Indici sintetici di affidabilità fiscale: ecco le intenzioni dell’Agenzia delle entrate – Diario quotidiano del 14 settembre 2017

Pubblicato il 14 settembre 2017



1) L’Agenzia delle entrate farà da apripista per la semplificazione fiscale
2) Nuovi principi di revisione in materia di relazione
3) Mercato immobiliare italiano in ripresa
3) Indici sintetici di affidabilità fiscale: ecco le intenzioni dell’Agenzia delle entrate
4) Dividendi madre figlia corrisposti a società UE controllate da società extra UE: intervento di Assonime
5) Bonus Sud: in scadenza il termine per recuperare l’importo non fruito
6) Rassegna di giurisprudenza
7) Disponibile la guida delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico
8) Sanabile la registrazione tardiva del contratto di locazione immobiliare
9) Comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche
10) Spesometro: verifica online delle fatture
diario-quotidiano-articoli-71) L’Agenzia delle entrate farà da apripista per la semplificazione fiscale 2) Nuovi principi di revisione in materia di relazione 3) Mercato immobiliare italiano in ripresa 3) Indici sintetici di affidabilità fiscale: ecco le intenzioni dell’Agenzia delle entrate 4) Dividendi madre figlia corrisposti a società UE controllate da società extra UE: intervento di Assonime 5) Bonus Sud: in scadenza il termine per recuperare l’importo non fruito 6) Rassegna di giurisprudenza 7) Disponibile la guida delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico 8) Sanabile la registrazione tardiva del contratto di locazione immobiliare 9) Circolare di Assonime sulla comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche 10) Spesometro: verifica online delle fatture ****

1) L’Agenzia delle entrate farà da apripista per la semplificazione fiscale

L’Agenzia delle entrate si propone di andare versi un profondo cambiamento sociale del Paese, intanto ponendosi come interlocutore o controparte credibile e affidabile, smussando gli angoli di una legislazione stratificata e non sempre coordinata e quindi stando dalla parte di chi lavora e produce attraverso un costante sfoltimento degli obblighi fiscali strumentali. E per far questo deve innanzitutto “semplificarsi” in termini di organizzazione interna e, nello stesso tempo, “semplificare” l’approccio interlocutorio con il contribuente. A tal proposito ha annunciato l’intenzione di “istituire una sorta di task force in Agenzia che si dedichi a semplificare i linguaggi, le forme con cui ci rapportiamo a milioni di cittadini, e non soltanto agli intermediari fiscali”.

Lo ha affermato il nuovo direttore dell’Agenzia delle entrate, Ruffini, nel corso dell’audizione parlamentare del 12 settembre 2017.

Accanto al capitolo “servizi” resta di primaria importanza quello della lotta all’evasione non vessatoria ma ferrea nel presidio legalitario assegnato dalla Costituzione all’Amministrazione finanziaria. Tra questi due compiti si pone il tema della digitalizzazione, che pur rappresentando una indubbia facilitazione, ha evidenziato alcune criticità. Per migliorare l’azione dell’Agenzia il direttore ha accolto con favore la proposta del Mef di programmare un confronto con gli ordini professionali e le associazioni rappresentative delle imprese al fine di stabilire un definitivo calendario condiviso delle scadenze, che consenta di evitare a monte la richiesta di proroghe. Per semplificare gli adempimenti la strategia vincente consiste nella valorizzazione del patrimonio informativo acquisito dall’Agenzia sia ai fini del controllo che per ottimizzare i servizi ai contribuenti.

Lotta all’evasione fiscale

In questo ambito il neo direttore ha ricordato i nuovi adempimenti per la riduzione del tax gap Iva, la trasmissione dei dati fattura e dei dati riepilogativi delle liquidazioni, la memorizzazione elettronica e quella telematica dei dati dei corrispettivi. Altro elemento importante è l’introduzione degli indici sintetici strumento che consentirà all’Agenzia di intervenire su una delle quattro determinanti dell’evasione fiscale, cioè la facilità dell’adempimento tributario, è l’adozione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) che permetteranno di restituire alle imprese e ai lavoratori autonomi, che trasmetteranno i loro dati al Fisco, informazioni organizzate in forma di report, utili anche per la conduzione delle attività.

Trasmissione dei dati fattura e dei dati riepilogativi delle liquidazioni

La trasmissione dei dati fattura, prosegue, il direttore, rappresenta un’evoluzione e razionalizzazione di una serie di adempimenti comunicativi, precedentemente assolti tramite la presentazione del cosiddetto “spesometro integrato”, o comunicazione polivalente, e, negli anni 2006 e 2007, con la comunicazione degli elenchi “clienti e fornitori”.

Alla razionalizzazione dell’adempimento, consistente nella sola trasmissione puntuale dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute, si aggiunge la trasmissione trimestrale dei dati riepilogativi delle liquidazioni IVA.

Gli obiettivi dell’intervento “combinato”

- Il direttore delle Entrate ritiene che la regolamentazione dei due adempimenti sia orientata alla semplificazione, poiché consentirebbe al contribuente o al suo intermediario, di predisporre la comunicazione in modo automatizzato, partendo dai dati obbligatoriamente tenuti ai fini contabili e seguendo un formato – quello XML – compatibile con qualsiasi software contabile oggi sul mercato. E qui viene quindi esclusa la diffusione di un software che avrebbe dovuto fornire prima la stessa Agenzia delle entrate, al di fuori del area web “fatture e corrispettivi” dove comunque è possibile caricare, controllare e sigillare per infine inviare i vari files contenenti i dati fatture.

- La previsione di una tempistica di invio trimestrale, afferma ancora il dirigente, consente di elaborare tempestivamente e mettere a disposizione dei contribuenti i dati, in modo sicuro e profilato, nell’area “Fatture&Corrispettivi”.

In tal modo i contribuenti potranno valutare autonomamente eventuali discrepanze e incoerenze tra i dati comunicati e quelli trasmessi dai clienti e fornitori, nonché tra l’ammontare dell’IVA esigibile/detraibile che emerge dai dati fattura e quello che il contribuente ha comunicato. Le situazioni di evidente anomalia saranno analizzate dall’Agenzia che valuterà l’invio immediato di comunicazioni di alert con cui segnalare al contribuente l’anomalia. Quest’ultimo sarà, quindi, messo in condizione di relazionarsi sia in via telematica, che direttamente con gli uffici dell’Agenzia, per poter chiarire l’anomalia o correggere il suo comportamento mediante ravvedimento prima della presentazione della dichiarazione IVA.

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2) Nuovi principi di revisione in materia di relazione

Con una nota informativa del 12 settembre 2017, il Cndcec si sofferma sui nuovi principi di revisione in materia di relazione.

Con determina della Ragioneria Generale dello Stato del 31 luglio 2017 sono stati adottati i principi di revisione internazionali ISA Italia di seguito elencati, corredati da una rinnovata introduzione e da un nuovo glossario:

- ISA Italia n. 700, “Formazione del giudizio e relazione sul bilancio”;

- ISA Italia n. 701, “Comunicazione degli aspetti chiave della revisione contabile nella relazione del revisore indipendente”;

- ISA Italia n. 705, “Modifiche al giudizio nella relazione del revisore indipendente”;

- ISA Italia n. 706, “Richiami d’informativa e paragrafi relativi ad altri aspetti nella relazione del revisore indipendente”;

- ISA Italia n. 710, “Informazioni comparative - Dati corrispondenti e bilancio comparativo”;

- ISA Italia n. 570, “Continuità aziendale”;

- ISA Italia n. 260, “Comunicazione con i responsabili delle attività di governance”.

I nuovi principi sostituiscono, ed in parte integrano, quelli del primo set adottati con determina della RGS del 23 dicembre 20141 e con la successiva datata 15 giugno 20172.

Le esigenze di aggiornamento dei suddetti principi nascono da una combinazione tra il mutato scenario normativo europeo e nazionale e l’attuazione da parte dell’International Auditing and Assurance Standards Board (IAASB) di un ampio progetto di rivisitazione degli standard internazionali che regolano le modalità di redazione della relazione del revisore.

La nuova Direttiva europea sulla revisione è stata attuata in Italia con D. Lgs n. 135 del 17 luglio 2016 il quale, con riferimento alle disposizioni relative alla relazione di revisione contenute nell’art. 14, ha stabilito l’entrata in vigore per le revisioni dei bilanci relativi agli esercizi che iniziano dal 6 agosto 2016 o successivamente. In termini pratici ciò significa che la prima relazione di revisione sui bilanci di enti diversi da quelli di interesse pubblico emessa secondo le nuove regole sarà quella relativa ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2017.

Per gli enti di interesse pubblico il Regolamento europeo n. 537/2014 è entrato in vigore il 17 giugno 2016 ed è, pertanto, applicabile a partire dal primo bilancio che inizia dopo tale data. In termini pratici, ciò significa che la prima relazione di revisione sui bilanci di enti di interesse pubblico emessa secondo le nuove regole europee è quella relativa ai bilanci chiusi al 30 giugno 2017 o in data successiva.

Questo sfasamento temporale è il motivo per cui i principi oggetti di recente Determina della RGS presentano date di entrata in vigore differenti coerentemente con i periodi di decorrenza del D.Lgs. n. 135/16 e del Regolamento (UE) n. 537/14.

Per consentire l’allineamento volontario dei due diversi periodi di decorrenza alle società diverse dagli EIP è consentita l’applicazione anticipata per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano dal 17 giugno 2016.

Le principali innovazioni contenute nei nuovi Auditor Reporting Standards sono le seguenti:

- l’anticipazione del paragrafo contenente il giudizio di revisione che deve ora essere posizionato all’inizio della relazione di revisione, seguito immediatamente dopo dal paragrafo “Elementi alla base del giudizio”;

- limitatamente alla revisione dei bilanci delle società quotate, l’introduzione di una sezione ad hoc contenente gli aspetti chiave della revisione contabile (key audit matters) in modo tale da fornire una maggiore trasparenza sulle attività svolte dal revisore in esecuzione del proprio incarico, migliorando – di conseguenza – il valore comunicativo della relazione;

- limitatamente alla revisione dei bilanci delle società quotate, l’inserimento del nome del responsabile dell’incarico di revisione;

- l’introduzione di una dichiarazione esplicita di indipendenza da parte del revisore in conformità alle norme ed ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili;

- l’inserimento di una informativa specifica e dettagliata in merito alla verifica del presupposto della continuità aziendale che include una descrizione delle responsabilità del management e del revisore in merito al rispetto del presupposto del going concern. In presenza di un’incertezza significativa il revisore è tenuto a richiamare l’attenzione sulla relativa informativa di bilancio, se ritenuta adeguata, ovvero a riflettere tale circostanza nella formulazione del proprio giudizio;

- una più dettagliata descrizione delle responsabilità del revisore e degli aspetti chiave del processo di revisione.

In conformità al processo di elaborazione dei principi di revisione disposto dall’art. 11, co. 2, del DLgs 39/2010, i nuovi principi di revisione internazionali ISA sono stati tradotti in lingua italiana dal CNDCEC con la collaborazione di Assirevi, dell’INRL e di Consob e successivamente integrati con considerazioni specifiche finalizzate a supportarne l’applicazione, nell’ambito delle disposizioni normative e regolamentari dell’ordinamento italiano.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, nota informativa n. 42 del 12 settembre 2017)

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3) Mercato immobiliare italiano in ripresa

Mercato immobiliare ancora positivo nel 2° trimestre 2017: +3,8% per le abitazioni, +6,2% per negozi e uffici. Trend residenziale in crescita a Napoli, Palermo e Torino.

Nuovo segno più per il mercato immobiliare italiano. I dati del secondo trimestre di quest’anno mostrano, infatti, un aumento delle transazioni delle abitazioni pari al 3,8%, mentre le compravendite delle pertinenze (cantine e soffitte) crescono del 10,1%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. +6,2% per il settore terziario-commerciale, che comprende uffici e negozi, mentre il settore produttivo mostra una crescita del 4,9%. I tassi di crescita del mercato immobiliare hanno tuttavia registrato un rallentamento rispetto al primo trimestre dell’anno.

È la sintesi dei principali dati contenuti all’interno delle Statistiche trimestrali elaborate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare delle Entrate, disponibili da oggi sul sito dell’Agenzia.

Ancora positivo il mercato residenziale - Il mercato delle abitazioni prosegue nel sentiero di risalita che ha caratterizzato gli ultimi 3 anni. Nel periodo tra aprile e giugno 2017 sono state scambiate 145.529 abitazioni, circa 5.000 in più rispetto al 2016, registrando però una crescita rallentata rispetto al trimestre precedente. Le compravendite di depositi pertinenziali sono state più accentuate nei Comuni minori (+11,9%) rispetto ai Comuni capoluogo (+6,9%), mentre gli scambi che hanno riguardato i box e i posti auto hanno avuto un andamento positivo (+2,7%) ma abbastanza eterogeneo, con performance molto diverse tra i capoluoghi, che hanno chiuso con segno meno, e i centri minori, in cui il mercato è stato positivo.

La situazione nelle grandi città - Il mercato residenziale cresce un po’ di più nelle grandi città (+4,4%). Il risultato migliore è stato registrato a Napoli, dove gli acquisti di abitazioni sono aumentati del 13,6%. Seguono Palermo (+8,3%) e Torino (+5,7%). Roma e Milano si sono allineate alla media complessiva delle metropoli, facendo segnare valori di poco superiori al 4% (rispettivamente +4,5% e +4,1%). Più statico il mercato nelle città di Genova (+1,3%) e Firenze (+0,9%), mentre Bologna è l’unica tra le grandi città a mostrare un dato negativo (-4,3%), con poco più di 1.500 compravendite.

Per quanto riguarda, invece, le pertinenze, gli andamenti delle singole città sono molto diversi: gli scambi di cantine e soffitte a Bologna hanno ravvivato il mercato della città, con una crescita del 27,3%, mentre Firenze perde il 9,2%. Vario anche il trend di box e posti auto: a Napoli e Firenze il mercato è cresciuto rispettivamente del 23,1% e del 18,3% mentre Palermo e Bologna hanno subito un calo di circa 10 punti percentuali.

Il trend del non residenziale - Aumentano del 6,2% gli scambi del settore terziario-commerciale, trainato dal nord ovest e dalle isole, aree che segnano il recupero più elevato (rispettivamente +10,9% e +7,6%). Nelle grandi città spiccano i risultati delle compravendite di uffici, in crescita del 18%, e dei negozi, con +10,7% rispetto allo stesso trimestre del 2016.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 173 del 13 settembre 2017)

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3) Indici sintetici di affidabilità fiscale: ecco le intenzioni dell’Agenzia delle entrate

Un altro strumento che consentirà all’Agenzia di intervenire su una delle quattro determinanti dell’evasione fiscale, ovvero la facilità dell’adempimento tributario, è l’adozione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Gli ISA permetteranno di restituire alle imprese e ai lavoratori autonomi, che trasmetteranno i loro dati al fisco, informazioni organizzate in forma di report, utili anche per la conduzione delle attività.

Lo afferma il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ruffini, nella relazione preparata per l’audizione parlamentare del 12 settembre 2017.

L’Agenzia, prosegue il direttore, si propone di:

- misurare non solo il grado di affidabilità dei ricavi, ma anche del valore aggiunto e del reddito;

- superare il concetto di esame della singola annualità, che può essere particolarmente positiva o negativa, a seguito di eventi non ricorrenti; ciò dovrebbe incrementare il clima di fiducia reciproco tra Amministrazione e contribuente, in quanto il sistema consentirà di cogliere l’andamento del ciclo economico e congiunturale e ottenere stime più precise;

- introdurre meccanismi di revisione più frequenti in quanto i nuovi indici saranno revisionati, al massimo, ogni due anni, anziché ogni tre come previsto dagli studi di settore, in modo che possano tenere conto, con tempestività, di situazioni di natura straordinaria, di modifiche normative, di andamenti economici e dei mercati, anche con riguardo a determinate attività economiche o aree territoriali.

I dati necessari per la realizzazione e l’applicazione degli indici saranno acquisiti dall’Anagrafe tributaria e dalle banche dati delle altre amministrazioni, ma la novità sostanziale del progetto è che saranno messi a disposizione dei contribuenti e degli intermediari, anche attraverso il Cassetto fiscale, che si arricchirà di contenuti e di strumenti informativi di supporto alle imprese.

Agli ISA saranno correlati, in relazione ai diversi livelli di affidabilità, specifici benefici premiali per i contribuenti che avranno un indice di affidabilità sufficientemente elevato, quali, tra l’altro:

- esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;

- anticipazione dei termini di decadenza per l'attività di accertamento;

- limitazioni nella determinazione sintetica del reddito complessivo;

- vantaggi per l’apposizione del visto di conformità per le compensazioni, per i rimborsi IVA e per la prestazione delle garanzie.

Tutto ciò, conclude il relatore, avverrà all’interno di un sistema dinamico, poiché i contribuenti potranno adeguarsi nella dichiarazione dei redditi, indicando ulteriori elementi positivi per migliorare il valore dell’indice sintetico di affidabilità per accedere ai benefici premiali.

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4) Dividendi madre figlia corrisposti a società UE controllate da società extra UE: intervento di Assonime

Arrivato il Note e Studi 12-2017 del 13 settembre 2017 sulla disciplina dei dividendi madre figlia corrisposti a società UE controllate da società extra UE.

Facendo seguito a quanto già rilevato nella circolare n. 10 del 2017 (Holding passive e vantaggi fiscali. I recenti chiarimenti giurisprudenziali) in cui Assonime commentava le conclusioni dell'Avvocato generale presentate il 19 gennaio 2017 nella causa C-6/16, adesso vengono illustrate le ulteriori statuizioni contenute nella recente sentenza della Corte di Giustizia del 7 settembre 2017.

In particolare, la Corte di Giustizia, facendo proprie le conclusioni dell'Avvocato generale, ha ritenuto non conformi alla direttiva madre-figlia e ai principi espressi dal diritto primario dell'UE – in particolare, alla libertà di stabilimento contemplata dall'art. 49 del TFUE – la disposizione anti-abuso francese. Si tratta di una disposizione che, analogamente alla nostra previgente normativa italiana, escludeva dal regime di esenzione dalla ritenuta gli utili distribuiti dalla società figlia alla società madre sita in altro Stato UE ma controllata, direttamente o indirettamente, da uno o più soggetti residenti in Paesi extra UE.

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5) Bonus Sud: in scadenza il termine per recuperare l’importo non fruito

Bonus Sud: scade il 18 settembre 2017 il termine per recuperare importo non fruito.

Il Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro, con una nota del 12 settembre 2017, precisano che tutti i datori di lavoro che a partire dal 1° gennaio 2017 hanno effettuato assunzioni di giovani, potendo fruire dell’esonero contributivo offerto dal Bonus Sud, hanno tempo fino al 18 settembre per recuperare l’importo non ancora fruito in relazione ai mesi da gennaio a giugno, indicando l’incentivo sull’Uniemens relativo al mese di agosto da inviare, in modalità telematica all’INPS, entro il 30 settembre.

Il bonus, operativo dall'inizio dell'anno in corso, consiste nello sgravio totale dei contributi dovuti dal datore di lavoro all’Inps nel limite di 8.060,00 euro annui da fruire nell’arco di 12 mesi a partire dalla data di assunzione/trasformazione del lavoratore. Per facilitare la fruizione, l’Inps ha fissato la soglia massima di esonero della contribuzione a periodo di paga mensile: euro 671,66 e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 22,08 (euro 8.060,00/365 giorni) per ogni giorno di fruizione dell' esonero contributivo.

Poiché il recupero del Bonus Sud avviene mediante conguaglio dei contributi dovuti all’Inps, parallelamente alla proroga del termine per la materiale fruizione del bonus con F24 (16 giugno, 16 luglio e 18 settembre) slitta al 30 settembre anche la presentazione del relativo Uniemens del mese di agosto.

Sarà possibile fuire del bonus tramite Uniemens a partire dal flusso di competenza di aprile 2017. I lavoratori per i quali spetta l'agevolazione devono essere valorizzati normalmente, indicando anche i contributi pieni. La nota del Consiglio nazionale ricorda, inoltre, che i lavoratori per i quali spetta l'incentivo vanno valorizzati normalmente, secondo le consuete modalità, compresa la contribuzione piena.

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6) Rassegna di giurisprudenza:

Ecco di seguito una rassegna flash delle decisioni della Cassazione depositate il 12 settembre 2017, che più possono interessare i Commercialisti:

- Sindaci e Commercialisti: rimborsi Irap a rischio

Irap dei professionisti: Con l'ordinanza n. 21161/2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che il commercialista non ha diritto al parziale rimborso dell'Irap versata se svolge anche l'attività di sindaco, amministratore di società e consulente tecnico. Il recupero diventa impossibile se il professionista non prova la separabilità di incarichi e compensi. Occorre dimostrare che l'attività di amministratore o consulente tecnico sia svolta senza ricorrere alla struttura organizzativa con cui si esercita l'attività “tipica”.

Dopo diverse sentenze che sollevano i commercialisti con cariche sociali dal versamento del tributo, la Suprema corte, ordinanza n. 21161/2017, ha invece dato torto al professionista usando come motivazione una netta commistione tra attività professionale e sociale. Per la Suprema Corte paga infatti l'imposta anche per le cariche sociali ricoperte il professionista, sindaco o amministratore, che non riesca a dimostrare la netta divisione delle mansioni dello studio da quelle in aziende nonché la divisione dei relativi compensi. Per il giudice supremo non ci sono dubbi: l'esonero dal versamento Irap per le cariche sociali scatta solo quando il professionista dimostra una netta divisione tra le sue competenze nell'ambito dello studio, la divisione dei compensi e nessun apporto dei suoi collaboratori. Fornire questa prova è tutt'altro che facile data l'inevitabile commistione di funzioni;

- Regime del margine Iva negato

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 21105/2017, ha deciso che il Fisco può negare al contribuente di avvalersi del regime di margine Iva a meno che l'imprenditore che acquista il veicolo dal fornitore estero non dimostri la sua totale estraneità all'evasione fiscale: per esempio tracciando la storia dell'automobile attraverso una consultazione del libretto di circolazione e dei precedenti intestatari. La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate aderendo ad un orientamento già espresso dalla sezione tributaria. Secondo i Supremi giudici è del tutto insufficiente che il concessionario abbia acquistato veicoli provenienti dall'estero da proprietari esercenti l'attività di autonoleggio o leasing. Il contribuente avrebbe dovuto tracciare la storia dei veicoli stessi.

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7) Disponibile la guida delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Il vademecum predisposto dall'Agenzia delle entrate è stato aggiornato per adeguarne il contenuto alle recenti modifiche che hanno interessato la disciplina dell'ecobonus

La guida delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico è disponibile dal 13 settembre 2017, nell'apposita sezione del sito internet dell'Agenzia delle entrate, la versione aggiornata della guida “Le agevolazioni per il risparmio energetico” (l’aggiornamento, in particolare, è al 12 settembre 2017).

La revisione si è resa necessaria per dar conto delle ultime novità previste in materia di ecobonus dal "decreto conti pubblici" (Dl 50/2017), con particolare riferimento alla disciplina delle ipotesi in cui il contribuente può optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica eseguiti sulla parti comuni di edifici condominiali (articolo 14, Dl 63/2013, come modificato dall'articolo 4-bis, Dl 50/2017). Le modalità attraverso cui effettuare la cessione sono state recentemente aggiornate dall'Agenzia delle entrate con il provvedimento adottato lo scorso 28 agosto.

Cessione del credito

La versione aggiornata della guida, quindi, illustra dettagliatamente la nuova disciplina della cessione del credito per gli interventi sugli edifici condominiali, distinguendo tra le "vecchie" regole, previste per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, e quelle nuove, applicabili alle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

Si ricorda che la legge di stabilità 2016 aveva previsto l'introduzione, per i soggetti ricadenti nella no tax area che avessero sostenuto spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici, la possibilità di optare, in luogo della relativa detrazione Irpef, per la cessione del corrispondente credito. Inizialmente, però, la cessione era prevista solo a favore dei fornitori che avessero effettuato i lavori (le modalità attuative erano state definite con il provvedimento 22 marzo 2016).

Il "decreto conti pubblici" (Dl 50/2017) ha modificato tale disciplina, prevedendo:

l'ampliamento delle tipologie di interventi di riqualificazione energetica per i quali è possibile optare per la cessione del credito

la possibilità di cedere la detrazione anche ad altri soggetti privati diversi dai fornitori (compresi istituti di credito e intermediari finanziari), i quali possono, a loro volta, cedere il credito ottenuto dai condomini

l'ampliamento dell'arco temporale di sostenimento delle spese che danno luogo alla detrazione cedibile sotto forma di credito d'imposta (spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021).

Alla luce delle recenti novità, quindi, la nuova disciplina della cessione prevede regole diverse a seconda che il contribuente interessato ricada o meno nella no tax area, cioè sia o non sia un soggetto incapiente. Le differenze riguardano essenzialmente la tipologia di interventi per i quali è possibile optare per la cessione del credito e i soggetti a favore dei quali si può cedere il credito. Tali differenze sono dettagliatamente illustrate dalla guida.

Contribuenti no tax area

I contribuenti che, nell'anno precedente a quello di sostenimento della spesa si trovano nella cosiddetta "no tax area" (incapienti), possono optare per la cessione del credito, corrispondente alla detrazione Irpef spettante, con riguardo alle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, relative sia agli interventi che danno diritto alla detrazione "base" del 65% sia agli interventi che danno diritto alle detrazioni potenziate del 70% e del 75%. In tal caso, il credito può essere ceduto:

  • ai fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d'impresa, società ed enti), compresi istituti di credito e intermediari finanziari.

Contribuenti che non ricadono nella no tax area I contribuenti che si non trovano nella no tax area, invece, possono cedere, sotto forma di credito, solo la detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, eseguiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, che danno diritto alle detrazioni maggiorate del 70% e del 75%. In tal caso, il credito può essere ceduto:

  • ai fornitori che hanno effettuato gli interventi
  • ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d'impresa, società ed enti), esclusi istituti di credito e intermediari finanziari.

Regole comuni

La guida ricorda che:

gli interventi di riqualificazione energetica eseguiti sulle parti comuni di edifici condominiali che danno diritto alle detrazioni potenziate del 70% e del 75% sono rispettivamente quelli che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo e quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguono almeno la qualità media di cui al decreto Mise del 26 giugno 2015

le due detrazioni potenziate sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio

in tutte le diverse ipotesi di cessione, il cessionario, a sua volta, ha la facoltà di successiva cessione del credito

in ogni caso, è esclusa la cessione del credito in favore delle amministrazioni pubbliche.

Le altre novità del 2017

Oltre a quelle relative alla disciplina della cessione del credito, la guida dà conto anche di tutte le altre novità entrate in vigore nel 2017.

In particolare, si ricorda che:

è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017, la misura maggiorata (65%) della detrazione (dall'Irpef e dall'Ires) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (la proroga riguarda anche la detrazione delle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di schermature solari e di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili). Dal 1° gennaio 2018, l'agevolazione sarà sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie

per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli effettuati su tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, invece, la detrazione del 65% è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021

con riferimento agli interventi di riqualificazione energetica su parti comuni di edifici condominiali, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, sono state previste le detrazioni più elevate (70% e 75%) quando si riescono a conseguire determinati indici di prestazione energetica

dal 2017 al 2021, gli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti a edilizia residenziale pubblica, possono usufruire solo delle maggiori detrazioni del 70 e 75%

la sussistenza delle condizioni previste per poter beneficiare delle aliquote di detrazione potenziate (70% e 75%) deve essere asseverata da professionisti abilitati mediante l'attestazione della prestazione energetica degli edifici di cui al Dm 26 giugno 2015. All'Enea è affidato il compito di effettuare controlli, anche a campione, su tali attestazioni. La non veridicità dell'attestazione comporta la decadenza dal beneficio, ferma restando la responsabilità del professionista.

La guida aggiornata, quindi, fornisce utili indicazioni operative sulle recenti novità, confermandosi un valido e utile strumento a disposizione del contribuente che voglia avere informazioni chiare e immediate sugli adempimenti da eseguire per beneficiare dell'ecobonus.

(Agenzia delle Entrate, nota del 13 settembre 2017)

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8) Sanabile la registrazione tardiva del contratto di locazione immobiliare

La registrazione tardiva salva la locazione dalla nullità, con effetto “ex tunc”. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 20858 del 6 settembre 2017.

Dunque, la nullità del contratto di locazione immobiliare per mancata registrazione viene sanata con effetti “ex tunc” dalla tardiva registrazione del contratto stesso, implicitamente ammessa dalla normativa tributaria.

Si tratta, infatti, di una nullità per violazione di norme imperative ex articolo 1418 del Codice civile, la quale risulta sanabile “in ragione della sua atipicità, desumibile dal complessivo impianto normativo in materia ed in particolare dalla espressa previsione di forme di sanatoria nella legislazione succedutasi nel tempo e dall'istituto del ravvedimento operoso”.

Nel caso di specie, la Suprema corte ha respinto il ricorso promosso dal conduttore di un contratto di locazione, in origine non registrato, al fine di ottenere la restituzione delle somme versate a titolo di canoni per il periodo anteriore alla registrazione del contratto medesimo, sulla base della pretesa nullità del rapporto per tale periodo.

Anche se l’immobile è abusivo la conduttrice deve versare i canoni per la locazione commerciale.

La Corte di Cassazione, intervenuta sul caso con l’ordinanza n. 20964/2017, ha stabilito che è valido il contratto di locazione commerciale anche se l’immobile abusivo impedisce alla conduttrice di goderne per le finalità d’impresa.

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9) Circolare di Assonime sulla comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche IVA

Assonime, con la circolare n. 22 del 13 settembre 2017, si sofferma sulla comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Facendo seguito alla circolare n. 8 del 2017, illustrativa del nuovo adempimento, introdotto in materia di IVA a decorrere dal 2017, costituito dalla comunicazione telematica all'Agenzia delle entrate dei dati delle fatture, con tale circolare Assonime esamina l’ulteriore nuovo adempimento ad esso collegato: la comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche.

L'Agenzia delle entrate confronterà i dati delle fatture, emesse e ricevute, con quelli delle liquidazioni, e i dati delle liquidazioni con quelli degli effettivi versamenti: se ci sono incongruenze, l'Agenzia le renderà note ai contribuenti interessati, che potranno fornire chiarimenti oppure versare quanto dovuto usufruendo dei benefici del ravvedimento operoso

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10) Spesometro: verifica online delle fatture

La detrazione dell'IVA e la deduzione delle spese potranno essere effettuate con più tranquillità dai committenti grazie alle informazioni che l’Agenzia delle Entrate metterà online a disposizione dei contribuenti con lo spesometro. Una volta inviata al Fisco la comunicazione dei dati delle fatture entro il 28 settembre, a seguito della proroga, i contribuenti potranno verificare tutte le informazioni raccolte con lo spesometro nel cassetto fiscale e nella sezione "Consultazione" dell'area autenticata dell'interfaccia web "Fatture e Corrispettivi". Tra queste, i dati trasmessi in precedenza e quelli delle fatture inviati dai loro clienti e fornitori all'Agenzia.

Inoltre, sempre nella sezione “Fatture e Corrispettivi”, saranno visualizzabili i riscontri effettuati dal Fisco su fatture e liquidazioni trimestrali IVA e le eventuali comunicazioni inviate al contribuente in caso di divergenze. Per le fatture attive da inserire nel nuovo spesometro si deve considerare solo la data della fattura, che deve rientrare nel “periodo di riferimento” del modello stesso. Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con la nota del 13 settembre 2017 precisa che tutte le informazioni sul contribuente potranno essere consultate sia dal soggetto passivo stesso sia dal suo intermediario delegato e abilitato alla presentazione come il Consulente del Lavoro.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 13 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò