Diario quotidiano del 19 settembre 2017: secondo la Corte conti le Entrate utilizzano troppo poco i dati antievasione!

1) L’anagrafe dei rapporti finanziari: secondo la Corte conti le Entrate utilizzano troppo poco i dati antievasione

2) Manovra: fattura elettronica estesa insieme allo split payment

3) Bonus alberghi cumulabile con super ammortamento

4) Lavoratori italiani all’estero: nuova guida dell’Agenzia delle entrate

5) Registrazione contratti beni immobili: Nuovo modello RLI da utilizzare da oggi

6) Zona Franca Sisma Centro Italia: chiarimenti MISE

7) Spesometro in scadenza: il Consiglio nazionale Consulenti dei consulenti lavoro ritiene critico l’invio dei dati

8) Economia criminale: ruolo del commercialista

9) Accordo UE-Canada (CETA): applicazione provvisoria del Protocollo in materia di origine

10) Ruffini, Fisco al servizio del paese, anche come consulente e non come controllore

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1) L’anagrafe dei rapporti finanziari: secondo la Corte conti le Entrate usano poco i dati antievasione
Incrocio dei dati fiscali, lista di selezione dei contribuenti a rischio?

Niente di niente. La notizia arriva con la denuncia del fisco da parte della Corte dei Conti.
Nel momento in cui gli studi professionali stanno impazzendo per fronte alla nuova scadenza dello spesometro del 1 semestre 2017, la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Tanti sacrifici da parte dei consulenti per rispettare le scadenze, anche economici, e poi i dati comunicati al fisco non vengono utilizzati.
Difatti, l’Anagrafe dei rapporti finanziari, costata ad oggi circa 10 milioni di euro, non viene usata abbastanza dall’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione fiscale. Lo rileva la Corte dei Conti, con la Deliberazione 26 luglio 2017, n. 11/2017/G pubblicata il 18 settembre 2017, che ha sottoposto a controllo la banca dati che contiene tutte le informazioni sui rapporti di conto corrente o di deposito, istituita proprio al fine di rendere più efficiente l’attività di controllo in ambito fiscale.
Dall’indagine, spiegano i magistrati contabili, sono emersi anzitutto «gravi ritardi nella realizzazione dell’Anagrafe dei rapporti finanziari, prevista sin dal 1991 ma, in concreto, divenuta effettivamente operativa ed accessibile da tutti i soggetti legittimati solo nel 2009. Così come grave è apparsa la situazione riscontrata relativa al suo concreto ed effettivo utilizzo per la lotta all’evasione, per il quale deve rilevarsi una grave inadempienza dell’Agenzia, che non ha mai elaborato le previste liste selettive né, successivamente, le analisi del rischio evasione».
In sostanza, rileva quindi la Corte dei Conti, l’Agenzia non ha dato attuazione «a un chiaro disposto normativo». Era infatti previsto che il direttore dell’agenzia delle Entrate individuasse criteri per elaborare, con procedure centralizzate, specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione. Ma «tali criteri non sono mai stati emanati. I timidi tentativi dell’Agenzia di elaborare le liste erano peraltro destinati comunque a realizzare uno strumento scarsamente efficace, essendo impostati sull’utilizzo dei soli dati di identificazione del soggetto e sulla natura, tipologia, apertura, modifica e chiusura del rapporto, con esclusione quindi dei dati, certamente più pregnanti ai fini della lotta all’evasione, sulle movimentazioni e sui saldi dei rapporti finanziari. In ogni caso, nessuna lista selettiva è mai stata elaborata».
In sostituzione dell’obbligo di predisposizione delle liste selettive, con la legge di stabilità per il 2015 è stato previsto l’utilizzo dei dati, anche finanziari, per effettuare analisi del rischio di evasione. A distanza di oltre due anni da tali modifiche, e di oltre cinque anni dall’obbligo di elaborare liste selettive, continua la Corte, «deve registrarsi l’inesistenza di selezioni di contribuenti attraverso lo strumento dell’Archivio dei rapporti finanziari quali soggetti a maggior rischio di evasione, sicché la norma è apparsa totalmente disattesa».
Di conseguenza, l’Agenzia non …

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