Diario quotidiano dell’8 settembre 2017: i regimi forfettari per gli enti del terzo settore

Pubblicato il 8 settembre 2017



1) Enti del terzo settore: introdotti due nuovi regimi forfettari, ecco quello per Ets in generale
2) Enti del terzo settore: il nuovo regime forfettario per ODV e APS, mix di super agevolazioni fiscali
3) Enti non commerciali preesistenti: attenzione alle abrogazioni di norma contenute nel codice degli Ets
4) “Pacchetto Lavoro” 2018: ecco le misure previste
5) Aggiornamento paghe nette giornaliere allievi delle scuole militari
6) Nuova disciplina dell’appalto pubblico e profili fiscali sulla crisi coniugale: due nuovi studi del CNN
7) Servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing” soggetto al diritto d’autore
8) Indennizzo al passeggero per il volo cancellato
9) Trattamento fiscale per l’elettricità utilizzata sui turboventilatori
10) Ape social: ipotesi sconto per le madri
diario-quotidiano-articoli-71) Enti del terzo settore: introdotti due nuovi regimi forfettari, ecco quello per Ets in generale 2) Enti del terzo settore: il nuovo regime forfettario per ODV e APS, mix di super agevolazioni fiscali 3) Enti non commerciali preesistenti: attenzione alle abrogazioni di norma contenute nel codice degli Ets 4) “Pacchetto Lavoro” 2018: ecco le misure previste 5) Aggiornamento paghe nette giornaliere allievi delle scuole militari 6) Nuova disciplina dell’appalto pubblico e profili fiscali sulla crisi coniugale: due nuovi studi del CNN 7) Servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing” soggetto al diritto d’autore 8) Indennizzo al passeggero per il volo cancellato 9) Trattamento fiscale per l’elettricità utilizzata sui turboventilatori 10) Ape social: ipotesi sconto per le madri ***

1) Enti del terzo settore: introdotti due nuovi regimi forfettari, ecco quello per Ets in generale

Per gli enti del terzo settore, il cui codice istitutivo (D.Lgs. 117/2017) è stato pubblicato sulla G.U. n. 179 del 2 agosto 2017, viene prevista la possibilità di determinare il reddito derivante dallo svolgimento di attività commerciale mediante due sistemi forfettari: uno opzionabile da tutti gli Ets e uno, ancor più semplificato e agevolato, riservato alle sole organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS).

Regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali

E’ l’articolo 80 di tale neo decreto che regola il regime forfetario degli enti del Terzo settore non commerciali.

Si dispone che gli enti del Terzo settore non commerciali (che esercitano attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale), in base all’art. 80 del D.Lgs. 117/2017, possono optare per la determinazione forfetaria del reddito d'impresa applicando all'ammontare dei ricavi conseguiti nell'esercizio delle proprie attività, qualora siano svolte con modalità commerciali, il coefficiente di redditività nella misura indicata di seguito e aggiungendo l'ammontare dei componenti positivi di reddito di cui agli articoli 86, 88, 89 e 90 del TUIR:

Attività di prestazioni di servizi

Per le attività di prestazioni di servizi:

- ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 7%;

- ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, coefficiente 10%;

- ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 17%;

Altre attività

Mentre per le altre attività:

- ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 5%;

- ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, coefficiente 7%;

- ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 14%.

Per gli enti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività il coefficiente si determina con riferimento all'ammontare dei ricavi relativi all'attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attività di prestazioni di servizi.

L'opzione per tale regime deve essere esercitata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale è esercitata fino a quando non è revocata e comunque per un triennio. La revoca dell'opzione è effettuata nella dichiarazione annuale dei redditi ed ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale la dichiarazione stessa viene presentata.

Gli enti che iniziano l'esercizio d'impresa commerciale esercitano l'opzione nella dichiarazione che si presenta in sede di apertura della partita Iva (articolo 35 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633).

Passaggio di regime

I componenti positivi e negativi di reddito riferiti ad anni precedenti a quello da cui ha effetto il regime forfetario, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del TUIR, che dispongono o consentono il rinvio, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell'esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime.

Le perdite fiscali generatesi nei periodi d'imposta anteriori a quello da cui decorre il regime forfetario possono essere computate in diminuzione del reddito secondo le regole ordinarie stabilite dal TUIR.

Gli Enti che optano per la determinazione forfetaria del reddito di impresa sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri, nonchè degli indici sistematici di affidabilità di cui all'articolo 7-bis del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 convertito in Legge 1° dicembre 2016, n. 225.

Una nota sull’Iva, poiché l’articolo non dice nulla in proposito, si applica e versa nei modi ordinari.

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2) Enti del terzo settore: il neo regime forfettario per ODV e APS, mix di super agevolazioni fiscali

Mix di agevolazioni fiscali soltanto per le organizzazioni di volontariato e le e associazioni di promozione sociale.

Per chi sceglie il regime forfettario, per loro previsto, potrà pagare le imposte sui redditi soltanto sul 3% dei proventi commerciali, mentre ai fini Iva viene previsto, tranne alcuni eccezioni, l’esonero dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti in materia,

Il codice istitutivo della disciplina sugli enti del terzo settore (D.Lgs. 117/2017), pubblicato sulla G.U. n. 179 del 2 agosto 2017, ha, quindi, previsto anche la possibilità di determinare il reddito derivante dallo svolgimento di attività commerciale mediante un secondo sistema forfettari, si tratta di quello (regolato dall’articolo 86) più semplificato e agevolato, riservato alle sole organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS).

Regime forfetario per le attività commerciali svolte dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato

In virtù dell’art. 86 del D.Lgs 117/2017, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale possono applicare, in relazione alle attività commerciali svolte, il regime forfetario in questione se nel periodo d'imposta precedente hanno percepito ricavi, ragguagliati al periodo d'imposta, non superiori a 130.000 euro o alla diversa soglia che verrà eventualmente autorizzata dal Consiglio dell'Unione europea in sede di rinnovo della decisione in scadenza al 31 dicembre 2019 o alla soglia che sarà eventualmente armonizzata in sede europea. Fino al sopraggiungere della predetta autorizzazione si applica la misura speciale di deroga rilasciata dal Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE.

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale si possono avvalere del regime forfetario comunicando nella dichiarazione annuale o, nella dichiarazione di inizio di attività (articolo 35 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633), di presumere la sussistenza dei previsti requisiti.

Le organizzazioni di volontariato che applicano il regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi percepiti nei limiti suddetti un coefficiente di redditività pari all'1%.

Le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi percepiti nei limiti di cui sopra un coefficiente di redditività pari al 3%.

Conservazione ed esoneri

A parte l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del DPR 29 settembre 1973, n. 600, i documenti ricevuti ed emessi, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.

La dichiarazione dei redditi andrà presentata nei termini e con le modalità definiti nel regolamento di cui al DPR 22 luglio 1998, n. 322.

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario non devono operare le ritenute alla fonte; tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.

Agevolazioni Iva

Ai fini dell'Iva, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario:

a) non esercitano la rivalsa dell'imposta di cui all'articolo 18 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, per le operazioni nazionali;

b) applicano alle cessioni di beni intracomunitarie l'articolo 41, comma 2-bis, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

c) applicano agli acquisti di beni intracomunitari l'articolo 38, comma 5, lettera c), del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

d) applicano alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti o rese ai medesimi gli articoli 7-ter e seguenti del DPR 26 ottobre 1972, n. 633;

e) applicano alle importazioni, alle esportazioni e alle operazioni ad esse assimilate le disposizioni di cui al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, ferma restando l'impossibilita' di avvalersi della facoltà di acquistare senza applicazione dell'imposta ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera c), e comma 2, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.

Per le operazioni le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario non hanno diritto alla detrazione dell’Iva assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti ai sensi degli articoli 19 e seguenti del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.

Tranne quanto riportato in seguito, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell'Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal DPR 26 ottobre 1972, n. 633, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti.

Resta fermo l'esonero dall'obbligo di certificazione (di cui all'articolo 2 del regolamento di cui al DPR 21 dicembre 1996, n. 696 e successive modificazioni).

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario, per le operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, emettono la fattura o la integrano con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e versano l'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

Il passaggio dalle regole ordinarie di applicazione dell'Iva al regime forfetario comporta la rettifica della detrazione di cui all'articolo 19-bis del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, da operarsi nella dichiarazione dell'ultimo periodo d'imposta di applicazione delle regole ordinarie. In caso di passaggio, anche per opzione, dal regime forfetario alle regole ordinarie è operata un'analoga rettifica della detrazione nella dichiarazione del primo periodo d'imposta di applicazione delle regole ordinarie.

Nell'ultima liquidazione relativa al periodo d'imposta in cui viene applicata l'imposta sul valore aggiunto è computata anche l'imposta relativa alle operazioni, per le quali non si è ancora verificata l'esigibilità, di cui all'articolo 6, comma 5, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 e all'articolo 32-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Nella stessa liquidazione può essere esercitato, ai sensi degli articoli 19 e seguenti del citato DPR n. 633 del 1972, il diritto alla detrazione dell'imposta relativa alle operazioni di acquisto effettuate in vigenza dell'opzione di cui all'articolo 32-bis del citato D.L. n. 83 del 2012, i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati.

L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione presentata dalle organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario, relativa all'ultimo periodo d'imposta in cui l'imposta sul valore aggiunto è applicata nei modi ordinari, può essere chiesta a rimborso ovvero può essere utilizzata in compensazione.

Opzione

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario possono optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari di cui al DPR 26 ottobre 1972, n. 633 e delle imposte sul reddito nei modi ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, viene comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun periodo d'imposta successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui vengono meno le condizioni normativa.

Nel caso di passaggio da un periodo d'imposta soggetto al regime forfetario a un periodo d'imposta soggetto al regime ordinario ovvero al regime forfettario dell'articolo 80, al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, i ricavi che, in base alle regole del regime forfetario, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi ancorchè di competenza di tali periodi; viceversa i ricavi che, ancorchè di competenza del periodo in cui il reddito è stato determinato in base alle regole del regime forfetario, non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfetario.

Corrispondenti criteri si applicano per l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario ovvero da quello di cui all'articolo 80 a quello forfetario. Nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto al regime forfetario a un periodo di imposta soggetto a un diverso regime, i costi sostenuti nel periodo di applicazione del regime forfetario non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi. Nel caso di cessione, successivamente all'uscita dal regime forfetario, di beni strumentali acquisiti in esercizi precedenti a quello da cui decorre il regime forfetario, ai fini del calcolo dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza determinata, rispettivamente, ai sensi degli articoli 86 e 101 del TUIR, si assume come costo non ammortizzato quello risultante alla fine dell'esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime. Se la cessione concerne beni strumentali acquisiti nel corso del regime forfetario, si assume come costo non ammortizzabile il prezzo di acquisto. 16. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario sono escluse dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri, nonchè degli indici sistematici di affidabilità di cui all'articolo 7-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.

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3) Enti non commerciali preesistenti: attenzione alle abrogazioni di norma contenute nel codice degli Ets

Come è noto, per gli enti del terzo settore, il relativo codice istitutivo (D.Lgs. 117/2017) è stato pubblicato sulla G.U. n. 179 del 2 agosto 2017.

Per la sua completa istituzione si attendono misure attuative, tra cui la costituzione del Registro unico nazionale del Terzi settore, che avrà articolazioni regionali. Si attende, quindi, il decreto del Ministero del lavoro che curerà tale registro.

Tuttavia, occorre porre attenzione, tra cui tutti gli enti non profit esistenti, anche all’elenco delle abrogazioni normative che è contenuto nell’art. 102 del D.Lgs. 117/2017. Si tratta di abrogazioni di norme che riguardano anche quelle contenute nel TUIR.

A tal fine, si riporta di seguito il testo integrale:

Art. 102 Abrogazioni

1. Sono abrogate le seguenti disposizioni salvo quanto previsto ai commi 2, 3 e 4:

a) la legge 11 agosto 1991, n. 266, e la legge 7 dicembre 2000, n. 383;

b) gli articoli 2, 3, 4 e 5, della legge 15 dicembre 1998, n. 438;

c) il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 settembre 2010, n. 177;

d) il decreto del Ministro del tesoro 8 ottobre 1997, recante «Modalita' per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni»;

e) l'articolo 100, comma 2, lettera l), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

f) l'articolo 15, comma 1, lettera i-quater), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

g) l'articolo 15, comma 1, lettera i-bis) del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

2. Sono altresi' abrogate le seguenti disposizioni a decorrere dal termine di cui all'articolo 104, comma 2:

a) gli articoli da 10 a 29 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, fatto salvo l'articolo 13, commi 2, 3 e 4;

b) l'articolo 20-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;

c) l'articolo 150 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

d) l'articolo 8, comma 2, primo periodo e comma 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266;

e) l'articolo 9-bis del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1992, n. 66;

f) l'articolo 2, comma 31, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;

g) gli articoli 20 e 21 della legge n. 383 del 7 dicembre 2000;

h) l'articolo 14, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.

Decorrenza delle abrogazioni

3. Le disposizioni di cui all'articolo 12, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266, all'articolo 13 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e all'articolo 96, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono abrogate a decorrere dalla data di efficacia del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 103, comma 2, finalizzato a dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 73, comma 1.

4. Le disposizioni di cui all'articolo 6, della legge 11 agosto 1991, n. 266, agli articoli 7, 8, 9 e 10 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, nonche' il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 novembre 2001, n. 471, sono abrogate a decorrere dalla data di operativita' del Registro unico nazionale del Terzo settore, ai sensi dell'articolo 53.

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4) “Pacchetto Lavoro” 2018: ecco le misure previste

Decontribuzione strutturale per le assunzioni dei giovani, rafforzamento del sistema duale e degli incentivi per il lavoro 4.0, politiche attive e nuove opportunità per i lavoratori coinvolti nelle crisi industriali. Questi sono stati i temi al centro dell’incontro, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con le tre confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, avvenuto nei giorni scorsi. L’obiettivo è quello di definire le misure che comporranno il “Pacchetto Lavoro” nella prossima legge di bilancio.

Oggi è stata avviata una discussione importante, franca e diretta. – ha dichiarato il Ministro Poletti al temine della riunione – Il primo dei capitoli affrontati è stato quello delle politiche attive. È in corso il confronto tra Governo e Regioni sulla questione dei Centri per l’Impiego. Ci auguriamo che prossimamente avvenga il passaggio di personale alle Regioni per completare così l’opera di rafforzamento che abbiamo avviato sulle politiche attive”.

Sempre con lo stesso obiettivo – ha continuato il Ministro – si procede ad avviare il tavolo sui livelli essenziali delle prestazioni al fine di raggiungere un accordo politico-istituzionale sul tema.

Anche l’avvio strutturale dell’assegno di ricollocazione è stato uno dei punti affrontati insieme alle confederazioni sindacali. Si è, inoltre, parlato della possibilità di accedere a questo strumento anche per i lavoratori in CIGS. “Tale scelta sarà sempre su base volontaria del cassaintegrato e previo accordo tra le parti. Per questo motivo sarà necessario il coinvolgimento delle associazioni datoriali” ha specificato Poletti.

Sul versante degli ammortizzatori sociali, è stato confermato come i cambiamenti apportati dalla loro nuova disciplina siano in fase di monitoraggio.

Nel dettaglio sarà avviata una verifica puntuale sull’efficacia del Fondo d’Integrazione Salariale (FIS), nuovo strumento parte delle politiche passive riformate dal Jobs Act.

Particolare attenzione è stata posta dal Ministro sulle misure rivolte ai più giovani: “L’occupazione giovanile è una priorità. La discussione sulla decontribuzione è aperta, ma oggi abbiamo ribadito che bisogna lavorare anche sull’occupabilità dei ragazzi; il primo intervento è il rifinanziamento di Garanzia Giovani, il secondo è il rafforzamento del sistema duale con la sua messa a regime dopo la sperimentazione dello scorso anno. Condividiamo, poi, la proposta del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca di potenziare gli ITS, in quanto avvertiamo come le imprese abbiano bisogno di personale dotato di competenze tecniche”. Medesima condivisione è stata espressa per quanto riguarda l’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico sugli incentivi per la formazione 4.0. “La decontribuzione si inserisce, pertanto, in un contesto di interventi più ampio” ha ribadito Giuliano Poletti.

In conclusione, è stato confermato l’intento delle parti di fissare degli incontri di approfondimento sui vari temi, per arrivare ad un incontro politico-istituzionale sulle politiche del lavoro nel giro di due settimane.

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5) Aggiornamento paghe nette giornaliere allievi delle scuole militari

Il decreto DM 30 giugno 2017 contenente l’aggiornamento annuale delle paghe nette giornaliere spettanti, a decorrere dal 1° luglio 2017, agli allievi delle scuole militari, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 208 del 6 settembre 2017.

Il Ministero della Difesa, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha quindi ufficializzato l’aggiornamento annuale delle paghe nette giornaliere spettanti, a decorrere dal 1° luglio 2017, agli allievi delle scuole militari.

Le paghe nette giornaliere spettanti agli allievi delle scuole militari «Nunziatella» e «Teuliè», della scuola navale militare «Francesco Morosini» e della scuola militare aeronautica «Giulio Douhet» sono fissate, con decorrenza 1° luglio 2017, nelle seguenti misure:

a) allievi del primo anno: euro 3,77;

b) allievi del secondo anno: euro 4,12;

c) allievi del terzo anno: euro 4,51.

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6) Nuova disciplina dell’appalto pubblico e profili fiscali sulla crisi coniugale: due nuovi studi del CNN

Il 7 settembre 2017, sul sito internet del Consiglio nazionale del Notariato sono stati pubblicati due nuovi studi - La nuova disciplina dell’appalto pubblico dopo il correttivo - L’intervento del notaio nella soluzione della crisi coniugale, dell'unione civile e della convivenza

Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione TROVA STUDIO e hanno approfondito tematiche relative al diritto civile e tributario:

La nuova disciplina dell’appalto pubblico dopo il correttivo: profili di interesse notarile – Studio n. 588-2016/C

Lo studio si propone di offrire una guida alla lettura del rinnovato sistema degli appalti pubblici, delineando gli istituti rilevanti e le novità giurisprudenziali, con particolare riguardo alla funzione notarile. Oggetto di peculiare approfondimento non solo la disciplina relativa allo svolgimento della procedura di appalto ma, soprattutto, quella concernente la stipula del contratto e le vicende ad essa successive.

L’intervento del notaio nella soluzione della crisi coniugale, della unione civile e della convivenza: profili fiscali - Studio n. 31-2017/T

Lo studio si propone di individuare i margini di applicabilità del regime fiscale di esenzione di cui all'art. 19 della legge n. 74/87 agli atti e documenti relativi al procedimento di scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio e al procedimento di separazione personale, con riguardo al nuovo orientamento della Giurisprudenza di legittimità di cui alle sentenze n. 2111 del 3 febbraio 2016, e n. 3110 del 17 febbraio 2016.

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7) Servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing” soggetto al diritto d’autore

Secondo l'Avvocato generale Ue, il servizio fornito da Vcast (servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing”) senza l'autorizzazione dei titolari dei diritti d'autore costituisce una violazione della direttiva nella misura in cui è Vcast a captare il segnale di radiodiffusione terrestre al solo fine di attuare la messa a disposizione (ritrasmissione) delle opere protette. Anche se detto servizio venisse in futuro limitato alla zona di copertura della diffusione dei programmi televisivi (cioè se venisse meno la variazione del pubblico dell’emittente televisiva), esso resterebbe comunque illegittimo, se privo delle necessarie autorizzazioni dei titolari dei diritti d'autore, perché costituirebbe comunque una ritrasmissione con mezzi tecnici diversi da quelli dell'originaria trasmissione.

Dunque, video “on demand” sono circoscritti dal diritto d’autore: In particolare, la videoregistrazione su cloud va autorizzata dal titolare dei diritti sull'opera videoregistrata. È quanto sostenuto il 7 settembre 2017 dall’avvocato generale della Corte di giustizia Ue con le conclusioni nella causa C-265/16.

Nel caso di specie, Vcast Limited ha citato l'emittente televisiva Rti davanti al Tribunale di Torino, chiedendo l'accertamento della legittimità del proprio servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing”. Con questo servizio, il cliente sceglie sul sito di Vcast il canale televisivo e l'orario in cui intende effettuare la videoregistrazione. Vcast capta il segnale televisivo secondo la richiesta e lo registra su cloud. La copia registrata resta poi nella disponibilità esclusiva del cliente, che vi può accedere in ogni momento.

L'Avvocato generale ritiene, in definitiva, che il servizio fornito da Vcast senza l'autorizzazione dei titolari dei diritti d'autore costituisca una violazione della direttiva

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8) Indennizzo al passeggero per il volo cancellato

La Corte di giustizia Ue, nella sentenza pronunciata il 7 settembre 2017, causa C-559/16, ha deciso che la compensazione dovuta ai passeggeri in caso di cancellazione del volo con coincidenza o in caso di ritardo prolungato deve essere calcolata in funzione della distanza radiale tra gli aeroporti di partenza e di arrivo. Il fatto che la distanza effettivamente percorsa da tale volo sia, in ragione della coincidenza, superiore alla distanza tra gli aeroporti di partenza e di arrivo non incide sul calcolo della compensazione.

La causa è stata promossa da alcuni viaggiatori recatisi da Roma ad Amburgo via Bruxelles mediante un volo operato dalla Brussels Airlines. Essendo il loro volo atterrato ad Amburgo con un ritardo di tre ore e cinquanta minuti rispetto all'orario di arrivo inizialmente previsto, esse hanno adito l'Amtsgericht Hamburg (Tribunale circoscrizionale di Amburgo, Germania) al fine di ricevere la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento dell'Unione in materia di compensazione pecuniaria dei passeggeri aerei .

Quindi, per la Corte, il fatto che il volo sia diretto con coincidenza non incide sull'entità del disagio e, nella determinazione dell'importo della compensazione, si deve tenere in considerazione soltanto la distanza radiale (distanza ortodromica) che un volo diretto percorrerebbe tra l'aeroporto di partenza e l'aeroporto di arrivo. Quindi, nel caso in specie, il risarcimento è di sole 250 euro.

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9) Corte Ue: niente trattamento fiscale agevolato per l’elettricità utilizzata sui turboventilatori

Niente esenzione fiscale per l’elettricità utilizzata nella propria azienda per far funzionare un turboventilatore.

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza 7 settembre 2017, causa C‑ 465/16, ha concluso che l’articolo 2, paragrafo 4, lettera b), terzo trattino, della direttiva 2003/96 deve essere interpretato nel senso che l’elettricità utilizzata per il funzionamento di turboventilatori destinati a comprimere l’aria impiegata successivamente in un altoforno nel processo per la produzione di ghisa grezza tramite riduzione chimica del minerale di ferro non è la stessa utilizzata principalmente per la riduzione chimica, ai sensi di tale disposizione.

Pertanto, non spetta l’esenzione per la tassazione.

Nel caso di specie, la Corte di giustizia dell’Unione europea si è soffermata sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità ed è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone una società tedesca che gestisce un’acciaieria all’Amministrazione tributaria tedesca in ordine al rigetto della domanda di esenzione fiscale presentata da tale società per l’elettricità utilizzata nella propria azienda per far funzionare un turboventilatore.

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10) Ape socia: ipotesi sconto per le madri

Sei mesi in meno di contributi per figlio, tetto di due anni. Una riduzione dei requisiti contributivi per le donne con figli che intendono accedere all'Ape social, l'anticipo pensionistico riconosciuto alle categorie svantaggiate. E' questa l'ipotesi che il Governo, secondo quanto si apprende, ha proposto al tavolo con i sindacati, in corso al ministero del Lavoro. Si tratterebbe di uno sconto di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni.

Quindi invece di 30 anni di anzianità, come previsto ora, si potrebbe passere a 28 (da 36 a 34 anni in caso di aggancio all'Ape legato ad attività gravose).

(Ansa, nota del 7 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò