Ravvedimento operoso di liquidazioni IVA e spesometro – Diario quotidiano del 13 settembre 2017

Pubblicato il 13 settembre 2017

1) Sponsorizzazioni: sono spese di pubblicità o di rappresentanza? Risponde la Cassazione
2) Ravvedimento operoso di liquidazioni Iva e spesometro
3) Detrazioni fiscali per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali: invio documentazione all’ENEA dal 15 settembre 2017
4) Quote di ingresso per tirocini formativi e corsi di formazione per 2017/2019
5) In arrivo ulteriori agevolazioni per imprese sociali, cooperative sociali e Onlus
6) Cinque per mille 2017: pubblicato l’aggiornamento dell'elenco iscritti tardivi
7) Modello F24: istituite due nuove causali contributo per enti bilaterali
8) Dichiarazione successione online: il nuovo modello si usa dal 12 settembre 2017
9) Spesometro: niente invio dei dati fatture del Sistema Tessera Sanitaria
10) Sanzioni: doppio binario sui procedimenti amministrativi e penali sotto la lente della Corte Ue
diario-quotidiano-articoli-91) Sponsorizzazioni: sono spese di pubblicità o di rappresentanza? Risponde la Cassazione 2) Ravvedimento operoso di liquidazioni Iva e spesometro 3) Detrazioni fiscali per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali: invio documentazione all’ENEA dal 15 settembre 2017 4) Quote di ingresso per tirocini formativi e corsi di formazione per 2017/2019 5) In arrivo ulteriori agevolazioni per imprese sociali, cooperative sociali e Onlus 6) Cinque per mille 2017: pubblicato l’aggiornamento dell'elenco iscritti tardivi 7) Modello F24: istituite due nuove causali contributo per enti bilaterali 8) Dichiarazione successione online: il nuovo modello si usa dal 12 settembre 2017 9) Spesometro in scadenza il 28 settembre 2017: niente invio dei dati fatture del Sistema Tessera Sanitaria 10) Sanzioni: doppio binario sui procedimenti amministrativi e penali sotto la lente della Corte Ue *****

1) Sponsorizzazioni: sono spese di pubblicità o di rappresentanza?

Risponde la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20805 del 6 settembre 2017, che si è pronunciata, a seguito di un accertamento nei confronti di una S.p.A., tra le altre cose, sulla loro corretta deducibilità.

Il fatto

Una S.p.A. ha impugnato davanti alla Commissione tributaria provinciale di Milano l'avviso di accertamento recante una lunga serie di rilievi ai fini ex Irpeg, Irap e Iva per l’anno 2003, ottenendone il parziale annullamento con sentenza poi impugnata sia dall’Agenzia dell'entrate, sia con appello incidentale dalla contribuente.

Ambedue gli appelli sono stati accolti in parte dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia (Ctr), la cui sentenza è poi stata contestata in cassazione, con relativo ricorso proposto dalla società sulla base di ben 29 motivi, due dei quali relativi alla disciplina della deducibilità spese di pubblicità/sponsorizzazione. Dal canto, l’Agenzia delle entrate ha presentato il controricorso.

Con il primo motivo di ricorso è stata dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 74 (ora 108) del D.P.R. n. 917 del 1986, e 19 (TUIR) - bis 1, primo comma lett. h) del D.P.R. n. 633 del 1972 (IVA), in relazione all'art. 360, comma primo, n. 3, c.p.c..

Questo poiché la società riteneva del tutto deducibili le spese riportate in due fatture, entrambe dell’importo di € 70.000,00, corrisposte in favore di un’altra S.p.A., ritenendole spese di pubblicità/sponsorizzazione.

Tuttavia, tali spese sono poi state considerate dall’Ufficio come delle spese di rappresentanza dal costo unitario superiore a € 25,82, e come tali deducibili soltanto in misura ridotta, con l’ulteriore conseguenza della indetraibilità dell’Iva sull’importo corrisposto.

La società si è difesa sostenendo che le fatture si riferivano alla sponsorizzazione di un progetto educazionale, consistente nella realizzazione di corsi di formazione multimediali, corredati dal relativo materiale didattico su specifiche tematiche mediche, e comprendente la successiva realizzazione di 3.000 DVD e delle relative brochures informative. La S.p.A., dietro corresponsione di una determinata somma di denaro, ha ottenuto l’inserimento nel DVD, dopo i titoli di cosa, di un “ringraziamento allo sponsor”, con indicazione nominativa della propria denominazione sociale; con la conseguenza che le predette somme, corrisposte sulla base di un contratto sinallagmatico, venivano ritenute integralmente deducibili nell’esercizio accertato, e che sarebbe stata del tutto correttamente detratta la relativa Iva.

Decisione

Su questo aspetto la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20805 del 06 settembre 2017, ha così deciso: «la qualificazione giuridica di un contratto (il nomen iuris,) data dalle parti non è vincolante per il giudice, il quale se ne può discostare dandone una configurazione e o definizione diversa in base alla reale natura, al contenuto e all'oggetto e più concretamente in base al rapporto giuridico che ne scaturisce o, meglio, in base alla vicenda negoziale nel suo momento genetico, nel suo svolgimento e nella sua esecuzione, fino alla sua estinzione [...]. In base al criterio dell'effettività della funzione svolta tali spese hanno natura di spese di rappresentanza e quindi come tali deducibili solo in misura di un terzo»).

Dunque, secondo la Suprema Corte, si tratta di spese che sono qualificabili come delle spese di rappresentanza e come tali deducibili nella misura ridotta di 1/3 (disciplina fiscale allora vigente).

Il giudice di legittimità è, quindi, del parere che la Commissione tributaria regionale abbia deciso bene e non è stata, perciò, in errore nell’individuare le norme che stabiliscono i criteri e i limiti di deducibilità dell’une e delle altre spese, ma perché ha ritenuto che «le prestazioni scaturenti dal contratto [...] non sono nella sostanza e nella funzione diversi e difformi dagli oggetti tipici della rappresentanza [...]». Ne consegue che, nel caso di specie, il risultato interpretativo che ne è scaturito é quello sulla fattispecie concreta, di cui “la ricorrente avrebbe dovuto allegare l’errata ricognizione in base alle risultanze di causa (Cass. n. 26110/2015)”.

Con il secondo motivo di ricorso è stata poi dedotta l’insufficienza della motivazione riguardo un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360, comma primo, n. 5, c.p.c..

Nel qualificare le spese sostenute dalla società in forza del contratto stipulato con altra S.p.A. come spese di rappresentanza dal costo unitario superiore a € 25,92, la Ctr ha avallato il metodo seguito dai verificatori, che avevano suddiviso il costo totale del progetto per il numero dei DVD prodotti. La società contribuente aveva specificamente contestato tale metodo, sostenendo l’arbitrarietà della scelta di imputare la totalità del costo del progetto ai soli DVD, posto che il contratto prevedeva una molteplicità di prestazioni.

Ma qui secondo la Cassazione il motivo è risultato fondato. Su tale aspetto la motivazione dell’Agenzia delle entrate si è, p