Diario quotidiano del 18 settembre 2017 – POS: per i micro pagamenti si va verso il taglio delle commissioni bancarie

Pubblicato il 18 settembre 2017



1) Rottamazione delle cartelle: prossima rata entro il 2 ottobre 2017
2) Rassegna di giurisprudenza fiscale
3) Risposte su question time in materia fiscale
4) Indice TFR di agosto a 1,82
5) Il premio se è già stimabile entro la dichiarazione dei redditi concorre a formare il reddito dell’esercizio precedente
6) POS: per i micro pagamenti si va verso il taglio delle commissioni bancarie
7) Studio del Notariato sull’amministrazione di sostegno
8) Crisi e riorganizzazione aziendale: dal 24 settembre 2017 il limite massimo di ore CIGS
9) Modello Redditi PF 2017: nuova versione del software di compilazione
10) Tante altre di fisco e previdenza
diario-quotidiano-articoli-81) Rottamazione delle cartelle entro il 2 ottobre 2017 2) Rassegna di giurisprudenza fiscale 3) Risposte su “question time” in materia fiscale 4) Indice TFR di agosto a 1,82 5) Il premio se è già stimabile entro la dichiarazione dei redditi concorre a formare il reddito dell’esercizio precedente 6) POS: per i micro pagamenti si va verso il taglio delle commissioni bancarie 7) Studio del Notariato sull’amministrazione di sostegno 8) Crisi e riorganizzazione aziendale: dal 24 settembre 2017 il limite massimo di ore CIGS 9) Modello Redditi PF 2017: nuova versione del software di compilazione 10) Tante altre di fisco e previdenza ****

1) Rottamazione delle cartelle entro il 2 ottobre 2017

Seconda rata della rottamazione entro il 2 ottobre 2017. Ecco come e dove pagare.

Nuovo appuntamento per chi ha aderito alla definizione agevolata, la cd. rottamazione delle cartelle. La seconda rata con scadenza il 30 settembre cade di sabato e quindi, come previsto dalla legge, i pagamenti possono essere effettuati entro il primo giorno lavorativo successivo, ovvero lunedì 2 ottobre. Una data importante da ricordare perché il mancato o tardivo pagamento fa perdere i benefici della rottamazione e l’Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà riprendere le procedure di riscossione.

I contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata hanno ricevuto i bollettini delle rate scelte con la domanda di adesione. Su ogni bollettino sono indicati: l’importo, il numero della rata, la scadenza del pagamento e il codice RAV. Per la rata in scadenza il 30 settembre, quindi, dovrà essere utilizzato il bollettino che riporta tale data.

Sono molte le modalità e i canali di pagamento a disposizione dei contribuenti, vediamoli nel dettaglio.

Sportelli bancari. Presentando allo sportello il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione, l’operatore procederà con il pagamento. Il contribuente può chiedere l’addebito sul conto corrente, se si è rivolto alla propria filiale, oppure può pagare con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio e delle procedure operative della banca.

Internet banking. Bisogna collegarsi al sito della propria banca e utilizzare il servizio per il pagamento dei RAV. Basta inserire il numero del bollettino RAV e l’importo da pagare.

Il numero di RAV è sufficiente per identificare il pagamento e il contribuente a cui è riferito il debito, quindi non è obbligatorio indicare la causale.

Domiciliazione bancaria. Si possono pagare le rate della definizione agevolata anche con l’addebito diretto sul proprio conto corrente degli importi contenuti nei bollettini RAV. È sufficiente completare il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute, inviata dall’Agente della riscossione, e presentarlo in banca presso la propria filiale. Per aderire al servizio di addebito diretto su conto corrente è necessario che la richiesta di attivazione del mandato, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dal Sistema Interbancario, sia presentata alla banca del titolare del conto almeno 20 giorni prima della scadenza della rata, pertanto per la seconda rata il termine di sottoscrizione e consegna in banca era previsto per il giorno 12 settembre.

Sportelli bancomat (ATM). È possibile pagare i bollettini della definizione agevolata direttamente agli sportelli ATM abilitati, utilizzando la propria tessera bancomat e accedendo al servizio per il pagamento dei RAV.

Uffici postali. È sufficiente presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione e l’operatore di sportello procederà con il pagamento. Il contribuente può chiedere l’addebito sul proprio conto se è cliente Banco Posta. Può pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio. È possibile pagare i bollettini direttamente agli sportelli ATM di Poste Italiane ovvero ai chioschi abilitati utilizzando le carte BancoPosta.

Tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA, punti vendita Sisal e Lottomatica. Il contribuente deve presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione e il rivenditore provvederà a effettuare il pagamento. Si può pagare in contanti (fino a mille euro), con il bancomat o con la carta di credito (fino a 5 mila euro dai tabaccai e fino a 1.500 euro nei punti Sisal e Lottomatica).

Sito Agenzia delle entrate-Riscossione e App Equiclick. Il contribuente può pagare il bollettino RAV collegandosi alla sezione pagamenti del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it e inserendo il proprio codice fiscale, il codice RAV riportato nel bollettino e l’importo. Successivamente potrà scegliere tra molteplici operatori (banche, Poste e altri istituti di pagamento) che mettono a disposizione diverse modalità - bonifico, carte di credito, debito, prepagate, bollettino, addebito in conto - sulla piattaforma PagoPA, sistema pubblico che garantisce a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla pubblica amministrazione in modo sicuro e affidabile, semplice e in totale trasparenza nei costi di commissione.

Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione. Il contribuente non deve necessariamente presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione, ma può richiedere di pagare indicando anche solo il proprio codice fiscale. L’operatore di sportello provvederà ad effettuare il pagamento. Il contribuente può pagare con carte di credito o prepagate, carte bancomat (nelle casse abilitate) e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all’ordine dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Si può pagare anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio.

(Agenzia delle entrate-Riscossione, comunicato del 14 settembre 2017)

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2) Rassegna di giurisprudenza fiscale

Ecco di seguito la rassegna di alcune decisioni della Corte di Cassazione e della Corte di giustizia Ue in materia fiscale del 14 settembre 2017:

- Associazioni sportive: le somme corrisposte fino a 200mila euro sono deducibili come spese di pubblicità, quindi, per intero

La Cassazione, con l’ordinanza n. 21333/2017, rimarca che le somme corrisposte alle associazioni sportive dilettantistiche entro i 200mila euro sono spese di pubblicità deducibili interamente nell’anno: si tratta, infatti, di una presunzione legale assoluta voluta dal legislatore, con la conseguenza che non occorre dimostrare l’inerenza di tali oneri.

- Redditometro, la donazione del suocero non annulla la rettifica fiscale

Secondo la Cassazione, con l’ordinanza n. 21334/2017, le somme elargite dal suocero non sono sufficienti a giustificare il maggiore reddito rideterminato sinteticamente nei confronti del contribuente sottoposto ad accertamento redditometrico. Ciò in considerazione del fatto che le maggiori spese possono essere giustificata con contributi da parte del nucleo familiare di cui il suocero, però, anche se convivente, non può farne parte.

Nel caso di specie, è quindi legittimo l’accertamento della maggiore Irpef quando i redditi percepiti appaiono insufficienti rispetto all’acquisto dell'auto di grossa cilindrata anche se il contribuente ha provato le elargizioni in denaro da parte del suocero.

- IRAP: niente imposta se il medico ha un collaboratore

La Cassazione, con l’ordinanza n. 21243 del 13 settembre 2017, ribadisce che l’utilizzo di personale (segretaria) anche in attività autonoma non integra necessariamente il presupposto dell’imposta se lo stesso non prevale sul lavoro intellettivo del contribuente.

- Circolari e risoluzioni emanate dall’Agenzia delle Entrate non vincolanti

La Cassazione, con la sentenza 6185/2017, ha ribadito che le circolari e le risoluzioni emanate dall’Agenzia delle Entrate non hanno un valore vincolante.

Dunque, secondo la Suprema Corte, la circolare dell’Amministrazione Finanziaria non vincola né il contribuente, né il giudice, non costituendo fonte di diritto. Ammettere, infatti, che detta fonte interpretativa sia vincolante per i giudici o per il contribuente, equivarrebbe a riconoscerle un potere normativo in palese conflitto con il principio costituzionale.

- Ok alla detrazione Iva sulle spese per prestazioni gratuite collegate all’attività imponibile

Sentenza della Corte di giustizia Ue del 14 settembre 2017, causa C-132/16, sull’applicabilità dello sgravio dell’imposta:

È detraibile l’Iva sulle spese sostenute per effettuare prestazioni gratuite che si ricollegano, però, all’attività imponibile del soggetto passivo e, come tali, faranno parte del prezzo dei beni e servizi prodotti dalla sua impresa.

In particolare, “L’articolo 168, lettera a), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, dev’essere interpretato nel senso che il soggetto passivo ha diritto a detrarre l’imposta sul valore aggiunto assolta a monte per la prestazione di servizi, consistenti nella costruzione o nella ristrutturazione di un bene immobile di cui un terzo sia proprietario, qualora quest’ultimo benefici a titolo gratuito del risultato di tali servizi e questi ultimi siano utilizzati tanto dal soggetto passivo medesimo, quanto dal terzo nell’ambito delle loro attività economiche, nei limiti in cui detti servizi non vadano oltre quanto necessario per consentire al soggetto passivo medesimo di effettuare a valle operazioni soggette ad imposta e il loro costo sia incluso nel prezzo di tali operazioni”.

- Il Trust equivale alla società e quindi può invocare libertà di stabilimento

Per il diritto comunitario il trust è equiparato alle società. La Corte di Giustizia Ue si è pronunciata per la prima volta sulla questione, stabilendo l’accesso alle libertà fondamentali del Trattato.

Con la sentenza del 14 settembre 2017, relativa alla causa C-646/15, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito il principio di diritto per cui il trust può invocare, a determinate condizioni, le libertà fondamentali del Trattato di funzionamento dell’Unione (nel caso specifico, la libertà di stabilimento).

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3) Risposte su “question time” in materia fiscale

Ecco di seguito le risposte a question time su temi fiscali del 13 settembre 2017:

- Detrazione per la ristrutturazione delle singole unità immobiliari

Secondo il viceministro Casero, che ha risposto, all’interrogazione parlamentare (Q.T. 5-12157) in commissione finanze alla Camera, la detrazione per la ristrutturazione delle singole unità immobiliari, eseguita dalle imprese di costruzione e/o ristrutturazione, può avvenire solo al termine dei lavori dell’intero fabbricato.

- Lavoratori esteri: benefici fiscali solo dal 2017

Ai lavoratori esteri che trasferiscono la propria residenza, di cui all’art. 2, dpr 917/1986, benefici fiscali solo a decorrere dal periodo d’imposta 2017.

Detassazione del 50% del reddito di lavoro autonomo prodotto sul territorio nazionale soltanto a partire dal periodo d’imposta 2017. L’agevolazione non si applica ai contribuenti già residenti sul territorio nazionale nei precedenti periodi d’imposta. E’ questa l’interpretazione del Mef (risposta all'interrogazione QT 5-12154 in commissione finanze alla Camera), sul tema delle agevolazioni destinate al rimpatrio dei lavoratori dall'estero, beneficio applicabile al periodo d’imposta 2017, esteso ai redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia.

- Affitto dell’assicuratore: canoni deducibili anche con il subentro

E’ deducibile l’affitto di un immobile utilizzato dall’agente assicurativo, anche in caso di risoluzione del contratto di mandato tra lo stesso e la compagnia di assicurazione, in presenza di subentro.

Lo ha precisato il Mef a seguito dell’interrogazione Q.T. 5-12156. Quindi, l’Agenzia delle entrate non può recuperare a tassazione i canoni versati dall’agente qualora, nel medesimo contratto di affitto, la compagnia assicurativa inserisca una clausola di subentro nel rapporto locativo e nel caso in cui si risolva il contratto di mandato tra la stessa compagnia e l’agente.

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4) Indice TFR di agosto a 1,82

Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2016, vanno rivalutate dello 1,8225%.

L’adeguamento del TFR di agosto in base ai dati Istat: Ad agosto il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,822532.

L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 101,4.

TFR: il coefficiente di rivalutazione dal 2017

anno

mese

TFR maturato fino al periodo compreso tra

coefficiente di rivalutazione (%)

2017

luglio

15 lug - 14 ago

1,398430

2017

giugno

15 giu - 14 lug

1,2734

2017

maggio

15 mag - 14 giu

1,223205

2017

aprile

15 apr - 14 mag

1,247757

2017

marzo

15 mar - 14 apr

0,898430

2017

febbraio

15 feb - 14 mar

0,7734

2017

gennaio

15 gen - 14 feb

0,349327

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5) Il premio se è già stimabile entro la dichiarazione dei redditi concorre a formare il reddito dell’esercizio precedente

Il premio se è già stimabile entro la dichiarazione dei redditi concorre a formare il reddito dell’esercizio di competenza. La Suprema Corte accoglie la tesi dell’Amministrazione finanziaria bocciando la decisione del giudice d’appello.

Nel caso sottoposto all’attenzione del giudice di legittimità l’Agenzia delle entrate ha dimostrato che il premio era già stato versato anteriormente alla dichiarazione dei redditi.

Il contribuente ha quindi sbagliato nell’avere totalmente omesso, in sede di bilancio, ogni valutazione al riguardo esponendosi conseguentemente alla ripresa a tassazione.

Di parere opposto era stata, invece, la Commissione tributaria regionale che aveva accolto il ricorso dello stesso contribuente.

In particolare, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21239 del 13 settembre 2017, in materia di costi deducibili, dal reddito d’impresa, con il principio di competenza, ha stabilito che in tema di determinazione del reddito d'impresa, la regola, dettata dall'art. 75 (ora 109), comma primo, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e prima ancora dall'art. 74, comma primo, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 - secondo cui i costi e gli altri oneri concorrono a formare il reddito dell'esercizio di competenza, tranne che la loro esistenza o il loro ammontare non sia ancora determinabile in modo oggettivo, nel qual caso vanno calcolati nel periodo d'imposta in cui si verificano tali condizioni -, mira contemporaneamente a salvaguardare tanto la necessità di computare tutte le componenti nell'esercizio di competenza che l'esigenza di non addossare ai contribuenti un onere troppo difficile da rispettare e va interpretata nel senso che il dovere di conteggiarle nell'anno di riferimento si arresta soltanto di fronte a quei ricavi e a quei costi che non siano ancora noti all'atto della determinazione del reddito, e cioè al momento della redazione e presentazione della dichiarazione.

Ciò viene ad essere comprovato anche dalla correlativa disposizione di cui all'art. 14, comma terzo, D.P.R. n. 600/1973, - che consente alle società ed agli enti il cui bilancio deve essere approvato, per legge o per statuto, da un'assemblea o da altri organi, di inserire nelle scritture contabili tutti gli aggiornamenti consequenziali all'approvazione fino al termine per la presentazione della dichiarazione -, altamente significativa anche perché poi estesa ad ogni soggetto (art. 9, comma primo, lett. b, d.l. n. 2 marzo 1989, n. 69, convertito dalla legge 27 aprile 1989, n. 154), e, soprattutto, in linea con la direttiva CEE 18/7/1978, secondo la quale occorre tener conto di tutte le perdite e i rischi, anche se conosciuti soltanto tra la data di chiusura del bilancio ed il giorno della sua compilazione (v. Cass. 27/02/2002, n. 2892).

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6) POS: per i micro pagamenti si va verso il taglio delle commissioni bancarie

In arrivo il taglio delle commissioni bancarie per i micropagamenti con moneta elettronica. Fino al 9 dicembre 2020 per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori, i prestatori di servizi di pagamento possono applicare una commissione interbancaria media ponderata non superiore all’equivalente dello 0,2% del valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali effettuate tramite tali carte di debito all’interno dello stesso schema di carte di pagamento. Poi, a partire dal 10 dicembre 2020, per i pagamenti in Italia tramite carta di debito, i prestatori di servizi di pagamento applicheranno una commissione interbancaria non superiore allo 0,2 % del valore di ciascuna operazione o a 5 centesimi di euro per ciascuna operazione.

In ogni caso, per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori di importo inferiore a 5 euro, la commissione interbancaria sarà di importo ridotto rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a 5 euro.

A prevederlo è lo schema di decreto legislativo all’attenzione del Consiglio dei ministri che attua la legge di delegazione europea 2015 in riferimento proprio alle commissioni bancarie.

Di fatto, l’attuazione della direttiva di comunitaria si lega a doppio filo con l’obbligo del Pos per commercianti, esercenti e professionisti. Un obbligo rimasto finora senza sanzioni. Anche se la legge di Stabilità 2016 aveva previsto un meccanismo per portare da 30 a 5 euro la soglia minima dei pagamenti entro cui bisognava dotarsi del terminale elettronica. Il Decreto, come anticipato dal viceministro all’Economia Luigi Casero, dovrebbe vedere la luce entro questo mese.

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7) Studio del Notariato sull’amministrazione di sostegno

Lo studio 623-2016/C approvato dalla Commissione Studi del Consiglio nazionale del notariato il 14 giugno 2017, e poi diffuso in questi giorni, vuole approfondire la disciplina dell’amministrazione di sostegno (lo studio è disponibile dal 15 settembre 2017 sul sito del Notariato).

Viene svolta, in primo luogo, una ricostruzione dell’istituto che tende ad accertare i requisiti necessari per l’apertura della procedura ed a valutarne il difficile rapporto con i previgenti istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione.

Vengono poi individuate delle problematiche che si sono registrate nel corso dei primi anni di applicazione della disciplina.

Infine, viene evidenziata la centralità del decreto del Giudice Tutelare nella gestione dell’intera procedura e vengono forniti alcuni corollari applicativi che tengono conto della ricostruzione sistematica dell’istituto e della Giurisprudenza.

Amministrazione di sostegno: questioni applicative

Nel documento notarile, dopo una breve ricognizione dell’amministrazione di sostegno vengono, dunque, analizzati i profili problematici rilevati negli oltre dieci anni di applicazione della normativa.

Questi attengono, in primo luogo, alla capacità di donare del soggetto beneficiario di amministrazione di sostegno, alla capacità di testare, alla sorte delle procure precedentemente rilasciate dal soggetto al quale poi viene nominato un amministratore di sostegno, alla necessità dell’accettazione beneficiata.

Centralità del decreto del Giudice Tutelare

Indi, lo Studio si sofferma sulle differenze tra l’amministrazione di sostegno e l’interdizione e inabilitazione; questi ultimi, viene spiegato, sono strumenti che consentono di conoscere a priori quale sarà il regime giuridico del beneficiario, mentre, per contro, nell’amministrazione si avrà “un prodotto cucito a misura”.

In considerazione di ciò, un ruolo centrale viene assunto dal decreto del Giudice Tutelare, lo strumento con il quale vengono approntati i mezzi di tutela per il soddisfacimento dei bisogni della vita del beneficiario, che costituirà “lo statuto dei poteri e doveri dell’amministratore”.

Da qui, l’opportunità di una stesura del ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno “più puntuale e specifica possibile, specie nella parte in cui si prospetta e si chiede la estensione al beneficiario di determinati effetti, limitazioni e decadenze previste dalla legge per l’interdetto e per l’inabilitato, posto che, di regola, non si può ritenere possibile una loro applicazione estensiva ed analogica all'amministrazione di sostegno”.

Donazione e accettazione dell’eredità

Inoltre, lo Studio elabora alcuni corollari applicativi per quanto riguarda gli atti che il beneficiario può o non può compiere.

Con specifico riferimento all’atto di donazione, è preferibile, per i notai, “una soluzione prudenziale” che tendenzialmente escluda tale possibilità, “in coerenza con la ricostruzione accolta che ritiene applicabile la figura in presenza di un vulnus della capacità di agire del soggetto”.

Sulla capacità di fare testamento, la stessa viene ritenuta sussistente in capo al beneficiario, “in assenza di particolari prescrizioni del Giudice Tutelare”. Del resto – viene evidenziato – “la privazione di tale capacità si palesa estremamente mortificante trattandosi dell'atto personalissimo per antonomasia a mezzo del quale la persona esercita una sua prerogativa fondamentale”.

Rispetto, poi, alla sorte della procura precedentemente rilasciata, lo studio nega la diretta ed immediata applicazione del n. 4 dell’articolo 1722 c.c. – e, quindi, l’estinzione del mandato per interdizione o inabilitazione – fornendo, tuttavia, alcune precisazioni.

Il Giudice Tutelare, in particolare, potrà sempre estendere la portata di questo articolo all’amministrazione di sostegno “sia attraverso un generico riferimento alla norma che quindi abbia ripercussioni su tutte le eventuali procure conferite dal beneficiario, sia prevedendo che solo talune di queste procure debbano ritenersi estinte”.

Per finire, relativamente all’eventuale accettazione dell’eredità, viene affermato che il beneficiario di amministrazione di sostegno “non debba necessariamente e previa autorizzazione accettare l’eredità con il beneficio d’inventario, se non espressamente ricompresa nel decreto di nomina”.

Pertanto il Giudice Tutelare, in sede di nomina dell’amministratore dovrà valutare, per il caso di delazione ereditaria, l'opportunità di inserire un eventuale obbligo di preventiva autorizzazione per l’accettazione di eredità, unitamente all’obbligo di redigere l’inventario. Il Giudice valuterà la adeguatezza di particolari limitazioni nell’ipotesi di amministrazioni aventi quali beneficiari soggetti con particolare vulnus delle facoltà intellettive, prevedendo la preventiva autorizzazione per l’accettazione di eredità e l’obbligo di porla in essere unicamente con il beneficio di inventario.

Laddove il giudice stabilisca l’obbligo di accettazione beneficiata, trattandosi comunque di applicazione di norme proprie dell’interdizione e dell’inabilitazione, si ritiene necessario estendere l’intera relativa normativa e, pertanto, si potrà avere decadenza dal beneficio d'inventario solo al trascorrere dell’anno dalla fine dell’amministrazione.

Infine, per i legati, gravati da pesi o condizioni, precisa il Notariato, vale l’applicazione della norma contenuta nell’art. 374 n. 3 c.c., estesa, in quanto compatibile, ex art. 411 primo comma c.c., all’amministrazione di sostegno.

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8) Crisi e riorganizzazione aziendale: dal 24 settembre 2017 il limite massimo di ore CIGS

Sul limite massimo di ore CIGS in relazione alla crisi aziendale e alla sua riorganizzazione, è intervenuto il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 16 del 28 agosto 2017 (si veda nel Diario quotidiano del 04 settembre 2017).

Dal 24 settembre 2017 le ore di sospensione dal lavoro per cassa integrazione straordinaria (CIGS) per riorganizzazione aziendale o crisi aziendale, possono essere autorizzate nei limiti del 80% delle ore lavorabili nell’unità produttiva nell’arco di tempo relativo al programma autorizzato (art. 22, c. 4, D.Lgs. 148/2015).

Il nuovo limite si applica ai trattamenti la cui conclusione della consultazione sindacale, presentazione dell’istanza e le conseguenti sospensioni, avvengono a decorrere dalla data sopra indicata.

Per la verifica delle ore lavorabili nell’unità produttiva rileva l’indicazione, nella domanda di concessione dell’integrazione salariale, del numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale (art. 25, c. 1, D.Lgs. 148/2015).

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9) Modello Redditi PF 2017: nuova versione del software di compilazione

E’ disponibile la versione 1.0.3 del 14 settembre 2017 del software di compilazione modello Redditi Persone fisiche 2017, ovvero del software RedditiOnLine Pf 2017 che consente la compilazione del modello Redditi Pf 2017, la creazione del relativo file da inviare telematicamente e la generazione del modello di versamento F24.

Questi gli aggiornamenti che sono contenuti nella nuova versione (versione 1.0.3 del 14/09/2017):

- E’ stato modificato il controllo relativo ai soggetti non residenti;

- é stato aggiornato il controllo relativo alle ritenute dei premi di risultato nel caso di dichiarazione correttiva.

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10) Tante altre di fisco e previdenza

Ecco qui di seguito le ultime notizie rese note nel tardo pomeriggio del 15 settembre 2017:

- Rapporto sulle entrate luglio 2017 (comunicato MEF n. 153 del 15/09/2017)

È disponibile sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2017 redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

GENNAIO-LUGLIO 2017

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2017 evidenziano nel complesso un aumento dell’1,6% (+6.056 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Il dato tiene conto dell’aumento dell’1,5 % (+ 3.909 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive dell’1,7% (+ 2.147milioni di euro).

L’importo delle entrate tributarie include anche le poste correttive (compensazioni delle imposte dirette, indirette e territoriali, vincite lotto) e le entrate degli enti territoriali, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 settembre scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze sono altresì disponibili i report delle entrate tributarie internazionali del mese di luglio 2017, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

- INPS partecipa al protocollo del certificato specialistico pediatrico

Prende il via dal 15 settembre 2017 il protocollo sperimentale, sottoscritto dall’INPS e dagli ospedali Bambino Gesù di Roma, Gaslini di Genova e Meyer di Firenze, per semplificare l’iter sanitario per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di invalidità e di handicap per i minori disabili.

La sperimentazione durerà 18 mesi e consentirà ai medici delle tre strutture, abilitati dall’INPS, di compilare online il certificato specialistico pediatrico.

Il certificato, predisposto dall’INPS e dalla Società Italiana di Pediatria, contiene tutti gli elementi utili all’accertamento della patologia, evitando al minore il disagio di sottoporsi a ulteriori valutazioni specialistiche.

- Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale: prestazioni integrative del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) anche a seguito della stipula di un contratto di solidarietà. Istruzioni operative e procedurali per il pagamento. Istruzioni contabili e variazioni al piano dei conti.

L’INPS con il messaggio 3560 del 15 settembre 2017 illustra le indicazioni operative ed amministrative relative ai pagamenti delle prestazioni integrative del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) anche a seguito della stipula di un contratto di solidarietà, di cui all’art. 5, comma 1, lett. a), del citato Decreto Interministeriale n. 95269 del 7 aprile 2016.

- Fondo di integrazione salariale

Criteri di esame delle domande di accesso alle prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale. D.M. n. 94033/2016: criteri per l’approvazione dei programmi di riorganizzazione e crisi aziendale e per l’approvazione dell’assegno di solidarietà. Chiarimenti vari in merito all’assegno ordinario ed all’assegno di solidarietà.

L’INPS con la circolare n. 130 del 15 settembre 2017 illustra i criteri di esame delle domande di accesso alle prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale e, nello specifico i criteri per l’approvazione dei programmi di riorganizzazione e crisi aziendale e i criteri per l’approvazione dell’assegno di solidarietà alla luce delle disposizioni di cui al D.M. n. 94033/2016 adottato per l’approvazione dei programmi di cassa integrazione guadagni straordinaria. Inoltre, vengono forniti chiarimenti relativi alle prestazioni garantite dal Fondo in argomento.

Conciliazione vita-lavoro: al via gli sgravi

È stato firmato il decreto che prevede gli sgravi contributivi per i datori di lavoro privati che nei contratti aziendali, depositati a decorrere dal 1 gennaio e non oltre il 31 agosto, abbiano introdotto misure specifiche per favorire la conciliazione vita lavoro. Il decreto, firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, attua la misura sperimentale introdotta dal dl 80/2015.

All'attuazione della misura sperimentale, prevista dal decreto legislativo n. 80/2015, sono destinati complessivamente circa 110 milioni di euro per il biennio 2017 e 2018, a valere sul Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello.

Il decreto recepisce le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate da un'apposita Cabina di regia presieduta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e composta da rappresentanti dei Dipartimenti per la famiglia, per le pari opportunità e della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Per accedere agli sgravi contributivi i datori di lavoro dovranno aver sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali che prevedano l'introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni vigenti. Considerato il carattere sperimentale della misura, il decreto individua criteri di accesso al beneficio che possano favorire la più ampia partecipazione dei datori di lavoro interessati. Il provvedimento dovrà essere registrato dalla Corte dei Conti.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 15 settembre 2017)

Vincenzo D’Andò