Diario quotidiano dell’1 settembre 2017: fatture inviate al Sistema Tessera Sanitaria escluse dallo spesometro

Pubblicato il 1 settembre 2017



1) Spesometro: in arrivo il rinvio al 2 ottobre
2) Fatture inviate al Sistema Tessera Sanitaria escluse dallo spesometro
3) Il giusto compenso al custode giudiziario
4) Non condannabile l’amministratore che trasmette al socio dati contabili incompleti
5) Irap: niente raddoppio dei termini di decadenza per la notifica degli accertamenti
6) Termine di prescrizione dei contributi INPS
7) Il Commercialista non può essere anche un venditore porta a porta
8) L’indeducibilità delle fatture false rende reo l’imprenditore
9) Pagamento delle prestazioni all’estero: accertamento dell’esistenza in vita per l’anno 2017
10) Contributi Gestione Artigiani e Commercianti: arrivano nel cassetto previdenziale i modelli F24
CT_Facebook_Cover_828x3151) Spesometro: in arrivo il rinvio al 2 ottobre 2) Fatture inviate al Sistema Tessera Sanitaria escluse dallo spesometro 3) Il giusto compenso al custode giudiziario 4) Non condannabile l’amministratore che trasmette al socio dati contabili incompleti 5) Irap: niente raddoppio dei termini di decadenza per la notifica degli accertamenti 6) Termine di prescrizione dei contributi INPS 7) Il Commercialista non può essere anche un venditore porta a porta 8) L’indeducibilità delle fatture false rende reo l’imprenditore 9) Pagamento delle prestazioni all’estero: accertamento dell’esistenza in vita per l’anno 2017 10) Contributi Gestione Artigiani e Commercianti: arrivano nel cassetto previdenziale i modelli F24 ****

1) Spesometro: in arrivo rinvio al 2 ottobre

Un provvedimento procederà a rinviare lo spesometro (Comunicazione dati fatture) al 2 ottobre (poiché il 30 settembre cadrà di sabato).

Il testo, che secondo quanto viene riportato dalla stampa specializzata, è pronto, deve essere firmato dal ministro dell’Economia, poi andare a Palazzo Chigi per la firma del presidente del Consiglio e, infine, passare alla registrazione della Corte dei conti.

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2) Fatture inviate al Sistema Tessera Sanitaria escluse dallo spesometro

Fatture inviate al Sistema Tessera Sanitaria escluse dallo spesometro in scadenza il 18 settembre (scadenza chè sarà probabilmente prorogata al 2 ottobre 2017, si veda al punto 1).

Riguardo ai soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (STS), l'art. 4 del Decreto MEF 01.09.2016 dispone, per fini di semplificazione, che l’obbligo di comunicare le operazioni di cui all’art. 21, co. 1, del D.L. 31.05.2010, n. 78, è escluso per i dati trasmessi a detto STS (in base agli artt. 1 e 2 del citato Decreto 01.09.2016).

Si tratta della trasmissione telematica delle spese sanitarie (art. 1) e della trasmissione telematica delle spese veterinarie (art. 2), entrambi sostenute dalle persone fisiche.

L’art. 4, co. 1, del D.L. 193/2016 ha modificato l’art. 21 del D.L. 78/2010, sostituendo il cd. «spesometro» con una nuova comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute avente periodicità trimestrale (in realtà per il 2017 è semestrale), anziché annuale.

Il nuovo articolo 4, comma 1, del citato D.L. 78/2010, recante misure per il recupero dell’evasione, così dispone:

Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute

In relazione alle operazioni rilevanti ai fini dell’IVA effettuate, i soggetti passivi trasmettono in via telematica all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, ivi comprese le bollette doganali, nonchè i dati delle relative variazioni. La comunicazione relativa all’ultimo trimestre é effettuata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio.

Non devono, quindi, essere comunicati i dati relativi a:

- Operazioni per le quali non è stata emessa fattura, non sussistendone l’obbligo ai sensi dell’art. 22 DPR 633/72 (C.M. n. 8/2017);

- altri documenti, come scontrini, ricevute fiscali, carte carburante (C.M. n. 1/2017);

- Fatture elettroniche: i dati delle fatture elettroniche emesse e ricevute, transitate tramite il Sistema di Interscambio (SDI) sono già acquisiti dall’Agenzia delle Entrate: possono essere non inviati, oppure – se più agevole - possono essere inviati con i dati di tutte le fatture;

- Dati relativi alle spese mediche già trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria da parte dei soggetti di cui all’art. 1 del DM 1.9.2016 per espressa previsione normativa.

In tale contesto, la questione che rimane aperta è quella relativa alle spese mediche che devono essere ancora trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria, ma che riguardano fatture relative al 1° semestre 2017.

A parte una possibile modifica normativa ad hoc sul caso, sarebbe comunque auspicabile l’intervento dell’Amministrazione finanziaria magari che estenda l’interpretazione di una norma, a cavallo tra il vecchio (speso metro annuale) ed il nuovo (trimestrale, anche se al momento semestrale), nel senso di far considerare escluse anche la trasmissione di fatture (relative al primo semestre) che debbano poi essere trasmesse al sistema Tessera Sanitaria.

Difatti, se l’intento della suddetta norma è quello di semplificare e allora non si veda perché non si possa estendere la fattispecie anche in attesa di un provvedimento che meglio definisca tale semplificazione sul TS. Tale soluzione pare percorribile, basterebbe anche un comunicato delle Entrate.

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3) Il giusto compenso al custode giudiziario

Il giusto compenso spettante al deve essere determinato in base all’importanza dell’opera svolta ed acquisendo prima il parere dell’Associazione professionale del custode (art. 2233 c.c.).

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20583 del 30 agosto 2017, afferma che l’art. 276 del D.P.R. 115/2002, che ha natura di disposizione transitoria, si applica fino all’emanazione del previsto regolamento.

E proprio in attuazione dell’art. 59 del D.P.R. 115/2002 è stato emanato il D.M. 265/2006, contenente il Regolamento di approvazione delle tabelle per la determinazione dell’indennità spettante al custode dei beni sottoposti a sequestro. Pertanto, nel caso di specie vale l’applicazione del DM 265/2006 e non, quindi, dell’art. 276 del DPR 115/2002.

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4) Non condannabile l’amministratore che trasmette al socio dati contabili incompleti

Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 39443/2017, l’amministratore non commette reato nel momento in cui trasmette al socio risultanze contabili non complete. Occorre, però, che non si verifichino falsi e raggiri.

La Corte ritiene che l’impedito controllo si configura soltanto in caso di falsificazioni o raggiri dei documenti che rappresentano la gestione patrimoniale dell’azienda. La Cassazione ha, così, accolto il ricorso dell’amministratore di una sas che aveva trasmesso al socio una documentazione carente.

Analizzato il contenuto dell’art. 2625 del codice civile: si tratta di una norma che vuole tutelare il corretto funzionamento della società mediante la garanzia, accordata ai soci non amministratori, di poter verificare l’andamento della gestione, la consistenza del patrimonio e la loro rappresentazione contabile incrimina ogni condotta che ostacoli, anche se non impedisca del tutto, la conduzione di tale controllo sull'amministrazione della società in quanto produttiva di un pregiudizio al socio. La norma dunque tutela, sanzionandone sul piano penale la violazione, il diritto che l’art. 2476 c.c. attribuisce ai soci non partecipi dell’amministrazione di ricevere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di fiducia, i libri sociali.

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5) Irap: niente raddoppio dei termini di decadenza per la notifica degli accertamenti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 20435 del 25 agosto 2017, ha spiegato che il raddoppio dei termini di decadenza per la notifica degli accertamenti vigente fino al periodo di imposta 2015 non si applica alle dichiarazioni Irap poiché si tratta di una imposta per la quale non sono previste sanzioni penali.

Secondo i giudici di legittimità il raddoppio dei termini di decadenza, prima dell’abrogazione, non era applicabile alle contestazioni Irap. Ciò poiché le violazioni per tale imposta non possono generare ipotesi delittuose. I reati tributari riguardano infatti esclusivamente le imposte dirette e l’Iva. La normativa sul raddoppio faceva poi riferimento soltanto a dette imposte e non anche all’Irap. Ne consegue che la pretesa Irap contenuta in accertamenti emessi nel maggior termine, è illegittima.

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6) Termine di prescrizione dei contributi INPS

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20455/2017, ritiene che la presentazione del Modello 770 interrompa la prescrizione dei crediti contributivi INPS.

Questo poiché, secondo la Corte, l’Agenzia delle Entrate non é un soggetto terzo rispetto al rapporto contributivo

In particolare, i giudici sostengono che i modelli 770 presentati all’Agenzia delle Entrate dai datori di lavoro, che riguardano i redditi erogati ai propri dipendenti e la relativa contribuzione, equivalgono, quanto agli effetti che ne scaturiscono all’interno del rapporto contributivo, a dichiarazioni rese nei confronti dell’INPS.

Pertanto, l’invio del modello all’Agenzia delle Entrate può avere efficacia interruttiva della prescrizione dei crediti contributivi vantati dall’Istituto previdenziale nei confronti del datore di lavoro che ha effettuato la predetta denuncia retributiva.

Soggetto punibile se ha più di 10 mila di debiti annuali

Inoltre, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39464 del 28 agosto 2017, evidenzia, sempre nell’ambito dell’evasione contributiva, la presenza di un ambito applicativo ristretto della depenalizzazione. L’imprenditore è infatti punibile se, nell’arco dell’anno solare (da gennaio a dicembre) ha un debito con l’INPS che supera 10 mila euro.

Con tale sentenza la Corte ha accolto il ricorso presentato dalla procura di Palermo contro il proscioglimento di un datore di lavoro che nel 2009 non aveva versato le ritenute in favore dei dipendenti per un ammontare superiore a 10 mila euro.

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7) Il Commercialista non può essere anche un venditore porta a porta

Lo dice il Consiglio nazionale dei Commercialisti, nel pronto ordini 143/2017. Questo poiché l’attività di porta a porta è un’attività commerciale e, quindi, risulta incompatibile con la professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile.

In particolare, il Cndcec si sofferma sulla disciplina della vendita diretta a domicilio che è contenuta nella Legge 173/2005, la quale definisce tale attività come “la forma speciale di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi effettuata tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova ... La vendita diretta a domicilio non può avere ad oggetto prodotti e servizi finanziari o assicurativi, ne contratti per la costruzione, la vendita e la locazione di beni immobili”. Quanto al soggetto incaricato alla vendita diretta a domicilio è colui che con o senza vincolo di subordinazione promuove direttamente o indirettamente, la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di imprese esercenti la vendita diretta a domicilio. Tale attività è soggetta all’obbligo del possesso del tesserino di riconoscimento e può essere svolta solo da chi risulti in possesso dei requisiti ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs 114/98.

L’attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione può essere esercitata come oggetto di una obbligazione assunta con contratto di agenzia, o senza necessità di stipulare un contratto di agenzia, da parte di soggetti che svolgono l’attività in maniera abituale, ancorchè non esclusiva o in maniera occasionale, purchè incaricata da una o più imprese. In tale ultimo caso la natura dell’attività è di carattere occasionale fino al conseguimento di un reddito annuo non superiore a 5.000 euro.

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8) L’indeducibilità delle fatture false rende reo l’imprenditore

L’indeducibilità delle fatture false condanna l’imprenditore al reato di evasione fiscale: la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39541 del 30 agosto 2017, ha confermato la condanna alla reclusione a carico di un imprenditore accusato di frode fiscale.

Secondo la Suprema Corte, sono, quindi, indeducibili le fatture soggettivamente false anche se, a causa della mancata deducibilità dei costi ai fini dell’accertamento, il debito d’imposta poi superi la fascia all’evasione fiscale che comporta la condanna penale.

E’ emerso, in particolare, che la consapevolezza di partecipare a una frode fiscale comporta l’indeducibilità di qualsiasi componente negativo riconducibile al reato. In tale ipotesi si viene a configurare il dolo.

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9) Pagamento delle prestazioni all’estero: accertamento dell’esistenza in vita per l’anno 2017

L’INPS, con il messaggio n. 3378 del 30 agosto 2017, ha comunicato le novità riguardanti la verifica generalizzata dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero.

In particolare, l’Istituto si è soffermato sulle novità per le procedure di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero le pensioni Inps. I controlli relativi al 2017 saranno effettuati in due periodi e non riguarderanno tutti i beneficiari dei trattamenti previdenziali. Le verifiche verranno effettuate da Citibank ma non nello stesso periodo: da settembre 2017 a febbraio 2018 saranno monitorate le prestazioni erogate in Africa, Australia ed Europa; da luglio 2018 saranno coinvolti i rimanenti Paesi europei, le Americhe, Asia ed Estremo oriente.

Per la verifica dell'esistenza in vita l'interessato dovrà rispondere a Citibank compilando il modulo inviato dalla banca. In alternativa può essere allegata la certificazione in vita emessa da enti pubblici locali. Saranno esclusi dalla verifica i pensionati che hanno pensioni mensili inferiori a 10 euro.

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10) Contributi Gestione Artigiani e Commercianti: arrivano nel cassetto previdenziale i modelli F24

Gestione Artigiani e Commercianti – Imposizione contributiva, emissione in corso anno d’imposta 2017.

Facendo seguito alla Circolare n° 22 del 31.1.2017 avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2017 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali”, l’INPS con il messaggio n. 3383 del 31 agosto 2017, comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione per l’anno 2017 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.

A seguito della predetta attività sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata Circolare n° 22/2017.

Detti modelli F24 saranno disponibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito e-mail.

L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

(INPS, messaggio n. 3383 del 31 agosto 2017)

Vincenzo D’Andò