Diario quotidiano dell'8 settembre 2017: i regimi forfettari per gli enti del terzo settore

1) Enti del terzo settore: introdotti due nuovi regimi forfettari, ecco quello per Ets in generale

2) Enti del terzo settore: il nuovo regime forfettario per ODV e APS, mix di super agevolazioni fiscali

3) Enti non commerciali preesistenti: attenzione alle abrogazioni di norma contenute nel codice degli Ets

4) “Pacchetto Lavoro” 2018: ecco le misure previste

5) Aggiornamento paghe nette giornaliere allievi delle scuole militari

6) Nuova disciplina dell’appalto pubblico e profili fiscali sulla crisi coniugale: due nuovi studi del CNN

7) Servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing” soggetto al diritto d’autore

8) Indennizzo al passeggero per il volo cancellato

9) Trattamento fiscale per l’elettricità utilizzata sui turboventilatori

10) Ape social: ipotesi sconto per le madri

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1) Enti del terzo settore: introdotti due nuovi regimi forfettari, ecco quello per Ets in generale
Per gli enti del terzo settore, il cui codice istitutivo (D.Lgs. 117/2017) è stato pubblicato sulla G.U. n. 179 del 2 agosto 2017, viene prevista la possibilità di determinare il reddito derivante dallo svolgimento di attività commerciale mediante due sistemi forfettari: uno opzionabile da tutti gli Ets e uno, ancor più semplificato e agevolato, riservato alle sole organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS).
Regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali
E’ l’articolo 80 di tale neo decreto che regola il regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali.
Si dispone che gli enti del Terzo settore non commerciali (che esercitano attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale), in base all’art. 80 del D.Lgs. 117/2017, possono optare per la determinazione forfetaria del reddito d’impresa applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti nell’esercizio delle proprie attività, qualora siano svolte con modalità commerciali, il coefficiente di redditività nella misura indicata di seguito e aggiungendo l’ammontare dei componenti positivi di reddito di cui agli articoli 86, 88, 89 e 90 del TUIR:
Attività di prestazioni di servizi
Per le attività di prestazioni di servizi:
– ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 7%;
– ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, coefficiente 10%;
– ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 17%;
Altre attività
Mentre per le altre attività:
– ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 5%;
– ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, coefficiente 7%;
– ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 14%.
Per gli enti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività il coefficiente si determina con riferimento all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attività di prestazioni di servizi.
L’opzione per tale regime deve essere esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata fino a quando non è revocata e comunque per un triennio. La revoca dell’opzione è effettuata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale la dichiarazione stessa viene presentata.
Gli enti che iniziano l’esercizio d’impresa commerciale esercitano l’opzione nella dichiarazione che si presenta in sede di apertura della partita Iva (articolo 35 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633).
Passaggio di regime
I componenti positivi e negativi di reddito riferiti ad anni precedenti a quello da cui ha effetto il regime forfetario, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del TUIR, che dispongono o consentono il rinvio, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell’esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime…

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