Diario quotidiano del 4 settembre 2017: quando è nulla la notifica via PEC

1) Confisca di beni: esito dei crediti erariali

2) Non è valida la notifica via PEC se l’estensione del file è un “PDF”.

3) Studi di settore e scontrini anomali sono buoni indici presuntivi per l’accertamento fiscale

4) Legge concorrenza: maggiore flessibilità nel versamento del TFR al fondo pensione

5) Prestazioni di lavoro occasionale: tempi di accredito versamenti F24

6) Limite massimo di ore di CIGS autorizzabili per le causali di crisi e riorganizzazione aziendale

7) Spesometro: Passa solo al 28 settembre 2017 il termine per la comunicazione delle fatture

8) Ravvedimento sui contratti di locazione in regime di cedolare secca

9) Polo unico: è online il servizio “Richiesta visite mediche di controllo”

10) Conferma della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2017: arrivate le istruzioni operative

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1) Confisca di beni: esito dei crediti erariali
Pubblicata dall’Agenzia delle entrate la risoluzione n. 114/E del 31 agosto 2017 sulla confisca di beni (ex articolo 50 del D.Lgs. n. 159 del 2011): Esito dei crediti erariali.
Il trattamento tributario da applicare nel periodo del sequestro cautelativo è quello previsto per l’eredità giacente (vi é la stessa situazione di provvisorietà).
In relazione alle dichiarazioni presentate per i periodi interessati dall’amministrazione giudiziaria, nell’ipotesi di confisca definitiva di beni sequestrati, si estinguono per confusione solo i debiti erariali Irpef e Ires.
Questo perché lo Stato, soggetto che acquisisce i beni, non è identificabile con una persona fisica né è un soggetto passivo in base a quanto previsto dall’articolo 74 del Tuir.
Non si estinguono, invece, i crediti Iva, Irap o quelli relativi alle ritenute per i quali, viceversa, non viene meno la dualità dei soggetti del rapporto obbligatorio.
La risoluzione scaturisce dalla richiesta di chiarimenti fatta da un amministratore giudiziario e concerne la corretta interpretazione dell’articolo 50 del Codice delle leggi antimafia (Dlgs 159/2011), in relazione alla confisca di beni, aziende o partecipazioni societarie sequestrati: in particolare, i chiarimenti riguardano gli ambiti soggettivo e temporale di applicazione della norma, considerato che:
– solo nel corso dell’amministrazione giudiziaria si sono formati debiti relativi a Iva, Irpef, Inail, ritenute Irpef e verso la Camera di commercio;
– l’istante ha presentato le dichiarazioni Unico e Iva per conto dell’indiziato esclusivamente in riferimento ai redditi prodotti dai beni sequestrati.
L’articolo 50, comma 2, del Codice antimafia, disciplina la particolare ipotesi di estinzione per confusione dell’obbligazione tributaria ovvero il caso in cui lo Stato acquisisca beni, società, aziende o partecipazioni a seguito di confisca definitiva.
Con il trasferimento al patrimonio statale, viene meno la dualità tra creditore e debitore. Le due parti infatti, si riuniscono così come previsto dall’articolo 1253 del codice civile.
Ne consegue l’annullamento delle sole obbligazioni erariali (ad esempio, Ires, Iva, Irpef, imposte di registro e ipocatastali) e non anche di altri tipi di crediti (contributi previdenziali e assistenziali, tributi locali, diritti camerali).
Trasferendo l’attenzione all’ambito temporale di applicazione della “confusione”, la risoluzione ricorda che, secondo quanto affermato dalla circolare 156/2000, il trattamento tributario dei redditi derivanti da beni sequestrati ripercorre le regole stabilite per l’eredità giacente (articolo 187 del Tuir).
In entrambe le situazioni è riscontrabile, infatti, una situazione di provvisorietà, motivo per cui, “La veste di soggetto passivo d’imposta spetta a colui che assume, con effetto retroattivo, la titolarità dei beni sequestrati. Il soggetto passivo d’imposta è, quindi, individuato a posteriori, seppure con effetto ex tunc, nello Stato o nell’indiziato, a seconda che il …

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