Diario quotidiano del 28 agosto 2017 – riassunto delle principali novità del mese di Agosto

Pubblicato il 28 agosto 2017



1) La spesa di locazione di un salottino nello stadio è deducibile come pubblicità (e altre di giurisprudenza)
2) La passività fittizia non rientra nel concetto di “sopravvenuta insussistenza”
3) Online il servizio per la definizione agevolata delle liti pendenti
4) Prassi INPS di metà agosto
5) Prestazioni occasionali: regime sanzionatorio
6) Partite Iva ancora in calo
7) Concessionario della riscossione non competente: cartella nulla
8) Ufficiale il rinvio dei versamenti fiscali
9) Prassi Agenzia delle Entrate di metà agosto
10) Norme di agosto in Gazzetta Ufficiale
11) Arrivano le multe per i Caf che non effettuano i controlli fiscali
CT_Facebook_Cover_828x3151) La spesa di locazione di un salottino nello stadio è deducibile come pubblicità (e altre di giurisprudenza) 2) La passività fittizia non rientra nel concetto di “sopravvenuta insussistenza”: contribuente indenne da accertamento fisco; altre dalla Cassazione 3) Online il servizio per la definizione agevolata delle liti pendenti 4) Prassi INPS di metà agosto 5) Prestazioni occasionali: regime sanzionatorio 6) Partite Iva ancora in calo 7) Concessionario della riscossione non competente: cartella nulla 8) Ufficiale il rinvio dei versamenti fiscali 9) Prassi Agenzia delle Entrate di metà agosto 10) Norme di agosto in Gazzetta Ufficiale 11) Arrivano le multe per i Caf che non effettuano i controlli fiscali **** 1) La spesa di locazione di un salottino nello stadio è deducibile come pubblicità (e altre di giurisprudenza) E’ deducibile, poiché di natura pubblicitaria, la spesa sostenuta dalla società (ricorrente) per la locazione di un salottino nello stadio, volto a un servizio di ospitalità in occasione di partite di calcio, quale spesa inerente, non estranea agli scopi statutari della medesima società ricorrente (art. 109 TUIR), data la finalità di ricevere clienti interessati alla pubblicità radiofonica, quindi avente finalità di promozione pubblicitaria, e non essendovi su tale fatto decisivo alcuna motivazione che dimostra il contrario. Si tratta, pertanto, di una spesa pubblicitaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19219 del 2 agosto 2017, accogliendo così il secondo motivo di ricorso presentato dal contribuente. Nel caso di specie, la C.T.R. non aveva esaminato gli elementi forniti dalla società circa un diverso utilizzo del “salottino” cui è stata dalla C.T.R. attribuita una finalità (“ospitalità di VIP”), senza tenere conto della diversa prospettazione proposta dalla società contribuente (scopi pubblicitari), in relazione a specifiche indicazioni sulla collocazione del salottino (dal quale non era visibile lo stadio), con ciò incorrendo nel dedotto vizio di motivazione, essendosi la C.T.R. limitata a statuire, con motivazione pertanto insufficiente. *** Compensi agli amministratori: accredito del bonifico decisivo In caso di pagamento del compenso dell'amministratore di società di capitali con un bonifico bancario il relativo importo è deducibile secondo il principio di “cassa allargato” nell'esercizio in cui le somme sono accreditate al beneficiario senza che rilevi la data della disposizione o della valuta. I compensi si considerano percepiti quando le somme pagate con bonifico bancario, ed accreditate sul conto corrente del soggetto avente diritto, sono effettivamente disponibili. E’ irrilevante la data in cui l’ordinante effettua la diposizione nei confronti dell’istituto di credito e la data di valuta. Quest’ultima assume rilevanza solo ai fini del computo degli interessi bancari. La Suprema Corte è tornata sul problema della deducibilità dei compensi corrisposti da una società agli amministratori. L’art. 95, comma 5 del TUIR subordina la deducibilità dei predetti compensi, corrisposti agli amministratori all’avvenuto pagamento nel periodo di imposta. Dunque, anche per fini antielusivi, la deduzione del costo ai fini fiscali è legata al momento in cui viene effettuato materialmente il pagamento. (Corte di Cassazione, sentenza n. 20033 dell'11 agosto 2017) *** Detrazione Iva: vale la “sostanza” Nella detrazione dell'Iva le condizioni sostanziali devono sempre prevalere su quelle formali. Il principio di neutralità dell'imposta, infatti, esige che in assenza di frodi o pratiche palesemente elusive, la detrazione dell'Iva sia comunque accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti anche in presenza di violazioni formali. Ne consegue che l'amministrazione finanziaria, una volta che disponga delle informazioni necessarie per accertare che i requisisti sostanziali siano stati soddisfatti, non può imporre al soggetto passivo, per detrarre tale imposta, condizioni supplementari ostative al diritto di detrazione dell’Iva. (Corte di Cassazione, sentenza n. 20042 del 11 agosto 2017)   ******   2) La passività fittizia non rientra nel concetto di “sopravvenuta insussistenza”: contribuente indenne da accertamento fisco La passività fittizia non rientra nel concetto di “sopravvenuta insussistenza di passività”. Censurata la tesi della Commissione tributaria regionale pro fisco. E’ quanto è stato rilevato dalla Corte di Cassazione, nella medesima sentenza n. 19219 del 2 agosto 2017, che ha così accolto il quarto motivo di ricorso presentato dal contribuente. Secondo la Suprema Corte, la Commissione Tributaria Regionale aveva interpretato male la nozione di sopravvenienza attiva (art. 88 TUIR), avendo accertato che la passività era fittizia, per cui rileva solo al momento della sua eliminazione da parte della contribuente (ex art. 55 TUIR). L'art. 55 TUIR qualifica sopravvenienza attiva da iscrivere in bilancio anche “la sopravvenuta insussistenza ... di passività iscritte in precedenti esercizi”. Nel caso di specie, l'insussistenza delle passività è stata intesa come “sopravvenuta” in tutti i casi in cui, per qualsiasi ragione, la posizione debitoria, già annotata come tale, debba ritenersi cessata e assuma quindi nel bilancio una connotazione attiva, come liberazione di riserve, con il conseguente assoggettamento a imposizione, con riferimento all'esercizio in cui tale posta attiva emerge in bilancio ed acquista certezza (cfr. Cass. n. 20543 del 2006; n. 12436 del 2011). Dunque, come afferma la Cassazione, non rientra in tale concetto (di sopravvenuta insussistenza di passività) la passività fittizia, cioè inesistente, come accertato nella sentenza impugnata, che non può pertanto equipararsi alle altre passività iscritte nei precedenti esercizi, non fittizie ma esistenti al momento della loro iscrizione, e poi venute meno per fatti sopravvenuti. Ciò poiché la sopravvenienza attiva si realizza venendo meno successivamente una passività effettivamente esistente, mentre nel caso di specie si tratta di una passività fittizia, che rileva, ai sensi dell'art. 55 TUIR, al momento della sua eliminazione per decisione discrezionale della contribuente. In questa prospettiva la sentenza della CTR, impugnata dal contribuente, ha fatto malgoverno delle richiamate disposizioni legislative, fornendo, in maniera contradditoria, la fittizietà della posta passiva, per poi censurare la sua mancata annotazione in bilancio come sopravvenienza attiva.   ******   3) Online il servizio per la definizione agevolata delle liti pendenti Dal 9 agosto 2017 è possibile inviare, tramite i servizi telematici delle Entrate, la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia. Sul sito www.agenziaentrate.gov.it è infatti disponibile l’applicazione “DCT” che consente di compilare e trasmettere online, entro il 2 ottobre 2017, l’istanza per definire le liti fiscali. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione “Servizi per > Richiedere”, utilizzare la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti (art. 11, D.L. 50/2017)” per la compilazione e la trasmissione. Il termine per definire le liti Entro il 2 ottobre 2017 i contribuenti interessati devono trasmettere la domanda e pagare l’intero importo agevolato o la prima rata in caso di rateazione per importi superiori ai duemila euro. Se non ci sono somme da pagare, la definizione si perfeziona semplicemente con l’invio telematico della domanda. Cosa può essere definito La definizione agevolata è possibile solo per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio - compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio - nelle quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 aprile 2017, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. Restano escluse le liti di valore indeterminabile e, più in generale, quelle senza importi da versare, come, ad esempio, quelle relative al rifiuto alla restituzione di tributi. Come presentare la domanda Per usufruire della definizione agevolata il contribuente deve presentare telematicamente una domanda di definizione per ogni controversia tributaria autonoma, ovvero relativa al singolo atto impugnato. Ciò può avvenire tramite un intermediario abilitato o recandosi presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, ovvero in maniera diretta per i contribuenti abilitati ai servizi telematici. Tutte le indicazioni per la definizione sono reperibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, seguendo il percorso “Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Definizione agevolata liti pendenti. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 169 del 9 agosto 2017)   ******   4) Prassi INPS di metà agosto Vediamo di seguito gli aggiornamenti che si sono avuti in questi giorni roventi di agosto da parte dell’INPS: - Benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti – art. 1, comma 211, legge 11 dicembre 2016, n. 232. Ulteriori precisazioni. L’INPS con il messaggio n. 3274 del 10 agosto 2017 ha precisato riguardo i benefici relativi ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti (in particolare, con riferimento ai soggetti di cui all’art 1 comma 564 della legge n. 266 del 2005), l’esenzione fiscale va applicata solo ed esclusivamente ai trattamenti pensionistici di privilegio correlati all’evento che ha dato luogo al riconoscimento dello stato di vittima del dovere o equiparato. - Incentivo occupazione SUD del Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche attive per l’Occupazione”. Modifica termini recupero arretrati. L’INPS, con il messaggio n. 3272 del 10 agosto 2017, a parziale modifica delle indicazioni operative già fornite nel paragrafo 11, della circolare n.41/2017 e nel messaggio n 2152/2017, ha reso noto che nell’elemento potrà essere indicato l’importo del bonus relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2017 - tali importi saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 “VIRTUALE” con i codici di recupero “L463” e “L465” -. La valorizzazione del predetto elemento potrà essere effettuata fino al flusso contributivo con competenza agosto 2017. - sospensione notifica Note di Rettifica L’INPS ha diffuso il messaggio n. 3286 del 11 agosto 2017, con il quale informa che, a seguito della coincidenza del periodo feriale, ha provveduto ad interrompere l’attività di notifica delle Note di Rettifica emesse nel mese di Giugno. Per le rettifiche notificate dal 1° al 20 agosto, il termine di scadenza viene prorogato al 30 settembre allo scopo di consentire alle Aziende e agli Intermediari l’adeguato svolgimento delle verifiche e procedere, eventualmente, alle rettifiche finalizzate all’annullamento dei provvedimenti notificati. - Chiarimenti richieste di adesione alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. A seguito delle richieste di chiarimento pervenute, l’Inps con il messaggio n. 3282 del 11 agosto 2017, si è soffermata sui soggetti iscritti in forma facoltativa alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (di seguito gestione credito) ai sensi del Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze n. 45 del 7 marzo 2007 e successive modifiche - per consentire alle strutture territoriali di verificare la regolarità delle richieste presentate. Con successivo messaggio saranno fornite altresì le indicazioni per gestire gli adempimenti consequenziali. *** Ecco il TFR di luglio Il TFR di luglio a quota 1,39: A luglio il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,398430. L'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 101,0.   ******   5) Prestazioni occasionali: regime sanzionatorio L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la circolare n. 5 del 9 agosto 2017, ha fornito i primi chiarimenti, al proprio personale ispettivo, in materia di regime sanzionatorio in caso di violazioni alla normativa delle Prestazioni occasionali (libretto di famiglia e contratto di prestazione occasionale). L’Ispettorato definisce, per ciascuna tipologia di violazione, le conseguenze sanzionatorie o di altra natura alle quali può essere soggetto l’utilizzatore di prestazioni occasionali. In particolare, si fa riferimento al superamento del limite economico (2.500 euro) o del limite orario (280 ore); violazione dei divieti di cui al comma 5 (sanzioni riguardanti sia il contratto di prestazione occasionale, sia il libretto famiglia) che comportano la trasformazione del relativo rapporto nella tipologia di lavoro a tempo pieno ed indeterminato a far data dal giorno in cui si realizza il predetto superamento, con applicazione delle connesse sanzioni civili ed amministrative. Trasformazione, però, che non si applica nel caso in cui l’utilizzatore sia una Pubblica Amministrazione. Chiarite anche le sanzioni in caso di violazione dei divieti di cui al comma 5, ossia l’aver acquisito “prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l'utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa". Tale casistica, secondo la circolare, integra un difetto “genetico” afferente alla costituzione del rapporto e comporta dunque, in applicazione dei principi civilistici, la conversione ex tunc dello stesso nella tipologia ordinaria (art. 1, D.Lgs. n. 81/2015) del lavoro a tempo pieno e indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative, laddove sia accertata la natura subordinata dello stesso. Sui divieti di cui al comma 5 si specifica, inoltre, che gli stessi non trovano comunque applicazione in relazione al personale utilizzato attraverso lo strumento della somministrazione. Descritte anche le violazioni inerenti l'obbligo di comunicazione e dei divieti di cui al comma 14 (sanzioni riguardanti esclusivamente il contratto di prestazione occasionale. L'Ispettorato chiarisce che in caso di violazione dell'obbligo di comunicazione preventiva di cui al comma 17 da parte di utilizzatori, diversi dalla Pubblica Amministrazione e dalle persone fisiche/famiglie, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.500 “per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione” . In tali ipotesi non trova applicazione la procedura di diffida di cui all'art.13 del D.Lgs. n. 124/2004 e la sanzione ridotta ai sensi dell’art. 16 della L. n. 689/1981 è pertanto pari ad euro 833,33 per ogni giornata non tracciata da regolare comunicazione. Laddove venga riscontrata la violazione degli obblighi di cui sopra in relazione a più lavoratori, pertanto, la sanzione ridotta risulterà essere il prodotto tra il citato importo di euro 833,33 e la somma delle giornate lavorative non regolarmente comunicate ovvero effettuate in violazione dei divieti di cui al comma 14. Tale sanzione troverà applicazione laddove la comunicazione sia effettuata in ritardo, non contenga tutti gli elementi richiesti o che tali elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato. Il prestatore di lavoro ha diritto altresì al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali di cui agli artt. 7, 8 e 9, del D.Lgs. n. 66/2003, il cui mancato rispetto da parte di qualsiasi utilizzatore comporterà l’applicazione di ulteriori sanzioni descritte nella circolare in questione. Forniti, infine, alcuni chiarimenti in ordine al rapporto tra la sanzione prevista in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione della prestazione occasionale e la c.d. maxisanzione per lavoro “nero”.   ******   6) Partite Iva ancora in calo Osservatorio partite IVA: nel mese di giugno sono state aperte 38.466 nuove partite Iva con una flessione dello 0,7% rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente Sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze i dati relativi all'Osservatorio sulle partite IVA aggiornati al mese di giugno 2017. La distribuzione per natura giuridica delle aperture di partite Iva mostra che la quota relativa alle persone fisiche è pari al 69,2% del totale, la quota delle società di capitali è pari al 25,5%, la quota relativa alle società di persone si attesta al 4,3%. La percentuale relativa ai “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari all'1%. Rispetto al giugno 2016 si rileva un calo di aperture più limitato per le persone fisiche (-2,4%) e più marcato (-12,3%) per le società di persone. Le società di capitali registrano invece un incremento (+7%). Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,3% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,7% al Centro ed il 34,7% al Sud ed Isole. Il confronto con il corrispondente mese dell'anno scorso evidenzia gli aumenti più cospicui in Valle d'Aosta (+13,3%), Liguria (+7,9%) e nella provincia autonoma di Bolzano (+7,2%); le flessioni più marcate si registrano in Basilicata (-30,8%), Molise (-13,6%) e Calabria (-10,5%). La classificazione per settore produttivo evidenzia, come di consueto, che il commercio registra il maggior numero di aperture di partite Iva (20,9% del totale), seguito dalle attività professionali (14,2%) e dalle attività di alloggio e ristorazione (9,1%). Analizzando i settori principali, gli incrementi più significativi, rispetto al giugno 2016, si rilevano nei trasporti (+14,1%), attività immobiliari (+10,5%) e nella sanità (+10,2%); mentre i cali più rilevanti si registrano nell'agricoltura (-15,3%), nel commercio (-8,3%) e nei servizi residuali (-1%). Nessuna sorpresa in arrivo dalle caratteristiche anagrafiche delle persone fisiche: gli uomini hanno aperto il 62,2% delle partite Iva, il 47% è stato assegnato a giovani fino a 35 anni e il 33,3% a persone tra i 36 e 50 anni. I dati registrati, rispetto al corrispondente periodo del 2016, mostrano un calo per tutte le fasce di età, con una diminuzioni più consistente tra gli anziani (-7%), a eccezione dei soggetti tra i 51 e i 65 anni di età che salgono del 2,3 per cento. Il 18,5% delle nuove partite Iva è stata richiesta da persone nate all’estero. Dalla sintesi dell’Osservatorio emerge, infine, che hanno aderito al nuovo regime forfetario 14.208 nuovi contribuenti Iva, con un aumento dell’8,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. (Mef, comunicato n. 142 del 10 agosto 2017)   ******   7) Concessionario della riscossione non competente: cartella nulla La cartella di pagamento è nulla se viene notificata al contribuente da un concessionario privo di competenza. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19577 del 4 agosto 2017, emessa sul ricorso proposto da P. Srl (poi V. Srl) contro l’Agenzia delle entrate e contro Equitalia Esatri s.p.a., agente della riscossione per la Provincia di Varese; Il primo motivo esposto dalla Società contribuente è risultato fondato, nei termini che seguono, con assorbimento dell'esame del secondo. Il suddetto primo motivo pone la questione di diritto se la cartella di pagamento emessa da un concessionario del servizio di riscossione (e, ora, da un agente della riscossione) territorialmente incompetente sia affetta da nullità (come ritenuto dalla società ricorrente) o no (come, invece, sostenuto erroneamente dalla CTR). Dalla sentenza impugnata risulta che la società contribuente aveva la sede legale (e, quindi, ai sensi dell'art. 58, comma 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, il domicilio fiscale) nella Provincia di Brescia sin dall'ottobre del 2002 e che la Esatri s.p.a., che emise e notificò, nell'anno 2006 — precisamente, secondo quanto affermato dalla ricorrente nel ricorso e non contestato dalla controricorrente, il 22 agosto 2006 — la cartella di pagamento era concessionario del servizio di riscossione per la Provincia di Varese. Ciò posto, la sentenza impugnata ha correttamente individuato la competenza territoriale del concessionario del servizio di riscossione in relazione al domicilio fiscale del contribuente (affermando, di conseguenza, del pari correttamente, che la cartella di pagamento impugnata era stata emessa e notificata alla contribuente da un concessionario privo di competenza, in quanto avente, quale ambito territoriale di operatività, la Provincia di Varese, là dove la detta contribuente aveva il domicilio fiscale nella Provincia di Brescia). La Corte suprema osserva di sovente che, ai sensi degli artt. 12, comma 1, e 24, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973, «L'ufficio competente forma ruoli distinti per ciascuno degli ambiti territoriali in cui i concessionari operano. In ciascun ruolo sono iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in comuni compresi nell'ambito territoriale cui il ruolo si riferisce» e «L'ufficio consegna il ruolo al concessionario dell'ambito territoriale cui esso si riferisce [...]» — la competenza territoriale a emettere la cartella di pagamento si determina in base al criterio della correlazione tra l'ambito territoriale di operatività del concessionario (ora agente della riscossione) e il domicilio fiscale del contribuente iscritto a ruolo (Sez. 5, sentenze n. 8049 del 2017 e n. 20669 del 2014, secondo la quale ultima il detto criterio «appare del tutto coerente con il sistema della riscossione coattiva dei tributi a mezzo ruolo, e si giustifica in considerazione delle esigenze di speditezza ed efficienza dell'azione amministrativa, tenuto conto che, nella fase successiva alla notifica della cartella di pagamento, si instaura un rapporto diretto tra il contribuente e tale organo della riscossione (competente a ricevere i pagamenti ed a rilasciare le relative quietanze; competente ad iniziare l'espropriazione)»). La sentenza della CTR è, invece, erronea là dove asserisce che la cartella di pagamento emessa da un concessionario del servizio di riscossione territorialmente incompetente non è invalida. Con la menzionata sentenza n. 8049 del 2017, questa Corte ha già statuito l'illegittimità dell'atto (nella specie, un fermo di beni mobili registrati) emesso, in violazione del criterio determinativo della competenza stabilito dai citati artt. 12, comma 1, e 24, comma 1, del D.P.R. n.602 del 1973, da un concessionario operante in un ambito territoriale diverso da quello in cui è compreso il domicilio fiscale del contribuente e, perciò, territorialmente incompetente; conclusione che vale, all'evidenza, anche per la cartella di pagamento (emessa da un concessionario del servizio di riscossione territorialmente incompetente), atteso che gli artt. 12, comma 1, e 24, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973, delimitano la competenza per territorio del concessionario con riguardo, in generale, a tutti gli atti successivi alla consegna del ruolo, inclusa, quindi, la cartella di pagamento. Tale illegittimità della cartella di pagamento emessa da un concessionario del servizio di riscossione territorialmente incompetente discende dal fatto che la competenza per territorio a emanare gli atti di riscossione, così come quella a emanare gli atti di accertamento (per i quali ultimi la competenza è attribuita, ex art. 31, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973, «all'ufficio distrettuale nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o avrebbe dovuto essere presentata»), in quanto definisce e delimita, in base a previsioni di legge, il potere spettante a ciascun ufficio — che lo può quindi esercitare esclusivamente nell'ambito della propria circoscrizione territoriale — non può essere derogata al di fuori delle ipotesi espressamente previste (in tema di invalidità dell'atto di accertamento emesso da un ufficio territorialmente incompetente, ex plurimis, Sez. 5, sentenze n. 11170 del 2013 e n. 5358 del 2006). Alla luce di quanto precede, nessun fondamento hanno gli argomenti spesi dalla CTR a sostegno della validità della cartella di pagamento emessa da un concessionario territorialmente incompetente. In conclusione, in accoglimento del primo motivo, assorbito il secondo, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa deve essere decisa nel merito, con l'accoglimento del ricorso introduttivo proposto dalla P. Srl. Dalla soccombenza consegue la condanna di ciascuna delle parti resistenti (Agenzia delle entrate ed Equitalia Esatri s.p.a.) al pagamento, in favore della ricorrente P. Srl delle spese processuali. Pertanto, la Cassazione accoglie il primo motivo, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e, decidendo la causa nel merito, accoglie il ricorso introduttivo della contribuente; condanna ciascuna delle resistenti (Agenzia delle entrate ed Equitalia Esatri s.p.a.) al pagamento, in favore della ricorrente P. Srl, di € 5.000,00 per compensi, oltre alle spese generali nella misura del 15% e agli accessori di legge. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 19577 del 4 agosto 2017)   ******   8) Ufficiale il rinvio dei versamenti fiscali E’ stato confermato dal MEF il rinvio dei versamenti fiscali mediante pubblicazione del DPCM 3 agosto 2017 avvenuta l’11 agosto 2017 sul web del Ministero Economia. Poi il Decreto 3 agosto 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 17 agosto 2017. Dal 21 luglio 2017 al 21 agosto 2017 i titolari di reddito di impresa e titolari di reddito di lavoro autonomo (art. 53, comma 1 del TUIR) possono effettuare i versamenti delle imposte con la maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%. Il nuovo termine é stato formalizzato con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Dunque, il giorno 11 agosto 2017 il Ministero dell'Economia e finanze ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto del Presidente del Consiglio, del 3 agosto 2017, che è stato registrato dalla Corte dei Conti ed era in attesa solo di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Come anticipato dal comunicato stampa del MEF, i versamenti interessati dalla nuova scadenza sono quelli derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione in materia di imposta sul valore aggiunto di imprenditori e lavoratori autonomi. Il decreto precisa ora che il rinvio riguarda anche i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese (art. 5, 115 e 116 del TUIR). Ovvero: - i soci di società di persone commerciali; - i collaboratori di imprese familiari; - i coniugi che gestiscono aziende coniugali; - i componenti di associazioni tra artisti o professionisti (es. professionisti con studio associato); - i soci di società di capitali “trasparenti”. Il decreto sostituisce quello (DPCM 20 luglio 2017) già pubblicato nella G.U. n. 169 del 21 luglio 2017.   ******   9) Prassi Agenzia delle Entrate di metà agosto Ecco di seguito gli aggiornamenti di prassi che si sono avuti nei restanti giorni di agosto da parte dell’Agenzia delle entrate: - Con la risoluzione n. 110/E del 11 agosto 2017, l’Agenzia delle entrate si sofferma sull’utilizzo in compensazione tramite modello F24, ai fini del pagamento per l’anno 2017 delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IMU, delle agevolazioni spettanti alle microimprese localizzate nella zona franca dell’Emilia - articolo 12 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78. Alla luce di quanto già affermato nella risoluzione n. 106/E del 1° agosto 2017, l’Agenzia rende noto che le imprese beneficiarie delle agevolazioni in oggetto, in fase di compilazione del modello F24 ai fini del pagamento delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IMU, possono utilizzare in compensazione le predette agevolazioni indicando anche gli anni d’imposta 2017, 2018 e 2019, in corrispondenza del codice “Z146”, secondo quanto previsto dall’articolo 14, comma 12-quinquies, del D.L. 30 dicembre 2016, n. 244, che ha esteso l’applicazione delle agevolazioni in argomento anche ai citati periodi d’imposta. In proposito, viene ricordato che il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate e che le agevolazioni in argomento possono essere utilizzate nei limiti dell’importo complessivamente concesso dal Ministero dello sviluppo economico a ciascuna impresa, pena lo scarto del modello F24. - La risoluzione n. 110/E del 11 agosto 2017 dell’Agenzia delle entrate concerne l’applicabilità della lettera a-ter), dell'articolo 17, sesto comma, del DPR n. 633 del 1972 all’attività di verifica degli impianti di messa a terra presso attività pubbliche o private da parte di soggetti abilitati dal Ministero delle attività produttive ai sensi del d.p.r. n. 462 del 2001. La società istante ritiene che la descritta prestazione di verifica non costituisca un'attività di manutenzione, non potendo l'istante intervenire sugli impianti, ma solo verificare che gli stessi siano fatti a "regola d'arte". Ciò perché, in caso fossero necessari interventi, sarà una società di manutenzione ad operare sugli impianti stessi. Pertanto, l'istante, considerato che il collaudo è una prestazione soggetta IVA e che la prestazione offerta dall'istante, se pur di verifica, è un "collaudo programmato", ritiene che la stessa debba essere fatturata secondo le modalità ordinarie. Dal canto, suo l’Agenzia delle entrate conferma che nel caso di specie non si applica il meccanismo dell'inversione contabile di cui all'articolo 17, sesto comma, lett. a-ter), del d.p.r. n. 633 del 1972, ma il metodo ordinario di adempimento dell’imposta. - In relazione al credito per le imposte pagate da una CFC in un Paese diverso dallo Stato o territorio di residenza o localizzazione (art. 167, comma 6, d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917), l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 112/E del 11 agosto 2017, ha precisato che le imposte estere accreditabili in Italia, in caso di imputazione per trasparenza dei redditi conseguiti dalla società controllata non residente ai sensi dell’articolo 167, comma 1, del TUIR, consistono non solo nelle imposte pagate dalla medesima nel proprio Stato di residenza ma anche in quelle assolte in altri Paesi esteri, nella misura in cui le stesse siano rimaste effettivamente a carico della CFC. Peraltro, evidenzia che tale soluzione interpretativa risulta in linea con gli esiti del Report OCSE “Designing Effective Controlled Foreign Company Rules”, relativo all’Action 3 del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting), che raccomandano la previsione di disposizioni domestiche idonee a garantire l’eliminazione della doppia imposizione che si determina per effetto dell’applicazione della disciplina CFC. Il medesimo orientamento, volto a riconoscere il credito in relazione a tutte le imposte assolte dalla controllata estera sul reddito imputato al socio per trasparenza, è stato accolto anche nella Direttiva 2016/1164 del Consiglio UE del 12 luglio 2016 recante “norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno” (cfr. articolo 8, par. 7, c.d. Direttiva ATAD).   ******   10) Norme di agosto in Gazzetta Ufficiale Questi di seguito sono i provvedimenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale nella seconda parte di agosto: - Buoni pasto con nuove regole Il buono pasto tende a sostituire il servizio mensa dell’azienda: Si tratta, in particolare, di un mezzo di pagamento (emesso in forma cartacea o elettronica) erogato dal datore di lavoro ed utilizzabile dal lavoratore per acquistare pasti o prodotti alimentari. I buoni pasto, dunque, sono alternativi alla mensa aziendale e sono assegnati per ogni giornata lavorata. il lavoratore può cumulare fino a un massimo di 8 buoni pasto: E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017 il Decreto 122 del 7 giugno 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il nuovo regolamento di disciplina e utilizzo dei buoni pasto. Il decreto entrerà in vigore il 9 settembre 2017 e contiene le definizioni dei buoni pasto (art. 2), indica in quali esercizi possono essere erogati i servizi mensa (art. 3), le caratteristiche dei buoni (art. 4) ed il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili (art. 5). *** - Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 3 agosto 2017 Disposizioni di coordinamento per la determinazione della base imponibile dell'IRES e dell'IRAP dei soggetti ITA GAAP e dei soggetti IAS adopter, ai sensi dell'art. 13-bis del D.L. 30 dicembre 2016, n. 244, convertito con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 187 del 11 agosto 2017). *** - Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 3 agosto 2017 Revisione delle disposizioni attuative in materia di aiuto alla crescita economica (ACE) (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 187 del 11 agosto 2017). *** - Professioni regolamentate: preventivo in forma scritta obbligatorio La Legge n. 124 del 4 agosto 2017 (per il mercato e la concorrenza) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2017 e in vigore dal 29 agosto 2017, contiene, nell’ambito delle professioni regolamentate, alcune modifiche all’art. 9, comma 4 del D.L. 1/2012 (convertito in L. 27/2012), in tema di oneri informativi e comunicazione al cliente del compenso professionale. La legge concorrenza prevede modifiche anche alle forme di esercizio della professione legale, in particolare nelle società tra avvocati, in cui il legislatore interviene a rimediare sulla mancata esecuzione della delega contenuta nella riforma del 2012. La forma societaria è consentita solo a società di persone, società di capitali o società cooperative, con la possibilità di soci di capitale. Tuttavia i soci professionisti (avvocati o professionisti iscritti ad altri albi) devono essere almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto. Vietata comunque la partecipazione societaria tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona. Rimane la “personalità della prestazione professionale”, pur se conferita alla società. La responsabilità della società e quella dei soci non esclude la responsabilità del professionista che ha eseguito la prestazione. Per i notai sono introdotti gli obblighi di depositare le somme ricevute per ragioni d’ufficio su conti correnti dedicati e vengono rivisti (parzialmente) le competenze “territoriali” (ampliate) e il numero (alzato). Riguardo agli ingegneri, la legge concorrenza estende alle società costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina della legge n. 266 del 1997, che per prima aveva consentito l’esercizio della professione in forma societaria. L’intervento normativo consente così di rendere validi i contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra le società di ingegneria e i privati, superando interpretazioni opposte date dalla giurisprudenza. Inoltre, in relazione agli agrotecnici, con una disposizione di interpretazione autentica, viene estesa a questa categoria professionale l’abilitazione a compiere una serie di operazioni in materia catastale. Un’innovazione che riguarda tutti i professionisti (oltre al vincolo del preventivo in forma scritta) è invece l’obbligo di indicare e comunicare i titoli conseguiti e le eventuali specializzazioni. Fondi pensione (Articolo 1, commi 38 e 39) La disciplina delle forme pensionistiche complementari, dettata dal Dlgs 252/2005, è stata innovata in più punti dalla legge in esame (modifiche agli articoli 8, 11 e 14). Sotto il profilo tributario, si registra una novità circa l’ambito oggettivo di applicazione del regime di tassazione delle somme percepite a titolo di riscatto a seguito del venire meno dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare. Più precisamente, la modifica riguarda le somme percepite a titolo di riscatto per cause diverse da: morte dell’iscritto (precedente la maturazione del diritto alla prestazione); invalidità permanente (che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo); cessazione dell’attività lavorativa (che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi); assoggettamento a procedura di mobilità o di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria. Viene stabilito, infatti, che, in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione per cause diverse da quelle indicate, è previsto il riscatto della posizione, sia nelle forme collettive sia in quelle individuali. Sulle somme conseguite per effetto del riscatto si applica una ritenuta a titolo di imposta con l’aliquota del 23% (la base imponibile è costituita dal quantum percepito, al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati a imposta). Si ricorda che, nelle ipotesi di riscatto della posizione individuale per una delle specifiche cause sopra indicate, è prevista, invece, l’applicazione di un regime tributario più favorevole. Infatti, sulle somme percepite è operata una ritenuta a titolo di imposta con l’aliquota del 15% (ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali), sull’ammontare complessivo al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati a imposta. Onlus: Erogazioni liberali mediante credito telefonico (Articolo 1, commi 49-52) Allo scopo di favorire i pagamenti digitali e le erogazioni liberali attraverso strumenti di pagamento in mobilità, viene espressamente prevista la possibilità di effettuare mediante credito telefonico le erogazioni liberali destinate: - alle organizzazioni senza scopo di lucro di natura privata che hanno acquisito la qualifica di Onlus (articolo 10, Dlgs 460/1997) - alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui all’articolo 7, legge 383/2000 - alle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), Dlgs 460/1997. Viene affidato a un decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge in esame, il compito di disciplinare le disposizioni attuative della nuova modalità di effettuazione delle erogazioni. Si chiarisce che tali importi, costituendo erogazioni liberali, sono esclusi dall’ambito di applicazione dell’Iva. Infine, si sottolinea che le erogazioni liberali in esame non sono né deducibili né detraibili ai fini delle imposte sui redditi. Si ricorda, peraltro, che il Dlgs 117/2017, recante il Codice del Terzo settore, ha disposto l’abrogazione sia dell’articolo 10, Dlgs 460/1997 sia dell’articolo 7, legge 383/2000. Più precisamente: l’abrogazione dell’articolo 10 è prevista a decorrere dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea in merito al regime di determinazione del reddito d’impresa degli enti del Terzo settore non commerciali (articolo 102, comma 2) l’abrogazione dell’articolo 7, invece, è prevista a decorrere dalla data di operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (articolo 102, comma 4). Pertanto, nell’interpretazione e nell’applicazione delle esaminate disposizioni in materia di effettuazione delle erogazioni liberali mediante credito telefonico, si dovrà tener conto di tali abrogazioni e dell’operatività, in luogo delle norme abrogate, delle disposizioni del Codice del terzo settore. Aggiornamento catastale per l’attività di edilizia libera Per interventi senza alcun titolo abilitativo l’atto di aggiornamento si presenta entro 30 giorni dal momento in cui si sono verificate le mutazioni: La Legge n. 124 del 4 agosto 2017 (per il mercato e la concorrenza) contiene anche disposizioni (art. 1 commi 172 e 173) inerenti agli obblighi di aggiornamento catastale in riferimento a interventi edilizi effettuati senza alcun titolo abilitativo, definiti come attività di edilizia libera. *** - Iper-ammortamenti: è ufficiale la proroga al 30 settembre 2018 La Legge n. 123/2017 di conversione del D.L. 91/2017 ha ora prorogato nuovamente il termine per l’estensione dell’agevolazione. Si assiste all’ulteriore estensione del termine ultimo per l’effettuazione degli investimenti ammissibili all’iper-ammortamento. Difatti, con la conversione del D.L. 91/2017 con la Legge n. 123 del 3 agosto 2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 agosto 2017, viene infatti riconosciuta la proroga al 30 settembre 2018, in luogo del termine del 30 giugno 2018 inizialmente fissato dall’art. 1 comma 9 della L. 232/2016 e poi prorogato al 31 luglio 2018 dalla versione non definitiva dello stesso D.L. 91/2017. In base alle modifiche introdotte in sede di conversione in legge del DL 91/2017, possono quindi beneficiare dell’iper-ammortamento (maggiorazione del 150% del costo di acquisizione) gli investimenti effettuati entro il 30 settembre 2018, ferme restando le particolari condizioni previste per l’estensione dell’agevolazione. Proroga esclusa per il super-ammortamento Viceversa, l’estensione del termine al 30 settembre 2018 (poiché viene ad essere modificato soltanto il comma 9 dell’art. 1 della L. 232/2016) non riguarda anche il super-ammortamento, per il quale resta invece ferma la data del 30 giugno 2018. *** - Fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo 13 luglio 2017 - 12 gennaio 2018) Ai sensi dell'art. 79 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di giorni trenta e' stabilito nella misura dello 0,213% annuo per il periodo dal 13 luglio 2017 al 12 gennaio 2018. (DECRETO 3 agosto 2017 in Gazzetta Ufficiale n. 190 del 16 agosto 2017). *** - Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: Regolamento recante l'individuazione dei beneficiari, la commisurazione degli aiuti, le modalità e le procedure per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 1, commi 648 e 649, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. In vigore dal: 31-8-2017 . (Decreto 14 luglio 2017, n. 125 in Gazzetta Ufficiale n. 190 del 16 agosto 2017). *** - Scambio automatico informazioni: modifiche per gli elenchi degli Stati Un decreto del ministero dell’Economia ritocca il catalogo delle giurisdizioni estere interessate alle procedure internazionali di collaborazione in materia di conti finanziari È stata pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2017, il decreto 9 agosto 2017 del Mef, con il quale sono state apportate alcune modifiche agli allegati al decreto 28 dicembre 2015, che detta le disposizioni attuative della legge 95/2015 in materia di scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale. Con il decreto pubblicato ieri sono apportate modiche agli allegati A, C e D del decreto 28 dicembre 2015. Per quanto concerne l’Allegato A, si tratta di modifiche di coordinamento normativo, mentre per effetto delle modifiche agli allegati C e D vengono rispettivamente ritoccati l’elenco delle giurisdizioni oggetto di comunicazione e quello delle giurisdizioni partecipanti. Elenco delle giurisdizioni oggetto di comunicazione All’elenco contenuto nell’allegato C vengono aggiunte le seguenti giurisdizioni: Bonaire Hong Kong Lettonia Libano Panama Pakistan Saba Sint Eustatius. Dall’elenco, invece, sono espunti: Albania Kuwait Latvia Monserrat. A seguito di tali modifiche, quindi, l’elenco passa da 81 a 85 giurisdizioni. Elenco delle giurisdizioni partecipanti All’elenco contenuto nell’allegato D vengono aggiunte le stesse otto giurisdizioni immesse nell’elenco precedente. Dall’elenco, invece, sono espunti: Albania Kuwait Latvia. A seguito di tali modifiche, quindi, l’elenco passa da 87 a 92 giurisdizioni. Territori inclusi Infine, per entrambi gli elenchi, il decreto specifica che si intendono inclusi: per la Finlandia, le Isole Aland per la Francia, Guadalupa, Guyana francese, Martinica, Riunione, Saint Martin e Mayotte, Saint Barthelemy per il Portogallo, Azzorre e Madera per la Spagna, le Isole Canarie. *** - Conservatorie dei RR.II.: create le sezioni stralcio Istituite per i documenti cartacei consultati meno di frequente relativi al periodo ante 1° gennaio 1970 e a quello informatizzato tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2014- Sono istituite le sezioni stralcio delle conservatorie dei registri immobiliari distribuite sul territorio del Belpaese, per la conservazione dei registri e dei documenti cartacei che sono oggetto di consultazione meno frequente. A prevederlo, il primo dei due provvedimenti del 9 agosto 2017 del direttore dell’Agenzia delle entrate, adottati di concerto con il ministero della Giustizia. In particolare, presso le 114 conservatorie indicate nell’elenco allegato al provvedimento sono istituite, a decorrere da oggi, le sezioni stralcio relative al periodo antecedente al 1° gennaio 1970. A decorrere dallo stesso giorno sono istituite, per ciascuna conservatoria, le sezioni stralcio relative al periodo informatizzato ricompreso tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2014. In entrambi i casi, sono fatte salve le relative circoscrizioni territoriali. Il secondo provvedimento, invece, stabilisce che, a far data dalla sua pubblicazione, i registri immobiliari formati a decorrere dal 1° gennaio 2015 sono conservati dall’Agenzia delle entrate unicamente su supporti informatici, in conformità alle disposizioni dettate dal Codice dell’amministrazione digitale (Dlgs 82/2005). Questa determinazione fa seguito a quanto sancito in precedenza con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 20 ottobre 2016, con il quale si è stabilito che i registri immobiliari formati a decorrere dal 31 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del provvedimento) sono conservati unicamente su supporti informatici. Quindi, per ragioni di semplificazione e di contenimento dei costi, si è ravvisata l’opportunità di conservare esclusivamente su supporti informatici anche i registri immobiliari formati su tali supporti in data antecedente. *** - Soppressi conti tesoreria Soppressione al 30 settembre 2017 delle gestioni operanti su contabilità speciali o conti di tesoreria. Le gestioni operanti su contabilità speciali o conti di tesoreria di cui all'elenco allegato sono soppresse alla data del 30 settembre 2017. A decorrere dal 2 ottobre 2017 viene inibita ai titolari l'operatività sui predetti conti. La relativa chiusura è disposta d'ufficio dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. (Decreto Ministero dell'economia e delle finanze 4 agosto 2017 in GU n. 192 del 18 agosto 2017) *** Zona franca sisma Centro Italia: per ogni anno, benefici al 100% La precisazione arriva dal Mise a seguito dei dubbi emersi, dopo la pubblicazione della circolare n. 99473 del 4 agosto 2017, sulla struttura delle agevolazioni stabilite dalla legge Con un comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2017, il Mise rende noto di avere messo a disposizione sul proprio sito internet, la citata circolare n. 99473 del 4 agosto 2017, con la quale sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle istanze per accedere alle agevolazioni previste a favore delle imprese situate all’interno della zona franca urbana istituita nei comuni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dal terremoto. Più precisamente, il ministero, risolvendo i dubbi emersi negli ultimi giorni circa la struttura delle misure dirette a garantire, nelle zone del sisma del centro Italia, l’esenzione da tasse e contributi, conferma che “la fruizione dei benefici previsti dalla normativa potrà avvenire, per ciascun destinatario, nella misura del 100% per ogni singola annualità”. Infatti, ribadisce il dicastero, le percentuali indicate nel paragrafo 10 della circolare (“Modalità di fruizione delle agevolazioni”) “costituiscono limiti complessivi di copertura come previsti dalla norma e non già limiti di fruizione individuale”.   ****   11) Arrivano le multe per i Caf che non effettuano i controlli fiscali Sanzionato il Caf che rilascia il visto di conformità in modo infedele senza aver effettuato alcun controllo neppure formale della documentazione prodotta circa i dati indicati in dichiarazione dai contribuenti assistiti. Lo ha confermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19952 del 10 agosto 2017. L’agenzia delle Entrate aveva emesso atto di contestazione nei confronti di un Caf sanzionandolo per l’avvenuto rilascio di infedele visto di conformità in violazione dell’articolo 35 del Dlgs 241/97 con la contestazione di 626 violazioni tributarie. Il Caf aveva impugnato il provvedimento. Mentre la commissione provinciale aveva accolto il ricorso ritenendo il Caf estraneo alle attività di controllo poste in essere dall’Agenzia in relazione alle dichiarazioni dei contribuenti, il giudice di appello aveva confermato le sanzioni irrogate dall’ufficio. Il Caf ha presentato ricorso per cassazione ritenendo che la Ctr avesse erroneamente ritenuto sussistente un obbligo di controllo sostanziale dei dati forniti dai contribuenti e della documentazione dagli stessi allegata non previsto per legge se non successivamente da una norma non applicabile retroattivamente. I giudici di legittimità non hanno accolto il ricorso del Caf che ora dovrà pagare tutte le sanzioni irrogate.   Vincenzo D’Andò