Cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie – Diario quotidiano del 2 agosto 2017

Pubblicato il 2 agosto 2017

1) Pubbliche Amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA
2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello
3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre
4) Avviso di accertamento nullo se firmato con delega generica
5) Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente non riguarda i tributi regionali
6) Contributi previdenziali: non sono deducibili dal reddito professionale
7) Prestazioni di lavoro occasionale: operatività estesa agli intermediari previdenziali/Patronati
8) Cassazione penale sulla cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie
10) Altri documenti di prassi delle Entrate
11) News dai commercialisti 12) Definizione delle liti fiscali: i codici per versare il dovuto
CTverti1) Pubbliche amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA 2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello 3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre 4) Avviso di accertamento nullo se firmato con delega generica 5) Il regime degli interessi più favorevole per il contribuente non riguarda i tributi regionali 6) Contributi previdenziali: non sono deducibili dal reddito professionale 7) Prestazioni di lavoro occasionale: operatività estesa agli intermediari previdenziali/Patronati 8) Cassazione penale sulla cessione di immobili camuffata da cessione di quote societarie 10) Altri documenti di prassi delle Entrate *****

1) Pubbliche amministrazioni: è ora binomio tra fattura elettronica/split payment IVA

Tutte le pubbliche amministrazioni con fatturazione elettronica sono ora soggette alla scissione IVA dei pagamenti.

Split payment: arrivati i primi chiarimenti da Assonime, con una nota del 27 luglio 2017.

IVA – Pubblicati gli elenchi definitivi delle società soggette al regime dello “split payment” nell’anno 2017.

Sul sito del Dipartimento delle finanze sono stati pubblicati, il 26 luglio 2017, gli elenchi – definitivi – delle società controllate dalle Pubbliche amministrazioni, centrali e locali, e delle società quotate in Borsa i cui acquisti di beni e servizi rientrano nell'ambito applicativo del sistema di liquidazione dell'IVA denominato "split payment", disciplinato dall'art. 1 del Decreto legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017.

Come illustrato nella circolare Assonime n. 18 del 2017, la lettera a) dell'art. 1 di tale D.L. ha previsto che, a decorrere dal 1° luglio 2017, lo "split payment" si applica alle operazioni effettuate nei confronti di tutti gli enti ed i soggetti pubblici facenti parte della Pubblica amministrazione; il decreto ministeriale del 13 luglio 2017, attuativo del Decreto legge, ha chiarito che lo "split payment" si applica alle Pubbliche amministrazioni per le quali l'art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha introdotto l'obbligo della fatturazione elettronica.

La lettera b) dell'art. 1 del decreto-legge n. 50 ha, poi, stabilito che devono applicare lo "split payment" anche numerose società che, pur non appartenendo alla Pubblica amministrazione, hanno la medesima elevata affidabilità fiscale, e cioè:

- le società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni, nonché le società controllate da queste ultime;

- le società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Al fine di dare certezza giuridica agli operatori, gli articoli 5-bis e 5-ter del decreto ministeriale del 27 giugno 2017 hanno stabilito che il Dipartimento delle finanze deve pubblicare sul proprio sito internet gli elenchi dei soggetti destinatari delle fatture con applicazione dello "split payment".

In attuazione di tali disposizioni, il Dipartimento ha pubblicato in data 28 giugno, prima, e in data 14 luglio, poi, gli elenchi dei soggetti tenuti ad applicare lo "split payment", elenchi, però, non definitivi, avendo i soggetti interessati la possibilità di segnalare allo stesso Dipartimento eventuali errori o omissioni (circolare Assonime n. 18 del 2017).

Tenendo conto di tali segnalazioni, il Dipartimento ha predisposto e pubblicato gli elenchi definitivi delle predette società controllate e quotate, che avranno efficacia per le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2017.

Nel comunicato che accompagna tale pubblicazione, il Dipartimento ha chiarito che:

- essendo soggette allo "split payment" le Pubbliche amministrazioni destinatarie della disciplina relativa alla fatturazione elettronica obbligatoria, per l'individuazione delle stesse occorre fare riferimento all'elenco (c.d. elenco IPA) pubblicato sul sito dell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it); nell'utilizzo di detto elenco non vanno, però, considerati i soggetti classificati nella categoria dei "Gestori di pubblici servizi", che non rientrano nella suddetta disciplina;

- le società controllate da Pubbliche amministrazioni centrali o locali, ancorché non iscritte nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni e anche se iscritte nella categoria dei "Gestori di pubblici servizi", sono in ogni caso tenute all'appliczione dello "split payment" qualora risultino incluse negli elenchi predisposti dal Dipartimento;

- le società incluse in detti elenchi non sono tenute all'applicazione della normativa sulla fatturazione elettronica obbligatoria se ciò non è previsto dalla specifica disciplina in materia;

- le aziende speciali, non costituite sotto forma societaria, applicano lo "split payment" solo se sono destinatarie della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria.

Gli elenchi sono prelevabili dal sito, in formato excel, e riportano, oltre alla denominazione delle società interessate, anche il loro codice fiscale.

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2) Contenzioso tributario: ok alla produzione dei documenti in appello

La Consulta conferma la possibilità di produrre in appello documenti già disponibili in primo grado.

Non è irragionevole la previsione che un'attività probatoria, rimasta preclusa nel giudizio di primo grado, possa essere esperita in appello. Questa è la conclusione a cui è giunta la Corte Costituzionale alla quale la CTR Campania aveva rimesso la questione di legittimità costituzionale dell’art. 58, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. La Consulta, nel merito, ha affermato che non si verifica alcuna disparità di trattamento tra le parti del giudizio poichè non vi è alcuno «sbilanciamento a favore di quella facultata a produrre per la prima volta in appello documenti già in suo possesso nel grado anteriore». I giudici costituzionali hanno inoltre ribadito che non esiste alcun principio costituzionale di uniformità tra i vari tipi di processo (ex plurimis sentenze n. 165 e n. 18 del 2000, n. 82 del 1996; ordinanza n. 217 del 2000), essendo riconosciuta ampia discrezionalità del legislatore nella conformazione dei singoli istituti processuali, fermo restano il limite della manifesta irragionevolezza di una disciplina che comporti un'ingiustificabile compressione del diritto di agire (sentenze n. 121 e n. 44 del 2016, n. 335 del 2004).

(Sentenza del 14/07/2017 n. 199 - Corte Costituzionale)

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3) Studi di settore: lo strumento più recente prevale sempre

Retroattività degli studi di settore più recenti: L’accertamento tributario mediante studi di settore costituisce un sistema unitario derivante dal progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della redditività per le categorie di contribuenti. Lo strumento più recente, secondo i giudici di Cassazione, in quanto più raffinato e affidabile del precedente, prevale sempre