Diario quotidiano del 19 settembre 2017: secondo la Corte conti le Entrate utilizzano troppo poco i dati antievasione!

Pubblicato il 19 settembre 2017



1) L’anagrafe dei rapporti finanziari: secondo la Corte conti le Entrate usano poco i dati antievasione
2) Manovra: fattura elettronica estesa insieme allo split payment
3) Bonus alberghi cumulabile con super ammortamento
4) Lavoratori italiani all’estero: nuova guida dell’Agenzia delle entrate
5) Registrazione contratti beni immobili: Nuovo modello RLI da utilizzare da oggi
6) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti MISE
7) Spesometro in scadenza: il Consiglio nazionale dei consulenti lavoro ritiene critico l’invio dei dati
8) Economia criminale: ruolo del commercialista
9) Accordo UE-Canada (CETA): applicazione provvisoria del Protocollo in materia di origine
10) Ruffini, Fisco al servizio del paese, anche come consulente e non come controllore
Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) L’anagrafe dei rapporti finanziari: secondo la Corte conti le Entrate utilizzano troppo poco i dati antievasione 2) Manovra: fattura elettronica estesa insieme allo split payment 3) Bonus alberghi cumulabile con super ammortamento 4) Lavoratori italiani all’estero: nuova guida dell’Agenzia delle entrate 5) Registrazione contratti beni immobili: Nuovo modello RLI da utilizzare da oggi 6) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti MISE 7) Spesometro in scadenza: il Consiglio nazionale Consulenti dei consulenti lavoro ritiene critico l’invio dei dati 8) Economia criminale: ruolo del commercialista 9) Accordo UE-Canada (CETA): applicazione provvisoria del Protocollo in materia di origine 10) Ruffini, Fisco al servizio del paese, anche come consulente e non come controllore ***

1) L’anagrafe dei rapporti finanziari: secondo la Corte conti le Entrate usano poco i dati antievasione

Incrocio dei dati fiscali, lista di selezione dei contribuenti a rischio?

Niente di niente. La notizia arriva con la denuncia del fisco da parte della Corte dei Conti.

Nel momento in cui gli studi professionali stanno impazzendo per fronte alla nuova scadenza dello spesometro del 1 semestre 2017, la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Tanti sacrifici da parte dei consulenti per rispettare le scadenze, anche economici, e poi i dati comunicati al fisco non vengono utilizzati.

Difatti, l’Anagrafe dei rapporti finanziari, costata ad oggi circa 10 milioni di euro, non viene usata abbastanza dall’Agenzia delle Entrate nella lotta all'evasione fiscale. Lo rileva la Corte dei Conti, con la Deliberazione 26 luglio 2017, n. 11/2017/G pubblicata il 18 settembre 2017, che ha sottoposto a controllo la banca dati che contiene tutte le informazioni sui rapporti di conto corrente o di deposito, istituita proprio al fine di rendere più efficiente l'attività di controllo in ambito fiscale.

Dall'indagine, spiegano i magistrati contabili, sono emersi anzitutto «gravi ritardi nella realizzazione dell'Anagrafe dei rapporti finanziari, prevista sin dal 1991 ma, in concreto, divenuta effettivamente operativa ed accessibile da tutti i soggetti legittimati solo nel 2009. Così come grave è apparsa la situazione riscontrata relativa al suo concreto ed effettivo utilizzo per la lotta all'evasione, per il quale deve rilevarsi una grave inadempienza dell'Agenzia, che non ha mai elaborato le previste liste selettive né, successivamente, le analisi del rischio evasione».

In sostanza, rileva quindi la Corte dei Conti, l'Agenzia non ha dato attuazione «a un chiaro disposto normativo». Era infatti previsto che il direttore dell'agenzia delle Entrate individuasse criteri per elaborare, con procedure centralizzate, specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione. Ma «tali criteri non sono mai stati emanati. I timidi tentativi dell'Agenzia di elaborare le liste erano peraltro destinati comunque a realizzare uno strumento scarsamente efficace, essendo impostati sull'utilizzo dei soli dati di identificazione del soggetto e sulla natura, tipologia, apertura, modifica e chiusura del rapporto, con esclusione quindi dei dati, certamente più pregnanti ai fini della lotta all'evasione, sulle movimentazioni e sui saldi dei rapporti finanziari. In ogni caso, nessuna lista selettiva è mai stata elaborata».

In sostituzione dell'obbligo di predisposizione delle liste selettive, con la legge di stabilità per il 2015 è stato previsto l'utilizzo dei dati, anche finanziari, per effettuare analisi del rischio di evasione. A distanza di oltre due anni da tali modifiche, e di oltre cinque anni dall'obbligo di elaborare liste selettive, continua la Corte, «deve registrarsi l'inesistenza di selezioni di contribuenti attraverso lo strumento dell'Archivio dei rapporti finanziari quali soggetti a maggior rischio di evasione, sicché la norma è apparsa totalmente disattesa».

Di conseguenza, l'Agenzia non ha mai predisposto la relazione annuale prevista dalla legge con la quale dovevano essere comunicati alle Camere i risultati relativi all'emersione dell'evasione a seguito dell'applicazione delle disposizioni di cui trattasi. In definitiva, conclude la Corte (che mette in evidenza anche il mancato intervento da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, titolare dei poteri di indirizzo e vigilanza sull'Agenzia), «non è mai stato realizzato un utilizzo massivo dell'ingente mole di dati presenti nell'Anagrafe».

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2) Manovra: fattura elettronica estesa insieme allo split payment

Arrivano le prime possibili misure sulla prossima manovra economica.

Fisco, Boschi: in manovra allo studio estensione fattura elettronica e split payment: Dalla lotta all’evasione 23 miliardi.

Boschi ha parlato anche delle misure da mettere in campo in uno scenario un più ampio per il contrasto all'evasione.

«Dobbiamo porci il problema di come incentivare l'utilizzo della moneta elettronica in Italia. Valutare leggi fiscali che possano aumentare in una prima fase l'utilizzo della moneta elettronica. E dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case: utilizzare il contante senza consentire operazioni di pulizia di chi ha ottenuto quel denaro in modo illecito». L'obiettivo deve essere perseguito in modo semplice: «Bisogna cercare di avere risposte semplici, anche nella prossima legislatura, in modo di andare verso una maggiore chiarezza del sistema fiscale».

Greco: far pagare le imposte ai big della digital economy

Il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ha posto l'accento sulla tassazione dei profitti della digital economy: tema all'ordine del giorno nell'ultimo Ecofin di Tallinn in cui si è discusso del progetto di web tax europea. Per Greco si pongono tre punti:

- necessità di rivedere l'Antitrust, l'unica difesa per gli Stati rispetto a monopoli che sono mondiali;

- redistribuire i profitti;

- tutela della privacy, perché le banchi dati dei grandi gruppi fanno impallidire quelle degli Stati e questi dati sono reddito che si possono tassare. Altra questione sottolineata da Greco è quella di fare un tagliando ai decreti attuativi della delega fiscale per capire se le misure adottate, come ad esempio la disciplina dell'abuso del diritto, hanno funzionato o meno. E ritornando sul punto anticipato da Maria Elena Boschi, Greco ha sollecitato una riflessione su un intervento per sanare il contante in circolazione citando anche alcune delle possibili proposte già circolate negli ultimi mesi.

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3) Bonus alberghi cumulabile con super ammortamento

Strutture ricettive: ok al super ammortamento anche se si beneficia del bonus hotel.

Le strutture alberghiere che beneficiano del credito di imposta per i lavori di riqualificazione (“bonus hotel”) possono cumularlo con il cosiddetto “super ammortamento”, anche quando le spese riguardano gli stessi investimenti agevolabili. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 118/E del 15 settembre 2017.

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2015 ha previsto il divieto di cumulabilità del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive con altre agevolazioni di natura fiscale. Questo divieto non vale, però, nel caso del super ammortamento: quest’ultimo, infatti, consiste in una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto in relazione agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi ed è valido esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi. Il super ammortamento, quindi, si differenzia dal bonus hotel che costituisce, invece, un contributo pubblico concesso nella forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione per la riduzione dei versamenti relativi a debiti fiscali e previdenziali.

L’Agenzia delle Entrate, sentito il competente Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha espresso quindi parere positivo alla cumulabilità dei due bonus, allorquando le spese ammissibili agli stessi possano incidentalmente coincidere.

Secondo l’amministrazione finanziaria, le due agevolazioni fiscali perseguono finalità molto diverse e, di conseguenza, non possono essere considerate tra loro alternative.

L’Agenzia delle entrate è intervenuta per fornire chiarimenti sul tema della cumulabilità, rispetto ai medesimi investimenti, del credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive (bonus alberghi - articolo 10, Dl 83/2014) con la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (super ammortamento – articolo 1, commi da 91 a 94, legge 208/2015).

La questione è stata risolta con la risoluzione n. 118/E del 15 settembre 2017.

Il dubbio sulla cumulabilità delle due misure è sorto per effetto della lettura dell’articolo 3, comma 3, del decreto interministeriale 7 maggio 2015, attuativo della disciplina del “bonus alberghi”, secondo cui lo stesso “è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale”.

Bonus alberghi

L’articolo 10, Dl 83/2014, riconosce, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2016, a favore delle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, un credito d’imposta nella misura del 30% delle spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche e di incremento dell’efficienza energetica nonché per l’acquisto di mobili e componenti di arredo, sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, fino a un massimo di 200mila euro.

La legge di bilancio per il 2017 è intervenuta sulla disciplina del credito d’imposta, prorogandone l’operatività anche agli anni 2017 e 2018, potenziandone la misura al 65% e includendo nel novero dei beneficiari anche le strutture che svolgono attività agrituristica (articolo 1, commi da 4 a 7, legge 232/2016).

Le disposizioni attuative dell’agevolazione sono state adottate con il decreto interministeriale 7 maggio 2015. In particolare, la disciplina della procedura di accesso al beneficio prevede che, dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate presentino apposita domanda al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), il quale, entro 60 giorni, comunica il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione, previa verifica dell’ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi, oggettivi e formali, nonché dei limiti delle risorse disponibili. Le risorse sono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande (articolo 5).

Il credito d’imposta è riconosciuto nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento Ue n. 1407/2013, relativo al regime “de minimis”.

Il beneficio fiscale deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, con le modalità stabilite dal provvedimento 14 gennaio 2016 .

Il modello di pagamento F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia, pena il rifiuto delle operazioni di versamento. Il codice tributo da indicare in F24 è il “6850”, istituito con la risoluzione n. 5/E del 20 gennaio 2016.

Per le spese sostenute a partire dal 2017, il credito deve essere fruito in due quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, nel limite massimo di 60 milioni di euro nel 2018, di 120 milioni di euro nel 2019 e di 60 milioni di euro nel 2020. Super ammortamento

La disciplina del “super ammortamento” è dettata dalla legge di stabilità 2016 con disposizioni che prevedono, ai fini delle imposte sui redditi e con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, una maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi (articolo 1, commi da 91 a 94, legge 208/2015).

Tale misura è finalizzata a incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi, in modo da consentire, ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef, l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e di canoni di locazione finanziaria più elevati. In relazione all’ambito soggettivo, l’agevolazione si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. Sotto il profilo oggettivo, il super ammortamento spetta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi.

Sul versante temporale, la legge di stabilità 2016 dispone che la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione compete per gli investimenti effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. Tuttavia, la legge di bilancio per il 2017 ha esteso l’operatività del super ammortamento agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017 ovvero, al ricorrere di determinati requisiti, entro il 30 giugno 2018, escludendo dalla proroga taluni mezzi di trasporto a motore (articolo 1, comma 8, legge 232/2016).

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4) Lavoratori italiani all’estero: nuova guida dell’Agenzia delle entrate

E’ stata pubblicata, domenica 17 settembre 2017, la nuova guida dell’Agenzia delle entrate.

Come evitare la doppia imposizione, come funziona il credito per le imposte pagate all’estero, quando è necessario iscriversi all’Aire: sono alcuni dei temi trattati nella nuova guida online dell’Agenzia dedicata ai lavoratori italiani all’estero. La brochure, curata dall’ufficio Comunicazione delle Entrate, è disponibile nella sezione “L’Agenzia informa” del sito www.agenziaentrate.gov.it, volta a garantire un accesso semplice e intuitivo alle informazioni sugli argomenti fiscali di maggior interesse.

Le imposte all’estero dalla A alla Z

Dal concetto di residenza fiscale, per chiarire come, dove e in che modo i lavoratori all’estero devono pagare le tasse, alle convenzioni contro le doppie imposizioni, per evitare il pagamento delle imposte sia nel Paese di produzione del reddito sia in quello di residenza. La guida delle Entrate illustra i punti chiave utili a chiarire a tutti i contribuenti le regole fiscali che si applicano a chi lavora all’estero ma ha ancora la residenza in Italia e quelle valide per chi è iscritto all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Iscrizione all’Aire e credito d’imposta, come mettersi in regola con la voluntary

Un capitolo della pubblicazione online, inoltre, è rivolto a chi, per vari motivi, non si è iscritto all’Aire e non ha presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni precedenti ma vuole rimediare. Infatti, in base al Dl n. 50/2017, fino al 30 settembre 2017 questi contribuenti potranno evitare di perdere il diritto al credito per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo, presentando domanda di accesso alla procedura di “collaborazione volontaria” e indicando in essa i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo in precedenza non dichiarati in Italia.

La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente percorso: L’Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Guide fiscali.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 17 settembre 2017)

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5) Registrazione contratti beni immobili: Nuovo modello RLI da utilizzare da oggi

Nuovo modello RLI da utilizzare dal 19 settembre 2017.

Come avverte la seguente nota del 6 settembre 2017, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, oltre al nuovo modello e alle relative istruzioni:

Aggiornamento del Modello “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - contratti di locazione e affitto di immobili” - Modello RLI (ai sensi del punto 2 del provvedimento del 15 giugno 2017)

Istruzioni RLI

1. A pagina 4, nell’attenzione presente nella sezione II del paragrafo “Adempimento successivo” è stata eliminata la parola “adempimenti” ripetuta due volte;

2. A pagina 5, nell’attenzione presente nella sezione II del paragrafo “Adempimento successivo” dopo le parole “... venga sempre confermata dal locatore che intenda mantenere tale regime.” è stato aggiunto il seguente periodo “La mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto, già in cedolare, non comporta la revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi;

Il modello, denominato Registrazione Locazioni Immobili (RLI), serve per richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e comunicarne eventuali proroghe, cessioni, risoluzioni o subentri. L’RLI può essere utilizzato anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto.

Tipologia di contratto

Per qualsiasi adempimento, occorre indicare il codice corrispondente alla tipologia di contratto riportata qui di seguito:

L1 Locazione di immobile ad uso abitativo 2%

L2 Locazione agevolata di immobile ad uso abitativo 2% del 70%

del canone

L3 Locazione di immobile a uso abitativo (contratto assoggettato ad IVA) € 67

L4 Locazione finanziaria di immobile a uso abitativo € 200

S1 Locazione di immobile a uso diverso dall'abitativo 2%

S2 Locazione di immobile strumentale con locatore soggetto ad IVA 1%

S3 Locazione finanziaria di immobile a uso diverso dall'abitativo € 200

T1 Affitto di fondo rustico 0,50%

T2 Affitto di fondo rustico agevolato € 67

T3 Affitto di terreni ed aree non edificabili, cave e torbiere 2%

T4 Affitto di terreni edificabili o non edificabili destinati a parcheggio (contratto assoggettato ad IVA) € 67

A titolo di esempio nella categoria L1 rientrano le seguenti tipologie di contratti di locazione di immobile ad uso abitativo:

- a canone libero, durata 4 anni + 4 (stipulati ai sensi dell’art. 2, c. 1 della legge 431/98);

- a canone concordato, durata 3 anni + 2 (stipulati ai sensi dell’art. 2, c. 3 della legge 431/98);

- di natura transitoria, durata massima 18 mesi (stipulati ai sensi dell’art. 5, c. 1 della legge 431/98);

- di natura transitoria per studenti universitari (stipulati ai sensi dell’art. 5, cc. 2 e 3 della legge 431/98);

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6) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti MISE

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con la circolare n. 114735 del 15 settembre 2017, ha fornito alcuni chiarimenti sui limiti annuali di fruizione delle agevolazioni previsti dalla norma e apportate integrazioni al modello di istanza per l’accesso ai benefici.

Zona Franca - Sisma Centro Italia

La circolare n. 99473 del 4 agosto 2017, indica le modalità e i termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016. La zona franca urbana (ZFU) è istituita ai sensi dell’art. 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Mentre, con la circolare n. 114735 del 15 settembre 2017, vengono forniti alcuni chiarimenti sui limiti annuali di fruizione delle agevolazioni previsti dalla norma e apportate integrazioni al modello di istanza per l’accesso ai benefici.

A chi è rivolta la misura

L’intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella ZFU Sisma Centro Italia.

Per la concessione delle agevolazioni sono disponibili, al netto degli oneri per la gestione degli interventi:

euro 190.610.000,00 per il 2017

euro 164.346.000,00 per il 2018

euro 138.866.000,00 per il 2019.

Perimetro della Zona Franca

Il D.L. n. 50/2017 definisce la perimetrazione della ZFU, che comprende il territorio dei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, riportati negli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189.

Presentazione delle domande

I criteri di accesso, le modalità e i termini di presentazione della domanda sono definiti e consultabili nella citata circolare n. 99473 del 4 agosto 2017.

Il modello di istanza per l’accesso alle agevolazioni da prendere in considerazione è quello allegato alla neo circolare n. 114735 del 15 settembre 2017, che sostituisce il modello allegato alla precedente circolare.

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura telematica, all’indirizzo http://agevolazionidgiai.invitalia.it, dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2017 e fino alle ore 12:00 del 6 novembre 2017.

Infine, il MISE evidenzia che, come precisato nella circolare, i requisiti di accesso alle agevolazioni sono riscontrati nel Registro delle imprese già in fase di compilazione dell’istanza.

(Ministero dello Sviluppo Economico, circolare n. 114735 del 15 settembre 2017)

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7) Spesometro in scadenza: il Consiglio nazionale dei consulenti lavoro ritiene critico l’invio dei dati

Gli studi dei Consulenti del Lavoro sono nuovamente alle prese con gli adempimenti fiscali ed, in particolare, con le difficoltà operative legate allo spesometro. Nonostante il termine per l’invio telematico dei dati delle fatture Iva emesse e ricevute nel primo semestre 2017, in scadenza oggi, sia stato prorogato al 28 settembre prossimo, la procedura presenta alcune criticità che non consentono agli intermediari abilitati alla trasmissione di rispettare l’obbligo. A farlo notare il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con una lettera inviata all’Agenzia delle Entrate.

A rendere difficoltoso l’invio dei dati è il sistema telematico del Fisco (Entratel) che non riconosce le fatture emesse con più numerazioni e, di conseguenza, fa risultare errati i totali, creando numerose discrasie con la procedura adottata dalle principali software house. Tra le numerose problematiche riscontrate dagli iscritti ci sono anche quelle riguardanti le forniture multicliente o fornitore, che coinvolgono centinaia di soggetti. In questi casi il programma non consente né la modifica, né l’annullamento di una fattura da correggere né il rinvio della stessa collegata alla fornitura principale. Così, per impedire che il sistema cambi il nominativo del cliente e tutte le fatture legate alla fornitura base, è necessario annullare ogni singola fattura, non essendo possibile procedere con l’annullamento totale delle forniture multicliente.

Per permettere ai contribuenti e ai Consulenti del Lavoro di rispettare la scadenza senza incorrere in sanzioni, dovute ad irregolarità che derivano da fatti oggettivi non dipendenti dalla loro volontà, il Consiglio nazionale dell’Ordine ha richiesto un immediato intervento risolutivo ed esplicativo del Fisco, mirato alla soluzione delle cause ostative alla regolare trasmissione dei dati.

(Consiglio nazionale Consulenti dei consulenti del lavoro, comunicato del 18 settembre 2017)

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8) Economia criminale: ruolo del commercialista

Il CNDCEC ha pubblicato sul proprio sito internet il 18 settembre 2017 due documenti del Consiglio nazionale relativi alle due tavole rotonde in programma.

- Impresa ed economia criminale

- Finanza e continuità nelle aziende sequestrate

l convegno nazionale del Cndcec a Montesilvano il 22 e 23 settembre. In programma due tavole rotonde sulla legalità come modello sociale e sulla finanza nelle aziende sottoposte a sequestro. Parteciperanno Rosy Bindi, Giovanni Legnini, Franco Roberti, Raffaele Cantone e Federica Chiavaroli

Impresa ed economia criminale. Il ruolo centrale del commercialista” è il tema del convegno organizzato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili presso il Pala Dean Martin di Montesilvano i prossimi 22 e 23 settembre.

(CNDCEC, nota del 18 settembre 2017)

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9) Accordo UE-Canada (CETA): applicazione provvisoria del Protocollo in materia di origine

Con la nota n. 99637 del 14 settembre 2017, l'Agenzia delle dogane ha comunicato che è stata fissata al 21 settembre 2017 la data di avvio dell'applicazione provvisoria del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l'Accordo economico e commerciale globale tra il Canada e l'Unione europea. L'Accordo avrà piena applicazione una volta che tutti gli Stati membri dell'UE ne avranno ratificato il testo.

Come illustrato da Assonime "Le regole doganali e il commercio internazionale" (v. pag. 289), il CETA prevede l'instaurazione di un'area di libero scambio con il Canada che riguarda non soltanto i beni, ma anche i servizi e gli investimenti. Sotto il profilo daziario è prevista l'eliminazione pressoché totale delle tariffe doganali nel settore industriale, mentre nel settore agricolo e alimentare il 92 per cento dei prodotti europei sarà importato in Canada senza l'applicazione di dazi. Notevoli benefici sono attesi anche in ambito non tariffario, nonché in termini di maggiore trasparenza e collaborazione tra gli organismi regolatori; nell'ambito del CETA, inoltre, è prevista la creazione di un sistema giudiziario indipendente per la risoluzione delle controversie in materia di protezione degli investimenti. Per una più ampia illustrazione dei contenuti del CETA, si rinvia alla apposita sezione del sito web della Direzione Generale Commercio della Commissione europea.

Nella nota n. 99637 cit., l'Agenzia delle dogane evidenzia che dalla predetta data del 21 settembre 2017 entrano in applicazione provvisoria anche le regole e le procedure stabilite dal Protocollo in materia di origine (v. pag. 465 e segg. del CETA).

Nel confermare il contenuto delle note (n. 45322 del 14 aprile 2017 e n. 70072 del 15 giugno 2017) già emanate sull'argomento, l'Agenzia delle dogane aggiunge, al riguardo, che – in tema di procedure relative agli esportatori autorizzati dalle Autorità doganali degli Stati membri – trovano applicazione le disposizioni dell'art. 68 del Reg. (UE) 2015/2447 del 24 novembre 2015, come recentemente modificate dal Reg. (UE) 2017/989 dell'8 giugno 2017 (sul punto, v. la nota dell'Agenzia delle dogane n. 89161 del 1° agosto 2017). Tali disposizioni prevedono, in particolare, che nell'ambito dei regimi preferenziali con un Paese terzo in cui si applica la banca dati degli esportatori registrati (c.d. sistema elettronico REX) – è il caso, appunto, del CETA – "un documento relativo all'origine potrà essere compilato, fino al 31 dicembre 2017, da un esportatore ancora non registrato nel sistema REX a condizione che quest'ultimo abbia lo status di esportatore autorizzato nell'Unione".

(Assonime, nota del 18 settembre 2017)

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10) Ruffini, Fisco al servizio del paese, anche come consulente e non come controllore

Si riportano di seguito tre comunicati pubblicati il 18 settembre 2017 dalle Entrate:

Fisco; Ruffini, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese

È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi”. Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma. “Cruciali sono i servizi ai contribuenti, terzo pilastro, insieme all’accertamento e alla riscossione, di un fisco efficiente e che la riorganizzazione dell’Agenzia, non a caso, pone accanto all’area contribuenti come secondo braccio operativo”.

La riorganizzazione interna dell’Agenzia che ho proposto - ha spiegato Ruffini - come primo atto da Direttore riorienta l’attività della stessa per tipo di contribuenti, gestendo nella sua interezza il percorso dal momento in cui la somma è accertata a quello in cui è incassata definitivamente e garantendo loro un unico punto di riferimento”.

La stessa riorganizzazione è volta a cogliere, nell’ambito del contrasto all’evasione ed elusione internazionale, le opportunità offerte dalle iniziative dell’Ocse e della Ue. Questa strategia, ha aggiunto il Direttore, “si basa sul concetto che sempre più spesso l’evasione nazionale trova supporto in schemi internazionali, punta a sfruttare tutte le possibili sinergie informative e a coordinarsi al massimo con gli altri organi interessati (Organizzazioni internazionali, Gdf, Procure)”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 178 del 18 settembre 2017)

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Fisco; Ruffini, dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti Il fisco diventa consulente e non solo controllore

La dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti è di fatto “la sublimazione, la scomparsa dell’idea stessa di dichiarazione, trasformata nella somma di raccolta dei dati, calcolo dell’imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte, come si propone di fare il fisco britannico”. Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma.

Il controllo della massa dei contribuenti - ha spiegato ancora Ruffini - risale al momento stesso dell’adempimento trasformandosi in servizio; resta a valle quello dei soggetti a rischio o più rilevanti. Il fisco diventa il consulente e non solo il controllore: evita errori e non aspetta che si verifichino per poi dar loro la caccia con i controlli formali; previene le omissioni e non le scopre dopo con i controlli di merito”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 176 del 18 settembre 2017)

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Fisco; Ruffini, banche dati siano perno del dialogo con i cittadini Su di esse si devono basare i servizi prima ancora che i controlli

Una nuova banca dati totalmente integrata, incentrata sulla persona e non sulla pratica; una banca dati finalizzata non solo, come avviene oggi, alla lotta all’evasione, ma che sia invece il perno del dialogo con il contribuente, il repository di tutti gli atti, i documenti e i dati che lo riguardano”.

Lo ha detto Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel suo intervento al convegno ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’ organizzato dall’Università europea di Roma.

Su questa nuova banca dati - ha spiegato il Direttore dell’Agenzia - si devono basare i servizi prima ancora che i controlli del fisco; essa deve diventare anche la base di comunicazione tra fisco e contribuente, eliminando modulistica e flussi cartacei”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 177 del 18 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò