionale delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni sono soggetti all’Iva.

L’imposta si applica con le modalità di cui all’articolo 74, sesto comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

Modifiche in materia di collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive

Viene, infine, inserita una modifica all’articolo 2 in materia di collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche: All’articolo 2, comma 2, lett. d), del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, sono aggiunte le parole «nonché alle società sportive dilettantistiche lucrative».

Società sportiva dilettantistica ordinaria

La suddetta proposta di modifica della normativa attuale esistente (contenuta nella bozza ddl bilancio 2018) intende modificare l’assetto delle società sportive dilettantistiche che fino ad oggi sono caratterizzate dall’assenza di finalità di lucro. Come avverte la relazione al provvedimento, su tale punto il Dipartimento delle finanze ha stimato minori entrate fiscali, pari ad una riduzione dell’IRES dovuta.

Nel merito, viene sottolineato che l’attività sportiva dilettantistica è attualmente disciplinata dall’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modifiche, che ha dettagliatamente indicato i requisiti necessari per l’individuazione delle associazioni sportive dilettantistiche (con o senza personalità giuridica) e delle società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza fini di lucro. Inoltre viene previsto che le società sportive dilettantistiche possono assumere la forma di società sportive di capitali o di cooperative costituite secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro nonché il formale nello statuto da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche dell’assenza di fini di lucro e l’esclusione di ogni forma di possibile riparto di utili fra gli associati.

Al riguardo, vengono, inoltre, evidenziate le disposizioni introdotte dall’art. 7 del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 189, che stabilisce: “1. In relazione alla necessità di confermare che il CONI è unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società o dalle associazioni dilettantistiche, le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, si applicano alle società ed alle associazioni sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, quale garante dell’unicità dell’ordinamento sportivo nazionale ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni. 2. Il CONI trasmette annualmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Agenzia delle entrate, l’elenco delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi”.

In particolare l’art. 5, comma 2, lettera c) del citato decreto legislativo n. 242/1999 prevede che il CONI “delibera in ordine ai provvedimenti di riconoscimento, ai fini sportivi, delle federazioni sportive nazionali, delle società ed associazioni sportive, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite e di altre discipline associate al C.O.N.I. e alle federazioni, sulla base dei requisiti fissati dallo statuto, tenendo conto a tal fine anche della rappresentanza e del carattere olimpico dello sport, dell’eventuale riconoscimento del CIO e della tradizione sportiva della disciplina;”.

Pertanto, viene fatto rinvio ad ulteriori valutazioni dell’esecutivo tenuto conto che qualora la proposta dovesse avere ulteriore seguito sarà necessaria una revisione anche della disciplina che regolamenta il procedimento di riconoscimento da parte del CONI.

Si afferma nella medesima relazione, inoltre, che “Il Dipartimento delle finanze, con riferimento al comma 6 che prevede di applicare ai ricavi derivanti dall’attività delle società sportive dilettantistiche un’ imposta sul valore aggiunto con aliquota al 10%, ha fornito per le vie brevi una quantificazione del minor gettito IVA su base annua”.

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4) Manovra di bilancio 2018: rilevanti modifiche fiscali e previdenziali sui compensi agli sportivi dilettanti

Il Legislatore, secondo quanto viene riportato nella bozza di ddl di bilancio 2018, apporta anche la modifica nell’articolo 69, comma 2, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, concernente le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi di cui all’art. 67, lett. m), del d.p.r. medesimo.

Viene, infatti, disposto che al comma 2 dell’articolo 69 del TUIR, sono apportate le seguenti modificazioni:

- le parole «di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81» sono sostituite dalle parole «di cui alla lettera m) del comma 1 dell'articolo 67»;

- le parole: «7.500 euro» sono sostituite dalle parole «10.000 euro».

Iscrizione al fondo pensione lavoratori dei soggetti che percepiscono i redditi di cui all’articolo 67, lett. m), del TUIR

Viene poi introdotto l’obbligo di iscrizione al fondo pensione lavoratori spettacolo dei soggetti che, svolgendo attività di collaborazione in modo continuativo, percepiscono i redditi di cui all’articolo 67, lett. m), del testo unico delle imposte sui redditi.

Si stabilisce che i soggetti che, svolgendo attività di collaborazione in modo continuativo, percepiscono i redditi di cui all’articolo 67, lett. m), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sono iscritti al fondo pensione lavoratori dello spettacolo istituito presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale, nella categoria b) di cui al decreto del Ministro del lavoro del 15 marzo 2005. A tali soggetti si applica un’aliquota contributiva del 10% sull’intero compenso, per un terzo a carico del percipiente.

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5) Manovra di bilancio 2018: istituito lo sport bonus

Dalla bozza al DDl di bilancio 2018 emerge anche l’istituzione dello sport bonus, che viene ancorato sul modello già noto art bonus, introdotto dall’articolo 1 della legge 29 luglio 2014, n. 106.

Come afferma la relazione tecnica al provvedimento, al pari di quanto avviene per il sostegno alla cultura e allo spettacolo, alle erogazioni liberali in denaro d’importo superiore a 20.000,00 euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi di ristrutturazione di impianti sportivi pubblici in luogo della detrazione di cui all’articolo 15, comma 1, lettera i-ter), del TUIR, viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% delle erogazioni effettuate, comunque non oltre 10.000,00 euro, ripartito in tre quote annuali di pari importo (nel limite del 10% del reddito imponibile annuo per le persone fisiche e gli enti non commerciali e del 3 per mille dei ricavi annui per i titolari di reddito d’impresa).

Anche il meccanismo di asseverazione dell’erogazione liberale ai fini del conseguimento del vantaggio fiscale è costruito sullo schema dell’art bonus:

- i soggetti beneficiari comunicano immediatamente all’Ufficio per lo Sport l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata pubblicità attraverso l’utilizzo di mezzi informatici;

- inoltre, entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori di ristrutturazione, essi devono comunicare al medesimo Ufficio lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme erogate. La disposizione trova applicazione nel limite di 10 milioni per il 2018. L’individuazione dettagliata dei criteri e delle modalità di erogazione dei benefici fiscali di cui si è detto è rimessa a un decreto dell’Autorità di Governo che esercita le funzioni in materia di Sport, da adottare in concerto col Ministro dell’Economia e delle Finanze, in modo da assicurarne l’equa ripartizione tra i soggetti richiedenti.

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6) Manovra di bilancio 2018: sale l’imposta unica sulle scommesse sportive

Secondo quanto contenuto nella bozza di bilancio 2018, aumenta l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, che viene innalzata dal 18% al 19%, se la raccolta avviene su rete fisica, e dal 22% al 23%, se la raccolta avviene a distanza.

Come spiega la relazione tecnica, questa disposizione, senza modificare l’impianto normativo introdotto con la legge di stabilità per il 2016 (articolo 1, comma 945, legge 28 dicembre 2015, n. 208), permetterà di reperire quelle maggiori entrate per l’Erario che serviranno ad alimentare strutturalmente il Fondo Sport e Periferie di cui al comma 9 delle disposizioni in commento.

Agevolazione fiscale per le società di Lega

Inoltre, si introducono modifiche al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, concernente la «disciplina della titolarità e della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi e relativa ripartizione delle risorse».

In particolare, la lettera a) introduce un’agevolazione fiscale per le società di Lega di Serie B, Lega Italiana Calcio Professionistico e Lega Nazionale Dilettanti che destinino le risorse derivanti dalla mutualità di cui all’articolo 22 del d.lgs. 9 del 2008 a interventi di ristrutturazione degli impianti sportivi di cui sono proprietarie o concessionarie: le somme impiegate a questo fine entro il terzo periodo di imposta successivo alla loro attribuzione non concorrono a formare il reddito imponibile nella misura del 50% e comunque sino a un massimo di 50.000,00 euro. Le società di calcio alle quali si rivolge la norma sono 24 appartenenti alla Lega di Serie B, 57 appartenenti alla Lega Calcio Professionistico e 167 appartenenti alla Lega Nazionale Dilettanti .

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7) Manovra di bilancio 2018 pro sport: contributo straordinario per l’acquisto di ausili per disabili e campagna di sensibilizzazione per minori extracomunitari

E, infine, sempre dalla bozza di bilancio 2018 emergono le due seguenti ulteriori novità:

Contributo straordinario al Comitato Italiano Paralimpico per l’acquisto di ausili per sport per disabili

La novella disposizione in bozza prevede un contributo pari a 5 milioni di euro al Comitato Italiano Paralimpico da destinare all’acquisto di ausili per lo sport per atleti disabili. Rinvia ad un decreto dell’Autorità di Governo, da emanare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la fissazione dei criteri di assegnazione, tenendo conto del reddito e dell’età dei soggetti richiedenti.

Diritto dei minori extracomunitari all’esercizio della pratica sportiva

Al fine di garantire il diritto all’esercizio della pratica sportiva ai minori extracomunitari, viene indetta una campagna di sensibilizzazione, anche attraverso la realizzazione di un sito web dedicato, che comporta oneri quantificati in 40.000 euro.

La formulazione della proposta, come viene affermato nella relazione, non appare sufficientemente chiara nella parte in cui - ai fini del diritto all’esercizio della pratica sportiva – prevede l’applicazione ai minori cittadini di paesi terzi “anche non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno quattro mesi a una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano”. In ogni caso, nello stabilire che i predetti soggetti possono essere tesserati presso società senza alcun aggravio rispetto a quanto è previsto per i cittadini italiani può determinare effetti finanziari.

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8) Altre di fisco

La partita Iva cessata non limita la detrazione Iva

Secondo la Corte di giustizia UE, sentenza (causa C-101/16), non è possibile negare la detrazione Iva solo per il fatto che il fornitore del servizio è una partita Iva inattiva. Il soggetto passivo destinatario della fattura deve poter dimostrare l'assenza di evasione e la perdita di gettito fiscale.

Nel caso di specie, la Corte Ue si è soffermata su un caso di diniego del diritto alla detrazione dell'Iva esposta in una fattura emessa da un contribuente dichiarato 'inattivo' dall'amministrazione.

La dichiarazione di inattività, secondo il diritto rumeno, era resa pubblica e accessibile sul web a qualsiasi soggetto passivo nazionale, ma non era stata comunicata alla società committente, che aveva detratto in buona fede l'Iva versata al prestatore a titolo di rivalsa. Arduo compito per i giudici Ue chiamati a scegliere tra due pilastri del sistema Iva: il diritto alla detrazione da un lato e la lotta all'evasione fiscale dall'altro.

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Smart&Start” Platea beneficiari ampia e semplificazioni per i finanziamenti agevolati

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2017, il decreto MiSE 9 agosto 2017, che apporta modifiche al precedente decreto 24 settembre 2014, recante il riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di Start up innovative in tutto il territorio nazionale.

Si tratta dell'incentivo di Invitalia a sostegno delle Start up innovative - diviene, ora, più snello e vede semplificate le procedure di erogazione dei finanziamenti agevolati. Ampliata, inoltre, anche la platea dei beneficiari.

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Formazione revisori legali: validi per il 2017 i corsi del 2018

In materia di obbligo formativo dei revisori legali, la circolare n. 28 del 19 ottobre 2017 della Ragioneria dello Stato del MEF, in considerazione della difficoltà degli enti formatori a racchiudere tutti gli eventi formativi nell’ultimo trimestre dell’anno, ritiene validi - ai fini della maturazione dei 20 crediti richiesti - tutti i corsi e gli eventi formativi erogati dai canali di formazione autorizzati che si siano svolti entro il 31 dicembre 2018, purché conformi al programma ministeriale 2017.

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9) POS con costi a carico dei professionisti: in arrivo migliorie

Torna alla ribalta la questione del POS negli studi professionali senza che siano ancora definite sia le sanzioni applicabili in caso di mancata accettazione della transazione con moneta elettronica, sia le commissioni applicate dal sistema bancario.

Uno schema di decreto, infatti, prevede che in carenza della previsione di una sanzione specifica, possa essere inserito un richiamo alla sanzione penale secondo la quale “chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a 30 euro”.

Peraltro, il Point of Sale (POS), è certamente solo uno dei mezzi di pagamento elettronici il cui sempre più massiccio utilizzo è parte imprescindibile dell’evoluzione dei mercati.

I Consulenti del lavoro, in linea di principio, sono certamente favorevoli all’utilizzo di tutti gli strumenti che garantiscono legalità, tracciabilità e trasparenza nelle transazioni finanziarie, anche e soprattutto quando queste ineriscono le proprie competenze professionali.

Quello che non è accettabile è che i nuovi costi, che derivano dalla gestione di questo obbligo, ricadano sul professionista, mentre i vantaggi vadano a favore del sistema bancario.

In questi termini interviene finalmente uno schema di decreto che, con molto ritardo, rimodula le commissioni riducendole allo 0,3% sulle carte di credito e 0,2% su quelle di debito ed indica genericamente una percentuale inferiore per i pagamenti fino a 5 euro.

Viene così calmierato il mercato, ma i costi restano a carico dei professionisti.

Va ricordato che già dal 1° gennaio 2016 non vi sono più limiti minimi per accettare, da parte di coloro che effettuano vendita di prodotti o prestazioni di servizi, anche professionali, pagamenti effettuati attraverso carte di debito o di credito.

Fino ad ora l’unico caso in cui era possibile rifiutare la transazione era la dimostrazione di una “oggettiva impossibilità tecnica”; un concetto mai definito e pertanto tutto da dimostrare, ovviamente con onere a carico del professionista, potendolo di fatto assimilare ad esempio al mancato funzionamento del registratore di cassa.

In sostanza, dopo circa un anno e mezzo, non si ha ancora una chiara definizione dei costi di gestione lasciati al libero mercato e delle sanzioni legate all’uso del POS.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, comunicato del 20 ottobre 2017)

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10) Nuovo quadro giuridico su risanamento e risoluzione degli enti creditizi

L’applicazione della disciplina della risoluzione delle banche in crisi nell’Unione europea.

Assonime, con il Note e studi illustra la gestione di alcune crisi bancarie negli Stati membri dell'Unione europea alla luce del nuovo quadro giuridico sul risanamento e la risoluzione degli enti creditizi, introdotto dalla direttiva 2014/59/UE (BRRD) e dal regolamento n. 806/2014 (regolamento SRM). L'analisi, pur concentrandosi principalmente sui casi che rientrano nell'ambito di applicazione delle nuove regole sulla risoluzione e la ricapitalizzazione precauzionale, si estende ad alcune situazioni di crisi che si sono verificate, a partire dal 2012, prima dell'emanazione della BRRD. L'interesse per questi casi deriva dal fatto che alcune discipline nazionali già prevedevano misure che sono state poi codificate a livello europeo dalla BRRD. Molti casi mostrano l'evoluzione della disciplina delle crisi bancarie da un approccio incentrato sul principio del rimborso pubblico dei creditori della banca (bail-out) al principio della condivisione obbligatoria degli oneri da parte di azionisti e creditori della stessa (bail-in). L'analisi copre Spagna, Portogallo, Italia, Germania, Danimarca, Slovenia, Cipro e Grecia. Il nuovo strumento della ricapitalizzazione precauzionale è stato adottato solo tre volte, due in Grecia e una in Italia. La svalutazione delle azioni e delle obbligazioni, o la conversione in capitale di queste ultime, è stata applicata con un'estensione diversa nei singoli casi: i possessori di senior bonds sono stati sottoposti a bail-in solamente in tre casi (uno in Portogallo e due in Grecia) e i depositanti al di sopra dei 100.000 euro sono stati coinvolti nel bail-in in alcune banche cipriote, già nel 2013, e nella risoluzione di una banca danese.

(Assonime, nota del 20 ottobre 2017)

Vincenzo D’Andò