Cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie – Diario quotidiano del 2 agosto 2017

Pubblicato il 2 agosto 2017



1) Pubbliche Amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA
2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello
3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre
4) Avviso di accertamento nullo se firmato con delega generica
5) Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente non riguarda i tributi regionali
6) Contributi previdenziali: non sono deducibili dal reddito professionale
7) Prestazioni di lavoro occasionale: operatività estesa agli intermediari previdenziali/Patronati
8) Cassazione penale sulla cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie
10) Altri documenti di prassi delle Entrate
11) News dai commercialisti 12) Definizione delle liti fiscali: i codici per versare il dovuto
CTverti1) Pubbliche amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA 2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello 3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre 4) Avviso di accertamento nullo se firmato con delega generica 5) Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente non riguarda i tributi regionali 6) Contributi previdenziali: non sono deducibili dal reddito professionale 7) Prestazioni di lavoro occasionale: operatività estesa agli intermediari previdenziali/Patronati 8) Cassazione penale sulla cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie 10) Altri documenti di prassi delle Entrate *****

1) Pubbliche amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA

Tutte le pubbliche amministrazioni con fatturazione elettronica sono ora soggette alla scissione IVA dei pagamenti.

Split payment: arrivati i primi chiarimenti da Assonime, con una nota del 27 luglio 2017.

IVA – Pubblicati gli elenchi definitivi delle società soggette al regime dello “split payment” nell’anno 2017.

Sul sito del Dipartimento delle finanze sono stati pubblicati, il 26 luglio 2017, gli elenchi – definitivi – delle società controllate dalle Pubbliche amministrazioni, centrali e locali, e delle società quotate in Borsa i cui acquisti di beni e servizi rientrano nell'ambito applicativo del sistema di liquidazione dell'IVA denominato "split payment", disciplinato dall'art. 1 del Decreto legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017.

Come illustrato nella circolare Assonime n. 18 del 2017, la lettera a) dell'art. 1 di tale D.L. ha previsto che, a decorrere dal 1° luglio 2017, lo "split payment" si applica alle operazioni effettuate nei confronti di tutti gli enti ed i soggetti pubblici facenti parte della Pubblica amministrazione; il decreto ministeriale del 13 luglio 2017, attuativo del Decreto legge, ha chiarito che lo "split payment" si applica alle Pubbliche amministrazioni per le quali l'art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha introdotto l'obbligo della fatturazione elettronica.

La lettera b) dell'art. 1 del decreto-legge n. 50 ha, poi, stabilito che devono applicare lo "split payment" anche numerose società che, pur non appartenendo alla Pubblica amministrazione, hanno la medesima elevata affidabilità fiscale, e cioè:

- le società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Al fine di dare certezza giuridica agli operatori, gli articoli 5-bis e 5-ter del decreto ministeriale del 27 giugno 2017 hanno stabilito che il Dipartimento delle finanze deve pubblicare sul proprio sito internet gli elenchi dei soggetti destinatari delle fatture con applicazione dello "split payment".

In attuazione di tali disposizioni, il Dipartimento ha pubblicato in data 28 giugno, prima, e in data 14 luglio, poi, gli elenchi dei soggetti tenuti ad applicare lo "split payment", elenchi, però, non definitivi, avendo i soggetti interessati la possibilità di segnalare allo stesso Dipartimento eventuali errori o omissioni (circolare Assonime n. 18 del 2017).

Tenendo conto di tali segnalazioni, il Dipartimento ha predisposto e pubblicato gli elenchi definitivi delle predette società controllate e quotate, che avranno efficacia per le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2017.

Nel comunicato che accompagna tale pubblicazione, il Dipartimento ha chiarito che:

- essendo soggette allo "split payment" le Pubbliche amministrazioni destinatarie della disciplina relativa alla fatturazione elettronica obbligatoria, per l'individuazione delle stesse occorre fare riferimento all'elenco (c.d. elenco IPA) pubblicato sul sito dell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it); nell'utilizzo di detto elenco non vanno, però, considerati i soggetti classificati nella categoria dei "Gestori di pubblici servizi", che non rientrano nella suddetta disciplina;

- le società controllate da Pubbliche amministrazioni centrali o locali, ancorché non iscritte nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni e anche se iscritte nella categoria dei "Gestori di pubblici servizi", sono in ogni caso tenute all'appliczione dello "split payment" qualora risultino incluse negli elenchi predisposti dal Dipartimento;

- le società incluse in detti elenchi non sono tenute all'applicazione della normativa sulla fatturazione elettronica obbligatoria se ciò non è previsto dalla specifica disciplina in materia;

- le aziende speciali, non costituite sotto forma societaria, applicano lo "split payment" solo se sono destinatarie della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria.

Gli elenchi sono prelevabili dal sito, in formato excel, e riportano, oltre alla denominazione delle società interessate, anche il loro codice fiscale.

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2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello

La Consulta conferma la possibilità di produrre in appello documenti già disponibili in primo grado.

Non è irragionevole la previsione che un'attività probatoria, rimasta preclusa nel giudizio di primo grado, possa essere esperita in appello. Questa è la conclusione a cui è giunta la Corte Costituzionale alla quale la CTR Campania aveva rimesso la questione di legittimità costituzionale dell’art. 58, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. La Consulta, nel merito, ha affermato che non si verifica alcuna disparità di trattamento tra le parti del giudizio poichè non vi è alcuno «sbilanciamento a favore di quella facultata a produrre per la prima volta in appello documenti già in suo possesso nel grado anteriore». I giudici costituzionali hanno inoltre ribadito che non esiste alcun principio costituzionale di uniformità tra i vari tipi di processo (ex plurimis sentenze n. 165 e n. 18 del 2000, n. 82 del 1996; ordinanza n. 217 del 2000), essendo riconosciuta ampia discrezionalità del legislatore nella conformazione dei singoli istituti processuali, fermo restano il limite della manifesta irragionevolezza di una disciplina che comporti un'ingiustificabile compressione del diritto di agire (sentenze n. 121 e n. 44 del 2016, n. 335 del 2004).

(Sentenza del 14/07/2017 n. 199 - Corte Costituzionale)

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3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre

Retroattività degli studi di settore più recenti: L’accertamento tributario mediante studi di settore costituisce un sistema unitario derivante dal progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della redditività per le categorie di contribuenti. Lo strumento più recente, secondo i giudici di Cassazione, in quanto più raffinato e affidabile del precedente, prevale sempre su quest’ultimo, giustificandone l’applicazione retroattiva. In base a tale principio la Suprema Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso della società contribuente alla luce del d.m. 28 dicembre 2011 approvato successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione ma retroattivamente applicabile.

(Sentenza del 19/07/2017 n. 17807/5 - Corte di cassazione)

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4) Avviso di accertamento nullo se firmato con delega generica

L’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. La Suprema Corte, nel respingere l’appello dell’Agenzia delle Entrate, ribadisce la nullità dell’atto impositivo in presenza di delega non valida (Cass. n. 25017/2015). Nello specifico i giudici di Cassazione descrivono le modalità con cui tale delega può essere conferita sottolineando l’illegittimità delle deleghe impersonali prive di precisa indicazione nominativa del soggetto delegato.

(Ordinanza del 23/06/2017 n. 15781/5 - Corte di cassazione)

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5) Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente non riguarda i tributi regionali

Tributi regionali e interessi moratori: Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente, fissato dall’art. 1, comma 165, l. 296/2006, si applica solo ai tributi degli enti locali e non anche ai tributi regionali. Tale comma è infatti ricompreso nel gruppo dei commi da 161 a 170 che fanno riferimento esclusivamente agli enti locali. I giudici della CTR toscana hanno così affermato che in caso di imposte regionali, trova applicazione il regime generale dell’indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 c.c., secondo cui, qualora il ricevente sia stato in buona fede, gli interessi sono dovuti dal giorno della domanda.

(Sentenza del 26/06/2017 n. 1621/1 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana)

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6) Contributi previdenziali: non sono deducibili dal reddito professionale

I contributi previdenziali sono deducibili solo dal reddito complessivo.

I contributi previdenziali possono essere dedotti esclusivamente dal reddito complessivo e non dal reddito di lavoro autonomo. In base a tale principio la CTR pugliese ha ribaltato l’esito del giudizio di primo grado e accolto l’appello dell’Ufficio che aveva ritenuto indebitamente dedotto dal reddito di lavoro autonomo la tassa d’archivio e i contributi previdenziali versati da uno studio notarile alla Cassa Nazionale del Notariato. I giudici baresi hanno infatti affermato che la non inerenza alla produzione del reddito professionale di tali contributi ne impedisce la deducibilità ex art. 54 del Tuir, essendo questa limitata alle sole spese direttamente sostenute per lo svolgimento dell’attività o per l’acquisizione di beni da cui derivino compensi concorrenti a formare il reddito professionale.

(Sentenza del 01/03/2017 n. 661/7 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia)

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7) Prestazioni di lavoro occasionale: operatività estesa agli intermediari previdenziali/Patronati

Soggetti abilitati agli adempimenti di registrazione, comunicazione e dichiarazione: L’INPS, con il messaggio n. 3177 del 31 luglio 2917, ha ufficializzato l’estensione dell’operatività agli intermediari previdenziali ed ai Patronati.

Si tratta delle prestazioni di lavoro occasionale ex art. 54-bis del D.l. n. 50/2017, introdotto dalla Legge di conversione n. 96/2017.

Il documenti di prassi, in particolare, illustra i seguenti aspetti:

- Estensione dell’operatività agli intermediari previdenziali e ampliamento degli strumenti di pagamento;

- strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito, gestiti attraverso la modalità di pagamento “pagoPA” di Agid.;

- Modalità di compilazione modello F24.

Soggetti abilitati agli adempimenti di registrazione, comunicazione e dichiarazione: Estensione dell’operatività agli intermediari previdenziali ed ai Patronati

Con la circolare n. 107/2017 sono state fornite indicazioni in materia di prestazioni di lavoro occasionale, disciplinate dall’articolo 54-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, introdotto in sede di conversione dalla Legge n. 96 del 21 giugno 2017.

In particolare, al fine di poter accedere alle prestazioni di lavoro occasionale, gli utilizzatori e i prestatori devono effettuare la registrazione sulla piattaforma telematica predisposta dall’INPS, fruibile attraverso l’accesso al sito internet dell’Istituto - www.inps.it - al seguente servizio: Prestazioni Occasionali.

Inoltre, gli utilizzatori del Libretto Famiglia, al termine della prestazione lavorativa, e comunque non oltre il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, tramite la piattaforma telematica INPS, sono tenuti a comunicare i dati relativi alla singola prestazione effettuata (vedi par. 5.2 circolare n. 107/2017). Gli utilizzatori del Contratto di Prestazione occasionale, almeno sessanta minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa, tramite la piattaforma informatica INPS, sono tenuti a registrare i dati relativi alla singola prestazione che verrà effettuata.

Gli adempimenti di registrazione, da parte degli utilizzatori e dei prestatori nonché di comunicazione dei dati relativi alla prestazione lavorativa possono essere svolti:

- direttamente dall’utilizzatore/prestatore, attraverso l’accesso alla citata piattaforma telematica con l’utilizzo delle proprie credenziali personali (PIN INPS, credenziali SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, CNS - Carta Nazionale dei Servizi);

- avvalendosi dei servizi di contact center INPS, che gestiranno, per conto dell’utente (utilizzatore/prestatore), lo svolgimento delle attività di registrazione e/o degli adempimenti di comunicazione della prestazione lavorativa. Anche in tal caso, è preliminarmente necessario che l’utente risulti in possesso delle credenziali personali (PIN INPS, credenziali SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, CNS - Carta Nazionale dei Servizi).

Le operazioni di registrazione e di svolgimento degli adempimenti informativi possono essere altresì svolte:

a) dagli intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12;

b) dagli enti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e s.m.i, esclusivamente per i servizi erogati al prestatore e agli utilizzatori del Libretto Famiglia.

Gli intermediari che intendano operare in qualità di delegati per il contratto di Prestazioni Occasionali (utilizzatori e prestatori) dovranno richiedere all’Inps il proprio codice PIN cittadino dispositivo, attraverso il quale sarà loro possibile operare a seguito di delega.

Qualora siano già dotati di PIN come intermediario potranno continuare ad operare con quello già in uso.

Oltre alla modalità di accesso tramite PIN è possibile accedere tramite credenziali SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, CNS - Carta Nazionale dei Servizi.

Gli intermediari autorizzati potranno operare in nome e per conto dell’utilizzatore e/o del prestatore sulla base di apposite deleghe rese per iscritto dal delegante, utilizzando la procedura opportunamente predisposta. A tal fine, l’applicazione, denominata “Deleghe Indirette per artigiani, commercianti, committenti, associanti, professionisti, agricoli autonomi e prestazioni occasionali”, sarà disponibile sul sito Internet dell’Istituto.

Attraverso tale applicativo l’intermediario compilerà la delega con i dati propri e del delegante. Terminata la compilazione, l’intermediario potrà stampare la delega per la sottoscrizione da parte del delegante. All’atto della sottoscrizione la procedura consentirà all’utente di effettuare la validazione della delega stessa mediante esplicita conferma, dichiarando così, sotto la propria responsabilità, l’avvenuta sottoscrizione da parte del delegante. L’intermediario s’impegnerà a custodire presso di sé la delega – unitamente ad una fotocopia di un valido documento d’identità del delegante – per tutto il periodo di vigenza della stessa, nonché nei 5 anni successivi, e ad esibirla a richiesta.

Le applicazioni di gestione delle deleghe saranno rese disponibili sul sito Internet dell’Istituto dalla data di pubblicazione del presente messaggio. A decorrere da tale data, i soli soggetti delegati, intermediari riconosciuti ai sensi della legge 12/1979, potranno accedere alle applicazioni descritte ed inserire le proprie deleghe.

Eventuali deleghe già attivate, nell’ambito della gestione datori di lavoro con dipendenti, consentono di operare, per il medesimo datore di lavoro, anche con riguardo agli adempimenti per il lavoro occasionale.

Come sopra indicato, gli enti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, possono svolgere i servizi a disposizione del prestatore nella piattaforma a lui dedicata, e tutti gli adempimenti relativi esclusivamente al Libretto Famiglia previa acquisizione del mandato di assistenza secondo quanto normativamente previsto.

Strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito, gestiti attraverso la modalità di pagamento “pagoPA” di Agid

A partire dalla pubblicazione del presente messaggio sarà possibile versare le somme necessarie per alimentare il c.d. portafoglio virtuale dell’utilizzatore attraverso strumenti di pagamento elettronico esclusivamente dal Portale dei Pagamenti INPS - sezione Prestazioni Occasionali, attraverso l’utilizzo delle credenziali personali dell’utilizzatore (PIN Inps, Carta Nazionale dei Servizi o dello SPID - Sistema Pubblico di Identità Digitale). Il Portale dei Pagamenti INPS da accesso a tutte le modalità di pagamento elettronico “pagoPA” di Agid per l’acquisto di titoli di pagamento per Libretto Famiglia, per il versamento delle somme per il Contratto di Prestazione Occasionale e la visualizzazione e stampa delle ricevute dei pagamenti effettuati tramite PagoPA.

Modalità di compilazione modello F24

Si rammenta che gli utilizzatori del Libretto Famiglia e del Contratto di Prestazione Occasionale possono effettuare i versamenti necessari per alimentare il proprio c.d. portafoglio elettronico tramite modello F24 Elementi identificativi (ELIDE).

L’utilizzatore dovrà apporre nella sezione “CONTRIBUENTE” il proprio Codice Fiscale ed i relativi dati identificativi. Nella sezione “ERARIO ED ALTRO” i relativi campi dovranno essere valorizzati come segue:

- nel campo “tipo”, dovrà essere valorizzata la lettera “I”;

- nel campo “elementi identificativi”, non dovrà essere inserito alcun valore;

- nel campo “codice”, dovrà essere valorizzata la causale contributo:

- per il Libretto Famiglia, i versamenti vanno effettuati utilizzando la causale “LIFA”;

- per il Contratto di prestazione occasionale, i versamenti vanno effettuati utilizzando la causale “CLOC”;

- nel campo “anno di riferimento”, occorre indicare l’anno cui si riferisce il versamento nel formato “AAAA”;

- nel campo “importi a debito versati”, si deve indicare l’importo versato da utilizzare, attraverso la piattaforma telematica INPS, per il pagamento di prestazioni occasionali.

Si rammenta che il modello F24 ELIDE potrà contenere solo importi a debito e non consente compensazioni.

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8) Cassazione penale sulla cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie

La Corte di cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 38016 del 31 luglio 2017, pronunciandosi, in maniera assai rigida, su un caso di frode nei confronti dell’Erario, ha deciso che la cessione di immobili mascherata da una cessione di quote con un’evasione di imposta superiore alla soglia penalmente rilevante configura il delitto di dichiarazione infedele. La comprovata volontà di cedere gli immobili e non le quote societarie non consente di invocare la scriminante dell’abuso del diritto che deve caratterizzarsi per l’assenza di attività simulatorie e fraudolenti.

Nel caso di specie, i giudici di merito avevano ritenuto la responsabilità del ricorrente per il reato di dichiarazione infedele a fronte di una complessa operazione che, grazie allo schermo di una cessione di quote societarie, nascondeva, in realtà, il trasferimento di beni immobili appartenenti alla società originaria oggetto di apposita scissione, mediante la creazione di una società “contenitore”, “artatamente studiata in maniera tale da evitare il carico fiscale connesso al conseguimento della plusvalenza patrimoniale”.

Il ricorrente contestava tale conclusione, riconducendo l’operazione alla nuova regolamentazione dell’elusione fiscale e dell’abuso del diritto operata con l’art. 10-bis della L. n. 212/2000 (“Statuto dei diritti del contribuente”), come modificato dal DLgs. n. 128/2015; norma che, nel definire le operazioni “abusive” come quelle “prive di sostanza economica”, le sottrae espressamente alla sanzionabilità penale.

In sostanza, il legislatore del 2015 attribuisce rilevanza penale solo alle operazioni connotate da fraudolenza e potenzialità ingannatoria.

Secondo i giudici della terza sezione penale della Suprema corte, l’abuso del diritto, proprio in quanto esclude la rilevanza penale delle condotte ad esso riconducibili, ha “applicazione solo residuale” e non può essere preso in considerazione “quando i fatti integrino gli elementi del delitto di dichiarazione infedele per la comprovata esistenza di una falsità ideologica che interessa, nella parte che connota il fatto evasivo, il contenuto della dichiarazione, inficiandone la veridicità, per avere come obiettivo principale l'occultamento totale o parziale della base imponibile”.

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Processo telematico: la costituzione non rituale fa perdere valenza anche ai documenti prodotti

La Ctp di Milano con la sentenza 4779 del 13 luglio 2017, in una delle primissime pronunce in tema di processo tributario telematico, si è pronunciata sull’irritualità del deposito digitale della costituzione in giudizio della parte resistente e la conseguente estromissione della documentazione prodotta per violazione dei principi costituzionali del giusto contraddittorio processuale e del diritto alla difesa.

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9) Agevolazione fiscale bis se la “prima casa” diventa inagibile a causa del sisma

Una nuova agevolazione se la “prima casa” diventa inagibile a causa del sisma

Il proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa”, dichiarato inagibile con provvedimento delle autorità competenti, può fruire nuovamente del beneficio per l’acquisto di una nuova abitazione. È il chiarimento fornito dalla risoluzione n. 107/E del 1 agosto 2017, con cui l’Agenzia delle entrate risponde all’interpello di un contribuente interessato dagli eventi sismici dell’agosto e dell’ottobre del 2016.

In particolare, la risoluzione risponde al caso specifico di un contribuente che, beneficiando delle agevolazioni “prima casa”, aveva acquistato un immobile abitativo dichiarato successivamente inagibile, con ordinanza del sindaco, a causa degli eventi sismici intervenuti nell’agosto e nell’ottobre del 2016. Il contribuente ha chiesto, quindi, chiarimenti all’Agenzia sulla possibilità di acquistare una nuova abitazione fruendo nuovamente del beneficio “prima casa”.

Con la neo risoluzione l’Agenzia precisa che l’agevolazione “prima casa” per un nuovo acquisto può essere riconosciuta al proprietario di un altro immobile acquistato già fruendo dello stesso beneficio, se quest’ultimo non risulta idoneo, sulla base di criteri oggettivi, a sopperire alle esigenze abitative del contribuente. La risoluzione chiarisce che nel caso di un evento sismico si configura una fattispecie non prevedibile e non evitabile, che ha comportato, nel caso oggetto dell’interpello, l’impossibilità per il contribuente di continuare ad utilizzare l’immobile acquistato per finalità abitative. L’oggettiva impossibilità risulta attestata, inoltre, dall’ordinanza dell’autorità competente che ha dichiarato l’inagibilità dell’immobile che, dunque, non potrà più essere utilizzato per la sua funzione abitativa fino a nuova disposizione.

Ok all’agevolazione bis

Fino a quando permarrà la dichiarazione di inagibilità dell’immobile, quindi, il contribuente potrà beneficiare delle agevolazioni ‘prima casa’ per l’acquisto di un nuovo immobile, anche se ha già fruito dello stesso beneficio per l’acquisto dell’abitazione dichiarata inagibile. Se successivamente al nuovo acquisto agevolato, viene revocata dagli organi competenti la dichiarazione di inagibilità, resta comunque acquisito il beneficio goduto dal contribuente per il nuovo immobile; al momento del nuovo acquisto, infatti, risultavano soddisfatte le condizioni previste dalla normativa in materia di ‘prima casa’ per godere dell’agevolazione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 166 del 1 agosto 2017)

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10) Altri documenti di prassi delle Entrate

Ecco di seguito gli altri documenti pubblicati dall’Agenzia delle entrate il 1 agosto 2017:

- Compensazioni 2017 Zfu Emilia: nell’F24 vale ancora l’anno “2016”

E’ quanto stabilito dall’Agenzia, nelle more del completamento delle procedure informatiche che consentiranno la fruizione delle agevolazioni anche per le altre annualità.

Le microimprese localizzate nelle zone franche dell’Emilia, che per l’anno 2017 intendono fruire delle agevolazioni fiscali estese, dal Dl 244/2016, agli anni 2017 2018 e 2019, possono indicare nel campo “anno di riferimento” del modello F24 l’anno 2016.

Con successivo documento di prassi sarà comunicata la data a partire dalla quale si potranno indicare nei modelli F24 gli anni di riferimento 2017, 2018 e 2019.

Il chiarimento sulle modalità di compilazione dell’F24 si è reso necessario per consentire alle imprese di fruire nell’immediato dei benefici fiscali relativi alle imposte sui redditi, all’Irap e all’Imu, inizialmente previsti per gli anni 2015 e 2016 e successivamente estesi anche agli anni 2017, 2018 e 2019.

(risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 106/E del 1° agosto 2017);

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- Definizione delle liti fiscali: i codici per versare il dovuto

I contribuenti interessati devono utilizzarli per il pagamento, mediante F24, degli importi indicati nell’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo

Dopo la pubblicazione del provvedimento, con allegato il modello per la presentazione della domanda, e della circolare con i chiarimenti interpretativi, ulteriore passo dell'Agenzia delle entrate verso la soluzione delle contese tributarie in cui essa stessa è parte (articolo 11, Dl 50/2017). Con la risoluzione n. 108/E del 1° agosto 2017 tagliano il traguardo i codici di tributo utili a saldare il dovuto e indicare gli importi corrisposti nella domanda. I codici, infatti, vanno riportati anche nella sezione "erario" dell'istanza di presentazione della definizione agevolata, in corrispondenza della colonna "importi a debito versati".

Codice ufficio

Codice atto

Codice tributo

Denominazione codice tributo

Rateazione/Regione/ Prov./mese rif.

Anno di riferimento

COMPILARE

NON COMPILARE

8121

IVA e relativi interessi – Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

NON COMPILARE

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8122

Altri tributi erariali e relativi interessi – Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

NON COMPILARE

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8123

Sanzioni dovute relative ai tributi erariali - Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

NON COMPILARE

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8124

IRAP e addizionale regionale all’ IRPEF e relativi interessi - Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

CODICE REGIONE (tabella T0 - codici delle Regioni e delle Province autonome)

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8125

Sanzioni dovute relative all’IRAP e all’addizionale regionale all’IRPEF - Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

CODICE REGIONE (tabella T0 - codici delle Regioni e delle Province autonome)

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8126

Addizionale comunale all’IRPEF e relativi interessi - Definizione delle controversie tributarie - art. 11 del D.L. n. 50/2017

CODICE CATASTALE DEL COMUNE (tabella T4 - codici catastali dei Comuni)

AAAA

COMPILARE

NON COMPILARE

8127

Sanzioni dovute relative all’addizionale comunale all’IRPEF - Definizione delle controversie tributarie - art. 11 D.L. n. 50/2017

CODICE CATASTALE DEL COMUNE (tabella T4 - codici catastali dei Comuni)

AAAA

Nel campo "codice ufficio" va indicata la sigla dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che è parte nel giudizio: della Direzione provinciale (ufficio legale), Centro operativo di Pescara oppure l'ufficio provinciale. Tutti i codici degli uffici sono reperibili nell'apposita sezione del sito delle Entrate.

I codici da indicare nei campi "rateazione/regione/provincia/mese di riferimento" si possono invece trovare nella "tabella T0", per le Regioni e le Province autonome, o nella "tabella T4" per quanto riguarda i codici catastali dei Comuni.

La risoluzione, infine, ci ricorda che se il pagamento è eseguito da un soggetto diverso da quello che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, nel campo "codice fiscale" della sezione "contribuente " del modello F24, va indicato i codice fiscale di chi effettua il versamento. Nel campo "codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare" va indicato, invece, il codice fiscale del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio, unitamente all'indicazione, nel campo "codice identificativo", del codice "71".

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Approvato modello di istanza

Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del modello di istanza per il computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili nell’ambito dell’attività di accertamento, ai sensi dell’articolo 42, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 2016/164492 del 12 ottobre 2016 è stato approvato il modello per l’istanza di computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili nell’ambito dell’attività di accertamento, ai sensi dell’articolo 42, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Nel citato provvedimento è previsto, al punto 4.2, l’utilizzo esclusivo del prodotto informatico denominato “IPEA”, reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle entrate nel sito www.agenziaentrate.gov.it.

Con il presente provvedimento vengono approvate le specifiche tecniche per la realizzazione e l’utilizzo di ulteriori prodotti informatici, in conformità del tracciato contenuto nelle specifiche tecniche. Contestualmente è reso disponibile il relativo software informatico di controllo.

Laddove si rendesse necessario apportare delle correzioni alle specifiche tecniche approvate con il presente provvedimento, le conseguenti modifiche verranno pubblicate nell’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

(AGENZIA DELLE ENTRATE, PROVVEDIMENTO PROT. 150121/2017 DEL 1 AGOSTO 2017)

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11) Novità dai Commercialisti

ADEMPIMENTI, SERVE UNA TREGUA

NOTA CONGIUNTA ANC – CONFINI INDUSTRIA del 1 agosto 2017

Le Associazioni ANC – Associazione Nazionale Commercialisti e Confimi Industria – Confederazione dell’Industria Manifatturiera Italiana e dell’Impresa Privata hanno diffuso oggi una nota congiunta per fare il punto dopo l’ultima vicenda, quella relativa all’allargamento massiccio dello split payment da cui emergono paradossi che le due parti ritengono offensivi.

Con questa misura il Governo sembrerebbe scegliere, infatti, di dividere i “buoni” (quelli di cui intende fidarsi) dai “cattivi”, salvo scoprire poi che fra i “buoni” ci sono ben 345 partecipate pubbliche in liquidazione di cui pure 19 fallite. Così la misura offende gli operatori onesti (la grandissima maggioranza) e segna pesantemente il rapporto di fiducia verso il fisco.

Dopo le ferie estive il clima sarà ancora più rovente a causa dell’accavallarsi di scadenze ed il debutto del nuovo spesometro su cui ANC e CONFIMI chiedono con forza il ritorno alla naturale scadenza annuale. Inoltre è da parcheggiare l’intenzione del Governo di rendere subito obbligatoria, con la prossima manovra, la fatturazione elettronica. La scelta va lasciata agli operatori creando nel frattempo le condizioni per un’adesione spontanea e non coercitiva.

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Abi-Cndcec, dal Protocollo più collaborazione tra banche e commercialisti

L’intesa siglata prevede la messa a punto di iniziative congiunte – anche tramite la costituzione di tavoli e gruppi di lavoro – per accrescere la qualità e l’efficacia dei progetti comuni.

Stretta collaborazione tra Abi e Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili nell’ambito di iniziative e progetti di formazione e informazione su temi di interesse comune come fisco, regolamentazione e le più recenti novità sia su temi bancari e finanziari, sia su temi economici e sociali. Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa stipulato nei giorni scorsi tra il presidente del CNDCEC, Massimo Miani, e il direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Giovanni Sabatini.

Attraverso il protocollo, banche e commercialisti si impegnano a collaborare nella promozione di iniziative di divulgazione scientifica e nella realizzazione congiunta di ricerche, corsi, seminari, conferenze, convegni e pubblicazioni.

Tra le attività prioritarie previste dal protocollo: promuovere analisi, indagini e pubblicazioni dei relativi studi in materie economiche, giuridiche, fiscali, aziendali e del lavoro; rafforzare il dialogo e la collaborazione reciproca, anche grazie a tavoli di confronto che si riuniranno periodicamente; organizzare incontri e seminari per approfondire i rispettivi punti di vista su specifiche iniziative in discussione nelle diverse sedi istituzionali.

(Nota informativa del CNDCEC n. 36 del 1 agosto 2017)

Vincenzo D’Andò