Gli ultimi chiarimenti sulla rottamazione delle liti pendenti – Diario quotidiano del 29 settembre 2017

Pubblicato il 29 settembre 2017

1) Definizione agevolata liti pendenti entro il 2 ottobre 2017 ad ampio raggio
2) Reati societari: cessione Srl per la successiva messa in liquidazione
3) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti dal Mise
4) Emergenza rifiuti: dalla Cassazione sì alla riduzione del 40% della Tarsu
5) Trasferimento dell’azienda dalla Sas all’impresa individuale: spetta al socio rimasto il credito d’imposta esposto dalla società
6) Omesso versamento ritenute: criterio della competenza contributiva per valutare la rilevanza penale
7) Cndcec: spesometro da sospendere
8) Codice antimafia: modifiche che possono interessare i Commercialisti
9) Cndcec: Ordini territoriali sollecitati ad aderire al sistema pagoPa
10) Esportazione di prodotti dual use
1) Rottamazione delle liti pendenti entro il 2 ottobre 2017 ad ampio raggio 2) Reati societari: cessione Srl per la successiva messa in liquidazione 3) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti dal Mise 4) Emergenza rifiuti: dalla Cassazione sì alla riduzione del 40% della Tarsu 5) Trasferimento dell’azienda dalla Sas all’impresa individuale: spetta al socio rimasto il credito d’imposta esposto dalla società 6) Omesso versamento ritenute: criterio della competenza contributiva per valutare la rilevanza penale 7) Cndcec: spesometro da sospendere 8) Codice antimafia: modifiche che possono interessare i Commercialisti 9) Cndcec: Ordini territoriali sollecitati ad aderire al sistema pagoPa 10) Esportazione di prodotti dual use ***

1) Definizione agevolata liti pendenti entro il 2 ottobre 2017 ad ampio raggio (approfondisci nell'apposita sezione: "rottamazione liti tributarie")

Sono definibili anche gli atti in pendenza del termine di impugnazione della sentenza in Cassazione.

Quindi, quegli atti passati in giudicato in primo e secondo grado, ma il cui ricorso è ancora suscettibile di ricorso presso il giudice di legittimità.

Infatti, come precisa la stessa guida on line dell’Agenzia delle entrate, entro il 2 ottobre 2017, pagando un importo agevolato, si possono definire le controversie tributarie - in cui il ricorso in primo grado sia stato notificato dal contribuente entro il 24 aprile 2017 ed è parte l’Agenzia delle Entrate - pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, oppure in pendenza del termine di impugnazione della sentenza o per la riassunzione della controversia. Sono definibili anche le controversie inerenti gli avvisi di liquidazione e i ruoli. Restano, invece, escluse le liti relative al rifiuto alla restituzione di tributi, quelle di valore indeterminabile, come, ad esempio, per il classamento degli immobili e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.

Per la definizione occorre pagare gli importi spettanti all’Agenzia richiesti con l’atto impugnato e ancora in contestazione, con esclusione delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora. Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora, la definizione comporta l’abbattimento al 40% degli importi in contestazione. Sono naturalmente da sottrarre gli importi già versati in pendenza di giudizio e, chi ha già presentato entro il 21 aprile scorso la domanda di definizione agevolata dei carichi affidati prevista dall’art. 6 del DL 193/2016, scomputa anche gli importi dovuti per detta “rottamazione” dei ruoli, dovendo usufruire unitamente delle due agevolazioni.

I contribuenti interessati per chiudere le liti in modo agevolato devono entro il 2 ottobre 2017:

  • versare gli importi dovuti o la prima rata
  • presentare la relativa domanda di definizione della controversia mediante trasmissione telematica. Ciò può avvenire tramite un intermediario abilitato o recandosi presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, ovvero in maniera diretta per i contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia.

La definizione consente di pagare in un’unica soluzione, oppure, se l’importo netto dovuto è superiore a 2.000 euro, in due o tre rate, con la possibilità di avvalersi dell’istituto della compensazione.

In caso di pagamento dilazionato, la prima rata deve essere di importo pari al 40% del totale delle somme dovute, la seconda, pari all'ulteriore 40% è fissata al 30 novembre; la terza e ultima rata, pari al residuo 20% va versata entro il 2 luglio 2018.

Nella circolare n. 23 del 25 settembre 2017 sono stati forniti ulteriori chiarimenti, quali: come compilare in modo corretto il modello di pagamento F24, sulle ipotesi per le quali la definizione agevolata non è applicabile, sulla legittimazione a presentare la domanda di definizione in caso di fallimento e sul rapporto tra la definizione agevolata delle liti e la precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio.

Gli enti territoriali

Il 31 agosto 2017 è il termine ultimo entro cui hanno la facoltà di deliberare la definizione delle liti pendenti gli “enti territoriali”. Dunque non solo Regioni, Province, Comuni, ma anche gli altri come le Camere di commercio. La decisione va adottata con le forme previste per l’adozione dei propri atti.

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2) Reati societari: cessione Srl per la successiva messa in liquidazione

Reati penali: cessione Srl per la successiva messa in liquidazione al fine di sottrarsi al pagamento dei debiti erariali.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44451 del 27 settembre 2017, ha disposto, per i soci della S.r.l., il sequestro preventivo delle quote per la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Si trattava di contribuenti, indagati per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte poiché, per sottrarsi ai debiti con l’Erario, avevano commesso degli atti simulati. In possesso di una società soffocata dai debiti, avevano fatto nascere una nuova S.r.l, al fine di aggirare il pagamento dei debiti con il Fisco.

La III Sezione Penale ha preventivamente affermato che il ricorso in Cassazione in materia cautelare reale possa essere esaminato nel solo caso di eventuale violazione di legge; hanno quindi ricordato che l’art. 11, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni colui il quale, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di interessi e di sanzioni amministrative, alieni simultaneamente o compia altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni. Nel caso in esame, la finalità fraudolenta dell’operazione era indiscutibile, per gli Ermellini: già il GIP aveva applicato il sequestro preventivo delle quote dei soci.

Osservando quanto esposto dall’art. 2560 c.c., i giudici, nel condannare i ricorrenti, hanno osservato che «se è vero che l’alienante non è liberato dai debiti, inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito, è anche vero che ove l’azienda abbia ceduto i propri beni e sia stata