Le faq sullo spesometro 2017 – Diario quotidiano del 12 settembre 2017

Pubblicato il 12 settembre 2017



1) Spesometro 2017: chiarimenti dall’Agenzia entrate con le faq, il campo “Esigibilità” è facoltativo
2) Spesometro 2017: fattura non inserita del file inviato che fare per rimediare?
3) Trasmissione file spesometro 2017: l’intermediario abilitato non ha bisogno di una delega specifica dal contribuente
4) Come trasmettere file spesometro 2017 per le fatture emesse da operatori non nel territorio dello Stato
5) Pugno duro della Cassazione contro la corruzione dei professionisti che fanno da intermediari
6) Non occorre prima notificare l’avviso bonario, basta la cartella di pagamento
7) Commercialisti: arriva il corso E-learning gratuito per i revisori legali, consente di maturare i 20 crediti per il 2017
8) Rottamazione-bis delle cartelle e fattura elettronica per tutti
9) Disponibile il software di controllo modello IPEA (Istanze di computo in diminuzione delle perdite)
10) Osservatorio sulle partite IVA: ecco la sintesi dei dati di luglio 2017
CT_Facebook_Cover_828x3151) Spesometro 2017: chiarimenti dall’Agenzia entrate con le faq, il campo “Esigibilità” è facoltativo 2) Spesometro 2017: fattura non inserita del file inviato che fare per rimediare? 3) Trasmissione file spesometro 2017: l’intermediario abilitato non ha bisogno di una delega specifica dal contribuente 4) Come trasmettere file spesometro 2017 per le fatture emesse da operatori non nel territorio dello Stato 5) Pugno duro della Cassazione contro la corruzione dei professionisti che fanno da intermediari 6) Non occorre prima notificare l’avviso bonario, basta la cartella di pagamento 7) Commercialisti: arriva il corso e-learning gratuito per i revisori legali, consente di maturare i 20 crediti per il 2017 8) Rottamazione-bis delle cartelle e fattura elettronica per tutti 9) Disponibile il software di controllo modello IPEA (Istanze di computo in diminuzione delle perdite) 10) Osservatorio sulle partite IVA: ecco la sintesi dei dati di luglio 2017 *****

1) Spesometro 2017: chiarimenti dall’Agenzia entrate con le faq, il campo “Esigibilità” è facoltativo

La compilazione, del campo “Esigibilità” nello spesometro 2017 (Comunicazione dati fatture in scadenza il 28 settembre 2017), è facoltativa.

In occasione della scadenza del Spesometro del 1° semestre 2017 sono arrivati dei chiarimenti dall’Agenzia entrate con diverse faq.

In relazione alla domanda su come debba essere valorizzato l’elemento <EsigibilitàIva>, viene risposto che si tratta di un blocco informativo opzionale che è analogo a quello previsto nel formato fatturaPA e può essere usato per rappresentare le operazioni in split payment (valore “S”), ovvero per rappresentare operazioni per le quali l'esigibilità dell'IVA è contestuale al momento del pagamento (p.e. regime dell'IVA per cassa ed operazioni di commercio di prodotti farmaceutici). In tutti gli altri casi (elemento non valorizzato o valorizzato con “I”) l'esigibilità si intende immediata.

Se l'elemento “Esigibilità” è valorizzato con il valore “S” (Scissione dei pagamenti), la natura dell'operazione non può essere pari a “N6 – inversione contabile”.

Nella comunicazione relativa alle fatture emesse DTE come va valorizzato il blocco "IdentificativiFiscali" se nella fattura intestata ad un cliente privato estero non sono indicati né la partita IVA né il codice fiscale ?

Nei casi di cessione di beni e prestazione di servizi a consumatore finale non residente in Italia, con emissione di fattura, il file "Dati fattura" dovrà essere compilato - nella sezione DTE - utilizzando i campi del blocco <IdFiscaleIVA>, valorizzando l'elemento <IdPaese> con il valore relativo al paese del cessionario/committente e l'elemento <IdCodice> con un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

Nel caso in cui si utilizzi l'applicazione di generazione del file, disponibile sul servizio "Fatture e Corrispettivi", nella sezione Cliente, dovrà essere compilata la Partita IVA, avendo cura di modificare il campo che di default presenta il valore "IT", inserendo il codice identificativo della nazione di residenza del cliente (per es.: "CH" per la Svizzera) e nel secondo campo un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

In riferimento alla circolare n. 1/E del 7 febbraio 2017, si chiede se per la comunicazione dei dati delle autofatture emesse per regolarizzazione e le autofatture emesse per acquisti di servizi extra UE occorre valorizzare il campo Imposta, nella sezione DTR, con la natura N6

I dati relativi alle autofatture in caso di fatture di acquisto non ricevute o irregolari devono essere trasmessi - nella sezione DTR del file “dati fattura” - riportando l’Imposta e senza indicazione della natura, come se fossero ordinarie fatture di acquisto.

Nel caso di autofatture per acquisti di servizi extra-EU, i relativi dati devono essere riportati - sempre e solo nella sezione DTR - indicando l’Imposta e la natura N6.

Come posso rappresentare nel file dati fattura una nota di variazione "di sola IVA", nel caso non riuscissi a recuperare il valore dell'aliquota corretta che ha determinato la variazione ? Se indico per l'aliquota il valore zero in corrispondenza di un'imposta diversa da zero, il file viene scartato.

In questo caso, per evitare lo scarto del file, l'elemento "aliquota" può essere valorizzato con "99".

Come ci si deve comportare se non si dispone di tutti i dati obbligatori del blocco "AltriDatiIdentificativi" (per esempio, la provincia della sede di una controparte italiana)?

La risoluzione 87/E del 5 luglio 2017, punto 5, ha chiarito che "[…]Qualora non fossero disponibili le informazioni relative alla sede delle controparti, i relativi elementi informativi obbligatori possono essere valorizzati con la stringa "Dato assente"". Questa indicazione ha aperto alla possibilità di valorizzare con dati di default gli elementi non conosciuti relativi a tale blocco.

Il caso particolare dell'assenza dell'elemento "Provincia", per il quale non è ammesso un testo lungo più di 2 caratteri, può essere trattato, per esempio, ricorrendo a un valore convenzionale come "DA".

Il flusso dei dati fattura di un periodo (esempio: 01⁄01⁄2017 – 30⁄06⁄2017) può essere ordinato secondo il criterio più comodo (esempio: fatture emesse per "data documento" e per le fatture ricevute per "data registrazione", per Cliente ⁄ Fornitore, ecc..)??

Sì.

Controllo su Numero documento – Le specifiche tecniche, con riferimento al numero delle fatture, suggeriscono di valorizzare l'elemento <Numero> (numero della fattura) riportando solo lettere e numeri. Tale suggerimento è vincolante??

No, il suggerimento non è vincolante ma finalizzato all’intercettazione di duplicati nei dati fattura inviati da o per conto del medesimo contribuente.

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2) Spesometro 2017: fattura non inserita del file inviato che fare per rimediare?

Al quesito ha risposto l’Agenzia delle entrate, all’interno delle faq sulle Comunicazioni dati fatture.

In particolare, nel caso di invio di un file (ad esempio dati fatture emesse), per il quale non sono presenti effettivamente tutte le fatture del periodo, se si vuole inviare le fatture che non erano ancora state inviate, non occorre reinviare il file completo di tutto (fatture già inviate e quelle inserite successivamente), ma basta inviare un file con le sole fatture inserite dopo.

Difatti, l’Agenzia precisa che nel caso specifico, conviene inviare altri documenti XML che contengano esclusivamente i dati delle fatture non ancora trasmessi. Se i dati di una fattura sono trasmessi più volte in documenti XML differenti (diverso valore dell’hash), vengono accettati e memorizzati come se si trattasse di dati di fatture differenti. Il controllo sui dati duplicati viene effettuato in un momento successivo, prima dell’esposizione delle informazioni agli utenti.

I dati delle fatture devono essere inviati “per competenza” (data di emissione per le fatture emesse, data di registrazione per le fatture di acquisto)? E' possibile inviare i dati fatture di un certo periodo insieme (nello stesso file) ai dati fatture di un altro differente periodo?

Assunto un comportamento coerente con le norme che definiscono l'adempimento, è possibile inviare con uno stesso file dati di fatture riferite a periodi diversi. Per quelle con data di emissione (se emesse) o di registrazione (se ricevute) non compatibile con il periodo (trimestre/semestre o altro periodo previsto) di competenza, viene prodotto uno specifico avviso nella notifica, che non comporta lo scarto del file.

Nel caso di invio di un file con dati di più fatture, qualora il file sia scartato per errori relativi ai dati di una delle fatture, devo inviare i dati corretti di quella sola fattura o trasmettere nuovamente l'intero file?

Lo scarto è relativo all'intero file, quindi il file, corretti gli errori segnalati nella notifica, deve essere firmato nuovamente e ri-trasmesso.

Il codice fiscale presente nel nome file deve essere legato al codice fiscale del contribuente al quale si riferisce la comunicazione ovvero a quello di chi appone la firma elettronica?

NO, può essere un codice fiscale di altro soggetto.

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3) Trasmissione file spesometro 2017: l’intermediario abilitato non ha bisogno di una delega specifica dal contribuente

Se l’intermediario è abilitato, accede nella sezione fatture e corrispettivi con tutta tranquillità e può inviare i file dati fatture dei propri clienti senza alcuna delega del cliente.

E’ quanto si evince da una faq dell’Agenzia delle entrate dedicata alla scadenza dello spesometro 2017.

Trasmissione file Comunicazioni IVA: è necessario avere una delega specifica all'interno del sito dell'Agenzia delle Entrate per trasmettere la comunicazione IVA per conto di un altro soggetto, o è sufficiente la qualifica di intermediario?

Per la trasmissione della comunicazione IVA per conto di un altro soggetto, non è necessaria una delega esplicita, ma è sufficiente essere un intermediario abilitato ai sensi dellart. 3, comma 3 del DPR 633/72.

Devo accedere ai servizi del portale Fatture e Corrispettivi con le credenziali Entratel; nella pagina di login dell'applicazione cosa devo inserire?

Per gli utenti Entratel al posto del Codice fiscale va inserito il Codice utente e quindi la solita Password e Codice PIN che vengono utilizzati per entrare nell'area riservata di Entratel.

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4) Come trasmettere file spesometro 2017 per le fatture emesse da operatori non nel territorio dello Stato

Un ulteriore caso considerato nelle faq dell’Agenzia delle entrate sullo spesometro 2017 è il seguente:

Dati fattura emesse da operatori residenti in comuni della Repubblica italiana che, ai sensi dell'art. 7, comma 1 del DPR 633/72, non sono considerati territorio dello Stato (Livigno, Campione d'Italia); in fase di generazione del file viene richiesto di indicare obbligatoriamente la partita IVA. Come possiamo ovviare al problema non avendo la P.IVA ma solo il codice fiscale?

Nella generazione del file il sistema prevede l'inserimento obbligatorio degli identificativi del soggetto ai fini IVA con i seguenti elementi: "Codice identificativo della nazione" e "Codice identificativo fiscale", il primo identifica lo Stato di residenza del soggetto, il secondo il numero di partita IVA.

Nel caso di operatori economici residenti in tali comuni si suggerisce, per evitare lo scarto del file, di valorizzare il campo "Codice identificativo della nazione" con il codice "OO" ed il "Codice identificativo fiscale" con il "codice fiscale del soggetto".

Nella comunicazione relativa alle fatture emesse DTE come va valorizzato il blocco "IdentificativiFiscali" se nella fattura intestata ad un cliente privato estero non sono indicati né la partita IVA né il codice fiscale?

Nei casi di cessione di beni e prestazione di servizi a consumatore finale non residente in Italia, con emissione di fattura, il file "Dati fattura" dovrà essere compilato - nella sezione DTE - utilizzando i campi del blocco <IdFiscaleIVA>, valorizzando l'elemento <IdPaese> con il valore relativo al paese del cessionario/committente e l'elemento <IdCodice> con un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

Nel caso in cui si utilizzi l'applicazione di generazione del file, disponibile sul servizio "Fatture e Corrispettivi", nella sezione Cliente, dovrà essere compilata la Partita IVA, avendo cura di modificare il campo che di default presenta il valore "IT", inserendo il codice identificativo della nazione di residenza del cliente (per es.: "CH" per la Svizzera) e nel secondo campo un qualsiasi elemento identificativo del cliente (es.: nome e cognome o solo cognome, codice cliente o altro).

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5) Pugno duro della Cassazione contro la corruzione dei professionisti che fanno da intermediari

Secondo la Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 41202 del 8 settembre 2017, concorre nel reato di corruzione il professionista che ha fatto da intermediario. In particolare, concorre nel reato di corruzione il professionista che pone in essere un’attività di intermediazione finalizzata a realizzare il collegamento tra corruttore e corrotto, con la conseguenza che nei suoi confronti può essere applicata la confisca di cui all'art. 322 ter cod. pen. anche per l’intera entità del “prezzo” o “profitto” accertato. Dunque, ai professionisti che hanno fatto da intermediari è possibile sequestrare l'intero prezzo pattuito fra corrotti e corruttori, incluso il contributo versato alla Cassa di previdenza a fronte della fattura falsa che giustifica il passaggio di denaro. In tal modo la massima Corte ha respinto il ricorso degli intermediari, due ingegneri, che avevano percepito compensi poi giustificati da false fatture.

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6) Non occorre prima notificare l’avviso bonario, basta la cartella di pagamento

Cartella valida anche senza l’avviso bonario: la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21020 del 8 settembre 2017, ribadisce che è legittima la cartella di pagamento emessa senza la notifica dell’avviso bonario se non vi sono incertezze rilevanti dalla dichiarazione presentata. In presenza di dubbi sulla liquidazione del tributo il ruolo è invece nullo se l’Erario non attiva il contraddittorio con la comunicazione. Nel caso analizzato ad una società era stata notificata una cartella di pagamento derivante dal controllo automatizzato per omesso versamento Iva ed Irap. La contribuente impugnava la pretesa eccependo, tra l’altro, la nullità per omessa notifica dell’avviso bonario. Ma niente di fatto.

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7) Commercialisti: arriva il corso e-learning gratuito per i revisori legali, consente di maturare i 20 crediti per il 2017

Come anticipato, dal collega Filippo Mangiapane nel gruppo facebook della comunità del Commercialista Telematico, è arrivata la comunicazione del Cndcec.

Nel mese di ottobre, il Consiglio nazionale dei commercialisti metterà a disposizione corso E-learning per la revisione legale che consente di assolvere l’obbligo formativo. (Dlgs 39/2010, modificato dal Dlgs 135/2016).

Il Cndcec offrirà ai propri iscritti tale corso che consentirà di ottenere già nel corso del 2017 i 20 crediti formativi richiesti dal Mef (RgS) per la revisione legale.

Il corso sarà articolato in un numero di ore pari a 20 e riguarderà le materie caratterizzanti la revisione legale (materie del gruppo A del programma formativo di cui alla determina della Ragioneria di Stato del 7 marzo 2017).

Nelle prossime settimane verranno comunicati ulteriori dettagli in merito.

(Materie Gruppo A):

- Gestione del rischio e controllo interno;

- Principi di revisione nazionale e internazionali;

- Disciplina della revisione legale;

- Deontologia professionale ed indipendenza;

- Tecnica professionale della revisione.

Come è noto, tali materie devono essere conseguite per almeno il 50% (almeno 10 crediti - di tale gruppo A - formativi annuali).

(Consiglio nazionale dei Commercialisti, nota informativa n. 40 dell'11 settembre 2017)

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8) Rottamazione-bis delle cartelle e fattura elettronica per tutti

Secondo quanto riportava un quotidiano specializzato domenica scorsa è già in cantiere la manovra 2018, e si cominciano a delineare i primi possibili contenuti.

Rottamazione-bis: Seconda chanche a 400mila contribuenti

Il pacchetto fiscale, come lo scorso anno, potrebbe vedere la luce con un decreto ad hoc parallelo e di fatto collegato alla legge di bilancio e sarebbe completato da alcune semplificazioni e mini-interventi mirati. La riapertura della rottamazione non è ancora sicura. Molto dipenderà dalle scelte fiscali che farà il Governo a fine mese. Partendo dalla possibilità di concedere una seconda chance a circa 400mila contribuenti tagliati fuori dalla prima edizione della rottamazione per errori formali o rate non pagate prevista dall’ultima manovra.

Fattura elettronica obbligatoria anche tra privati

Uno dei punti fermi del pacchetto fiscale resta, allo stato attuale, l’estensione della fatturazione elettronica su cui da tempo il Mef ha avviato il confronto con Bruxelles per ottenere la deroga al divieto di obbligatorietà dell’e-fattura.

L’idea è rendere obbligatoria la fatturazione elettronica, oggi in vigore per i fornitori della Pa, anche ai rapporti commerciali fra privati.

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9) Disponibile il software di controllo modello IPEA (Istanze di computo in diminuzione delle perdite)

Si tratta della versione software: 1.0.0 del 11/09/2017. La procedura di controllo consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

La disciplina è regolata dall’art. 25 del D.Lgs. n. 158/2015 che, modificando l’articolo 42 del DPR 600/73 prevede la possibilità, per il contribuente, di procedere al computo in diminuzione delle perdite fiscali (imposte sui redditi) nei procedimenti di accertamento.

Sulla richiesta di riconoscimento delle perdite si è avuto l’intervento della C.M. n. 15 del 2017.

per le perdite pregresse, lo scomputo dal quantum accertato avviene solo su richiesta del contribuente (che deve eseguire un’apposita istanza con il modello denominato IPEA). In particolare, deve trattarsi di perdite maturate in periodi antecedenti a quello oggetto di controllo e soprattutto devono essere perdite ancora disponibili. Le perdite pregresse possono essere utilizzate dopo le perdite di periodo e ovviamente devono rispettare la relativa normativa fiscale di formazione e riporto (nonché limite di utilizzo) nei periodi d’imposta successivi.

Software di compilazione modello CNM/2017

Versione software: 1.0.1 del 11/09/2017

Il software Consolidato nazionale e mondiale 2017 consente la compilazione del modello Consolidato nazionale e mondiale 2017 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Aggiornamenti

Versione 1.0.1 del 11/9/2017

Corretta anomalia nel controllo del campo CS rigo 22 colonna 8

Corretta la segnalazione sulla “Presenza di carattere SPAZIO non ammesso” nel Frontespizio

(Agenzia delle entrate, nota del 11 settembre 2017)

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10) Osservatorio sulle partite IVA: sintesi dei dati di luglio 2017

A luglio nuove partite Iva in calo dell’1,1%. Lo si evince dal comunicato Mef dell'11 settembre 2017.

Nel mese di luglio 2017 sono state aperte 37.706 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una flessione dell’1,1%.

La distribuzione per natura giuridica delle aperture di partita IVA mostra che la quota relativa alle persone fisiche è pari al 66,6%, quella relativa alle società di capitali è pari al 28,1%, mentre la quota delle società di persone si attesta al 4,4%. La percentuale delle aperture dei “non residenti” e delle “altre forme giuridiche” è pari allo 0,9%. Rispetto al luglio 2016 si rileva un calo di aperture per le società di persone (-15,2%) e per le persone fisiche (-4%). Le società di capitali registrano invece un aumento che sfiora il 10%.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 23% al Centro ed il 35% al Sud ed Isole. Il confronto con il corrispondente mese dell’anno precedente evidenzia gli incrementi maggiori in Valle d’Aosta (+26,2%), Sicilia (+15,4%) e Liguria (+11,4%); le flessioni più marcate sono avvenute in Basilicata (-53,2%), Molise (-17,4%) ed Emilia-Romagna (-7,6%).

La classificazione per settore produttivo mostra, come di consueto, che il commercio registra il maggior numero di aperture di partite Iva (20,6% del totale), seguito dalle attività professionali (14,5%) e dalle costruzioni (8,9%). Analizzando i settori principali, gli incrementi più significativi, rispetto a luglio 2016, si rilevano nelle attività immobiliari (+12,5%), trasporto e magazzinaggio (+12%) e nei servizi informativi (+10,5%). I cali più evidenti si registrano nell’agricoltura (-11,6%), nel commercio (-8,7%), che rimane comunque il settore con il numero maggiore di aperture, e nell’istruzione (-7,4%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 62,4% delle partite Iva aperte da soggetti di sesso maschile. Il 47,4% delle aperture è attribuibile ai giovani fino a 35 anni e il 33% a soggetti tra 36 e 50 anni. Rispetto al luglio dello scorso anno emerge un aumento di avviamenti al crescere dell’età (dal -5,8% della classe più giovane al +5% della più anziana.

Il 17,8% dei nuovi avvianti di partita Iva a luglio risulta nato all’estero.

Nel mese in esame 13.113 soggetti hanno aderito al regime forfetario (circa il 34,8% del totale delle nuove aperture), con un aumento del 5,3% in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente.

(Ministero dell’Economia e finanze, comunicato dell'11 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò