Diario quotidiano del 25 settembre 2017: i Commercialisti chiedono il rinvio dello spesometro sperimentale mentre arrivano nuove FAQ

Pubblicato il 25 settembre 2017



1) Concessione di contributi a fondo perduto a favore delle PMI: decreto in G.U.
2) Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: elenco dei soggetti abilitati
3) I produttori di imballaggi possono sospendere il versamento del contributo ambientale
4) Commercialisti: Spesometro sperimentale da rinviare e stop sanzioni nei casi non dolosi
5) Bonus fiscali per gli interventi sulle parti comuni condominiali: tutto pronto per l’invio della documentazione
6) Ristrutturazioni edilizie: pronta la nuova guida sulle agevolazioni fiscali
7) Provvedimento Entrate introduce i primi 70 Indici sintetici di affidabilità (Isa), sostituiscono gli studi di settore
8) Comunicazioni dati fatture (cd. spesometro): ecco le nuove FAQ dalle Entrate
9) Nella SAS la sanzione per l’infedele dichiarazione riguarda tutti i soci
10) L’intestazione fittizia di quote societarie porta al reato di autoriciclaggio
Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate1) Concessione di contributi a fondo perduto a favore delle PMI: decreto in G.U. 2) Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: elenco dei soggetti abilitati 3) I produttori di imballaggi possono sospendere il versamento del contributo ambientale 4) Commercialisti: Spesometro sperimentale da rinviare e stop sanzioni nei casi non dolosi 5) Bonus fiscali per gli interventi sulle parti comuni condominiali: tutto pronto per l’invio della documentazione 6) Ristrutturazioni edilizie: pronta la nuova guida sulle agevolazioni fiscali 7) Provvedimento Entrate introduce i primi 70 Indici sintetici di affidabilità (Isa), sostituiscono gli studi di settore 8) Comunicazioni dati fatture (cd. spesometro): ecco le nuove FAQ dalle Entrate 9) Nella Sas la sanzione per l’infedele dichiarazione riguarda tutti i soci 10) L’intestazione fittizia di quote societarie porta al reato di autoriciclaggio ****

1) Concessione di contributi a fondo perduto a favore delle PMI: decreto in G.U.

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 218 del 18 settembre 2017, (si veda nel Diario quotidiano fiscale del 20 settembre 2017) il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 17 luglio 2017 con la concessione di contributi a fondo perduto, in forma di voucher, a favore delle PMI.

Le risorse finanziarie all’attuazione dell’intervento ammontano a euro 20.000.000,00.

Il decreto disciplina la concessione di contributi a fondo perduto in forma di voucher per l’acquisizione, a seguito della sottoscrizione di un apposito contratto di servizio, di prestazioni consulenziali, erogate esclusivamente dalle società di temporary export management attraverso la messa a disposizione di uno o più TEM e finalizzate a sostenere i processi di internazionalizzazione dei soggetti beneficiari, attraverso attività di analisi e ricerche di mercato, di individuazione e acquisizione di nuovi clienti, di assistenza legale, organizzativa, contrattuale e fiscale e di trasferimento di competenze specialistiche in materia di internazionalizzazione d’impresa.

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che, alla data di presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

a) essere in stato di attività e risultare iscritte al registro delle imprese;

b) non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;

c) risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali;

d) avere conseguito un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 500.000, con riferimento all’ultimo esercizio contabile chiuso; il possesso di tale requisito non è richiesto per le start-up innovative;

e) non aver beneficiato di un importo complessivo di aiuti «de minimis» che, unitamente all’importo delle agevolazioni concesse a valere sul presente decreto, determini il superamento del massimale di cui all’art. 3, paragrafo 2 del Regolamento de minimis;

f) non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi all’art. 1 del Regolamento de minimis;

g) non aver ricevuto, per le spese oggetto delle agevolazioni concesse a valere sul presente decreto, altri contributi pubblici che si configurino come aiuti di Stato notificati ai sensi dell’art. 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea o comunicati ai sensi dei regolamenti della Commissione che dichiarano alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, concessi per le medesime spese, inclusi quelli attribuiti sulla base del Regolamento de minimis;

h) non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Possono inoltre beneficiare delle agevolazioni le PMI riunite attraverso la sottoscrizione di un contratto di rete; in tal caso il possesso del requisito previsto alla lettera d), può essere accertato con riferimento alla somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni delle suddette PMI.

(Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 17 luglio 2017, in G.U. n. 218 del 18 settembre 2017)

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2) Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: elenco dei soggetti abilitati

Cin il Decreto Interdirettoriale (Lavoro – Sviluppo Economico – Salute) n. 78 del 20 settembre 2017, è stato adottato il Quattordicesimo elenco, di cui al punto 3.7 dell’Allegato III del Decreto interministeriale 11 aprile 2011, dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.

Il Decreto è composto dai seguenti cinque articoli:

art. 1 (Rinnovo delle iscrizioni nell’elenco dei soggetti abilitati) è rinnovata l’iscrizione per i soggetti che hanno tempestivamente e regolarmente trasmesso la documentazione richiesta e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011 ha potuto tempestivamente concludere la propria istruttoria;

art. 2 (Variazione delle abilitazioni) sono apportate le variazioni alle iscrizioni già in possesso, sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti;

art. 3 (Proroga delle iscrizioni nell’elenco dei soggetti abilitati) è disposta un’ulteriore proroga di 60 giorni per i soggetti in scadenza al 18 settembre 2017, la cui istruttoria è tuttora in corso e in vista della prossima riunione della Commissione già fissata per il 25 e 26 settembre 2017;

art. 4 (Elenco dei soggetti abilitati) è specificato che con il Decreto si adotta l’elenco aggiornato, in sostituzione di quello adottato con il Decreto del 9 settembre 2016;

art. 5 (Obblighi dei soggetti abilitati) sono riportati, come di consueto, gli obblighi cui sono tenuti i soggetti abilitati.

L’elenco adottato in allegato al Decreto – “Elenco dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, di cui all’Allegato VII del Decreto legislativo n. 81/2008” – sostituisce integralmente il precedente elenco adottato con il decreto del 9 settembre 2016.

(Decreto ministeriale n. 78 del 20 settembre 2017)

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3) I produttori di imballaggi possono sospendere il versamento del contributo ambientale

Dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza arrivano anche le novità in materia di imballaggi, RAEE, raccolta e trasporto di rifiuti di metalli ferrosi e non.

Difatti, come viene messo in risalto in una nota di Tuttocamere (Portale delle aziende di commercio), è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2017, la Legge 4 agosto 2017, n. 124, recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza".

I commi dal 120 al 124, dell'articolo 1 della legge in esame, modificano la disciplina dei consorzi di imballaggi, i RAEE e stabiliscono nuove semplificazioni per i rottami ferrosi.

Ecco di seguito tutti i particolari illustrati da Tuttocamere:

- I commi 120-121 modificano la disciplina relativa al riconoscimento di sistemi autonomi alternativi all'adesione al CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi) o ai c.d. “consorzi di filiera” costituiti per ognuno dei materiali di imballaggio. In particolare, viene consentito ai produttori di imballaggi, che hanno presentato un progetto di consorzio autonomo, di sospendere il versamento del contributo ambientale nel periodo intercorrente tra il riconoscimento del progetto e l'intervenuto accertamento sul funzionamento del sistema autonomo da parte del Ministero dell'Ambiente.

Viene altresì escluso il CONAI dalla procedura di riconoscimento dei c.d. sistemi autonomi affidando le relative competenze all'ISPRA;

- il comma 122 interviene sull'articolo 18, comma 4, del D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, concernente il trattamento adeguato dei RAEE con modifiche che sono volte a prevedere che la determinazione dei criteri e delle modalità di trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) avvenga anche nelle more della definizione delle norme minime di qualità da parte della Commissione europea, anziché in conformità a tali norme; sopprimere il termine, previsto per l'emanazione del citato decreto ministeriale, di tre mesi dalla adozione delle suddette norme minime di qualità europee. Le modifiche in commento sono volte all'adozione del citato decreto ministeriale, in quanto non sono ancora state adottate dalla Commissione europea le suddette norme tecniche di settore (CENELEC), come evidenziato nell'Accordo di Programma Impianti sul trattamento RAEE 2016, con cui sono state definite le specifiche tecniche sui requisiti minimi per il trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, sia domestiche sia professionali; - i commi 123 e 124 prevedono, rispettivamente l'emanazione di un decreto del Ministero dell'ambiente, finalizzato alla definizione di modalità semplificate relative agli adempimenti per l'esercizio delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, e l'individuazione da parte dell'Albo nazionale dei gestori ambientali di modalità semplificate volte all'iscrizione degli esercenti l'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi. In particolare, il comma 123 prevede l'emanazione, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, di un decreto del Ministero dell'ambiente, per la definizione di modalità semplificate relative agli adempimenti per l'esercizio delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi. Il successivo comma 124 prevede che, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 123, l'Albo nazionale dei gestori ambientali dovrà individuare le modalità semplificate d'iscrizione per l'esercizio dell'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché i quantitativi annui massimi raccolti e trasportati per poter usufruire della predetta iscrizione con modalità semplificate.

(Tuttocamere, nota di settembre 2017)

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4) Commercialisti: Spesometro sperimentale da rinviare e stop sanzioni nei casi non dolosi

Il Consiglio nazionale dei Commercialisti, nel comunicato del 22 settembre 2017, prende atto positivamente delle recenti dichiarazioni del viceministro all'Economia, Luigi Casero, che, nel riconoscere le difficoltà di applicazione della comunicazione dati fatture dovute alle novità dello strumento considerato sperimentale, ha dichiarato che gli errori non dolosi non saranno sanzionati e quindi si sta lavorando per contenere i casi di rifiuto degli invii telematici.

Commercialisti, rinviare scadenza Spesometro 28/9

Miani: “Considerare questo primo invio di natura sperimentale, con conseguente disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con la possibilità di effettuare correzioni”.

Slittamento della scadenza del cosiddetto Spesometro, fissata per il 28 settembre. Ad invocarla è il Consiglio nazionale dei commercialisti, secondo cui c'è "assoluta necessità" di un rinvio dei termini, e di "considerare questo primo invio di natura sperimentale, con conseguente disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesso, con la possibilità di effettuare correzioni".

In una nota, il presidente nazionale della categoria professionale Massimo Miani rammenta come fin dall'approvazione del nuovo Spesometro "abbiamo sottolineato, a più riprese, l'estrema complessità e gravosità del nuovo adempimento in termini di costi e di tempi necessari, nonché la sua singolarità nel panorama normativo dei Paesi ad economia avanzata. Per questo abbiamo apprezzato le recenti dichiarazioni del viceministro all'Economia, Luigi Casero, che, nel riconoscere le difficoltà di applicazione di questo nuovo strumento, ha dichiarato che gli errori non dolosi saranno perdonati e stiamo intervenendo per contenere i casi di rifiuto", chiude.

(CNDCEC, comunicato del 22 settembre 2017)

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5) Bonus fiscali per gli interventi sulle parti comuni condominiali: tutto pronto per l’invio della documentazione

E’ on line il Portale per l’invio della documentazione per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali che beneficiano delle detrazioni del 70% e 75%,

E’ disponibile online dal 20 settembre 2017 il portale dell’ENEA dedicato all’inserimento delle richieste di detrazione (allegati A ed E del “decreto edifici”) relative agli interventi, introdotti dalla legge di Bilancio 2017, eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali, che posseggono i requisiti per accedere alle detrazioni fiscali del 70% e del 75%.

Questo è il link: “ http://finanziaria2017-condomini.enea.it"

Per maggiori informazioni circa le modalità per beneficiare delle detrazioni del 70% e del 75%, è disponibile il vademecum specifico, scaricabile dalla sezione “vademecum” del portale informativo dell’ENEA dedicato: http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/tecno/vademecum_parti_comuni.pdf

Tutte le informazioni sulle incentivazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico, i cosiddetti ecobonus del 65%, sulla documentazione da inviare all’ENEA e le FAQ con le risposte ai quesiti più frequenti,  sono disponibili al seguente indirizzo:  http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/

Per ulteriori informazioni su Finanziaria 2017 e sulle detrazioni: http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/

(ENEA, nota del 20 settembre 2017)

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6) Ristrutturazioni edilizie: pronta la nuova guida sulle agevolazioni fiscali

E’ stata pubblicata il 22 settembre 2017 dall’Agenzia delle entrate, sul proprio sito internet, il vademecum aggiornato sul bonus ristrutturazioni edilizie.

Nella guida debuttano le detrazioni fiscali spettanti per l’acquisto di case antisismiche introdotte dalla recente manovra correttiva, il Decreto legge n. 50/2017.

A completare il quadro delle agevolazioni fiscali previste quando sugli edifici si effettuano interventi che comportano una riduzione del rischio sismico, arrivano le detrazioni maggiorate per l’acquisto di immobili nei comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”.

E’ sostanzialmente questa la principale novità contenuta nella nuova edizione della guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”.

Come è noto, la legge di bilancio 2017 ha previsto la possibilità di usufruire di detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione consegua una riduzione del rischio sismico dell’edificio. In particolare, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 si può fruire:

- della detrazione del 70% della spesa sostenuta, su un ammontare complessivo di 96mila euro per unità immobiliare, qualora l’esecuzione dei lavori abbia prodotto una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore;

-della detrazione dell’80%, se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.

La legge ha anche disposto che l’agevolazione riguarda non soltanto i lavori eseguiti su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche su quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Inoltre, può essere usufruita per tutti gli immobili abitativi, e non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale, e per quelli destinati ad attività produttive.

Nuove detrazioni per gli interventi di demolizione e ricostruzione

Per le stesse categorie di interventi che danno diritto alle detrazioni sopra ricordate, ed è proprio questa la novità contenuta nel decreto legge n. 50/2017 e recepita nella guida, quando sono realizzati nei Comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”, chi compra un immobile facente parte di un edificio demolito e ricostruito può usufruire di una detrazione pari al 75% del prezzo di acquisto (se i lavori hanno ridotto di una classe il rischio sismico dell’edificio) o all’85% (se si passa a due classi di rischio inferiori). Il prezzo di acquisto sul quale calcolare la detrazione è quello riportato nell’atto pubblico di compravendita. In ogni caso, la detrazione spetta entro l’ammontare massimo di 96mila euro per ogni unità immobiliare acquistata. Per l’individuazione delle zone classificate a rischio sismico 1, bisogna far riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006. L’agevolazione è riconosciuta anche quando la ricostruzione dell’edificio abbia determinato una variazione di volume, rispetto alla costruzione preesistente, sempre che le norme urbanistiche vigenti lo consentano. Altra condizione dettata dalla norma, infine, è quella che gli interventi devono essere stati eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che vendono l’immobile entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori.

Via libera alla cessione del credito

La guida ricorda, infine, la possibilità per i contribuenti che beneficiano dell’agevolazione di cedere il credito pari alla detrazione spettante. La cessione può avvenire a favore delle imprese che hanno effettuato gli interventi o di altri soggetti privati. Non è possibile farlo, invece, nei confronti di istituti di credito e degli intermediari finanziari.

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7) Provvedimento Entrate introduce i primi 70 Indici sintetici di affidabilità (Isa), sostituiscono gli studi di settore

L’Agenzia delle Entrate ha individuato i primi Isa (Indici sintetici di affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore di 1,4 milioni di contribuenti già nel 2018. L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 191552 del 22 settembre 2017, firmato dal direttore Ernesto Maria Ruffini, infatti, si individuano i primi 70 Indici che dovranno essere elaborati quest’anno e che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017.

Gli altri Isa saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore. Dal 2018 imprese e professionisti potranno, così, avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance.

Il neo provvedimento riporta anche le attività economiche, suddivise per settore, per le quali saranno elaborati gli Indici.

Platea degli interessati dai nuovi Indici, oltre un milione

I nuovi 70 Indici riguarderanno circa 1,4 milioni di contribuenti. In particolare, 29 Indici sintetici di affidabilità saranno elaborati per il settore del commercio; tra le attività interessate vi sono quelle del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, articoli sportivi, giochi e commercio all’ingrosso di mobili. Sono invece 17 gli Indici individuati per il comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici, parrucchieri e barbieri, riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori, ma anche intermediari immobiliari, ristorazione e villaggi turistici. Per le manifatture gli Indici individuati sono 15 e riguardano, tra gli altri, la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature, prodotti in gomma. Per i professionisti i nuovi Isa riguardano 9 diverse attività di lavoro autonomo, tra le quali quelle dei disegnatori grafici, dei geometri e degli studi legali.

Platee più numerose per macro-categorie

Andando a scorrere le attività, dei circa 1,4 milioni di contribuenti interessati dagli Isa per il periodo d’imposta 2017, e che potranno quindi accedere ai benefici premiali previsti, circa 168mila sono intermediari del commercio (12% della platea), quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%). Tra le macro categorie più numerose interessate dagli Isa ci sono anche i ristoranti, circa 95mila (7%) e i parrucchieri, circa 74mila (5%).

I vantaggi per i contribuenti - I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli Isa avranno accesso a significativi benefici premiali su più livelli: in particolare vengono esclusi gli accertamenti di tipo analitico – presuntivo; limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito. E’ anche prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Infine, è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 179 del 22 settembre 2017)

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8) Comunicazioni dati fatture (cd. spesometro): ecco le nuove FAQ dalle Entrate

Sono arrivate in questi ultimi giorni le ulteriori faq sulle comunicazioni dati fatture, meglio noto come spesometro semestrale in scadenza con proroga.

Si va dai chiarimenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni alle agenzie di viaggi:

- Le fatture di acquisto registrate in regime IVA 74ter presentano la distinta vengono annotate per il valore totale; ai fini dello Spesometro tali fatture verranno comunicate per l’importo totale indicando la natura N5 - regime del margine;

- le fatture emesse in regime IVA 74ter per operazioni di vendita tramite intermediario, dunque quelle intestate al cliente dell’agenzia di viaggio ma con domiciliazione presso la stessa dunque priva del dato del cliente necessario ai fini della comunicazione, vanno comunicate utilizzando il domicilio dell’agenzia di viaggio; nella comunicazione va, in ogni caso, riportato l'identificativo fiscale (CF o Partita IVA) del cliente così come indicato nella fattura;

- per il trattamento di fatture ed autofatture relative alle provvigioni riconosciute alle agenzie di viaggio intermediarie, da parte delle agenzie organizzatrici, queste ultime (che annotano le fatture sia nel registro vendite sia in quello degli acquisti) dovranno comunicare i dati di dette fatture tra le fatture di acquisto usando il codice N6 - inversione contabile e indicando la relativa imposta, e il codice N3 – non imponibile, nel caso in cui la fattura riguardi operazioni non imponibili; le agenzie intermediarie comunicano i dati della fattura emessa (per loro conto dall’organizzatore), compilando i campi della sezione DTE e utilizzando la codifica N6 - inversione contabile (senza riportare l’imposta), ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, ove la fattura riguardi operazioni non imponibili.

Domanda

Risposta

In caso di operazioni effettuate nei confronti di una controparte estera soggetto passivo di imposta ed in assenza di un numero di Codice Fiscale (cosa che sembra plausibile in alcuni stati esteri soprattutto Extra UE) si chiede cosa debba essere indicato nel campo "Codice Fiscale" dei dati del cessionario/committente nel blocco DTE.

Primariamente occorre precisare che, nella sezione DTE (dati fatture emesse), la compilazione del campo 2.2.1.2 <Codice Fiscale> è alternativa a quella dei campi presenti nel blocco 2.2.1.1 <IdFiscaleIVA>.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto passivo IVA comunitario, i campi da valorizzare sono 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo campo verrà inserito l'identificativo del paese comunitario (es. FR per Francia) e nel secondo gli estremi della partita IVA del soggetto.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto extracomunitario, i campi da valorizzare sono 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo verrà inserito l'identificativo del paese extracomunitario (es. US per Stati Uniti) e nel secondo qualsiasi estremo identificativo del soggetto cessionario/committente di cui si dispone.

Ove la cessione/prestazione è resa ad un operatore soggetto privato comunitario, occorrerà sempre valorizzare i campi 2.2.1.1.1 <IdPaese> e 2.2.1.1.2 <IdCodice>: nel primo campo verrà inserito l'identificativo del Paese comunitario (es. FR per Francia) e nel secondo campo qualsiasi estremo identificativo del soggetto cessionario/committente di cui si dispone.

FATTURE DI ACQUISTO INTRACOMUNITARI DALLA P.A. PER FINI ISTITUZIONALI

- i dati relativi a operazioni d'acquisto intracomunitario effettuati da una Pubblica Amministrazione nell'ambito dell'attività istituzionale devono essere inseriti nella "comunicazione dei dati fattura" oppure tale obbligo non sussiste in virtù della finalità istituzionale degli acquisti ?

Si ritiene che un ente pubblico che effettui acquisti intracomunitari nell'ambito della sua attività istituzionale e che non abbia ricevuto tale fattura elettronicamente attraverso il Sistema di interscambio non sia obbligato ad inviare la comunicazione dei dati di tali fatture.

FATTURE DI ACQUISTO IN REGIME IVA ORDINARIO REGISTRATE IN REGIME IVA 74ter - come noto, per tali documenti (anche se emessi dal fornitore con separata indicazione di imponibile + IVA) si procede alla registrazione contabile e alla annotazione del registro IVA acquisti 74ter per il totale del loro ammontare, senza separata indicazione di imponibile + IVA. Ci si chiede quindi come procedere alla comunicazione dati fattura; tali documenti dovranno essere comunicati con separata indicazione di imponibile + IVA o verranno comunicati con codice N5 regime del margine pur essendo indicata sulla fattura ricevuta la distinzione imponibile+imposta ?

L'operazione in oggetto viene riportata nella comunicazione indicando la natura N5 - regime del margine, come peraltro già chiarito nella Circolare n. 1/E del 7 febbraio 2017

DOCUMENTI DA INCLUDERE NELLA COMUNICAZIONE CON DATA FATTURA O DATA REGISTRAZIONE - il DM 340/1999 all'art. 5 consente di poter annotare nei registri IVA vendite le operazioni eseguite entro il mese successivo: quindi ci si può trovare nella casistica di fattura emessa in data 30/6 ma annotata nel registro IVA in data 31/07. Nella risoluzione Agenzia delle Entrate n. 87/2017 è stato specificato, per gli autotrasportatori che differiscono il termine di registrazione delle fatture, che queste dovranno essere oggetto di comunicazione in base alla data di registrazione; si chiede quindi se tale previsione può essere estesa alle agenzie viaggi.

Nella comunicazione dati fattura verranno riportati i documenti emessi in base alla data di annotazione sul registro IVA vendite, come già previsto per gli autotrasportatori.

FATTURE EMESSE IN REGIME IVA 74ter per operazioni di vendita tramite intermediario - il DM 340/1999 all’art. 4 comma 2 prevede la possibilità di emettere le fatture intestate al cliente domiciliato presso l'agenzia viaggi intermediaria: di prassi, quindi, le agenzie viaggi organizzatrici (tour operator) emettono fattura intestata al cliente (ad es. Mario Rossi) senza raccogliere i dati anagrafici di residenza o domicilio dello stesso, ma domiciliandolo presso l'agenzia viaggi intermediaria (indicando quindi nel campo fattura relativo al domicilio l'indicazione c/o agenzia viaggi intermediaria, via xxxxxxx, città xxxxxxx). Come devono essere valorizzati i campi della comunicazione dati fatture relative al domicilio del cliente in questi casi ?

Nella comunicazione dati fattura verranno riportati esattamente gli stessi dati indicati in fattura; di conseguenza verrà riportato il dato del domicilio indicato in fattura (cioè il domicilio dell'agenzia viaggi) in quanto come da espressa previsione normativa è data facoltà alle agenzie viaggi organizzatrici di non reperire i dati di residenza del cliente viaggiatore finale, domiciliandolo presso l'agenzia viaggi intermediaria. Si ricorda che nella comunicazione va, in ogni caso, riportato l'identificativo fiscale (CF o Partita IVA) del cliente così come indicato nella fattura.

AUTOFATTURE ART. 74ter comma 8 - l'art 74ter c.8 del DPR 633/72 prevede che, in caso di commissioni riconosciute alle agenzie viaggi intermediarie, le agenzie viaggi organizzatrici emettano fatture per conto delle agenzie viaggi intermediarie per il riconoscimento delle relative provvigioni. Questi documenti vengono annotati dall'agenzia viaggi organizzatrice sia nel registro Iva vendite che nel registro Iva acquisti, mentre vengono annotati dall'agenzia viaggi intermediaria nel registro Iva vendite senza annotazione dell'imposta (che viene assolta dall'agenzia viaggi organizzatrice attraverso un meccanismo simile al reverse charge). In particolare queste provvigioni saranno soggette ad Iva 22% nel caso di provvigioni su viaggi UE, saranno invece non imponibili art. 9 in caso di provvigioni su viaggi extra UE. Con quali codici deve essere classificata la natura di questi documenti per entrambe le agenzie viaggi ?

Le agenzie organizzatrici (che emettono fattura per conto delle agenzie di viaggi per il riconoscimento delle provvigioni di queste ultime e annotano le fatture sia nel registro vendite che nel registro acquisti) inviano i dati di questo tipo di fattura tra i dati DTR (fatture di acquisto) con la codifica N6 - inversione contabile indicando la relativa imposta, ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, nel caso in cui la fattura riguardi operazioni non imponibili.

Le agenzie intermediarie comunicano i dati della fattura emessa (per loro conto dall’organizzatore), compilando i campi della sezione DTE e utilizzando la codifica N6 - inversione contabile (senza riportare l'imposta), ove la fattura riguardi operazioni imponibili, e con la codifica N3 – non imponibile, ove la fattura riguardi operazioni non imponibili.

FATTURE RICEVUTE DA ISOLE CANARIE - Nella predisposizione del file dati fatture ricevute occorre indicare obbligatoriamente all'interno della sezione <Cedente Prestatore DTR>, l'elemento informativo <IdFiscaleIVA>\<IdPaese>; quando la fattura è ricevuta da territori di Stati membri dell'UE che, ai fini IVA, non appartengono all'UE (operazioni di immissione in consumo relative a beni provenienti ad esempio dalle isole Canarie), inserendo l'idPaese dello Stato il controllo del file non viene superato se non indicando l'operazione come acquisto intracomunitario (<Tipo Documento> TD10|TD11). Come superare il problema ?

L'operazione è assimilata ad un'importazione extra UE, pertanto può essere rappresentata valorizzando l'elemento informativo <IdFiscaleIVA>\<IdPaese> con la stringa "OO" e l'elemento <IdFiscaleIVA>\<IdCodice> con una sequenza di undici "9", come indicato al punto 4 della Risoluzione 87/E del 5 luglio 2017.

Dati fattura emesse da operatori residenti in comuni della Repubblica italiana che, ai sensi dell'art. 7, comma 1 del DPR 633/72, non sono considerati territorio dello Stato (Livigno, Campione d'Italia); in fase di generazione del file viene richiesto di indicare obbligatoriamente la partita IVA. Come possiamo ovviare al problema non avendo la P.IVA ma solo il codice fiscale ?

Nella generazione del file il sistema prevede l'inserimento obbligatorio degli identificativi del soggetto ai fini IVA con i seguenti elementi: "Codice identificativo della nazione" e "Codice identificativo fiscale", il primo identifica lo Stato di residenza del soggetto, il secondo il numero di partita IVA.

Nel caso di operatori economici residenti in tali comuni si suggerisce, per evitare lo scarto del file, di valorizzare il campo "Codice identificativo della nazione" con il codice "OO" ed il "Codice identificativo fiscale" con il "codice fiscale del soggetto".

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9) Nella Sas la sanzione per l’infedele dichiarazione riguarda tutti i soci

Nella S.a.s. la sanzione per l’infedele dichiarazione fiscale riguarda tutti i soci e, quindi, anche i soci accomandanti (che come noto non amministrano la società giacché soci “di capitale”, infatti, rispondono nei limiti della quota sociale versata).

La Suprema Corte ha così sancito l’applicabilità della sanzione per dichiarazione infedele al socio accomodante di una Società in accomandita semplice, che non ha dichiarato, per la parte di sua spettanza, il reddito societario risultante dalla rettifica operata dall’Amministrazione finanziaria a carico della società.

In particolare, la Corte di legittimità, con l’ordinanza n. 22011 del 21 settembre 2017, ha stabilito che non rileva il fatto che il socio sia estraneo all’amministrazione della società (come è avvenuto nel caso di specie) poiché può comunque verificare l’effettivo ammontare del reddito della stessa e, pertanto, degli utili conseguiti in proporzione alla propria quota di partecipazione. Per cui il socio non può tirarsi fuori dalla vicenda attribuendo esclusivamente alla società la violazione fiscale.

Pertanto, la Cassazione ritiene che il socio sia in grado di conoscere i rilievi e gli accertamenti fiscali effettuati nei confronti della società, così come il reddito di partecipazione sia un suo reddito personale, indipendentemente dalla mancata contabilizzazione dei ricavi e dei metodi utilizzati dalla società per realizzarli, nonché del diritto del socio agire verso la società.

E allora anche se l’accomandante della società non è amministratore, non ha competenze fiscali e opera con fiducia nell’ambito di un’azienda familiare, per il principio di trasparenza si vedrà imputare, se non altro per non avere vigilato, l’eventuale maggiore Irpef per l’accertamento a carico della piccola società.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 22011 del 21 settembre 2017)

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10) L’intestazione fittizia di quote societarie porta al reato di autoriciclaggio

L’intestazione fittizia di quote societarie può portare poi alla successiva contestazione di riciclaggio e autoriciclaggio.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43144 del 21 settembre 2017, che ha respinto il ricorso in cui la difesa, invece, sosteneva che l'intestazione fittizia non potesse mai sfociare in seguito nella contestazione del reato di riciclaggio e autoriciclaggio.

Dunque, non occorre che il reato presupposto sia in sé produttivo delle attività economiche illecite da riciclare. Per la massima Corte il profitto delle attività oggetto di intestazione fittizia riveste carattere illecito perché chi ne è titolare è un soggetto diverso da quello esposto all'applicazione della misura di prevenzione e quindi esposto alle misure patrimoniali. Altrimenti si finirebbe per attribuire un effetto di sanatoria alle attività che producono un profitto economico anche se oggetto di un’iniziale intestazione fittizia.

In definitiva, la Corte di legittimità è del parere che il delitto di intestazione fittizia possieda tutti gli elementi essenziali per essere considerato presupposto dell’autoriciclaggio. Risulta, infatti, evidente la funzione di reato-ostacolo per impedire l’accumulazione, il godimento e lo sfruttamento economico di beni riferibili a soggetti sospettati di appartenere a organizzazioni criminali come nel caso è avvenuto nel caso di specie.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 43144 del 21 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò