Antiriciclaggio: FAQ sulle novità introdotte dalla normativa – Diario quotidiano del 4 ottobre 2017

Pubblicato il 4 ottobre 2017



1) No tax area Irap: proposta elevazione della franchigia a 30mila euro
2) Le scadenze fiscali dei dichiarativi di ottobre
3) Non è contestabile l’imposta sostitutiva sulla cessione di aree edificabili anche se la perizia è postuma all’atto
4) Deducibilità spese di sponsorizzazione: per il fisco é dura da contestare
5) Bancarotta per l’amministratore anche se ha affidato l’incarico al Commercialista che ha tenuto male le scritture contabili
6) E’ in arrivo una ulteriore proroga per lo spesometro
7) Antiriciclaggio: sono online le FAQ sulle novità introdotte dalla normativa
8) Spesometro: anche secondo il CNDCEC va completamente rivisto dal sistema politico
9) Cinque per mille 2017: elenco degli iscritti tardivi aggiornato
10) Startup innovative: pienamente operative le modifiche agli incentivi per gli investimenti in equità
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) No tax area Irap: proposta elevazione della franchigia a 30mila euro 2) Ecco le scadenze fiscali dei dichiarativi di ottobre 3) Non è contestabile l’imposta sostitutiva sulla cessione di aree edificabili anche se la perizia è postuma all’atto 4) Deducibilità spese di sponsorizzazione: per il fisco é dura da contestare 5) Bancarotta per l’amministratore anche se ha affidato l’incarico al Commercialista che ha tenuto male le scritture contabili 6) E’ in arrivo una ulteriore proroga per lo spesometro 7) Antiriciclaggio: sono online le FAQ sulle novità introdotte dalla normativa 8) Spesometro: anche secondo il CNDCEC va completamente rivisto dal sistema politico 9) Cinque per mille 2017: elenco degli iscritti tardivi aggiornato 10) Startup innovative: pienamente operative le modifiche agli incentivi per gli investimenti in equità ***

1) No tax area Irap: elevazione della franchigia a 30 mila euro

Secondo la Cna, da pmi 500 mln Irap non dovuta. Sarebbero esenti per l'assenza dell'autonoma organizzazione

Mezzo miliardo l'anno. Secondo il Centro studi CNA a tanto ammonta l'Irap che devono ingiustamente versare 700mila piccole imprese. Lo dichiara il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini. Queste imprese, spiega Silvestrini, "secondo la Corte costituzionale e la Corte di cassazione, ne sono esenti per l'assenza dell'autonoma organizzazione. Ma continuano a essere tassate perché il legislatore si ostina a non definire i requisiti necessari all'esclusione dal tributo e le imprese non vogliono affrontare i costi economici ed emotivi di un lungo contenzioso con il fisco". "In assenza di questa definizione - conclude - chiediamo allora al Governo di porre fine a tale discriminazione già nella prossima Legge di Bilancio, elevando la franchigia, per essere più chiari la no tax area Irap, dai 13mila euro attuali a 30mila euro e liberando così risorse oggi sottratte alla crescita delle stesse imprese". (Ansa, nota del 3 ottobre 2017)

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2) Ecco le scadenze fiscali dei dichiarativi di ottobre

Ricordiamo di seguito la proroga delle scadenze fiscali dei dichiarativi di questo mese.

Sono stati prorogati (DPCM 26 luglio 2017) i termini di diversi adempimenti già in scadenza a fine settembre o già prorogati, come riportato nella tabella seguente.

Dichiarazione/comunicazione

Termine

Originario

Prorogato

Mod. Redditi

30 settembre

31 ottobre

Dichiarazione IRAP

30 settembre

Mod. 770

31 luglio

Comunicazione dati fatture (spesometro)

16 settembre

28 settembre, poi 5 ottobre, poi ulteriore proroga?

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3) Non è contestabile l’imposta sostitutiva sulla cessione di aree edificabili anche se la perizia è postuma all’atto

Non è contestabile l’imposta sostitutiva sulla cessione di aree edificabili se la perizia è postuma all’atto di compravendita.

E’, quindi, valida la perizia per la rivalutazione delle aree edificabili anche se successiva alla compravendita.

Ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, la perizia di stima può essere redatta anche successivamente all’atto di compravendita. La Suprema Corte, affermando l’irrilevanza sul tema di quanto previsto da atti non normativi, come le circolari amministrative, conferma il proprio orientamento già espresso con le sentenze n. 11062/2013 e n. 30729/2011. Nel caso in esame l’Agenzia delle Entrate aveva infatti recuperato a tassazione una plusvalenza a seguito di cessione a titolo oneroso di terreni edificabili poiché basata su una perizia di stima successiva all’atto di cessione.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 22249/6 del 25 settembre 2017)

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4) Deducibilità spese di sponsorizzazione: per il fisco é dura da contestare

Spese di sponsorizzazione: deducibilità contestabile con ostacoli per l’Amministrazione finanziaria.

Difficile da contestare la deduzione delle spese di sponsorizzazione, neppure con l’antieconomicità il fisco può, infatti, operare le sue presunzioni.

E' quanto ha affermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 23033 del 2 ottobre 2017.

Dunque, l’Agenzia delle entrate non potrà usare l’antieconomicità come arma per negare il beneficio fiscale

La Suprema Corte ha, infatti, stabilito che i costi di sponsorizzazione sono deducibili anche se non risultano proporzionali al reddito d’impresa nel momento in cui il contribuente abbia dimostrato che dette spese abbiano comunque inciso positivamente nell’ambito aziendale, si parla comunque di produttività della spesa.

Nel caso in esame, l’Amministrazione finanziaria aveva contestato l’inerenza di un costo di sponsorizzazione di un’associazione sportiva, emettendo un avviso di accertamento. I giudici del merito, tuttavia, avevano asserito che la società contribuente aveva adeguatamente comprovato l’inerenza del costo contestato dalle Entrate, e che quindi le ragioni della pretesa fiscale risultavano infondate. L’Agenzia ricorreva in Cassazione, ritenendo che la proporzione del costo stesso rispetto ai redditi dichiarati e l’inidoneità promozionale della spesa fossero indici sufficienti per fondare l’accertamento.

Ebbene, i giudici di legittimità hanno confermato la validità dell’operato dei giudici del merito, osservando come l’ente impositore non aveva contestato l’inerenza del costo in quanto tale, considerandolo soltanto parzialmente inerente “peraltro svalutando l’allegazione erariale in considerazione delle controprove della società contribuente in ordine alla produttività in concreto della spesa promozionale, anche con riguardo ai destinatari del suo messaggio ed agli effetti espansivi dei ricavi ottenuti”.

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5) Bancarotta per l’amministratore anche se ha affidato l’incarico al Commercialista che ha tenuto male le scritture contabili

Ok alla condanna per bancarotta nei confronti dell’amministratore nel caso in cui il Commercialista non abbia tenuto in modo trasparente la contabilità, anche se sia privo di competenze contabili e professionali. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 45288 del 2 ottobre 2017, ha confermato la condanna a carico del presidente del consiglio di amministrazione di una società il cui patrimonio risultava dissipato in favore di società del gruppo.

Risponde di infedeltà patrimoniale il presidente del cda dell'azienda poi fallita che non dimostra i vantaggi delle operazioni finanziarie infragruppo e soprattutto i cosiddetti vantaggi compensativi di appartenenza al gruppo stesso.

I giudici con l’ermellino hanno precisato che ove si accerti che l'atto compiuto dall'amministratore non sia stato rispondente all'interesse della società e abbia determinato un danno al patrimonio sociale, è onere dello stesso amministratore dimostrare l'esistenza di una realtà di gruppo, alla luce della quale quell'atto assuma un significato diverso.

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6) E’ in arrivo una ulteriore proroga per lo spesometro

Per lo spesometro è in arrivo la proroga dell’invio forse al 16 ottobre 2017?

Una proroga meno corta per lo spesometro, probabilmente fino a circa metà mese. È quello che stanno ipotizzando i tecnici del Mef e che dovrà concretizzarsi in un Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) per far fronte al forte disagio creato nelle ultime due settimane, e in questi giorni (anche ieri registrati, dagli utenti su facebook, diversi disagi) a professionisti e imprese chiamate a inviare i dati delle fatture Iva.

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Società estinte: non vale l’accertamento nei confronti dei soci

Secondo la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23029 del 2 ottobre 2017, é illegittimo l’accertamento emesso per trasparenza sui soci derivante da un provvedimento nei confronti di una società estinta.

Si tratta, infatti, di un atto avverso il quale è improponibile ogni impugnazione e pertanto non possono derivare effetti dalla sua definitività.

L’agenzia delle Entrate aveva emesso tre accertamenti nei confronti di una Snc già cancellata dal registro imprese e dei relativi soci.

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7) Antiriciclaggio: sono online le FAQ sulle novità introdotte dalla normativa

Il Dipartimento del Tesoro, il 3 ottobre 2107, rispondendo alle richieste di chiarimento pervenute, ha reso disponibili una sere di risposte (faq) che è possibile consultare per comprendere meglio le novità in tema di antiriciclaggio introdotte dal d.lgs. 90 del 2017, che ha aggiornato il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.

Si propone di seguito solo uno stralcio delle tante faq:

In che cosa consiste l’adeguata verifica semplificata di cui all’articolo 23 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni?

Le misure semplificate di adeguata verifica della clientela, di cui all’articolo 23 del d.lgs. 21 novembre 2007, n.231, come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2017, n.90, non sono predeterminabili a priori né univocamente valevoli per tutti i destinatari degli obblighi. In omaggio al principio di approccio basato sul rischio, spetta ai soggetti obbligati tanto la valutazione in concreto del rischio quanto la modulazione dell’estensione delle verifiche, della valutazione e del controlli della propria clientela, in misura proporzionata, in concreto, alla dimensione, alla complessità organizzativa e alla natura dell’attività.

Per l’individuazione del titolare effettivo di società di persone possono essere utilizzati i criteri di cui all’articolo 20 del d.lgs. 21 novembre 2007, n.231, come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2017, n.90, relativo alle sole società di capitale?

L’articolo 20 è una norma specifica introdotta dal legislatore per dare soluzione ai dubbi sollevati nella pratica in merito alla identificazione del titolare effettivo di un soggetto di diritto giuridicamente e patrimonialmente distinto dalle persone fisiche che agiscono tramite esso. Il problema non si pone evidentemente per le società di persone, laddove vi è una sovrapposizione sostanziale e giuridica della proprietà legale ed effettiva, attesa l’imputabilità degli effetti degli atti, posti in essere attraverso il veicolo societario, in capo al legale rappresentante.

Per le società di persone e, più in generale, per i soggetti privi di personalità giuridica, in sostanza, il cliente è una persona fisica rispetto a cui, eventualmente, potrebbe porsi un problema di interposizione fittizia, la cui individuazione, impossibile da ricostruire attraverso criteri legali, dovrebbe emergere dal corretto adempimento degli obblighi di adeguata verifica del cliente. Si rammenta inoltre che il decreto ha introdotto l’estensione delle misure di adeguata verifica anche all’esecutore (cfr. articolo 1, comma 2, lettera p) e articolo 18, comma 1, lettera a)) rispetto a cui i soggetti obbligati sono tenuti a riscontrare l’ampiezza del potere di rappresentanza, in forza del quale egli opera in nome e per conto del cliente.

L’attività di intermediazione svolta dall’agente immobiliare è qualificabile come prestazione professionale? In quale momento sorge l’obbligo degli adempimenti antiriciclaggio?

Il mandato conferito all’agente immobiliare rientra a pieno titolo nel perimetro della prestazione intellettuale o commerciale resa a seguito del conferimento di un incarico. Infatti, la definizione di prestazione professionale, prevista dall’articolo 1, comma 2, lettera gg) d.lgs. 231/07, di ampia portata, si riferisce ad ogni prestazione intellettuale o commerciale resa in favore del cliente a seguito del conferimento di un incarico, della quale si presume che abbia una certa durata. Ne consegue che il momento in cui l’agente immobiliare è tenuto agli adempimenti antiriciclaggio è quello del conferimento dell’incarico.

L’agente immobiliare nell’espletamento di attività differenti dall’intermediazione, quale la consulenza, è soggetto agli obblighi antiriciclaggio?

Qualora l’attività di consulenza costituisca oggetto dell’incarico conferito per l’espletamento di una prestazione professionale, secondo le definizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e gg), d.lgs. n. 231/07 per come novellato dal d.lgs. n. 90/2017 essa ricade nel raggio d’azione della normativa di prevenzione del riciclaggio, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera a) del medesimo decreto.

Per quanto concerne i contratti di locazione, qual è il valore dell’operazione da prendere come riferimento a partire dalla quale scattano gli obblighi degli adempimenti antiriciclaggio?

Il valore dell’operazione da prendere come riferimento per valutare il superamento o meno della soglia dei 15.000,00 euro, a partire dalla quale scattano gli obblighi degli adempimenti antiriciclaggio, è quello relativo al canone complessivo contrattualmente stabilito, anche tenuto conto della durata del contratto medesimo, a prescindere dalle modalità di pagamento del canone di locazione.

Ciò detto, resta salvo quanto previsto dall’articolo 17, comma 2 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n.231 e successive modifiche.

Quali procedure e criteri deve seguire l’agente immobiliare per l’analisi del rischio?

In omaggio al principio di approccio basato sul rischio, sotteso alla novella del decreto legislativo 231 del 2007 ciascun destinatario degli obblighi antiriciclaggio è chiamato in proprio a valutare i rischi cui è esposto nell’esercizio della propria attività, dotandosi di presidi proporzionati nel rispetto del principio di proporzionalità alla dimensione organizzativa e alla natura della medesima attività In tal senso, l’articolo 15 comma 2 del d.lgs. n. 231/2007 per come novellato dal d.lgs. n. 90/2017, prescrive l’adozione, da parte dei soggetti obbligati, di procedure oggettive, verificate e aggiornate per analizzare e valutare il rischio in relazione alle caratteristiche del “proprio” cliente, tenendo conto della natura e delle dimensioni della specifica attività svolta o dell’operatività richiesta. Tale previsione considera le peculiarità dei singoli soggetti obbligati e le esigenze specifiche delle rispettive attività e operatività, anche laddove non possano essere utilizzate procedure e metodologie per l’analisi e la valutazione del rischio elaborate dalle autorità di vigilanza di settore o dagli organismi di autoregolamentazione. D’altra parte, la mancata adozione di procedure che consentano di standardizzare e dimostrare l’entità del rischio associato a determinati clienti o operatività sortisce come immediata ricaduta l’impossibilità di applicare misure semplificate di adeguata verifica della clientela e l’obbligo generalizzato di applicazione di misure ordinarie di adeguata verifica della clientela, ferma l’applicazione di misure rafforzate nei casi di cui all’articolo 24 del citato decreto legislativo

L’art. 31 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni, dispone che debbano essere conservati l’originale ovvero copia avente efficacia probatoria ai sensi della normativa vigente, delle scritture e registrazioni inerenti le operazioni. L’agente immobiliare deve quindi conservare copia dei contratti, preliminari e/o definitivi, sottoscritti dai clienti; è sufficiente la conservazione della semplice fotocopia degli stessi o si richiede l’acquisizione degli originali delle scritture private (proposte accettate e preliminari) e copie conformi degli atti pubblici ?

La semplice fotocopia dell’atto stipulato dal cliente deve essere idonea a garantire la fedele corrispondenza della copia all'originale e, conformemente a quanto prescritto dall’articolo 31, comma 2, deve essere utilizzata attraverso modalità di conservazione idonee a garantire per ciascun cliente: la data di instaurazione del conferimento dell’incarico; i dati identificativi del cliente, del titolare effettivo e dell’esecutore e le informazioni sullo scopo e la natura del rapporto o della prestazione, la data, l’importo e la causale dell’operazione e i mezzi di pagamento utilizzati.

(Ministero dell’economia e finanze, nota del 3 ottobre 2017)

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8) Spesometro: anche secondo il CNDCEC va completamente rivisto dal sistema politico

Ancora problemi con lo spesometro, Commercialisti: "Surreale clima di incertezza".

Garante privacy a Gentiloni :"Allarme sicurezza banche dati P.A." Miani: "Denuncia giusta e opportuna".

Portale dell’Agenzia delle Entrate a tratti bloccato, farraginoso e di fatto inutilizzabile quando si supera la soglia di un centinaio di clienti e fornitori. File scartati senza che il sistema ne comunichi agli intermediari la motivazione, campi dati non adattabili ai clienti e/o fornitori esteri. Sono alcuni dei perduranti problemi legati allo spesometro segnalati dal Consiglio nazionale dei commercialisti, a meno di due giorni dalla scadenza dell’adempimento, fissata al 5 ottobre.

Ancora oggi – spiegano i due delegati alla fiscalità del Consiglio nazionale della categoria, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal – riceviamo dai colleghi di tutta Italia segnalazioni di difficoltà tecniche riscontrate con il sito delle Entrate. E’ evidente come, a meno di due giorni ormai dalla scadenza dei termini per l’adempimento, la situazione, dopo il caos dei giorni scorsi, sia tutt’altro che ritornata alla normalità. I nostri colleghi - denunciano Gelosa e Postal – lavorano da oltre un mese a questo adempimento in un quadro surreale di incertezza e frustrazione”.

Con l’approssimarsi della scadenza del 5 ottobre – proseguono i due rappresentanti dei commercialisti – è estremamente probabile che si vada verso un ingorgo del sistema. Proprio in questa prospettiva, appare ogni minuto più incredibile che non sia ancora arrivata una parola chiara e definitiva da parte dell’esecutivo. Ribadiamo quello che chiediamo ininterrottamente da giorni: immediata comunicazione di una proroga lunga dei termini, sospensione delle sanzioni, possibilità di correzione di errori o ritardi. Dopodiché – concludono Gelosa e Postal – questa vicenda, per come è stata gestita, per il caos che ha generato a tutti i livelli, per i costi indotti sul sistema economico probabilmente superiori al gettito che genererà per lo Stato, deve imporre una riflessione seria e oggettiva sull’istituto dello spesometro che, a nostro avviso, non può che essere completamente rivalutato e ripensato, anche a livello politico”.

Proprio prendendo spunto dai problemi verificatisi nei giorni scorsi, il Garante della privacy, Antonello Soro, ha scritto al premier Paolo Gentiloni per lanciare un allarme sulla sicurezza delle banche dati della P.A.. "E' inderogabile una forte iniziativa", da parte delle istituzioni coinvolte, scrive Soro, "per una verifica puntuale dello stato di sicurezza delle banche dati pubbliche e dei processi in corso di attuazione dell'Agenda digitale", riferendosi al recente incidente alla piattaforma Sogei per lo spesometro, in cui sono conservati i dati fiscali di milioni di cittadini.

L'allarme lanciato da Soro è, secondo il presidente dei commercialisti, Massimo Miani, "giusto e opportuno”. Miani sottolinea come sia “estremamente importante che la denuncia del Garante prenda spunto dal recente incidente alla piattaforma Sogei per lo spesometro che noi per primi abbiamo denunciato nei giorni scorsi”.

La presa di posizione di Soro", prosegue Miani, "certifica di fatto la gravità della situazione creatasi in queste settimane sul fronte spesometro. Un adempimento sulla cui complessità avevamo immediatamente messo in guardia tutti i nostri interlocutori istituzionali. Quanto accaduto, anche sul fronte della privacy, pone con forza il tema della direzione che si vorrà dare al nostro sistema fiscale. I commercialisti ormai da decenni sono garanti del processo di modernizzazione e informatizzazione della macchina fiscale del nostro Paese e sono pienamente consapevoli che la crescita ulteriore dello scambio telematico dei dati e l'interconnessione delle banche dati pubbliche sia la strada da perseguire. Ma", conclude Miani, "questo processo deve garantire certezze e tutele per i contribuenti, in un quadro di analisi di costi e benefici e di semplificazione e alleggerimento del peso degli adempimenti per contribuenti e professionisti. Si tratta di una riflessione strategica che la politica non può più rinviare”.

(Consiglio nazionale dei Commercialisti, comunicato stampa del 3 ottobre 2017)

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9) Cinque per mille 2017: elenco degli iscritti tardivi aggiornato

Sono on line gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto, entro il 2 ottobre, di accedere al beneficio dopo i termini per l’iscrizione telematica versando una sanzione pari a 250 euro

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica, che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini di scadenza.

Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza era fissata all’8 maggio 2017, per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2017, ma per tutti i tempi supplementari si sono chiusi lo scorso lunedì 2 ottobre.

I soggetti che non hanno effettuato l’iscrizione per il 2017 entro l’8 maggio scorso, sempreché non fossero presenti nell’elenco permanente degli iscritti, potevano, infatti, ancora trasmettere la domanda telematica entro il 2 ottobre 2017 (articolo 2, comma 2, Dl 16/2012).

Entro la stessa data, inoltre, dovevano inviare anche la dichiarazione sostitutiva nel caso in cui non fosse già stata trasmessa (Onlus e volontariato alle direzioni regionali, associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versare una sanzione di importo pari a 250 euro, tramite il modello F24 indicando il codice tributo 8115.

(Agenzia delle entrate, nota del 3 ottobre 2017)

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10) Startup innovative: pienamente operative le modifiche agli incentivi per gli investimenti in equity

Sono pienamente operative le modifiche che hanno rafforzato e reso permanenti gli incentivi fiscali per chi investe in startup innovative, previste dalla legge di bilancio per il 2017

Startup innovative: pienamente operative le modifiche agli incentivi per gli investimenti in equity

Sono pienamente operative le modifiche che hanno rafforzato e reso permanenti gli incentivi fiscali per chi investe in startup innovative, previste dalla legge di bilancio per il 2017 e ora autorizzate dalla Commissione europea (SA 47184) che il 18 settembre ha pubblicato la relativa decisione.

Gli incentivi, volti a sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative ad alto valore tecnologico, sono destinati sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche che decidono di investire nel capitale delle startup innovative.

Per le persone fisiche è prevista una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 30% della somma investita nel capitale sociale delle startup innovative, fino ad un investimento massimo di un milione di euro annui.

Le persone giuridiche possono beneficiare di una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% dell’investimento, con tetto massimo di investimento annuo pari a 1,8 milioni di euro.

Gli incentivi sono usufruibili sia in caso di investimenti diretti, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e di altre società che investono prevalentemente in tali società.

Tali agevolazioni potranno essere fruite stabilmente: la legge di bilancio per il 2017, infatti, le ha rese permanenti.

(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 3 ottobre 2017)

Vincenzo D’Andò