Diario quotidiano del 27 settembre 2017: aggiornamenti sullo spesometro e nuova rottamazione dei ruoli

Pubblicato il 27 settembre 2017



1) La proroga dello Spesometro al 5 ottobre 2017 non basta a risolvere i problemi
2) Fisco: definizione agevolata delle liti pendenti, domanda al 2 ottobre
3) Lavoro occasionale: aggiornamento piattaforma informatica per le imprese agricole
4) Spesometro 2017: Assosoftware tranquilizza sulle operazione senza IVA
5) Associazioni sportive dilettantistiche: possono evitare di fare parte degli enti del terzo settore
6) Commercialisti: rivalutare il sistema Comunicazione dati fatture nel suo insieme
7) L’impresa subentrante deve inserire nel TFR anche l’indennità di disagio
8) Spesometro, riparte il servizio web a singhiozzo, Casero: possibile altra proroga
9) Nuova edizione della rottamazione dei ruoli
10) Blocco Uniemens per assenza delega gestione separata
Commercialista Telematico - spesometro1) La proroga dello Spesometro al 5 ottobre 2017 non basta a risolvere i problemi 2) Fisco: definizione agevolata delle liti pendenti, domanda al 2 ottobre 3) Lavoro occasionale: aggiornamento piattaforma informatica per le imprese agricole 4) Spesometro 2017: Assosoftware tranquilizza sulle operazione senza IVA 5) Associazioni sportive dilettantistiche: possono evitare di fare parte degli enti del terzo settore 6) Commercialisti: rivalutare il sistema Comunicazione dati fatture nel suo insieme 7) L’impresa subentrante deve inserire nel TFR anche l’indennità di disagio 8) Spesometro, riparte il servizio web a singhiozzo, Casero: possibile altra proroga 9) Nuova edizione della rottamazione dei ruoli 10) Blocco Uniemens per assenza delega gestione separata ****

1) la proroga dello Spesometro al 5 ottobre 2017 non basta a risolvere i problemi

Si può utilizzare nuovamente dal 26 settembre 2017 il sito fatture e corrispettivi. Restano bloccate solo alcune funzionalità.

Intanto è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 25 settembre 2017, il DPCM 5 settembre 2017 recante “Proroga di termini per la comunicazione di dati delle fatture che dispone la proroga al 28 settembre 2017 del termine per la effettuazione delle comunicazioni dei dati di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relative al primo semestre 2017.

Ma i problemi restano e l’istituto deve essere rivisto: Comunicato del Cndcec

«Questa nuova, ennesima proroga è, esattamente come le altre, assolutamente insufficiente» fanno sapere in serata dal Consiglio nazionale dei commercialisti, sottolineando però di apprezzare l’iniziativa del direttore delle Entrate, Ernesto Ruffini «che, nei limiti dei suo poteri, sta cercando di gestire scelte, problemi ed errori generati da altri». I commercialisti ricordano che «ra stato proprio il Consiglio nazionale nei giorni scorsi, in un rapporto di leale e trasparente collaborazione, a segnalarli per tempo all’amministrazione finanziaria, a partire dai problemi legati alla privacy che hanno indotto alla chiusura del sito delle Entrate. Avevamo sperato che potessero essere risolti con maggiore celerità. Così non è stato e molto tempo è stato perso per un adempimento la cui complessità, del resto, avevamo denunciato da tempo. Per queste ragioni chiediamo che sia ora il Governo a provvedere ad una più efficace soluzione di questa situazione, con scelte più radicali, a partire dalla revisione dell’istituto».

Il comunicato del 25 settembre 2017

«FISCO; Spesometro riparte domani canale web, Comunicazioni fino al 5 ottobre.

Agenzia delle entrate comunica che il servizio web ‘Fatture e Corrispettivi’, temporaneamente sospeso dalla serata del 22 settembre scorso, sarà nuovamente disponibile agli utenti entro domani, martedì 26, a valle di alcuni interventi correttivi effettuati da Sogei, che gestisce il sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria.

Il servizio web per l’invio dei dati delle fatture sarà quindi ripristinato, con l’eccezione di alcune funzionalità sulle quali sono in corso ancora interventi da parte di Sogei volti a ripristinare al più presto il servizio completo. In particolare non sono ancora attive le seguenti funzionalità: modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web; la visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali IVA e quelle relative ai corrispettivi; la precompilazione dei dati all’interno della funzionalità di generazione dati fattura.

Si ricorda, in proposito, che sono comunque sempre stati attivi tutti gli altri canali di trasmissione dei dati attraverso software gestionali.

In considerazione dei disagi sopravvenuti, con provvedimento del direttore di Agenzia delle entrate in corso di emanazione, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017.

Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.».

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 180 del 25 settembre 2017)

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2) Fisco: definizione agevolata delle liti pendenti, domanda al 2 ottobre

L’Agenzia delle Entrate risponde agli ultimi quesiti sulla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, l’opportunità offerta ai contribuenti che scelgono di presentare domanda di definizione e versare, al netto di sanzioni e interessi di mora, gli importi contenuti nell’atto impugnato entro il prossimo 2 ottobre. La circolare n. 23/E del 25 settembre 2017 (vedi anche questo articolo: la circolare ritardataria), infatti, completa il quadro tracciato dalla circolare n. 22/E del 28 luglio scorso sull’agevolazione introdotta dal Dl n. 50/2017. In particolare, tra i chiarimenti forniti nel documento di prassi, le Entrate illustrano il modo corretto di compilare il modello di pagamento F24, affrontano alcune ipotesi per le quali la definizione agevolata non è applicabile, la legittimazione a presentare la domanda di definizione in caso di fallimento e il rapporto tra la definizione agevolata delle liti e la precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio.

Precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio – La circolare si occupa dell’ipotesi in cui sia pendente una controversia avente ad oggetto una sanzione non collegata al tributo e il contribuente abbia già definito, attraverso la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, l’iscrizione a ruolo dei due terzi dell’importo in contestazione. In questo caso, l’Agenzia specifica che la lite pendente può essere definita con il pagamento del 40 per cento dell’importo della sanzione non collegata al tributo ancora in contestazione (ossia 1/3 non ancora iscritto a ruolo), essendo stata già definita in modo agevolato la restante parte (ossia i 2/3 già iscritti a ruolo).

Presentazione delle domande e versamenti a titolo provvisorio - L’Agenzia specifica che, a seguito di fallimento del contribuente, l’istanza di definizione agevolata delle controversie pendenti può essere legittimamente presentata dal curatore e, in caso d’inerzia di quest’ultimo, dal fallito. Il documento di prassi, inoltre, conferma che le somme eventualmente versate a titolo provvisorio da parte dei coobbligati che non aderiscono alla definizione agevolata non possono essere scomputate dall’importo lordo dovuto per la definizione.

Come compilare l’F24 - La circolare contiene alcuni pratici esempi per aiutare i contribuenti nella compilazione del modello di versamento F24. In particolare, l’Agenzia chiarisce come va correttamente suddiviso, tra i vari codici tributo istituiti dalla risoluzione n. 108/E del 2017, l’importo netto da versare per la definizione agevolata della lite. Nel modello di pagamento l’importo netto andrà ripartito, voce per voce, nella stessa proporzione percentuale degli importi contenuti nell’atto impugnato. Se, ad esempio, l’importo lordo dovuto per Irpef e relativi interessi era pari all’89,82 per cento del totale indicato nell’atto impugnato, al codice tributo 8122 (Altri tributi erariali e interessi) dovrà essere imputato l’89,82 per cento dell’importo netto dovuto. Anche se non specificato nella circolare, si precisa che il predetto codice tributo “residuale” va utilizzato altresì per il versamento degli importi eventualmente dovuti a titolo di spese di notifica.

Il testo della circolare è disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.it, nella sezione “Normativa e prassi”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 181 del 25 settembre 2017)

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3) Lavoro occasionale: aggiornamento piattaforma informatica per le imprese agricole

Lavoro occasionale. Articolo 54 bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, introdotto dalla Legge di conversione 21 giugno 2017, n. 96. Rilascio aggiornamento piattaforma informatica per le imprese agricole

L’INPS, con il nuovo messaggio del 25 settembre 2017, ha reso noto l’avvenuta implementazione della piattaforma informatica al fine di adeguarla alle peculiarità previste dalla legge per le imprese agricole.

Mentre, con la circolare n. 107/2017 sono state fornite indicazioni in materia di prestazioni di lavoro occasionale, disciplinate dall’articolo 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, introdotto in sede di conversione dalla Legge n. 96 del 21 giugno 2017.

Le specificità previste dall’articolo 54 bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, sono state descritte al punto 6.5 della circolare n. 107/2017 – con particolare riferimento ai requisiti dei lavoratori che possono essere assunti -, così come integrato con il messaggio n. 2887 del 12/07/2017, con il quale, in particolare, sono state rese note le misure minime del compenso per prestazioni occasionali nel settore agricolo.

La procedura informatica, tenuto conto del parere del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali del 8 settembre 2017 n. 5797, consente alle imprese agricole di indicare la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni, secondo un calendario giornaliero, con indicazione del numero di ore complessive di utilizzo del lavoratore nell’arco temporale indicato.

Trattandosi di comunicazione da fornire prima dello svolgimento della prestazione lavorativa, laddove, per evenienza di carattere straordinario (per es., indisponibilità sopravvenuta del prestatore, condizioni climatiche non idonee allo svolgimento della prestazione lavorativa), la prestazione medesima non dovesse essere resa, l’utilizzatore effettua, sempre avvalendosi della procedura telematica INPS, la revoca della dichiarazione inoltrata, purché ciò avvenga entro le ore 24.00 del terzo giorno successivo alla data conclusiva dell’arco temporale originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione (non superiore a tre giorni consecutivi).

Una volta decorso il terzo giorno successivo alla data conclusiva dell’arco temporale originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione, l’INPS procede ad integrare il compenso pattuito dalle parti nell’ambito del primo prospetto paga da formare, nonché a valorizzare la posizione assicurativa del lavoratore ai fini Ivs e INAIL, trattenendo altresì le somme destinate al finanziamento degli oneri gestionali.

Nel caso in cui l’arco temporale della prestazione indicato nella comunicazione si collochi a cavallo fra due mesi, il pagamento del compenso avverrà il mese successivo alla data finale dell’arco temporale indicato (es. prestazione dal 30.09.2017 al 02.10.2017, pagamento del compenso entro il 15.11.2017).

Si rammenta che tale opzione sarà prevista esclusivamente per gli utilizzatori che si saranno registrati correttamente nella procedura informatica nella categoria di “azienda agricola”.

Infine, si rende noto che sono state implementate le funzionalità relative agli intermediari che intendano operare in qualità di delegati per le Prestazioni Occasionali per gli utilizzatori nel settore dell’agricoltura.

(INPS, messaggio del 25 settembre 2017)

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4) Spesometro 2017: Assosoftware tranquilizza sulle operazione senza IVA

Spesometro 2017: N2 o N6: La scelta non influisce sulla correttezza o meno della comunicazione dei dati.

Assosoftware è intervenuta sul dubbio relativo all'indicazione, per i servizi della natura N2 "non soggette" e N6 "inversione contabile", a seguito di un confronto sul tema con l'Agenzia delle Entrate.

Assosoftware ha precisato che poiché si tratta di operazione senza IVA, con imposta assolta all'estero, l'uso della natura N2 o N6 non ha alcuna influenza ai fini della comunicazione, perciò nessuna delle due indicazioni può considerarsi errata.

Errori relativi all’invio telematico dei dati fatture

Inoltre, il comitato tecnico AssoSoftware con una nota ha fornito precisazioni sugli errori relativi all’invio telematico dei dati fatture.

Con questo nuovo adempimento devono fare i conti, in questi giorni, le imprese e i loro consulenti mentre, nei mesi appena trascorsi, sono state le software house a essere fortemente impegnate nell’adeguamento delle proprie procedure contabili e nella realizzazione di nuove funzioni di generazione e trasmissione dei file Xml.

Controlli per l’invio dati fatture

Sull’invio dati fatture i problemi operativi sono davvero moltissimi. Sono evidenti le complessità connesse alla predisposizione dei flussi delle fatture emesse e ricevute in formato Xml, alla trasmissione automatica che sfrutta tecnologie web services, al recupero delle ricevute e alla verifica degli esiti.

Chi ha già effettuato gli invii dei flussi dati fatture si è poi sicuramente scontrato con gli errori segnalati direttamente dalle procedure gestionali, poi con gli errori segnalati dalla funzione di controllo presente sul sito web «Fatture e corrispettivi» dell’agenzia delle Entrate (per chi l’ha utilizzata), e poi ancora con gli errori di invio non segnalati nelle due precedenti fasi e che vengono invece segnalati in fase di trasmissione effettiva dei flussi. Il tutto condito con blocchi del sistema di accettazione che spesso non rilasciano le ricevute, lasciando nel dubbio per giorni migliaia di utenti.

Quasi invisibili, di fronte alle tantissime anomalie bloccanti, le problematiche legate agli aspetti normativi, che invece dovrebbero costituire il fulcro dell’adempimento. Un ginepraio che molti avrebbero voluto risparmiarsi, ma che non è stato possibile scansare. Peraltro la maggior parte di questi errori è dovuta a incoerenze delle anagrafiche dei clienti e dei fornitori (in particolare se stranieri), a partite Iva cessate, all’utilizzo nelle denominazioni di caratteri speciali quali accenti, apostrofi e simili, che l’Xml mal digerisce.

La prima cosa che salta subito all’occhio è l’assenza dei controlli Sogei, che invece per i modelli dichiarativi erano stati resi disponibili fin dall’inizio (e stiamo parlando del 1999!). O meglio, i controlli Sogei di fatto esistono e sono disponibili, ma:

- funzionano solo on line, il che significa che non possono essere interfacciati dalle procedure gestionali, per cui gli utenti che li vogliono utilizzare devono generare tutti i flussi Xml, poi verificarli uno a uno, infine se tutto va bene effettuare l’invio;

- effettuano esclusivamente un controllo formale, per cui ad esempio non controllano le partite Iva cessate, con il risultato che lo scarto lo si ha poi alla fine in fase di trasmissione definitiva.

Da parte sua AssoSoftware è intervenuta su due fronti:

- da una parte, per agevolare le attività di controllo e invio dei flussi dati fatture, ha predisposto un apposito servizio software erogato da Software Hub System Srl, la società del sistema associativo che fornisce da diversi anni assistenza e strumenti per lo sviluppo e l’integrazione dell’invio elettronico B2B e la conservazione digitale dei documenti, integrabile all’interno dei propri sistemi software gestionali, disponibile per tutti i produttori di software associati e non, che vogliono automatizzare tali processi;

- dall’altra sta effettuando, come già per i modelli dichiarativi, un’attività di monitoraggio delle segnalazioni errate prodotte sia dai controlli Sogei on-line, che prodotte dal sistema di accettazione dei flussi definitivi del Sdi.

Se è vero che i controlli integrati risolvono la problematica della presenza o meno dei campi obbligatori, dei formalismi e della sintassi dei campi stessi, nulla si può fare se il tutto non si completa con la verifica dell’esistenza o meno di ogni anagrafica all’interno dell’anagrafe tributaria. Ci riferiamo in particolare alle partite Iva cessate, ai casi di omocodia o anche solo alle problematiche relative agli indirizzi, laddove curiosamente lo schema Xml prevede l’indicazione del Comune per esteso, senza nessun riferimento al codice catastale che invece lo identificherebbe con certezza. Alcuni sistemi di bonifica della base dati anagrafica, a disposizione dei grandi gestori che emettono un numero elevatissimo di fatture, sono disponibili; tuttavia sono limitati a pochi soggetti e, a quanto è a nostra conoscenza, non consentono la verifica delle partite Iva, ma solo dei codici fiscali.

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5) Associazioni sportive dilettantistiche (ASD): possono evitare di fare parte degli enti del terzo settore

Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) se lo preferiscono possono essere enti del terzo settore mentre le società sportive di capitali o le cooperative, secondo parere di dottrina, potrebbero essere solo imprese sociali.

Tra le 26 tipologie contenute nell’articolo 5 del Codice del Terzo Settore (Dlgs 117 del 2 luglio 2017) troviamo: “t) organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche”.

Si perviene così alla seguente conclusione: La novella normativa non tipizza le associazioni sportive, contrariamente a quanto previsto, invece, ad esempio per le associazioni di promozione sociale, le colloca, astrattamente, nell’ultima categoria di enti del terzo settore “generalista” sopra riportata, prevedendo espressamente, però, la possibilità di svolgere la loro attività istituzionale.

Questo porta ad una prima importante conclusione: una associazione sportiva può ma non deve diventare un ente del terzo settore.

Peraltro, l’iscrizione al CONI è già fondamentale per fruire di tutte le connesse agevolazioni fiscali tra cui la L. 398/1991 (regime speciale).

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6) Commercialisti: rivalutare il sistema Comunicazione dati fatture nel suo insieme

Spesometro, dalla proroga altre possibili criticità. Per i commercialisti la scelta di affidare ai singoli uffici delle Entrate la decisione sull’eventuale disapplicazione delle sanzioni genererà nuovi problemi. Casero: "Valutiamo misure"

Nuova presa di posizione del Consiglio nazionale dei commercialisti sullo spesometro. La categoria punta questa volta i riflettori sulla decisione di lasciare ai singoli uffici dell’Agenzia delle Entrate la decisione sull’applicabilità o meno delle sanzioni. Una scelta che, affermano i due consiglieri nazionali delegati alla fiscalità, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, "genererà ulteriore caos in questa travagliata vicenda”. Il riferimento è alle indicazioni contenute nella nota diramata ieri sera, con la quale le Entrate hanno comunicato lo slittamento al 5 ottobre dei termini per l’adempimento. Rinvio che il Consiglio nazionale aveva immediatamente bollato come “assolutamente insufficiente”.

Prendiamo atto delle motivazioni che hanno indotto al comunicato diffuso ieri dall'Agenzia delle Entrate – affermano Gelosa e Postal - ma siamo convinti che lasciare ai singoli Uffici della Agenzia la valutazione di merito sulla non applicazione delle sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l'adempimento sia effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dalla originaria scadenza, può essere solo foriero di ulteriori criticità derivanti dalle disparità di trattamento che si potranno originare su base locale. Per questo motivo - concludono - ribadiamo l'assoluta ed urgente necessità di un provvedimento normativo da parte del Governo che rivisiti l'Istituto a partire dal termine di scadenza da prorogare ulteriormente, per arrivare alla totale disapplicazione delle sanzioni relativamente a questo primo invio e conseguentemente alla possibile correzione di errori o ritardi”.

Sulla ingarbugliata vicenda spesometro è intervenuto oggi anche il Viceministro dell'Economia, Luigi Casero, ammettendo che la situazione venutasi a creare con il blocco della piattaforma telematica di trasmissione delle fatture all’Agenzia delle Entrate, "è grave". "Tra oggi e domani - ha affermato - vedremo con l'Agenzia se potremo fare un intervento un po' più ampio, se ci sia la necessità di misure immediate, come un'ulteriore proroga, o di interventi più a lungo termine". "Quello che l'Agenzia delle Entrate poteva fare, l'ha fatto", ha spiegato Casero, sottolineando che ora si cercherà di capire cosa è successo, perché il sistema si è bloccato e quanti utenti sono rimasti coinvolti. Il governo, valuterà quindi se intervenire con un eventuale decreto, con un dpcm o nella legge di bilancio. "Ci possono essere sia degli interventi immediati che altri che riguardano il futuro", ha specificato. "Quando succedono dei fatti come questo è giusto rivedere un po' tutto e prevedere degli interventi. Il primo step l'ha fatto l'Agenzia, vediamo se ci sarà un secondo step con un intervento del governo e poi un terzo step sul futuro". Questa potrebbe essere insomma l'occasione per rivalutare il sistema nel suo insieme, senza tuttavia, ha puntualizzato il viceministro, tradire l'evoluzione verso la digitalizzazione del fisco.

(Consiglio nazionale dei Commercialisti, comunicato del 26 settembre 2017)

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7) L’impresa subentrante deve inserire nel TFR anche l’indennità di disagio

L’impresa subentrante deve inserire nel TFR, spettante ad un lavoratore, l’indennità di disagio.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22291/2017, ha stabilito che anche nei confronti di un impresa subentrante attraverso un provvedimento amministrativo e non ex art. 2112 c.c., sussiste l’obbligo di inserire nel TFR spettante ad un lavoratore, l’indennità di disagio correlata a prestazioni straordinarie rese in favore del precedente datore di lavoro.

La Suprema Corte, in tal modo, supera l’indirizzo espresso nella decisione n. 13949/2003 secondo la quale veniva negata la sussistenza di un trasferimento di azienda avvenuto a seguito di un provvedimento della pubblica autorità.

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8) Spesometro, riparte il servizio web a singhiozzo, Casero: possibile altra proroga

Spesometro, riparte il servizio web (ma solo in parte). Casero: «Valutiamo altra proroga».

Il servizio telematico per la trasmissione dello spesometro torna attivo, ma non del tutto dopo la sospensione dei giorni scorsi che ha generato confusione e proteste tra gli operatori.

Da ieri nella sezione “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’agenzia delle Entrate è possibile nuovamente accedere, ma - come segnala una schermata «al momento non sono disponibili le seguenti funzionalità:

- modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web;

- visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali Iva e quelle relative ai corrispettivi;

- precompilazione dei dati all’interno della funzionalità di generazione dati fattura».

Le funzionalità ancora disattivate sono quelle per le quali sono ancora in corso interventi da parte di Sogei volti a ripristinare al più presto il servizio completo», spiega l’Agenzia.

Ruffini dal Garante della privacy

Lo spesometro ricomincerà a funzionare pienamente non appena «si riattiverà la sicurezza del sistema su cui lavora Sogei», ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, incontrato dai giornalisti mentre entrava nella sede del Garante della Privacy. Alla richiesta se il sistema sarà pienamente operativo ha risposto che è una domanda a cui non sa rispondere. L’«apertura» del viceministro Casero

«La situazione venutasi a creare con il blocco dello spesometro è grave», ha ammesso il viceministro all’Economia Luigi Casero, che ha aggiunto: «Tra oggi e domani vedremo con l’agenzia delle Entrate se potremo fare un intervento un po’ più ampio, se ci sia la necessità di misure immediate, come un’ulteriore proroga, o di interventi più a lungo termine».

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9) Nuova edizione della rottamazione dei ruoli

Il Governo da un lato studia la, riapertura della rottamazione delle cartelle, dall’altro, conferma indirettamente il successo della prima edizione della definizione agevolata della cartelle notificate dalla ex Equitalia. Non solo. Il quadro di sintesi sulle entrate una tantum dell’ultimo triennio fa “emergere” anche il flop della voluntary bis: sotto la voce emersione dei capitali all’estero nella colonna “consuntivo” il Mef indica 850 milioni di euro. Nessun allarme comunque per i conti pubblici. Il flop della voluntary sarà coperto proprio con le maggiori entrate che il Governo incasserà con la prima rottamazione delle cartelle. Sempre nella stessa tabella sulle poste una tantum a legislazione vigente arriva una conferma sul successo dell’operazione: All’appello mancano ancora la seconda e la terza rata in scadenza il 2 ottobre (il 30 settembre cade di sabato) e il 30 novembre. Se tutti rispettaranno gli appuntamenti l’incasso totale del 2017 potrebbe andare oltre la soglia dei 6 miliardi di euro consegnando al Governo un extragettito, per il solo 2017, di poco superiore al miliardo di euro. A cui poi si devono sommare le somme aggiuntive indicate nelle previsioni per il 2018: il Mef, sempre nella tabella delle entrate una tantum, prevede per il prossimo anno un incasso di oltre 2,4 miliardi di euro contro i 2 miliardi indicati lo scorso anno sempre nel Dl fiscale di fine anno.

Dall’analisi dei dati sulla prima edizione della rottamazione è maturata dunque l’idea, anticipata su queste pagine nelle settimane scorse e confermata sabato dallo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, di riaprire la rottamazione sia ai ruoli notificati nei primi quattro mesi del 2017 sia a quelle migliaia di contribuenti che hanno presentato domanda di adesione alla definizione agevolata ma che per vari motivi il sistema ha scartato. Si tratta di tutti coloro che non erano in regola con i vecchi piani di rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi. Ci sono poi anche “i maxi-debitori” ossia quei contribuenti, con debiti da definire in via agevolata particolarmente consistenti, i cui bonifici seppur effettuati nei termini di legge sono arrivati di fatto nei giorni successivi.

Al di là delle scelte finali da inserire nel nuovo decreto fiscale, il Mef stima che la rottamazione bis potrebbe assicurare all’erario nel 2018 e nel 2019 almeno 1,5 miliardi di euro.

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10) Blocco Uniemens per assenza delega gestione separata

Da questo mese non è possibile inviare il flusso Uniemens se manca la delega alla gestione separata per le ditte che hanno collaboratori o amministratori iscritti alla gestione separata.

Questo il messaggio che restituisce l'INPS se si prova ad inviare un flusso Uniemens in mancanza della delega:

"ATTENZIONE: non risulta alcuna delega attiva nella Gestione Separata per il Committennte XXXXXXXX, YYYYYYYYY, ZZZZZZZZZ Si prega di regolarizzare la posizione mediante la procedura illustrata nella circolare n. 126/2013.

L'operazione è inibita."

Il percorso consigliato per attivare la delega è il seguente:

accesso a www.inps.it – servizi on line – elenco di tutti i servizi – deleghe indirette per artigiani, commercianti, associanti e professionisti.

È possibile validare le deleghe in tempo reale e subito dopo inviare il flusso

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MISE: 32 milioni per area di crisi Abruzzo-Marche

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con comunicato stampa del 22 settembre 2017, ha attivato l’intervento per l’area di crisi di Abruzzo e Marche mettendo a disposizione 32 milioni di euro per i progetti di riconversione e riqualificazione industriale “Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno”. I fondi serviranno al rafforzamento industriale dell’area e favorire nuovi investimenti.

Le agevolazioni sono previste per le iniziative che prevedano la realizzazioni di programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, con possibile progetto di innovazione dell’organizzazione, con spese non inferiori al 1,5 milioni di euro; e che comportino un incremento degli addetti dell'unità produttiva oggetto del programma di investimento.

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. – Invitalia a partire dal 25 ottobre 2017 e fino al 24 novembre 2017.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, note del 26 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò