Niente proroga per l’invio delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni Iva – Diario quotidiano del 5 settembre 2017

Pubblicato il 5 settembre 2017



1) Possibile costituire una società di avvocati anche con socio di capitali
2) Rimborsi IRPEF: il termine di decadenza decorre sempre dalla data del versamento
3) Il silenzio del fisco sull’istanza di autotutela non è impugnabile
4) Fisco: zero cartelle a Ferragosto
5) Niente proroga per l’invio delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni Iva
6) Spesometro: ai Commercialisti non basta il rinvio fino al 28 settembre
7) Pensioni: firmato il decreto sull’Ape volontaria con decorrenza da maggio
8) Aziende agricole: contributi previdenziali primo trimestre 2017
9) Furto di energia è sempre reato
10) INAIL: nuova versione del servizio online di denuncia/comunicazione di infortunio
Commercialista_Telematico_Post_1200x628px_Il_Gatto_E_La_Volpe1) Possibile costituire una società di avvocati anche con socio di capitali 2) Rimborsi IRPEF: il termine di decadenza decorre sempre dalla data del versamento 3) Il silenzio del fisco sull’istanza di autotutela non è impugnabile 4) Fisco: zero cartelle a Ferragosto 5) Niente proroga per l’invio delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni Iva 6) Spesometro: ai Commercialisti non basta il rinvio fino al 28 settembre 7) Pensioni: firmato il decreto sull’Ape volontaria con decorrenza da maggio 8) Aziende agricole: contributi previdenziali 1° trimestre 2017 9) Furto di energia è sempre reato 10) INAIL: nuova versione del servizio online di denuncia/comunicazione di infortunio *****

1) Possibile costituire una società di avvocati anche con socio di capitali

La Legge 124 del 2017 (legge concorrenza) consente anche la costituzione di società tra avvocati sotto di forma di capitali.

In particolare, l’art. 141 della Legge n. 124 del 4 agosto 2017, introduce nell’art. 4 bis della Legge n. 247 del 2012 (la quale consente l’esercizio della professione forense in forma societaria), dal 29 agosto 2017, l’esercizio della professione di avvocato tramite società di persone, di capitali e cooperative che vengono iscritte in un’apposita sezione speciale dell’Albo tenuto dall’ordine territoriale nella cui circoscrizione ha sede la stessa società; presso tale sezione speciale è resa disponibile la documentazione analitica, per l’anno di riferimento, relativa alla compagine sociale. È vietata la partecipazione societaria tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona. La violazione di tale previsione comporta di diritto l’esclusione del socio.

Lo stesso articolo 4 bis al comma due precisa che almeno 2/3 dei soci devono essere avvocati iscritti all’albo, ovvero professionisti iscritti in albi di altre professioni. Il venire meno di tale condizione costituisce causa di scioglimento della società e cancellazione dalla sezione speciale, salvo che la stessa società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti entro il termine perentorio di sei mesi. La maggioranza dei membri dell’organo di gestione deve essere composta da soci avvocati; i soci professionisti possono invece rivestire la carica di amministratori.

La prestazione professionale deve, in ogni caso, continuare a svolgersi, anche se nella nuova forma societaria, nel rispetto dei principi imposti dalla professione forense, pertanto l’incarico potrà essere svolto soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente, i quali assicurano per tutta la durata dell’incarico la piena indipendenza e imparzialità, dichiarando possibili conflitti di interesse o incompatibilità, iniziali o sopravvenuti. Al di là della responsabilità della società o degli altri soci, il professionista che esegue la prestazione sarà sempre personalmente responsabile del suo operato.

Qualora un socio dovesse essere per qualsiasi motivo sospeso, cancellato dall’albo, radiato dall’esercizio della professione, ciò comporterà la cancellazione della società.

Le società nel settore forense saranno tenute a rispettare il Codice deontologico; sulla responsabilità disciplinare di tali società vigileranno i Consigli dell’Ordine.

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2) Rimborsi IRPEF: il termine di decadenza decorre sempre dalla data del versamento

L’indebito tributario è sempre soggetto ai termini di decadenza o prescrizione previsti dalle singole leggi di imposta a prescindere dalla ragione della non debenza. La Corte di Cassazione, nel ribadire tale principio, già più volte dalla stessa affermato (ex multis SS.UU. n. 13676/2014), riporta anche l’intervento sul tema della Corte di Giustizia dell’Unione Europea secondo il quale “il diritto comunitario non vieta ad uno stato membro di opporre un termine nazionale di decadenza alle azioni di rimborso di tributi percepiti in violazione di disposizioni comunitarie, anche se questo Stato membro non ha ancora modificato la propria normativa interna per renderla compatibile con tali disposizioni” (sentenza 17 novembre 1998, causa C-228/96). Nel caso di specie la Suprema Corte ha, dunque, ritenuto infondata la censura del ricorrente che contestava la decisione della CTR di far decorrere il termine di decadenza sull’istanza di rimborso delle trattenute IRPEF dalla data del versamento di queste ultime, anziché da quella di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte di giustizia che ha sancito l’esistenza di un contrasto tra normativa interna e legislazione europea.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 18089/5 del 21 luglio 2017)

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3) Il silenzio del fisco sull’istanza di autotutela non è impugnabile

Non configura una fattispecie di silenzio impugnabile la mancata risposta dell’amministrazione tributaria all’istanza in autotutela presentata dal contribuente. La Consulta ritiene infatti che l’eventuale affermazione del dovere dell’amministrazione di pronunciarsi sull’istanza di autotutela metterebbe in discussione l’obbligo tributario consolidato a seguito dell’atto impositivo definitivo, rendendo nei fatti l’autotutela una generalizzata “seconda possibilità” di tutela una volta scaduti i termini per il ricorso contro lo stesso atto impositivo. La Corte Costituzionale, propendendo per la prevalenza della tutela dell’interesse pubblico alla certezza e stabilità dell’accertamento tributario rispetto all’interesse del contribuente ad ottenere risposta all’autotutela, ha dunque dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 2-quater, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 1994, n. 564 sollevate dalla Commissione tributaria provinciale di Chieti.

(Corte Costituzionale, sentenza n. 181 del 13 luglio 2017)

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4) Fisco: zero cartelle a Ferragosto

Agenzia Riscossione, dal 7 al 20 agosto sospesi 470 mila atti. Stop alle cartelle nel periodo di Ferragosto. Dal 7 al 20 agosto l’Agenzia delle entrate-Riscossione, guidata dal presidente Ernesto Maria Ruffini, ha disposto, d’intesa con gli operatori postali, il blocco della notifica di 399.428 atti che sarebbero altrimenti arrivati per posta, a cui aggiungere 70.487 da notificare attraverso la posta elettronica certificata (pec), per un totale di 469.915 cartelle e avvisi che saranno “congelati”.

La notifica riprenderà dopo il periodo di sospensione che, ovviamente, non sarà e non potrà essere un blocco totale, perché circa 14.500 atti inderogabili dovranno essere comunque inviati.

Lo rende noto Agenziaentrateriscossione, con il comunicato stampa del 4 settembre 2017.

Il citato documento spiega poi nel dettaglio i numeri delle regioni (in Sicilia Agenzia delle entrate-Riscossione non opera). Al primo posto c’è il Lazio in cui saranno congelati 109.631 atti, seguita da Lombardia (61.608) Campania (45.947), Toscana (42.801), Veneto (27.858) e Piemonte (26.303). Subito dopo Emilia Romagna (25.228) e a seguire Puglia (22.126), Calabria (22.007), Sardegna (17.917), Liguria (14.910), Friuli Venezia Giulia (9.956), Marche (9.811), Abruzzo (9.413), Umbria (9.224), Trentino Alto Adige (6.353), Basilicata (5.439), Valle d’Aosta (1.744) e infine Molise con 1.639 cartelle e avvisi sospesi nelle due settimane di Ferragosto.

(Agenziaentrateriscossione, comunicato stampa del 4 settembre 2017)

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5) Niente proroga per l’invio delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni Iva

La proroga disposta dal DPCM di cui si attende solo la pubblicazione in G.U. è limitata all’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture.

Lo precisa Assonime, con una nota del 1° settembre 2017. In effetti, la prima applicazione della novità riguarda il cd. spesometro (cui spetta di diritto una minima proroga) e non, invece, quella ormai già collaudata relativa all’invio telematico per il controllo dei versamenti Iva quasi in tempo reale. Come è noto, il primo trimestre dell’anno in corso è quello in cui si è potuto sperimentare la connessa trasmissione telematica, con tutti i problemi che ha dato, mentre adesso la questione è più chiara sulle modalità di invio.

IVA – Proroga del termine per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute

Ritornando, invece, allo spesometro del 1° semestre 2017, Assonime rammenta che con il comunicato stampa dello scorso 1° settembre il Ministero dell'Economia e delle finanze ha reso noto che con un DPCM, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato disposto il differimento dal 16 al 28 settembre 2017 del termine per la trasmissione telematica all'Agenzia delle entrate delle comunicazioni dei dati delle fatture, emesse e ricevute, relative al primo semestre del 2017, in considerazione delle richieste di rinvio di tale scadenza avanzate dagli operatori.

La proroga riguarda l'invio sia delle comunicazioni dei dati delle fatture previste dal decreto legge n. 193 del 2016 - che ha a tal fine riformulato l'art. 21 del decreto legge n. 78 del 2010, che disciplinava il c.d. spesometro - sia delle comunicazioni dei dati delle fatture disciplinate dal regime opzionale di cui al decreto legislativo n. 127 del 2015.

Dunque, quello da effettuarsi entro il prossimo 28 settembre costituisce il primo invio delle comunicazioni dei dati delle fatture, trattandosi di un adempimento introdotto a decorrere dal 2017: tale adempimento, a regime, ha carattere trimestrale, ma solo per il 2017, primo anno di applicazione, ha cadenza semestrale. I dati relativi al secondo semestre di tale anno dovranno essere trasmessi all'Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio 2018.

Assonime, ricorda che l'Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti sulle comunicazioni dei dati delle fatture con la circolare 7 febbraio 2017, n. 1/E, ed ulteriori precisazioni, in forma di risposte a quesiti posti dagli operatori, con la risoluzione 5 luglio 2017, n. 87/E, nonché con le risoluzioni del 28 luglio 2017 n. 104/E e n. 105/E.

L’Associazione conclude il proprio intervento affermando che la proroga disposta dal DPCM di prossima pubblicazione è limitata all'invio delle comunicazioni dei dati delle fatture, mentre non riguarda l'invio delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche di cui all'art. 21-bis del decreto legge n. 78 del 2010, relative al secondo trimestre del 2017, che rimane, attualmente (senza la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), fissato al prossimo 16 settembre, ed è prorogato di diritto al 18 settembre (cadendo il giorno 16 di sabato).

(Assonime, nota del 1° settembre 2017)

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6) Spesometro: ai Commercialisti non basta il rinvio fino al 28 settembre

Rinvio spesometro al 28/9, per i commercialisti è del tutto insufficiente. Miani: “Poco tempo a disposizione per i nostri colleghi, gli applicativi stanno arrivando in questi giorni”.

Le comunicazioni all'Agenzia delle Entrate per lo spesometro sono slittate al prossimo 28 settembre. Ma i commercialisti, che pur avevano chiesto lo slittamento, si dicono comunque insoddisfatti: la proroga è del tutto insufficiente. Era meglio arrivare almeno al 2 ottobre.

E' il Mef ad annunciare che viene posticipato dal 16 al 28 settembre 2017 il termine per effettuare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017. "La proroga, che viene incontro alle esigenze segnalate dai professionisti, - spiegano da Via XX Settembre - è prevista da un Dpcm , su proposta del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale". Ma proprio i professionisti chiamati in causa dal Tesoro si lamentano: “sin dallo scorso mese di giugno il Consiglio nazionale dei commercialisti ha richiesto ufficialmente al Mef il differimento di un mese del termine per la presentazione del nuovo spesometro, alla luce delle difficoltà operative che l'adempimento comporta. - spiega il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani - Dai nostri interlocutori istituzionali avevamo avuto ampie rassicurazioni su una proroga almeno a sabato 30 settembre, che avrebbe comportato lo slittamento di fatto al 2 ottobre”.

Pur apprezzando il fatto che questa volta l'annuncio del rinvio sia arrivato con un certo anticipo e non a ridosso della scadenza come spesso accaduto ultimamente, - dice ancora Miani - resta il fatto che la proroga di soli dieci giorni al 28 settembre è del tutto insufficiente, dal momento che i tempi a disposizione per i nostri colleghi restano troppo stretti, anche in considerazione del fatto che gli applicativi stanno arrivando nei nostri studi solo in questi giorni”.

(CNDCEC, comunicato del 4 settembre 2017)

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7) Pensioni: firmato il decreto sull’Ape volontaria con decorrenza da maggio

Pensioni: Gentiloni firma il decreto sull’Ape volontaria con decorrenza da maggio.

Potranno accedere alla normativa i lavoratori con i seguenti requisiti: almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi e un assegno mensile non inferiore a circa 702 euro.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato ieri (4 settembre 2017) il DPCM sull'Ape volontaria. Lo ha reso noto un comunicato della presidenza del Consiglio, pubblicato su Twitter con foto della firma.

Dunque, il Presidente Gentiloni ha firmato il DPCM sull’Ape volontaria il 4 settembre 2017.

La decorrenza è dal prossimo maggio e sarà retroattiva. Lo riporta l’Agenzia ANSA che ha potuto visionare il testo del DPCM firmato ieri mattina dal premier Paolo Gentiloni. “Coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti”.

Ecco come dovrebbe funzionare:

Requisiti per accedere

Al momento della richiesta bisognerà avere almeno 63 anni di età, 3 anni e sette mesi di distanza massima dalla pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi).

Rata per il prestito

Chi vorrà usufruire dell'anticipo pensionistico volontario pagherà una rata sulla pensione netta futura da un mino del 2% fino al 5-5,5% medio annuo, ma il valore netto sarà inferiore grazie al credito d'imposta previsto in legge di Stabilita' (che puo' arrivare fino al 50% dell'interesse sul finanziamento e sul premio).

L'obiettivo sarebbe arrivare a un Taeg pari al 3,2%.

Iter per accedere all'Ape

Una volta chiesta la certificazione della pensione futura all'Inps il lavoratore avrà informazioni su banche e assicurazioni aderenti all'iniziativa e sottoscriverà online la proposta e la quantità prescelta di Ape.

Prestito, durata e clausole

La somma d'anticipo viene erogato in rate mensili mentre all'età di vecchiaia l'Inps erogherà la pensione al netto della rata di ammortamento inclusiva di restituzione del capitale, interessi e assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito l'assicurazione paga il debito residuo e l'eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale.

Bacino, quasi mezzo mln di lavoratori

La platea potenziale per l'Ape volontaria secondo le stime del governo sarà di 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018.

(ANSA, nota del 4 settembre 2017)

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8) Aziende agricole: contributi previdenziali 1° trimestre 2017

L’INPS con una nota ha comunicato che nel servizio Cassetto previdenziale per aziende agricole sono disponibili le lettere contenenti i prospetti di calcolo e i dati utili per la compilazione dei modelli F24, con cui le aziende agricole, o loro intermediari, possono effettuare il pagamento dei contributi previdenziali relativi alla manodopera occupata nel 1° trimestre 2017.

La scadenza del pagamento è fissata per il 18 settembre 2017, primo giorno lavorativo successivo alla data prevista del 16 settembre.

Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per il 2017

Sempre l’INPS, con altra nota del 04 settembre 2017, ha ricordato che il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 5 luglio 2017 ha confermato per l'anno 2017 la riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali in favore dei datori di lavoro del settore edile.

La circolare INPS 1° settembre 2017, n. 129 comunica che il beneficio consiste in una riduzione, nella misura del 11,5%, per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati 40 ore a settimana in aziende classificate nel settore industria, con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305, e nel settore dell’artigianato, con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909.

Per poter fruire delle riduzioni contributive i datori devono inviare le domande tramite servizio online entro il 15 gennaio 2018, avvalendosi delle denunce contributive UNIEMENS con competenza fino al mese di dicembre 2017.

(INPS, nota del 04 settembre 2017)

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9) Furto di energia è sempre reato

Non ci sono attenuanti per chi si collega in maniera abusiva alla rete elettrica. Il reato scatta sempre, anche quando sia stato commesso per “stato di necessita”.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 39884 del 4 settembre 2017.

Dunque, secondo la Suprema Corte, l’elettricità non è un bene “indispensabile alla vita” e chi si allaccia abusivamente alla rete sostenendo di non avere i soldi per la bolletta non può essere scusato per aver agito spinto dallo “stato di necessità”.

Condannata penalmente, quindi, una donna dichiaratasi sfrattata, senza lavoro e con una figlia incinta.

La massima Corte che poco si è fatta commuovere dalla vicenda (anzi per niente), ha affermato che “l'esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l'atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente provocati da uno stato di bisogno economico, qualora ad esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti”.

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10) INAIL: nuova versione del servizio online di denuncia/comunicazione di infortunio

L’Inail ha reso noto che è disponibile la nuova versione del servizio online che consente di inserire nella denuncia/comunicazione di infortunio anche le nuove tipologie di lavoratore e qualifiche assicurative:

-Detenuto/internato o straniero richiedente asilo legge n. 208/2015

-Allievo iscritto ai corsi ordinamentali di Istruzione e FP ex art. 32, comma 8, d.lgs. 150/2015.

Le specifiche di tutti gli aggiornamenti sono elencate nel consueto file della “Cronologia delle versioni” che, unitamente al manuale utente ed alla nuova documentazione, è disponibile nella pagina dedicata alla denuncia di infortunio raggiungibile seguendo il percorso Home > Atti e Documenti > Moduli e modelli > Prestazioni > Denuncia infortunio.

Riferimenti normativi

L’art. 1 della legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilità 2016), commi da 312 a 316, ha esteso la copertura assicurativa Inail – già prevista per i volontari impegnati in progetti di utilità sociale dal decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014, convertito, con modificazioni dalla legge n. 114 dell’11 agosto 2014 – alle due seguenti nuove categorie di soggetti:

-detenuti e internati impegnati in attività volontarie e gratuite

-stranieri richiedenti asilo in possesso del relativo permesso di soggiorno.

Inoltre con l’art. 32, comma 8, del d.lgs. n. 150/2015 è stata prevista l’assicurazione per gli allievi iscritti ai corsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale curati dalle istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari, accreditati dalle Regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale.

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INAIL: erogazione delle prestazioni ai minorenni

L’Inail ha pubblicato la circolare n. 34 del 1° settembre 2017 , con la quale fornisce i chiarimenti in merito ai numerosi quesiti concernenti la documentazione che l’Istituto deve acquisire ai fini dell’erogazione delle prestazioni economiche a favore di soggetti minorenni.

In particolare, dubbi sono emersi sulla necessità di acquisire, ai fini della corresponsione delle prestazioni suddette, l’autorizzazione del giudice tutelare, ai sensi dell’art. 320 c.c., per il compimento degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, nonché ai fini della riscossione dei capitali.

Vincenzo D’Andò